Tony Renis

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Tony Renis
Tony Renis
Tony Renis
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Periodo di attività 1958-2004
Etichetta Combo Record, La voce del padrone, CDI, RCA Italiana; Numero Uno, EMI Italiana, Hispavox, Cheque Disque, A voz do dono
Album pubblicati 6
Studio 6

Tony Renis, pseudonimo di Elio Cesari (Milano, 13 maggio 1938), è un cantautore, attore e produttore discografico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del pittore Orfelio Cesari (anche autore con lo pseudonimo Orfelius) ha una sorella minore, Fernanda.

Dopo i primi esordi, ancora fanciullo, sul palcoscenico del teatro parrocchiale di San Lorenzo alle colonne, inizia la vera e propria attività nel mondo musicale a metà degli anni cinquanta, dapprima con il suo nome ed in seguito con lo pseudonimo Tony Renis: si esibisce nei locali notturni di Milano e in seguito nei teatri di avanspettacolo del circondario milanese in coppia con Adriano Celentano, suo amico di infanzia, nell'imitazione rispettivamente di Dean Martin e Jerry Lewis. Sempre durante questi anni trascorre le stagioni estive all'Elba, isola che reputa uno dei più bei posti al mondo[1], esibendosi in imitazioni degli idoli dell'epoca, come Elvis Presley e suonando abitualmente all'Hotel Del Golfo di Procchio.

Nel 1958, ottenuto un contratto con la Combo Record, casa discografica di proprietà di Gorni Kramer, pubblica i suoi primi 45 giri, con cover di successi italiani e americani. Nel 1959, passato alla Voce del Padrone, esordisce come cantautore vincendo la Sei giorni della canzone, interpretando Tenerezza, brano che alcuni anni dopo verrà ripreso, con maggior successo commerciale, da Gianni Morandi.

Tony Renis e Mina

Nel 1961 debutta al Festival di Sanremo con Pozzanghere (con un testo scritto da suo padre), ma non viene ammesso in finale.

L'anno successivo si ripresenta con Quando quando quando, canzone nata dalla collaborazione con Alberto Testa: la canzone non vince, ma arriva prima in classifica per dieci settimane in Italia e nona in Germania e fa il giro del mondo e viene reincisa in centinaia di versioni da interpreti di varie nazionalità.

L'enorme successo commerciale ed artistico di Quando quando quando risarcisce ampiamente Tony Renis dalla sconfitta di Sanremo, sconfitta da cui avrà comunque modo di rifarsi vincendo nel 1963 la gara televisiva di Canzonissima con Quando quando quando e il Festival con il brano Uno per tutte.

Tony Renis sul palco del Festival di Sanremo 1962; in primo piano il maestro Gianni Ferrio

Nel 1964, nonostante Tony presti il servizio militare, partecipa ancora al Festival di Sanremo con la canzone: I sorrisi di sera in coppia con Frankie Avalon. Nello stesso anno partecipa al programma televisivo di varietà "Za-bum" e realizza il 45 giri Cara fatina/Lettera a Pinocchio per la CDI, lavorando con Quincy Jones come arrangiatore e Phil Ramone come tecnico del suono; il disco viene inciso in sette lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco, svedese e giapponese) e pubblicato in molte nazioni[2].

Il 1966 è l'anno di Nessun' altra che te e del nuovo contratto con la casa discografica RCA Italiana. Questi anni, dal 1966 al 1972, lo vedono protagonista nel jet set internazionale: Montecarlo, Saint Moritz, Parigi, Londra e Hollywood.

Il 1967 è l'anno di Quando dico che ti amo: la canzone, che arriverà seconda, al Festival di Sanremo, viene presentata dall'esordiente Annarita Spinaci in coppia con il gruppo Les Surfs. Di qui, grazie anche al rilancio da parte della sua nuova casa discografica, riparte una nuova serie di successi: dalla stessa Quando dico che ti amo che anche lui incide, a Non mi dire mai goodbye, presentata a Un disco per l'estate, da Frin frin frin a L'aereo parte, entrambe sigle televisive, da Il posto mio (Sanremo 1968, in coppia con Domenico Modugno) a Canzone blu (Sanremo 1970).

Tony Renis con Quincy Jones, Brambilla (direttore ufficio vendite CDI), Pier Quinto Cariaggi (titolare della CDI) e Phil Ramone nel 1964

Tuttavia, il suo desiderio è quello di proporre a Mina, sua grande amica dai tempi degli esordi, un brano che da tempo custodisce nel cassetto, ma che è sicuro di poter trasformare in un successo internazionale se interpretato dalla voce giusta: il brano è Grande grande grande, e Mina ne farà uno dei più grandi successi della sua carriera. All'estero, con il titolo Never never never, verrà interpretato da Shirley Bassey e, dopo molti anni, ripreso anche da Céline Dion in duetto con Luciano Pavarotti, con il titolo I hate you then I love you.

Nel 1970 è il cameriere Leopoldo Brandmayer ne Al cavallino bianco per il Teatro Verdi (Trieste) con Aldo Fabrizi e Sandro Massimini nel Teatro Stabile Politeama Rossetti.

All'inizio degli anni settanta Tony si trasferisce negli USA, prima a New York e poi a Los Angeles, dove conosce tra gli altri Stevie Wonder, Quincy Jones, Frank Sinatra.

Nel 1978 la casa discografica Warner Bros. gli propone di cavalcare l'onda della disco music ed esce Disco Quando, reincisione con un nuovo arrangiamento del suo cavallo di battaglia Quando quando quando.

Nel frattempo, durante la sua permanenza negli Stati Uniti, si esibisce a Las Vegas come cantante, diventa produttore discografico e scrive colonne sonore, diventando uno degli italiani più famosi degli USA (verrà soprannominato "Mister Quando Quando Quando"). Frequenta Gregory Peck, Charlton Heston, Kirk Douglas e conosce personalmente Ronald Reagan e la moglie Nancy, scrive e produce canzoni per Diana Ross, Julio Iglesias, Lionel Richie e lancia Nikka Costa, la bambina-prodigio figlia del celebre direttore d'orchestra Don Costa, riuscendo a portarla al numero uno delle classifiche italiane e internazionali.

Nel 1992 sposa Elettra Morini, Prima Ballerina Etoile del Teatro alla Scala, con matrimonio celebrato a Milano.

Tony Renis con Celine Dion e Andrea Bocelli

Nel febbraio 1999 vince il Golden Globe e ottiene una candidatura all'Oscar con The Prayer dal cartone animato Quest for Camelot (La spada magica) cantata da Céline Dion e Andrea Bocelli.

Nel 2000 in occasione del 50º Anniversario del Festival della Canzone Italiana gli viene conferito il Premio Speciale alla Carriera - San Remo 2000, tributo per il suo grandissimo impegno nel far conoscere la musica italiana nel mondo.

Nello stesso anno è Mercurio in Adriana Lecouvreur (opera) con Fiorenza Cedolins diretto da Daniel Oren e la regia di Mauro Bolognini al Teatro Verdi di Trieste.

Il 2001 è l'anno della miniserie televisiva Cuore prodotta da Canale 5 per la quale scrive, con Massimo Guantini(con il quale scrive anche la canzone Milan,milan), la canzone dei titoli di coda Se la gente usasse Il cuore con la quale nel 2002 riceve il premio Telegatto.

Il 2002 è l'anno dei riconoscimenti internazionali: il Ministero per gli Affari Esteri nomina infatti Tony Renis Ambasciatore della Canzone Italiana nel Mondo, ennesimo riconoscimento al talento e al lavoro svolto come rappresentante della musica italiana all'estero.

Dopo quel riconoscimento l'“Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali” lo insignisce del titolo di Accademico della Musica Italiana e l'Accademia Pontificia Tiberina lo nomina Accademico tiberino.

Nel 2004 la RAI (Radio Televisione Italiana) lo nomina direttore artistico della 54º edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Tony Renis e Frank Sinatra

Terminata l'esperienza sanremese, Tony torna alla composizione e realizza il tema della pellicola Christmas in Love, componendo la canzone Merry Christmas in Love, premiata nel 2005 con il David di Donatello (Oscar italiano), la Grolla d'oro, il premio Saint-Vincent per il cinema e il Globo d'Oro, il premio cinematografico della stampa estera in Italia.

Dopo aver ricevuto sempre nel 2005 il Premio alla carriera Federico Fellini al Festival del Cinema di Roma, Tony torna negli USA. L'Hollywood Foreign Press Association gli riconosce una candidatura al Globo d'oro nella categoria miglior canzone originale, per il brano Merry Christmas in Love.

Nel 2006 Tony è di nuovo protagonista della scena della musica mondiale. A febbraio realizza finalmente il progetto che inseguiva da molti anni: Amore, realizzato e coprodotto con David Foster e Humberto Gatica e interpretato da Andrea Bocelli. Amore diventa in breve tempo un grande successo internazionale in cui spiccano le partecipazioni di Stevie Wonder e Christina Aguilera, rese possibili dalla determinazione di Renis stesso.

L'oramai costante presenza di Tony a fianco di Andrea Bocelli si esalta l'anno successivo. È il 2007 e, sempre con David Foster e Humberto Gatica, produce 5 brani del cd The Best of (VIVERE). Nell'estate dello stesso anno, nella splendida cornice del Teatro del Silenzio di Laiatico, il trio Foster – Gatica – Renis produce il DVD di quello che forse viene considerato il più bel concerto di Andrea Bocelli.[senza fonte]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

33 giri pubblicati all'estero[modifica | modifica wikitesto]

45 giri pubblicati all'estero[modifica | modifica wikitesto]

EP pubblicati all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefano Taglione, Un amore che dura da 50 anni fra Tony Renis e l'isola d'Elba in Il Tirreno, 23 agosto 2009, p. 07. URL consultato il 14 febbraio 2010.
  2. ^ Un disco in sette lingue per tutti i bambini del mondo, pubblicato in Musica e dischi n° 220, ottobre 1964, pag. 26

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Renis, Tony
  • Enzo Giannelli, Tony Renis, in Gli urlatori, tutti i figli italiani di Elvis, Roma, Armando Curcio Editore, 2012,a pagg. 119-120
  • Fabiano Petricone, Quando Quando Quando: L'ultimo grande classico della canzone italiana nel mondo, Roma, Donzelli Editore, 2013 [1]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vincitori del Festival di Sanremo Successore
Domenico Modugno/Claudio Villa Tony Renis/Emilio Pericoli (1963) Gigliola Cinquetti/Patricia Carli