Dori Ghezzi

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Dori Ghezzi
Dori Ghezzi nel 2011
Dori Ghezzi nel 2011
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Periodo di attività 1966-1990
Etichetta Durium, Fado, Dischi Ricordi
Album pubblicati 13 (di cui 8 con Wess)
Studio 13

Dori Ghezzi (Lentate sul Seveso, 30 marzo 1946) è una cantante italiana.

Divenuta nota negli anni sessanta grazie a successi come Casatschok, nel successivo decennio ha consolidato la sua notorietà grazie ad una prolifica collaborazione con Wess, con il quale ha formato per diversi anni un duo vocale di successo grazie a brani come Un corpo e un'anima. Insieme hanno anche rappresentato l'Italia all'Eurofestival 1975, ottenendo il terzo posto nella classifica finale. Tornata a dedicarsi interamente all'attività da solista negli anni ottanta, ha ottenuto un buon riscontro con il brano Margherita non lo sa, grazie al quale ha raggiunto la terza posizione al Festival di Sanremo 1983. Dopo aver inciso ancora alcuni album, ha dovuto abbandonare la carriera discografica nel 1990 a causa di un problema alle corde vocali; da quel momento, le sue incursioni nel mondo della musica saranno sporadiche.

Legata sentimentalmente al cantautore Fabrizio De André fin dal 1975, si è sposata con lo stesso nel 1989 e hanno vissuto insieme la disavventura del rapimento da parte dell'Anonima sequestri nel 1979. Fin dalla morte del marito, avvenuta nel 1999, si dedica alla gestione del patrimonio artistico di De André.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Riccardo Del Turco e Dori Ghezzi nel 1968

Ha cominciato ad interessarsi di musica sin da bambina. La sua carriera è iniziata grazie ad un concorso regionale al quale si presentò nel 1966 interpretando il brano Io che non vivo di Pino Donaggio, vincendo la manifestazione.

Qui è stata notata da alcuni discografici della Durium che le hanno procurato un contratto.

Nel 1967 ha debuttato al Festival delle Rose di Roma, piazzandosi al secondo posto proponendo una sua versione di Vivere per vivere, brano scritto da Francis Lai per la colonna sonora dell'omonimo film di Claude Lelouch.

Alla fine del 1968 ha inciso Casatschok (Giancarlo Guardabassi – Ciotti – Rubaschin), rifacimento del brano scritto dal russo Matvei Blanter Katjuša, che è entrato in classifica procurandole popolarità e ingaggi televisivi.

Ha partecipato a Canzonissima 1969, venendo tuttavia eliminata al primo turno.

Nel 1970 ha partecipato per la prima volta al Festival di Sanremo con il brano Occhi a mandorla, in coppia con Rossano, senza però raggiungere la finale.

Dopo alcune cover di brani francesi e inglesi, nel 1972 è stata scelta da Wess (già bassista di rhythm and blues negli Airdales di Rocky Roberts), suo collega di scuderia della Durium, per incidere la versione italiana di United We Stand (Voglio stare con te), pubblicato su 45 giri, riscuotendo un grande successo.

La cantante ha continuato, comunque, la carriera solista in parallelo con quella del duo, e nel 1972 ha pubblicato il 45 giri Povero ragazzo, composto da Roberto Vecchioni, che recava nel retro Ed ora son sola, scritta da Franco Cassano e Gilberto Ziglioli.

Nello stesso anno ha partecipato alla manifestazione Un disco per l'estate 1972 per proporre Ma chi è che cos'è, composta da Umberto Napolitano, che ha riscosso un discreto successo anche in Jugoslavia.

Nel 1973, come solista, ha inciso un singolo denominato Adamo ed Eva, una cover francese di Carrere tradotta da Luigi Albertelli ed Enrico Riccardi, che recava nel retro il brano Non ci contavo più, versione italiana di Ben di Michael Jackson, presentata dalla cantante a Canzonissima.

Il duo con Wess[modifica | modifica sorgente]

Dori Ghezzi e Wess nel 1974
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Wess e Wess & Dori Ghezzi.

La Durium, visto l'enorme successo della canzone Voglio stare con te, fece in modo che Wess & Dori Ghezzi diventassero una coppia canora a tutti gli effetti. Infatti il duo divenne uno dei più celebri e di maggior successo della musica leggera degli anni settanta. Insieme hanno infatti conseguito un cospicuo numero di successi discografici e partecipato a importanti manifestazioni canore nazionali ed internazionali, quali il Festival di Sanremo, Canzonissima e l'Eurofestival 1975, dove hanno rappresentato l'Italia con il brano Era. Un altro grande successo del duo fu Un corpo e un'anima.

Nel 1975 (dopo alcuni flirt tra cui nel 1972 quello con il calciatore Gianni Rivera) si è legata sentimentalmente al cantautore Fabrizio De André, conosciuto l'anno precedente, e trasferendosi con lui in Sardegna. Due anni dopo, nel 1977, è nata la loro primogenita, Luvi.

1979: Il rapimento[modifica | modifica sorgente]

In previsione della nascita della figlia Luisa Vittoria, Dori e Fabrizio De André si stabilirono nella tenuta sarda dell'Agnata, a due passi da Tempio Pausania.

La sera del 27 agosto 1979, la coppia fu rapita dall'Anonima sequestri sarda e tenuta prigioniera nelle montagne di Pattada, per essere liberata dopo quattro mesi (Dori fu liberata il 21 dicembre, Fabrizio il 22), dietro il versamento del riscatto, di circa 550 milioni di lire, in buona parte pagato dal padre di Fabrizio De André, Giuseppe.

Gli anni ottanta: il ritorno da solista[modifica | modifica sorgente]

De André con Dori Ghezzi e la piccola Luvi

Dopo quest'esperienza, che ha segnato la vita di entrambi, la cantante ha ripreso la sua carriera artistica come solista registrando nel 1980 il 33 giri Mamadodori, album dedicato a Luvi, pubblicato sotto una nuova etichetta discografica, la Fado, appositamente creata per l'occasione ("Fado" sta per Fabrizio e Dori).

Nel 1983 è ritornata a Sanremo con Margherita non lo sa, ottenendo il terzo posto, nonché un grande successo di vendite; il singolo ha infatti raggiunto l'undicesima posizione della classifica italiana.[1]

Il brano, incluso nell'album Piccole donne (1983), è stato scritto da Oscar Avogadro e da Oscar Prudente. L'album, prodotto dallo stesso Oscar Prudente, vedeva la partecipazione artistica di Ivano Fossati, che ha suonato in alcuni brani. Vola via, presentata a Saint Vincent Estate, e la title track Piccole donne, presentata a Vota la voce e Festivalbar, sono stati gli altri singoli estratti dal 33 giri.

Il matrimonio di Dori Ghezzi e Fabrizio De André a Tempio Pausania nel 1989

Nel 1984 ha partecipato alla terza edizione della gara canora Premiatissima, trasmessa da Canale 5. Nell'estate dello,stesso anno, prende parte allo spettacolo itinerante Incontri d'Estate, che includeva nel suo cast Dario Baldan Bembo, Marco Predolin, Franco Rosi ed i Blue Aquarius.

Nel 1986 è passata alla Ricordi per la quale ha pubblicato il singolo Nessuno mai più (cover di Love You Forever dei Giuffria), con cui ha partecipato al Festivalbar. Il retro del 45 giri era Spezzacuori, brano del repertorio di Massimo Bubola.

Ha poi partecipato al Festival di Sanremo 1987 con E non si finisce mai, tratto dall'album Velluti e carte vetrate; in estate ha presentato a Riva del Garda il brano Cercarti. Questo secondo singolo estratto è stato scritto, come il brano Sanremese, per la musica da Piero Cassano e per il testo da Adelio Cogliati.

Nel 1989 ha partecipato per l'ultima volta al Festival di Sanremo con Il cuore delle donne, pubblicando l'omonimo album.

Il 7 dicembre 1989 a Tempio Pausania, si è sposata con Fabrizio De André dopo sedici anni di convivenza.

Il ritiro dalle scene e la Fondazione De André[modifica | modifica sorgente]

Dori Ghezzi nel 2008

Nel 1990 ha dovuto interrompere la sua carriera artistica a causa di un problema alle corde vocali, che l'ha portata così ad abbandonare le scene. Tuttavia, ha fatto alcune eccezioni: prima accettando, nel 1992, il ruolo di corista nel tour di De André Uomini e donne e successivamente collaborando ancora con il marito nell'album Anime salve (1996): la si può sentire nella coda del brano Khorakanè, e insieme alla figlia Luvi nei cori di altri due brani: Dolcenera e A cumba.

L'11 gennaio 1999 è morto il marito Fabrizio De André. Dopo la scomparsa, la cantante si è dedicata alla tutela e all'amministrazione del patrimonio artistico del cantautore e, attraverso la Fondazione Fabrizio De André Onlus a lui dedicata, coadiuvata dal Centro Interdipartimentale di Studi Fabrizio De André presso l'Università di Siena, promuovono eventi e iniziative con una particolare attenzione al rispetto filologico della sua arte.

Nel 2002 ha interpretato il brano Il suonatore Jones per Fernanda Pivano, inserito nel documentario A Farewell to Beat dedicato alla scrittrice, prodotto da Fandango e diretto da Luca Facchini. In un'intervista del 2005 a Fabio Fazio nel programma Che tempo che fa, la cantante ha tuttavia dichiarato, di avere paura di esibirsi in pubblico.[senza fonte] Nel 2008 è stata ospite di Fiorello in una puntata della trasmissione radiofonica Viva Radio 2, dove ha ricantato dopo tanti anni i suoi due più grandi successi Un corpo e un'anima e Margherita non lo sa.

Dori Ghezzi firma autografi al Cantagiro 1969. La cantante non ha mai nascosto la sua riconoscenza professionale verso il cantante Wess con cui aveva acquisito notorietà ad inizio carriera

Il 21 settembre 2009 muore in USA il suo partner musicale degli esordi, Wesley Johnson, conosciuto come Wess, per una crisi asmatica.

In un'intervista concessa subito dopo la notizia della morte di Wess la cantante dice: "Ricordo il periodo insieme come uno dei più belli e divertenti del mio lavoro. Era una persona squisita, un artista e un bassista forse neppure conscio delle sue grandi possibilità. Se posso definirmi una professionista lo devo a lui; da lui ho imparato il mestiere, lui era l'artista io la corista".[2]

Discografia Solista[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

  • 1967Vivere per vivere/L'amore ha ucciso
  • 1968Isabelle/Mi domandi con gli occhi
  • 1968Pagina uno/L'ultimissima volta (Durium, Ld A 7579)
  • 1968Casatshock/Per un anno che se ne va (Durium, Ld A 7606)
  • 1969La mia festa/Fiori sul soffitto (Durium, Ld A 7646)
  • 1970Occhi a mandorla/Un bacio no due baci no (Durium, Ld A 7668)
  • 1970Quello là/Ma che strano tipo
  • 1971Bluebirds over the mountain/Why don't you believe me – (Regalia, Ld A 2001 RG)
  • 1971Gli occhi di quella/Why don't you believe me – stampa internazionale
  • 1972Povero ragazzo/Ed ora son sola
  • 1972Ma chi è che cos'è?/Uomo uomo
  • 1972Quien sera como es/Ma chi è che cos'è – stampa argentina
  • 1973Adamo ed Eva/Non ci contavo più
  • 1980Mamadodori/Stringimi piano, stringimi forte (Fado, FDNP 3001)
  • 1983Margherita non lo sa/Luna park (Fado, FAD 35001)
  • 1983Vola via/Stella bionda (Fado, FAD 35003)
  • 1986Nessuno mai più/Spezzacuori (Dischi Ricordi), SRL 11039)
  • 1987E non si finisce mai/Cosa voglio da te (Dischi Ricordi], SRL 11050)
  • 1989Il cuore delle donne/Che cielo vuoi (Fonit Cetra, SP 1873)

Discografia con Wess[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

CD[modifica | modifica sorgente]

  • 1995 – Wess & Dori – I nostri successi (Durium, CDOR 9067)
  • 1997 – Wess & Dori – Gli anni d'oro (Ricordi)
  • 2000 – Wess & Dori Ghezzi – I grandi successi originali (Doppio CD BMG-Ricordi serie Flashback, 74321758662-2)
  • 2005 – Wess & Dori Ghezzi (Doppio CD BMG-Ricordi, 82876668012-2)

Partecipazioni a Festival musicali[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni al Festivalbar[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni all'Eurovision Song Contest[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Margherita non lo sa su Hit Parade Italia. URL consultato il 4 marzo 2012.
  2. ^ Morto Wess, in coppia con Dori Ghezzi conquistò la musica leggera italiana - Corriere della Sera

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, alla voce Wess & Dori Ghezzi
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Ghezzi, Dori
  • Fernando Fratarcangeli, Wess & Dori Ghezzi, il duo "caffelatte" della canzone, pubblicato su Raro! nº 214, ottobre 2009, pagg. 59-67

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