M83 (gruppo musicale)

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M83
I fratelli Gonzales nel 2008
I fratelli Gonzales nel 2008
Paese d'origine Francia Francia
Genere Shoegaze[1][2]
Dream pop[2][3]
Indietronica[3]
Periodo di attività 2001in attività
Etichetta Gooom Disques
Naïve
Mute Records
Album pubblicati 7
Studio 6
Colonne sonore 1
Sito web
M83 logo.gif

M83 è un gruppo musicale di musica dream pop e shoegaze fondato da Nicolas Fromageau e Anthony Gonzalez ad Antibes, in Francia nel 1999.

Il nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome del gruppo è ispirato alla Galassia Girandola del Sud, scoperta nel 1752 da Nicolas Louis de Lacaille e indicata nel Catalogo di Messier con la sigla M83.

Nel 2004, dopo un lungo tour tenuto in occasione del secondo album, Fromageau abbandona la band, lasciando Gonzales come unico membro. In studio e tour gli si affiancano il fratello Yann Gonzalez, la cantante e tastierista Morgan Kibby e il batterista Loïc Maurin. Nel 2011 Gonzalez posta sul sito web del gruppo un invito aperto a un'audizione per un multistrumentista, vinta dall'allora diciannovenne Jordan Lawlor.[4]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Esordi e prime produzioni (1999 - 2003)[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo è stato fondato nel 1999 da due ragazzi francesi, Nicolas Fromageau e Anthony Gonzalez, che frequentavano il liceo insieme ad Antibes.[5] In quel periodo lo shoegaze venne ripreso proprio da gruppi come M83, Ulrich Schnauss e Asobi Seksu.

Nell'autunno del 2000 il gruppo registra l'album di debutto, che esce in Francia sotto l'etichetta parigina Gooom Disques, fondata da Jean-Philippe Talaga, il 18 aprile 2001. Il disco si intitola semplicemente M83. L'album, dal titolo astronomico, risente in effetti delle influenze del krautrock dei Tangerine Dream[6] ma già si avvicina ai toni che faranno degli M83 rappresentanti del cosiddetto "neo-shoegaze",[2] in cui giocano un ruolo fondamentale distorsioni e riverberi, applicati però alle tastiere anziché alle chitarre.[3] Caratteristica che invece rimarrà pressoché inalterata nel percorso storico del gruppo (quantomeno fino a Saturdays = Youth, 2008) è la rinuncia alla centralità della parte vocale,[3] consistente al massimo in campionamenti di dialoghi o brevi ritornelli. L'anno successivo il disco esce nel resto d'Europa e viene accompagnato da un fortunato tour. Inoltre nel 2005 l'album verrà riedito dalla Mute Records per il mercato nordamericano.[7]

Forti di un contratto con la Mute Records, i due francesi si concentrano sul secondo album, che esce nell'aprile 2003 in Europa e l'anno dopo sul mercato nordamericano. Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts mantiene le attese e viene anzi considerato il migliore di quelli prodotti sin qui dal gruppo,[2][8][9][10] ottenendo anche successo di pubblico. Vi risultano più evidenti le influenze di Brian Eno e My Bloody Valentine.

L'abbandono di Fromageu e il terzo album (2004 - 2005)[modifica | modifica sorgente]

Da fenomeno di nicchia, gli M83 conoscono un ampio successo di pubblico, con interviste e coperture da parte della stampa. Al termine della lunga tournée mondiale che pubblicizza quest'ultimo album, Nicolas Fromageau lascia però il gruppo per formare i Team Ghost.[2]

Gonzalez decide così di realizzare il terzo album, completamente strumentale, praticamente da solo, in una sorta di one man band. Si avvale dell'aiuto di pochi altri musicisti, tra i quali il fratello Yann. Before the Dawn Heals Us esce nel gennaio 2005 sul mercato europeo e nordamericano, riscuotendo un buon successo di critica e pubblico. Il concetto di narrazione metacinematografica che ispira Gonzalez risulta anche qui evidente,[11] ma l'album, in cui spiccano toni psichedelici, appare in qualche misura ripetitivo ed un mezzo passo indietro.[2][3]

Produzioni di Anthony Gonzalez (2007-oggi)[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2007 Gonzalez decide di pubblicare Digital Shades Vol. 1, che raccoglie 10 tracce dalla matrice new age e ambient, quasi a sottolineare una sorta di rassegnazione musicale. Il disco infatti viene bocciato dalla critica.[2]

Nel 2008 esce Saturdays = Youth, registrato da Ken Thomas, Ewan Pearson e Morgan Kibby. Questo disco sembra essere ispirato alla musica degli anni ottanta. Quattro tracce vengono diffuse come singoli: Couleurs, Graveyard Girl, Kim & Jessie e We Own the Sky.

Nel dicembre 2008 M83 fa da band di supporto alle tappe britanniche dei Kings of Leon, mentre tra gennaio e febbraio del 2009 accompagna i The Killers negli Stati Uniti e i Depeche Mode in Italia, Germania e Francia.

Nella primavera 2010 M83 scrive la colonna sonora del film di Gilles Marchand Black Heaven. Il 5 luglio dello stesso anno questa colonna sonora viene rilasciata come album con l'aggiunta di nuovi pezzi, ossia Black Hole e Marion's Theme.

Nel 2011 Gonzalez inizia a lavorare sul nuovo disco insieme, tra gli altri, a Justin Meldal-Johnsen (bassista dei Nine Inch Nails) e Zola Jesus. Nell'ottobre di quell'anno viene così pubblicato il doppio album Hurry Up, We're Dreaming. Il 19 luglio 2011 era stato rilasciato il singolo Midnight City in free download sul sito ufficiale della band. L'album raggiunge la posizione numero 3 nella Pitchfork's Top 50 del 2011.

Nel 2013 vengono chiamati dalla Universal Pictures per comporre la colonna sonora del film Oblivion, diretto da Joseph Kosinski.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Colonne sonore[modifica | modifica sorgente]

  • 2013 - Oblivion

Singoli[modifica | modifica sorgente]

  • 2004 - 0078h
  • 2004 - Run Into Flowers
  • 2004 - America
  • 2004 - A Guitar and a Heart
  • 2005 - Don't Save Us from the Flames
  • 2005 - Teen Angst
  • 2007 - We Own the Sky
  • 2008 - Couleurs
  • 2011 - Midnight City
  • 2011 - Steve Mcqueen
  • 2012 - Wait
  • 2013 - Oblivion (feat. Susanne Sundfør)
  • 2013 - Ali & Matthias

Apparizioni in altri media[modifica | modifica sorgente]

  • La canzone Unrecorded, dell'album Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts, venne usata nel trailer per il pubblico internazionale del film russo I guardiani della notte
  • Teen Angst, dall'album Before the Dawn Heals Us, appare nel trailer del film A Scanner Darkly.
  • Don't Save Us from the Flames, che riguarda un incidente d'auto, fu anche inserita in una pubblicità della Pontiac.
  • Gli M83 hanno realizzato il remix della canzone Pioneers dell'album del 2005 Silent Alarm Remixed del gruppo britannico Bloc Party. Hanno anche remixato Black Cherry dei Goldfrapp, Suffer Well dei Depeche Mode e Vila Attack dei Bumblebeez 81.
  • Nel 2008 la canzone Lower Your Eyelids to Die With the Sun è stata inclusa nel video-documentario Britney Spears: for the Record prodotto da MTV.
  • Nel 2008, We own the sky entra nella colonna sonora del film-documentario sullo snowboard That's it, that's all.
  • Nel 2011 Run Into Flowers e Cyborg dell'album Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts vengono usate per la colonna sonora del cortometraggio franco-italiano Fireworks di Giacomo Abbruzzese.
  • Sempre nel 2011 Intro (feat. Zola Jesus), Outro e My Tears Are Becoming a Sea compaiono nella colonna sonora del film-documentario sullo snowboard The Art Of Flight.
  • Nel 2012 il brano Outro viene inserita come colonna sonora del trailer del film Cloud Atlas.
  • Nel 2013 Midnight City compare nello spot dell'automobile Renault Captur[12]
  • Nel 2013 il brano Wait viene usato nel settimo episodio della serie TV Under the Dome.
  • La canzone Midnight City compare nei film Giovane e bella e Warm Bodies.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) M83 in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ a b c d e f g Alberto Asquini, M83 Una nebulosa shoegaze, Onda Rock.
  3. ^ a b c d e Piero Scaruffi, M83, Scaruffi.com.
  4. ^ Jessica Masulli Reyes, Sparta resident on M83 international tour, New Jersey Herald, 5 dicembre 2011. URL consultato il 10-8-2013 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2012).
  5. ^ M83, Amazon.fr. URL consultato il 10-8-2013.
  6. ^ Brandon Stosuy, M83, Pitchfork Media, 6 novembre 2005. URL consultato il 10 agosto 2013.
  7. ^ M83 – M83, Discogs. URL consultato il 10 agosto 2013.
  8. ^ The Top 200 Albums of the 2000s: 200-151, Pitchfork Media, 28 settembre 2009. URL consultato il 9 agosto 2013.
  9. ^ Matt LeMay, M83 - Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts, Pitchfork Media, 12 maggio 2003. URL consultato il 10 agosto 2013.
  10. ^ Nick Southall, M83 - Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts, Stylus, 1 novembre 2003. URL consultato il 9 agosto 2013.
  11. ^ (EN) Johnny Loftus, M83 in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 10 agosto 2013.
  12. ^ Alberto Murano ne parla su radiomusik.it

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