Nilla Pizzi

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Nilla Pizzi
Fotografia di Nilla Pizzi
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Periodo di attività 1940 – 2011
Etichetta Parlophon, Cetra, La Voce del Padrone, RCA Italiana, Titanus, Sprint, SIR, Joker, BDM, Equipe, Ariston Records, Dischi Ricordi, NAR International
Gruppi Squadra Italia
Album pubblicati 27
Studio 27
Raccolte 6
Sito web
« Grazie dei fior, fra tutti gli altri li ho riconosciuti, mi han fatto male eppure li ho graditi, son rose rosse e parlano d'amor. Grazie dei fior e addio per sempre addio, senza rancor »
(Nilla Pizzi, Grazie dei fiori)

Nilla Pizzi, all'anagrafe Adionilla Pizzi (Sant'Agata Bolognese, 16 aprile 1919Segrate, 12 marzo 2011), è stata una cantante italiana. Fu la vincitrice del primo Festival di Sanremo nel 1951. Nell'anno seguente si posizionò prima, seconda e terza.

Nella sua carriera ha partecipato a dieci Festival di Sanremo, sette volte in gara presentando 31 brani, due volte come ospite, ed una come presentatrice: ha conquistato 2 primi posti, 4 secondi posti , 2 terzi posti, un intero podio, e 2 premi alla carriera.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Figlia di Angelo, agricoltore che curava anche la manutenzione stradale per conto del comune e di Maria, sarta a domicilio, Nilla Pizzi aveva due sorelle minori, Liliana e Denisa, le quali in seguito daranno vita ad un laboratorio di maglieria molto rinomato in paese. Le tocca in sorte un nome di battesimo sbagliato, per un errore anagrafico, dato che avrebbe dovuto chiamarsi Dionilla, per accontentare la nonna[1]. Il cognome Negrini, da più parti attribuito alla sua effettiva anagrafe, è stato da lei stessa giudicato un'inspiegabile leggenda metropolitana.

Dopo aver frequentato l'avviamento professionale, si impiega dapprima come piccinina di sartoria, poi al panificio militare di Casaralta e infine come collaudatrice di apparecchi radio alla Ducati di Bologna. Prima ancora che nel mondo della canzone, la Pizzi si mise in evidenza nel campo delle rassegne di bellezza che, alla fine degli anni trenta, cominciavano a fare la loro apparizione. Partecipò al concorso Cinquemila lire per un sorriso, ideato nel 1939[2] dal pittore e grafico pubblicitario Dino Villani, concorso che fu in un certo senso l'antesignano della futura manifestazione Miss Italia (che prese avvio solo nel dopoguerra).

Il 24 settembre 1940, sposa Guido Pizzi, un giovane manovale edile che nonostante abbia il suo stesso cognome, molto diffuso nella zona, non è un suo parente. Pochi giorni dopo il matrimonio, il marito viene richiamato alle armi e la coppia si separerà per sempre senza più riunirsi. Sempre nel 1940, tramite l'appoggio di uno zio ufficiale dell'esercito, inizia ad esibirsi negli spettacoli organizzati per le Forze Armate, facendosi addirittura eleggere mascotte del 35º Reggimento Fanteria di Bologna.

Nel 1942 Nilla Pizzi vince, davanti a diecimila concorrenti, un concorso per Voci Nuove indetto dall'EIAR (la futura RAI-Radiotelevisione italiana), interpretando i brani Tu musica divina, successo di Alberto Rabagliati e Domani non m'aspettar, già cavallo di battaglia di Oscar Carboni. Inizia ad esibirsi con l'orchestra Zeme, debuttando alla radio nello stesso anno, eseguendo il motivo Casetta fra le rose, composto da Guido Cergoli.

Passata nella formazione di Cinico Angelini, il 20 febbraio 1944 incide il suo primo disco per la Parlophon, duettando con Bruna Rattani in Valzer di primavera e accompagnando Elsa Peyrone in Ronda solitaria. Il 23 febbraio, arriva anche la sua prima canzone solista: Alba della vita (che la Pizzi però ha sempre negato di aver interpretato, sostenendo che si sia trattato di un errore della Parlophon sull'etichetta[3][4]).

Allontanata dalla radio dopo un giudizio negativo sentenziato dal maestro Tito Petralia nella primavera del 1944, a causa della sua voce considerata troppo sensuale ed esotica per il regime fascista, nella stagione 1945/1946 gira i teatri e le sale da ballo di tutta Italia, al seguito dell'orchestra del maestro Cinico Angelini, al quale si è nel frattempo legata anche sentimentalmente, ma si esibisce anche con l'orchestra Gimelli e con quella della sala Gay di Torino.

Fa ritorno stabilmente alla radio nel 1946, con sé un contratto discografico che la lega alla Cetra; reclamata da La Voce del Padrone, che rivendicava un precedente contratto, è costretta ad incidere utilizzando alcuni pseudonimi quali Isa Marletti, Ilda Tulli, Conchita Velez, Carmen Isa; alcuni dischi escono senza alcuna dicitura (come anonimi). Tutto questo fino al 1949 anno in cui la Pizzi potrà finalmente tornare ad incidere solo col proprio nome.

Nonostante tutto, nel frattempo è diventata popolarissima, raccogliendo ampi consensi lanciando brani come Chico chico, Càe Càe (entrambe in duetto con Tony Stella), Ho lasciato il paese del cuore, Tchiou Tchiou, Oh papà!, Cocoricò (una delle prime composizioni di Renato Carosone, su testo di Giovanni D'Anzi, che si firma Notorius), Maria de Bahia (con Alfredo Clerici e Clara Jaione), Donde vien, donde vas? (col Duo Fasano), La ultima noche, Dopo di te, O mama mama, Vivere baciandoti, È troppo tardi, Cantando, Ancora, La raspa, Acercate mas, Quizas quizas quizas, Samba del tranvai.

Nel periodo che va dal 1948 ed il 1950 cambiarono le tendenze ed i gusti del pubblico, grazie all'affermazione dello stile latino-americano imposto attraverso Hollywood da Xavier Cugat e Carmen Miranda, e quindi si diffusero anche in Italia brani al ritmo di samba, rumba, baiòn, calypso e cha cha cha. Nilla Pizzi seppe destreggiarsi anche in brani allegretti grazie ad interpretazioni ironiche. Celebri anche i suoi duetti col collega Luciano Benevene, (col quale, finito l'amore per Angelini, ha imbastito una movimentata storia d'amore), che spaziano da canzoni come Bongo Bongo, Che si fa con le fanciulle? fino alla fortunatissima Avanti e indrè.

Gli anni Cinquanta: le vittorie a Sanremo[modifica | modifica sorgente]

Il 1950 la vede interprete di numerosi motivi che si rivelano subito altrettanti successi come Ciliegi rosa, Che bel fiulin, Nulla, scritta per lei da Casasco, contrabbasso dell'orchestra Angelini, Italia mia,Quiereme mucho. Nel 1951 vince il primo Festival di Sanremo con Grazie dei fiori, piazzandosi anche seconda con La luna si veste d'argento, cantata in duetto con Achille Togliani. Grazie dei fiori venderà 36 000 copie a 78 giri, vero record per l'epoca.

L'anno successivo trionfa nuovamente al Festival di Sanremo conquistando l'intero podio (primo, secondo e terzo premio) rispettivamente con Vola colomba, Papaveri e papere e Una donna prega, che rimane un record a tutt'oggi mai eguagliato da nessun altro cantante. Luca Goldoni parlando della Pizzi in un suo articolo la definisce "la Regina della Canzone Italiana", titolo con cui passerà alla storia. Le sue canzoni segnano un'epoca: Vola colomba accompagna il ritorno di Trieste all'Italia mentre Papaveri e papere, che vende 75 000 copie, viene tradotta in quaranta lingue, fa il giro del mondo e ispira anche il titolo di un film con Walter Chiari. Ne incide una storica versione pure il tenore Beniamino Gigli.

Nel 1952 nasce il Festival di Napoli, che vince con Desiderio 'e sole in coppia con Franco Ricci, conquistando anche il terzo posto con Margellina, cantata in abbinamento con Sergio Bruni. Al Festival di Sanremo del 1953 si piazza "solo" seconda con Campanaro presentata in coppia con Teddy Reno. Subito però si rifà con altre incisioni che ne confermano l'alto successo: Me voy pa'l pueblo, Anema e core, El marinerito, Stelle e lacrime, Inganno, Malasierra (canzone di cui cura anche il testo), Padam padam, Non è la pioggia, Chérie, Mandolino napoletano, Duska, 'O ciucciariello, Mondina, Eternamente, Canzone appassionata, Statte vicino a me.

Nel frattempo riempie le cronache rosa la sua relazione col cantante Gino Latilla, col quale duetta in numerosi celebri motivi come Colpa del bajon, Col tricche-ballacche, El bajon, Amico tango, Volevo dir di no. Sostituita da Vittoria Mongardi al Festival di Sanremo del 1954, colpita dal tentato suicidio di Gino Latilla (dopo essere stato lasciato da lei), decide di cambiare casa discografica, diventa magrissima e si fa bionda. È la protagonista di alcuni fortunati film musicali come Ci troviamo in galleria di Mauro Bolognini (dove recita accanto a Carlo Dapporto e Sofia Loren), e Canzone appassionata di Giorgio Simonelli.

I suoi ammiratori fondano in suo onore a Torino, il primo fan club della storia della canzone italiana, chiamato Il salottino di Nilla. Nasce inoltre la moda delle "cartoNille", facsimile delle cartoline postali che recano invece la scritta "cartonilla postale", con varie immagini della Pizzi incollate davanti, che i suoi fans si scambiano per gli auguri natalizi e le comunicazioni sui suoi concerti. Nel 1954 lancia alla Piedigrotta, sotto le stelle di Anacapri, la celeberrima Luna caprese, ricevendo ben otto richieste bis; per tutto il mese di maggio inoltre dà il buongiorno ai radioascoltatori con il motivo O mese d'e rrose.

L'anno successivo partecipa assieme a Teddy Reno e Alberto Talegalli alla rivista musicale Rosso e nero di Corrado, ottenendo ampi successi. Compie poi una fortunata tournée in America, partecipando a trasmissioni radiofoniche e televisive, incidendo dischi e trionfando con la canzone Croce di oro; il Progresso Italo-Americano di New York scrive che il titolo di "Regina della Canzone Italiana" non è affatto una trovata pubblicitaria, bensì il giusto appellativo per la Pizzi.

Nel 1957 vince il Festival di Velletri con Dicembre m'ha portato una canzone in coppia con Nunzio Gallo; parallelamente trionfa al Festival della nuova canzone siciliana con il motivo Sicilia bedda. Intraprende con Paolo Bacilieri una tournée in Russia, da cui porterà in Italia i brani Kira e Podmoskovnye večera (conosciuta in italiano come Mezzanotte a Mosca), incisi con la Roman New Orleans Jazz Band di Carlo Loffredo. Nello stesso anno sposa segretamente ad Acapulco il chitarrista Carlo Porti, dal quale si separerà pochi mesi dopo.

Nel 1958 torna al Festival di Sanremo dove si piazza seconda e terza, rispettivamente con L'edera e Amare un altro ripetute da Tonina Torrielli e da Gino Latilla (è l'unica cantante che riesce a insidiare il boom di Domenico Modugno, vincitore con Nel blu dipinto di blu). Nel 1959 vince Canzonissima (con il brano L'edera), il Festival di Barcellona (in coppia con Claudio Villa che presentava Binario), il Premio della Critica del Festival della canzone italiana (Premio della Critica Sanremese) (con Adorami). Inoltre si piazza terza al Festival di Napoli con Vieneme 'nzuonno, assieme a Sergio Bruni.

Gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1960 ritorna al Festival di Sanremo ed entra in finale con la canzone Colpevole in coppia con Tonina Torrielli, mentre viene eliminato dopo il primo ascolto il brano Perdoniamoci, ripetuto da Achille Togliani. Negli anni sessanta, con l'avvento degli urlatori, viene messa da parte dalle nuove tendenze musicali; riuscirà tuttavia a continuare a riscuotere successi sotto l'egida della casa discografica RCA Italiana.

Apre un elegante night ad Acapulco chiamandolo Portofino, omaggiando Fred Buscaglione prematuramente e tragicamente scomparso proprio in quel periodo. Tra i frequentatori del locale, grossi nomi del calibro di Frank Sinatra, Sammy Davis jr., Curd Jürgens e Caterina Valente. Nel 1962 si presenta al Primo Cantagiro dove canta Un mondo per noi, senza arrivare in finale. Nello stesso anno intraprende la prima di una serie trentennale di fortunate tournée in Australia, dove appare anche alla tv locale.

Nel 1964 è tra i 42 partecipanti della prima edizione di Un disco per l'estate 1964, con la canzone Abbronziamoci insieme. Nello stesso anno partecipa, dimostrando grande autoironia, alla parodia televisiva de I tre moschettieri per la serie Biblioteca di Studio Uno, diretta da Antonello Falqui ed allestita dal Quartetto Cetra, interpretando la Regina Anna d'Austria e Claudio Villa - ovviamente - Re Luigi XIII.

Nilla Pizzi, ospite di Mina a Milleluci (1974)

Riceve dal Governo Libico il prestigioso premio "Grande Cervo d'Oro" e nel 1965 vince il Festival di Sandrigo (Vicenza) con il motivo Ti, te se timido. Diretta da Alberto Lattuada interpreta Sostrata nella riduzione cinematografica de La mandragola di Machiavelli, accanto a Totò, Romolo Valli, Rosanna Schiaffino e Philippe Leroy.

È del 1968 un'altra fortunata tournée americana, durante la quale ha l'onore di esibirsi al fianco di Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Perry Como e Rosemary Clooney. Nel 1970 incide l'album Scritte per me, con dodici pezzi firmati dai più grandi autori e compositori italiani come Pino Calvi, Carlo Donida, Bruno Pallesi, Leo Chiosso, Carlo Alberto Rossi fino allo scrittore Leonida Répaci e ai conduttori Pippo Baudo e Paolo Limiti. L'album segna il passaggio alla sua nuova casa discografica: Equipe.

Nel 1972 il suo album Con tanta nostalgia vince il Premio della Critica Discografica, allora molto ambito. Nel 1981 Gianni Ravera la chiama a presentare il Festival di Sanremo, accanto a Claudio Cecchetto; la Pizzi è la madrina ufficiale della manifestazione nel trentesimo anniversario dalla prima edizione. Dal 1986 al 1990 forma assieme a Carla Boni, Gino Latilla e Giorgio Consolini, il gruppo "Quelli di Sanremo", col quale si esibisce in numerose manifestazioni e incide anche un 33 giri nel 1989.

Attiva nel corso di tutti gli anni settanta e gli anni ottanta, è presente in numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, compie tournée in tutto il mondo (in particolare in Australia e Canada) e si esibisce nelle piazze e nei teatri di tutta Italia e in numerose edizioni della Festa de l'Unità. Dal 1988 al 1992 è stata conduttrice di un varietà televisivo locale Romagna Mia.

Nella stagione televisiva 86/87 ha condotto un programma L'allegro giovedì su Antenna 3 che come sigla aveva la canzone Un giorno all'italiana tratta dall'omonimo LP. Nel 1989 partecipa a C'era una volta il festival con Grazie dei fiori pur non accedendo alla finale, le venne consegnata una targa-premio, assegnatagli da una commissione, dove veniva riconosciuta Grazie dei fiori come canzone più bella dei 40 anni del Festival di Sanremo.

Gli anni Novanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990 partecipa alla trasmissione C'era una volta il festival con Papaveri e Papere in una nuova versione a swing, ma non accede alla finale. Negli anni novanta è stata spesso ospite dei programmi televisivi RAI condotti da Paolo Limiti (E l'Italia racconta... 1996, Ci vediamo in TV 1998, Alle 2 su Raiuno 2000, Ci vediamo su RaiUno 2002) in cui ha reinterpretato più di cinquecento canzoni di vario genere e repertorio.

In occasione del Festival di Sanremo 1994 fece parte del gruppo Squadra Italia, appositamente costituito per l'occasione, cantando il brano Una vecchia canzone italiana, classificatosi diciannovesimo. Nel 1992 le è stato attribuito il premio "Personalità Artistica" alla Carriera. Un cammeo è sicuramente una sua partecipazione ad uno sketch con Aldo, Giovanni & Giacomo con Giovanni che interpretava il DJ Disco-Metallaro Johnny Glamour in una puntata di Mai dire Gol del Lunedì.

Approfittando della sua notorietà e del suo carisma, soprattutto sugli anziani, compariva nelle televisioni private come imbonitrice in televendite di "Piramidi della fortuna"[5]: piccole piramidi in rame che promettevano fortuna, amore e soluzione di tutti i problemi di salute. Secondo quanto annunciava Nilla Pizzi durante la trasmissione che andava in onda su Rete Mia, la piramide avrebbe avuto la capacità di far risbocciare l'amore tra due persone semplicemente ponendo le foto dei due protagonisti sotto l'oggetto e sarebbe anche stata in grado di migliorare le condizioni economiche degli acquirenti.

Veniva venduta a un prezzo superiore alle 200.000 lire fino al 1995, quando un'indagine della questura di Genova interruppe bruscamente l'affare. È stata vittima svariate volte della trasmissione tv Scherzi a parte: rimasti famosi gli episodi del 1992 dove mentre cantava Grazie dei fiori le persone nello studio si picchiavano e nel 1995 quando era dentro una stalla di fronte a un "cavallo prodigio" che cantava Vola Colomba.

Gli anni 2000[modifica | modifica sorgente]

Nilla Pizzi negli anni duemila

Nel 2001 ha reinterpretato il brano Grazie dei fiori in chiave rap, assieme alla boy band 2080. Con lo stesso gruppo presenta il brano Io e te alla commissione selezionatrice del Festival di Sanremo 2002, che viene respinto. Il 1º giugno 2002 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la nomina Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.

L'anno seguente, nel 2003, durante il Festival di Sanremo le viene assegnato il prestigioso Premio alla Carriera. Nello stesso anno torna in sala di registrazione, incidendo l'album Insieme si canta meglio, che comprende dodici duetti con grandi nomi dello spettacolo quali Platinette, Valeria Marini, Don Backy, Mino Reitano ed altri. Nell'estate dello stesso anno, stupendo tutti, decide di partecipare ad un tour estivo in tutta Italia accompagnata dalla star televisiva Platinette, un progetto presto interrotto a causa di problemi di salute. Colpita da una patologia vascolare, è stata costretta a seguire un lungo periodo di riabilitazione, che l'ha tenuta lontano dal mondo dello spettacolo per un intero biennio.

È tornata sui suoi passi tra il 2005 e il 2006 apparendo ospite di altre trasmissioni televisive come Domenica In e Sanremo contro Sanremo. Nel 2006 ha inciso un duetto assieme a Michele Paulicelli intitolato Vicino a chi se non a te, che attualmente rimane la sua ultima incisione. Il 2008 e il 2009 l'hanno vista tra i protagonisti dell'estate musicale di Ozzano dell'Emilia dove si è esibita assieme a Giorgio Consolini, col quale ha duettato anche nel settembre del 2008 a Capannori durante i festeggiamenti del 40º Anniversario dell'Associazione Lucchesi nel Mondo.

Le voci divulgate da Lorena Bianchetti il 22 febbraio 2009 nel corso del programma Domenica in, circa un "peggioramento delle sue condizioni di salute", sono state ampiamente smentite. Nel giorno del suo 90º compleanno le sono arrivati gli auguri personali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e molti quotidiani e trasmissioni televisivi l'hanno omaggiata; Mina, nella sua rubrica all'interno del quotidiano La Stampa, ha scritto che: "Io ho imparato molto dalla sua voce, ed è giusto ammetterlo, finalmente".

Nel corso dei festeggiamenti ha annunciato la prossima uscita di un cd contenente canzoni e poesie e una crociera tra le isole greche. Nilla Pizzi ha aderito ufficialmente al progetto Amiche per l'Abruzzo. L'iniziativa è partita da Laura Pausini che ha organizzato insieme ad altre cinquanta cantanti italiane, tra cui la Pizzi, un concerto che si è tenuto il 21 giugno 2009 allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano. Il ricavato della serata è andato alla ricostruzione in Abruzzo. Il 4 luglio 2009 Nilla Pizzi ha ritirato personalmente un premio alla carriera conferitole, durante la festa della decennale della squadra azzurra 2000, ad opera di Lele Mora.

Il 14 agosto 2009 le è stato conferito un altro premio alla carriera ad Alassio da parte del comune di Sanremo. In settembre è stata nuovamente in tournée in crociera sul Mediterraneo assieme al collega Giorgio Consolini. Nilla Pizzi ha fatto un inatteso ritorno in televisione durante la trasmissione televisiva Domenica Cinque condotta da Barbara d'Urso, il 15 novembre 2009, apparendo in un collegamento in diretta dalla casa di Lele Mora dove la Pizzi era invitata insieme ad altri colleghi ed amici tra cui Loredana Bertè.

Gli anni 2010-2011: Sanremo e il nuovo album postumo[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 2010 è ospite d'onore durante la terza serata del Festival di Sanremo 2010, dopo l'omaggio tributatole da Carmen Consoli, che sul palco ha interpretato Grazie dei fiori: Nilla Pizzi, accompagnata sul palco da quattro giovani e con indosso un maestoso abito disegnato appositamente per lei da uno stilista napoletano, ha accennato il ritornello di Vola colomba[6] dimostrando di avere ancora un'intonazione perfetta e di aver mantenuto la sua caratteristica voce bruna e ferma[7]. Subito dopo, la cantante è stata insignita del premio Città di Sanremo[7].

In questa occasione il critico TV Mariano Sabatini scrive sul quotidiano Metro:

« Sanremo si addice a Nilla Pizzi. Benché ami dire di essere nata con il Festival, la “regina” della canzone italiana veleggia gagliardamente verso i 91 anni e stasera duetterà sul palco dell'Ariston con una delle colleghe più originali e dirompenti, Carmen Consoli, sulle note di Grazie dei fiori [...] Un simile spirito indomito, non intaccato dai recenti problemi di salute brillantemente risolti, sia d'esempio ai coetanei e ai non pochi giovani afflitti da abulia. »

Domenica 28 febbraio 2010 Nilla Pizzi ha partecipato, in qualità di ospite, al 'Carnevale di Cento', dove è salita sul palco e, accompagnata alla chitarra da Giovanna Nocetti, ha intonato alcune delle sue più famose canzoni. Nel numero di marzo 2010 della rivista musicale Musica leggera viene pubblicata una lunga intervista, rilasciata dalla Pizzi ad Enzo Giannelli, in cui la cantante racconta le fasi principali della sua carriera; questa risulterà essere l'ultima intervista ufficiale rilasciata dalla cantante.

Il 29 marzo 2010 Nilla Pizzi è apparsa come ospite della trasmissione televisiva condotta da Paolo Limiti Minissima 2010, andata in prima serata su Rai 2 per celebrare i settanta anni della tigre di Cremona. Durante la serata la Pizzi ha cantato dal vivo ed ha ricordato il suo duetto a Mille luci con Mina in cui cantarono Papaveri e papere. Il 9 luglio 2010 Nilla Pizzi, accompagnata dal suo agente, Lele Mora, ha inaugurato la terza edizione del "Padova Pride Village", e, aiutata dalla cantautrice Giovanna Nocetti, ha intonato i ritornelli di "Vola Colomba" e "Papaveri e Papere".

Nell'agosto 2010, insieme al collega di sempre Giorgio Consolini, ha partecipato ancora una volta ai festeggiamenti dell' "Estate di Ozzano". A settembre 2010 ha iniziato i lavori per la registrazione di un nuovo album di inediti che avrebbe dovuto vedere la luce nel 2011. Il 12 aprile 2011, trigesimo della scomparsa della cantante, viene pubblicato il suo album postumo, Tutto Nilla Pizzi.[8]

La scomparsa[modifica | modifica sorgente]

Nilla Pizzi si spegne improvvisamente la mattina del 12 marzo 2011 in una clinica di Milano, all'età di 91 anni in seguito ad un intervento, che inizialmente aveva ben sopportato.[9] Nella stessa clinica il 13 e 14 marzo 2011 è stata allestita la camera ardente mentre i funerali della cantante si sono tenuti il 15 marzo 2011 a Milano nella Basilica di Santa Eufemia.

Negli stessi giorni che hanno succeduto la dipartita della cantante è stato indetto lutto cittadino a Sant'Agata Bolognese, suo paese natale. Il 16 marzo Nilla Pizzi è stata tumulata nella cappella di famiglia dove riposano pure i genitori. A renderle omaggio i suoi concittadini che si sono stretti attorno alle ceneri della cantante insieme ai familiari formando un corteo. Molti gli omaggi e i ricordi, oltre a quelli dei mass media, quelli degli amici di sempre, come Giorgio Consolini, Teddy Reno, Pippo Baudo, che l'ha ricordata come una donna solare ed energica, fino a Carmen Consoli, che ha definito la Pizzi come una parte integrante della cultura musicale italiana, anche perché ha raggiunto i 71 anni di carriera ufficiale.

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica sorgente]

  • 1951
    • Grazie dei fiori - primo posto
    • La luna si veste d'argento - secondo posto
    • Eco tra gli abeti con Achille Togliani - quinto posto
    • La margherita con il Duo Fasano - ottavo posto
    • È l'alba - Non finalista
    • Ho pianto una sola volta - Non finalista
    • Mia cara Napoli - Non finalista
    • Notte di Sanremo - Non finalista
    • Tutto è finito - Non finalista
  • 1952
    • Vola colomba - primo posto
    • Papaveri e papere - secondo posto
    • Una donna prega - terzo posto
    • Nel regno dei sogni - decimo posto
    • Buonanotte ai bimbi del mondo con il Duo Fasano - Non finalista
    • Il valzer di Nonna Speranza con il Duo Fasano - Non finalista
    • Ninna nanna dei sogni perduti - Non finalista
  • 1994
    • Una vecchia canzone italiana - capitanando il gruppo Squadra Italia - diciannovesimo posto
  • 2003
    • Come ospite e le viene consegnato il premio alla carriera città di Sanremo
  • 2010
    • Come ospite e le viene consegnato per la seconda volta il premio alla carriera città di Sanremo, inoltre accenna le canzoni con le quali ha vinto i primi due festival Grazie dei fior e Vola colomba

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grande ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 5 maggio 2003. Di iniziativa del Presidente della Repubblica

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

La discografia di Nilla Pizzi è basata su quella ricostruita da Enzo Giannelli[10]

78 giri[modifica | modifica sorgente]

33 giri - 25 cm[modifica | modifica sorgente]

33 giri - 30 cm[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

CD e Musicassette[modifica | modifica sorgente]

Discografia estera[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paolo Ruggieri, Canzoni italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol. II, pag.229-240
  2. ^ Fonte: Undo.net.
  3. ^ B.G. Lingua, Le canzoni dei ricordi: 1944-1945, Fonit Cetra, LCR 3012, 1979
  4. ^ Enzo Giannelli, Tutti i pezzi della Pizzi, pubblicato su Raro! n° 3, maggio-giugno 1988, pag. 24
  5. ^ Fonte: corriere della sera
  6. ^ Alessandra Vitali, Il ripescaggio salva Pupo e Scanu. Sul palco la regina Nilla Pizzi., la Repubblica, 18 febbraio 2010. URL consultato il 19 febbraio 2010.
  7. ^ a b Le ragazze di Sanremo, e Nilla (la Levi Montalcini della canzone), La Stampa, 19 febbraio 2010. URL consultato il 19 febbraio 2010.
  8. ^ Tutto Nilla Pizzi: un cd per ricordare la cantante - News Musica - Tutto Gratis
  9. ^ ANSA, Addio a Nilla Pizzi, regina di Sanremo, 13 marzo 2011
  10. ^ con la collaborazione di Claudio Avenali e pubblicata con il titolo Tutti i pezzi della Pizzi su Raro! n° 3, maggio-giugno 1988, pag. 22-27 e n° 4, novembre-dicembre 1988, pag. 54-55
  11. ^ la Pizzi però ha sempre negato di aver interpretato questo brano, sostenendo che si sia trattato di un errore della Parlophon sull'etichetta; cfr. B.G. Lingua, Le canzoni dei ricordi: 1944-1945, Fonit Cetra, LCR 3012, 1979; Enzo Giannelli, Tutti i pezzi della Pizzi, pubblicato su Raro! n° 3, maggio-giugno 1988, pag. 24

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Sciotti, Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, ed. Luca Torre, 2011.
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Pizzi Nilla, di Enzo Giannelli, pagg. 1359-1366.
  • Enzo Giannelli, con la collaborazione di Claudio Avenali, Tutti i pezzi della Pizzi, articolo in due parti pubblicato su Raro! n° 3, maggio-giugno 1988, pag. 22-27 e n° 4, novembre-dicembre 1988, pag. 54-55
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, 2009, alla voce Nilla Pizzi
  • Giuliano Zunino, Nilla Pizzi la regina - Intervista, pubblicata su Raro! n° 102, luglio 1999, pag. 68-71
  • Enzo Giannelli, Nilla Pizzi miss Sanremo - Intervista, pubblicata su Musica leggera n° 9, marzo 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Vincitori del Festival di Sanremo Successore
Prima edizione Nilla Pizzi (1951) Nilla Pizzi I
Nilla Pizzi Nilla Pizzi (1952) Carla Boni/Flo Sandon's II

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