Rob Halford

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Rob Halford
Halford sul palcoscenico, a Birmingham, il 19 marzo 2005.
Halford sul palcoscenico, a Birmingham, il 19 marzo 2005.
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Heavy metal[1][2][3][4]
Hard rock[2][3]
Periodo di attività 1973 – in attività
Etichetta Sony Music
Metal God Entertainment
Nothing Records
Gruppo attuale Judas Priest
Gruppi precedenti Fight
Two
Halford
Album pubblicati 31
Studio 14 (con i Judas Priest)
2 (con i Fight)
3 (con gli Halford)
1 (con i Two)
Live 4 (con i Judas Priest)
1 (con gli Halford)
Raccolte 13 (con i Judas Priest)
2 (con i Fight)
Sito web

Robert John Arthur "Rob" Halford (Birmingham, 25 agosto 1951) è un cantante britannico, membro della popolare heavy metal band Judas Priest ed uno dei personaggi emblematici e carismatici di questo genere.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce il 25 agosto 1951 a Birmingham, Inghilterra. Da ragazzo i suoi idoli erano i Beatles, Rolling Stones, Cream, David Bowie, Frank Sinatra e nutriva anche una grande ammirazione per Elvis Presley.

I Judas Priest (1973-1992)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Judas Priest.

Entrò nel mondo della musica cantando in varie bands minori tra cui Hiroshima, Lord Lucifer ed Abraxas mentre nel 1973 venne chiamato a sostituire Al Atkins nei Judas Priest, iniziando, così, la sua carriera in questa band.

L'album d'esordio Rocka Rolla (1974) era ancora disco molto legato all'hard rock e, soprattutto, al rock progressivo. Con il successivo Sad Wings of Destiny (1976), la band fece un netto passo avanti verso sonorità più dure. L'album si dimostrò superiore a quello di esordio e Halford, secondo molti, diede il meglio di sé in brani come "Tyrant", "The Ripper", "Victim Of Changes" e nella ballad "Dreamer Deceiver".

Nei primi anni ottanta la carriera con i Judas procedette senza ostacoli, grazie ad album come British Steel (1980), Screaming for Vengeance (1982) e Defenders of the Faith (1984), tre album considerati come fondamentali per l'heavy metal.[5][6]

Nella seconda metà di questo decennio il loro stile musicale iniziò a subire radicali mutamenti verso sonorità più morbide.

Il successivo Turbo (1986) vide la contaminazione del loro genere con elementi hair metal, contaminazione che fu accolta in maniera molto critica dai fan, ma tuttavia questo disco ebbe un buon successo commerciale. Due anni dopo venne pubblicato Ram It Down, anch'esso criticato, vide invece un notevole calo nelle vendite.[7]

Nonostante l'arrivo del nuovo batterista Scott Travis e l'uscita di Painkiller (1990), uno dei più importanti ed influenti lavori heavy metal di sempre,[8] Rob si divise dai Judas Priest. Ciò avvenne poco dopo la fine del Painkiller World Tour e a seguito della sentenza di assoluzione al processo in cui il gruppo era stato accusato di aver pubblicato un pezzo intitolato "Better By You, Better Than Me" (una reinterpretazione degli Spooky Tooth), ricco, secondo l'accusa, di messaggi subliminali che avevano indotto al suicidio due giovani negli USA.

Secondo quanto ammesso dallo stesso Rob Halford, il cantante voleva prendere una pausa dall'intensa attività della band per creare un progetto solista di stampo più moderno. Visto che l'etichetta non voleva permettergli di allontanarsi dai Priest, seppur momentaneamente, il suo abbandono totale dai Priest fu comunicato tramite fax nel novembre 1992.

Attività solista (1993-2003)[modifica | modifica sorgente]

Rob Halford al Retribution Tour del 2005

Mentre i Judas lo rimpiazzarono con Tim "Ripper" Owens, Halford fondò i Fight in compagnia di Scott Travis. Incise due album in studio: War Of Words (1993) e A Small Deadly Space (1995) e fondò un altro progetto chiamato 2wo, pubblicando però un solo disco: Voyeurs (1997).

Nel 1998, Halford rivelò la sua omosessualità in un'intervista ad MTV. Il suo orientamento sessuale era già noto al resto della band e non costituì certo una sorpresa nemmeno per i fan.[9]

Maggior successo riscuoterà la sua band omonima Halford che, reclutando i chitarristi Patrick Lachman e Mike Chlasciak, il bassista Ray Riendeau ed il batterista Bobby Jarzombek, pubblicò Resurrection (2000). Nel disco si trovarono ottimi brani come "Resurrection", "Made In Hell", "Silent Screams" e "The One You Love To Hate", dove Halford duettò con Bruce Dickinson, il frontman degli Iron Maiden.

Il successivo tour venne documentato in Live Insurrection (2001).

Il secondo capitolo Crucible (2002), non riuscì a bissare il successo del suo predecessore. Successivamente venne dato alle stampe l'EP destinato al mercato giapponese Fourging The Furnace (2003) e la Halford band si sciolse.

Reunion con i Judas Priest, eventi recenti (2004-oggi)[modifica | modifica sorgente]

I Judas Priest in quegli anni, persero buona parte del loro pubblico a causa, soprattutto, delle variazioni stilistiche apportate al loro sound. Proprio per questo motivo la band decise di licenziare Owens e richiamarono Rob Halford. Durante l'Ozzfest del 2004 Rob sostituì Ronnie James Dio come cantante dei Black Sabbath per il concerto del 24 agosto.

Con la nuova formazione uscì, nel 2005, Angel of Retribution. Rispetto ai due lavori precedenti, questo album, mostrò dei miglioramenti ed una tendenza a riscoprire le vecchie sonorità espresse dal gruppo.

Nel giugno 2008 la band pubblicò un nuovo album, Nostradamus, un concept album incentrato sulla figura dell'omonimo profeta francese. Halford, pur rimanendo nei Priest, decise di riprendere la sua attività solista pubblicando Winter Songs nel 2009.

Nel dicembre 2011 in occasione del Concerto del 30º anniversario dei Metallica partecipò con i Metallica nel brano Rapid Fire.

L'estensione vocale[modifica | modifica sorgente]

Con i Judas Priest al Summerfest, a Milwaukee, Wisconsin

Halford possiede un'estensione vocale notevole quanto quella di altri grandi del rock e del metal come Ian Gillan dei Deep Purple, Robert Plant dei Led Zeppelin e Bruce Dickinson degli Iron Maiden. Grazie a queste sue doti è stato anche inserito al secondo posto nella classifica delle 100 migliori voci metal di tutti i tempi.[10]

Halford ha un'estensione vocale pari a circa 4 ottave, tra un Mi1(E2),eseguito in Monsters of Rock e un Si4(B5), come si può evincere dalla canzone "Dissident Aggressor", dell'album Sin After Sin del 1977. In questo pezzo raggiunge e mantiene un Si4(B5) per circa 7 secondi.È possibile ascoltare la sua potenza vocale nella canzone "Savage" in "Stained Class" del 1978,dove all'inizio del pezzo la sua voce cresce di intensità e acutezza da un Si3(B4) fino a un La4(A5).

La sua voce è stata definita come una delle più influenti ed ammirate dell'heavy metal. Lo stesso Ripper Owens, colui che lo sostituì nei Judas Priest, lo ammirò sempre fin dalla sua infanzia mentre King Diamond ha affermato in molte interviste di essersi ispirato molto a Halford. Altri famosi cantanti che hanno seguito il suo stile canoro sono stati: Ralf Scheepers (Primal Fear) , Kai Hansen (Gamma Ray), Kevin DuBrow (Quiet Riot), Joey Belladonna (Anthrax), Udo Dirkschneider (Accept, U.D.O.), Bobby "Blitz" Ellsworth (Overkill) e molti altri.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Con i Judas Priest[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Judas Priest.

Album registrati in studio[modifica | modifica sorgente]

Fight[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fight.

2wo[modifica | modifica sorgente]

Halford[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Halford.

Album registrati in studio[modifica | modifica sorgente]

Altre partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luca Signorelli, op. cit., p. 96-97.
  2. ^ a b (EN) Stephen Thomas Erlewine & Greg Prato, Judas Priest, Allmusic.com. URL consultato il 10 marzo 2010.
  3. ^ a b Piero Scaruffi, Judas Priest, Scaruffi.com. URL consultato il 10 marzo 2010.
  4. ^ (EN) Judas Priest, Metal-archives.com. URL consultato il 7 maggio 2010.
  5. ^ Essi Berelian, op. cit., p. 173.
  6. ^ Robert Walser, op. cit., p. 163.
  7. ^ (EN) Steve Huey, Ram it Down review, Allmusic.com. URL consultato l'11 marzo 2010.
  8. ^ Robert Walser, op. cit., p. 164.
  9. ^ Robert Walser, op. cit., p. 111.
  10. ^ (EN) Hit Parader’s Top 100 Metal Vocalists of All Time, Hearya.com, 4 dicembre 2006. URL consultato il 22 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ian Christe, Sound of the beast. La storia definitiva dell'heavy metal, Arcana, 2009, p. 400. ISBN 88-6231-086-2.
  • Marco Priulla, Judas Priest: Heavy Metal Messiah, Magnetica, 2007, p. 104. ISBN 88-89889-29-2.
  • (EN) Martin Popoff, Judas Priest: Heavy Metal Painkillers-An Illustrated History, ECW Press, 2007, p. 360. ISBN 978-1-55022-784-0.
  • (EN) Essi Berelian, The rough guide to heavy metal, Rough Guides, 2005, p. 410. ISBN 1-84353-415-0.
  • Luca Signorelli, Metallus. Il libro dell'Heavy Metal, Giunti Editore, 2001, p. 192. ISBN 88-09-02230-0.
  • (EN) Robert Walser, Running with the Devil: power, gender, and madness in heavy metal music, Wesleyan University Press, 1993, p. 193. ISBN 978-0-8195-6260-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 84964709 LCCN: no2003033475