Led Zeppelin

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Led Zeppelin
I Led Zeppelin nel 1975 a Chicago
I Led Zeppelin nel 1975 a Chicago
Paese d'origine Regno Unito Regno Unito
Genere Hard rock[1][2]
Heavy metal[1]
Blues rock[1][3]
British blues[1][3]
Arena rock[1]
Periodo di attività 1968-1980 (reunion nel 1985, 1988, 1995 e 2007[4])
Etichetta Swan Song Records
Atlantic Records
Rhino Records
Album pubblicati 21
Studio 9
Live 4
Raccolte 8
Sito web
Led Zeppelin logo.png

I Led Zeppelin furono un gruppo musicale britannico nato nel 1968, considerato tra i grandi innovatori del rock e tra i principali pionieri dell'hard rock. La loro musica, le cui radici affondano in generi diversi tra cui blues, rockabilly e folk, costituì una formula completamente inedita per l'epoca e finì con l'influenzare tutti i gruppi rock tanto coevi quanto a venire[5][6].

Il gruppo, scioltosi nel 1980, anno della morte del batterista, fu composto per l'intero periodo della sua attività da Jimmy Page (chitarre), Robert Plant (voce, armonica), John Paul Jones (basso, tastiere) e John Bonham (batteria, percussioni).

La discografia della band comprende nove dischi ufficiali pubblicati dal 1969 al 1982.[7] A partire dagli anni novanta hanno visto la luce diverse raccolte di brani, editi e inediti, e alcune incisioni di spettacoli dal vivo risalenti al periodo di attività. Degna di segnalazione è anche la circolazione di un cospicuo numero di bootleg sul mercato "non ufficiale".

Dopo la morte di Bonham, Page e Plant hanno proseguito come solisti,[8] hanno inciso due dischi insieme (No Quarter: Jimmy Page and Robert Plant Unledded e Walking into Clarksdale) e si sono occasionalmente ritrovati per esibirsi dal vivo nel corso di eventi commemorativi o celebrativi. Nonostante le rare apparizioni e il trascorrere dei decenni, i Led Zeppelin continuano a godere di enorme seguito e autorevolezza anche tra le nuove generazioni. Sono inoltre tra i gruppi di maggior successo commerciale nella storia della musica moderna: dal 1968 ad oggi la band ha venduto più di 300 milioni di dischi.[9]

Il 12 gennaio 1995 i Led Zeppelin sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame.

In una classifica stilata nel 2003 dalla rivista Rolling Stone, i Led Zeppelin risultano al 14º posto tra i 100 musicisti più importanti di tutti i tempi[10]: lo stesso Rolling Stone ha avuto modo di definire a più riprese i Led Zeppelin come «The heaviest band of all time»[11], «indiscutibilmente uno dei gruppi più duraturi della storia del rock»[6] e «il gruppo più importante degli anni settanta».[6] Nella stessa misura, la Rock and Roll Hall of Fame ha affermato che l'influenza che il gruppo ha esercitato negli anni settanta è «rilevante come quella che i Beatles hanno avuto nel decennio precedente»[12] e l'emittente VH1 ha definito i Led Zeppelin come «il più importante gruppo rock della storia».[13]

Nel 2007, a seguito dell'incredibile richiesta di biglietti per la loro esibizione all'O2 Arena di Londra (oltre 20 milioni di prenotazioni in circa 24 ore), la band è entrata nel Guinness dei primati per la maggior richiesta di biglietti per una singola esibizione dal vivo.[14]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I New Yardbirds (1966-1967)[modifica | modifica wikitesto]

Gli Yardbirds, il primo gruppo di Jimmy Page, in concerto nel 2006.

Dopo un inizio di attività artistica che lo fece conoscere come uno dei migliori session man britannici[15], Jimmy Page, talentuoso chitarrista, si unì nel 1966 agli Yardbirds, gruppo blues rock inglese. In un primo tempo ricoprì il ruolo di bassista, sostituendo Paul Samwell-Smith, per poi divenire il secondo chitarrista solista, al fianco di Jeff Beck.

A seguito dell'abbandono di Beck nell'ottobre dello stesso anno, Page volle proporre al chitarrista la creazione di un nuovo gruppo, formato, oltre che da loro due, da Keith Moon e John Entwistle, rispettivamente batterista e bassista dei The Who.[16] Il gruppo, pur non essendo mai stato ufficialmente fondato, si trovò nello stesso anno in sala di registrazione per incidere il brano Beck's Bolero[17]. Alla registrazione partecipò anche John Paul Jones, bassista e tastierista, il quale disse a Page che sarebbe stato interessato a collaborare con lui.

Nel luglio 1968 gli Yardbirds suonarono il loro ultimo concerto. Nonostante ciò, il gruppo si era già impegnato per una tournée in Scandinavia: il batterista Jim McCarty e il cantante Keith Relf autorizzarono quindi Page e il bassista Chris Dreja ad usare il nome "Yardbirds" per portare a termine gli impegni. In un primo tempo Page chiese a Terry Reid di divenire il nuovo cantante degli Yardbirds, ma questi declinò l'offerta, indicando Robert Plant, un cantante di Birmingham[18]. Plant accettò il posto, e consigliò a sua volta il batterista John Bonham, conosciuto durante una precedente esperienza musicale[19]. Nel frattempo Dreja si tirò fuori dal progetto per potersi dedicare alla sua passione per la fotografia, e John Paul Jones, consigliato da sua moglie, contattò Page per proporsi come sostituto. Il chitarrista, riconoscendo le qualità di Jones, lo accettò all'interno del gruppo.

Prima di partire per la tournée i quattro parteciparono all'ultimo giorno delle registrazioni dell'album Three Week Hero di P. J. Proby, la prima registrazione dei futuri Led Zeppelin.[20]

La formazione provvisoria partì per la tournée in Scandinavia col nome di The New Yardbirds: al termine dei concerti fu deciso di cambiare il nome del gruppo. Sulla sua origine esistono diverse spiegazioni. Secondo la più accreditata, Keith Moon e John Entwistle riferirono che un supergruppo composto da loro, Jimmy Page e Jeff Beck, sarebbe volato in alto come un Lead Zeppelin (Zeppelin è un tipo di dirigibile).[21] Richard Cole, manager degli Yardbirds, che aveva assistito al colloquio, riferì il tutto a Page.

Alcuni mesi dopo, al momento di scegliere il nuovo nome in sostituzione di "New Yardbirds" per il gruppo che aveva formato, Page ripensò al nome "Lead Zeppelin". In seguito, Page dichiarò:

« Aveva qualcosa a che fare con l'espressione popolare "un cattivo scherzo sale come un palloncino di piombo" (go over like a lead balloon) »
(Jimmy Page)

Inoltre l'espressione (quasi un ossimoro nel riferimento pesante/leggero) era riferibile al nome di un altro complesso rock, gli Iron Butterfly (farfalla di ferro), all'epoca in auge.[22]

Il nome venne accettato da tutti, ma Lead venne cambiato nell'omòfono Led per evitare ambiguità di pronuncia, dovute al fatto che il termine lead in inglese ha due etimologie e due suoni distinti: oltre a "piombo" (pronuncia /led/), può significare anche "guida" (pronuncia /li:d/)[23].

Le prime incisioni e l'immediato successo (1968-1970)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Led Zeppelin (album), Led Zeppelin II e Led Zeppelin III.
Lo zeppelin LZ 129 Hindenburg in fiamme, rappresentato sulla copertina del primo album della band.
« The heaviest band of all time »
(Rolling Stone Magazine[24])

Il 12 gennaio 1969, subito dopo il loro primo, breve tour negli Stati Uniti d'America, i Led Zeppelin pubblicarono il loro primo disco, intitolato semplicemente Led Zeppelin e registrato agli Olympic Studios di Londra sul finire del 1968. I brani, caratterizzati da una combinazione di influenze blues, folk e rock unite a uno stile heavy, ne fecero una delle incisioni più importanti nello sviluppo in chiave dura del rock, imponendo il gruppo sul mercato internazionale, soprattutto negli Stati Uniti.

Uno degli elementi del disco d'esordio che più risultarono innovativi, nel lungo periodo, fu proprio il suono che Page, forte della sua lunga esperienza come turnista di studio, riuscì a conferire alle registrazioni. L'intenzione era sostanzialmente quella di riprodurre il sound che il gruppo aveva consolidato nelle sue prime esibizioni dal vivo. Si decise dunque di lavorare in modo rapido e immediato per riuscire a dare al tutto la stessa continuità di un live, concentrando le registrazioni e riducendo all'essenziale le sovraincisioni: in questo modo, l'intero disco venne messo su nastro e missato nello spazio di appena trenta ore.

A questo si aggiunsero gli inediti artifici tecnici che Page aveva in serbo da lungo tempo: la sua idea di produrre una sorta di live in studio, infatti, si basava essenzialmente su un certo sound che era solito definire "ambientale". La maggior parte dei produttori, all'epoca, piazzava semplicemente un microfono davanti a ogni amplificatore: Page invece ebbe l'intuizione di aggiungerne un secondo, a distanza, in prospettiva frontale con l'amplificatore, e di registrare la media tra i due, riuscendo a catturare il feeling di un'esibizione dal vivo anche in una stanza.

Molti anni dopo Robert Plant, in un'intervista al riguardo, ricorderà:

« Il suono che sentivo uscire da quelle casse, mentre cantavo, era di gran lunga meglio di qualsiasi figa d'Inghilterra. Era così sessuale, osceno, aveva così tanto potere... era devastante. »
(Robert Plant)

Tuttavia, Plant ha sempre scoraggiato la critica nel giudicare la band affine al solo genere Metal, viste le numerose componenti alla base della loro musica, non ultima quella folk e acustica. Nel disco/intervista Profiled, Page ha dichiarato che per incidere l'album sono state necessarie appena 36 ore e che il prezzo del lavoro, compresa la copertina, è stato di 1.750 sterline[25][26]. Al 1975, l'album aveva venduto copie per 7.000.000 di dollari. Sempre nel 1969 uscì il secondo disco, Led Zeppelin II, nel quale il gruppo sviluppa in maniera esplicita la musicalità hard rock[27]. Il brano d'apertura, Whole Lotta Love, si apre con un riff di chitarra aggressivo, seguito dal supporto del basso e, in una sequenza crescente, dall'intervento della voce e della batteria. Il pezzo è stato spesso definito l'emblema dello stile musicale del gruppo. Questo album venne anche chiamato dai fan il bombardiere marrone a causa del colore che domina la copertina e dell'immagine dello zeppelin sullo sfondo. Forse il più duro di tutti gli album della band, rimase in cima alle classifiche americane per anni[27].

A seguito dell'uscita dell'album, il gruppo partì per una nuova tournée: i loro concerti duravano anche più di quattro ore, e sul palco la band eseguiva versioni delle loro canzoni più lunghe e piene di improvvisazioni rispetto alla loro versione in studio, aggiungendo spesso anche rielaborazioni di brani di soul music, in particolare di James Brown, di cui Jones e Bonham erano estimatori[28].

Per ricercare la giusta ispirazione per i brani del loro terzo disco, Led Zeppelin III, i due frontmen del gruppo si concessero un periodo di riposo con le rispettive famiglie a Bron-Yr-Aur, remota località tra i monti del Galles, in un cottage immerso nel verde in cui non era disponibile neppure l'elettricità. Le serate passavano davanti al fuoco a bere birra e a suonare la chitarra acustica, mentre i roadies vennero incaricati di cucinare e occuparsi della casa. Questa potrebbe essere la spiegazione delle caratteristiche acustiche di diversi brani dell'album, in particolare Gallows Pole e Bron-Y-Aur Stomp, nei quali sono chiaramente individuabili echi del folk britannico, svelanti un differente e nuovo aspetto dell'abilità chitarristica di Page.[29] Le tracce, tuttavia, vennero incise in una villa di campagna a Headley Grange, nel tentativo di ricreare l'atmosfera rurale che aveva ispirato i brani del disco: per far ciò, venne utilizzato uno studio di registrazione mobile. Il disco fu caratterizzato da una notevole versatilità, alternando brani tipicamente hard (Immigrant Song) a composizioni acustiche dal piglio tetro e mistico (Friends), brani blues (come la celebre Since I've Been Loving You, registrata in presa diretta) o rock (Celebration Day), a pezzi di vaga ispirazione west-coast e psichedelica (Tangerine).

Anche questo disco, come il secondo, ottenne un elevato riscontro di vendite, nonostante le aspre critiche mosse dalla stampa. Mentre i Led Zeppelin volevano dimostrare con questo album di avere una sensibilità e un gusto che andava anche oltre le "bombardate a tappeto" tipiche del secondo album, la stampa lo interpretò invece come un infiacchimento. Alcuni commenti furono così offensivi da toccare profondamente i componenti del gruppo, i quali, troncati i già tormentati rapporti con i media, iniziarono subito le sessioni di registrazione del quarto album senza intraprendere alcuna tournée.[28]

Il quarto album e la maturità (1971-1975)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Led Zeppelin IV, Houses of the Holy e Physical Graffiti.
(EN)

« I'm the world's biggest Led Zeppelin fan. The music, the way they conducted themselves, their whole management structure - they were the blueprint. Queen always used to play The Immigrant Song in sound-checks just for the glory of the sound. »

(IT)

« Sono il fan dei Led Zeppelin più sfegatato del mondo. La loro musica, il modo in cui si comportavano, l'intera struttura di management - loro sono stati il modello. I Queen suonavano sempre Immigrant Song durante le prove, solo per lo splendore del suono. »

(Brian May, Queen[30])
I Led Zeppelin in un concerto a Chicago nel 1975.

Il quarto disco è stato probabilmente il più importante per la storia della band: conteneva canzoni che spaziavano fra diversi generi e che contribuirono alla creazione del mito attorno al gruppo. In questo album si fusero tutte quelle influenze folk-celtiche che avevano caratterizzato Led Zeppelin III e gli elementi hard rock del bombardiere marrone.

Ufficialmente senza titolo, la Atlantic Records ottenne che almeno i musicisti scegliessero un simbolo ciascuno che li rappresentasse e che comparisse in copertina: fu così che Page scelse un simbolo che ricorda vagamente la scritta ZoSo, Robert Plant una piuma racchiusa in un cerchio, John Paul Jones un cerchio con tre punte e John Bonham tre cerchi intrecciati. Solitamente l'album viene erroneamente indicato come Led Zeppelin IV, Runes Album o ZoSo. L'incisione include brani hard rock come Black Dog o dal sapore mistico-folk come The Battle of Evermore che rievoca una battaglia vichinga, con tanto di guerrieri e cavalcate nelle praterie (anche frutto delle letture di Plant del periodo) o brani contenenti una combinazione di vari generi, come Stairway to Heaven, probabilmente la loro canzone più famosa. Proprio in questa vengono sintetizzati tutti gli elementi musicali del gruppo, tanto che venne sempre considerata dallo stesso come proprio inno personale. Di lì a poco i Led Zeppelin partirono per un altro tour americano.

Durante il tour conseguente a questo album ebbe luogo l'unica data italiana mai programmata dei Led Zeppelin. Il concerto si tenne il 5 luglio 1971 al Velodromo Vigorelli di Milano durante una tappa della manifestazione canora Cantagiro, in cui i Led Zeppelin suonarono come ospiti. Il concerto, a causa di scontri fra il numeroso pubblico e le forze dell'ordine, che reagirono sparando lacrimogeni in mezzo alla folla, durò solamente ventisei minuti. I quattro Led Zeppelin furono infatti costretti ad abbandonare il palco e la loro strumentazione, che però venne recuperata, e a barricarsi dietro le quinte.[31]

A metà febbraio 1972, i quattro intrapresero la prima tournée in Australia. Dopo un mese di concerti e una tappa in India dove Plant e Page registrarono alcune session con musicisti locali, il gruppo tornò in patria.

Ad aprile nacque il secondo figlio di Plant, Karac.

Al fine di iniziare i lavori di registrazione del nuovo album, nel maggio la band si ritirò a Stargroves, una tenuta di campagna di proprietà di Mick Jagger dove era installato uno studio di registrazione mobile che era già stato utilizzato in diverse occasioni dagli The Who e che in seguito sarebbe stato impiegato anche da altri artisti come Deep Purple, Status Quo, Bob Marley e Iron Maiden.

Il 21 giugno, il gruppo iniziò l'ottavo tour negli Stati Uniti, trionfale per quanto riguarda il successo di pubblico, estremamente deludente per la reazione della stampa. Il problema era che gli Zeppelin erano noti quasi esclusivamente alle frange adolescenziali. In particolare, quel tour fu completamente ignorato dalla stampa perché venne svolto in concomitanza con quello dei Rolling Stones che godevano di maggior favore. Inoltre i Led Zeppelin avevano sempre avuto un pessimo rapporto con i giornali: per quanto riguarda le testate inglesi, era "guerra aperta", mentre quelle americane avevano quasi paura di loro perché erano note le loro bravate dei primi tour, tanto da portare a pensare alla band come un quartetto di selvaggi fustigatori. Plant avrebbe detto:

« Sappiamo benissimo che stiamo facendo affari migliori di... un sacco di gente che viene glorificata dalla stampa. Così, senza essere egocentrici, riteniamo che sia arrivato il momento in cui la gente debba conoscere di noi cose diverse dal fatto che ci cibiamo di donne e ne gettiamo le ossa fuori dalle finestre. »
(Robert Plant)
Robert Plant e Jimmy Page unplugged ad Amburgo, marzo 1973

Nel 1973 uscì il quinto disco Houses of the Holy che, come il quarto album, non avrebbe dovuto avere titolo; si decise poi diversamente, ma per una delle innumerevoli, singolari congiunture che da sempre caratterizzano la storia della musica il brano omonimo sarebbe stato pubblicato non nell'album che ne condivideva il nome ma nel successivo Physical Graffiti. Houses of the Holy è caratterizzato da brani di durata più estesa, dall'uso (inedito per il gruppo) del sintetizzatore, e dall'importante contributo di Jones nell'utilizzo del mellotron. Canzoni quali The Song Remains the Same, No Quarter e The Rain Song si imposero ben presto come classici del rock.

Nello stesso anno i Led Zeppelin effettuarono una nuova tournée negli Stati Uniti, caratterizzata da un enorme riscontro di pubblico: al Tampa Stadium, in Florida, suonarono di fronte a 56.800 spettatori, superando il record allora detenuto dai Beatles con il concerto del 1965 allo Shea Stadium. I tre spettacoli al Madison Square Garden di New York, invece, segnarono il "tutto esaurito". Le esibizioni vennero registrate con l'intenzione di ricavarne un film, ma il progetto fu successivamente accantonato.

Nel 1974 i Led Zeppelin fondarono un'etichetta discografica, la Swan Song Records, utilizzandola non solo come veicolo per promuovere i propri dischi, ma anche per lanciare nuovi e vecchi artisti quali Bad Company, The Pretty Things, Maggie Bell, Detective, Dave Edmunds, Midnight Flyer, Sad Café e Wildlife[32].

Nel 1975 uscì per l'etichetta Swan Song Records Physical Graffiti, il loro primo album doppio.[33] Il disco comprendeva brani registrati per gli ultimi tre album, ma non inclusi negli stessi, assieme a nuove incisioni. Il gruppo dimostrò ancora una volta di poter spaziare su differenti generi musicali, come nella melodica Ten Years Gone, nell'acustica Black Country Woman, nella trascinante Trampled Underfoot e nell'orientaleggiante Kashmir.

L'enorme successo riscosso dell'album e il clamore che suscitò presso il pubblico ebbero un effetto galvanizzante per la reputazione internazionale del gruppo: nonostante i record di vendita già realizzati con i precedenti lavori, in corrispondenza con l'uscita del nuovo album tutti i precedenti dischi dei Led Zeppelin rientrarono contemporaneamente nella classifica dei 200 album più venduti, fatto mai verificatosi prima nella storia del rock.

John Bonham in un concerto nel 1975

Successivamente il gruppo iniziò una nuova tournée, caratterizzata ancora una volta da un grande successo di pubblico, partita dagli Stati Uniti e terminata in Gran Bretagna, dove la band si esibì per cinque volte all'Earls Court di Londra, facendo registrare il tutto esaurito; le registrazioni di questi spettacoli sarebbero state pubblicate circa 28 anni più tardi. A questo punto della loro carriera, i Led Zeppelin erano considerati il complesso più grande del mondo, tanto da meritarsi la definizione, da parte della stampa, di "Biggest Band of the seventies".

Se la popolarità del gruppo sul palco e in sala d'incisione apparve notevole, altrettanto lo fu la loro reputazione per gli eccessi e per l'eccentricità fuori scena. I Led Zeppelin viaggiavano con un jet privato chiamato Starship[34], occupavano interi piani degli alberghi e iniziavano ad essere protagonisti di note scene di dissolutezza (distruzione di intere camere d'albergo, avventure sessuali, uso smodato di droga e alcool).[35]. Molte persone vicine al gruppo descrissero queste loro imprese in vari libri, ma molti di questi racconti furono poi smentiti dagli stessi interessati.

Nel 1976 i Led Zeppelin interruppero la loro attività musicale per occuparsi della produzione di Fantasy, film concerto tuttora inedito.

Il 4 agosto Robert Plant e sua moglie Maureen, in vacanza nell'Isola di Rodi, ebbero un drammatico incidente d'auto. Con loro vi erano i due figli della coppia e Scarlet, la figlia di Jimmy Page, che rimasero miracolosamente illesi: diversamente andò per Robert e Maureen, che riportarono gravissime lesioni. Maureen, in particolare, era in fin di vita a causa di diverse fratture craniche e pubiche e dovette essere trasportata in Inghilterra con un aereo privato per poter essere operata d'urgenza. Robert ne uscì decisamente malconcio, pur non essendo in pericolo di vita; ingessato dalla testa ai piedi e inchiodato su una sedia a rotelle, si vide imporre sei mesi di prognosi prima di poter riprendere a camminare.

La conseguenza fu ovvia: i Led Zeppelin dovettero annullare il tour di trenta concerti negli Stati Uniti e in Sudamerica che avevano pianificato, e così per le successive tournée australiane e giapponesi. L'incidente aveva mandato in fumo la prospettiva di introiti principeschi, per non parlare del momento di grazia che il gruppo stava vivendo.

La lunga degenza che si prospettava costrinse il gruppo ad un'altra mossa forzata: la registrazione di un nuovo disco di studio e successivamente la riesumazione del progetto cinematografico che avevano abbandonato nel 1973, il tutto al fine di riempire il periodo della loro assenza forzosa dalle scene.

Gli ultimi anni (1976-1980)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presence, The Song Remains the Same (album) e In Through the Out Door.
Robert Plant e Jimmy Page in un concerto a Chicago nel 1977

Impossibilitato a riprendere le esibizioni dal vivo, il gruppo ritornò in studio per registrare il settimo disco: Presence. Sebbene gli fosse stato conferito rapidamente il disco di platino, molti lo considerarono un prodotto non all'altezza dei precedenti. Quell'anno, dopo l'incidente di Plant e famiglia, l'atmosfera peggiorò, tanto che Peter Grant affermò che c'era qualcosa che non andava; i quattro decisero inoltre di andare in esilio per sfuggire alla elevata pressione fiscale inglese sui guadagni delle stelle della musica.[36] Per questo il 1976 si rivelò un anno instabile, senza punti di riferimento, nel quale sia Plant che Bonham sentirono la lontananza delle famiglie come un grande peso, il cui riflesso era riscontrabile nel loro ultimo album, il quale fu inciso a Monaco di Baviera in uno studio di registrazione (Musicland) talmente richiesto che il gruppo trovò solo tre settimane di disponibilità, al termine delle quali si sarebbe dovuto far spazio ai Rolling Stones. Page riuscì ad ottenere una settimana in più, e nel giro di meno di un mese l'album venne ultimato.

Verso la fine del 1976 uscì nelle sale cinematografiche il film The Song Remains the Same, insieme alla relativa colonna sonora, frutto del montaggio di varie registrazioni effettuate ai concerti del 1973 al Madison Square Garden di New York: questo è rimasto l'unico documento filmato delle loro esibizioni sul palco per oltre 20 anni.[36]

Nel 1977 i Led Zeppelin iniziarono un nuovo tour negli Stati Uniti, esibendosi fino a 5 volte consecutive in città quali Chicago, Los Angeles e New York, mentre le esibizioni di Seattle e Cleveland vennero utilizzate per le incisioni di bootleg.[37] Alla fine dell'esibizione al Day on the Green Festival di Oakland, arrivò la notizia della morte del figlio di Plant, Karac.[38] La tournée venne interrotta e immediatamente ripresero a circolare le voci sulla maledizione gravante sui componenti del complesso, conseguenza dell'interesse di Page per il mondo dell'occulto.

Lo shock provocato dalla morte del figlio portò Plant a prendere in considerazione l'idea di lasciare la band. Solo nell'anno successivo, dopo una serie di incontri nel castello di Clearwell, nella foresta di Dean, con gli altri tre membri del gruppo, decise di proseguire.

Durante l'autunno del 1978, il gruppo rientrò in sala d'incisione (il Polar Studio degli ABBA, in Svezia), per la registrazione di In Through the Out Door. Il disco comprendeva brani in stile rock come In the Evening, la tropicaleggiante Fool in the Rain, la ballata All My Love (dedicata al figlio di Plant) e Carouselambra, considerata un tentativo di avvicinamento al genere rock progressivo. Le prime copie in vinile di In Through the Out Door furono pubblicate in una confezione di cartone completamente anonima. Aprendola ci si trovava di fronte alla copertina dell'album, la quale era però totalmente a righe bianche e nere: la vera copertina sarebbe emersa detergendo con acqua la superficie coperta di righe. A ciò si aggiunse la volontà del gruppo di utilizzare sei copertine diverse per la commercializzazione del disco, rendendo così un'incognita l'aspetto grafico di ogni copia dell'album in circolazione.

La tomba di Bonham a Rushock.

Dopo un decennio di incisioni ed esibizioni dal vivo, il gruppo cominciò ad essere considerato "sorpassato" da alcuni critici, anche perché i gusti musicali si andavano orientando verso la disco music e il punk rock; ciò nonostante, i Led Zeppelin potevano ancora contare su legioni di appassionati, e il loro ultimo disco raggiunse il primo posto nelle classifiche di vendita di Stati Uniti e Gran Bretagna.

Durante le sessioni di Back to the Egg, uno degli ultimi lavori di Paul McCartney con i Wings, John Paul Jones e John Bonham parteciparono alla creazione di una orchestra rock ideata da McCartney, chiamata Rockestra, dove figurano altre glorie del panorama musicale inglese dell'epoca come David Gilmour e Pete Townshend.

Nell'estate del 1979, dopo due spettacoli preparatori a Copenaghen, i Led Zeppelin parteciparono in qualità di attrazione principale al Knebworth Fest, in Inghilterra. Quasi 400.000 fan furono testimoni del ritorno sul palco della band che, dopo l'uscita in novembre del loro ultimo disco, era pronta a riprendere le esibizioni dal vivo per una breve tournée in Europa seguita da un tour negli Stati Uniti.

Nel giugno del 1980 i Led Zeppelin intrapresero un mini tour europeo che terminò il sette luglio. Il concerto del 27 giugno venne interrotto alla terza canzone quando John Bonham ebbe un malore e crollò sul palco.

Il seguente tour americano non ebbe luogo in quanto il 25 settembre 1980,[39] poco prima di partire per gli Stati Uniti, Bonham si presentò alle prove completamente ubriaco; continuò a bere per tutta la sera in una festa a casa di Page e fu messo a dormire in una stanza. La mattina dopo fu trovato morto soffocato nel proprio vomito.[40] La stampa parlò di 40 dosi di vodka ingerite.

Dopo la morte di Bonham, gli altri tre componenti resero nota la decisione di voler interrompere l'attività artistica con il nome di Led Zeppelin con il seguente comunicato stampa, diffuso il 4 dicembre 1980:

« Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere – in piena armonia tra noi ed il nostro manager – che non possiamo più continuare come eravamo.[41] »
(Led Zeppelin)

Il dopo Bonham[modifica | modifica wikitesto]

Jason Bonham

A seguito dello scioglimento del gruppo, i componenti della band presero strade diverse e si sono riuniti solo in cinque eventi: nel 1985 in occasione del Live Aid con Phil Collins alla batteria, nel 1988 per l'anniversario dell'Atlantic Records con Jason Bonham dietro il drumkit paterno, in una cerimonia segreta nel 1990 per il matrimonio di Jason Bonham, nel 1995 in occasione del loro ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame con gli Aerosmith e Neil Young e, infine, nel 2007, di nuovo con Jason Bonham alla batteria, in un concerto di beneficenza per la Ahmet Ertegün Foundation alla O2 Arena di Londra. Quest'ultima è stata una vera e propria riunione con un concerto di 2 ore a differenza delle precedenti comparsate di 30 - 40 minuti.

Plant e gli Honeydrippers[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 Robert Plant riprese ad esibirsi dal vivo in un'osteria di Stourbridge accompagnato da un gruppo di musicisti a cui diede il nome di The Honeydrippers; alcuni anni dopo venne pubblicato un mini-album di cinque brani dal titolo The Honeydrippers: Volume One al quale collaborarono altri musicisti, tra cui Jimmy Page. L'anno successivo, Plant pubblicò il primo dei suoi album solisti: Pictures at Eleven.

Page, i Firm e David Coverdale[modifica | modifica wikitesto]

Sempre nel 1981 Page venne incaricato dal regista Michael Winner di comporre la colonna sonora del film Death Wish II (in Italia Il giustiziere della notte 2); il relativo album uscì l'anno seguente. Nel 1984 Page registrò un album con Roy Harper e, successivamente, mise insieme un gruppo chiamato The Firm, in collaborazione con Paul Rodgers con il quale pubblicò due album. Nel 1988 Page realizzò il suo primo album solista, Outrider, con svariati ospiti, tra i quali Robert Plant che canta in un brano. Nel 1993 Page collaborò con David Coverdale, ex cantante dei Deep Purple e dei Whitesnake, nella realizzazione di un album i cui brani ricordano molto le prime composizioni dei Led Zeppelin. Nel 2000 Page si esibì in concerto insieme ai Black Crowes suonando alcuni classici dei Led Zeppelin; il tutto venne racchiuso nel doppio album Live at the Greek.

La carriera solista di Jones[modifica | modifica wikitesto]

John Paul Jones apparve nel musical di Paul McCartney Give My Regards to Broad Street suonando il basso in Ballroom Dancing e nello stesso anno venne incaricato dal regista Michael Winner (su suggerimento di Page) di occuparsi della colonna sonora del suo nuovo film Scream for Help, pubblicata l'anno successivo. Inoltre nel 2009 fonda insieme al chitarrista Josh Homme (Kyuss, Queen of the stone age) e al batterista Dave Grohl (Nirvana, Foo Fighters), il gruppo Them Crooked Vultures con cui incide un album dall'omonimo nome.

Brevi riunioni e tentativi di ricostruzione della band[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 luglio del 1985, Page, Plant e Jones, insieme ai batteristi Tony Thompson e Phil Collins, si esibirono in una breve apparizione al Live Aid. L'anno seguente i membri superstiti della band si incontrarono a Bath, in Inghilterra, per valutare le capacità di Thompson, nell'intento di ricostituire il complesso; ma un serio incidente d'auto subito da Thompson pose fine al progetto.

Una nuova incarnazione, comprendente il figlio di John Bonham, Jason, si esibì il 14 maggio 1988 in occasione del concerto celebrativo per il 40º anniversario della Atlantic Records.

Robert Plant al Green Man Festival del 2007

Page e Plant si incontrarono nel 1994 per una esibizione ad MTV Unplugged, alla quale fecero seguire una tournée mondiale con un'orchestra orientale e la pubblicazione di due dischi sotto il nome Page and Plant.

La stampa britannica annunciò che nel 2002 Plant e Jones, dopo un distacco durato 20 anni, si sarebbero riconciliati, mentre circolavano voci su una tournée imminente. Il cantante dei Foo Fighters ed ex-batterista dei Nirvana Dave Grohl venne indicato quale potenziale sostituto di Bonham, ma fu lo stesso Page a smentire la notizia. Nel 2003 venne registrata una rinascita della popolarità del gruppo. Page trovò nei suoi archivi una serie di registrazioni dei concerti tenuti durante la tournée del 1972 negli Stati Uniti; colpito dalla qualità sonora e tecnica delle esibizioni, decise di pubblicare How the West Was Won, triplo album contenente brani che, per la lunghezza delle improvvisazioni dal vivo, arrivano a durare fino a 23 minuti. Inoltre venne pubblicato anche un DVD dal titolo omonimo.

Il 27 giugno 2007 l'Atlantic Records/Rhino Records e la Warner Home Video annunciarono tre nuovi album dei Led Zeppelin, in uscita nel novembre del 2007. Il primo è stato Mothership il 13 novembre, un greatest hits con 24 tracce, seguito da una riedizione della colonna sonora di The Song Remains the Same, e dal DVD del film-concerto in edizione restaurata e rimissata.[42]

La reunion (2007)[modifica | modifica wikitesto]

Jones, Plant, e Page sul palco della O2 Arena di Londra nel 2007.

Il 25 giugno 2007 alcune testate giornalistiche[43] annunciarono il ritorno sulle scene del gruppo, accompagnato alla batteria ancora una volta da Jason Bonham, per un concerto in ricordo di Ahmet Ertegün, fondatore della Atlantic Records morto nel dicembre 2006. Si vociferò anche di un tour per il 2008, ma Plant smentì tutto durante una conferenza stampa tenutasi il 28 giugno[44] e con un'intervista comparsa sul Rolling Stone Magazine.

Il 31 agosto 2007 venne di nuovo annunciato, in modo non ufficiale, che il gruppo si sarebbe riunito per un'unica data alla The O2 Arena di Londra. La stampa nazionale ha iniziato a promuovere il concerto la stessa mattina e gli sponsor hanno confermato l'evento, seppur in modo ufficioso[45]. La notizia ufficiale del loro ritorno sulle scene musicali è arrivata il 12 settembre, quando è stato confermato che avrebbero tenuto un concerto in memoria di Ahmet Ertegün il 26 novembre 2007 alla O2 Arena di Londra. In seguito ad un infortunio al dito occorso a Jimmy Page, il concerto è stato rinviato al 10 dicembre 2007.

La notizia della disponibilità su Internet dei biglietti ha generato un'ondata di richieste che i promoter hanno definito senza precedenti nella storia della musica: in meno di 48 ore il sito è stato preso d'assalto da oltre 20 milioni di utenti, al punto che si è deciso di interrompere immediatamente le prenotazioni e di assegnare in base ad un sorteggio nominale i 21.000 biglietti disponibili.[46]

A seguito di una simile, inaudita mole di richieste, nel 2008 la band è stata insignita del Guinness dei primati per la Maggior richiesta di biglietti per una singola esibizione dal vivo.[14]

Secondo quanto riportato dai quotidiani, il concerto alla O2 Arena non ha deluso le aspettative e ha reso giustizia, pur con tutti gli inevitabili limiti dettati dal passare del tempo, alla reputazione live del gruppo, nonostante gli strumenti fossero accordati un tono sotto per facilitare le parti cantate di Plant. La scaletta dell'esibizione è stata così composta:

  1. Good Times Bad Times
  2. Ramble On (seconda esecuzione dopo il concerto del 25 giugno 1972 al LA Forum.)
  3. Black Dog
  4. In My Time of Dying
  5. For Your Life (prima esecuzione)
  6. Trampled Underfoot
  7. Nobody's Fault but Mine
  8. No Quarter
  9. Since I've Been Loving You
  10. Dazed and Confused
  11. Stairway to Heaven
  12. The Song Remains the Same
  13. Misty Mountain Hop
  14. Kashmir
    Bis:
  15. Whole Lotta Love
  16. Rock and Roll

Finora sono state comunque smentite tutte le illazioni che vorrebbero il gruppo pronto a intraprendere un tour mondiale, come anche si è rivelata falsa la notizia sulla presenza del gruppo al festival di Bonnaroo previsto nel 2008, diffusa dagli stessi promoter dell'evento[47]. Nell'agosto del 2008 il nuovo batterista della band, Jason Bonham, ha reso noto che, insieme a Page e Jones, era in corso la registrazione di nuovo materiale per un ritorno sulle scene dei Led Zeppelin[48]. Robert Plant ha successivamente diramato un comunicato, nel quale affermava che le costanti speculazioni sul futuro della band erano "frustranti e ridicole"[49] e che "non andrà in tour né registrerà nuove canzoni con i Led Zeppelin"[49]. Ha inoltre specificato che, dopo la conclusione della serie di concerti con Alison Krauss, non si sarebbe imbarcato in nessun tour per i successivi due anni e che augurava a "Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham tutto il successo possibile con i loro futuri progetti"[49]. Nel 2009 Robert Plant è stato ricevuto dal principe Carlo. Dopo il ricevimento un giornalista gli ha chiesto se sarebbe tornato con i Led Zeppelin, ma Plant ha risposto "qualche volta io divento sordo da entrambe le orecchie quando la gente dice sciocchezze"[50].

Il 13 settembre 2012 sulla loro pagina ufficiale di Facebook i Led Zeppelin hanno annunciato l'uscita di Celebration Day, documento che testimonia il concerto del 2007 all'O2 Arena tenuto in memoria di Ahmet Ertegün fondatore dell'Atlantic Records; il film è stato proiettato in contemporanea mondiale per la sola giornata del 17 ottobre in 1500 sale cinematografiche di quaranta paesi, facendo registrare ovunque il tutto esaurito e incassando per quell'unica proiezione 2 milioni di dollari[51], inducendo così la produzione a ripetere in via eccezionale la proiezione il 29 ottobre. In Italia l'evento, che è stato prodotto e distribuito dalla società Nexo Digital ha ricevuto ampia risonanza, con ben 560 000 euro di incassi tra la prima e la seconda serata.

Successivamente Celebration Day è stato immesso in commercio anche come home video e audio nei formati Blu-ray, DVD, CD e del vinile a 33 giri.

Simbologia, occulto e misticismo[modifica | modifica wikitesto]

Simbologia e immagini[modifica | modifica wikitesto]

I simboli del quarto album.

Oltre al famoso dirigibile, un'immagine ricorrente nella simbologia dei Led Zeppelin è quella di un angelo, raffigurato in un dipinto del 1869 del pittore statunitense William Rimmer e intitolato Evening, Fall of Day: nonostante molti abbiano voluto scorgere nella rappresentazione dell'angelo l'effigie di Lucifero o di Icaro, si tratta della divinità greca Apollo. Tale simbolo è riportato sui vinili del gruppo da Physical Graffiti in poi, essendo stato adottato quale logo della Swan Song Records, etichetta discografica da loro stessi fondata nel 1974. I simboli che l'immaginario collettivo maggiormente ricollega al gruppo rimangono comunque i due sigilli e le due rune che compongono il titolo del loro quarto album. Il significato specifico di questi simboli non è mai stato del tutto chiarito; quel che è certo è che Page e Plant hanno realizzato i propri disegni di loro pugno, anche se il simbolo scelto da Page è stato probabilmente preso dall'alfabeto magico del matematico alchimista Girolamo Cardano mentre Jones e Bonham l'hanno trovato su un antico libro di rune chiamato Book of signs di Rudolf Koch. Tutti e quattro i simboli trovano comunque le loro origini nel misticismo. La motivazione della scelta dei simboli, ad ogni modo, risiede nel loro modo di concepire la musica, come più volte spiegato dal gruppo stesso: all'epoca della registrazione del loro quarto album, i Led Zeppelin operarono una summa del percorso musicale compiuto fino a quel momento; i simboli, pertanto, furono un modo per ribadire il loro disinteresse verso nomi, titoli ed etichette di genere per convogliare l'attenzione solo verso la musica. Un celebre esempio di errata interpretazione riguarda il simbolo scelto da Page: molti vi hanno intravisto la criptica sigla ZoSo, interpretazione più volte smentita dal chitarrista.

L'occulto e il misticismo[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Do what thou wilt. So mete it be. »

(IT)

« Fa' ciò che vuoi. Così potrai essere. »

(Aleister Crowley)

Dopo la pubblicazione di Led Zeppelin III circolarono attorno al gruppo notizie sulla loro vicinanza a tematiche di tipo esoterico e magico. La prima tiratura del disco, infatti, nascondeva nei solchi vuoti del vinile una frase sibillina scandita in inglese arcaico di Aleister Crowley.

Page era notoriamente un appassionato studioso dei suoi testi: nel tempo arrivò a possedere una grandissima raccolta di manoscritti fino a divenire proprietario di uno dei più vasti archivi di libri e oggetti a lui appartenuti, e finendo per influenzare indirettamente anche il resto del gruppo.

Nel 1970, durante le lavorazioni di Led Zeppelin III, Page acquistò la cosiddetta Boleskine House, una dimora del XVIII secolo appartenuta a Crowley e situata proprio sulle rive del Loch Ness, ad Inverness, in Scozia: la dimora veniva ritenuta maledetta dagli abitanti del luogo a causa di alcuni fatti sinistri verificatisi al suo interno[52]. Le voci non distolsero Page dai suoi propositi; era infatti alla ricerca di un posto di campagna isolato e vicino all'acqua e trovò la villa splendida e suggestiva.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Accuse di satanismo[modifica | modifica wikitesto]

Il brano Stairway to Heaven è stato anche bersagliato per un presunto contenuto di messaggi subliminali di matrice satanica (contestazioni del genere sono numerose nel rock, ad esempio capitarono anche ai Queen e ai Beatles). Secondo alcune interpretazioni un verso della canzone, ascoltato al contrario, conterrebbe un inno demoniaco[53].

(EN)

« ...If there's a bustle in your hedgerow, don't be alarmed now it's just a spring clean for the May Queen
Yes, there are two paths you can go by, but in the long run there's still time to change the road you're on... »

(IT)

« ...Se c'è trambusto nella tua siepe, non ti allarmare è solo la pulizia di primavera in onore della Regina di Maggio
Sì, ci sono due strade che puoi percorrere, ma a lungo andare c'è ancora tempo per cambiare la strada che hai intrapreso... »

Ascoltando questa parte al contrario, si può interpretare il seguente messaggio[53]:

(EN)

« Oh here's my sweet Satan, the one (whose) little path won't make me sad, whose power is saint... he'll give (the) growth giving you six-six-six, and in a little tool shed he'll make us suffer sadly... »

(IT)

« Oh ecco il mio dolce Satana, (la cui) unica piccola via non mi renderà triste, il cui potere è sacro ... egli darà (il) progresso dandoti il 666, (in una) piccola baracca di attrezzi ci farà soffrire tristemente... »

Il testo ascoltato nel senso normale già alluderebbe al bifrontismo delle parole. Dice infatti: "Cause you know sometimes words have two meanings" ("Perché come sai a volte le parole hanno due significati").

In realtà non vi è alcuna prova che i Led Zeppelin abbiano volutamente fatto passare questi messaggi "al contrario" con la tecnica del backmasking, e probabilmente si tratta di uno dei tanti casi di pareidolia acustica della storia del rock e dell'heavy metal, poiché altresì non esiste prova che i messaggi nascosti siano stati inseriti volutamente. Pur senza nascondere di essere un ammiratore di Aleister Crowley[54], Page negò sempre queste dicerie. Anche il tecnico del suono Eddie Kramer, che curò il disco, confermò le falsità delle accuse, giudicandole ridicole[55]. Robert Plant affermò in una intervista: "To me it's very sad, because Stairway to Heaven was written with every best intention, and as far as reversing tapes and putting messages on the end, that's not my idea of making music" ("Per me è veramente triste, perché Stairway to Heaven fu scritta con le migliori intenzioni, e per quanto riguarda messaggi registrati al contrario, non è la mia idea di fare musica")[56].

Accuse di plagio[modifica | modifica wikitesto]

In diverse occasioni i Led Zeppelin sono stati accusati di plagio, o quantomeno di avere utilizzato temi o frasi musicali non originali. Quando l'album d'esordio della band fu pubblicato, ottenne principalmente critiche positive, ma John Mendelsohn del Rolling Stone Magazine accusò la band di plagio, in particolare di aver copiato Black Mountain Side da Black Water Side di Bert Jansch e il giro di Your Time Is Gonna Come dall'album dei Traffic Dear Mr. Fantasy. Questo segnò l'inizio di una lunga disputa fra la band e il periodico, il quale tacciava inoltre il gruppo di esibizionismo accusandolo di parodiare artisti di colore: disputa la quale ha visto i Led Zeppelin rifiutarne a più riprese le interviste.

Ci fu chi notò che una canzone del primo album, Dazed and Confused, era stata scritta inizialmente da Jake Holmes e inserita nel suo album The Above Ground Sound. Gli Yardbirds, la vecchia band di Jimmy Page, ne avevano inciso una versione intitolata I'm Confused; successivamente Page, pur senza accreditare Holmes[57], modificò ulteriormente il testo e la struttura stessa della canzone per l'album di debutto dei Led Zeppelin, inserendo al suo interno il riff di chitarra che l'avrebbe resa celebre, le sue incursioni "psichedeliche" ottenute suonando la chitarra con un archetto di violino e la lunga, furiosa parte strumentale a precedere l'ultima strofa del brano.

Holmes non volle macchiare l'integrità del gruppo per colpa di una canzone, nonostante avesse spedito una lettera con scritto "Capisco, è un tentativo di collaborazione, ma penso che dovreste almeno ammettere che sono l'autore e pagarmi i diritti." La lettera non ricevette alcuna risposta e Holmes non proseguì nella controversia. È comunque riportato che egli abbia detto:

(EN)

« What the hell, let him Page have it Dazed and Confused! »

(IT)

« Che diavolo, lasciate che Page se la tenga Dazed and Confused! »

(Jake Holmes)

Anche il copyright delle canzoni di Led Zeppelin II fu oggetto di dibattiti fin dall'uscita dell'album. L'intro e la chiusura blues di Bring It on Home riprendono la Bring It on Home di Sonny Boy Williamson II, Whole Lotta Love ha alcune parti dei testi in comune con You Need Love di Willie Dixon, fermo restando che tanto il notissimo riff del brano così come l'intera struttura della canzone sono da ricondursi interamente a Jimmy Page.

Negli anni settanta la Arc Music, la divisione di merchandising della Chess Records, chiamò in giudizio i Led Zeppelin per l'infrazione del copyright di Bring It on Home e ottenne un accordo stragiudiziale. Dixon però non trasse nessun beneficio fin quando non sollecitò la Arc Music ad ammettere la sua proprietà del copyright. Anni dopo, Dixon fece causa ai Led Zeppelin per Whole Lotta Love e così fu raggiunto un altro compromesso[58].

Robert Plant (2010)

Nelle successive ristampe di Led Zeppelin II, il nome di Dixon fu inserito fra i crediti.

Caso diverso è quello relativo alla parte iniziale dell'arpeggio della celebre Stairway to Heaven: più di un critico ha osservato un'analogia fra le prime battute del brano e l'introduzione della canzone Taurus degli Spirit, avvalorata dal fatto che i due gruppi si conoscevano bene e avevano intrapreso una tournée assieme, all'inizio della loro carriera[59]. Come si può facilmente rilevare, le prime cinque note del lungo arpeggio del brano composto da Page richiamano alquanto quelle introduttive di Taurus, ma alla luce della complessità strumentale caratterizzante i ricami chitarristici presenti in Stairway to Heaven la tesi di plagio basata sulla comunanza – peraltro variata – di sole cinque note non è mai stata comprensibilmente presa in considerazione.

Le accuse di plagio nei confronti del gruppo, ad ogni modo, non si arrestarono, anche laddove i credits dei loro dischi risultavano citare correttamente le fonti: è il caso, ad esempio, della loro versione di When the Levee Breaks di Memphis Minnie, avente in comune con il brano originale unicamente alcune parti del testo e incentrata su una struttura melodica estremamente diversificata e interamente composta dal gruppo. Caso analogo anche per il brano Boogie with Stu, cover di Ooh, My Head del defunto Ritchie Valens: correttamente attribuita nei credits del disco Physical Graffiti alla madre del cantante di origini messicane[60] – titolare dei diritti e citata come Mrs. Valens[60] – e nonostante tutto sovente citata come supposto plagio. A complicare ulteriormente le cose, nel 1979 gli eredi di Ritchie denunciarono il gruppo per presunto non completo versamento della percentuale di royalties loro spettante fino a quel momento, sul pezzo in questione,[60].

Obiezioni alle accuse di plagio[modifica | modifica wikitesto]

Diversi musicologi ed esperti di musica blues" presero posizione contro la pretestuosità della maggior parte delle imputazioni che venivano mosse al gruppo, facendo notare come la musica nera, un enorme coacervo di temi tipici, analogi ai topoi letterari, derivi dalle antiche tradizioni dei canti popolari elaborati collettivamente dagli schiavi neri nelle piantagioni e nei campi di cotone della Louisiana e del Tennessee e lungo gli argini del Mississippi: senza questa premessa, si sarebbe arrivati ad accusare di plagio praticamente qualunque bluesman, non ultimi Robert Johnson, Skip James, Son House ed Elmore James, vista l'estrema permeabilità dei rispettivi repertori alle idee e agli stereotipi dei loro precedenti e contemporanei.

La più autorevole difesa del gruppo provenne dal celebre produttore blues, compositore e musicologo Robert Palmer, che descrisse con efficacia quella che era la prassi nella storia della musica nera[61][62]:

(EN)

« It is the custom, in blues music, for a singer to borrow verses from contemporary sources, both oral and recorded, add his own tune and/or arrangement, and call the song his own. »

(IT)

« È una consuetudine della musica blues, per un cantante, il prendere a prestito versi da fonti coeve, tanto orali quanto registrate, addizionarle alla propria musica o a un proprio arrangiamento e ritenerla a tutti gli effetti una sua canzone. »

(Robert Palmer)

Dello stesso parere lo studioso di musica folk Carl Lindahl, che ebbe a definire questo fenomeno – tipico della musica blues – come "floating lyrics" (lett. testi fluttuanti), spiegando che[63]:

(EN)

« [These] lines that have circulated so long in folk communities that tradition-steeped singers call them instantly to mind and rearrange them constantly, and often unconsciously, to suit their personal and community aesthetics. »

(IT)

« [Queste] linee sono circolate così a lungo nelle comunità folk che i cantanti, imbevuti di queste tradizioni, le richiamano immediatamente alla mente e le riordinano costantemente, spesso inconsapevolmente, per soddisfare la loro estetica personale e collettiva. »

(Carl Lindahl)

Gli stessi membri del gruppo, che pure avevano tenuto un atteggiamento perlopiù conciliante nei casi in cui gli era stato chiesto di citare correttamente le proprie fonti, esternarono a più riprese il loro disappunto per l'accanimento con cui le imputazioni mosse al gruppo venivano pompate oltre misura. In particolare Jimmy Page, in una intervista, sostenne[64]:

(EN)

« The thing is they were traditional lyrics and they went back far before a lot of people that one related them to. The riffs we did were totally different, also, from the ones that had come before, apart from something like "You Shook Me" and "I Can't Quit You", which were attributed to Willie Dixon. The thing with "Bring It On Home", Christ, there's only a tiny bit taken from Sonny Boy Williamson's version and we threw that in as a tribute to him. People say, "Oh, Bring It On Home is stolen". »

(IT)

« Il fatto è che si trattava di testi tradizionali e potevano farsi risalire a un sacco di autori precedenti piuttosto che a uno specifico che ne avesse fatto uso. I nostri riff erano completamente differenti rispetto alle versioni prima conosciute, a parte You Shook Me e I Can't Quit You [Baby], che comunque erano state correttamente attribuite a Willie Dixon. Su Bring it on Home, Cristo, abbiamo inserito solo una minima parte da quella di Sonny Boy Williamson, a titolo di tributo. Ma c'è gente che dice: "Oh, Bring It On Home è rubata". »

(Jimmy Page)

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La band, grazie alle vendite dei suoi album, ha ricevuto in premio un totale di 10 dischi d'oro e 90 dischi di platino. Il 19 novembre 1999, la RIAA ha inoltre dichiarato che i Led Zeppelin sono l'unico gruppo musicale, assieme ai Beatles e Garth Brooks, ad aver ottenuto almeno 4 dischi di diamante[65]. Nel 2004, i Led Zeppelin si sono classificati al 14º posto nella classifica dei 100 migliori gruppi musicali della storia secondo il Rolling Stone Magazine. Nel 2005, la band ha vinto un Grammy Lifetime Achievement Award[66]. Nello stesso anno, i lettori della rivista Guitar World hanno eletto Stairway to Heaven "Miglior assolo di tutti i tempi"[67]. Nel 2006, la band ha vinto il Polar Music Prize con la seguente motivazione:

(EN)

« The 2006 Polar Music Prize is awarded to the British group Led Zeppelin, one of the great pioneers of rock. Their playful and experimental music combined with highly eclectic elements has two essential themes: mysticism and primal energy. These are features that have come to define the genre "hard rock". »

(IT)

« Il Polar Music Prize del 2006 è assegnato alla band britannica dei Led Zeppelin, uno dei più grandi pionieri del rock. La loro musica giocosa e sperimentale si combina con elementi altamente eclettici e ha due temi essenziali: misticismo e energia primordiale. Queste sono le caratteristiche che hanno indotto a definire il genere "hard rock". »

Nel 2008, a seguito dell'incredibile richiesta di biglietti per l'esibizione alla O2 Arena di Londra (oltre 20 milioni di prenotazioni in circa 24 ore), la band è stata insignita del Guinness dei primati per la Maggior richiesta di biglietti per una singola esibizione dal vivo.[14] Il 2 dicembre 2012 i Led Zeppelin sono stati insigniti dei 35th Annual Kennedy Center Honors, per il contributo che hanno portato "alla vita culturale della nazione americana e del mondo".[68]

Stile e influenze[modifica | modifica wikitesto]

I Whitesnake, uno dei gruppi più influenzati dai Led Zeppelin.

Quello dei Led Zeppelin è sempre stato considerato dalla critica un genere nuovo, che pone le sue radici nel rock di Jimi Hendrix[69] e dei Cream, nel blues di B.B. King e Robert Johnson e nel primo gruppo di Page: gli Yardbirds, dove il chitarrista ha avuto modo di confrontarsi con future leggende come Eric Clapton e Jeff Beck. L'eredità musicale lasciata dalla band ha influenzato numerosi gruppi, soprattutto della scena hard rock/heavy metal dagli anni settanta, tra i quali risaltano nomi come Aerosmith, AC/DC, Rush, Montrose[70], Whitesnake[71], Judas Priest, agli anni ottanta, come Great White[72], Kingdom Come[73], Tesla[74], Stone Fury, Tora Tora[75], Zebra[76], Diamond Head, Blue Murder, Guns N' Roses[77], Fastway[78], The Cult[79], Thunder, Katmandu o Whitesnake[80], Tool e molti altri, oltre a gruppi più recenti e attuali come Rage Against the Machine,[81] White Stripes[82], Deftones,[83] The Darkness, The Mars Volta e Wolfmother. Tuttavia, il membro probabilmente più influente della band è Jimmy Page, il quale ha ispirato decine di chitarristi delle generazioni successive, fra i quali spiccano Angus Young degli AC/DC, Slash dei Guns N' Roses, Eddie Van Halen dei Van Halen, Joe Perry degli Aerosmith, Richie Sambora dei Bon Jovi, John Petrucci dei Dream Theater, Kirk Hammett dei Metallica, Tom Morello dei Rage Against the Machine e John Frusciante dei Red Hot Chili Peppers, The Edge degli U2.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Membri ufficiali
Membri addizionali

Il gruppo ha citato il proprio manager Peter Grant indicandolo spesso come il "quinto componente" dei Led Zeppelin.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Led Zeppelin.
  • L'album Coda e tutti i lavori e le raccolte successive sono stati pubblicati dopo lo scioglimento del gruppo.
  • L'album Led Zeppelin IV è il disco di maggior successo della band con oltre 23 milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti.
  • Tutti gli album sono stati prodotti da Jimmy Page, chitarrista della band.
Anno Album Flag of the United States.svg Flag of the United Kingdom.svg Certificazione RIAA
1969 Led Zeppelin 10 6 10x Platino
1969 Led Zeppelin II 1 1 12x Platino
1970 Led Zeppelin III 1 1 6x Platino
1971 Led Zeppelin IV 2 1 23x Platino
1973 Houses of the Holy 1 1 11x Platino
1975 Physical Graffiti 1 1 16x Platino
1976 Presence 1 1 3x Platino
1976 The Song Remains the Same (Live) 2 1 4x Platino
1979 In Through the Out Door 1 1 6x Platino
1982 Coda 6 4 1x Platino
1990 Remasters (Raccolta) / / /
1997 BBC Sessions (Live/Studio) 12 23 2x Platino
2003 How The West Was Won (Live) 1 5 1x Platino
2007 Mothership (Raccolta) 7 4 3x Platino
2012 Celebration Day (Live) 4 9 2x Platino

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Led Zeppelin, Allmusic.com. URL consultato il 17 maggio 2010.
  2. ^ (EN) Led Zeppelin, Nolifetilmetal.com. URL consultato il 17 maggio 2010.
  3. ^ a b Mauro Zambellini, 2003, p. 47.
  4. ^ Reunion momentanee per occasioni particolari o celebrative
  5. ^ Lo stesso Ritchie Blackmore dei Deep Purple ha riconosciuto come l'approdo del gruppo all'hard rock, avvenuto nel 1970 con il disco Deep Purple in Rock, sia dovuto alla pubblicazione nel 1969 dei primi due dischi dei Led Zeppelin. In Deep Purple, Machine Head (DVD), Eagle Vision 2008.
  6. ^ a b c Led Zeppelin - Biography, Rolling Stone. URL consultato il 2 luglio 2011.
  7. ^ L'ultimo disco ufficiale, "Coda", fu pubblicato due anni dopo la morte di Bonham per onorare gli impegni discografici.
  8. ^ Page e Plant
  9. ^ (EN) Led Zeppelin wins Polar Prize, Thelocal.se, 7 novembre 2005. URL consultato il 17 maggio 2010.
  10. ^ 100 Greatest Artists of All Time, Rolling Stone. URL consultato il 24 maggio 2011.
  11. ^ The Heaviest Band Of All Time - Rolling Stone Magazine, 28 July 2006, Led-Zeppelin.org. URL consultato il 2 luglio 2011.
  12. ^ Led Zeppelin Biography, Rock and Roll Hall of Fame. URL consultato il 2 luglio 2011.
  13. ^ It's Official: Zep Greatest Hard Rock Group Ever, VH1. URL consultato il 24 maggio 2011.
  14. ^ a b c (EN) Guinness World Records Launches 2009 Edition, Guinnessworldrecords.com, 7 settembre 2008. URL consultato il 17 maggio 2010.
  15. ^ (EN) Interview with Jimmy Page, Iem.ac.ru. URL consultato il 17 maggio 2010.
  16. ^ Mick Wall, p. 13-15.
  17. ^ Il brano è comparso successivamente nell'album di debutto di Beck, Truth
  18. ^ (EN) Led Zeppelin Biography, Billboard.com. URL consultato il 17 maggio 2010.
  19. ^ I due avevano suonato per un breve periodo assieme nella Band of Joy, gruppo scioltosi senza produrre incisioni significative.
  20. ^ Mick Wall, p. 52.
  21. ^ Keith Shadwick, p. 36.
  22. ^ Stephen Davis, p. 44.
  23. ^ (EN) Led Zeppelin biograpy, Jimmypageonline. URL consultato il 17 maggio 2010.
  24. ^ Rolling Stone Cover, Roling Stone. URL consultato il 17 maggio 2010.
  25. ^ Stephen Davis, p. 64.
  26. ^ Chris Welch, 1994, p. 31.
  27. ^ a b (EN) Stephen Thomas Erlewine, Led Zeppelin II review, Allmusic.com. URL consultato il 17 maggio 2010.
  28. ^ a b Chris Welch, 1994, p. 37.
  29. ^ Dave Lewis, 1994, p. 3.
  30. ^ Brian May on IMDB
  31. ^ Giulia Nuti, Seventies Recollection – I Led Zeppelin a Milano, Ilpopolodelblues.com, 5 luglio 1971. URL consultato il 17 maggio 2010.
  32. ^ (EN) Led Zeppelin, Vh1.com. URL consultato il 17 maggio 2010.
  33. ^ Stephen Davis, p. 190.
  34. ^ (EN) Starship, Led-zeppelin.org. URL consultato il 17 maggio 2010.
  35. ^ Chris Welch, 1994, p. 49.
  36. ^ a b Keith Shadwick, p. 320.
  37. ^ Dave Lewis, 2003, p. 49.
  38. ^ Chris Welch, 1994, p. 63.
  39. ^ Chris Welch, 1994, p. 68.
  40. ^ Chris Welch, 1994, p. 85.
  41. ^ Chris Welch, 1994, p. 94-95.
  42. ^ (EN) Led Zeppelin Readies Fall Reissue Bonanza, Billboard.com. URL consultato il 17 maggio 2010.
  43. ^ I Led Zeppelin tornano a suonare insieme, Corriere.it, 26 giugno 2007. URL consultato il 17 maggio 2010.
  44. ^ (EN) ROBERT PLANT Shoots Down LED ZEPPELIN Reunion Rumors, Blabbermouth.net, 28 giugno 2007. URL consultato il 17 maggio 2010.
  45. ^ (EN) Richard Alleyne, Led Zeppelin set to re-form for O2 gig, Telegraph.co.uk, 31 agosto 2007. URL consultato il 17 maggio 2010.
  46. ^ Led Zeppelin per il loro ritorno 90 milioni di fan, Blog.panorama.it, 23 settembre 2007. URL consultato il 17 maggio 2010.
  47. ^ (EN) Bonnaroo Promoters Quash Lineup Rumors, Billboard.com. URL consultato il 17 maggio 2010.
  48. ^ (EN) Led Zeppelin Enter The Studio, Ultimate-guitar.com, 28 agosto 2008. URL consultato il 17 maggio 2010.
  49. ^ a b c Led Zeppelin, ex-cantante Robert Plant esclude ipotesi "reunion" in Reuters.com, 29 settembre 2008. URL consultato il 24 maggio 2014.
  50. ^ (EN) Robert Plant awarded CBE by Prince of Wales, Robertplant.com, 10 luglio 2009. URL consultato il 10 dicembre 2009.
  51. ^ (EN) ‘Zeppelin’ film grosses $2 millions in one night, Variety.com, 10 luglio 2009. URL consultato il 31 marzo 2013.
  52. ^ Secondo Stephen Davis, biografo ufficiale dei Led Zeppelin, la villa era stata costruita su un terreno in cui precedentemente sorgeva una chiesa distrutta da un incendio mentre i fedeli erano al suo interno. Dopo essere stata di proprietà di Crowley, la villa era stata teatro di alcuni fatti tragici quali la decapitazione di un uomo e l'impazzimento del suo custode.
  53. ^ a b Jeff Milner, Jeff Milner's Backmasking Site. URL consultato il 9 giugno 2006.
  54. ^ repubblica.it: Led Zeppelin e la maledizione di Aleister Crowley
  55. ^ (EN) "[... ] totally and utterly ridiculous. Why would they want to spend so much studio time doing something so dumb?" Stephen Davis, The Hammer of the Gods, William Morrow and Company Inc., New York, 1985, p. 335. citato in David Oates, Reverse Speech: Voices From The Unconscious
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Enciclopedie[modifica | modifica wikitesto]

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Testi monografici[modifica | modifica wikitesto]

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