Vito Pallavicini

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Vito Pallavicini (Vigevano22 aprile 1924 – 16 agosto 2007) è stato un paroliere italiano.

[modifica] Biografia

Dopo essersi laureato in ingegneria chimica, nel 1950 fonda il giornale L'informatore vigevanese, un settimanale di cronaca locale che per vent'anni venderà diecimila copie a settimana (in una città che all'epoca si aggirava tra i 35 e i 40 mila abitanti), dedicandosi al giornalismo.
Il 22 aprile del 1959 sta festeggiando il compleanno con alcuni amici, quando uno di essi, il maestro Pino Massara gli dice che una casa discografica è alla ricerca di un paroliere: sebbene fino a quel momento non abbia mai scritto una canzone, in tre minuti è pronto un testo, che Massara mette in musica e che viene lanciato da Nicola Arigliano: è Amorevole, che diventa uno dei successi dell'anno.
Nello stesso anno scrive il testo per un altro grande successo, Ghiaccio bollente di Tony Dallara.
È l'inizio di una carriera piena di successi: ben presto, oltre che per Massara, scrive per altri noti musicisti, come Carlo Alberto Rossi, con cui scrive Le mille bolle blu che viene presentata nel 1961 al festival di Sanremo da Mina e Jenny Luna e Stanotte al luna park per Milva, anche questa partecipante a Sanremo.
Al festival torna molte altre volte: nel 1964 con Come potrei dimenticarti cantata da Tony Dallara, nel 1965 con Io che non vivo (senza te), grande successo di Pino Donaggio (ripreso poi da Elvis Presley e incisa col titolo You don't Have to Say You Love Me) e in molte altre edizioni, divenendo, con più di cinquanta canzoni suddivise per ventuno edizioni, l'autore con più partecipazioni a Sanremo (fino ad oggi).
Inoltre in due edizioni, quella del 1965 e quella del 1966, ha partecipato con ben sette brani, stabilendo un ulteriore record.
Negli anni '60 si dedica anche alla traduzione in italiano di successi stranieri, come The House of the Rising Sun, che traduce con Mogol in La casa del sole, per i Los Marcellos Ferial, o Downtown che la sua interprete originale Petula Clark incide con il titolo Ciao Ciao, o ancora Tous les garçons et les filles che diventa Quelli della mia età, sempre cantata dalla brava Françoise Hardy. È alla fine degli anni sessanta che, su musiche di Paolo Conte, scrive i pezzi più maturi ed importanti della sua carriera, successi indimenticabili come Azzurro, Insieme a te non ci sto più e Deborah.
Ha collaborato con molti dei più grandi artisti italiani: oltre a quelli già citati, possiamo ricordare Al Bano (da solista e con Romina Power), Toto Cutugno, Caterina Caselli, Fausto Leali, Patty Pravo, Nicola Di Bari, Fred Bongusto, Betty Curtis, Edoardo Vianello, Carmen Villani.

[modifica] Le principali canzoni scritte da Vito Pallavicini

Abbiamo indicato solo il primo interprete, gli autori della musica e gli eventuali collaboratori al testo.

[modifica] Bibliografia

  • "Enciclopedia della canzone italiana", di Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), ed. Curcio, 1990; alla voce Pallavicini Vito, di Enzo Giannelli, pp. 1262-1264
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