Equipe 84

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Equipe 84
Fotografia di Equipe 84
Paese d'origine Italia Italia
Genere Beat
Rock psichedelico
Pop rock
Periodo di attività 1964-1979
1984-2012
Etichetta Caravel, Vedette, Hobby, Dischi Ricordi, Ariston Records, Rose Rosse
Album pubblicati 18
Studio 8
Live 0
Raccolte 10
Gruppi e artisti correlati I Royals
I Nomadi
I Corvi
I Delfini

Gli Equipe 84 sono stati un gruppo musicale italiano attivo tra il 1962 e il 1979 e tra il 1984 e il 2014.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo nacque a Modena nel 1962 dall'unione di due formazioni modenesi: i "Giovani Leoni" e "Paolo & i Gatti". Prima del 1957 Victor Adolfo Maria Sogliani e Pier Farri avevano suonato in un gruppo chiamato "Hurricanes"; con alcuni cambiamenti di formazione mutarono il nome in "Le Tigri", che erano composte da Maurizio Vandelli (voce, chitarra), Victor Sogliani (basso), la sorella di Victor alla chitarra e Pierluigi "Pier" Farri (batteria).

Nel 1960 al posto della sorella di Victor entrò alla chitarra Franco Ceccarelli, e nello stesso anno lo stesso Sogliani abbandonò il gruppo per passare ai "Marinos" (che in quell'occasione cambiarono il nome prima in "Gatti" e poi in "Paolo & i Gatti"), dove suonavano Alfio Cantarella alla batteria, Franco Fini Storchi e Francesco Guccini alle chitarre, Marino Salardini al pianoforte e Paolo Guarnera (proveniente dai "Golden rock boys" guidati da un giovanissimo Andrea Mingardi) alla voce e al sax; questo gruppo era sicuramente più avviato de "Le Tigri", in quanto effettuavano già molte serate nel nord Italia (mentre l'altro complesso, essendo costituito da studenti delle superiori, non poteva ancora dedicarsi alla musica in modo semiprofessionistico). Il posto di Sogliani ne "Le Tigri" (che cambiarono ancora una volta il nome in "Giovani Leoni") fu preso da Luigi Simonini, mentre al posto di Farri (che preferì dedicarsi all'organizzazione degli spettacoli del gruppo dell'amico Sogliani) entrò alla batteria Claudio Dotti.

Paolo e i Gatti fecero circa 73 concerti fino al novembre 1962, ma in questo periodo si ebbe una crisi nel gruppo, dovuta alla partenza di Guccini e Fini Storchi per il servizio militare. Entrano Maurizio Vandelli e Franco Ceccarelli. Con contratti già acquisiti in precedenza, suonavano a Cortina tutto l'inverno come orchestra di apertura e chiusura serata, dove si esibivano Peppino di Capri e don Marino Barreto Junior.

Maurizio Vandelli, che era interessato alla musica in maniera più coinvolgente rispetto agli altri membri del suo gruppo, entra in "Paolo & i Gatti", ma Ceccarelli non è d'accordo, e tramite un suo amico studente di legge, Corrado Bacchelli (in seguito produttore di Alan Sorrenti e fondatore della casa discografica CBO) minaccia di denunciare Vandelli per danni; a questo punto, in accordo con gli altri, si decide di proporre anche a Ceccarelli l'ingresso nel gruppo.

Quando, dopo le serate estive, nell'autunno del 1964 anche Guarnera decide di lasciare il complesso, i quattro restanti decidono di cambiare nome: nasce l'Equipe 84.

Il debutto discografico[modifica | modifica wikitesto]

Pare che il nome sia stato suggerito da Pier Farri, e che sia dovuto al desiderio di avere un qualcosa che desse un richiamo internazionale, "equipe"; sul numero 84 invece si disse, sui giornali dell'epoca (da "Big" a "Ciao amici") che era la somma delle età dei componenti del gruppo (ma Ceccarelli nella biografia della band "Io ho in mente te" sostiene che nacque dall'idea di essere chiamati a pubblicizzare il noto brandy "Stock 84").

Dopo una serie di prove e di serate, i quattro riuscirono ad arrivare in sala d'incisione: il debutto avvenne per una casa discografica di Modena, ed il primo 45 giri inciso, "Canarino va", era l'inno della squadra del Modena allora in Serie A, mentre sul retro vi era "Liberi d'amare"; anche se distribuito non in maniera eccelsa, questo disco attirò l'attenzione di Armando Sciascia, che stava cercando un gruppo per la sua casa discografica, la Vedette, e fu così che l'Equipe 84 finalmente firmò un vero contratto discografico.

Proprio in quel periodo, però, Sogliani fu chiamato per il servizio militare; si decise allora di farlo sostituire per i primi due 45 giri dal modenese Romano Morandi, che suona in "Papà e mammà" (sul retro "Quel che ti ho dato", cover di "Tell me" dei The Rolling Stones) uscito nel 1964 e in "Ora puoi tornare", pubblicato nel 1965.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

I 45 giri si succedono nel 1965, addirittura 5 in un anno, con un discreto successo, al punto che la Vedette decide di pubblicare un album che esce nello stesso anno e che li racchiude, oltre a qualche inedito (come "Sei felice", cover di "Tired of waiting" dei The Kinks).

In quegli anni si hanno le loro due prime importanti partecipazioni a gare canore dell'epoca: partecipano infatti al Festival di Napoli con "Notte senza fine" (1965), e successivamente con "Un giorno tu mi cercherai" il complesso partecipa al Festival di Sanremo del 1966 in coppia con i Renegades.[1]

Nel febbraio del 1966 infatti raggiungono fama internazionale partecipando al Festival di Sanremo con "Un giorno tu mi cercherai", che sul lato B contiene una canzone scritta qualche anno prima dal loro amico Guccini, L'antisociale (cantata da Victor).

È proprio subito dopo questo disco che il gruppo decide di rompere il contratto con Sciascia (la questione finirà in tribunale) e di firmare con la Dischi Ricordi che, essendo una casa discografica più grande rispetto alla Vedette, permette loro di raggiungere un successo più vasto: infatti il primo 45 giri inciso per la nuova casa discografica, Io ho in mente te (versione italiana di "You were on my mind" , scritta da Sylvia Fricker (del duo folk Ian & Sylvia) per i We Five, ma nota soprattutto per la versione di Barry McGuire) vince il Cantagiro nel 1966. Sul retro del disco un'altra canzone molto celebre, Resta (cover di Stay di Maurice Williams, cantata anni dopo anche da Jackson Browne). In realtà le prime copie del disco avevano "Resta" come lato A, ma visto che "Io ho in mente te" era più richiesta dal pubblico, la Ricordi decise di ristamparlo con l'ordine invertito ed una nuova copertina.

Altro successo dello stesso anno è Bang bang (dall'omonimo hit di Sonny Bono inciso da Cher) che ha sul lato B un'altra canzone dell'amico Guccini, Auschwitz, in una versione con il testo leggermente modificato rispetto all'originale. Il singolo arriva in prima posizione per cinque settimane. Tutte queste canzoni sono contenute nell'album Io ho in mente te, pubblicato al luglio dello stesso anno.

Lucio Battisti brinda con l'Equipe 84, che festeggia il suo settimo compleanno (7 dicembre 1969)

Il 1967 si apre nel migliore dei modi, con il grande successo di una canzone scritta da Mogol e Battisti che raggiunge la prima posizione per tre settimane: 29 settembre, la storia di un tradimento, celebre anche per il parlato stile giornale radio (che tra l'altro spiega il titolo); sul lato B È dall'amore che nasce l'uomo firmata da Vandelli.

Ancora di Mogol e Battisti l'altro successo dello stesso anno, Nel cuore nell'anima.

Nel 1968 la casa discografica Dischi Ricordi pubblica il loro terzo album, intitolato Stereoequipe, che racchiude i 45 giri dell'ultimo anno e mezzo più 4 inediti. Esce anche il 45 giri "Un angelo blu" (cover di "I can't let Maggie go") con sul lato B "Nella terra dei sogni" a sua volta cover di "Land of make believe")

Nel 1969 l'Equipe 84 partecipa al Cantagiro con un'altra canzone di successo: Tutta mia la città cover italiana scritta da Mogol del brano Blackberry Way della band inglese The Move che arriva prima in classifica per quattro settimane. Successivamente il gruppo decide di non fare più concerti.

Le vicissitudini della formazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 Alfio Cantarella viene trovato in possesso di 6 etti di hashish ed è arrestato, la RAI decide quindi di escludere il gruppo dai suoi programmi, c'è però in ballo la sigla televisiva del programma "Il sapone, la pistola, la chitarra e altre meraviglie" (la canzone omonima scritta da Vito Pallavicini e Paolo Conte), e la Ricordi riesce ad ottenere un accordo, per cui Alfio non apparirà più in televisione, e il gruppo cambierà nome.

Così il disco viene inciso con Mike Shepstone dei Rokes alla batteria, e mentre nell'estate 1970 Franco Ceccarelli abbandona il gruppo (e tenta con Ricky Gianco di formare una nuova versione dell'Equipe 84, che durerà pochissimo e non inciderà dischi), Vandelli e Sogliani decidono di farsi aiutare in sala d'incisione per l'incisione del progettato LP ID dal tastierista dei Dik Dik Mario Totaro, dal cantante Donatello alla chitarra e dal batterista de I Quelli (diventati in quel periodo "Krel") Franz Di Cioccio.

La Nuova Equipe 84: da sinistra a destra, Franz Di Cioccio, Dario Baldan Bembo, Maurizio Vandelli e Victor Sogliani

Il disco è fortemente influenzato dal genere progressive, ma un po' per il boicottaggio operato dalla RAI, un po' per il mutamento di genere, passa inosservato (diventando una vera e propria rarità discografica).

Vandelli tenta di darsi alla carriera solista, pubblicando l'album L'altra faccia di Maurizio Vandelli, decide poi con Sogliani di proseguire con il gruppo come "Nuova Equipe 84". Con Franz Di Cioccio alla batteria e Dario Baldan Bembo alle tastiere, al Festival di Sanremo 1971 la nuova formazione si classifica terza in coppia con Lucio Dalla cantando la sua canzone 4 marzo 1943.

Subito dopo viene pubblicato l'album Casa mia, con la canzone omonima che partecipa ad Un disco per l'estate dello stesso anno e riscuote un buon successo. A quel punto, però, Di Cioccio abbandona il gruppo per ritornare a suonare con i vecchi compagni nella Premiata Forneria Marconi, ed entra nella formazione (per un solo 45 giri uscito nel 1972) Ruggero Stefani.

Con il cambio di casa discografica ed il passaggio all'Ariston Records, torna Cantarella, e Baldan Bembo è sostituito da Thomas Gagliardone alle tastiere (Baldan Bembo vuole iniziare la carriera solista, ma scrive per il vecchio gruppo la musica di un nuovo successo, "Diario", su testo di Vandelli).

Per un breve periodo, collabora in studio anche il tastierista Luciano Stella. Nel 1973 il gruppo riprende il nome di Equipe 84. Alle percussioni negli album Dr. Jekyll e Mr. Hyde e Sacrificio collabora Paolo Siani (componente dei Nuova Idea), che entrerà poi nel gruppo come batterista dal 1976 al 1977.

Il complesso partecipa a Un disco per l'estate 1974 con Mercante senza fiori e Un disco per l'estate 1975 con Sogni senza fine.

Nel 1979 l'Equipe 84 partecipa, ma non suona al concerto in memoria di Demetrio Stratos. Dopo l'estate 1979, Vandelli vorrebbe rimettere insieme la formazione storica, ma non riescono ad esibirsi mai.

Lo scioglimento e la riformazione[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera 1981 Vandelli annuncia lo scioglimento del gruppo. Tre anni dopo, però, Sogliani (che dal 1977 era diventato anche editore radiofonico, fondando Emittente Base Commerciale a San Vittore Olona) e Ceccarelli riformano l'Equipe 84 con Cantarella per esibirsi al concerto in onore di Francesco Guccini del giugno 1984 a Bologna, dove presentano "Auschwitz" cantata da Sogliani; Cantarella però abbandona il gruppo per dedicarsi all'attività di manager musicale, seguendo tra l'altro i concerti dei due compagni che, con altri musicisti (Giuliano Ragazzi, Paolo Pigozzi e Massimo Bazza), incidono un nuovo LP nel 1989, intitolato Un amore vale l'altro.

Nel 1995 una nuova frattura nel gruppo: Sogliani fonda l'Equipe Extra-D.

Nell'ottobre dello stesso anno, Victor Sogliani muore per un aneurisma e Ceccarelli continua a portare avanti con altri componenti il nome dell'Equipe 84. Vandelli invece, pur ritornando a fare dischi e serate dalla fine degli anni ottanta, non ha mai voluto partecipare alle ricostituzioni della band.

Un sito internet dedicato all'Equipe ha dato la notizia della scomparsa di Thomas Gagliardone negli Stati Uniti.

Nel dicembre 2012, muore Franco Ceccarelli, trauma totale non solo per la perdita di un altro storico della musica Italiana ma soprattutto per i componenti della Band attuale, i quali, gli stessi componenti e compagni di viaggio di Franco Ceccarelli: (Andrea Martella, Lorenzo Lanciotti, Tony Mione e Giuliano De Leonardis), decidono di non fermarsi e continuare la storia che ancora oggi portano in giro per l'Italia tra musica e racconto della mitica Band per il nome stesso, è soprattutto in onore di Franco che desiderava fortemente questo.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia

Bibliografia e principali apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Bolli, Dizionario dei Nomi Rock, Padova, Arcana editrice, 1998, ISBN 978-88-7966-172-0.
  • Umberto Bultrighini - Claudio Scarpa - Gene Guglielmi : Intervista approfondita di 10 pagine a Victor Sogliani effettuata da Claudio Scarpa e inserita nel libro “Al di qua, al di là del Beat” edito e pubblicato da Carabba Editore a luglio 2011 – 430 pagine.
  • Marino Alessio - "BEATi VOI! - Interviste e riflessioni con i complessi degli anni 60" - I libri della BEAT BOUTIQUE 67 vol.1 - 2007 (pag. 160)
  • Massimo Masini (a cura di) - "Seduto in quel caffè... fotocronache dell'Era Beat" - R.F.M. Panini Modena - 2003
  • Riccardo Bertoncelli (a cura di) - Enciclopedia Rock anni '60 - Arcana Editrice
  • Enzo Mottola - "Bang Bang il Beat Italiano a colpi di chitarra" - Bastogi Editrice Italiana, 2008
  • LE COVER DELL'EQUIPE 84 - pubblicate le 25 cover italiane di brani stranieri interpretate dal gruppo modenese sulla rivista diretta da Dario Salvatori: NUOVO CIAO AMICI "Numero 1 di dicembre 2012 / gennaio 2013" - Associazione Culturale Nuovo Ciao Amici - Omaggio a Giancarlo Di Girolamo, 2013
  • Antonio Sciotti, Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, ed. Luca Torre, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Vandelli, sito di Maurizio Vandelli
  • www.equipe84.too.it (Sito non ufficiale del gruppo realizzato dal Centro Studi sul Beat Italiano, la Beat Boutique 67)
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