Human Rights Watch

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Human Rights Watch
Human Rights Watch
Tipo ONG
Fondazione 1988
Sede centrale Stati Uniti New York
Area di azione Mondo Mondo
Sito web

Human Rights Watch è un'organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani. La sua sede principale è a New York. Il principale finanziatore di HRW è lo speculatore George Soros, che contribuisce per 100 milioni di dollari sui 128 milioni di capitale detenuti dall'organizzazione.[1]

Human Rights Watch produce ricerche e studi sulle violazioni delle norme internazionali sui diritti umani come sono state definite dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e da altre norme sui diritti umani accettate a livello internazionale.

Lo scopo di questa organizzazione è porre all'attenzione della comunità internazionale gli abusi che avvengono, al fine di imporre ai governi imputati di essi un cambiamento dei comportamenti e delle leggi. Le ricerche sono mirate alla scoperta di situazioni che possano generare preoccupazione e attenzione nelle comunità locali e internazionali, anche avvalendosi del supporto mediatico per poter meglio denunciare le varie forme di ingiustizia. I problemi che Human Rights Watch solleva spaziano dai vari tipi di discriminazione (religiosa, razziale, politica) all'utilizzo della tortura, passando per il fenomeno dei bambini-soldato, per la corruzione politica e per gli abusi che avvengono nelle procedure di giustizia penale (vedi processo a Saddam Hussein).

Human Rights Watch documenta e riporta anche le violazioni delle leggi di guerra e delle leggi umanitarie internazionali nelle situazioni belliche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Human Rights Watch fu fondata sotto il nome di Helsinki Watch nel 1978 per monitorare il rispetto da parte dell'Unione Sovietica degli accordi di Helsinki. Con il tempo l'organizzazione crebbe, creando nuovi 'watch committees' (commissioni di vigilanza) per poter coprire con l'azione di indagine e denuncia il maggior numero possibile di zone del mondo. Nel 1988 tutte le commissioni di vigilanza si unirono in Human Rights Watch. Tra i primi fondatori si annovera Robert L. Bernstein, che fu anche presidente dell'organizzazione.

Human Rights Watch è una delle sei organizzazioni non governative (ONG), che nel 1998 fondarono la Coalizione per fermare l'uso di bambini soldato; inoltre l'organizzazione ha dato, e dà, un fortissimo apporto alla Campagna Internazionale per l'abolizione delle mine terrestri. Quest'ultima riunisce un gruppo di gruppi della società civile, a livello mondiale, che si sono battuti fino ad ottenere la Convenzione di Ottawa, che sancisce il divieto di utilizzo di mine antiuomo.

Ogni anno Human Rights Watch conferisce aiuti economici su base planetaria agli scrittori che ne hanno bisogno poiché considerati vittime di persecuzione; questi fondi prendono il nome di Hellman e Hammett. Essi sono finanziati, infatti, con i beni della drammaturga Lillian Hellman e del romanziere Dashiell Hammett che fu per molto tempo suo compagno. Inoltre, il fondo Hellman/Hammett è impegnato per accrescere la consapevolezza sulle situazioni di censura che avvengono nel mondo[2] Report sulla censura.

Conformemente alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, Human Rights Watch si oppone alle violazioni di basilari diritti dell'uomo, quali la pena di morte e la discriminazione in base all'orientamento sessuale. Human Rights Watch sostiene e appoggia le lotte a favore di fondamentali diritti quali la libertà di religione e la libertà di stampa.

Human Rights Watch è membro fondatore dell'International Freedom of Expression Exchange, una rete globale di ONG che ha il compito di accertare episodi di censura che avvengono nel mondo.

Human Rights Watch ha uno staff di 233 collaboratori e un budget di 26 milioni di dollari l'anno[3]

L'attuale direttore esecutivo di Human Rights Watch è Kenneth Roth, che detiene la carica dal 1993. Roth si è laureato alla Yale Law School ed alla Brown University; suo padre fuggì dalla Germania hilteriana nel 1938. Roth cominciò ad occuparsi di diritti umani dopo la dichiarazione della legge marziale in Polonia nel 1981, e più tardi si è battuto per i problemi di Haiti[4].

Campagne[modifica | modifica wikitesto]

Notizie recenti[modifica | modifica wikitesto]

Una delle ultime campagne di Human Rights Watch ha criticato il governo della Giordania per l'arresto di funzionari eletti che avevano elogiato Abu Musab al-Zarqawi, capo di Al Qaeda in Iraq, alle cerimonie tenutesi in risposta alla sua morte. Human Rights Watch ha anche espresso una forte condanna verso gli omicidi di massa e le carestie imposte dal governo durante l'ultimo decennio dell'ex leader iracheno Saddam Hussein.

A Zhanaozen, in Kazakistan il 16 dicembre 2011, gli operai dell'industria petrolifera della Ersai Caspian, controllata dalla Saipem, gruppo ENI, dopo oltre sei mesi di sciopero, hanno manifestato per i propri diritti; sono state uccise dalla polizia locale 12 persone[5]. Human Rights Watch[6] ha pubblicato un dossier sulla vicenda[7]: le indagini condotte da diversi ispettori di Human Right Watch, mettono in evidenza continue violazioni dei diritti dei lavoratori da parte della Ersai Caspian controllata dall'ENI, che per molto mesi hanno rifiutato ogni trattativa sulle richieste salariali dei lavoratori, licenziando gli operai sindacalmente più attivi, a minacciarli e in qualche caso anche a farli aggredire fisicamente[8],[9].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Human Rights Watch pubblica denunce su vari argomenti[10] e compila rapporti annuali ("World Report"), presentando compendi sullo stato dei diritti umani a livello mondiale.

Tra le pubblicazioni maggiori degli ultimi tempi si vedano quelle sul Genocidio in Ruanda del 1994 ([11]) e sui conflitti nella Repubblica Democratica del Congo,[12]).

Confronto con Amnesty International[modifica | modifica wikitesto]

Human Rights Watch è molto più piccola di Amnesty International. La sede legale si trova negli Stati Uniti, mentre Amnesty International ha come paese di provenienza il Regno Unito. Human Rights Watch, inoltre, combatte apertamente le proprie lotte anche contro singoli individui, colpevoli di gravi reati, chiedendone l'incarcerazione e pene severe: recentemente è stata lanciata una campagna contro il capo dello Stato del Sudan, dopo il suo tacito assenso alla strage del Darfur.

I suoi documenti sugli abusi dei diritti umani includono spesso analisi dettagliate dei contesti politici e storici dei conflitti oggetto di studio. Alcune di esse sono state pubblicate da riviste accademiche. Tutti i rapporti, d'altro canto, si sforzano di limitare i contenuti analitici, concentrandosi piuttosto su specifici approfondimenti relativi alle violazioni dei diritti umani.

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Hanno suscitato forti polemiche dichiarazioni di sostegno da parte di Human Rights Watch verso le azioni illegali della CIA di cattura, deportazione e detenzione clandestina di sospetti terroristi, azioni conosciute come Extraordinary rendition.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto di Human Rights Watch, pag. 16
  2. ^ Human Rights Watch | Defending Human Rights Worldwide
  3. ^ Sezione "Financial Statement"
  4. ^ "Kenneth Roth Bio"
  5. ^ Kazakistan, la rivolta del petrolio fa 10 morti, Corriere della sera, Esteri, 17 dicembre 2011.
  6. ^ Xenofobia, discriminazioni, respingimenti: l'Italia bocciata da Human Rights Watch, Repubblica. Solidarietà. 24 gennaio 2011.
  7. ^ (EN) Striking Oil, Striking Workers, Human Rights Watch, 10 settembre 2012.
  8. ^ Human Rights in Kazakhstan, Human Rights Watch, 10 settembre 2012.
  9. ^ Kazakistan: il massacro dei rivoltosi,
  10. ^ Publications,Human Rights Watch
  11. ^ Rwandan genocide report,Human Rights Watch
  12. ^ Congo report,Human Rights Watch
  13. ^ CIA Secret Rendition Policy Backed by Human Rights Groups?, The Huffington Post

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]