Numero Uno (casa discografica)
| Numero Uno | |
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| Nazione | |
| Fondazione | 1969 |
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Fondata da |
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| Sede principale | Milano, Galleria del Corso 2[1] |
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musicale |
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La Numero Uno è una casa discografica indipendente creata da un gruppo di autori musicali precedentemente legati alla Dischi Ricordi, a causa di dissensi artistici con la casa madre.
Indice |
[modifica] Storia
Giulio Rapetti, in arte Mogol, suo padre Mariano, in arte Calibi e il produttore Alessandro Colombini sono i fondatori dell'etichetta che, grazie ad accordi intercorsi con Ennio Melis, viene distribuita dalla RCA Italiana, a loro si affiancano Lucio Battisti, Franco Daldello e Carlo Donida.
Il logo della Numero Uno (un numero uno di colore bianco in un cerchio arancione, su fondo verde) è ideato dal disegnatore Guido Crepax.[2] La sede è a Milano in Galleria del Corso.
Il primo 45 giri viene pubblicato alla fine dell'estate 1969: si tratta della canzone Questo folle sentimento, con testo di Mogol e musica di Battisti, affidata alla Formula 3, un gruppo rock d'avanguardia appena costituitosi, tra i primi acquisti della casa discografica.
Accanto alla Formula 3 vengono lanciati Edoardo Bennato, il gruppo fiorentino La Verde Stagione, l'Anonima Sound, di cui fa parte il giovane Ivan Graziani e il duo dei Computers.
Lucio Battisti, pur partecipando agli utili come azionista, fino al 1971 continuerà ad incidere per la Ricordi per motivi contrattuali.
Tra i musicisti che collaborano con l'etichetta ricordiamo innanzitutto il già citato Carlo Donida, anch'egli distaccatosi dalla Ricordi, autore di successi sanremesi come Al di là, ma anche di Prigioniero del mondo e La compagnia, tra i pochi brani di altro autore mai eseguiti da Battisti, a lui si affiancano giovani e promettenti autori come Mario Lavezzi, il bassista Damiano Dattoli, Bruno Tavernese e Oscar Prudente.
Successivamente l'etichetta riesce a mettere sotto contratto artisti già affermati, come Tony Renis e il cantautore genovese Bruno Lauzi, reduce dalla Ariston, che esordisce con un 45 giri contenente due brani di Mogol-Battisti, Mary oh Mary e E penso a te, quest'ultima destinata col tempo a diventare un classico della canzone italiana.
Negli anni dal 1971 al 1973, nei quali inizia ad avvalersi degli enormi successi di vendita di Lucio Battisti, la Numero uno tenne a battesimo e valorizzò numerosi giovani talenti della musica italiana, quali la Premiata Forneria Marconi, Adriano Pappalardo ed Eugenio Finardi; negli anni seguenti arriva il successo di Toni Esposito e di Ivan Graziani, già chitarrista di Battisti.
L'autonomia imprenditoriale dell'etichetta discografica cessa alla fine del 1974, quando viene ceduta per la somma di 400 milioni di lire alla multinazionale RCA (oggi Sony BMG), l'etichetta è sopravvissuta tuttavia come marchio fino ai primi anni novanta, continuando a pubblicare la maggior parte dei dischi di Lucio Battisti.
[modifica] I dischi pubblicati
La datazione si basa sull'etichetta del disco, o sul vinile o, infine, sulla copertina, qualora nessuno di questi elementi avesse una datazione, viene seguita la numerazione del catalogo, se esistenti, sono segnati oltre all'anno il mese e il giorno (quest'ultimo dato si trova, a volte, stampato sul vinile).
[modifica] 33 giri
[modifica] 45 giri
[modifica] Note
- ^ Luciano Ceri, Pensieri e parole: Lucio Battisti. Una discografia commentata Coniglio editore, pagina 395
- ^ Luciano Ceri, Pensieri e parole. Lucio Battisti: una discografia commentata, Coniglio editore, 2008, Pagina 188..
- ^ Prevista nel 1972, l'uscita del disco venne rimandata di qualche settimana, per cui uscì a gennaio dell'anno seguente; questo spiega il numero di catalogo inferiore a quello di dischi pubblicati successivamente
- ^ Realizzato con copertina standard forata e distribuito in pochissime copie promozionali per gli addetti ai lavori
- ^ Stessi brani dell'emissione precedente ma in formato disco mix