Rai

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Rai — Radiotelevisione italiana S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1954; 60 anni fa a Roma
Fondata da Governo italiano
Sede principale
  • Roma (sede legale e amministrativa)
  • Torino (direzione generale)
Filiali Rai Pubblicità, Rai Cinema, Rai Way, Rai Net, Rai World
Persone chiave
Settore Media
Prodotti programmi televisivi, radiofonici e editoria
Fatturato Green Arrow Up.svg 2 625,5 milioni di [1] (2012)
Risultato operativo Red Arrow Down.svg 215,7 milioni di [1] (2012)
Utile netto Red Arrow Down.svg 245,7 milioni di [1] (2012)
Dipendenti 11 661 (2012)
Slogan «Molto di più di una tv»
Sito web www.rai.it

La Rai − Radiotelevisione italiana S.p.A., denominazione spesso abbreviata in italiano in Rai o RAI[2], è la società concessionaria in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia. È una delle più grandi aziende di comunicazione d'Europa, il quinto gruppo televisivo del continente.[3]

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita dell'azienda è legata ad un provvedimento normativo, il Regio Decreto n. 1067/1923, che affidava allo Stato l'esclusiva sulle trasmissioni radiofoniche da esercitare tramite società concessionarie. È così che il 27 agosto 1924 nacque, a Torino, l'Unione Radiofonica Italiana (URI), sotto forma di Società anonima (ossia società per azioni per le norme del tempo) creata dal primo Ministro delle Comunicazioni d'Italia Costanzo Ciano, e che era una fusione tra la società Radiofono di Guglielmo Marconi e la SIRAC.

Quattro anni dopo, il 15 gennaio 1928, l'URI venne trasformata in Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR), rimanendo comunque in mano ai privati. Il 26 ottobre 1944 nacque dalle ceneri del vecchio ente la Radio Audizioni Italiane (RAI), che inizialmente era una partecipata della Società Idroelettrica Piemontese (anche detta SIP, gestore telefonico italiano in regime di monopolio, poi divenuta Telecom Italia), ma successivamente le azioni furono comprate dal Ministero delle Comunicazioni, che divenne presto Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni. Il 10 aprile 1954, in seguito all'avvio delle trasmissioni televisive regolari (avvenuto il 3 gennaio 1954), la Radio Audizioni Italiane S.p.A. si trasformò in Rai Radiotelevisione Italiana S.p.A. Ultimo passaggio è stato la fusione nel 2004 della Rai Holding S.p.A. (che deteneva la maggioranza relativa delle azioni della Rai) con la Rai S.p.A. formando l'attuale società[4].

Con il referendum popolare del 1995 venne abrogata la legge che riservava esclusivamente alla mano pubblica il possesso delle azioni RAI, tuttavia non si è mai proceduto alla privatizzazione che si intendeva avviare.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Opera principalmente nel settore televisivo e radiofonico con la produzione dei programmi di servizio pubblico. Importanti le attività anche nei settori di produzione cinematografica e di providing di infrastrutture per il broadcasting, attraverso società controllate. Asset minori sono l'editoria e la produzione/distribuzione di CD e DVD. La Rai è impegnata anche nell'innovazione tecnologica grazie al centro ricerche di Torino.

Canali televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Nome Digitale terrestre Digitale Satellite Tivù Sat Canali Streaming Rai.tv Digitale Satellite Sky
Rai 1 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1] Yes check.svg[a 1]
Rai 2 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1] Yes check.svg[a 1]
Rai 3 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1] Yes check.svg[a 1]
Rai 4 Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg[a 1] X mark.svg
Rai 5 Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg[a 1] X mark.svg
Rai Movie Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg
Rai Premium Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg
Rai Gulp Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai YoYo Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg
RaiNews24 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Storia Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Sport 1 Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1]
Rai Sport 2 Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg[a 1]
Rai Scuola Yes check.svg[a 2] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Italia X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg
Rai HD Yes check.svg[a 2] X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai 1 HD X mark.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg
Rai 2 HD X mark.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg
Rai 3 HD X mark.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg
Rai Vd'A (solo in Valle D'Aosta) Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai Südtirol (solo in Trentino Alto Adige) Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai 3 Bis/TDD Furlanija Julijska Krajina (solo in Friuli Venezia Giulia) Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Euronews X mark.svg[a 3] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
UniNettuno University TV X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg
  1. ^ a b c d e f g h i j Alcuni programmi sono oscurati.
  2. ^ a b c d e f g h i j k Copertura nazionale non completa.
  3. ^ Solo su Rai 1 per un breve periodo dalle 5:45 alle 6:06 del mattino.

Disponibili in digitale terrestre e sul satellite (con alcuni programmi e canali visibili solo con il decoder Tivù Sat), oltre che via streaming sul web:

  • Rai 1 - generalista
  • Rai 2 - generalista, rivolta ad un pubblico giovane
  • Rai 3 - generalista, rivolta alle autonomie locali e all'approfondimento
  • Rai 4 - semigeneralista: film e serie televisive cult
  • Rai 5 - semigeneralista: cultura, documentari, reportage, intrattenimento (fa parte della struttura Rai Cultura)
  • RaiNews24 - tematico: all news
  • Rai Sport 1 - tematico: sport
  • Rai Sport 2 - tematico: sport minori
  • Rai Storia - tematico: canale della struttura Rai Cultura dedicato alla storia
  • Rai Gulp - tematico: per bambini e ragazzi
  • Rai Movie - tematico: dedicato al cinema
  • Rai YoYo - tematico: dedicato ai bambini in età prescolare
  • Rai Premium - tematico: dedicato alle fiction televisive ed ai varietà di maggior successo trasmessi dalla Rai
  • Rai Scuola - tematico: canale della struttura Rai Cultura dedicato all'apprendimento delle lingue e della scienza
  • Rai HD - generalista: canale sperimentale in alta definizione

Rai 1, Rai 2, Rai 3 e RaiNews24 sono gli unici canali disponibili in DTT sull'intero territorio nazionale. I mux su cui si ricevono tutti gli altri canali hanno una copertura più limitata, soprattutto il mux 4.

I programmi dei canali fin qui citati sono realizzati dalla Direzione Produzione Tv.

Disponibili solo sul satellite:

La consorziata Euronews S.A. produce il canale:

  • Euronews - tematico: all news paneuropea

Inoltre, attraverso la consociata Rai Way, la Rai trasmette il segnale dei canali televisivi dei due rami del Parlamento Italiano, che producono autonomamente i due canali:

Non essendo editi dalla Rai, i canali sono finanziati autonomamente dai due rami del Parlamento.

In passato la consociata Rai World produceva il canale:

  • Yes Italia - tematico: turismo, promozione patrimonio artistico italiano. Canale chiuso il 1º gennaio 2012.

Nello streaming gratuito disponibile su www.rai.tv sono disponibili anche altri canali web tematici, circa una ventina, con cultura, società, comicità, spettacoli, trailer.

Canali a richiesta[modifica | modifica wikitesto]

Canali Rai On esclusivamente per operatori IPTV, che erano disponibili nell'offerta Fastweb TV:

  • Rai On Fiction Live
  • Rai On Fiction
  • Rai On Spettacolo
  • Rai On Cultura
  • Rai On Ragazzi
  • Rai On News
  • Rai On Sport

Canali a diffusione regionale[modifica | modifica wikitesto]

La Rai trasmette in alcune regioni altri due canali, dedicati alle minoranze linguistiche presenti sul territorio italiano.

Nome Zona di diffusione Digitale terrestre Digitale Satellite Tivù Sat Canali Streaming Rai.tv Digitale Satellite Sky Note
Rai Südtirol Trentino-Alto Adige Yes check.svg X mark.svg X mark.svg[c 1] X mark.svg Canale in lingua tedesca e ladina, che trasmette solo nella fascia oraria 18:00-22:25 (nel resto della giornata ripete Rai 3)
Rai 3 Bis/TDD Furlanija Julijska Krajina Friuli-Venezia Giulia Yes check.svg X mark.svg X mark.svg[c 2] X mark.svg Canale in lingua slovena, che trasmette solo circa nella fascia oraria 18:40-21:30 (nel resto della giornata ripete Rai 3)
  1. ^ Alcuni programmi sono visibili in differita all'indirizzo http://www.raisudtirol.rai.it/de/index.php
  2. ^ Alcuni programmi sono visibili in differita all'indirizzo http://www.sedezfjk.rai.it/

Per approfondire, vedi qui.

Canali radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Radio Rai.

La RAI realizza numerosi canali radiofonici principali che vengono trasmessi in analogico (AM e FM), con la tecnica della filodiffusione, sulla televisione digitale terrestre, sul DAB, sul satellite e via streaming sul web.
La realizzazione dei programmi è affidata alla struttura Radio Rai.

Nome AM FM Via cavo DAB/DAB+ Streaming Rai.tv Streaming iTunes Digitale terrestre Digitale satellitare
Rai Radio 1 Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Radio 2 X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Radio 3 X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Radio FD 4 X mark.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Radio FD 5 X mark.svg Yes check.svg[d 1] Yes check.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Isoradio X mark.svg Yes check.svg[d 1] X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai GR Parlamento X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg
Rai Web Radio 6 X mark.svg X mark.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai Web Radio 7 X mark.svg X mark.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
Rai Web Radio 8 X mark.svg X mark.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg X mark.svg X mark.svg X mark.svg
  1. ^ a b Solo in alcune aree

Canali a diffusione regionale[modifica | modifica wikitesto]

La Rai trasmette in alcune regioni altri due canali, dedicati alle minoranze linguistiche presenti sul territorio italiano.

Nome Zona di diffusione AM FM Via cavo DAB/BAB+ Streaming Rai.tv Streaming iTunes Digitale terrestre Digitale satellitare Note
Rai Südtirol Radio Trentino-Alto Adige X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg[e 1] X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Canale in lingua tedesca, italiana e occasionalmente ladina.
Radio Trst A Friuli-Venezia Giulia X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Yes check.svg Yes check.svg[e 2] X mark.svg Yes check.svg X mark.svg Canale in lingua slovena, che trasmette solo per parte della giornata.
  1. ^ Lo streaming è fruibile a questo indirizzo
  2. ^ Lo streaming è fruibile a questo indirizzo

Per approfondire, vedi qui.

Testate giornalistiche[modifica | modifica wikitesto]

Le testate giornalistiche sono:

La TGR, Testata Giornalistica Regionale, si occupa appunto dell'informazione regionale su Rai 3, con un magazine mattutino, 3 edizioni del telegiornale e 3 del giornale radio, un settimanale al sabato e speciali tutele in Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Sardegna e Valle d'Aosta.

Rai Sport segue gli eventi sportivi con notiziari sui tre canali televisivi e su due canali dedicati: Rai Sport 1 (ex Rai Sport +) e Rai Sport 2.

Rai News 24 è il canale all-news della Rai.

Altre testate giornalistiche sono il Televideo (servizio teletext delle prime tre reti televisive, il teletext del primo e del secondo canale è di carattere nazionale, mentre quello del terzo canale è di carattere regionale).

Il sito Rai Notizie. propone le principali notizie del giorno tratte dai siti internet delle varie testate.

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rai Eri.

Con il marchio Rai Eri la società è attiva nel mercato editoriale con diverse pubblicazioni di riviste e libri. Da qualche anno, con lo stesso marchio vengono pubblicati CD e DVD legati ai programmi televisivi prodotti dall'azienda, in precedenza editi da Rai Trade.

Innovazione e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro ricerche e innovazione tecnologica Rai.

Il centro ricerche e innovazione tecnologica si trova a Torino in Via Cavalli, 6 dopo il trasferimento dalla sede storica di Corso Giambone 68.[15] Qui vengono studiate e progettate nuove tecniche di broadcasting sia per la Tv che per la radio.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Le attività dell'azienda sono svolte anche grazie a delle strutture quali:

Rai Cultura è una struttura che si occupa di programmi educativi sulle tre reti televisive e dispone anche di tre canali televisivi dedicati, Rai 5, Rai Scuola e Rai Storia.

Rai Internationale era una struttura che produceva e trasmetteva programmi televisivi e radiofonici per gli italiani nel mondo attraverso tre canali televisivi satellitari e un canale radiofonico chiamato ex Rai Internazionale Radio ex Satelradio, ex Rai Italia Radio. Gestiva inoltre Italica, un portale web dedicato alla promozione della lingua italiana.

Rai Teche conserva l'archivio audiovisivo della RAI.

Rai Fiction è la struttura che si occupa di produrre serie televisive, film TV, soap opera e cartoni animati da mandare in onda in prima visione sui tre canali generalisti; inoltre la struttura ha anche un canale televisivo dedicato, Rai Premium, dove vengono ritrasmesse le migliori fiction prodotte e trasmesse in passato dalla RAI.

La Rai è poi coinvolta in produzioni tematiche attraverso Rai Vaticano (in collaborazione con il CTV Centro Televisivo Vaticano, con il quale concede in esclusiva alle televisioni di tutto il mondo le immagini degli importanti avvenimenti della Santa Sede) e Rai Quirinale, la piattaforma mediante la quale Rai trasmette il messaggio di fine anno a reti unificate del presidente della Repubblica Italiana e gli altri eventi che riguardano la Presidenza della Repubblica.

Sedi e centri di produzione[modifica | modifica wikitesto]

La sede legale e amministrativa è a Roma in viale Mazzini 14, mentre la direzione generale è divisa tra viale Mazzini e la nuova sede di Via Cavalli a Torino che ha sostituto quella all'interno del grattacielo Rai di via Cernaia 33 a Torino[16], città che ospita anche il centro ricerche e innovazione tecnologica e l'auditorium di piazza Rossaro 1 dove si esibisce l'orchestra sinfonica nazionale.

Centri di produzione televisiva[modifica | modifica wikitesto]

I centri di produzione si trovano a:

Sede Centro di produzione TV Strutture
Roma CPTV via Teulada, 66 9 studi
Roma CP Saxa Rubra 11 studi
Roma CPTV Nomentano - via Ettore Romagnoli, 30 6 studi
Roma Teatro delle Vittorie teatro
Roma Auditorium Rai del Foro Italico auditorium
Milano CP Corso Sempione, 27 5 studi
Milano East End Studios - Via Mecenate, 76 4 studi + 1 auditorium
Napoli CP Viale Marconi, 9 3 studi + 1 auditorium
Torino CP via Verdi, 16 7 studi + 1 auditorium

Centri di produzione radiofonica[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi Rai di via Asiago, 10 in Roma

I centri di produzione radiofonica si trovano a:

Sede Centro di produzione RF
Roma CPRF Via Asiago, 10
Roma CP Saxa Rubra
Milano CP corso Sempione, 27
Napoli CP Via Marconi, 11
Torino CP Via Verdi, 31

Sedi regionali[modifica | modifica wikitesto]

In ogni capoluogo di regione e provincia autonoma, la Rai dispone di una sede dalla quale trasmette i programmi a diffusione regionale (ad eccezione di Abruzzo e Calabria che hanno rispettivamente le sedi a Pescara e a Cosenza). Le sedi di Bari, Bologna, Firenze, Palermo, Torino e Trieste realizzano anche delle rubriche settimanali in onda su Rai 3, Rai 2 e Rai Med. Vi sono poi le sedi distaccate regionali di Bolzano, L'Aquila, Catania, Sassari, Pordenone ed Udine.

Sedi di corrispondenza dall'estero[modifica | modifica wikitesto]

La Rai dispone di un vasto numero di sedi di corrispondenza dall'estero dove lavorano stabilmente diversi giornalisti (dipendenti dalla Direzione corrispondenti esteri) che producono servizi e reportage per le testate e i programmi dell'azienda con i quali spesso si collegano in diretta.

I precedenti uffici di corrispondenza da Beirut, Buenos Aires, Istanbul, Madrid, Mosca, Nairobi e Nuova Delhi sono stati chiusi nel 2012 a seguito di una riduzione dei costi aziendali[17][18][19]. Nel 2013 è stata riaperta la sede di Mosca.

Le minoranze linguistiche e le regioni autonome[modifica | modifica wikitesto]

La Rai, per dovere contrattuale con lo Stato italiano, trasmette da alcune sedi regionali una programmazione più vicina alle popolazioni e alle realtà locali.

Trentino-Alto Adige[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi sede Rai di Bolzano.

L'esempio più importante di programmazione regionale è rappresentato dalla sede Rai di Bolzano. La sede Rai del capoluogo altoatesino - patria, peraltro, dell'hockey su ghiaccio italiano via etere - ha infatti la possibilità di trasmettere tre tipi di programmazione per i tre gruppi linguistici tedesco, italiano e ladino.

Oltre alla quotidiana TGR e alla TGR-Settimanale del sabato in lingua italiana, trasmesso per il Trentino-Alto Adige in parte da Bolzano e in parte da Trento, ogni domenica mattina, nella fascia oraria 09:45-10:55, e alternativamente da Bolzano e da Trento, vengono trasmessi programmi riguardanti le due Province (ambiente, economia, tradizioni...); per i cittadini (Puntopiù - a cura del centro consumatori), o riguardanti altre minoranze linguistiche (e realtà culturali simili, in Italia e in Europa), tra cui vi è "Alpe Adria" (prodotto dalla Rai di Trieste, ma con la collaborazione di Bolzano e Trento).

Il gruppo linguistico tedesco ha la possibilità di contare su un proprio canale generalista, chiamato Rai 3 bis, su cui opera la struttura Rai Südtirol (fino al 2014 Rai Sender Bozen), il cui orario di trasmissione varia quotidianamente (il lunedì le trasmissioni iniziano alle 06:30 e terminano alle 22:30) e che nei tempi morti ripete Rai 3. Sulle onde di Rai 3 bis vengono trasmessi programmi dedicati ai bambini (Karamela, Die Abenteuer der Maus auf dem Mars), agli adolescenti e studenti (Klick-das Jugend Info-Magazin), agli anziani (Regenbogen), all'agricoltura (Landwirtschaft), all'economia e alla società (Trend, Pluspunkt), alla cultura, alla storia, all'attualità (Pro und Kontra) e allo sport (Sport am Sonntag).

La struttura tedesca è anche inserita, in quanto parte della Rai, nel circuito dell'EBU (Eurovisione) e produce il popolarissimo concorso canoro della "Volksmusik" (musica popolare, Grand Prix der Volksmusik) insieme a tre emittenti pubbliche germanofone: la tedesca ZDF, l'austriaca ORF e svizzero-tedesca SRF. La trasmissione viene prodotta ogni anno in un luogo diverso e nel 2002 ha avuto luogo a Merano ed è stata organizzata dal Sender Bozen. Inoltre la rete trasmette in diretta, ogni anno, il concorso pianistico internazionale Ferruccio Busoni e le selezioni per il "Grand Prix der Volksmusik", nonché edizioni speciali a cura della redazione giornalistica in casi di avvenimenti elettorali.

Ogni giorno vengono trasmessi due notiziari della durata di circa 20 minuti, alle 20:00 (Tagesschau) e alle 22:10 (Tagesschau um 10 nach 10), che trattano di argomenti locali, nazionali e internazionali.

Su Rai 3 bis vengono trasmessi anche i programmi in lingua ladina (a cura della struttura Rai Ladinia), tra cui il notiziario locale, inserito alle 19:55 fra TGR e Tagesschau, della durata di 5 minuti e chiamato TRaiL (Television RAI Ladina), nonché un programma settimanale chiamato "Paladina" e della durata di circa 40 minuti. I programmi della sede vengono trasmessi su tutto il territorio provinciale dell'Alto Adige.

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi RAI Friuli-Venezia Giulia.

Valle d'Aosta[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sede regionale per la Valle d'Aosta (in francese, Siège régional pour la Vallée d'Aoste) di Saint-Christophe vengono diffusi quotidianamente programmi regionali in italiano, o in francese, alle ore 20 (la domenica al mattino)

Il TG regionale unico delle 19:35 contiene notizie in italiano, francese (spesso con servizi dalla redazione di France 3 della regione Rhône-Alpes riguardanti eventi o argomenti relativi ai dipartimenti francesi limitrofi) e talvolta in patois valdostano. La TGR va in onda senza sottotitoli, in virtù del bilinguismo totale che vige in Valle d'Aosta. Si tratta di un caso unico nel panorama delle minoranze linguistiche d'Italia, legato alla politica d'istruzione vigente, atta a non separare la società valdostana in comunità linguistiche. Successivamente alla TGR, prevalentemente in italiano, viene diffusa la trasmissione "RAI Vd'A - Programmes", largamente in francese e spesso anche in patois valdostano, anche in questo caso senza sottotitoli per lo stesso motivo.

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

In Sardegna sono localizzate due sedi della Rai, la principale a Cagliari e un'altra a Sassari. In entrambe le città si trovano gli archivi che custodiscono le teche di Rai Sardegna, aperti al pubblico dal 2005, o visionabili direttamente on line dal sito della biblioteca digitale della Sardegna [1], dopo un paziente lavoro di recupero e catalogazione del materiale radiofonico e audiovisivo, prodotto in circa 50 anni di attività dalle sedi Rai di Cagliari e Sassari.

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

La sede Rai della Sicilia ha due dislocazioni, la principale a Palermo e l'altra a Catania. Nella sede di Palermo di viale Strasburgo, nata negli anni '80, vi è un polo produttivo dedicato al Mediterraneo, con un centro di produzione TV e un auditorium, che dal 2001 produce il canale in italiano e arabo Raimed[20]. Quotidianamente si trasmettono TG e GR regionali e si producono le rubriche Mediterraneo, Riva Sud, Buongiorno regione e il Settimanale della TGR.

L'archivio storico della Rai siciliana, costituito da 886 programmi televisivi realizzati tra il 1979 e il 1993, riversati e digitalizzati, grazie a un accordo con la Regione Siciliana è disponibile on line al portale http://www.siciliainonda.rai.it[21].

Governance e top management[modifica | modifica wikitesto]

La Rai è soggetta ad un particolare disciplina di governance per tutelare la peculiarità delle attività della stessa. Come regolato dalla legge 112 del 3/05/2004 (legge Gasparri) il consiglio di amministrazione non è nominato esclusivamente dagli azionisti: sette consiglieri vengono eletti dalla Commissione parlamentare di vigilanza, due vengono indicati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze che è il maggiore azionista della RAI. I membri del Consiglio d'Amministrazione hanno un termine di mandato di tre anni anche se possono essere nominati di nuovo.

Tra i consiglieri di sua nomina, il Ministero dell'Economia e delle Finanze indica il presidente del Consiglio d'amministrazione. Per insediarsi il presidente deve ottenere un voto di gradimento da almeno due terzi dei membri della Commissione parlamentare di vigilanza.

Il Consiglio d'amministrazione vota il direttore generale, che ha sempre un mandato di tre anni rinnovabile, ed è anch'esso di nomina del ministro dell'Economia.

Tali norme qualificano dunque la Rai come "società di interesse nazionale", ai sensi dell'articolo 2461 del codice civile italiano.[22]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Nome Dal Al Note
Antonio Carrelli 3 giugno 1954 4 gennaio 1961
Novello Papafava 4 gennaio 1961 25 marzo 1964
Pietro Quaroni 29 maggio 1964 12 aprile 1969
Aldo Sandulli 23 aprile 1969 18 febbraio 1970
Umberto delle Fave 24 marzo 1970 22 aprile 1975
Beniamino Finocchiaro 23 maggio 1975 20 gennaio 1977
Paolo Grassi 20 gennaio 1977 12 giugno 1980
Sergio Zavoli 12 giugno 1980 23 ottobre 1986
Enrico Manca 23 ottobre 1986 19 febbraio 1992
Walter Pedullà 19 febbraio 1992 13 luglio 1993
Claudio Dematté 13 luglio 1993 12 luglio 1994
Letizia Moratti 12 luglio 1994 24 aprile 1996
Giuseppe Morello 24 aprile 1996 10 luglio 1996
Vincenzo Siciliano 10 luglio 1996 21 gennaio 1998
Roberto Zaccaria 3 febbraio 1998 16 febbraio 2002
Vittorio Emiliani 16 febbraio 2002 22 febbraio 2002 Consigliere anziano - facente funzioni
Antonio Baldassarre 5 marzo 2002 26 febbraio 2003
Paolo Mieli 7 marzo 2003 13 marzo 2003 Nominato dai presidenti delle Camere ma mai entrato in funzione
Lucia Annunziata 13 marzo 2003 4 maggio 2004
Francesco Alberoni 5 maggio 2004 31 maggio 2005 Consigliere anziano - facente funzioni
Sandro Curzi 1º giugno 2005 30 luglio 2005 Consigliere anziano - facente funzioni
Claudio Petruccioli 31 luglio 2005 25 marzo 2009
Paolo Garimberti 26 marzo 2009 8 giugno 2012
Anna Maria Tarantola 8 giugno 2012

Amministratori delegati[modifica | modifica wikitesto]

Nome Dal Al Note
Filiberto Guala 3 giugno 1954 26 giugno 1956 [23]
Marcello Rodinò di Miglione 27 giugno 1956 28 aprile 1965 [23]
Gianni Granzotto 29 aprile 1965 12 aprile 1969 [23]
Luciano Paolicchi 13 aprile 1969 28 luglio 1971 [23]

Direttori generali[modifica | modifica wikitesto]

Nome dal al
Giovan Battista Vicentini 13 marzo 1954 13 marzo 1955
Rodolfo Arata 13 aprile 1956 30 settembre 1960
Ettore Bernabei 5 gennaio 1961 18 settembre 1974
Michele Principe 23 maggio 1975 25 gennaio 1977
Giuseppe Glisenti 26 gennaio 1977 17 giugno 1977
Pierantonino Bertè 12 luglio 1977 18 giugno 1980
Villy de Luca 19 giugno 1980 21 luglio 1982
Biagio Agnes 29 luglio 1982 1º febbraio 1990
Gianni Pasquarelli 5 febbraio 1990 23 luglio 1993
Gianni Locatelli 23 luglio 1993 3 agosto 1994
Gianni Billia 3 agosto 1994 31 dicembre 1994
Raffaele Minicucci 16 gennaio 1995 28 febbraio 1996
Aldo Materia 6 marzo 1996 15 luglio 1996
Franco Iseppi 15 luglio 1996 8 febbraio 1998
Pier Luigi Celli 9 febbraio 1998 9 febbraio 2001
Claudio Cappon 9 febbraio 2001 19 marzo 2002
Agostino Saccà 19 marzo 2002 27 marzo 2003
Flavio Cattaneo 27 marzo 2003 5 agosto 2005
Alfredo Meocci 5 agosto 2005 20 giugno 2006
Claudio Cappon 22 giugno 2006 2 aprile 2009
Mauro Masi 2 aprile 2009 2 maggio 2011
Lorenza Lei 3 maggio 2011 16 luglio 2012
Luigi Gubitosi 17 luglio 2012

Struttura organizzativa[modifica | modifica wikitesto]

Settore Direttore
Consiglio di amministrazione Anna Maria Tarantola
Direzione generale Luigi Gubitosi
Finanza e pianificazione Camillo Rossotto
Comunicazione e relazioni esterne Costanza Esclapon
Relazioni istituzionali ed internazionali Alessandro Picardi
Corrispondenti esteri Andrea Lorusso Caputi
Coordinamento sedi regionali Alessandro Zucca
Diritti sportivi Giuseppe Pasciucco
Strategie tecnologiche Luigi Rocchi
Affari legali e societari Salvatore Lo Giudice
Palinsesto TV e marketing Antonio Marano

Vicedirettori[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nominati dalla Commissione parlamentare di vigilanza[modifica | modifica wikitesto]

Nominati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Principali manager e direttori[modifica | modifica wikitesto]

Direttori dei canali[modifica | modifica wikitesto]

Canali televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Canale Direttore in carica dal
Rai 1 Giancarlo Leone 29 novembre 2012
Rai 2 Angelo Teodoli 29 novembre 2012
Rai 3 Andrea Vianello 29 novembre 2012
Rai 4 Roberto Nepote
Giorgio Buscaglia (responsabile)
17 ottobre 2013
27 marzo 2014
Rai 5 Pasquale D'Alessandro 19 settembre 2013
Rai Movie Roberto Nepote 28 settembre 2011
Rai Premium
Rai YoYo Massimo Liofredi 20 luglio 2011
Rai Gulp
Rai News 24 Monica Maggioni 10 gennaio 2013
Rai Storia Silvia Calandrelli 20 luglio 2011
Rai Scuola
Rai Sport 1 Carlo Paris 4 settembre 2014
Rai Sport 2

Canali radiofonici[modifica | modifica wikitesto]

Canale Direttore in carica dal
Rai Radio 1 Flavio Mucciante 13 marzo 2014
Rai Radio 2 Paola Marchesini 12 giugno 2014
Rai Radio 3 Marino Sinibaldi 3 agosto 2009
Rai Isoradio Danilo Scarrone 18 novembre 2013
Rai GR Parlamento Flavio Mucciante 12 giugno 2014

Direttori delle testate giornalistiche[modifica | modifica wikitesto]

Televisive[modifica | modifica wikitesto]

Testata Direttore in carica dal
TG1 Mario Orfeo 29 novembre 2012
TG2 Marcello Masi 22 giugno 2011
TG3 Bianca Berlinguer 1º ottobre 2009
Rai News Monica Maggioni 14 giugno 2013
Rai Sport Carlo Paris 4 settembre 2014
Rai Parlamento Giovanni Scipione Rossi 28 settembre 2011

Radiofoniche[modifica | modifica wikitesto]

Testata Direttore in carica dal
Giornale Radio Rai Flavio Mucciante 13 marzo 2014

Informazione locale[modifica | modifica wikitesto]

Testata Direttore in carica dal
TGR Vincenzo Morgante 17 ottobre 2013

Direttori delle principali strutture[modifica | modifica wikitesto]

Nome Direttore in carica dal
Radio Rai Nicola Sinisi 14 novembre 2013
Rai Vaticano Massimo Milone 8 marzo 2013
Rai Quirinale Mariolina Sattanino 22 maggio 2013
Rai Cultura Silvia Calandrelli 20 luglio 2011
Rai Fiction Eleonora Andreatta 5 settembre 2012
Rai Ragazzi Massimo Liofredi 20 luglio 2011
Rai Gold Roberto Nepote 28 settembre 2011
Rai Teche Maria Pia Ammirati 9 luglio 2014

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

Principali partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo Rai comprende diverse società che operano nel mercato dei media e del broadcasting.[24]

Società controllate[modifica | modifica wikitesto]

Società collegate[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre la RAI è uno dei membri fondatori dell'UER.

La Rai si è specializzata negli ultimi anni anche nelle produzioni cinematografiche Rai Cinema, con la quale è spesso presente in prestigiosi concorsi cinematografici internazionali con altrettanto prestigiose coproduzioni.

Rai Way è la società a cui la Rai ha trasferito la sua rete di trasmissione, mentre Rai World è la società che si occupa di promuovere l'immagine dell'Italia nel mondo attraverso le migliori produzioni radiotelevisive della capogruppo.[25]

Convenzioni[modifica | modifica wikitesto]

Con l'Italia
I rapporti con lo Stato italiano sono regolati da una convenzione triennale.[26]

Con la Repubblica di San Marino
La RAI è stata parte attiva nella creazione di San Marino RTV, radiotelevisione pubblica del piccolo stato. L'azienda italiana nomina per essa il direttore generale. A marzo 2008 le due parti hanno rinnovato la convenzione per altri 5 anni.

Con Euronews
La RAI è il secondo azionista di riferimento di SOCEMIE, la società che si occupa della gestione del canale all-news Euronews. Trasmette una piccola parte del canale la mattina alla 5,45 su Rai 1.

Finanziamenti pubblici: il canone televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Il canone TV in Europa (dati 2012-2013)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Canone televisivo in Italia.

Per onorare il contratto di concessione la Rai può contare su un'ampia quota devoluta dallo Stato di un'imposta sugli apparecchi televisivi, chiamata Canone televisivo dovuta da chiunque detenga apparecchi in grado di ricevere trasmissioni televisive.

In compensazione di questa entrata, la RAI deve rispettare un Contratto di servizio con lo Stato italiano, pena una eventuale revoca della concessione annuale. La concessionaria dal servizio radiotelevisivo pubblico svolge una funzione di servizio universale di pubblica utilità, ed è interessata da una particolare disciplina rispetto alle emittenti commerciali regolato con il Contratto di Servizio.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Lottizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Taluni osservatori, commentatori e giornalisti, nonché di forze politiche minoritarie, in primo luogo Radicali Italiani, col supporto dei dati rilevati dal centro di ascolto dell'informazione radiotelevisiva, accusano da anni la RAI di soggiacere al controllo politico (parlamento e governo) e di non essere in grado di assicurare un'informazione indipendente, non condizionata da interessi di singoli politici o gruppi. Un'altra accusa alla RAI è di mancare di pluralismo e di operare censura verso professionisti di indubbio valore e competenza ma sgraditi agli uomini politici di riferimento; in sostanza l'azienda viene tacciata di lottizzazione, ovvero avere nei posti chiave persone scelte dai partiti politici.

Celebre è la ripartizione avvenuta durante la Prima Repubblica dopo la riforma del 1975, quando Rai 1 era influenzata dalla Democrazia Cristiana, Rai 2 dal Partito Socialista Italiano e Rai 3 dal Partito Comunista Italiano. Stessa cosa avvenne nei canali radiofonici e relativi giornali radio dove Radio 1 esprimeva le istanze del centrosinistra, mentre Radio 2 era più vicina all'area di centrodestra; Radio 3 rimase fuori dalla lottizazione.

In molti paesi europei sono in atto leggi che svincolano almeno parzialmente le emittenti pubbliche dal controllo della politica. La proposta principale che viene avanzata per risolvere questo problema è quella di lasciare la Rai totalmente in mano a professionisti del settore, permettendo dunque alla società di operare in base alla reali esigenze produttive e secondo quanto imposto dal Contratto di Servizio.

Amministrazione della società[modifica | modifica wikitesto]

La RAI è accusata di una cattiva gestione che avrebbe portato continui sprechi e una struttura interna elefantiaca tali da pregiudicare la produzione ottimale dei programmi radiotelevisivi di servizio[27].

Bilanci[modifica | modifica wikitesto]

2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 RAI S.p.A. ha ottenuto 2 969,9 milioni di euro di ricavi dalla produzione tipica:

  • 1 645,4 milioni dal Canone di Abbonamento Televisivo pari al 55,4%
  • 908,6 da Pubblicità pari al 30,6%
  • 415,9 da altri ricavi pari al 14%

Lo Stato ha versato i proventi del canone di 15 967 772 contribuenti, 788 719 morosi, 323 545 utenti che hanno ottenuto la disdetta.

Il MOL ammonta a 230,6 milioni, l'EBIT è negativo per 144,2 milioni, perdite per 79,9 milioni. Il valore dei programmi è di 424,4 milioni, possiede 306,5 milioni di partecipazioni, 11 829 dipendenti, 1,12 miliardi di debiti, 497,10 milioni di patrimonio netto.

Gruppo RAI S.p.A. ha avuto ricavi per 3,17 miliardi dalla gestione tipica, Ebit negativo di 35,5 milioni, perdite per 61,8 milioni. Posizione finanziaria netta di 151,5 milioni di euro, 962,8 milioni il valore dei programmi televisivi, 631,2 milioni di patrimonio netto, 1,22 miliardi di debiti. I diritti relativi alla trasmissione televisiva dei Mondiali di Calcio Sudafrica 2010 e del futuro Campionato mondiale di calcio 2014 sono costati a RAI circa 350 milioni di euro nel 2005, di cui 175 recuperati in seguito alla cessione a Sky Italia dei diritti in esclusiva di 39 partite[28]. Altri eventi sportivi hanno assorbito risorse capitolate sotto la voce Diritti di ripresa per un totale di 143,3 milioni.

Fonte: RAI S.p.A., Bilancio al 31 dicembre 2009

2010[modifica | modifica wikitesto]

Fonte: RAI S.p.A., Bilancio al 31 dicembre 2010

2011[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 RAI S.p.A. ha ottenuto 2,82 miliardi di ricavi, di cui:

  • 1,70 miliardi da Canoni di abbonamento
  • 0,88 miliardi da Pubblicità
  • 0,23 miliardi da altri ricavi

Ebitda di 321,8 milioni, Ebit negativo per 23,5 milioni, utili per 39,3 milioni di euro, grazie all'incasso di dividendi da partecipazioni. Investimento finanziario netto per 800 milioni, 16,03 di abbonati paganti, 903 000 abbonati morosi iscritti a ruolo, 10 196 dipendenti. Il valore dei programmi capitalizzati sotto forma di immobilizzazioni è pari a 400,5 milioni di euro, debiti commerciali per 799,5 milioni. Il tasso di evasione del canone di abbonamento è pari al 27%, 40,2% di share nelle 24 ore e 41,3% nella fascia di prima serata.

Il gruppo RAI ha ottenuto nel 2011 2,97 miliardi di euro (64% da RAI, 32% da Sipra), 719,7 milioni di Ebitda, 62,8 milioni l'Ebit, 4 milioni di utili. 895 milioni il valore dei programmi capitalizzati sotto forma di immobilizzazioni, indebitamento finanziario netto di 272 milioni.

Fonte: RAI S.p.A., Bilancio al 31 dicembre 2011

2012[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 RAI S.p.A. ha ottenuto 2,62 miliardi di ricavi, di cui:

  • 1,74 miliardi da Canoni di abbonamento
  • 0,67 miliardi da Pubblicità
  • 0,20 miliardi da Altri ricavi

I costi sono stati pari a 2,54 miliardi, di cui 1,6 miliardi spesi verso fornitori esterni e 992 milioni di retribuzioni per i dipendenti.

Ebitda di 106,9 milioni, Ebit negativo per 215,7 milioni, perdite per 245,7 milioni.

Il peggioramento dei risultati economici è imputabile alla riduzione dei ricavi pubblicitari e ai costi dei grandi eventi sportivi.

16,12 milioni di abbonati paganti, 965 mila morosi iscritti a ruolo, 10 476 dipendenti. 386,6 milioni il valore dei programmi sotto forma di immobilizzazioni, 294,14 milioni di patrimonio netto. Lo share medio giornaliero è stato del 39,8% e del 41,3% nella fascia di prima serata.

Il gruppo RAI ha ottenuto 2,76 miliardi di ricavi, 486,4 milioni di Ebitda, Ebit negativo per 164,7 milioni, perdite per 244,6 milioni. Patrimonio netto di 290,9 milioni, 11 661 dipendenti.

Fonte: RAI S.p.A., Bilancio al 31 dicembre 2012

2013:

Bilancio Rai S.p.A. 2013:

http://www.rai.it/dl/bilancio2013/Rai_Bilancio_31.12.2013.pdf

Identity[modifica | modifica wikitesto]

Principali annunciatrici e speaker[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito viene riportato un prospetto delle principali annunciatrici e speaker storici della RAI-TV scelti in base all'anzianità di carriera o alla loro popolarità.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Signorine buonasera e Speaker radiotelevisivo.
Periodo Speaker Annunciatrici

Dal 1954 al 1970

Dal 1970 al 1980

Dal 1980 al 2003

Annunciatrici attuali[modifica | modifica wikitesto]

Speaker[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 agli speaker aziendali della RAI-TV si sono affiancati alcuni dei doppiatori più rappresentativi del nostro paese:

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Il primo marchio ufficiale della Rai, così come la prima sigla di apertura delle trasmissioni, fu realizzato dal grafico Erberto Carboni. Il logo era composto da lettere squadrate piatte tutte della stessa altezza nonostante il fatto che la "R" iniziale fosse maiuscola[29].

Per i primi anni di trasmissioni, al logo Rai vero e proprio è spesso affiancato il logo della TV: realizzato ugualmente da Carboni, consiste di un rettangolo nel quale sono tracciate le lettere "T" e "V"[29].

  • Nel 1983 la RAI ha adottato un marchio prodotto dallo studio grafico ARA di Cusano Milanino[30]. Nel nuovo logo, le tre lettere sono tutte maiuscole, unite tra loro e raccordate con curve regolari. Le tre emittenti assumono le denominazioni ufficiali di Raiuno, Raidue e Raitre. Ad ognuno dei tre canali viene associato un colore: il blu è appannaggio di Raiuno, il rosso di Raidue e il verde di Raitre (sono i 3 colori primari della televisione a colori). Per ciascuna delle tre emittenti viene introdotta una variante del logo nella quale, accanto alla parola "RAI", appare la parola "UNO", "DUE" o "TRE" in una colorazione più chiara. Ognuno dei tre canali adotta inoltre per simbolo anche una forma geometrica tridimensionale:
  • Nel settembre 1988[32] il logo della Rai subisce dei cambiamenti. Le lettere vengono disegnate separate e con gli angoli vivi. In alcune grafiche, sulla lettera "A" della parola "RAI", viene aggiunta una piccola riproduzione del tricolore italiano; durante le prime apparizioni della nuova versione del logo, la bandiera viene disegnata con le bande orizzontali come la bandiera ungherese capovolta.[33]. Le tre figure geometriche solide vengono mantenute ma in alcune occasioni vengono disegnate con la superficie rigata[33]. Le vecchie versioni di logo della Rai di metà anni ottanta scompaiono da quasi tutte le grafiche. Vi furono però due eccezioni: la sigla della rubrica cinematografica LunedìFilm, e il logo Video RAI, nei quali rispettivamente i marchi RAIUNO e RAI dell'ottobre 1983 (con bordi arrotondati) hanno continuato ad essere visibili fino ai primi anni del terzo millennio
  • Nel 2000, sotto la direzione di Pierluigi Celli, i vecchi loghi vengono abbandonati e sostituiti da un nuovo logo a forma di farfalla bianca, con i bordi delle ali raffiguranti il profilo di un volto umano. Il logo è composito: al centro c'è la farfalla; a sinistra della medesima la scritta Rai e a destra un'eventuale parola aggiuntiva, come per esempio "Due", "Tre" o "Sport". Il cambio di logo viene annunciato dal Corriere della sera il 16 marzo 2000[34]. Il passaggio alla nuova grafica è graduale e il culmine del restyling avviene il 21 settembre del 2003, quando la Rai sostituisce di colpo tutte le annunciatrici e quasi tutti i vecchi jingles e le vecchie grafiche.[35]. I colori sociali delle tre reti rimangono gli stessi ma spariscono le tre forme geometriche. Il vecchio marchio della Rai introdotto nella stagione 1988-1989 (seconda versione logo 1982-1983) è ancora visibile nella sigla di apertura e chiusura trasmissioni e sulle insegne dei Centri Rai di Saxa Rubra a Roma e di Corso Sempione a Milano (oltre che in diverse sedi regionali).
  • Il 18 maggio 2010, in corrispondenza del passaggio al digitale terrestre in cinque regioni, la RAI uniforma i loghi dei canali, che adottano una geometria semplice basata su un rettangolo composto da due quadrati, mentre la farfalla dopo 10 anni sparisce. Nel primo quadrato appare la scritta Rai, mentre nel secondo il nome del canale in cifre come avvenuto nel 2008 per Rai 4; il font usato è Aharoni (variante del Futura). I loghi sono bianchi (semitrasparenti, per evitare che si verifichi l'effetto "sovraimpressione" sui televisori al plasma) e hanno struttura rettangolare per adattarsi al formato 16:9. I nuovi logo RAI sono stati basati sui modelli delle altre aziende televisive straniere, e nella presentazione è stata sottolineata la semplicità del nuovo logo.[36]. I logo sono stati esposti in anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino dal 13 al 17 maggio 2010. Inoltre, appaiono nei nuovi bumper pubblicitari delle tre generaliste adottati da novembre 2010.
    Per i canali Radio Rai il logo è simile, ma ci sono due piccoli triangoli sopra e sotto il quadrato.

Logo identificativi trasmessi in sovrimpressione durante i programmi[modifica | modifica wikitesto]

Nei suoi primi anni di vita, la Rai operava in condizione di monopolio e non aveva bisogno di un logo per distinguersi dalla concorrenza. Con la nascita delle televisioni private la Rai ha adottato un logo identificativo, che ha modificato in seguito diverse volte:

  • Dal 1º gennaio 1977 al 20 aprile 1986: il logo, unico per le 2 reti (3 a partire dal 15 dicembre 1979), è costituito dalla sola scritta RAI, composta da una titolatrice elettronica in caratteri bianchi, e ad intervalli regolari si sposta da un angolo all'altro dello schermo.
  • Dal 6 maggio 1985: al logo viene aggiunto un contorno nero.
  • Dal 21 aprile 1986 al 4 ottobre 1987: il logo subisce delle modifiche: viene rimpicciolito e collocato fisso all'angolo in basso a destra del teleschermo.
  • Dal 5 ottobre 1987: ai loghi delle tre reti la RAI aggiunge i cosiddetti numeri di rete (in video appaiono dunque gli ident RAIUNO, RAIDUE e RAITRE).
  • Dal 22 aprile 1991: i loghi vengono privati del contorno nero.
    • Questi loghi erano talvolta personalizzati:
      • Per la trasmissione Piacere Rai Uno veniva aggiunta, sopra il logo RAIUNO, la dicitura PIACERE;
      • Per le rubriche del DSE - Dipartimento Scuola Educazione veniva aggiunto, sopra i loghi di rete, la scritta DSE, sempre con la titolatrice elettronica.
  • Dal 12 aprile al 12 settembre 1993 i loghi vengono stilizzati e ombreggiati di nero. Il font di questo logo ricorda, lontanamente, quello del logo ufficiale del 1983.
  • Dal 13 settembre 1993 al 2 ottobre 1994: vengono cambiati i loghi, che ora rispecchiano fedelmente le seconde versioni dei loghi ufficiali del 1983. In alcune trasmissioni essi si spostano dall'angolo in basso a sinistra a quello in alto a destra.
    • Nel dicembre 1993 e nel gennaio 1994 su Rai 2, durante i film serali, il tradizionale logo viene colorato di rosso e inserito sotto la scritta "Auguri" color oro.
  • Dal 3 ottobre 1994 al 14 ottobre 2000: il logo viene rimpicciolito di poco.
    • Nel 1997 - 1998, Rai 3 adotta un logo per i film e i telefilm in 1º visione, con il tetraedro verde e la scritta "Le prime di RAITRE".
    • Per il programma Pinocchio (andato in onda dal 1997 al 2000, prima su Rai 1 e poi su Rai 2) veniva affiancato al logo di rete un piccolo personaggio stilizzato col naso lungo, una sorta di simbolo di pinocchio, che si "sedeva" letteralmente sulla "R", lettera iniziale del logo di Rai 1 o Rai 2.
    • dicembre 1999: in sostituzione del tradizionale logo RAIDUE, ne vediamo un altro con la scritta rai2000, bianca con il rai2 rosso e con un carattere diverso da quello classico. A fine febbraio 2000, si è ritornati al tradizionale logo RAIDUE.
  • Dal 15 ottobre 2000 al 20 settembre 2003: i classici loghi delle tre reti (la sfera blu di Rai 1, il cubo rosso di Rai 2 e il tetraedro verde di Rai 3, presenti soltanto nei bumpers dei promo e in alcuni bumpers pubblicitari e altro, ma mai in sovrimpressione) furono abbandonati e sostituiti da un nuovo logo a forma di farfalla bianca, con i bordi delle ali raffiguranti il profilo di un volto umano. Il logo è composito: al centro c'è la farfalla; a sinistra della medesima la scritta Rai e a destra il numero di rete in lettere.
    • Dall'agosto del 2002, è stato aggiunto un logo con la farfalla rossa, che indica le trasmissioni adatte al solo pubblico adulto.
  • Dal 21 settembre 2003 al 17 maggio 2010: cambia leggermente il logo delle 3 emittenti; la base rimane la medesima farfalla con l'aggiunta di un alone colorato esterno: blu per Rai 1, rosso per Rai 2 e verde per Rai 3.
    • Il 29 settembre 2003 viene ideato un logo da attribuire alle trasmissioni sportive: Rai - farfalla - Sport (contornato di giallo). Mentre per i programmi di Rai Educational, il logo della rete si alternava con un altro logo composto da: Rai - farfalla - Edu (tutto con contorno bianco)
  • Durante il mese di luglio 2007 la Rai ha aggiunto alle rispettive grafiche che appaiono durante i promo, anche l'indirizzo internet: www.rai.it. Lo si può trovare sotto al rettangolino dei rispettivi loghi di rete.
  • 30 novembre 2007: alla farfalla rossa introdotta nel maggio 2003 si affianca quella gialla, che invece indica i programmi adatti ai bambini alla presenza dei genitori.
  • 14 giugno-15 giugno 2009: i canali Rai Gulp e Rai Sport Più cambiarono logo diventando simili a quelli di Rai Storia e Rai 4.
  • Dal 18 maggio 2010: gli identificativi in sovrimpressione sono basati sul nuovo logo rettangolare. I loghi hanno struttura orizzontale per adattarsi al formato 16:9. Per i canali generalisti e semi-generalisti i due quadrati sono ben visibili, invece per i canali tematici è visibile solo il primo quadrato. La farfalla continua ad apparire saltuariamente nel riquadro più a sinistra del nuovo logo.
  • Il 26 novembre 2010 con la nascita di Rai 5 in sostituzione di Rai Extra il logo di Rai 5 ha presentato per tutto il giorno la sua animazione : il numero 5 si ribaltava mostrando la scritta Extra.
    • Nello stesso giorno fu introdotta una nuova grafica per la classificazione dei programmi per un pubblico ristretto: una barra colorata appare sotto il logo Rai, gialla per i programmi adatti ai bambini con la presenza dei genitori, rossa per i programmi adatti al solo pubblico adulto.
    • L'alternanza Rai/farfalla succitata è stata abbandonata nel gennaio 2011: il 3 gennaio per le tre reti generaliste, il giorno successivo per tutti gli altri canali.
    • Quando è in onda un programma correlato, a intervalli regolari il logo di rete si trasforma in quello di Rai Edu o Rai Sport (in dettaglio, il quadrato di destra si ribalta mostrando la dicitura Edu o Sport).
Logo Rai150°
  • Dal 17 ottobre 2010 e per tutto il 2011 viene utilizzato un logo in occasione dei programmi sul 150º dell'Unità d'Italia. Il quadrato di destra, a intervalli regolari, si ribalta mostrando un quadrato con sfondo il tricolore e su scritto "150°" in grassetto, bianco.
  • Dal 15 settembre 2012, quando un programma Rai viene trasmesso anche su Rai HD sotto il logo di rete appare la scritta "HD ch. 501" (ch. sta per canale).
  • Il 25 febbraio 2013, durante la puntata speciale di Porta a Porta e il giorno successivo durante la puntata speciale di Unomattina dedicate alle elezioni, il logo di Rai 1 ha presentato una nuova animazione: a intervalli regolari si ribalta, mostrando il logo del Tg1 (trasparente come il logo di tutti i canali Rai in uso dal 18 maggio 2010 e diverso da quello usato durante la trasmissione del Tg1). Questa animazione è ancora visibile in alcune puntate speciali di Porta a Porta ed è stata visibile nella prima puntata dell'edizione 2014/2015 di Unomattina.
  • Dall'ottobre 2013, durante la replica di Pechino Express il logo di Rai Premium ha presentato una nuova animazione: quando su Rai Premium viene trasmessa la replica dei principali programmi Rai tra cui Tale e quale show, Pechino Express e Ballando con le stelle la scritta Premium si ribalta mostrando il numero 1 o 2 dei loghi di Rai 1 o Rai 2 (che sta ad indicare i canali dove vengono trasmessi originariamente questi programmi e leggermente diverso da quello originale del canale).
  • Sempre dall'ottobre 2013, con l'arrivo della replica di TV Talk su Rai 5, programma di Rai Cultura (ex Rai Educational), come sulle altre tre reti generaliste, quando c'era un programma di Rai Educational, il numero 5 si ribalta mostrando la scritta Edu. Quest'animazione è stata abolita a novembre dello stesso anno quando la replica è passata su Rai Storia.
  • Dal marzo 2014 con il cambio di nome da Rai Educational a Rai Cultura viene presentata una nuova animazione: quando c'è un programma Rai Cultura a intervalli regolari il numero del logo del canale (Rai 1, Rai 2, Rai 3 e Rai 5) si ribalta mostrando la scritta "Cultura".
  • Dal 9 settembre 2014 l'animazione del logo di Rai 1 che si alterna col logo del Tg1 (diverso da quello usato durante la trasmissione del Tg1) viene modificata: a intervalli regolari il logo di Rai 1 si ribalta mostrando il nuovo logo del Tg1 in uso dal 9 giugno 2014 (trasparente come il logo di tutti i canali Rai in uso dal 18 maggio 2010 e diverso da quello usato durante la trasmissione del Tg1). Questa animazione è visibile dalla seconda puntata dell'edizione 2014/2015 di Unomattina.

Monoscopio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monoscopio.

Fino agli anni ottanta la Rai non trasmetteva 24 ore su 24. C'era una pausa di notte fino alle 11 di mattina e un'altra dalle 14 circa alle 17.

Durante queste pause veniva trasmesso il monoscopio. Vi erano due tipi di monoscopio, il primo fu in bianco e nero ed è tecnicamente definito come monoscopio RCA. Si cerchi sul web il monoscopio RCA come "Test Pattern Rca NBC Indian Head", che fu diciamo la base, ma quello Rai in bianco e nero fu un rielaborazione di quello Rca per mano del grafico pubblicitario Erberto Carboni, lo stesso che creò il logo Rai anni 50 a lettere squadrate e inizialmente solo per la radio, poi aggiunse nel 1954 le due lettere sovrapposte TV. Anzi prima di allora tra il 1949 ed il 1952 vennero utilizzati due monoscopi sperimentali il cui primo del 1949 creato dal centro di produzione tv di Torino avente al suo interno l'emblema della Mole Antoneliana. Successivamente, con le sperimentazioni televisive a colori, venne sostituito da un monoscopio a colori tecnicamente chiamato Philips PM5544 che è ancora famoso e vivo nei ricordi di chi ha vissuto quell'epoca. Quest'ultimo viene tuttora proposto nelle pause notturne che la Rai opera una volta alla settimana, il primo martedì del mese su Rai 1, il secondo martedì del mese su Rai 2 e il terzo venerdì del mese su Rai 3 (bisogna considerare che la quarta settimana la Rai non effettua prove tecniche la notte).

Il primo Monoscopio utilizzato dall'azienda

Il tutto era accompagnato, come commento sonoro, da una nota continua (precisamente un Sol a 384 Hz per il monoscopio RCA, e successivamente a 400 Hz per il monoscopio Philips PM5544). Pochi minuti prima dell'inizio delle trasmissioni questa nota continua scompariva e veniva sostituita da brani musicali strumentali prevalentemente di genere easy listening, e successivamente anche dall'"intervallo". L'inizio e la fine dei programmi era annunciato da una sigla la cui musica era il Guglielmo Tell di Gioachino Rossini e l'immagine stilizzata di un'antenna. La terza rete televisiva, all'epoca, proponeva anche il monoscopio della sede regionale: si trattava sempre del Philips PM5544 ma che recava nella barra sottostante l'identificazione della sede di trasmissione.

Oggigiorno il monoscopio, come detto, esiste ancora. Nelle pause di trasmissione notturne che la Rai effettua al giorno d'oggi, però, i brani musicali sono stati soppressi, e il commento sonoro consiste solo in due note continue sovrapposte, a 400 e 800 Hz, per il test della stereofonia e, a differenza di quello che accadeva negli anni precedenti, oggi l'identificativo della rete viene scritto in lettere, p.e. "RAI UNO" invece di "RAI 1".

Il monoscopio Philips PM5544 era utilizzato in quegli anni anche da Telemontecarlo e da Tv Koper Capodistria che proponevano come audio rispettivamente Radio Montecarlo e Radio Capodistria. Vi è anche da ricordare che sempre negli anni ottanta la Rai, in concomitanza con il lancio del servizio del Televideo, durante la mattinata sospendeva la messa in onda del monoscopio per irradiare, a scopo promozionale, alcune pagine del nascente servizio teletext in orari stabiliti.

Nel 1986 Rai 1 inizia le trasmissioni anche nella mattinata con il programma Unomattina e di conseguenza scomparvero anche i concetti di inizio e fine trasmissioni. Rai 2 ha iniziato le trasmissioni regolari nella mattinata intorno al 1987 e Rai 3 verso il 1991.

Eurovisione[modifica | modifica wikitesto]

La Rai è membro fondatore dell'Unione Europea di Radiodiffusione, chiamata anche UER o EBU ((EN) European Broadcasting Union), fondata nel 1950 22 radio-televisioni europee occidentali. L'Eurovisione è il circuito dell'UER che si occupa della trasmissione in tutta Europa di programmi nazionali. La Rai trasmette in Eurovisione il Festival di Sanremo, il Palio di Siena, lo Zecchino d'Oro, le celebrazioni del Papa prodotte da Rai Vaticano tra cui l'Angelus ed altri eventi di rilevanza europea. Inoltre la Rai è stata tra i primi paesi partecipanti dell'Eurovision Song Contest, al quale ha partecipato quasi ininterrottamente dal 1956 al 1997. Nel 1965 e nel 1991 la Rai ha organizzato il concorso. Dal 1997 al 2010 c'è stata una lunga assenza mai pienamente motivata, ma dal 2011 la Rai è tornata in gara, e si è vista dare un posto tra i "Big", cioè tra le nazioni maggiori finanziatrici delle attività dell'UER che vanno direttamente in finale. Inoltre la Rai ha partecipato ogni anno a Giochi Senza Frontiere.

Sigle eurovisive della Rai[modifica | modifica wikitesto]

I programmi trasmessi in Eurovisione sono preceduti e seguiti da un'apposita sigla (dagli anni novanta comune a tutte le radio-tv affiliate) che, seppure sia variata negli anni per quel che riguarda la grafica, è nota soprattutto per la rielaborazione del preludio del Te Deum di Marc-Antoine Charpentier.

L'immagine dell'Eurovisione in passato consisteva in un disegno che raffigurava 12 comete disposte in tondo, con le comete alternate alle lettere della parola EUROVISION. Nell'area racchiusa dai nuclei delle comete veniva collocata la dicitura "RAI". Come detto, furono realizzate varie versioni della sigla eurovisiva:

  • La prima, in bianco e nero, girata su pellicola, è andata in onda dal 1954 al 1977 e mostrava solo l'immagine descritta qui sopra, statica. Fu colorata nel 1977 (le stelle e le scritte divennero gialle, lo sfondo blu notte). Il Te deum (eseguito dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai) era caratterizzato da una grande solennità.
  • Nel maggio del 1983, la sigla venne rielaborata al computer. Al contempo il logo RAI al centro dell'inquadratura fu uniformato a quello in uso dall'azienda e lo sfondo divenne azzurro. Nel 1986 si tornò allo sfondo blu cupo e la scritta EUROVISION divenne bianca.
  • Nel 1988 il logo RAI al centro dell'inquadratura venne ancora aggiornato.
  • Per ITALIA '90 e l'Eurovision Song Contest 1991 fu introdotta la prima sigla dinamica, realizzata in computer grafica. Da principio si vedeva apparire il logo tridimensionale Rai (con la A senza la stanghetta trasversale dal 1990 al 1992 e che la teneva dal 1992 al 1994), che saliva dal basso, si poneva al centro del teleschermo e prendeva a girare vorticosamente su sé stesso. Al contempo apparivano, una alla volta, le 12 stelle, colorate con i colori delle bandiere dell'Europa, che compivano un giro e andavano ad imprimersi sullo sfondo (diventando gialle). Alla fine appariva una tredicesima stella, che si scontrava con il logo Rai (nel frattempo andato ad imprimersi sullo sfondo) e si tramutava nel tricolore posto sulla lettera "A".(Dal 1990 al 1991 il tricolore era orizzontale,un po' come la bandiera ungherese capovolta,dal 1991 al 1999 era verticale,come un normale tricolore italiano). A questo punto le stelle si tramutavano in comete e l'inquadratura ritornava a mostrare il consueto logo dell'Eurovisione,che al termine della sigla si dissolveva. La musica di accompagnamento era riarrangiata elettronicamente al sintetizzatore, in una versione più dolce ed orecchiabile rispetto a quella storica, usata anche per introdurre l'ultima edizione di Giochi senza frontiere nel 1999.
  • Nel 1999 fu adottata per la prima volta una sigla unificata imposta dall'EBU, con un nuovo logo. In essa si vedevano tre V azzurre che sorvolavano la terra (rappresentata senza delimitazioni continentali e tutta di colore grigio), si accostavano l'una all'altra e appariva un'ellisse gialla che le intersecava. Il logo si poneva al centro del teleschermo, e sotto appariva la scritta EUROVISION. Quindi il logo dell'EBU si dissolveva e veniva sostituito dal logo Rai. Il Te deum qui fu riportato ad una versione più simile alla prima. Solo nel 1999 fu adottata dalla Rai una sigla a metà tra la vecchia sigla e quella nuova imposta dall'UER (la prima parte era identica ma, una volta tramutate in comete, le stelle venivano coperte dall'ellissi gialla e apparivano le tre V azzurre con il logo Eurovision), mentre nel 2000 la sigla fu uniformata alla sigla base ma in versione lunga e con il logo Rai vecchio (dopo la dissolvenza del logo dell'EBU appariva un fotogramma con il logo Rai allora in uso nel bumper promo generico e veniva ripetuto il Te Deum dall'inizio). Nel 2001 fu aggiunto il logo con la farfalla e la sigla fu accorciata.
  • Nel 2002 l'UER adottò una nuova sigla, ma la Rai mantenne quella vecchia fino al 2010. In occasione dell'Eurovision Song Contest 2009, l'UER adottò una nuova sigla, adottata dalla Rai alla fine del 2010, nella quale si vedono apparire, su sfondo bianco, alcuni anelli dorati, come di cristallo. Ad uno di questi si sovrappongono le tre V azzurre (anche queste fatte di cristallo). Gli altri anelli allora scompaiono e il logo si porta al centro dello schermo. In basso appare la scritta EUROVISION. Successivamente il logo si dissolve e appare il marchio Rai. Il Te deum è stato nuovamente aggiornato, in una versione più ritmeggiante. Per il Festival di Sanremo 2012 viene utilizzata una versione più breve della sigla: viene saltata la parte centrale del Te Deum e appare direttamente la parte finale della sigla (dalla formazione del logo alla fine). Inoltre il logo Rai appare più grande e con una sfumatura gialla in basso allo schermo
  • In occasione del Junior Eurovision Song Contest 2012, l'UER ha adottato una nuova sigla ed un nuovo logo per i programmi in Eurovisione di cui però mantiene intatta la musica. La Rai la adotta dalla seconda puntata del Festival di Sanremo 2013 (nella prima è stata usata per l'ultima volta la sigla del 2010). Dalla seconda serata del Festival di Sanremo 2014, e stata trasmessa (e adottata per il futuro) la stessa sigla in vigore dalla seconda puntata dall'edizione 63 del Festival, ma con l'apparizione del logo RAI modificata. In fatti non compare più solo la scritta "Rai" di colore bianco estesa sullo sfondo blu, che copre il logo EUROVISION. Ma invece il logo EUROVISION scompare scorrendo (come per l'apparizione), e le due parti del marchio "EUR" ed "VISION" vanno ad nascondersi dietro la "O" del medesimo logo, per poi comparire subito con la dissoluzione, tutto il logo RAI con sfondo bianco e la scritta "Rai" di colore blu, che poi si va ad ingrandire pino piano.

Slogan[modifica | modifica wikitesto]

La Rai ha utilizzato vari slogan nella sua storia. Il più conosciuto è:

« Rai. Di tutto, di più. »

Questo è stato modificato negli anni in base alla varie esigenze:

« Rai. Di tutti, di più. »
« Rai. Di tutti, ancora di più. »

In occasione di EURO 2012 è stato adottato:

« Se è per tutti, è sulla Rai. »

Varie campagne per il pagamento del canone televisivo sono state anche accompagante da slogan:

« Qualcosa di più di una tv »
(Campagna canone 2012)
« Molto di più che una tv »
(Campagna canone 2013)

I Cavalli della Rai[modifica | modifica wikitesto]

Due importanti scultori italiani hanno realizzato monumenti equestri per le sedi ufficiali della Rai. Francesco Messina, nel 1966, ha realizzato il famoso Cavallo morente, opera in bronzo posta all'ingresso della sede principale in Viale Mazzini 14 a Roma. Mario Ceroli, nel 1980, ha realizzato il cosiddetto Cavallo alato che è situato davanti alla sede della "cittadella dell'informazione" Saxa Rubra, sempre a Roma.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c ::: RAI - Bilancio 2012 :::
  2. ^ "RAI" è l'acronimo di "Radio Audizioni Italiane", antesignana dell'attuale società. Come tutti gli acronimi che sono nomi propri molto diffusi nel linguaggio comune, viene anche scritto con solo la lettera iniziale maiuscola. Tale grafia attualmente è utilizzata anche per il logo ufficiale della società.
  3. ^ Rai - Ultime notizie su Rai - Argomenti del Sole 24 Ore
  4. ^ Relazione del Collegio Sindacale agli azionisti sul Bilancio Civilistico 2004
  5. ^ Rai.it - Storia della Radio dal '49 al '61
  6. ^ a b Franco Ferrarotti, La Televisione - I cinquant'anni che hanno cambiato gli usi e costumi degli italiani, Newton Compton Editori, ISBN 978-88-541-0273-6, pag 10
  7. ^ C’era una volta la TV – Domenica 3 Gennaio 1954 | News Tv
  8. ^ Nella tv nata come radio più teatro in principio fu il varietà / Cultura & Società / Home - Toscana Oggi
  9. ^ La Stampa - La donna che accese la tv con un passo di danza
  10. ^ Rai.it - Storia della Radio dal '70 al '90
  11. ^ Il canale YouTube ufficiale della RAI. URL consultato il 24-11-2008.
  12. ^ 13 canali, restyling del logo, alta definizione: ecco la nuova Rai
  13. ^ Si veda la sezione Offerta
  14. ^ Ufficio stampa RAI
  15. ^ La Rai cambia casa e va in via Cavalli ma il centro di produzione resta dov’è.
  16. ^ La Rai cambia casa e va in via Cavalli ma il centro di produzione resta dov’è.
  17. ^ RAI: VERNETTI-GIULIETTI, RISOLUZIONE SU SEDI ESTERE - AgenParl - Agenzia Parlamentare per l'informazione politica ed economica
  18. ^ ‘La Rai licenzia, ma non taglia gli sprechi’ – Il Fatto Quotidiano TV
  19. ^ Assemblea dei Cdr Rai: immobilismo sul fronte dello sviluppo | Prima Comunicazione
  20. ^ Ufficio stampa Rai
  21. ^ Corriere di Ragusa .it - PALERMO - La Sicilia in onda: l´archivio Rai è ora on line
  22. ^ Larapedia.com - Dispensa di diritto amministrativo
  23. ^ a b c d Amici di Infocivica: Presidenti, Amministratori Delegati e Direttori Generali URI EIAR RAI
  24. ^ Dalla Nota Integrativa del Bilancio della Rai del 2010
  25. ^ Rai World - Homepage
  26. ^ Illustrazione del testo convenzione
  27. ^ Denise Pardo, Rai: l'orgia del potere, L'espresso, 15-05-2008.
  28. ^ ilvelino.it
  29. ^ a b Articolo di SocialDesignZine su Erberto Carboni che mostra il primo logo Rai e il logo TV. URL consulato il 26 agosto 2010.
  30. ^ Loghi ufficiali della Rai tra il 1983 e il 2000 (prima versione) nella galleria online dello studio grafico ARA.
  31. ^ a b c Il logo qui riportato è quello del 1988, in precedenza le scritte erano più arrotondate.
  32. ^ Logo Rai al termine di un filmato promozionale di Rai 3 andato in onda nell'inverno 1988-89. URL consultato il 18 agosto 2010.
  33. ^ a b La bandiera a strisce orizzontali è visibile in questa sigla ma in quest'altra le bande sono regolarmente verticali. In entrambi i filmati, le tre figure geometriche simbolo delle reti hanno la superficie rigata. URL consultati il 18 agosto 2010.
  34. ^ Articolo del Corriere della sera in cui si annuncia il cambio di grafica, 16 marzo 2000.
  35. ^ Articolo del Corriere della sera in cui si annuncia il restyling del 21 settembre 2003
  36. ^ Digital-Sat.it, Rai: la nuova offerta digitale, 30 aprile 2010.
  37. ^ La data si riferisce al suo periodo di utilizzo ufficiale. De facto è stato usato ancora per parecchio tempo, ed è stato ancora presente nel marchio Rai Sat fino al 18 maggio 2010. È stato usato nel logo di Rai Sport fino al 2003/2008 e per Rai Notte fino al 2010. Rimase altresì in uso per Rai Nettuno Sat Uno e nelle sigle delle prove tecniche di trasmissione delle reti RAI. La barra trasversale tricolore della A dal 1988 al 1991 aveva le strisce orizzontali

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