Abbazia della Cervara

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Coordinate: 44°18′47.86″N 9°12′48.24″E / 44.313294°N 9.2134°E44.313294; 9.2134

Abbazia della Cervara
Cervara
Cervara
Stato Italia Italia
Regione Liguria
Località Santa Margherita Ligure
Religione Cattolica
Titolare san Girolamo
Diocesi Diocesi di Chiavari
Consacrazione 1364
Inizio costruzione 1361
Sito web http://www.cervara.it

L' abbazia della Cervara, o abbazia di San Girolamo al Monte di Portofino, è un complesso monastico a strapiombo sul mare. Si affaccia sulla costa dei delfini, nel più ampio Golfo del Tigullio in provincia di Genova. L'abbazia, oggi di proprietà privata, è raggiungibile dalla strada provinciale che porta da Santa Margherita Ligure al borgo di Portofino, con una deviazione che conduce direttamente al tempio religioso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Nel medioevo questo luogo, come tutto il tratto di costa affacciata sul Golfo del Tigullio che scende a picco sul mare verso Portofino, era detto Silvaria (da silvas, la parola latina che significa "boschi"), perché era fitto di vegetazione. Il termine Silvaria venne poi italianizzato in "Cervara".

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio fu costruito nel 1361 su idea di Ottone Lanfranco, cappellano monaco genovese dell'abbazia di Santo Stefano di Genova, e dopo il consenso espresso dai monaci colombaniani, proprietari del terreno, nel marzo del 1360. In pochi anni fu eretto il monastero colombaniano intitolato a San Girolamo.

In seno alla politica innovatrice del pontefice Eugenio IV, che successivamente alla ricomposizione del "Piccolo Scisma" introduceva nelle chiese e nei conventi strategici ordini a lui favorevoli e intellettualmente validi, anche in relazione alla diffusione dell'Umanesimo rinascimentale, vennero posti a dirigere la Cervara i monaci Benedettini di Cassino dell'ordine monastico (dal saio nero). Era lo stesso processo che in altre chiese genovesi, specie di quelle in cui vigeva la regola di San Colombano (dalla tonica monastica bianca), introduceva questi ordini: come in Santa Maria di Castello, alla Santissima Annunziata di Sturla, alla Madonna del Monte, alla Certosa di Rivarolo, ecc.

I Benedettini monastici acquisirono la struttura nel 1420, dopo i gravosi danneggiamenti dovuti al conflitto tra Guelfi e Ghibellini. La struttura divenne casa madre di un'autonoma congregazione dell'Ordine cassinese, incorporando pure il monastero dell'abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, vicino a Camogli. Nel 1435 il pontefice Eugenio IV ne dispone i lavori di restauro.

Dal punto di vista della storia dell'Arte il monastero divenne il simbolo della diffusione della cultura fiamminga in Liguria, fatto di cui si ricorda soprattutto la presenza nel convento del Polittico di David, il più noto, e il trittico portatile con l'Adorazione dei Magi (ora conservato nelle sale di palazzo Bianco a Genova) di Pieter Coecke van Aelst, autore fiammingo della metà del Cinquecento, attivo ad Anversa, che stilisticamente guarda al Manierismo italiano.

Il monastero della Cervara fu eletto al titolo di Abbazia nel 1546, fortificando ulteriormente la struttura a causa delle violente scorrerie e saccheggi dei pirati Saraceni nelle vicine cittadine di Santa Margherita Ligure, Rapallo, Camogli e Recco. L'edificio subì quindi una notevole mutazione architettonica, specie con i nuovi chiostri e la torre campanaria.

Sul finire del XVIII secolo, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi nel 1798-1799 imposta dalla Repubblica Ligure al tempo di Napoleone Bonaparte, il complesso venne abbandonato e saccheggiato ed infine adibito a casa colonica-abitazione. Nel 1804 i monaci Trappisti, venuti dalla Francia, acquisirono il complesso monastico aprendo una scuola, ma ben presto anch'essi lasciarono l'edificio nel 1811. Divenuta proprietà della diocesi di Chiavari l'intero complesso fu messo in vendita nel 1859.

Nel 1868 fu acquistato dal marchese Giacomo Filippo Durazzo e tre anni dopo (1871) ceduto ai Padri Somaschi. Dal 1901 al 1937 fu affidato ai Certosini francesi e dichiarata nel 1912 monumento nazionale italiano.

L'abbazia appartiene oggi a privati e viene aperta al pubblico in occasione di spettacoli culturali o concerti musicali, oppure può essere visitata in piccoli gruppi su appuntamento.

Restauri[modifica | modifica wikitesto]

Torre adiacente l'edificio abbaziale

L'abbazia fu rimaneggiata per la prima volta nel XVI secolo, con lavori nell'abside maggiore, mentre nel corso del Seicento furono modificati l'altare maggiore e il coro. Nel XVIII secolo furono aggiunte ulteriori decorazioni in marmo e la completa tinteggiatura delle pareti.

Gli attuali proprietari, subito dopo aver acquistato l'Abbazia, hanno dato inizio ad un'opera di restauro senza precedenti, che sta restituendo al monastero la sua antica bellezza.

Il lungo e accurato restauro ha come obiettivo il pieno recupero del monumento ed è curato per la parte strutturale dall'architetto Mide Osculati, mentre per la parte pittorica dalla restauratrice Pinin Brambilla Barcilon (direttrice del restauro dell'Ultima cena di Leonardo da Vinci e del Centro per la Conservazione e il Restauro "La Venaria Reale"), sotto la supervisione e con la collaborazione della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Liguria.

Nel corso del 2011 è stata recuperata un'altra camera nella torre-prigione di Francesco I: una lapide, che ne ricorda il soggiorno forzato, riporta la celebre frase che scrisse alla madre Luisa di Savoia la sera della disastrosa battaglia di Pavia del 24 febbraio 1525 contro l'esercito dell'imperatore Carlo V: «Tutto è perduto, fuorché l'onore!».

L'Abbazia[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso abbaziale comprende una chiesa consacrata, un chiostro cinquecentesco, la torre, il corpo principale dell'edificio e uno splendido giardino all'italiana.

La Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa ha pianta a croce latina, resa suggestiva dalla caratteristica abside inclinata che simula il capo reclinato di Cristo.

Le colonne che separano le tre navate appaiono essere costruite con blocchi alternati ardesia e marmo, nel tipico stile architettonico ligure, sono in realtà di mattoni ricoperti da intonaco bicolore.

Durante i recenti lavori di restauro è stata scoperta una sepoltura che con ogni probabilità è dell'arcivescovo di Genova Guido Scetten, poeta e letterato, compagno di studi e amico di Francesco Petrarca.

La Torre saracena[modifica | modifica wikitesto]

Si trova all'ingresso del complesso, di fronte all'ingresso della Chiesa. Venne costruita in epoca cinquecentesca per difendersi dalle scorrerie dei pirati saraceni, e nonostante la sua funzione di avvistamento ha la peculiarità di essere in posizione arretrata rispetto al monastero, si ritiene in segno di rispetto e subordinazione alla sacralità di quest'ultimo.

Il Chiostro[modifica | modifica wikitesto]

Di forma quadrangolare a due ordini di volte.

Giardino all'Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Quello che un tempo fu l'orto dei monaci Benedettini è oggi il solo giardino monumentale all'italiana conservato in Liguria. È unico nel suo genere sia in quanto si affaccia direttamente sul mare (in Liguria non ne esistono altri perché le piante soffrono la salsedine), sia perché che si estende su due livelli.

La sensazione è quella di essere sulla prua di una nave quasi circondati completamente dalla vista del mare e della costa: da una parte il Golfo del Tigullio - che corre da Rapallo a Chiavari - dall'altra il promontorio di Portofino - con le insenature di Paraggi e Portofino.

Il giardino all'italiana è semplice, lineare, proporzionato, senza indulgenze formali, senza essenze dalla fioritura vistosa e chiassosa, come si conviene ad un luogo che fu religioso.

Il Giardino Monumentale, è creato con siepi di bosso (Buxus sempervirens L.) e raffinate realizzazioni di arte topiaria a coni e coni gradonati che circondano la fontana in marmo del XVII secolo raffigurante un putto.

Intorno al giardino e all'edificio principale, terrazze e giardini si alternano incorniciati da pergole, colonne dipinte o di mattone, piante rare e fioriture eccezionali che si rubano l'attenzione a seconda della stagione: una ombreggiata Corte prende il nome da una ultra secolare e di dimensioni monumentali pianta di glicine (Wisteria sinensis L.) le colonne del giardino superiore sono interamente ricoperte da gelsomino profumato Trachelospermum jasminoides L., la bougainvillea, i rari capperi rosa, la bignonia, l'uva, l'albero del pepe rosa, le camelie, le rose, le ortensie, le sterlizie e diverse altre specie.

Nella parte a monte, si trova un altro giardino, ricavato da un terreno una volta coltivato a fasce, da dove si perde la vista del Giardino Monumentale, ma non quella del mare, e si guadagna la cornice della caratteristica macchia mediterranea: l'antico bosco mediterraneo è pieno di aromi e di fruscii. Il leccio domina incontrastato nella macchia, il pino d'Aleppo, il lentisco, il viburno, il corbezzolo e tutte le altre essenze gli fanno corona. Ognuno si è ritagliato una nicchia nella quale prospera e fiorisce.

Intorno la vita brulica di esseri grandi e piccoli: dalla rara splendida farfalla Charaxes jasius che si nutre solo delle foglie dell'Arbutus unedo, all'upupa schiamazzante, ad una schiera di altri svariati uccelli presenti, ma assolutamente invisibili. S'intravedono le tracce della volpe e quelle inequivocabili del cinghiale.

Giardino dei Semplici e Giardino delle Esperidi[modifica | modifica wikitesto]

Nella parte rivolta verso il monte, è stato mantenuto il tradizionale orto in cui i monaci, fin dal medioevo coltivavano i "semplici" (varietà vegetali con virtù medicamentose), piante officinali ed erbe aromatiche del promontorio di Portofino; basse siepi di bosso riquadrano particelle che alternano tali coltivazioni a rari esemplari di agrumi in vasi di cotto, come era tradizione nelle abbazie.

Tra le erbe sono presenti: Calendula, Allium schoenoprasum, Artemisia dracunculus (Dragoncello), Ruta graveolens (Erba ruta), Helicrysum italicum (Elicriso), Melissa officinalis, Mentha piperita, Origanum vulgare, Origanum majorana (Maggiorana), Pimpinella anisum (Anice verde o Pimpinella), Rheum officinalis (Rabarbaro), Rosmarinus officinalis, Salvia officinalis, Santolina chamaecyparissus, Timo comune, Thimus faustini, Thymus × Citriodorus 'Anderson Gold' (Timo a foglia gialla).

Una porzione del giardino in cui sono coltivati, tra gli altri, il cedro pane, il limone ritorto, il limone fiorentino, il bergamotto, il chinotto, l'arancio amaro, il pompelmo, il calamondino variegato, il mandarino cinese o Nagami, la fortunella ovale o Kumquat ovale (Fortunella margarita) e le "mani di Buddha".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Il polittico della Cervara[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Polittico della Cervara.

Il Polittico della Cervara è una delle opere artistiche un tempo conservate all'interno dell'abbazia, ed considerato uno dei più grandiosi documenti della pittura fiamminga in Italia tra Quattrocento e Cinquecento. Venne realizzato da Gerard David, su commissione di Vincenzo Sauli nel 1506. È dipinto a olio su tavola di rovere fiamminga, in quattro scomparti (centrale 153x89 cm, laterali, 152,5x64 cm ciascuno, superiore 102x88 cm). Il polittico fu installato sull'altare maggiore intorno alla fine dell'anno successivo alla commissione, nel 1507. In seguito allo smembramento del monastero i sette pannelli furono divisi e oggi sono conservati presso la Galleria di Palazzo Bianco di Genova, al Metropolitan Museum di New York e al Louvre di Parigi.

Ospiti celebri[modifica | modifica wikitesto]

Il prestigio di San Girolamo della Cervara e la sua splendida posizione, lo resero una meta privilegiata al passaggio di personaggi illustri, le cui visite sono scritte nelle pagine della cronaca locale: dal poeta Francesco Petrarca a Santa Caterina da Siena di ritorno da Avignone, da papa Gregorio XI (1376) al principe Massimiliano d'Austria, don Giovanni d'Austria, il famoso condottiero che sconfisse i Turchi nella battaglia di Lepanto (1571); ancora, vi si recarono il letterato Alessandro Piccolomini e Guglielmo Marconi, l'inventore del telegrafo senza fili.

Vi fu anche chi si trovò a sostare alla Cervara indipendentemente dalla propria volontà: Francesco I di Valois, re di Francia, dopo essere stato sconfitto da Carlo V di Spagna nella battaglia di Pavia nel 1525, in attesa di partire per la Spagna, ebbe la singolare sventura di essere imprigionato nella piccola torre a strapiombo sul mare, da cui poté "godere" per una settimana della splendida vista sulla baia di Portofino.

Contemporanei[modifica | modifica wikitesto]

Oggi alla Cervara, grazie agli scorci suggestivi del giardino e all’articolazione suoi spazi, vengono organizzati ricevimenti, matrimoni, cerimonie simboliche all’aperto, serate di gala, ma anche cocktail con musica, riunioni di lavoro, premiazioni, convegni, concerti all’aperto o in Chiesa. Nell'abbazia si sono tenute le feste di matrimonio del celebre cantante Rod Stewart con Penny Lancaster il 16 giugno 2007[1]; del calciatore della nazionale inglese Wayne Rooney (Manchester UTD) con Coleen McLoughlin il 12 giugno 2008[2]; di Alberto Gilardino (Fiorentina) e Alice Bregoli il 5 luglio 2009 con invitati illustri quali il presidente Andrea Della Valle, i colleghi calciatori Gianluca Comotto, Marco Donadel, Sebastien Frey, Dario Dainelli, Daniele Bonera[3]; del fenomeno Antonio Cassano (all'epoca della Sampdoria) e Carolina Marcialis (pallanuoto Diavolina Nervi) il 19 giugno 2010 con ospiti importanti quali il presidente Riccardo Garrone, l'allenatore Luigi Delneri e il suo vice Francesco Conti, l'ex allenatore Eugenio Fascetti, i compagni Nicola Pozzi, Pietro Accardi, e il cantante Gigi D'Alessio amico dello sposo, che ha cantato per gli ospiti.[4].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Zanussi San Colombano d'Irlanda Abate d'Europa - Ed. Pontegobbo
  • Giovanni Ferrero, Genova - Bobbio: frammento di un legame millenario, 2003.
  • A. Maestri. Il culto di San Colombano in Italia. Archivio storico di Lodi. 1939 e segg.
  • Archivum Bobiense Rivista annuale degli Archivi storici Bobiensi (1979-2008). Bobbio

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rod Stewart sposo in incognito tgcom.it
  2. ^ Rooney sposo a Portofino, festa da 5 mln corrieredellosport.it
  3. ^ ALBERTO & ALICE OGGI SPOSI
  4. ^ Cassano e carolina oggi sposi a Portofino corrieredellosport.it