Matia Bazar

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Matia Bazar
I Matia Bazar al Festival di Sanremo 1978 con il brano ...E dirsi ciao
I Matia Bazar al Festival di Sanremo 1978 con il brano ...E dirsi ciao
Paese d'origine Italia Italia
Genere Synth pop
Periodo di attività 1975in attività
Etichetta Ariston, CGD, DDD, Polydor Records/PolyGram, Sony Music, Universal Music Group
Album pubblicati 40
Studio 21
Live 2
Raccolte 19
Sito web

I Matia Bazar sono un gruppo musicale italiano di musica pop, con sperimentazioni rock, formatosi nel 1975 a Genova.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Le origini ed i primi successi: l'era Antonella Ruggiero[modifica | modifica sorgente]

I Matia Bazar nascono dall'unione di Carlo Marrale (chitarra, cori), Piero Cassano (tastiere, cori) e Aldo Stellita (basso), tutti ex-componenti dei Jet, con Giancarlo Golzi (batteria), uscente dal Museo Rosenbach, ed Antonella Ruggiero (voce).

Il nome d'arte della cantante era "Matia", cioè "Matta" in genovese; da qui il nome del gruppo[1].

Debuttano nel 1975 con il singolo Stasera... che sera!, partecipando alla manifestazione Un disco per l'estate, senza qualificarsi per le serate finali di Saint-Vincent. In seguito pubblicano il singolo Per un'ora d'amore con il quale ottengono un buon successo, che si ripete l'anno seguente con il brano Che male fa ed il primo album Matia Bazar 1.

Nel 1976 il brano "Cavallo Bianco" riscuote un grande successo.

Nel 1977 esordiscono al Festival di Sanremo con il brano Ma perché che fu snobbata a Sanremo ma tra i giovani ebbe un notevole successo, cui fa seguito l'album Gran Bazar, che riscuote uno straordinario successo.

Nello stesso anno viene pubblicata la raccolta L'oro dei Matia Bazar, contenente l'inedito Solo tu, che raggiunge la vetta della classifica di vendita dei 45 giri, vendendo circa un milione di copie.

Il singolo viene inciso anche in lingua spagnola, dove ottiene un ottimo consenso dal pubblico spagnolo. Con questo brano i Matia Bazar realizzano anche una pubblicità televisiva per la Tanara, nota marca di gelati.

Nel 1978 il gruppo partecipa per la seconda volta consecutiva Festival di Sanremo con il brano ...E dirsi ciao, il quale vince l'edizione sanremese. Pochi mesi dopo, pubblica l'album Semplicità.

Nel 1979 partecipa all'Eurovision Song Contest con il brano Raggio di Luna. Il brano viene inciso, successivamente, in spagnolo come Rayo de Luna e in inglese come Moonshine.

Durante l'autunno viene pubblicato il singolo C'è tutto un mondo intorno, che farà da traino all'album Tournée.

Nel 1980 il gruppo pubblica l'album Il tempo del sole, trainato dal singolo Italian Sinfonia. Il brano viene presentato nell'estate dello stesso anno al Festivalbar, il quale ottiene un ottimo successo.

Nel marzo del 1981 Piero Cassano lascia la formazione e viene sostituito da Mauro Sabbione, che caratterizzerà il periodo definito elettronico del gruppo, grazie alle sue tastiere e composizioni.

Nello stesso anno viene pubblicato il singolo Fantasia, come anteprima e traino dell'album Berlino, Parigi, Londra.

Il 21 agosto 1982 registrano un concerto live a Misano Adriatico, trasmesso su Canale 5, dove presentano Fantasia ed Io ti voglio adesso e duettando con Loredana Bertè in: ...E la luna bussò e C'è tutto un mondo intorno, e con la partecipazione di Miguel Bosè in Solo tu.

Gli anni d'oro del successo artistico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1983, i Matia Bazar partecipano al Festival di Sanremo con il brano Vacanze romane[2], brano che vincerà il Premio della Critica. Il brano sanremese, che ottiene una straordinaria popolarità, anticipa l'uscita dell'album Tango, album dalle nuove sonorità elettroniche. Infine, viene realizzato il videoclip del brano Il video sono io, con regia di Piccio Raffanini, che vincerà la manifestazione di Rimini Myfest e sarà la sigla finale di Domenica in.

Nell'estate, vincono il primo Telegatto come "miglior gruppo italiano", secondo TV Sorrisi e Canzoni.

Sulla fine del 1983, pubblicano Il treno blu per il mercato giapponese, singolo mai distribuito in Italia. Inoltre, realizzano la colonna sonora di Magic Moments, film di Luciano Odorisio, e compongono il brano Casa mia per l'album Architettura sussurrante, con artisti vari.

Nell'aprile del 1984, alla vigilia dell'uscita dell'album Aristocratica, Mauro Sabbione lascia il gruppo per dedicarsi a progetti sperimentali (Melodrama) e collaborare con i Litfiba.

Nell'ottobre del 1984 entra nella formazione il tastierista Sergio Cossu.

Sempre nello stesso anno, il gruppo partecipa al Festival di Tokyo con il brano Cercami ancora.

Nel 1985 i Matia Bazar partecipano al Festival di Sanremo con il brano Souvenir, brano che vincerà il Premio della Critica. Il brano Souvenir anticipa l'uscita dell'album Melanchólia (titolo che lo scrittore, filosofo e caposcuola dell’esistenzialismo Jean Paul Sartre voleva originariamente dare al suo capolavoro La Nausea). Come singolo estivo viene scelto Ti sento, con il quale il gruppo, già famoso in tanti paesi del mondo, si afferma definitivamente a livello internazionale, ed incide la canzone in diverse lingue.

Per il mercato anglosassone Ti sento diventa I Feel You, singolo pubblicato con successo anche in Italia. Grazie ad un sound d'avanguardia che miscela le tastiere elettroniche ai sintetizzatori, Ti sento rimane un classico del gruppo ligure ed una delle canzoni più conosciute degli anni ottanta.

Durante il 1987 la CGD distribuisce su vinile tre raccolte antologiche: Stasera che sera, Solo tu e C'è tutto un mondo intorno. Nel 1988 verranno ristampate tutte su CD.

Nel 1987 viene pubblicato l'album Melò, apprezzato dalla critica, caratterizzato da raffinatezza musicale e vocale. Dal disco viene tratto il singolo Noi, che ottiene uno straordinario successo, viene presentato al Festivalbar e ne viene realizzato un videoclip negli studi di Cinecittà, come scenografia viene scelto l'esterno del film Momo. In quell'estate vincono nuovamente il Telegatto come "miglior gruppo italiano" secondo TV Sorrisi e Canzoni.

Nel 1988 partecipano al Festival di Sanremo con il brano La prima stella della sera, che viene incluso come inedito nella raccolta 10 grandi successi.

Nel 1989, al colmo del successo con il singolo Stringimi, presentato al Festivalbar nell'estate dello stesso anno, ed il conseguente album Red Corner, Antonella Ruggiero lascia il gruppo, sia a causa della sua maternità, sia per seguire strade personali.

La svolta artistica rock ed il successo con Laura Valente[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990, in seguito all'uscita di Antonella Ruggiero dal gruppo, dopo quattordici anni insieme, arriva per sostituirla Laura Valente, una ragazza con altrettante sorprendenti doti vocali, che farà parte dei Matia Bazar fino al 1998.

Nel giugno 1991, ad Amsterdam, i "nuovi" Matia Bazar, fanno conoscere la "nuova" formazione, con Laura Valente, con un eccezionale debutto dal vivo, davanti ad oltre 20 000 olandesi.

Nello stesso anno esce il primo album del gruppo con Laura Valente, dal titolo Anime pigre[3], dove si intravede subito una svolta dal genere più graffiante e moderno. Tra i brani contenuti nell'album, spicca Si può ricominciare, dallo stile moderno e rockeggiante, mettendo in risalto, il ritorno, sulle scene, dei Matia Bazar.

Sempre nel 1991 partecipano ad alcune tappe del Cantagiro, dove presentano il nuovo singolo Volo anch'io ed altri successi del gruppo, e un duetto nel brano Antico suono degli dei con Vincenzo Spampinato.

Nel 1992 partecipano per la sesta volta al Festival di Sanremo con il brano Piccoli giganti, brano che ben presto si rivela un ottimo successo. Il brano viene incluso come inedito nella raccolta Tutto il mondo dei Matia Bazar.

Nell'estate dello stesso anno il gruppo partecipa al Festivalbar, dove presentano Piccoli giganti e ad alcune tappe del Cantagiro, dove interpretano alcuni successi come Ti sento e Piccoli giganti, brano, che già dalla prima tappa, arrivano primi, ex aequo con Aleandro Baldi, nella sezione big, per arrivare secondi nella tappa finale di Fiuggi con 750 punti, su 770 di Aleandro Baldi.

Il 1º novembre 1992, il gruppo partecipa con un lungo concerto al "Rolling Stone di Milano", dove interpreta una serie di vecchi brani di successo e canzoni da Anime pigre[4].

L'anno successivo, partecipano di nuovo al Festival di Sanremo con il brano Dedicato a te, che si rivela uno straordinario successo. Esce l'album Dove le canzoni si avverano[5], che oltre il brano sanremese, contiene Svegli nella notte, presentato con successo al Festivalbar ed al Canzoniere dell'estate, durante l'estate. Nello stesso anno, il gruppo partecipa anche ad alcune tappe del Cantagiro.

In autunno la band prende parte al Festival Italiano, condotto da Mike Bongiorno, con L'amore non finisce mai, che rivela in pieno la raggiunta maturità interpretativa della Valente e del gruppo. Questa sarà l'ultima apparizione di Carlo Marrale, infatti il chitarrista lascia definitivamente il gruppo dopo diciotto anni insieme, per dedicarsi alla carriera solista.

Per la prima volta in assoluto, i Matia Bazar diventano un quartetto e partecipano ad Innocenti evasioni, un disco tributo a Lucio Battisti, interpretando il suo brano Con il nastro rosa.

Il 22 novembre 1995, dopo una pausa durata due anni, dovuto alla maternità di Laura, al "Propaganda di Milano", i Matia Bazar festeggiarono i loro vent'anni di carriera, con la pubblicazione di Radiomatia[6], raccolta contenente l'inedito La scuola dei serpenti, cover del brano You're the voice, successo del 1986 del cantante australiano John Farnham, ed alcuni successi riarrangiati.

L'album viene presentato ad un lungo concerto, tenutosi al "Rolling Stone di Milano", ottenendo un ottimo successo dal pubblico.

Nel settembre 1996 i Matia Bazar, accompagnati da Paolo Gianolio, parteciparono alla rassegna "Festival Feedback", a Bellinzona, ove interpretarono alcuni successi, tra cui molti brani da Radiomatia.

Il 9 maggio 1997 esce l'ottimo album Benvenuti a Sausalito, dedicato alla cittadina californiana simbolo del periodo hippy, dove i Matia Bazar tornano a sperimentare sonorità ricercate e rockeggianti dopo anni di pop tradizionale. L'album viene presentato il 2 giugno 1997 al "Propaganda" di Milano", per la trasmissione "105 Night Express", in onda su Italia 1[7].

Il nuovo progetto discografico, però non viene promosso in maniera adeguata, a causa della grave malattia di Aldo Stellita. Dopo le partecipazioni televisive al Tappeto volante (dove presentarono il singolo Quando non ci sei e Parola magica) e al Premio Rino Gaetano, Stellita è costretto a diradare le proprie partecipazioni.

Nel "Sausalito Tour", quando Aldo non poteva essere presente, il gruppo era accompagnato da Carlo De Bei (anche co-autore di alcuni brani del disco) alle chitarre e da Nello Giudice al basso, oltre che da Silvia Valente, sorella di Laura, ai cori.

Il 9 luglio 1998 muore Aldo Stellita, bassista, autore della maggior parte dei testi, e primo tra i fondatori del gruppo[8].

Pochi mesi dopo Laura Valente e Sergio Cossu, lasciano definitivamente il gruppo, uscita che segna la "fine" dei Matia Bazar, dopo la scomparsa di Aldo Stellita.

Dopo un momento di stasi il gruppo riprende a lavorare, spinto dall'unico superstite della formazione originale, il batterista Giancarlo Golzi. Egli ingaggia Silvia Mezzanotte come cantante e Piero Cassano ingaggia Fabio Perversi, come arrangiatore e strumentista[9].

Il sodalizio artistico ed il ritorno al successo con Silvia Mezzanotte[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 rientra il tastierista Piero Cassano, uno tra i primi componenti del gruppo, e con Giancarlo Golzi decidono di ridare ai Matia Bazar una veste più popolare che porterà il gruppo alla realizzazione di prodotti meno sofisticati e più commerciali. Gli ingressi nel gruppo di Silvia Mezzanotte e del polistrumentista Fabio Perversi, insieme al ritorno di Piero Cassano, riportano alla ribalta i Matia Bazar, che partecipano nel 2000 al Festival di Sanremo con il brano Brivido caldo[10] seguito dall'uscita dell'album omonimo.

Nell'estate dello stesso anno, sempre con il brano Brivido caldo, prendono parte a Vota la voce e quindi vincono il Telegatto come "miglior gruppo italiano dell'anno"[11].

L'anno successivo sono nuovamente in gara al Festival di Sanremo con il brano Questa nostra grande storia d'amore, che arriverà terza. Esce l'album Dolce canto, contenente il brano sanremese.

Nel 2002 partecipano per la terza volta consecutiva al Festival di Sanremo con Messaggio d'amore, che vincerà la manifestazione canora. Il brano viene incluso nell'album Messaggi dal vivo, raccolta di brani live con due inediti in studio (Messaggio d'amore e Ritmo della luna).

Nel 2004, la cantante Silvia Mezzanotte, dopo quasi cinque anni insieme, lascia il gruppo per dedicarsi alla propria carriera da solista[11].

L'ingresso e l'uscita di Roberta Faccani[modifica | modifica sorgente]

Concerto dei Matia Bazar a Stigliano, giugno 2007

A sostituire Silvia Mezzanotte viene chiamata Roberta Faccani, che entrerà ufficialmente come cantante verso la fine del 2004, e la sua collaborazione con i Matia Bazar, sarà regolata da un contratto, a tempo determinato, della durata di cinque anni.

Nel 2005 il gruppo con la nuova formazione si presenta al Festival di Sanremo con il brano Grido d'amore, che sarà finalista nella kermesse canora. Esce l'album Profili svelati con il brano sanremese, e alcuni brani inediti[12].

Il 5 ottobre 2007 esce l'album One1 Two2 Three3 Four4, una raccolta di successi delle band italiane in versione rivisitata.

Il 9 maggio 2008 si ripete in modo del tutto analogo il progetto con One1 Two2 Three3 Four4 - Volume due. In entrambi gli album One1 Two2 Three3 Four4 (Volume 1-2), il gruppo si è avvalso della collaborazione del coro gospel nazionale Nicolini Gospel Choir di Piacenza.

Il 29 aprile 2010 il gruppo annuncia con un comunicato stampa la separazione dalla cantante Roberta Faccani[13].

La reunion con Silvia Mezzanotte[modifica | modifica sorgente]

Concerto dei Matia Bazar del 2011

L'uscita dal gruppo della cantante Roberta Faccani diede inizio alla ricerca di una voce femminile per il gruppo. Questa volta non è una nuova cantante, ma un ritorno. Il 20 settembre 2010 venne ufficializzata, sul sito ufficiale del gruppo, la riunione dei Matia Bazar, col ritorno di Silvia Mezzanotte alla voce. La spinta a tornare artisticamente insieme la rivelano loro stessi: «È bastato incontrarsi per caso, tra un'ospitata televisiva e un concerto, per ritrovarsi in studio ad ascoltare le nuove canzoni»[14]. Un ritorno, che nasce da una nuova intesa artistica tra la cantante e il gruppo, come l'uscita del nuovo album, già in lavorazione in studio, una lunga tournée prevista per il 2011, nuove iniziative e partecipazioni a grandi eventi.

Dal 22 ottobre 2010, in rotazione in tutte le radio, arriva Gli occhi caldi di Sylvie il nuovo singolo della "reunion" del gruppo, su musica di Piero Cassano e Fabio Perversi, testo di Adelio Cogliati e Giancarlo Golzi, e arrangiamento di Fabio Perversi. Dal 1º novembre, la canzone sarà disponibile in download sui principali negozi digitali[15].

I Matia Bazar il 31 ottobre, per la prima volta, con la "reunion" di Silvia Mezzanotte, presentano in pubblico, alla trasmissione Domenica in su Rai Uno, il nuovo singolo Gli occhi caldi di Sylvie.

Dopo tre anni di silenzio discografico, il 29 marzo 2011 esce Conseguenza logica, lavoro anticipato dal singolo Gli occhi caldi di Sylvie, che attraverso i suoi brani, racconta l'amore a 360° gradi[16].

Da Castelraimondo (MC) il 16 aprile 2011 inizia il Conseguenza logica Tour, che toccherà tutta Italia e grandi città europee[17].

Il gruppo partecipa al 62º Festival di Sanremo nel febbraio 2012[18] con il brano Sei tu e nella serata dedicata alla canzone italiana nel mondo si esibisce con Al Jarreau con il brano Speak Softly Love (titolo italiano: Parla più piano, colonna sonora del film Il padrino).

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale[modifica | modifica sorgente]

Ex componenti[modifica | modifica sorgente]

Cronologia della formazione[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Matia Bazar.

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Album live[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni a manifestazioni canore[modifica | modifica sorgente]

Azzurro[modifica | modifica sorgente]

  • 1986: con Ti sento
  • 1989: con Stringimi

Cantagiro[modifica | modifica sorgente]

  • 1980: con Italian Sinfonia
  • 1991: con Volo anch'io, Antico suono degli dei (con Vincenzo Spampinato) ed altri successi
  • 1992: con Piccoli giganti, Ti sento ed altri successi, vincitori di una tappa
  • 1993: con Dedicato a te ed altri successi
  • 2005: con Grido d'amore ed altri successi
  • 2008: con vari successi del gruppo.

Eurovision Song Contest[modifica | modifica sorgente]

  • 1979: con Raggio di luna - 14º posto

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

Anno e Categoria
Brani (autori - compositori)
Interprete
Duettante
Piazzamento
Sanremo Artisti 1977 Ma perché
(Carlo Marrale, Piero Cassano e Aldo Stellita)
Matia Bazar
-
Finalista
Sanremo Artisti 1978 E dirsi ciao
(Giancarlo Golzi, Aldo Stellita, Piero Cassano, Carlo Marrale e Antonella Ruggiero)
Matia Bazar
-
1° (vincitori)
Sanremo Artisti 1983 Vacanze romane
(Carlo Marrale e Giancarlo Golzi)
Matia Bazar
-
Sanremo Artisti 1985 Souvenir
(Aldo Stellita, Carlo Marrale e Sergio Cossu)
Matia Bazar
-
10°
Sanremo Artisti 1988 La prima stella della sera
(Aldo Stellita, Sergio Cossu e Carlo Marrale)
Matia Bazar
-
19°
Sanremo Artisti 1992 Piccoli giganti
(Aldo Stellita, Sergio Cossu, Carlo Marrale e Laura Valente)
Matia Bazar
-
Sanremo Artisti 1993 Dedicato a te
(Laura Valente, Maurizio Bassi, Sergio Cossu, Aldo Stellita e Carlo Marrale)
Matia Bazar
-
Sanremo Artisti 2000 Brivido caldo
(Giancarlo Golzi e Piero Cassano)
Matia Bazar
-
Sanremo Artisti 2001 Questa nostra grande storia d'amore
(Giancarlo Golzi e Piero Cassano)
Matia Bazar
-
Sanremo Artisti 2002 Messaggio d'amore
(Giancarlo Golzi e Piero Cassano)
Matia Bazar
-
1° (vincitori)
Sanremo Artisti 2005 Grido d'amore
(Giancarlo Golzi e Piero Cassano)
Matia Bazar
Sergio Muniz
Finalista(3ª categoria Gruppi)
Sanremo Artisti 2012 Sei tu
(Piero Cassano, Giancarlo Golzi e Fabio Perversi)
Matia Bazar
Platinette;

(per Viva l'Italia!), Al Jarreau, (nel brano Speak Softly Love di Gianni Boncompagni e Nino Rota e nel brano We're In This Love Together di Al Jarreau)"

Non finalista
Il simbolo "-" indica che il relativo campo non veniva contemplato nella categoria del Festival in oggetto.

Festival Italiano[modifica | modifica sorgente]

  • 1993: con L'amore non finisce mai

Festivalbar[modifica | modifica sorgente]

  • 1978: con Tu semplicità
  • 1980: con Italian Sinfonia
  • 1987: con Noi e Mi manchi ancora
  • 1989: con Stringimi
  • 1992: con Piccoli giganti
  • 1993: con Svegli nella notte
  • 2000: con Non abbassare gli occhi

Un disco per l'estate[modifica | modifica sorgente]

  • 1975: con Stasera... che sera!
  • 2000: con Non abbassare gli occhi
  • 2001: con Dolce canto e Cose della vita
  • 2002: con Ritmo della luna
  • 2004: con vari successi del gruppo

Napoli prima e dopo[modifica | modifica sorgente]

  • 2006: con Resta cu'mme
  • 2007: con Malafemmena
  • 2009: con 'A canzuncella

Festival di Tokyo[modifica | modifica sorgente]

  • 1984: con Aristocratica

Vota la voce[modifica | modifica sorgente]

  • 1977: con Solo tu
  • 1980: con Italian sinfonia
  • 1983: con Elettrochoc
  • 1984: con Aristocratica
  • 1987: con Noi
  • 2000: con Brivido caldo

Altre manifestazioni canore[modifica | modifica sorgente]

  • 1978: Festa d'inverno - Disco Neve con Solo tu
  • 1981: Musicaneve con Fortuna
  • 1983: Rimini Myfest con Il video sono io
  • 1985: Countdown con Ti sento

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (LIJ) Giovanni Casaccia (a cura di), Dizionario Genovese-Italiano, 2ª ed., Genova, Gaetano Schenone, 1876, p. 503. OL14818337M. URL consultato il 29 dicembre 2013.
    «Mattëia s.f. mattia, mattezza, insania, pazzia, demenza, follia, ecc.: cose, azioni, parole da matto».
  2. ^ Renzo Stefanel, Matia Bazar: paese che non ha più campanelli in Blog Retroterra, anni '80, RockIt, 2 settembre 2009. URL consultato il 27 marzo 2014.
  3. ^ Giacomo Pellicciotti, Matia Bazar 2, il ritorno in Spettacoli, la Repubblica, 7 agosto 1991, p. 25. URL consultato il 19 gennaio 2014.
  4. ^ Gloria Pozzi, Matia Bazar: donna nuova, pop nuovo in archivio storico, Corriere della Sera, 2 novembre 1992, p. 34. URL consultato il 29 marzo 2014.
  5. ^ Mario Luzzatto Fegiz, La terza via esiste: si chiama Matia Bazar in archivio storico, Corriere della Sera, 17 aprile 1993, p. 28. URL consultato il 29 marzo 2014.
  6. ^ Stefania Ulivi, FESTA Per i vent'anni del gruppo in archivio storico, Corriere della Sera, 23 novembre 1995, p. 37. URL consultato il 29 marzo 2014.
  7. ^ Elia Perboni, Matia Bazar, ritorno al futuro in archivio storico, Corriere della Sera, 31 maggio 1997, p. 51. URL consultato il 29 marzo 2014.
  8. ^ Matia Bazar, morto Stellita: Claudio gli dedica lo show in archivio storico, Corriere della Sera, 10 luglio 1998, p. 35. URL consultato il 29 marzo 2014.
  9. ^ Alba Solaro, Matia Bazar: "Il nostro marchio? Rigore ed eleganza" in Tuttosanremo/cronaca, la Repubblica online, 26 febbraio 2000. URL consultato il 29 marzo 2014.
  10. ^ Gino Castaldo, Matia Bazar "Brivido caldo" in Tuttosanremo, recensione, la Repubblica online, 26 febbraio 2000. URL consultato il 29 marzo 2014.
  11. ^ a b Addio ai Matia Bazar, canto da sola in archivio storico, Corriere della Sera, 19 febbraio 2004, p. 41. URL consultato il 29 marzo 2014.
  12. ^ Ambrosia J.S. Imbornone, Matia Bazar: c’è tutta una storia intorno, ma anche un presente in Recensioni, MusicalNews, 10 agosto 2005. URL consultato il 27 marzo 2014.
  13. ^ Un altro divorzio nei Matia Bazar in Spettacolo, TGcom24, 29 aprile 2010. URL consultato il 3 aprile 2014.
  14. ^ Mezzanotte torna coi Matia Bazar in Spettacolo, TGcom24, 20 settembre 2010. URL consultato il 18 aprile 2014.
  15. ^ Musica:'Gli occhi caldi di Silvie', in radio il singolo dei Matia Bazar, 21 ottobre 2010. URL consultato il 31 ottobre 2010.
  16. ^ EXTRA Per i Matia Bazar, il nuovo album è "Conseguenza logica", 17 aprile 2011. URL consultato il 17 aprile 2011.
  17. ^ Castelraimondo, luci accese sui Matia Bazar, 16 aprile 2011. URL consultato il 17 aprile 2011.
  18. ^ Le Novae - Sanremo 2012, ecco la lista dei big e dei duetti

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gianluca Testani (a cura di), Enciclopedia Rock Italiano, Arcana Editrice, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vincitori del Festival di Sanremo Successore
Homo Sapiens 1978 Mino Vergnaghi I
Elisa 2002 Alexia II