Fausto Leali

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Fausto Leali
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Rhythm and blues
Beat
Soul
Periodo di attività 1960 – in attività
Etichetta Nuova Enigmistica Tascabile, The Red Record, Music, Jolly, Ri-Fi, Philips Records, CBS, CGD, Itaca, Dischi Ricordi
Album pubblicati 23
Studio 18
Live 2
Raccolte 3
Sito web

Fausto Leali (Nuvolento, 29 ottobre 1944) è un cantante italiano contraddistinto da una vocalità caratteristica che gli ha fruttato l'appellativo di negro bianco [1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Fausto Leali nasce a Nuvolento, in provincia di Brescia, il 29 ottobre del 1944.

Il suo primo maestro di chitarra è Tullio Romano, componente dei Los Marcellos Ferial.

A 14 anni avviene il suo primo ingaggio come professionista nell'orchestra di Max Corradini. A 16 anni entra nell'orchestra del fisarmonicista jazz Wolmer Beltrami.

Nel 1961 incide il suo primo 45 giri, con lo pseudonimo Fausto Denis. Nello stesso anno scrive ed incide la sua canzone “Amarti Così”. In seguito, nascerà il sodalizio con la band “I Novelty”. Incide diversi dischi, tra i quali le due cover dei BeatlesPlease Please Me” e “Lei ti Ama” (She Loves You).

Inizia quindi a dedicarsi alla musica nera, in particolare al soul, che ben si addice alle caratteristiche della sua voce.

Il successo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 arriva il suo primo vero successo con A chi (versione italiana della canzone americana "Hurt" cantata da Roy Hamilton nel 1954, lanciata negli Usa nel 1960 dalla cantante Timi Yuro e che anni dopo verrà reincisa anche da Francesco De Gregori). Il brano arriva in prima posizione per quattro settimane in Italia e nono in Austria conquistando 4 dischi d'oro per aver venduto oltre 4.000.000 di copie nel mondo. Nello stesso anno partecipa per la prima volta a Un disco per l'estate con Senza di te, che in seguito verrà incisa anche da Ornella Vanoni.

L'anno successivo sposa la cantante Milena Cantù, già ragazza del Clan Celentano, dalla quale avrà due figlie, Deborah e Samantha.

Reduce dal grande successo di A chi partecipa al Festival di Sanremo 1968 interpretando Deborah.

Fausto Leali canta "A chi" nel 1967

La canzone viene anche replicata da Wilson Pickett (artista di fama internazionale) e questo duetto segnerà l'inizio di una profonda amicizia tra Leali e Pickett, che farà anche da padrino alla sua primogenita Deborah, come la canzone omonima.

Poco dopo incide Angeli negri (cover di "Angelitos Negros", brano di Pedro Infante del 1948, dal film omonimo, di cui i versi sono del poeta e politico Venezuelano Andrés Eloy Blanco, già interpretato da Antonio Machin, cantante iberocubano e ripreso poi da Marino Barreto jr nel 1959), che ripete il successo di "A chi".

Nel 1969 partecipa a Sanremo con un brano intitolato "Un'ora fa". Nel 1970, ancora a Sanremo, scrive "Hippy".

Nel 1971 partecipa al primo Festivalbar con il brano "America". Il singolo comprende anche una canzone scritta dallo stesso Fausto intitolata "Si chiama Maria", che in seguito Giorgio Moroder inciderà con il titolo I'm free now.

Partecipa nel 1969 a Un disco per l'estate con "Tu non meritavi una canzone", poi nel 1970 con "Si chiama Maria" e nel 1974 con "Solo lei" (incisa anche da Mina).

Nel 1975 arrangia e interpreta, in maniera personale, un classico della canzone napoletana, "Vierno". Dalla collaborazione con Mogol, autore dei testi, nasce il progetto dell'album "Amore dolce, amore amaro, amore mio".

Nel 1976 interpreta "Io camminerò" scritta da Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi. La canzone verrà pubblicata anche in spagnolo "Yo caminaré".

Nel 1980 gli viene proposta ancora una canzone napoletana "Malafemmena" (scritta dal grande Totò). Fausto accetta e ne incide una versione che sarà la sigla di una serie televisiva dedicata a Totò.

Nel 1986 Mina vuole che Fausto duetti con lei nel brano "Via di qua", che sarà anche sigla televisiva del programma "30 anni della nostra storia" in onda il sabato sera.

Nel 1987 Fausto ritorna al Festival di Sanremo cantando il brano Io amo scritto da Toto Cutugno. Il brano si classifica al 4º posto e vende oltre 400.000 copie conquistando 2 dischi di platino.

Di spicco anche il duetto con Loredana Berté in "Notte d'amore" scritta da T. Cutugno e F. Leali.

L'anno dopo è di nuovo sul palco dell'Ariston con Mi manchi, che dopo qualche anno verrà anche incisa da Andrea Bocelli. Nel 1988 nasce il terzo figlio, che chiamerà Francesco Faustino, avuto dalla sua seconda compagna italo-canadese Claudia.

Fausto Leali partecipa al Festival di Sanremo 1989, vincendo con il brano Ti lascerò cantato in coppia con Anna Oxa. I due proporranno insieme all'Eurovision Song Contest Avrei voluto.

Torna ancora a Sanremo nel 1992 con il brano Perché di Aleandro Baldi e Giancarlo Bigazzi.

Nel 1994 viene realizzato l'album intitolato "Anima nuda" pubblicato anche in spagnolo "Alma desnuda" scritto interamente dall'artista. Nel 1996 firma il contratto con la R.T.I e incide un disco di soli cover, dal titolo "Non solo blues", realizzato interamente a New York con una band R&B di grande prestigio, certificato disco d'oro.

Nel 1997 partecipa a Sanremo con il brano "Non ami che te" e pubblica il secondo album di cover "Non solo blues 2" registrato negli Stati Uniti.

All'inizio del 2002 torna a Sanremo con il brano "Ora che ho bisogno di te", cantato in coppia con Luisa Corna[2]

Nel 2003 si ripresenta al Festival con il brano "Eri tu", che grazie al successo discografico permetterà a Leali di ottenere il Disco di Platino per aver venduto oltre 130.000 copie in 15 giorni.

Nel 2006, dopo aver partecipato al reality show di Rai 2 Music Farm, pubblica come cantautore l'album "Profumo e kerosene" dove sono presenti 10 brani inediti.

Prende parte al Festival di Sanremo 2009 con il pezzo "Una piccola parte di te."[3]

Nel 2012 partecipa alla prima edizione del talent show di Rai1 Tale e Quale Show.

Nel 2014, dopo oltre cinquanta anni di carriera, viene pubblicato il suo primo libro autobiografico, Notti piene di stelle, scritto a quattro mani con il giornalista musicale Massimo Poggini[4].

Nel mese di giugno dello stesso anno sposa a Foggia la vocalist Germana Schena.

Partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Album Cover[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Live[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

  • 1961 - Il mondo di Suzie Wong/Veleno dolce (Nuova Enigmistica Tascabile, NET 334; inciso con lo pseudonimo Fausto Denis; sul lato B canta Orio Consigli)
  • 1961 - I magnifici sette/Madonnina delle due strade (Nuova Enigmistica Tascabile, NET 339; inciso con lo pseudonimo Fausto Denis; sul lato B canta Orio Consigli)
  • 1961 - Lei/Non sono più la tua ragazza (Nuova Enigmistica Tascabile, NET 342; inciso con lo pseudonimo Fausto Denis; sul lato B canta Elda Bianchi)
  • 1961 - Amarti così/Lo squilibrato (The Red Record, 10160; inciso con lo pseudonimo Fausto Denis)
  • 1962 - Un bacio e poi/Giochiamo all'amore (Music, 2351)
  • 1962 - Portami tante rose/Non insistere (Music, 2364)
  • 1963 - Please please me/5 giorni (Jolly, J 20209)
  • 1963 - Follie d'estate/Non voglio più piangere (Jolly, J 20216)
  • 1964 - La campagna in città/Ho perduto (Jolly, J 20232)
  • 1964 - Lei ti ama/Danza senza nome (Jolly, J 20237)
  • 1964 - Allora non era amore/Baby Jane (Jolly, J 20267)
  • 1965 - Raccontalo ad un altro/Un bacio in più (Jolly, J 20298)
  • 1965 - Sha la la/Sorriderai (Jolly, J 20329)
  • 1966 - È solo un gioco/Per un momento ho perso te (Ri-Fi, RFN NP 16151)
  • 1966 - Mamma perdonami/E non lo scorderai (Ri-Fi, RFN NP 16156)
  • 1967 - A chi/Se qualcuno cercasse di te (Ri-Fi, RFN NP 16167)
  • 1967 - Senza di te/Oscurità (Ri-Fi, RFN NP 16205)
  • 1967 - Senza luce (A whiter shade of pale)/Per un momento ho perso te (Ri-Fi, RFN NP 16225)
  • 1968 - Deborah/Non importa se (Ri-Fi, RFN NP 16242)
  • 1968 - Angeli negri/Potrai fidarti di me (Ri-Fi, RFN NP 16256)
  • 1968 - È colpa sua/Chiudo gli occhi e conto a sei (Ri-Fi, RFN NP 16319)
  • 1969 - Un'ora fa/Non l'hai capito (Ri-Fi, RFN NP 16328)
  • 1969 - Tu non meritavi una canzone/Sono un uomo che non sa (Ri-Fi, RFN NP 16347)
  • 1969 - Portami con te/Sei stata troppo tempo in copertina (Ri-Fi, RFN NP 16365)
  • 1970 - Hippy/Una voce amica (Ri-Fi, RFN NP 16386)
  • 1970 - Ave Maria no morro/Jasemine (Ri-Fi, RFN NP 16412)
  • 1971 - Si chiama Maria/America (Philips, 6025 028)
  • 1971 - Lei/Piango per chi (Philips, 6025 040)
  • 1972 - L'uomo e il cane/La mia primavera (Philips, 6025 049)
  • 1972 - Karany karanué/Buongiorno professore (Philips, 6025 061)
  • 1973 - La bandiera di sole/Il vento lo racconterà (Philips, 6025 085)
  • 1973 - Quando me ne andrò/Canto per lei (Philips, 6025 105)
  • 1974 - Solo lei/Non andremo mai in paradiso (Philips, 6025 114)
  • 1975 - Amore amaro, amore dolce, amore mio (CBS, 3656)
  • 1976 - Io camminerò/L'ultima volta (CBS, 4392)
  • 1977 - Vierno/Di sera (CBS, 5271)
  • 1978 - Tu non mia/Soli non si può (CBS, 10111)
  • 1980 - Musica ti amo/A costo di morire (Ciao, 505)
  • 1981 - Malafemmena/Il tuo posto (Ciao, 521)
  • 1981 - Canzone facile/Non ti arrendi mai (ITS, 160001)
  • 1982 - Gente comune/Vado col vento (DDD, ZBDR 7264)
  • 1983 - Canzone amara/Camminando (DDD, DDD A 3328)
  • 1986 - Via di qua/Cosa manca (PDU, P.A. 1153) (solo lato A, con Mina; lato B di Mina)
  • 1987 - Io amo/Notte d'amore (CBS, 650376 7)
  • 1988 - Mi manchi/Col tempo (CBS, 651413 7)
  • 1989 - Ti lascerò (CBS, 654698 7) (con Anna Oxa)
  • 1989 - Avrei voluto/Avrei voluto (Instrumental) (CBS, 654926 7) (con Anna Oxa)
  • 1992 - Perché/Pitzinnos in sa gherra (Ricordi, Promo 371) (promo per juke-box, solo lato A; lato B dei Tazenda)

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Duetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scheda biografica su rockol.it
  2. ^ Successo annunciato: il Festival ai Matia Bazar in Corriere della Sera, 10 marzo 2002, p. 33. URL consultato il 23 febbraio 2011.
  3. ^ Mario Luzzatto Fegiz, Le pagelle in Corriere della Sera, 21 febbraio 2009, p. 53. URL consultato il 1º marzo 2011.
  4. ^ Notti piene di stelle, Rizzoli editore

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 2660775 SBN: IT\ICCU\UBOV\514880