Slipknot

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Slipknot
Gli Slipknot al Mayhem Festival
Gli Slipknot al Mayhem Festival
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Nu metal[1][2][3]
Alternative metal[1]
Rap metal[1][4]
Death metal[3][5][6][7][8]
Periodo di attività 1995in attività
Etichetta Roadrunner
Nuclear Blast
Album pubblicati 6
Studio 4
Live 1
Raccolte 1
Sito web
Slipknot (Logo).png

Gli Slipknot sono un gruppo alternative metal[1] statunitense, formatosi a Des Moines nel 1995.

La band si distingue in particolare per la propria immagine: durante le apparizioni ufficiali del gruppo, i componenti si presentano con il volto coperto da maschere horror. Inoltre, ciascuno di essi si fa chiamare con un numero da 0 ad 8, impresso anche sulle tute da carcerato che indossano.[1] Le maschere vengono solitamente modificate all'uscita di un nuovo album.

Sono ritenuti una delle più popolari band della scena nu metal.[1]

Indice

Storia[modifica]

I primi anni[modifica]

Il primo nucleo degli Slipknot sorse nel 1993[9], per iniziativa di Shawn Crahan, Joey Jordison e Paul Gray. All'epoca aveva come primo cantante Anders Colsefini e come chitarrista Donnie Steele. La formazione iniziale non possedeva ancora un nome definitivo, cambiandolo da "Ones", a "Pyg System", a "Meld", infine "Slipknot" ("nodo scorsoio")[10]. Nel 1995 raggiunsero una formazione stabile. L'anno successivo pubblicarono il demo Mate. Feed. Kill. Repeat., distribuito in mille copie.[10] Poche etichette discografiche s'interessarono ai loro primi lavori: la Roadrunner Records non voleva scritturarli poiché non apprezzava i loro testi.

Intanto si andava via via formando la formazione attuale, con l'arrivo di Chris Fehn alle percussioni, del tastierista Craig Jones (dapprima sostituto di Steele alla chitarra), del cantante Corey Taylor, del chitarrista Mick Thomson e del dj Sid Wilson. In seguito, Colsefini, Steele, Brandon Darner e Greg Welts si separarono dalla band. Nel 1997 cominciarono i loro primi concerti in maschera. L'iconografia degli Slipknot fu un'idea di Crahan, che decise anche che il gruppo doveva avere tre percussionisti per «creare un vero e proprio muro sonoro»[10]. Nello stesso anno, grazie alla promozione del dirigente Roadrunner, John Kuliak, cominciarono le trattative per scritturarli. Fu allora che Taylor arrivò al posto di Colsefini, il quale, invece di rimanere come percussionista[11] si separò dal gruppo e procedette per proprio conto[11].

Nel 1998 viene registrato un altro demo, Slipknot Demo, che contiene il singolo Wait and Bleed. Il demo fu inviato a numerose etichette e ottenne un grande successo su Internet, che spinse il produttore Ross Robinson a fare ottenere al gruppo un contratto con la Roadrunner Records.

Il successo commerciale[modifica]

Nel 1999 incisero, negli studi Indigo Ranch di Malibu, Slipknot, omonimo album di debutto, prodotto da Robinson (alcune tracce sono rifacimenti di quelle dell'album del 1996). In tre mesi diventò disco di platino negli Stati Uniti. All Music Guide elogiò l'album, particolarmente abrasivo e con una forte impronta rap metal, affermando: «sono talmente duri che i Limp Bizkit al confronto sembrano gli Osmonds».[12] Grazie al loro esordio, gli Slipknot poterono partecipare all'edizione 1999 dell'Ozzfest. Dopo l'uscita dell'album, James Root, chitarrista degli Stone Sour, prese il posto di Josh Brainard, che lasciò il gruppo per motivi personali.

Negli anni successivi si esibirono nei tour Tattoo the Earth e Pledge of Allegiance insieme ai System of a Down, Mudvayne e Rammstein.

Iowa e altri progetti (2001-2006)[modifica]

Nel 2001, di nuovo sotto la Roadrunner Records (rilevata dalla Universal), Robinson produsse Iowa. Il disco, con una maggiore vena di death metal, entrò subito al terzo posto di Billboard e al primo tra i dischi più venduti in Gran Bretagna. I suoi brani più noti sono People=Shit, Left Behind, My Plague, The Heretic Anthem e la title track, nei quali è molto apprezzato il lavoro di batteria di Joey Jordison e i loro riff di chitarra presentano una notevole ispirazione da parte di Slayer, Deicide, Fear Factory e Morbid Angel.[13]

Gli Slipknot in concerto a Buenos Aires

Dopo aver dedicato due anni a progetti collaterali (Taylor e Root ripresero a suonare per gli Stone Sour, Jordison per i Murderdolls e Crahan per i To My Surprise, mentre Wilson ha inciso dischi jungle drum and bass con lo pseudonimo "DJ Starscream"[14]), nel 2003 la band rientrò a lavorare in studio per il nuovo LP, cosicché l'anno successivo venne pubblicato Vol. 3: (The Subliminal Verses), prodotto da Rick Rubin, che entrò al secondo posto della classifica Billboard 200. Diversamente dai lavori precedenti, le canzoni del quarto album hanno discreti assoli chitarristici, qualche influenza in più da parte degli Slayer e il cantato di Taylor è meno ritmato ed aggressivo. Dopo l'uscita di Vol. 3: (The Subliminal Verses), la band partì per il tour The Unholy Alliance in Europa, insieme a Slayer, Hatebreed e Mastodon.

Nell'ottobre del 2005 uscì Roadrunner United: The All-Star Sessions, a cui la band collaborò con altri musicisti. Un mese dopo uscì 9.0: Live, che contiene alcune performance degli Slipknot negli Stati Uniti, in Giappone e a Singapore. Inoltre il loro singolo Before I Forget vinse un Grammy, come Best Metal Performance[15].

In passato gli Slipknot sono apparsi anche nel cartone animato Viz (febbraio 2006), dove eseguono People = *** sul finale dell'episodio Mrs Brady, Old Lady.

Il 5 dicembre 2006 è stato pubblicato il DVD Voliminal: Inside the Nine.

All Hope Is Gone (2007-2009)[modifica]

Il 26 agosto 2008 è stato pubblicato il quarto album in studio All Hope Is Gone per la Roadrunner Records.[16] L'album presenta un certo distaccamento dal nu metal dei primi lavori; sono presenti comunque alcuni brani più melodici, come ad esempio l'atipica Snuff. Il primo singolo dell'album, Psychosocial, è stato pubblicato il 20 giugno 2008.

L'album ha raggiunto il primo posto nelle classifiche di Canada, Nuova Zelanda, Svezia, Svizzera e USA superando le 592.000 copie vendute e ottenendo 2 dischi d'oro: in Germania e negli USA.

Lo stesso anno hanno girato l'Europa, il Giappone e l'Australia per un tour che ha visto, fra i gruppi spalla, i Children of Bodom e i Machine Head.

Hanno partecipato da headliner al Gods of Metal del 2009 allo stadio di Monza, il 28 giugno 2009.[17]

L'11 settembre del 2009 viene pubblicata un'edizione speciale per celebrare il decimo anniversario del loro primo album omonimo, che contiene anche diverse bonus tracks.[18]

La morte di Paul Gray[modifica]

Il 24 maggio 2010, in una stanza d'albergo a Urbandale nell'Iowa, è stato rinvenuto il cadavere del bassista Paul Gray[19][20]. Esami approfonditi hanno rivelato che il bassista è morto per un'overdose di morfina e di fentanyl[21].

Il gruppo ha commemorato il compagno deceduto con una conferenza stampa alla quale i componenti si sono presentati senza maschera. Come suo sostituto viene chiamato Donnie Steele, già chitarrista della band nel periodo 1995-1996, che però avrà un ruolo da semplice turnista, senza entrare ufficialmente e stabilmente nel gruppo.

Antennas to Hell e il quinto album (2010-presente)[modifica]

La band, dopo l'ultimo album in studio All Hope Is Gone, aveva annunciato che nel mese di ottobre del 2009 erano iniziate le registrazioni per il quinto album di inediti che vedrà luce nel 2013, stando a quanto annunciato dalla band (in precedenza la pubblicazione era prevista nel corso del 2010). L'album, attualmente senza nome (il titolo provvisorio è Vol. 5), dovrebbe contenere più di 15 tracce; la band ha rivelato che per il disco sono state registrate 20 canzoni; inoltre sono stati annunciati titoli di alcune canzoni come Dirge, Moth, Chapter One: The Eleventh March, In Reverse. James Root, chitarrista della band, ha affermato che questo è forse il momento migliore della band e altri membri, in particolar modo Joey Jordison, giudicano questo un album pesante e strumentale e un lavoro che segnerà i progetti futuri della band.

L'album, come affermato dalla band, verrà dedicato al bassista Gray.

Il percussionista Crahan ha recentemente dichiarato che la band andrà in tour negli USA entro il mese di giugno del 2012, e che il gruppo non entrerà in studio prima del 2013, dopo una pausa per il tour.

Il 24 luglio 2012 viene pubblicata la prima raccolta della band Antennas to Hell, mentre il 17 e il 18 agosto (rispettivamente vicino a Pacific Junction nell'Area metropolitana di Omaha-Council Bluffs e a Somerset nella Contea di St. Croix) gli Slipknot hanno tenuto il loro primo festival annuale, il Knotfest, insieme ad altri artisti come Deftones, Lamb of God e Serj Tankian.

Stile ed influenze[modifica]

Le influenze principali sono quelle di gruppi quali Slayer, Black Sabbath, Korn, Fear Factory, Judas Priest, Sepultura, KISS, Biohazard e Deftones.[1][3][4][22] L'alternative metal suonato dalla band include molti elementi rap metal e nu metal e si caratterizza per le influenze death e thrash metal, tuttavia molte canzoni risentono anche di influenze melodiche. I testi trattano argomenti come il nichilismo, la psicosi, la misantropia,[23] l'oscurità, l'ira, l'odio e l'amore.

Collaborazioni e progetti correlati[modifica]

Gli Slipknot in concerto al Graspop Metal Meeting
Slipknot al Sonisphere Festival Italy 2011

Curiosità[modifica]

Formazione[modifica]

Attuale
Turnisti
Ex-componenti

Timeline della formazione[modifica]


Discografia[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia degli Slipknot.

Videografia[modifica]

DVD[modifica]

Premi e riconoscimenti[modifica]

Premio Anno Nomination Categoria Risultato
ECHO Awards 2009 Slipknot Best Group International - Rock/Alternative Nomination
Fuse Awards 2008 "Psychosocial" Best Video Nomination
2009 "Dead Memories" Best Video Vinto
Grammy Awards 2001 "Wait and Bleed" Best Metal Performance Nomination
2002 "Left Behind" Best Metal Performance Nomination
2003 "My Plague" Best Metal Performance Nomination
2005 "Duality" Best Hard Rock Performance Nomination
"Vermilion" Best Metal Performance Nomination
2006 "Before I Forget" Best Metal Performance Vinto
2009 "Psychosocial" Best Metal Performance Nomination
Kerrang! Awards 2000 "Wait and Bleed" Best Single Vinto
Slipknot Best International Live Act Vinto
Best Band in the World Vinto
2001 Slipknot Best Band in the World Vinto
2002 "My Pleague" Best Video Nomination
Slipknot Best International Live Act Nomination
Best Band in the World Nomination
2004 Vol. 3: (The Subliminal Verses) Best Album Nomination
"Duality" Best Video Nomination
Slipknot Best Live Band Nomination
Best Band on the Planet Nomination
2005 Slipknot Best Live Band Nomination
2008 Slipknot Kerrang! Icon Vinto
2009 Slipknot Best Live Band Vinto
Best International Band Vinto
"Dead Memories" Best Single Nomination
"Psychosocial" Best Single Nomination
"Sulfur" Best Video Nomination
All Hope Is Gone Best Album Nomination
2010 "Snuff" Best Single Nomination
Metal Hammer Golden God Awards 2005 Slipknot Best Live Band Vinto
2008 Slipknot Inspiration Award Nomination
2009 Slipknot Best Live Band Vinto
Best International Band Vinto
Mick Thomson & James Root Shredder Nomination
2010 Corey Taylor Best Vocalist Nomination
2011 Joey Jordison Best Drummer Nomination
2012 Slipknot Best Comeback of the Year Vinto
MTV Europe Music Awards 2008 Slipknot Rock Out Nomination
MTV Video Music Awards 2008 "Psychosocial" Best Rock Video Nomination
NME Premier Awards 2000 Slipknot Brightest Hope Vinto
NME Carling Awards 2002 Iowa Best Album Nomination
Slipknot Best Metal Group Vinto
Revolver Golden Gods Awards 2009 Slipknot Best Live Band Vinto
"Psychosocial" Best Riff Vinto
2012 Slipknot Comeback of the Year Vinto
Total Guitar Readers Awards 2008 "Psychosocial" Best Video Vinto
Solo of the Year Vinto
Fender Jim Root Telecaster Hottest Guitar Vinto

Note[modifica]

  1. ^ a b c d e f g (EN) Steve Huey. Slipknot Biography. Allmusic.com. URL consultato in data 10 marzo 2012.
  2. ^ Tommaso Iannini, 2003, op. cit., pp. 76-77.
  3. ^ a b c Peter Buckley, 2003, op. cit., p. 954.
  4. ^ a b Daniel Bukszpan; Ronnie James Dio, The Encyclopedia of Heavy Metal, Barnes & Noble Publishing, 2003, Pagina 233.. ISBN 0-7607-4218-9.
  5. ^ Tommaso Iannini, 2003, op. cit., p. 74.
  6. ^ Slipknot. Scaruffi.com. URL consultato in data 29 settembre 2009.
  7. ^ R. Bertoncelli, 2006, op. cit., p. 1086.
  8. ^ Joel McIver, 2002, op. cit., p. 117.
  9. ^ PulseOfTheMaggots.com - Slipknot biography
  10. ^ a b c SLIPKNOT - Black-Goat.com - Your #1 Slipknot resource
  11. ^ a b SLIPKNOT - Black-Goat.com - Your #1 Slipknot resource
  12. ^ (EN) Rick Anderson. Slipknot. Allmusic.com. URL consultato in data 10 marzo 2012.
  13. ^ Tommaso Iannini, 2003, op. cit., p. 77.
  14. ^ Dj Starscream op MySpace Music – Gratis gestreamde MP3's, foto's en Videoclips
  15. ^ Rock On The Net: 48th Annual Grammy Awards - 2006
  16. ^ (EN) All Hope Is Gone. Allmusic.com
  17. ^ Gods of Metal 2009: Annuncio. Godsofmetal.it. URL consultato in data 3 ottobre 2010.
  18. ^ (EN) Slipknot 10th Anniversary Edition. Allmusic.com
  19. ^ billboard.com. (EN) Slipknot Bassist Paul Gray Found Dead in Hotel. 24 maggio 2010. URL consultato in data 25 maggio 2010.
  20. ^ Slipknot Bassist Paul Gray Found Dead, (EN) fmqb.com, 24 maggio 2010.
  21. ^ Musica: Slipknot, bassista morto per overdose, Corriere della Sera, 22 giugno 2010.
  22. ^ Tommaso Iannini, 2003, op. cit., p. 97.
  23. ^ Gianni Della Cioppa, 2010, op. cit., p. 97.
  24. ^ Stone Sour
  25. ^ Tommyのマイカーライフ
  26. ^ Dj Starscream op MySpace Music – Gratis gestreamde MP3's, foto's en Videoclips
  27. ^ Murderdolls.us
  28. ^ Ministry
  29. ^ Satyricon

Bibliografia[modifica]

Enciclopedie[modifica]

  • R. Bertoncelli; C. Thellung, Ventiquattromila dischi. Guida a tutti i dischi degli artisti e gruppi più importanti, Baldini Castoldi Dalai, 2006. ISBN 978-88-6018-151-0.
  • Peter Buckley, The rough guide to rock (in inglese), Rough Guides, 2003. ISBN 1-84353-105-4.
  • Daniel Bukszpan; Ronnie James Dio, The Encyclopedia of Heavy Metal, Barnes & Noble Publishing, 2003. ISBN 0-7607-4218-9.
  • Gianni Della Cioppa, Heavy Metal. I contemporanei, Giunti Editore, 2010. ISBN 978-88-09-74962-7.
  • Tommaso Iannini, Nu metal, Giunti Editore, 2003. ISBN 88-09-03051-6.
  • Guido Mariani, Millennium Rock (in inglese), Guido Mariani, 2010. ISBN 978-1-4457-5724-7.
  • Joel McIver, Nu-metal: The Next Generation of Rock & Punk (in inglese), Omnibus Press, 2002. ISBN 0-7119-9209-6.
  • Luca Signorelli, Metallus. Il libro dell'heavy metal, Giunti Editore, 2001. ISBN 88-09-02230-0.

Testi monografici[modifica]

  • Joel McIver, Slipknot: Unmasked (in inglese), Omnibus Press, 2001. 0711986770.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

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