Overkill (gruppo musicale)

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Overkill
Gli Overkill dal vivo nel 2010 a Berlino.
Gli Overkill dal vivo nel 2010 a Berlino.
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Thrash metal[1]
Speed metal[1]
Groove metal[1]
Periodo di attività 1980 – in attività
Etichetta Megaforce Records
CMC International
Atlantic Records
Spitfire Records
SPV GmbH
Sanctuary Records
Nuclear Blast
Album pubblicati 21
Studio 15
Live 3
Raccolte 3
Sito web

Gli Overkill sono una thrash metal band americana, formatasi nel 1980 a New York, per opera del bassista D.D. Verni e del batterista Rat Skates.[2]

La band, molto attiva discograficamente sin dal 1984, divenne rapidamente uno dei gruppi più rappresentativi della scena thrash del periodo. Tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta la band trovò il suo maggior successo con album come The Years of Decay e Horrorscope.[3][4]

La band ha anche una mascotte chiamata Chaly: un teschio minaccioso con ali ossute di pipistrello. La band è passata attraverso molte modifiche di formazione con Bobby "Blitz" Ellsworth e D.D. Verni come membri fissi. Insieme agli Anthrax è una delle band thrash metal più famose della costa orientale degli Stati Uniti.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi (1980-1983)[modifica | modifica wikitesto]

Bobby "Blitz" Ellsworth con gli Overkill al Jalometalli 2008.

Gli Overkill si formarono nel 1980 dalle ceneri della punk rock band "The Lubricunts", dove militavano D.D. Verni e Rat Skates.[6] Verni decise di formare un nuovo gruppo e tramite un annuncio trovò il cantante Bobby Ellsworth. Bobby fino a quel momento era stato principalmente un bassista,[6] ma nella nuova band si adattò dietro il microfono portando con sé il chitarrista che militava nella sua precedente cover band, Robert Pisarek. Ellsworth suggerì vari nomi per il nuovo gruppo, tra cui quello di "Virgin Killer", ma in definitiva venne scelto Overkill come tributo all'omonimo album dei Motörhead.[6]

All'inizio della carriera decisero di suonavare principalmente cover di Ramones, The Dead Boys e altri gruppi punk rock. Nel 1981, dopo l'abbandono da parte di Pisarek, la band decise di procedere con una formazione a due chitarristi, e reclutò Dan Spitz (che entrerà poi negli Anthrax) e Anthony Ammendolo, che tuttavia lasciarono il gruppo dopo poco tempo, venendo sostituiti da Rich Conte e Mike Sherry, e cominciarono a suonare cover di formazioni heavy metal come Judas Priest, Motörhead e Riot.[7] Durante la nuova scaletta la band continuò egualmente a suonare brani punk rock, ma con più velocità, distorsione e volume, marchiando gli Overkill come una delle prime thrash metal band.

Nel 1982 Sherry e Conte abbandonarono la band, e vennero reclutati Bobby Gustafson e un secondo chitarrista, che venne però subito cacciato, e fu deciso che Gustafson sarebbe stato l'unico chitarrista della band.[7] A questo punto la band decise di suonare pezzi propri, tra cui: Grave Robbers (più tardi rinominata con Raise the Dead), Overkill, e Unleash The Beast (Within). Seguirono altre canzoni tra cui Death Rider (1981) e Rotten To The Core (1982). La band fece gavetta a New York e in molti club del New Jersey. Agli inizi del 1983 Ellsworth fu temporaneamente cacciato dal gruppo per il suo stile di vita estremo (proprio in questa occasione gli fu affidato il suo soprannome "Blitz"), per poi essere richiamato subito dopo.

Il periodo di Bobby Gustafson (1984-1989)[modifica | modifica wikitesto]

Bobby "Blitz" Ellsworth.

Nel 1984, il gruppo rilasciò il demo Power in Black, che ebbe un impatto analogo a quello di altri gruppi nascenti dell'area thrash come Exodus e Testament.

Power in Black permise alla band di pubblicare due brani in due compilation: Feel The Fire fu inclusa in New York Metal '84 e Death Rider apparì nel quinto volume della serie Metal Massacre. La band riuscì anche ad assicurarsi un piccolo contratto con la Azara/Metal Storm Recording che pubblicò nel 1984 l'EP Overkill, che fu presto esaurito, lanciando immediatamente la band in prima linea nel giovane movimento thrash metal. Sebbene si dica che la band non abbia mai visto un soldo ricavato dalla pubblicazione del loro primo EP, Overkill attirò l'attenzione di John Zazula, il possessore della Megaforce Records, una tra le più grandi e indipendenti case discografiche heavy metal del tempo. La Megaforce firmò con gli Overkill un nuovo contratto discografico e rilasciò, nel 1985, il loro primo album Feel the Fire. Acclamato da molti critici e dai fans come un capolavoro del thrash metal, l'album cementò la posizione della band tra i leader del movimento.[8][9] La band dedicò la maggior parte del 1985 e del 1986 ai tour, suonando come supporto ai Megadeth nel tour americano Peace Sells e successivamente come spalla agli Anthrax e agli Agent Steel nelle loro rispettive tournée europee.

Il 1987 segnò l'uscita dell'album Taking Over, il primo ad essere rilasciato dalla Megaforce in cooperazione con la più grande casa discografica del tempo: la Atlantic Records.[4] L'album fu caratterizzato da un miglioramento di testi e musica ed anche da uno stile più epic, riscontrabile in alcune canzoni come In Union We Stand.[10] A questo lavoro seguì un altro tour in Europa, nel quale aprirono i concerti agli Helloween.

Più tardi, sempre nel 1987, fu pubblicato l'EP !!!Fuck You!!!, contenente una registrazione in studio di Fuck You, cover di una canzone dei D.O.A., più una manciata di brani registrati dal vivo lo stesso anno a Cleveland. Il 1987 ha anche visto la dipartita del batterista Rat Skates, che ha lasciò il gruppo a causa dello stress da tour e dei viaggi troppo frequenti. Fu temporaneamente sostituito da Mark Archibole, per qualche show, e poi permanentemente dal batterista Sid Falck che fino a quel momento aveva militato dei Battlezone di Paul Di'Anno.[7]

L'anno successivo gli Overkill pubblicarono il loro secondo album Under the Influence, prodotto ancora una volta da Alex Perialas.[4] Il disco era molto più crudo, tralasciando la maggior parte dell'atmosfera potente ed epica del precedente lavoro. Sofferente di una composizione e una produzione particolarmente frettolosa questo album è spesso considerato come un passo indietro per la band.[11][12]

La canzone Hello From The Gutter fu pubblicata come singolo, e il video regolarmente mandato in onda da MTV su Headbangers Ball.[13] Gli Overkill continuarono a girare il mondo, enfatizzando ancor di più la loro reputazione di band molto attiva dal vivo.

Nel 1989 gli Overkill pubblicarono l'album che li portò al successo: The Years of Decay. Registrato con il famoso produttore Terry Date (Pantera, White Zombie, Soundgarden), l'album è caratterizzato da strutture molto complesse ed elementi epici, che contribuirono molto a creare un'atmosfera più seriosa e brani particolarmente prolissi.[14][15][16] La canzone Elimination fu pubblicata come singolo e, grazie alla sua notorietà, verrà regolarmente suonata dal vivo ad ogni show, anche dopo 18 anni. Il tour di The Years Of Decay si tenne insieme ai compagni di etichetta Testament e prese il nome di Dawn Of The Decade.

Il periodo di Gant e Cannavino (1990-1995)[modifica | modifica wikitesto]

D.D. Verni.

Nel 1990 Bobby Gustafson, a causa di vari conflitti con D. D. Verni, lasciò la band ed i restanti membri decisero di procedere con due chitarristi e ingaggiarono Rob Cannavino e Merritt Gant come nuovi chitarristi.[7] I "nuovi" Overkill registrarono nel 1991 Horrorscope, ancora con il produttore Terry Date. Grazie ai possenti riff e assoli dei due nuovi chitarristi, Horrorscope fu definito il lavoro più pesante della band andando a consolidare ulteriormente la loro fama.[17][18]

Nel 1992, durante il tour promozionale di Horrorscope, Sid Falck abbandonò il gruppo annunciando che non si ritrovava più negli stili del gruppo. Sid fu rimpiazzato da Tim Mallare che nel 1993 pubblicò con la band l'album I Hear Black. Prodotto da Alex Perialas (Anthrax, Testament), I Hear Black fu il primo loro disco pubblicato con la Atlantic Records. Questo lavoro presentò un ulteriore cambio di stile, adottando un suono leggermente più melodico. Verni ed Ellsworth scrissero gran parte dei testi delle canzoni contenute nel disco senza l'aiuto degli altri membri.[19] La band affrontò anche un tour europeo nel 1993, il World Of Hurt Tour, insieme ai Savatage e ai Non-Fiction.

Nel settembre 1994, come risposta alle critiche ricevute per I Hear Black, gli Overkill produssero l'album W.F.O.. L'album adottò infatti un thrash metal vecchia scuola, veloce e senza elementi sperimentali.[20] Il video di Fast Junkie fu totalmente ignorato da MTV, che in quel periodo iniziò a limitare l'entrata di musica metal nei suoi canali. Gli Overkill continuarono comunque a ricevere molto successo e organizzarono un nuovo tour europeo con i Jag Panzer e i Massacra.

L'anno successivo la band fu abbandonata dalla Atlantic Records e sottoscrisse un nuovo contratto con la CMC International.[4] Lo spettacolo del marzo 1995 tenutosi a Cleveland, Ohio, venne registrato e poi pubblicato diventando così il loro primo live con il titolo di Wrecking Your Neck.

Il periodo Comeau e Marino (1996-1999)[modifica | modifica wikitesto]

Overkill Live al Jalometalli 2008 ad Oulu.

Nel tardo 1995 Cannavino e Gant lasciarono la band; Rob Cannavino si incentrò nelle gare motociclistiche e Merritt Gant si dedicò alla famiglia. Gli Overkill ingaggiarono allora Joe Comeau (che fino ad allora era stato il cantante dei Liege Lord) e Sebastian Marino, proveniente dai canadesi Anvil, con i quali registrarono The Killing Kind nel 1996, con il produttore Chris Tsangarides (Judas Priest). L'album presentò elementi innovativi e sperimentali, come influenze hardcore punk. Vista l'abilità di Comeau furono anche aggiunte alcune sue parti vocali come sfondo. La stampa fu colpita da questo nuovo lavoro ma molti fans ne rimasero invece delusi, non apprezzando le nuove scelte stilistiche.[21]

Il gruppo tornò in Europa nel febbraio 1996 per supportare The Killing Kind insieme a: Megora, Accuser, Anvil e Stahlhammer. Nell'estate dello stesso anno la band apparve nel secondo volume della compilation della Century Media Records Legends Of Metal - A Tribute To Judas Priest.

Nell'estate del 1997 la band pubblicò la raccolta !!!Fuck You!!! and Then Some che includeva l'EP !!!Fuck You!!! prodotto molti anni prima. Nell'ottobre dello stesso anno fu pubblicato anche l'album From the Underground and Below che aggiunse influenze moderne allo stile della band. Alcune canzoni, come Save Me, furono addirittura descritte dai critici come industrial metal.[22] Gli Overkill volarono ancora in Europa per pubblicizzare l'album con i Nevermore, gli Angel Dust e i Nocturnal Rites.

Nel 1998 a Bobby Ellsworth fu diagnosticato un cancro al naso e fu immediatamente ricoverato. Fu ricoverato in tempo, e il cancro fu rimosso. La band iniziò comunque a produrre il suo decimo album che fu pubblicato con il nome di Necroshine nel febbraio 1999. Gli Overkill divennero così la prima band thrash metal a essere riuscita a pubblicare dieci album in studio. L'album mantenne la vena innovativa e sperimentale ottenendo le stesse critiche del precedente lavoro.[23][24][25]

Il periodo Linsk e Tailer (2000-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Overkill live al Jalometalli 2008 ad Oulu.

Sebastian Marino fu obbligato a lasciare la band a causa di seri problemi famigliari e fu subito rimpiazzato da Dave Linsk della band hardcore/thrash metal Anger On Anger.[4]

Nel settembre 1999 fu pubblicato Coverkill, un album di cover contenente brani di: Black Sabbath, Kiss, Motörhead, Sex Pistols, Manowar e Ramones. Nel febbraio 2000 la band fece un nuovo tour con gli Annihilator e i Dew-Scented.[1] Durante il tour gli Annihilator licenziarono il loro cantante Randy Rampage e qualche mese dopo Joe Comeau firmò con questa band abbandonando definitivamente gli Overkill.[7] Lo stesso anno fu pubblicato l'album Bloodletting, ancora prodotto dalla band ma mixato da Colin Richard. L'album vide un ritorno al thrash metal vecchia scuola, pur mantenendo aspetti musicali moderni.[26]

Nel novembre dello stesso anno la band partecipò al tour mondiale Resurrection con gli Halford. Non avendo ancora trovato un sostituto a Joe Comeau quest'ultimo fu costretto partecipare al tour. Nel frattempo a Verni nacque una figlia, e ciò costrinse il bassista ad abbandonare temporaneamente il tour. Il gruppo lo sostituì momentaneamente con Derek "The Skull" Tailer, bassista degli S.K.H. e della band di Dee Snider dei Twisted Sister. Finito il tour, la band decise di assumere definitivamente Tailer come chitarrista ritmico.[13]

Il gruppo produsse, nel 2002, Wrecking Everything, il loro secondo album live, registrato al Paramount Theatre di Asbury Park, New Jersey.[27] Lo stesso spettacolo fu usato anche per il primo DVD della band, Wrecking Everything - An Evening In Asbury Park, pubblicato nello stesso anno.

Nel giugno 2002 la band suonò ancora in Europa sempre per pubblicizzare l'album Bloodletting. Durante una tappa a Norimberga, Blitz svenne sul palco e per tre giorni circolarono voci che lo vedevano in coma. Per fortuna la band rilasciò un comunicato dichiarando le buone condizioni del musicista.

Nel tardo 2002 gli Overkill ritornarono nello studio di registrazione e produssero l'album Killbox 13 che fu rilasciato nel marzo del 2003. L'album fu ben accolto, contenendo una sorta di mix tra il nuovo ed il vecchio stile.[28][29] Un nuovo tour fu sostenuto dalla band, priva però di Derek Tailer, assente per ragioni non specificate.

Nel 2004, dopo un tour in Giappone con i Death Angel e i Flotsam and Jetsam, la band iniziò a lavorare su un nuovo CD, ReliXIV, pubblicato nel marzo 2005. Con uno stile simile a quello di Killbox 13, il disco aggiungeva ulteriori elementi vecchia scuola.[30][31] Nell'aprile 2005 la band intraprese un nuovo tour in America e a maggio in Europa, durante il quale fu annunciato che Tim Mallare aveva lasciato la band, rimpiazzato da Ron Lipnicki.

Gli Overkill al Metalmania 2008.

Nell'estate del 2005, gli Overkill hanno organizzarono il loro primo tour, sulla costa occidentale degli Stati Uniti, dopo più di dieci anni, suonando dal Canada occidentale fino al sud della California. Il tour è stato un tale successo che la band venne aggiunta al Gigantour del 2006 come attrazione principale della seconda fase.

Dopo aver firmato con la Bodog Music,[13] la band pubblicò il suo quattordicesimo album in studio, Immortalis, il 9 ottobre 2007. Al disco partecipò anche il cantante dei Lamb of God, Randy Blythe, che contribuì cantando nella canzone Skull and Bones.[32][33]

Il 30 ottobre 2009, gli Overkill decisero di firmare un contratto per più album con la Nuclear Blast Records. Poche settimane dopo, il 29 gennaio 2010, la band pubblicò il suo quindicesimo album in studio: Ironbound,[34] che la stessa band ha descritto come un lavoro in vero stile thrash.[13]

Ironbound, è stato però accolto dai fan di vecchia data in maniera abbastanza fredda. Il lavoro pur essendo molto curato nella produzione e musicalmente massiccio e potente si sviluppa in maniera troppo monotona senza grandi innovazioni compositive, presentando comunque brani di pregevole fattura come The Green and Black, Ironbound e Bring me the Night di cui è stato anche realizzato un video.[35][36][37]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex-componenti[modifica | modifica wikitesto]

Timeline componenti[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia degli Overkill.

Album registrati in studio[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia degli Overkill#Videografia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Steve Huey, Overkill biography, Allmusic.com. URL consultato il 3 gennaio 2010.
  2. ^ Daniel Bukszpan & Ronnie James Dio, p. 181.
  3. ^ Daniel Bukszpan & Ronnie James Dio, p. 182.
  4. ^ a b c d e (EN) Overkill the history, Wreckingcrew.com. URL consultato il 5 gennaio 2010.
  5. ^ Luca Signorelli, 2000, p. 86.
  6. ^ a b c Overkill, Icedtears.com. URL consultato il 28 novembre 2010.
  7. ^ a b c d e (EN) Overkill, Metal-archives.com. URL consultato il 5 gennaio 2010.
  8. ^ Rino Gissi, Feel the Fire recensione, Metallized.it. URL consultato il 5 marzo 2010.
  9. ^ (EN) Vincent Jeffries, Feel the Fire review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  10. ^ (EN) John Book, Taking Over review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  11. ^ Nicola Furlan, Under the Influence recensione, Truemetal.it, 17 luglio 2007. URL consultato il 5 marzo 2010.
  12. ^ (EN) Vincent Jeffries, Under the Influence review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  13. ^ a b c d (EN) Overkill, Myspace.com. URL consultato il 5 gennaio 2010.
  14. ^ Nicola Strangis, The Years of Decay recensione, Metallized.it. URL consultato il 5 marzo 2010.
  15. ^ Matteo Lavazza, The Years of Decay recensione, Truemetal.it, 19 gennaio 2003. URL consultato il 5 marzo 2010.
  16. ^ (EN) Vincent Jeffries, The Years of Decay review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  17. ^ (EN) John Book, Horrorscope review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  18. ^ Luca Signorelli, 2000, p. 137.
  19. ^ (EN) Vincent Jeffries, I Hear Black review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  20. ^ (EN) Vincent Jeffries, W.F.O. review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  21. ^ (EN) Vincent Jeffries, The Killing Kind review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  22. ^ (EN) Vincent Jeffries, From the Underground and Below review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  23. ^ Nicola Furlan, Necroshine recensione, Truemetal.it, 2 febbraio 2006. URL consultato il 5 marzo 2010.
  24. ^ (EN) Vincent Jeffries, Necroshine review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  25. ^ Luca Signorelli, 2000, p. 87.
  26. ^ (EN) Gary Hill, Bloodletting review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  27. ^ (EN) John Serba, Wrecking Everything review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  28. ^ Matteo Lavazza, Killbox 13 recensione, Truemetal.it, 11 giugno 2003. URL consultato il 5 marzo 2010.
  29. ^ (EN) John Serba, Killbox 13 review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  30. ^ Lorenzo Mirani, ReliXIV recensione, Metalitalia.com. URL consultato il 5 marzo 2010.
  31. ^ (EN) Greg Prato, ReliXIV review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  32. ^ Claudio Giuliani, Immortalis recensione, Metalitalia.com. URL consultato il 5 marzo 2010.
  33. ^ (EN) Greg Prato, Immortalis review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.
  34. ^ (EN) Overkill Signs with Nuclear Blast Records, Roadrunnerrecords.com, 30 ottobre 2009. URL consultato il 3 gennaio 2010.
  35. ^ Rino Gissi, Ironbound recensione, Metallized.it. URL consultato il 5 marzo 2010.
  36. ^ Claudio Giuliani, Ironbound recensione, Metalitalia.com. URL consultato il 5 marzo 2010.
  37. ^ (EN) Gregory Heaney, Ironbound review, Allmusic.com. URL consultato il 13 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ian Christe, Sound of the beast. La storia definitiva dell'heavy metal, Arcana, 2009, ISBN 88-6231-086-2.
  • (EN) Daniel Bukszpan, Ronnie James Dio, The Encyclopedia of Heavy Metal, Barnes & Noble Publishing, 2003, ISBN 978-0-7607-4218-1.
  • Vladimir Bogdanov, Chris Woodstra, Stephen Thomas Erlewine, All music guide to rock: the definitive guide to rock, pop, and soul, Arcana, 2002, ISBN 978-0-87930-653-3.
  • Luca Signorelli, Metallus. Il libro dell'Heavy Metal, Giunti Editore, 2001, ISBN 88-09-02230-0.
  • Joel McIver, Metal Estremo, Omnibus Press, 2000, ISBN 88-7333-005-3.
  • Luca Signorelli, Heavy Metal, i Moderni, Giunti Editore, 2000, ISBN 88-09-01697-1.
  • Mark Hale, "2134". Headbangers, Popular Culture, Popular Culture, 1993, ISBN 1-56075-029-4.
  • (EN) Robert Walser, Running with the Devil: power, gender, and madness in heavy metal music, Wesleyan University Press, 1993, ISBN 978-0-8195-6260-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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