HDTV

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Un'immagine televisiva ad alta definizione mostrata da un videoproiettore.

La televisione in alta definizione, in sigla HDTV (acronimo dell'analogo termine inglese High Definition TeleVision), o anche semplicemente alta definizione, è la televisione con video di qualità significativamente superiore a quello degli standard televisivi maggiormente diffusi nel mondo nella seconda metà del XX secolo e ancora oggi molto diffusi, standard televisivi che rientrano nella SDTV. È in altre parole un termine che sta a indicare genericamente un livello qualitativo dell'immagine televisiva.

A differenza della SDTV, in cui il rapporto d'aspetto è sia nel tradizionale formato 4:3 sia in quello widescreen 16:9, l'alta definizione moderna prevede standard unicamente in 16:9.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Un fotogramma del sistema televisivo PAL è composto da 2 semiquadri (field) di 312,5 linee cadauno. Nel primo semiquadro, vengono riprodotte le linee dispari, sul secondo le linee pari. Il segnale è quindi composto da 25 fotogrammi per secondo (FPS), pari a 50 semiquadri. Ogni linea orizzontale ha una durata di 64 microsecondi (15625 Hz), 53 dei quali sono utilizzati come parte attiva (quindi riproducono il segnale video), mentre i restanti 11 microsecondi sono utilizzati come segnale di sincronismo orizzontale. Lo stesso accade nei semiquadri, infatti solo 576 linee sono da ritenersi attive, mentre le rimanenti costituiscono l'insieme del sincronismo verticale.

La risoluzione orizzontale del fotogramma non è applicabile in termini di pixel al video analogico, dove ogni riga è composta da un segnale modulato analogico, quindi continuo, ma la sua risoluzione è in funzione della frequenza di trasmissione di questo segnale; più la banda sarà ampia, più informazioni si possono trasmettere in ciascuna linea.

Il segnale a standard PAL ha una larghezza di banda di oltre 7 MHz, ma in realtà la scarsa qualità dei ricevitori TV commerciali (e la pessima qualità degli impianti di ricezione via antenna) ha fatto col tempo ritenere che un segnale di qualità adatto alla trasmissione ha una banda di 5 MHz, sufficienti per risolvere circa 400 linee. Questo è il massimo teorico che può essere trasmesso con la codifica PAL, anche se la qualità ottenibile realmente è inferiore. Se la sorgente è digitale, lo standard di campionamento prevede invece 720 pixel sull'asse orizzontale.

L'evoluzione dell'informatica, molto più rapida rispetto al broadcasting, ha fatto sì che agli standard TV si affiancassero standard per PC sempre più prestanti fino a far diventare gli standard informatici la punta di diamante degli standard video ad alta definizione. Oggi conviene ragionare in termini di standard "nK" dove n è il numero di migliaia di pixel lungo l'asse orizzontale.

Formati video[modifica | modifica sorgente]

Evidenziazione pubblicitaria per i cento canali in alta definizione della rete televisiva DirectTV

Lo standard HDTV, all'inizio delle ricerche negli anni ottanta, si riteneva dovesse offrire una risoluzione "doppia" del PAL, quindi 1 250 righe non tutte attive (le attive si riducevano a 575 × 2 = 1 150, il che comportava, a 16:9, una risoluzione orizzontale di 2 040 pixel); tuttavia per ragioni commerciali la dizione "Alta Definizione" è stata via via estesa nei decenni a standard sempre meno prestanti, fino a includere nell' "Alta Definizione" standard con prestazioni effettive minori di un segnale PAL ricevuto con apparati professionali. Quindi gli attuali standard 2K in realtà stanno realizzando l'HDTV "effettiva" pensata 30 anni fa.

Oggi la tecnologia HDTV comprende quattro formati video, che differiscono sia per la risoluzione effettiva sia per le modalità di scansione dell'immagine.

  • Il formato 720p, comunemente chiamato HD ready (i televisori che lo supportano riportano il logo HD ready, cioè "pronto per l'alta definizione"), presenta una risoluzione complessiva di almeno 921 600 pixel (1280×720) con scansione progressiva, ovvero per ciascun ciclo di trasmissione di un fotogramma (50 o 60 Hz a seconda dei Paesi) viene trasmesso l'intero quadro dell'immagine. Ogni aggiornamento coinvolge tutte le 720 linee e i 921 600 pixel dello schermo. Nel caso di schermo al plasma con pixel non-quadrati è HD ready anche la risoluzione complessiva di 786 423 pixel (1024×768).
  • Il formato 1080i presenta una risoluzione complessiva di 2 073 600 pixel (1920×1080) con scansione interlacciata, ovvero per ciascun ciclo viene trasmesso un semiquadro formato alternativamente dalle sole linee pari o dispari dell'immagine. Quindi ogni aggiornamento coinvolge 540 righe e 1 036 800 pixel.
  • Il formato 1080p, comunemente chiamato Full HD, è il più recente dei tre ed equivale alla versione con scansione progressiva del 1080i, per cui ogni aggiornamento coinvolge tutte le 1 080 linee e i 2 073 600 di pixel dello schermo, ma di solito è a 24 fps, la velocità della pellicola cinematografica.

Sono previsti formati 1080p a 50 e 60 fps, ma attualmente non sono di uso pratico poiché solo alcune telecamere e registratori possono riprendere e registrare così tanti dati.

  • Esiste anche un formato HR.HDTV (Half Resolution High Definition TV) con risoluzione pari di 960×540 ovvero l'esatta metà della definizione Full HD (1920×1080) che tuttavia non è uno standard ufficiale né un formato nativo. L'HR.HDTV si ottiene dal downscaling di materiale ad alta definizione. Questo formato non viene usato da nessuna emittente televisiva per trasmissioni TV ma soltanto per la creazione di file video Xvid.

Gli standard a 1 035 linee di scansione, in uso soprattutto in Giappone, sono stati abbandonati.

Va evidenziato che, per loro stessa natura, gli schermi LCD e plasma visualizzano comunque qualunque segnale video in modalità progressiva, sia che originariamente sia interlacciato, sia che sia già progressivo.

Confronto tra i vari formati video

Per confronto, nelle riprese cinematografiche si gira a 24 fotogrammi al secondo (in pellicola) con l'utilizzo di un otturatore a due pale che, con una frequenza doppia di 48 cicli al secondo, in proiezione copre le interlinee e i passaggi tra un fotogramma e l'altro. Le telecamere di ripresa elettroniche (o quelle digitali) invece hanno cicli di 25 fotogrammi al secondo. Le emittenti televisive tradizionali trasmettono in scansione interlacciata 25 fotogrammi al secondo per il sistema PAL e 29,97 per il sistema NTSC; quest'ultimo ha una risoluzione inferiore al precedente.[1]

La qualità relativa dei due formati HD ready è legata, oltre che a considerazioni soggettive (preferenza verso una maggiore stabilità dell'immagine o verso una maggiore risoluzione), ai contenuti del segnale trasmesso. Le scene con movimenti più rapidi e frequenti possono beneficiare della maggiore rapidità di aggiornamento del formato 720p, mentre le scene statiche possono trarre vantaggio dalla maggiore ricchezza di dettagli del formato 1080i. Di fatto il sistema progressivo elimina i difetti di fermo immagine soprattutto durante la fase di montaggio.

La definizione dei programmi HDTV è circa 4 volte superiore a quella del formato DVD e nonostante la buona efficienza di compressione offerta dall'MPEG-4, lo spazio richiesto per la loro archiviazione è comunque rilevante. Per quanto i supporti ottici Blu-ray (lo standard HD DVD è stato abbandonato) di ultima generazione offrano una capacità che può arrivare a 50 GB e oltre, questa sarebbe appena sufficiente per 2 ore di filmato ad alta definizione con la codifica DVD. D'altra parte, l'uso di codec avanzati quali H.264 (MPEG-4 Part 10) consentirà la trasmissione della qualità piena con bitrate abbastanza bassi, fino a scendere agli 8 MHz di banda passante disponibile sui ricevitori DTT. Questi codec vengono utilizzati anche dai lettori HD DVD e Blu-ray per abbassare la banda passante richiesta permettendo la memorizzazione fino a 8 ore di video su supporti Blu-ray a più strati.

A partire dai primi mesi del 2009 sono presenti sul mercato televisori in grado di supportare il formato 1080p (Full HD con scansione progressiva), con frequenza di ripetizione della bitmap dell'immagine sullo schermo che possono arrivare a 300 Hz.

Confronto dei particolari[modifica | modifica sorgente]

A parità di altezza dello schermo, i sistemi ad alta definizione offrono una qualità nettamente superiore per via della dimensione grandemente inferiore dei pixel, come si può notare dalle immagini sottostanti.

Confronto PAL - HDTV.jpg
Pixel aspect ratio pixelseitenverhaeltnis ntsc480p pal576p hdtv720p hdtv1080p uhdv4320p by hdtvtotal com.svg

In questo caso infatti un pixel dello standard FULL HD ha il 28,4% dell'area di un pixel dello standard PAL, avendo un lato che equivale al 53,3% del lato di quest'ultimo. Per un pixel dello standard HALF HD (HD READY) le percentuali diventano il 64% per l'area e l'80% per il lato.

Altri fattori importanti per la qualità[modifica | modifica sorgente]

Esistono sul mercato diverse tipologie di telecamere che si differenziano per la risoluzione che utilizzano per la registrazione (720p e 1080i tra le più comuni) ma un altro fattore importante per determinare la qualità di una registrazione digitale è il Bitrate ovvero la quantità di bit utilizzati per memorizzare ogni fotogramma del filmato; per gli apparecchi di classe domestica si aggira intorno ai 12/15 Mb/s utilizzando lo standard di registrazione/compressione MPEG-2.

Il sistema di connessione con cui è possibile connettere una videocamera o un lettore al monitor o al videoproiettore si differenzia tra SDI e Component HD. Nei sistemi di montaggio non-lineare è possibile utilizzare lo standard Firewire.

Come sfruttare l'HDTV[modifica | modifica sorgente]

I notevoli miglioramenti dell'alta definizione sono apprezzabili solo se si possiede un intero set HDTV, vale a dire sia televisore sia decoder per ricevere le trasmissioni ad alta definizione trasmesse dalle emittenti televisive, o un lettore ottico di dischi ad alta definizione come dal 2006 è il Blu-ray (il formato HD DVD è stato abbandonato). In caso contrario, se si tentasse cioè di visualizzare un contenuto HDTV con un televisore tradizionale, non si noterebbero miglioramenti nella definizione, in quanto il vantaggio fondamentale dell'alta definizione risiede proprio nella maggiore risoluzione del segnale video, circa quattro volte quello di un normale DVD.

C'è decisamente poca chiarezza nella maggior parte dei produttori circa le effettive caratteristiche tecniche di un televisore che abbia supporto all'alta definizione. Non è detto che un display di elevata diagonale, con tecnologia TFT o plasma, sia una soluzione HD. Per dare un minimo di sicurezza al consumatore, esistono i sigilli "HD ready", "HD TV", "FULL HD 1080p" e "HD TV 1080p", stabiliti dalla EICTA (European Information, Communications and Consumer Electronics Industry Technology Association), che in teoria dovrebbero dare la garanzia che un televisore sia in grado di visualizzare contenuti HD. Di fatto, il sigillo HD Ready dovrebbe garantire che il televisore:

  • abbia una risoluzione verticale fisica di almeno 720 righe
  • disponga di (almeno) una presa analogica YUV (Component)
  • disponga di (almeno) una presa digitale (DVI o HDMI) protetta dal sistema HDCP
  • sia in grado di visualizzare contenuti con i formati 720p e 1080i.

Cenni storici e sviluppi[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della storia, la sigla HDTV è stata usata più volte per indicare sistemi all'avanguardia con una risoluzione via via sempre maggiore. In ambito analogico, il riferimento è sempre stato costituito dal numero delle righe di scansione. Si possono indicare come HDTV i sistemi a 60 linee del 1925 e quello inglese a 240 linee del 1935, definito precisamente come HDTV dal governo britannico. Anche un sistema sperimentale americano a 441 linee fu presentato come HDTV nel 1939.

Dopo la seconda guerra mondiale, il sistema francese a 819 linee fu utilizzato per alcuni anni in Francia e in Belgio e non più utilizzato dal 1968, per la difficile compatibilità nei televisori a colori e con gli altri sistemi 625/25 continentali.[2].

In tempi recenti, il termine HDTV viene usato per indicare i sistemi a 720, 1035 e 1080 linee.

In Giappone, la ricerca sull'alta definizione cominciò nel 1968, quando il dott. Takashi Fujio, direttore dei Laboratori di Ricerca della NHK, l'ente televisivo pubblico giapponese, ritenne che la tecnologia televisiva, ancorché analogica, avesse raggiunto sufficiente maturità per passare dal tradizionale "piccolo schermo" al grande schermo cinematografico. Diede quindi avvio a una ricerca per un sistema di "electronic film", basato su immagini a definizione più elevata di quella consentita allora dai sistemi televisivi. Si conveniva che l'immagine doveva:

  • essere composta da più di 1 000 righe attive;
  • avere un rapporto base/altezza di almeno 5:3 (widescreen).

In tali condizioni, uno spettatore in grado di osservare lo schermo sotto un angolo orizzontale maggiore di 40º, perde la percezione del suo bordo e vive con più partecipazione la vicenda raccontata (effetto cinema).

Nel 1980 la NHK mise a punto il sistema Hi-Vision analogico a 1 125 righe (totali), formato 5:3, 60 semiquadri/s 1125/60i/5:3 (1,66:1, corrispondente al formato dell'European Widescreen e della variante minima del VistaVision). Si costruirono anche prototipi di una telecamera, un videoregistratore, un tape-to-film transfer, un film-to-tape transfer (tele cinema)

Nel 1981 la SMPTE creò l'HDTV Electronic Production Working Group che sancì il sistema analogico 1125/60i/16:9 SMPTE 24.

Nel 1987 la NHK irradiò le prime trasmissioni analogiche in HDTV via satellite utilizzando il sistema di compressione analogica MUSE (Multiple Sub-Nyquist sampling Encoding).

Prime trasmissioni ufficiali in HDTV[modifica | modifica sorgente]

Europa[modifica | modifica sorgente]

Il primo sistema HDTV digitale, sviluppato in consorzio da RAI, Telettra, RTVE e Politecnico di Madrid nell'ambito del progetto europeo EU-256, venne dimostrato durante i Mondiali di Calcio Italia 1990. In otto sale di visione italiane e una spagnola vennero diffuse le immagini in alta definizione riprese sui campi di calcio con i sistemi HDTV 1125/60i/16:9 e 1250/50i/16:9 e trasmesse via satellite Olympus-F1, dalla posizione 19° Ovest. Il sistema utilizzava un codec di compressione digitale del segnale HDTV e modulazione QPSK basato sull'algoritmo DCT concepito e brevettato da Telettra, sulla cui base verrà definito cinque anni più tardi lo standard di compressione MPEG-2. I grossi gruppi industriali europei capirono così l'importanza della compressione digitale, ma non erano ancora pronti: nel progetto europeo EU-256 si proseguì con l'impiego della compressione analogica col sistema HD-MAC, mentre il gruppo Alcatel acquistò dalla FIAT la Telettra e trasferì nelle sue sedi americane lo studio della compressione digitale, che venne in seguito abbandonato.

Sempre nel 1990 la CEE creò Vision-1250, con lo scopo di fornire un sostegno tecnico-produttivo in 1 250/50i/16:9 a broadcaster e produttori europei. I costruttori Thomson, Philips e BTS, oltre a Sèleco e altre ditte europee, fornirono gli apparati necessari alla creazione di una "flotta di ripresa" Vision-1250, forte di circa 20 mezzi attrezzati. Altri mezzi di ripresa vennero messi in campo dai broadcaster europei (RAI, BBC, SFP, RTVE, WDR, BR, Yleisradio, ecc.), con uno sforzo considerevole del mondo tecnico europeo.

Il 1992 fu l'anno dei XVI Giochi olimpici invernali ad Albertville e dei Giochi della XXV Olimpiade a Barcellona. Per entrambi Vision 1250 e NHK effettuarono una copertura HDTV con i rispettivi sistemi. Dopo le Olimpiadi, in seno alle autorità europee crebbe la perplessità sull'opportunità di proseguire la sperimentazione di un sistema HD europeo analogico, e ciò per molteplici ragioni:

  • gli elevati costi dell'operazione (condotta ancora con sistemi analogici),
  • lo scarso favore presso il pubblico per l'indisponibilità di schermi televisivi di grandi dimensioni (oggi invece in commercio),
  • le difficoltà nel trasporto e trasmissione dei segnali HDTV affidati ancora a sistemi di compressione analogici.

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1982, negli USA, un comitato congiunto, formato da Electronic Industries Alliance (EIA), Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), NAB, NCTA e SMPTE, creò l'Advanced Television System Committee) (ATSC, organizzazione volontaria e non-profit per lo sviluppo di un sistema avanzato TV. Nel 1987 La Federal Communications Commission (FCC), numerose università e gruppi di ricerca individuarono 23 possibili sistemi HDTV. Nel 1993 il FCC Advisory Committee decise di prendere in considerazione solo sistemi digitali di HDTV, sollecitando le 4 ditte proponenti a riunirsi in una Digital HDTV Grand Alliance. Nel 1995 La "Grand Alliance" propose un HDTV "advanced television terrestrial broadcasting system" come concordato fra i membri. Tale proposta fu trasformata dalla ATSC nella norma A/53 per uno standard digitale che prevede:

  • sistemi HDTV (1 080 × 1 920, 720 × 1 280 active line/active samples-per-line),
  • sistemi SDTV (TV a definizione standard 480 × 720).

Nel 1996 la SMPTE emise gli standard: SMPTE 274M - norme 1 080/50i/16:9 (Eu) e 1 080/60i/16:9 (USA)- e SMPTE 296M - norme 720/50p/16:9 (Eu) e 720/60p/16:9 (USA). L'anno successivo la FCC decise di assegnare alla trasmissione digitale terrestre TV (DTTV) i cosiddetti "taboo channels" adiacenti ai canali già usati e lasciati liberi per evitare interferenze fra di essi. Oltre alla A/53 vennero emesse altre norme per la televisione satellitare direct-to-home (A/81), per la trasmissione dati (A/90), per la compressione audio AC3 (A/52), ecc. Nel mese di novembre 1998 ebbero inizio le prime trasmissioni DTV comprendenti HDTV e SDTV secondo un calendario stabilito dalla FCC.

L'HDTV nella televisione digitale[modifica | modifica sorgente]

Per l'Europa è del 2003 la nascita dell'idea di un Digital Cinema (DC), con la proposta di utilizzare 24 fps (in luogo dei 50 Hz o 60 Hz della TV). I broadcaster europei presero coscienza che il DC offriva importanti opportunità e in particolare di poter disporre di un "common format" in DC con cui creare prodotti top destinati a una lunga vita (fiction, documentari, ecc.) per i quali la conservazione è ancora oggi affidata alla pellicola 35mm, ma anche di poter disporre di una "scalabilità di formato", potendosi ricavare dal master in DC copie destinate ai mercati con minore definizione (SDTV, DVD, VHS, ecc.). Al tempo stesso, esso costituì una minaccia, potendo aggirare la diffusione TV con la distribuzione di supporti preregistrati (home-cinema).[senza fonte]

Nel 2004 la società belga Alfacam diede inizio a regolari trasmissioni HDTV col satellite Astra, con la rete Euro1080 (utilizzando il sistema 1 080/50i/16:9) battendo sul tempo i broadcaster e le autorità europee. Iniziò col canale HD1 a cui poi seguirono HD2 e HD5. La produzione necessaria a riempire questi canali fu fornita anche dalla flotta di ripresa Alfacam che coprì importanti manifestazioni, dal "Victory Day" a Mosca a vari eventi culturali e sportivi (nel febbraio 2006 un considerevole gruppo di tali mezzi coprirà in HD i XX Giochi olimpici invernali di Torino).

Sempre nel luglio 2004, sotto la pressione crescente di gruppi industriali europei interessati al lancio della HDTV, il Ministero dell'Industria francese creò un HD Forum e quell'anno il Consiglio dell'Unione Europea, col supporto della Commissione Europea, organizzò il 7 giugno in Lussemburgo alla presenza di 300 rappresentanti decisionali (governi e settori privati) una Conferenza Europea sulla televisione ad alta definizione. In tale conferenza la European Broadcasting Union e il "Digital Interoperability Forum" annunciarono la creazione di un HDTV European Forum.

La DCI (il gruppo di ricerca costituito dalle major di Hollywood) propose nel luglio 2005 le specifiche dei due formati: 4096×2304 (4K) e 1920×1080 (Full HD), in via di normazione da parte della SMPTE. In Europa operava già da tempo lo EDCF (European Digital Cinema Forum). Intanto l'industria televisiva di consumo si dichiarava pronta a immettere sul mercato apparati HDTV (ricevitori MPEG-4 AVC e lettori DVD) certificandoli col marchio HD ready. Al Satexpo di Vicenza (ottobre 2005) vennero presentati HD Council Italia (associazione nata per promuovere la diffusione dell'Alta Definizione in Italia) e HD Forum Italia (gruppo di lavoro e coordinamento sulle nuove tecnologie dell'alta definizione costituito presso la Fondazione Bordoni). Questi si unirono ai Forum nazionali inglese (UK HD Forum emanazione del DTG, Digital TV Group, tedesco (German HD Forum - emanazione della Deutsche TV Platform), oltre che spagnolo, portoghese, svedese, belga e olandese. Gli standard in predicato per una HDTV europea sono:

  • SMPTE 296M: 720/50p (1 280×720 pixel)
  • SMPTE 274M: 1 080/50i (1 920×1 080 pixel)

Entrambi comportano un bit-rate pari a:

  • in SDI (senza compressione) = 1,5 Gbps
  • con compressione MPEG-2 = 18 Mbps
  • con compress. MPEG-4 AVC = 9 Mbps

Ma era già pronto in laboratorio uno standard 1 080/50p che comporterebbe però un bit-rate doppio. Questi standard HDTV utilizzano tutti, come di consueto, l'aspect ratio 16:9 e la codifica audio AC-3 5.1 canali.

Negli ultimi anni, l'HDTV ha ricevuto una maggiore importanza, soprattutto per due motivi:

  • I televisori LCD e plasma con schermi di grandi dimensioni e i videoproiettori digitali, sono diminuiti di prezzo, specie i primi.
  • La trasmissione digitale è molto più efficace di quella analogica.

Negli Stati Uniti d'America l'HDTV trasmesso in modo digitale (via sistema ATSC) esiste da alcuni anni come anche in Giappone (sistema ISDB).

Il decoder Sky HD prodotto da PACE

In Europa i tempi per l'introduzione si sono allungati, perché si è deciso di usare tecnologie più avanzate per le trasmissioni HDTV (MPEG-4 H.264 invece di MPEG-2 per il video e DVB-S2 invece di DVB-S per la trasmissione via satellite). Solo da gennaio 2006 sono disponibili ricevitori HDTV per satellite che supportano queste tecnologie.

Nel 2005, in occasione dell'Expo tenuta in Giappone, la tv NHK ha presentato un'evoluzione dell'HD, l'Ultra Alta Definizione.

Le prime trasmissioni europee HDTV MPEG-4 via DVB-S2 sono cominciate nel novembre del 2005 dai canali tedeschi "Premiere" (criptata) e Sat1/ProSieben (FTA). Nel frattempo sono cominciate anche altre trasmissioni HDTV, la maggior parte ancora di tipo dimostrativo o di prova, spesso ancora con video MPEG-2 invece di MPEG-4. I grandi network televisivi europei (Sky, BBC, Canal+, ecc.) hanno lanciato le loro offerte HDTV nel corso del 2006, cominciando con gli eventi di maggior richiamo come i campionati mondiali di calcio.

Nel 2007 le reti tv australiane Seven Network e Network Ten hanno lanciato le versioni HD dei loro canali (con alcuni contenuti esclusivi), un anno dopo è la volta di Nine Network. In seguito sono state chiuse per lasciare spazio a nuovi canali digitali.

La distribuzione HDTV in Italia e Svizzera[modifica | modifica sorgente]

Televisione terrestre[modifica | modifica sorgente]

Mediaset Premium trasmette all'interno della sua offerta il canale Premium Calcio HD, che manda in onda parecchie partite di Serie A, Uefa Champions League, Europa League e FIFA CLUB WORLD CUP in HD e anche Premium Cinema HD.

La TV pubblica svizzera SRG SSR idée suisse da fine 2007 ha creato un canale satellitare ad alta definizione trilingue, HD Suisse, del tutto gratuito (sebbene riservato ai cittadini svizzeri), su cui sono stati fra l'altro trasmessi i Giochi della XXIX Olimpiade e il Campionato europeo di calcio 2008.

La RAI ha trasmesso i giochi olimpici invernali di Torino 2006 in HDTV in via sperimentale, sulle frequenze terrestri a circuito chiuso a Torino e zone limitrofe, destinate alla visione solo in luoghi pubblici.

A maggio 2008 i test sono cominciati nell'area di Torino, e la trasmissione avviene a 720p.

Nel corso del 2008, l'ente pubblico ha trasmesso gli Europei di calcio 2008 in alta definizione MPEG-4/H.264 nelle zone di Torino, Roma, Milano, Valle d'Aosta e Sardegna[3].

Dal 2010 diffonde, il canale Rai HD, che presenta una selezione di programmi in alta definizione nativa presi dai vari canali Rai e per il resto propone un upscaling di Rai 1.

In realtà, già dal 1º marzo 2007 Rete 4 aveva cominciato dei test in HDTV trasmettendo il segnale con la tecnica del digitale terrestre nella zona di Cagliari, estendendolo successivamente nelle aree in cui è avvenuto lo spegnimento del segnale analogico terrestre. Le trasmissioni in formato MPEG-4/H.264, seppur in upscaling fino a 1080i, sono ricevibili solo da sintonizzatori DVB-T HD compatibili.

Canali in chiaro[modifica | modifica sorgente]

Nazionali[modifica | modifica sorgente]
  • Rai 1 HD, canale 501 del digitale terrestre e 101 di TivùSat; simulcast di Rai 1. Su Rai 1 in SD, da fine 2012, i programmi in HD sono segnalati dalla scritta "HD ch. 501", che appare sotto il logo di rete. Da dicembre 2013 il canale è visibile con smart-card TivùSat anche sulla frequenza 11288V di Astra 19,2° Est.
  • Rai 2 HD, canale 502 del digitale terrestre e 102 di TivùSat; simulcast di Rai 2. È attivo su TivùSat e nelle zone in cui arriva il segnale del Mux 5 Rai sul digitale terrestre. Da dicembre 2013 il canale è visibile con smart-card TivùSat anche sulla frequenza 11288V di Astra 19,2° Est.
  • Rai 3 HD, canale 503 del digitale terrestre e 103 di TivùSat; simulcast di Rai 3. È attivo su TivùSat e nelle zone in cui arriva il segnale del Mux 5 Rai sul digitale terrestre. Da dicembre 2013 il canale è visibile con smart-card TivùSat anche sulla frequenza 11288V di Astra 19,2° Est.
  • Rete 4 HD, canale 504; simulcast di Rete 4. È attivo solo sul digitale terrestre.
  • Canale 5 HD, canale 505; simulcast di Canale 5. È attivo solo sul digitale terrestre.
  • Italia 1 HD, canale 506; simulcast di Italia 1. È attivo solo sul digitale terrestre.
  • LA7 HD, canale 507; (disponibile solamente in Sardegna); simulcast di LA7 in HD (in caso di upscaling non comparirà il logo HD)
  • MTV HD, canale 508; (disponibile nella sola Sardegna); simulcast di MTV (Italia)
  • LA7d HD, canale 529; simulcast di LA7d in HD (in caso di upscaling non comparirà il logo HD) (disponibile solamente in Sardegna)
  • MTV Music HD, canale 567; (disponibile nella sola Sardegna); simulcast di MTV Music

Precedentemente sul mux TIMB 4 era disponibile anche il canale sperimentale 3D LA7 test 3D sul canale 529.

Locali[modifica | modifica sorgente]
  • Studio1 HD presente in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, canale 580
  • Canale 21 HD, Versione HD upscalata a 1080i dell'emittente Napoli Canale 21, trasmette le stesse immagini dell'emittente in versione "allungata" (Squeeze); è presente ovviamente sul suo MUX ed è reperibile in Campania, Lazio e parte del Molise al canale 512
  • TG Norba 24 è visibile in HD in Puglia sul mux Telepuglia Italia.
  • Trs TV HD, presente in Lombardia, Canale 593, versione in HD nativo della rete in SD Trs Tv, attualmente non sono in HD solo gli spazi pubblicitari, tutte le trasmissioni sono in HD nativo.
  • Quartarete HD visibile in provincia di Torino, Canale 511, trasmette i programmi di Quartarete in upscaling ed alcuni video realizzati appositamente in HD e talvolta in 3D.

Canali a pagamento[modifica | modifica sorgente]

Sono anche disponibili in HD i servizi On Demand di Premium Play.

Televisione satellitare[modifica | modifica sorgente]

In Italia la programmazione in HD ha avuto inizio poco prima dei campionati mondiali di calcio del 2006, con la trasmissione della finale di Champions League in modalità sperimentale da parte di Sky Italia, seguita a ruota dall'emittente in chiaro Venice Channel. Per i Campionati Mondiali di Calcio, Sky creò il canale Sky Mondiale HD, che dal 10 luglio dello stesso anno lasciò spazio a Sky Sport HD, aggiungendosi agli altri 3 canali attivati nella stessa data, Sky Cinema HD, Next:HD e National Geographic Channel HD. L'offerta raggiunse gli otto canali nel 2008 con l'arrivo di un secondo canale di sport, di Sky Cinema HD +24, di Eurosport HD e del primo canale pay-per-view in HD, Sky Primafila HD. Nell'estate 2009 Sky decise di rendere l'HD disponibile a tutti i clienti senza alcun costo aggiuntivo, moltiplicando, peraltro, l'offerta con i simulcast di 14 canali più due canali Primafila HD. L'offerta attuale di canali in HD è composta da 70 canali:

Futuro[modifica | modifica sorgente]

Mentre il formato HDTV si sta diffondendo nei mercati, nei laboratori di ricerca si stanno sviluppando i successori. Per merito di CCD sempre più capienti e di processori più veloci, è già possibile la ripresa dell'immagine nel formato SHD (Super High Definition), detto anche "4K" (quattro volte i dati di un sistema Full HD); è del produttore RED una telecamera in grado di riprendere a 30 fotogrammi al secondo su un CCD da 12 Megapixel immagini con risoluzione 4 520 × 2 540. Un ulteriore incremento verrà dall'Ultra HD, sistema tuttora in via sperimentale elaborato in Giappone, il quale prevede una risoluzione di 7 680 × 4 320 pixel (16 volte i dati di un sistema Full HD). Tutti questi nuovi standard prevedono, come aspect ratio, l'uso del 16:9. Mentre il progetto SHD si prevede che venga (almeno inizialmente) destinato alle sale cinematografiche, il progetto UHDTV sarebbe destinato all'ambito domestico. Il progetto SHD dovrebbe essere introdotto nel giro di qualche anno, mentre per il progetto UHDTV si prevedono tempi molto lunghi: si prevede la commercializzazione nel 2018 circa[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si noti che i due sistemi citati sono, a rigore, tecniche di codifica per un segnale video composito, che non definiscono la risoluzione e la frequenza di scansione; tuttavia i termini sono di uso molto comune per riferirsi anche a questi aspetti delle norme relative.
  2. ^ Charles Poynton, Digital Video and HDTV: algorithms and interfaces, San Francisco, Morgan Kaufmann, 2003, ISBN 1-55860-792-7.
  3. ^ RAIWay

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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