The Rolling Stones

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The Rolling Stones
I Rolling Stones durante un concerto al Chicago Stadium nel 1975.
I Rolling Stones durante un concerto al Chicago Stadium nel 1975.
Paese d'origine Regno Unito Regno Unito
Genere Blues rock[1]
Hard rock[1]
British blues[1]
Rock psichedelico[1]
Rock and roll[1]
Dance rock[1]
Pop rock[1]
Album-oriented rock[1]
Rhythm and blues
Periodo di attività 1962 – in attività
Album pubblicati 64
Studio 33
Live 10
Raccolte 21
Sito web
Logo Rolling Stones.jpg

I Rolling Stones sono un gruppo musicale rock britannico, composto da Mick Jagger (voce, armonica), Keith Richards (chitarre, voce), Ronnie Wood (chitarre, cori) e Charlie Watts (batteria, percussioni). È una delle band più importanti e tra le maggiori espressioni della miscela tra i generi della musica rock e blues, quel genere musicale che è l'evoluzione del rock & roll anni cinquanta, da loro rivisitato in chiave più dura con ritmi lascivi, canto aggressivo, continui riferimenti al sesso e, talvolta, alle droghe pesanti.

Per il loro essere trasgressivi furono chiamati i "brutti, sporchi e cattivi" e contrapposti ai più rassicuranti Beatles, anche se tale contrapposizione fu spesso creata dagli stessi Rolling Stones che si comportavano in modo volutamente antitetico rispetto ai Beatles (con i quali ebbero peraltro sempre un ottimo rapporto di stima e amicizia), proponendo così un modello alternativo a uso e consumo della stampa musicale. I Rolling Stones sono stati, e sono tuttora, un'autentica pietra miliare nell'evoluzione della musica rock del XX secolo, portando sotto i riflettori il malcontento e di conseguenza la protesta di intere generazioni, incarnando così il travagliato spirito dei grandi bluesman del passato e scegliendo il titolo di una canzone di uno di questi (Muddy Waters) come nome del loro gruppo.[2]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Brian Jones, uno dei fondatori degli Stones.

Origini[modifica | modifica sorgente]

Un ventunenne Mick Jagger prima di un concerto dei Rolling Stones al Georgia Southern College, 4 maggio 1965.

I cinque ragazzi che un giorno sarebbero diventati le celebri pietre rotolanti sono molto diversi tra loro per provenienza ed estrazione sociale. Lewis Brian Hopkin Jones, nato il 28 febbraio 1942 a Cheltenham nel Gloucestershire, è di origini gallesi e figlio di due insegnanti; Michael Philip Jagger, nato il 26 luglio 1943 a Dartford nel Kent, ha un padre insegnante di educazione fisica e una madre parrucchiera; Keith Richards, nato a Dartford il 18 dicembre 1943, è anche lui di origini gallesi e proviene da una famiglia operaia; William George Perks, nato il 24 ottobre 1936 a Londra, è figlio di un muratore e di una donna di servizio; Charles Robert Watts, nato a Londra il 2 giugno 1941, è figlio di un ex aviatore della RAF, assunto successivamente come macchinista presso la British Railways. Questo è considerato il nucleo storico del gruppo, a cui si deve aggiungere Ian Stewart, nato il 18 luglio 1938 a Sutton.

Nell'immediato dopoguerra tutti sono sui banchi di scuola e, tranne Brian Jones, vivono a Londra o zone limitrofe. Mick Jagger e Keith Richards, a quattro o cinque anni, sono vicini di casa e compagni di giochi finché in seguito non andranno in scuole diverse e Keith non cambierà casa. La musica diventa sempre più importante nelle loro vite; provano diversi strumenti e un giorno, dopo alcuni anni in cui i due si erano persi di vista, Jagger e Richards si incontrano su un treno per pendolari. Mick Jagger ha sotto braccio una pila di dischi di importazione della Chess Records e, parlandone, i due scoprono di essere innamorati della stessa musica rhythm and blues, iniziando a cullare l'idea di formare un gruppo. Bill Wyman e Ian Stewart, i più grandi del gruppo, vengono richiamati nell'esercito attorno alla metà degli anni cinquanta, mentre gli altri sono ancora immersi negli studi. Ian resterà sotto le armi solo per pochi giorni, venendo successivamente congedato.

I primi anni (1960-1962)[modifica | modifica sorgente]

Keith Richards negli anni settanta.

Nel 1956 Mick fa amicizia con un ragazzo che frequenta la sua stessa scuola, Dick Taylor, e con altri due compagni iniziano a suonare insieme, senza mai però esibirsi in pubblico. Nell'estate del 1960 Jagger suona con gli amici nel salone parrocchiale della chiesa di Dartford e canta una canzone di Buddy Holly.

Nel 1957 Brian Jones ascolta per la prima volta un brano di Charlie Parker e ne rimane così entusiasta che obbliga i suoi genitori a comprargli un sassofono, che rimane la sua ossessione finché non gli regalano una chitarra acustica. Nel 1959 nasce il suo primo figlio illegittimo, da Valeria, una ragazzina sedicenne di Cheltenham e nello stesso periodo abbandona gli studi. Nel 1958 Bill Wyman è congedato dall'Airforce e trova lavoro come magazziniere e impiegato in un'officina a Londra.

I Rolling Stones nel 1965.

L'Inghilterra degli anni cinquanta non è solo rock'n'roll in quanto si sta affermando lo skiffle, un tipo di jazz suonato con chitarre e strumenti a percussione improvvisati, impregnato di blues che influenzerà anche i futuri Stones. Quando a Bill arriva la cartolina militare, nel 1955, è in classifica Bill Haley con Rock Around the Clock e Finger of Suspicion di Dickie Valentine è al numero uno. Questo è anche il periodo dell'inizio della favola di Elvis Presley, dei successi di Chuck Berry e di Little Richard. Nel 1960 Charlie Watts lascia la scuola, diventa grafico pubblicitario e scrive un libro su Charlie Parker che verrà poi pubblicato nel 1965. Nel 1962 inizia a suonare con il trio del pianista e attore Dudley Moore, mentre Mick Jagger un giorno, con sottobraccio molti dischi di rock&blues, si imbatte nell'amico Keith Richards che non vede da circa sei anni. I due prendono il treno insieme e, parlando di musica, scoprono di avere un amico in comune: Dick Taylor. Prima di salutarsi decidono di rivedersi per suonare insieme.

I tre, con altri amici, decidono di chiamarsi "The Little Blue Boy And The Blue Boys" e nel loro repertorio c'è solamente Chuck Berry. Il 25 maggio 1995 un nastro dei Blue Boys è stato messo all'asta da Christie's e venduto per 52.250 sterline.

Mick Jagger durante un concerto a New York City negli anni settanta.

Nel marzo del 1962 Brian Jones (che ora ha tre figli illegittimi) va all'Ealing Club ad ascoltare i Blues Incorporated del suo amico Alexis Korner, gruppo in cui suona Charlie Watts. La settimana successiva entra nella band, facendosi chiamare Elmo Lewis, e per la prima volta Charlie e Brian si parlano. Ad ascoltarli una sera c'erano anche Keith e Mick che, terminato lo spettacolo parlano per la prima volta a Brian dicendo che vogliono formare un gruppo. Brian è favorevole all'idea e mette un annuncio su "Jazz News": il primo a rispondere è Ian Stewart.

Nel giugno del 1962 Mick Jagger con Keith Richards e Dick Taylor iniziano a provare con Brian Jones e Ian Stewart. Intanto al Marquee di Londra suona Alexis Korner con il suo gruppo e il 12 luglio, dovendo partecipare ad una registrazione televisiva alla BBC, chiede a Brian e al suo gruppo di sostituirlo. Il giorno prima del concerto Brian decide di suonare con il nome di "Rollin' Stones" (nome che si ispirava alla canzone Catfish Blues di Muddy Waters) e la formazione è composta da: Mick Jagger (voce), Keith Richards ed Elmo Lewis (Brian) (chitarre), Dick Taylor (basso), Ian Stewart (piano) e Mick Avory (batteria).

L'esordio ufficiale e i primi album (1963-1965)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Rolling Stones (album), The Rolling Stones No.2 e Out of Our Heads.

L'esordio ufficiale avviene in uno dei templi del rock, il Marquee di Londra, il 12 luglio 1962. Fin dall'inizio costituiscono l'alternativa "sporca e cattiva" ai Beatles con una musica che attinge alle radici del rock'n'roll e del blues.

Il successo fin dalle prime canzoni è grandissimo. Nel gennaio del 1963 Charlie Watts entra ufficialmente nel gruppo sostituendo il batterista Tony Chapman, che a sua volta era subentrato al posto di Mick Avory. Nei primi anni di attività i Rolling Stones si cimentano solo in rivisitazioni di brani del repertorio americano di rock & roll, blues e rhythm'n'blues come nei casi di Buddy Holly (Not Fade Away), Chuck Berry (Carol) ma anche di Lennon/McCartney (I Wanna Be Your Man). In seguito all'uscita dei primi due singoli e dell'Ep su cui sono presenti Bye Bye Johnny, Money, Poison Ivy e You Better Move On, gli Stones ottengono il privilegio di registrare nelle sale della Chess. Da qui, tra il 1964 ed il 1965 Jagger e Richards, cominciano a incidere canzoni loro e a riprodurre quel sound sconosciuto alle sale d'incisione inglesi. Dopo il primo Lp il secondo, il terzo, e una gran quantità di singoli fino ad arrivare al '65, l'anno della svolta: esce prima The Last Time (riutilizzata più di 30 anni dopo dai The Verve per la loro Bitter Sweet Symphony), seguita da (I Can't Get No) Satisfaction. Ed è proprio con Satisfaction (1965) che i Rolling Stones si impongono definitivamente. Sempre nel 1965 anche il singolo Get Off of My Cloud raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per due settimane.

Aftermath e gli album successivi (1966-1968)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aftermath (The Rolling Stones), Between the Buttons, Their Satanic Majesties Request e Beggars Banquet.
Ronnie Wood (sinistra) e Mick Jagger (destra), durante il tour americano del 1975.

Nel 1966 arriva il primo disco composto solamente da canzoni loro: Aftermath, che segna la svolta decisiva verso una produzione discografica compatta e il deciso affinarsi dei gusti musicali dei cinque.

Brian Jones si rivela, oltre che un gran chitarrista di scuola blues, un vero e proprio strumentista poliedrico: suona di tutto, anche dulcimer e sitar. Le canzoni presenti non sono tutte di matrice propriamente blues: ci sono la medievaleggiante Lady Jane, la psichedelica Mother's Little Helper, Under My Thumb (divenuta poi un classico del r'n'b). Il 26 maggio 1966 il singolo Paint It, Black raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per quattro settimane.

Dopo Aftermath segue un biennio di variamenti musicali verso il flower power psichedelico da parte del gruppo. Between the Buttons e, soprattutto, Their Satanic Majesties Request (entrambi del 1967) rappresentano le massime vette di tipo musicale per i Rolling Stones. I brani più conosciuti da questi due album sono Ruby Tuesday che nel 1967 raggiunge il primo posto nella Billboard Hot 100, Let's Spend the Night Together (da Between the Buttons), She's a Rainbow, 2000 Light Years From Home e 2000 Man, del quale esiste una cover del gruppo musicale Kiss (da Their Satanic Majesties Request). Dopo la breve ma intensa parentesi psichedelica, il 24 maggio 1968 esce uno dei singoli di maggior successo del gruppo, Jumping Jack Flash / Child of the Moon, nuovamente un r'n'b sulfureo dominato da un celebre riff la cui paternità è come al solito di Keith Richards. Segue poi una serie di dischi che assicurano a Jagger e compagni il titolo di Greatest rock'n'roll band in the world.

Beggars Banquet (con la celebre canzone Sympathy for the Devil), Let It Bleed, Get Yer Ya-Ya's Out!, Sticky Fingers e Exile on Main St.: ciascuno di questi viene citato in qualsiasi classifica di migliori dischi rock di sempre. Ma la fama e il successo mondiale esigono un loro prezzo, ed è pesantissimo.

La tragedia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1969 Brian Jones, continuamente turbato da profondi problemi personali e fisicamente provato dall'utilizzo smodato di droghe, diventa col tempo sempre più incapace di collaborare attivamente col gruppo, da cui viene estromesso quando - complici diverse vicende giudiziarie - non riesce ad ottenere il visto d'ingresso per gli Stati Uniti, necessario per seguire il resto della band in tour.

Il 3 luglio 1969 morì annegato nella sua piscina, in circostanze mai del tutto chiarite.

Appena due giorni dopo la morte di Jones, i Rolling Stones tennero un concerto gratuito, già programmato, al Hyde Park di Londra di fronte a un pubblico stimato in circa 250.000 persone. Il concerto, che doveva servire come presentazione per il nuovo chitarrista, Mick Taylor, fu un evento senza precedenti e risentì inevitabilmente del clima creatosi dopo la morte di Jones. Molte critiche furono rivolte agli Stones, accusati di insensibilità nei confronti del loro vecchio compagno. In risposta, il concerto fu dedicato a Jones, inoltre, Mick Jagger iniziò l'esibizione leggendo una poesia di Percy Shelley alla sua memoria.

Cambiamenti (1969-1975)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Let It Bleed, Sticky Fingers, Exile on Main St., Goats Head Soup e It's Only Rock 'n' Roll.
I Rolling Stones in una foto promozionale per l'album Sticky Fingers del 1971.
Mick Taylor.

Mick Taylor entra ufficialmente a far parte dei Rolling Stones il 13 giugno 1969 in "momentanea" sostituzione di Brian Jones, debilitato da alcol, droghe e psicofarmaci. In realtà il posto che era stato di Brian Jones non diventò mai di Taylor, come non lo diventò per Ron Wood; il ruolo svolto da anni da Brian all'interno del gruppo, riguardava più l'immagine che la musica, per quanto fosse un eccellente polistrumentista e un raffinato arrangiatore. Sua è l'influenza Blues nel gruppo. L'ingresso di Taylor porta nel gruppo un'ondata di freschezza e contribuisce notevolmente a quello che, a detta di molti, è la formazione migliore dei Rolling Stones. Con il suo arrivo il gruppo perde però quella componente sperimentale tipica di Brian, ma il talento innato di Taylor col suo strumento e la sua finezza di tocco, regalano al gruppo assoli ormai storici. La sua grande timidezza tuttavia non gli permette di entrare mai in sintonia completa col gruppo al punto da proporre a Bill di abbandonare i Glimmer Twins e di mettersi in proprio assieme a Charlie. Il netto rifiuto del bassista lo fa sprofondare in una pesante depressione che gli farà sempre più pesare i ritmi alienanti delle tournée e la vita sregolata del gruppo.

Il 23 agosto 1969 il singolo Honky Tonk Women raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per quattro settimane.

Il 29 maggio 1971 il singolo Brown Sugar (The Rolling Stones) raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per due settimane.

Nel 1974 Taylor prende la fatidica decisione di abbandonare i Rolling Stones, provocando notevoli difficoltà al gruppo nuovamente orfano di un secondo chitarrista e costringendo i compagni a ritardare il tour americano. Per la sua sostituzione fu chiamato l'eccellente chitarrista Ry Cooder che li accompagnò nella turneè di quell'anno, ma anche a lui la convivenza con la sregolata formazione inglese non piacque e come il suo predecessore Taylor, decise di abbandonare la band a turneè terminata, per tornare alla sua sperimentazione e alle sue sonorità sofisticate.

A sostituire Mick Taylor e Ry Cooder accorre nel 1975 Ron Wood, già al fianco di Rod Stewart nel Jeff Beck Group e nei Faces. Meno talentuoso dei suoi predecessori, Ronnie è però già un amico di vecchia data e più in linea con l'immagine del gruppo. Oltretutto è in grado di sostituire Keith nei suoi riff potendo ricreare assieme a lui "l'antica forma d'intreccio" che solo con Brian era riuscita.

Gli anni settanta e la crisi (1976-1988)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Black and Blue (The Rolling Stones), Some Girls, Emotional Rescue, Tattoo You e Undercover (The Rolling Stones).
Ron Wood in una foto alla Royal Albert Hall (Londra), 2004.

Il resto degli anni settanta scorre tra concerti, album (Black And Blue, Love You Live e Some Girls) e i soliti eccessi. Fra questi, solo Some Girls giunge in vetta alle classifiche mondiali, essendo apprezzato anche dalla critica che parla di 'resurrezione' del gruppo.

Gli anni ottanta si aprono con Emotional Rescue, un disco che non riesce a bissare il successo del precedente. L'anno seguente esce Tattoo You con la celebre Start Me Up. Un nuovo tour viene annunciato, da cui esce nel 1982 Still Life (American Concert 1981). L'anno successivo viene pubblicato Undercover, album sperimentale che mira però troppo a scalare le classifiche e cede alle lusinghe delle nuove sonorità degli anni ottanta. Il rapporto tra Keith e Mick si sgretola ogni giorno di più, col primo che vuole tornare al buon vecchio rock 'n' roll e il secondo darsi al pop. Il gruppo attraversa così il periodo di crisi più profonda, e nel 1986 esce Dirty Work, "Lavoro Sporco" appunto, che sottolinea la distanza tra i Glimmer Twins. Anche in questo caso l'album non viene supportato da alcun tour e ciò fa già parlare di un prossimo scioglimento. Sono ormai un paio d'anni che Mick si dedica a progetti individuali: She's the Boss nel 1985 e Primitive Cool nel 1987. Preoccupante la risposta di Keith Richards che nello stesso 1987 si impegna anima e corpo a fare Hail Hail Rock 'n' Roll!, film-documentario sul suo idolo Chuck Berry. Come se non fosse abbastanza l'anno successivo pubblica il suo primo album solista Talk Is Cheap e i timori che sia giunta la fine dei Rolling Stones sembrano ormai più che fondati, visto che Keith intraprende un tour coi suoi Expensive Winos.

Il riavvicinamento (1990-1999)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dirty Work (album), Steel Wheels, Voodoo Lounge e Bridges to Babylon.

Nel 1989, forse anche a causa dello scarso successo riscosso dai progetti solisti dei Glimmer Twins, i Rolling Stones tornano all'opera con l'album Steel Wheels. Segue immancabile tournée mondiale e album live. Fino al 1997 la band pubblica un album circa ogni tre anni, continuando ad esibirsi live registrando anche dischi dal vivo. Nel 1997 arriva Bridges to Babylon, album di pezzi inediti, a cui segue nel 2002 l'antologia Forty Licks, che celebra il quarantennale della band.

Per strada si è perso Bill Wyman che, agli inizi del 1994, a causa di problemi fisici, abbandona definitivamente il gruppo per dedicarsi a una nuova band, i The Rhythm Kings e ai suoi vari progetti da solista, che sforna un tipo di musica briosa che punta sul puro divertissement; il bassista viene sostituito dallo statunitense Darryl Jones, che venne però integrato sotto contratto come semplice collaboratore e non come membro ufficiale della band.

Tempi recenti (2000-presente)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi A Bigger Bang.
Mick Jagger durante il concerto al Vicente Calderon di (Madrid) 28 giugno 2007.
Charlie Watts in una foto al concerto di Hannover nel 2006.

Nell'agosto del 2005 ripartono per una nuova tournée mondiale e il 2 settembre 2005 vede la luce A Bigger Bang, un disco di canzoni inedite che dopo circa otto anni dà un seguito a Bridges to Babylon. L'album è un ritorno alle origini, ricco di energia e senza fronzoli come nel precedente. Nella scaletta è presente anche una canzone dedicata a George W. Bush (Sweet Neocon). Al loro concerto a Rio de Janeiro partecipano oltre due milioni di persone.

Il 23 marzo 2007 lo stesso Mick Jagger annuncia al mondo via web il prosieguo del A Bigger Bang Tour del 2006, che tocca le città dove sono stati annullati i concerti l'anno precedente a causa dell'incidente che ha visto Keith Richards protagonista, caduto giù da una palma durante una vacanza alle isole Figi, che gli aveva procurato una commozione cerebrale. Il tour si è aperto il 5 giugno a Werchter, vicino a Bruxelles, e si è concluso alla O2 Arena di Londra, il 26 agosto. Gli Stones si sono esibiti in due occasioni in Italia durante questo tour: presso lo Stadio San Siro di Milano l'11 luglio 2006 e presso lo Stadio Olimpico di Roma il 6 luglio 2007. Nel 2008 esce Shine a Light, film-documentario di Martin Scorsese, uno dei registi più appassionati di musica e amante della band britannica, che ripercorre la gloriosa "epopea" musicale dei Rolling Stones, evidenziandone le tappe capitali: Brown Sugar, Satisfaction, Jumpin' Jack Flash, Sympathy for the Devil, As Tears Go By e tante altre.

Dopo varie voci su un loro imminente tour per il cinquantenario del primo concerto, i Rolling Stones annunciano l'uscita il 12 novembre 2012 di una nuova raccolta antologica intitolata GRRR! con quarantotto brani storici e due inediti: One More Shot e Doom and Gloom registrati a Parigi durante l'estate. Il 15 dicembre al Prudential Center di Newark organizzano un concerto per festeggiare i loro 50 anni di carriera cantando le loro canzoni più famose con altri artisti invitati all'evento tra cui Bruce Springsteen e Lady Gaga.[3] Successivamente annunciano la loro presenza al Festival di Glastonbury il 29 giugno mentre a fine aprile è prevista l'uscita nei cinema di The Rolling Stones Crossfire Hurricane,[4] un documentario di 2 ore che raccoglie interviste e filmati storici della band.[5] A maggio parte dallo Staples Center di Los Angeles il nuovo tour della band intitolato 50 & Counting.[6] A ottobre Ron Wood dichiara che a maggio 2014 [7] il gruppo tornerà ad esibirsi dal vivo.[8] Il 22 giugno fanno tappa a Roma esibendosi al Circo Massimo davanti ad un pubblico di 71.000 spettatori.[9]

Tour[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tour dei The Rolling Stones.
La scenografia del palco nel corso di un concerto durante il A Bigger Bang Tour.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale
Ex-componenti

Timeline della formazione[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei The Rolling Stones.
Ad Hyde Park nel 2013
Mick Jagger e Ron Wood a Torino nel 1982

Album studio

Filmografia ufficiale[modifica | modifica sorgente]

I Rolling Stones in italiano[modifica | modifica sorgente]

Le canzoni dei Rolling Stones sono state spesso tradotte in italiano; di seguito riportiamo un elenco non esaustivo delle principali cover (con l'indicazione del titolo in italiano, dell'interprete e dell'anno di pubblicazione).

Anno Titolo originale Titolo italiano Autore del testo in italiano Esecutori
1964 Tell Me Quel che ti ho dato Gippi Equipe 84
1965 Tell Me Tu devi ritornare da me Renzo Levi Minzi I Delfini
1965 Heart of Stone Hai promesso Corrado Bonicatti e Antonio Latessa Johnny Kendall e gi Heralds
1965 Time Is on My Side La fine del libro Pantros Equipe 84
1966 Time Is on My Side Fai quello che vuoi Pierpaolo Adda Kings
1966 Off the Hook Sei solo tu Pierpaolo Adda Kings
1966 Paint It, Black Tutto nero Luciano Beretta Caterina Caselli
1966 As Tears Go By Con le mie lacrime Danpa Da Polenta; incisa anche da i King's Stars, dagli stessi Rolling Stones e da Marianne Faithfull
1966 Lady Jane Lady Jane Ferruccio Sansoni New Dada
1966 Get Off of My Cloud Come mai Alessandro Colombini, Domenico Serengay e Menegazzi Camaleonti
1966 (I Can't Get No) Satisfaction Ora sei soddisfatta Luciano Beretta Attilio Donadio
1966 Have You Seen Your Mother, Baby, Standing in the Shadow? Non ho più paura dell'ombra Claudio Daiano Piero Focaccia
1967 Ruby Tuesday Rubacuori Mogol I Profeti
1967 Lady Jane Lady Jane Ferruccio Sansoni Maurizio Arcieri (versione musicalmente differente da quella dei New Dada)
1968 Let's Spend the Night Together Restiamo ancora insieme Calipop
1994 Hey Negrita Ehi! Negrita Negrita Negrita

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h (EN) Rolling Stones in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) The Rolling Stones Biography. URL consultato il 10 luglio 2012.
  3. ^ I Rolling Stones con Lady Gaga, Bruce Springsteen e Black Keys [VIDEO]
  4. ^ Rolling Stones a Glastonbury 2013 e al cinema con un nuovo documentario
  5. ^ Crossfire Hurricane: al cinema l'epopea dei Rolling Stones - Tg24 - Sky.it
  6. ^ Rolling Stones, biglietti troppo cari e il concerto non è tutto esaurito | Oh my Music - Yahoo omg! Italia
  7. ^ Musica: Rolling Stones, riparte a fine maggio tour mondiale - Adnkronos
  8. ^ I Rolling Stones tornano con un tour mondiale nel 2014 (forse) | Concertionline.com
  9. ^ Rolling Stones a Roma, Mick Jagger infiamma il Circo Massimo - Tgcom24

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Italiana[modifica | modifica sorgente]

  • Rolling Stones, Tutti i testi. Un'intervista di Alberino Daniele Capisani a Mick Jagger e Keith Richard, con testi di Michele Straniero e di Luigi Granetto, Anteditore- Verona 1977
  • Massimo Scarafoni, Rolling Stones. Un incontro a 33 giri con Mick Jagger e Keith Richard, * Lato Side, Editori, 1978
  • Tony Sanchez, Su e giù con i Rolling Stones, Mondadori, 1980
  • Ivano Casamonti e Andrea Pagano, Rolling Stones, Gammalibri, 1980
  • Roy Carr, I Rolling Stones, Sonzogno, 1980
  • Pani Galeazzi, Rolling Stones vol. 1, tutti i testi 1963-1969, Arcana, 1983, ISBN 88-85008-55-0
  • Pani Galeazzi, Rolling Stones vol. 2, tutti i testi 1970-1983, Arcana, 1983, ISBN 88-85008-60-7
  • Autori Vari, Satisfaction. Rolling Stones, New Digital Media, 1994
  • De Curtis Anthony e Henke James, La grande storia del rock di Rolling Stones, Arcana, 1995, ISBN 88-7966-054-3
  • Steve Appleford, La storia dietro ogni canzone dei Rolling Stones , Tarab, 1998, ISBN 88-86675-57-7
  • Caselli Roberto e Vites Paolo, Rolling Stones. È solo rock'n'roll , Arcana, 1998, ISBN 88-7966-156-6
  • Ewing Jon, Rolling Stones, Gremese Editore, 1999, ISBN 88-7301-304-X
  • Loewenstein Laura, Rolling Stones. Una vita sulla strada, Giunti Editore, 1999, ISBN 88-09-01362-X
  • Andrew Loog Oldham, Stoned. Come s'inventa la più grande rock'n'roll band del mondo, Arcana, 2001, ISBN 88-7966-240-6
  • Diez Georg, Beatles contro Rolling Stones, Feltrinelli, 2001, ISBN 88-07-81639-3
  • Bill Wyman e Richard Havers, Rolling with the Stones, Mondadori, 2002, ISBN 88-04-50950-3
  • Caselli Roberto, The Rolling Stones, Editori Riuniti, 2002, ISBN 88-359-5173-9
  • Castelnuovo Vittorio, L'educazione fisica. La vita, le arti e gli amori dei Rolling Stones, DeriveApprodi, 2003, ISBN 88-88738-14-2
  • D. Loewenstein, P. Dodd e C. Watts, According to the Rolling Stones, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51204-0
  • Orlando Simona, L'urlo dei Rolling Stones, Elle U Multimedia, 2004, ISBN 88-7476-240-2
  • Rej Bent, The Rolling Stones gli anni magici, Rizzoli, 2006, ISBN 88-17-01377-3.
  • Brian White, The Rolling Stones. The story, Lo Vecchio, 2007, ISBN 88-7333-150-5
  • Hayward Mark e Evans Mike, I Rolling Stones colti nelle immagini più segrete 1963-69, DeAgostini, 2009, ISBN 88-418-5871-0
  • Valentini Andrea, 3.7.69. Brian Jones. Morte di un Rolling Stone, Tsunami, 2009, ISBN 88-96131-08-10
  • Stanley Booth, Le vere avventure dei Rolling Stones, Feltrinelli, 2012, ISBN 978-88-07-49125-2
  • Orlandini Andrea e Polese Remaggi Luca, "I Rolling Stones", Ediesse, 2013, ISBN 978-88-230-1733-7

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]