Rod Stewart

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Rod Stewart
Rod Stewart nel 1976
Rod Stewart nel 1976
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Glam rock
Soft rock
Hard rock
Folk rock
Rock and roll
British blues
Soul
Periodo di attività 1964 – in attività
Album pubblicati 28
Sito web

Roderick David Stewart (Londra, 10 gennaio 1945) è un cantautore britannico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ultimogenito di una coppia di origine scozzese, Rod è, insieme a sua madre Elsie, l'unico Stewart nato in Inghilterra, a Highgate, sobborgo di Londra. Suo padre, i suoi due fratelli e le sue due sorelle sono nati tutti in Scozia. Molto fiero della sua origine scozzese, è sempre stato un grande sostenitore dei Celtic e della nazionale scozzese, nonché calciatore dilettante. Gioca tuttora, quando può, in una squadra seniores. È stato il capitano della nazionale cantanti.

Il calcio è la prima vocazione di Stewart, tanto da avere la possibilità di ottenere un contratto da professionista, ma la sua passione per la musica, iniziata cantando nei gruppi skiffle di Londra, si rafforza con un tour europeo del cantante folk Wizza Jones, che lo porta con sé come corista.

Nel 1964 entra ed esce da gruppi british blues, suonando con John Paul Jones, futuro bassista dei Led Zeppelin, Mick Fleetwood, Julie Driscoll, il tastierista Brian Auger e gli Steampacket di Long John Baldry.

Successivamente entra nell'orbita di Jeff Beck, dove conosce Ron Wood, con il quale stringe un'importante e duratura amicizia. Nel 1969, il Jeff Beck Group si scioglie, ma insieme a Wood, lo scozzese si unisce ai Faces, gruppo erede degli Small Faces. Da questo momento, la carriera di Stewart si dipana lungo il versante solista e quello del gruppo.

The Rod Stewart Album del 1969, ottiene qualche timido riscontro in USA, ma non in patria, dove sono i Faces ad avere una discreta notorietà. Tuttavia nel 1971 il suo terzo LP, succeduto a Gasoline Alley grazie al singolo Maggie May, sfonda raggiungendo la prima posizione nella Billboard Hot 100 per cinque settimane, nel Regno Unito per cinque settimane ed in Australia per quattro settimane, terza in Olanda e quinta in Svizzera. La cosa avrà inevitabili ripercussioni nei Faces, cui il frontman farà pesare il nuovo status di star. È l'inizio di un periodo d'oro: oltre a Maggie May, tutti i singoli estratti avranno un successo impressionante, come Mandolin Wind, Reason to Believe, Every Picture Tells a Story, e Mine for Me scritta insieme a Paul McCartney.

La popolarità di "Rod the Mod" contribuisce a spingere le vendite dei dischi dei Faces, ma nel 1975 il divorzio si consuma. Il cantante vive un momento d'oro; ogni suo singolo si impone con una facilità stupefacente: Sailing e Tonight's the Night lo impongono come superstar ma evidenziano il suo allontanamento dal rock in favore di un romantico soft rock, a cui fa da contrappeso la sua ruvida voce.

I cambiamenti di stile non lo spaventano: nei primi anni ottanta introduce elementi di synth pop nelle sue interpretazioni, e si mantiene saldamente in testa alle classifiche per qualche anno ancora. Progressivamente però, pur rimanendo assai popolare come personaggio, specialmente in Inghilterra, le sue frequentazioni con la hit parade diminuiscono: lui stesso rimane preso tra la tentazione di ritrovare le proprie radici e il terreno sicuro della ballata pop. Un esempio è Infatuation, il cui video fa anche da sigla per il Festivalbar nel 1984, ma non si devono dimenticare brani come Young Turks, Baby Jane, Every Beat of My Heart, People Get Ready (di nuovo insieme a Jeff Beck), Lost in You, Forever Young o My Heart Can’t Tell You No, che diventano dei classici degli anni ottanta.

Rod Stewart biglietto per il concerto del 1993

Negli anni novanta, dopo il successo inaspettato dell'ottimo Vagabond Heart, incide insieme a Bryan Adams e Sting il singolo All for Love per la colonna sonora del film I tre moschettieri. Il brano, il cui titolo si ispira al motto dei tre moschettieri: «Uno per tutti, tutti per uno», è scritto dallo stesso Adams con Mutt Lange e Michael Kamen. Il singolo raggiunse il numero uno del Billboard Hot 100 il 22 gennaio 1994, rimanendovi per tre settimane.

Nel 1998, Stewart decide di ritornare alle origini, ma un brutto colpo al suo tentativo di recuperare una credibilità rock gli viene dallo scarso successo di vendite dell'LP When We Were the New Boys, in cui le chitarre e la voce tornano alle classiche tinte rock di un tempo. Forse anche per questo i due dischi successivi, Human e It Had to Be You, seguono altre strade: quella del soul per il primo, quella dello swing per il secondo, che esce nel 2002 ed è composto da reinterpretazioni standard del canzoniere americano. Il secondo volume di quest'ultimo progetto, As Time Goes By..., vede la luce nell'autunno 2003 ed è seguito da un terzo nel 2004, che gli vale il primo posto nelle classifiche USA dopo 25 anni, Thanks for the Memory, nel 2005 e infine Fly Me to the Moon...The Great American Songbook Volume V nel 2010 (disponibile anche in versione "Deluxe" con 2 CD e 6 brani aggiuntivi).

Nel 2004 il brano Young Turks è stato inserito nella colonna sonora del videogioco della Rockstar Games, Grand Theft Auto: San Andreas.

Nel 2007 esce Still the Same... Great Rock Classics of Our Time, raccolta in cui Stewart reinterpreta successi della storia rock degli anni sessanta e settanta.

Con queste sette pubblicazioni di pezzi storici della musica americana, Stewart ha venduto circa 20 milioni di copie.

Nei suoi oltre quarant'anni di carriera, Stewart ha ottenuto ventisette prime posizioni nella classifica mondiale dei dieci singoli più venduti. Nel 2001 riceve il Diamond Award of World Music per aver superato i 100 milioni di dischi venduti nel mondo,ma è stato stimato che le vendite dei suoi dischi ammonterebbero a un totale di 200 milioni di copie, facendone uno degli artisti che hanno venduto più album di tutta la storia della musica.

Nel 2009 esce la coraggiosa raccolta Session 1971-1998, un interessante cofanetto di 4 CD che racchiude versioni alternative di molte canzoni celebri del cantante oltre a una serie di inediti mai pubblicati.

Nel 2010 è la volta di Soulbook, un album di classici brani Soul della storia della musica come You Make Me Feel Brand New (con Mary J Blige), What Becomes of the Broken Hearted, My Cherie Amour (con Stevie Wonder) e molti altri pregevoli pezzi magistralmente interpretati. Di questo CD sono in commercio due versioni di cui una con le bonus track Only the Strong Survive e Never Give You Up.

Nel maggio 2013, Rod torna sulla scena musicale con Time, il suo ventottesimo album, composto da dodici inediti, undici anni dopo Human, suo ultimo lavoro di canzoni originali. Prodotto dallo stesso Stewart insieme a Kevin Savigar, suo collaboratore degli anni '80 e '90, il disco segna il ritorno alle sonorità pop-rock che hanno contraddistinto la pluridecennale carriera del cantante londinese. Time, anticipato dal singolo She Makes Me Happy, è subito schizzato in testa alle classifiche britanniche, trentasette anni dopo la prima posizione ottenuta da un album di studio di Rod The Mod, A Night on the Town.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Nel mese di ottobre 2011, Rod Stewart, Eros Ramazzotti, Sting, Julio Iglesias ed Ennio Morricone hanno tenuto concerti a Tashkent, capitale dell'Uzbekistan, come eventi principali del festival culturale che vi si organizza con periodicità annuale.[1] Le polemiche nascono dal fatto che il festival è considerato espressione del potere dittatoriale di Islam Karimov, la cui figlia, Gulnara Karimova, è promotrice e organizzatrice dell'evento.[1] Il festival fornisce uno strumento di visibilità, propaganda e consenso a uno dei peggiori regimi del pianeta, considerato, secondo i rapporti di Human Rights Watch, tra i più truci e repressivi del mondo, tanto da contendersi il primato negativo con i regimi di Corea del Nord e Birmania.[1]

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Il 16 giugno 2007 si è sposato a Santa Margherita Ligure con Penny Lancaster. Il rito è stato celebrato a Villa Durazzo e la festa si è svolta all'Abbazia della Cervara[2].

Dal 2009 Rod e Penny, in attesa dell'ottavo erede, hanno deciso di tornare nell'amata Inghilterra e si sono stabiliti a Epping, nell'Essex (precisamente qui [1]), come dimostrano il campo da calcio con l'erba tagliata "alla scozzese" e la sua Ferrari Enzo parcheggiata nella lussuosa villa.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album studio[modifica | modifica sorgente]

Album live[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Cover in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • 1973 - Maggy May è la versione in italiano di Maggie May, pubblicata da Little Tony su testo di Roberto Vecchioni.
  • 1975 - Volando è la versione in italiano di Sailing, pubblicata dai Dik Dik.

Videoclip[modifica | modifica sorgente]

Gruppi[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua carriera è stato un membro dei seguenti gruppi:

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Rod Stewart - Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 3263661 LCCN: n50010478