Jerry Lewis

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« Ero sempre in ritardo a scuola, a causa dei fumetti. Facevo tardi a scuola e allora successe che, a forza di far tardi, dovetti frequentare la scuola serale di mattina all'alba. »
(Jerry Lewis in "Artisti e modelle")
Jerry Lewis in una foto pubblicitaria del 1973
Jerry Lewis signature.svg

Statuetta dell'Oscar Oscar Premio umanitario Jean Hersholt 2009

Jerry Lewis, nato Joseph Levitch (Newark, 16 marzo 1926), è un attore, comico e regista statunitense, uno dei cosiddetti "mostri sacri" del mondo dello spettacolo americano, ma celebre anche nel resto del mondo, considerato il comico per eccellenza del cinema statunitense del dopoguerra.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a Newark, nel New Jersey, il 16 marzo del 1926, figlio di Daniel Levitch, un attore di vaudeville, e di Rachel "Rae" Levitch (nata Brodsky), ambedue immigrati russi di origine ebraica. Jerry trascorse l'infanzia girando in piccoli teatri di provincia con i genitori ed esordì in palcoscenico nel 1931 come componente di un coro. Quando dovette cominciare a frequentare la scuola, fu affidato dai genitori a una zia ad Albany e, in seguito, mandato a studiare in un collegio a Irvington. Qui si fece notare, più che per lo studio, per le imitazioni dei compagni e degli insegnanti. La sua carriera scolastica comunque finì presto, quando venne espulso dal collegio per aver picchiato un insegnante che parlava male degli ebrei.

Cominciò a guadagnarsi la vita con una serie di lavori occasionali: commesso, magazziniere in una fabbrica di cappelli, fattorino in un albergo, maschera in un cinema-teatro di Brooklyn. Proprio qui, negli intervalli degli spettacoli provò a mettere in scena brevi sketch in cui imitava in playback le movenze di cantanti famosi.

Esentato dal servizio militare per la perforazione di un timpano a seguito di un'otite, debuttò nella sua prima tournée nel 1944 toccando varie città degli Stati Uniti e del Canada. In questa occasione conobbe la giovane cantante Esther Calonico (in arte Patty Palmer) e la sposò nell'ottobre di quello stesso anno. Da lei ebbe sei figli e se ne separò dopo 36 anni di matrimonio, nel 1980.

Il sodalizio con Dean Martin[modifica | modifica wikitesto]

Jerry Lewis (a destra) con l'amico Dean Martin.

Un altro significativo incontro avvenne due anni dopo, con un cantante di stile confidenziale di origine italiana: Dino Crocetti, meglio conosciuto come Dean Martin. Il 26 giugno 1946, durante uno spettacolo, a causa dell'assenza di un attore, Lewis propose di far debuttare il suo amico. Il successo fu immediato, e insieme i due diventarono la coppia di attori più celebre dell'epoca, un sodalizio portato avanti per i successivi dieci anni in teatro, al cinema e in televisione, interrotto per motivi personali nel 1956.

I due formarono una coppia comica perfettamente bilanciata, nella quale il fascino e la sicurezza di Martin si contrapponevano ai tic e alle maniere impacciate e scoordinate di Lewis. I comici che si erano affermati prima della guerra erano ormai decaduti: i Fratelli Marx girarono il loro ultimo film nel 1949, Stanlio e Ollio si preparavano a emigrare in Europa dove, dopo un lungo periodo di silenzio, realizzarono il loro ultimo film Atollo K, mentre la coppia Bob Hope-Bing Crosby stava per esaurire la serie di film Road to.... Alla fine degli anni quaranta il pubblico sentiva il bisogno di una comicità più moderna, e il duo si distinse grazie a una comicità basata sull'interazione tra i personaggi piuttosto che su scenette scritte e pianificate a tavolino. Lewis e Martin acquisirono velocemente la fama a livello nazionale, dapprima con i loro spettacoli nei night club, successivamente quali star di un loro programma radiofonico, poi con una serie di apparizioni televisive e infine al cinema come protagonisti di una serie di film prodotti dalla Paramount Pictures.

Il loro primo film fu La mia amica Irma (1949), al quale fece subito seguito Irma va a Hollywood (1950). I due film erano la trascrizione cinematografica di scenette che i due avevano già recitato in una trasmissione radiofonica a puntate, ai quali Lewis aggiunse alcune gag mimico-gestuali (famoso il duetto con uno scimpanzé che fuma, beve e gioca a carte) che poi caratterizzeranno tutto il suo modo di recitare.

La coppia lavorò insieme a ben sedici lungometraggi tra i quali Attente ai marinai (1951), Morti di paura (1953), Il nipote picchiatello (1955), Artisti e modelle (1955) e Hollywood o morte! (1956), gli ultimi due diretti dal regista Frank Tashlin, collaborando inoltre a centinaia di apparizioni a teatro, in tv, in radio, e a decine di incisioni musicali. Ad attestare la popolarità della coppia, la DC Comics pubblicò dal 1952 la serie a fumetti intitolata The Adventures of Dean Martin and Jerry Lewis.

Il 25 luglio 1956, a dieci anni esatti dall'inizio della loro unione artistica, Lewis e Martin annunciarono la loro separazione nel corso di uno show al Copacabana di New York. Da più parti arrivarono richieste, ingaggi e proposte affinché i due si ricongiungessero, ma la rottura fu definitiva. L'affiatamento era venuto meno a causa dello sbilanciamento dei ruoli cinematografici via via sempre più a sfavore di Martin. Particolarmente imbarazzante fu la pubblicazione di una fotografia sulla copertina di Look Magazine, che nel 1954 utilizzò un'immagine pubblicitaria del duo, tagliando però la metà della foto in cui appariva Martin. La serie a fumetti continuò ad essere pubblicata ancora per un anno dopo lo scioglimento della coppia, per poi continuare fino al 1971, con il solo Lewis come protagonista assoluto. In questa seconda fase della serie, Lewis si incontrava spesso con supereroi come Superman, Batman, e vari altri personaggi della DC Comics.

La carriera dopo la separazione[modifica | modifica wikitesto]

La separazione artistica sembrò nei primi tempi giovare soprattutto a Dean Martin, che cominciò ad essere ingaggiato in ruoli più significativi (I giovani leoni, Qualcuno verrà, Un dollaro d'onore) mentre Lewis apparve in pellicole (Il delinquente delicato, Il marmittone) che rischiavano di ingabbiarlo in una comicità ormai di maniera.

A salvarlo dalla routine fu la ripresa della collaborazione con Frank Tashlin con altri quattro film tra cui Il balio asciutto (1958) e Il Cenerentolo (1960).

Attività come regista[modifica | modifica wikitesto]

Jerry Lewis nel film L'idolo delle donne.

Nel 1960, l'uscita di Il Cenerentolo venne rimandata al Natale successivo per problemi di post-produzione, ma la Paramount aveva bisogno di un nuovo film da lanciare nel periodo estivo, e chiese a Lewis di produrne uno. Lewis realizzò quindi Ragazzo tuttofare, suo debutto alla regia. Usando come location il Fontainebleau Hotel di Miami, con un bilancio ristretto a disposizione, con brevi tempi di ripresa e nessun copione pronto, Lewis girò il film giorno per giorno. Bill Richmond collaborò all'ideazione delle scene e delle gag, ispirate alle comiche del periodo del cinema muto. Durante la produzione, Lewis sviluppò la tecnica del video assist, usando molteplici monitor che gli permettevano di rivedere, in tempo reale, il girato. In seguito, la tecnica utilizzata da Lewis divenne pratica abituale di qualsiasi altro regista.

Quasi per caso Lewis diventò quindi anche regista dei suoi film, proseguendo brillantemente la sua carriera nel cinema e diventando uno dei registi più apprezzati in Europa, osannato nei Cahiers du Cinéma dalla critica francese come "il regista totale" (The Total Film-maker divenne anche il titolo di un libro in cui Lewis mise per iscritto gli argomenti di un corso di arte drammatica che aveva tenuto a Hollywood), l'unico in grado di rendere un film comico "registicamente perfetto".

Dopo Ragazzo tuttofare, ben accolto dappertutto da critica e pubblico fuorché in Italia, Lewis diede seguito alla sua carriera di regista dirigendo svariati altri film, di cui spesso scrisse anche la sceneggiatura, inclusi L'idolo delle donne e Il mattatore di Hollywood (entrambi del 1961), Jerry 8¾ (1964) e il suo acclamato capolavoro, Le folli notti del dottor Jerryll (1963).

Nel 1965 Lewis diresse la commedia I sette magnifici Jerry, scritta insieme a Bill Richmond: è la storia di una orfanella milionaria che deve scegliere il suo nuovo "tutore" tra sei catastrofici zii, tutti quanti interpretati dallo stesso Lewis. Del 1970 è Scusi, dov'è il fronte?, film che ottenne un clamoroso successo in Francia, ma che venne snobbato in patria.

Nel 1972 Lewis recitò e diresse l'inedito The Day the Clown Cried, un melodramma ambientato in un campo di concentramento nazista. Lewis raramente parla di questo film, ma una volta spiegò che la sua mancata distribuzione fu dovuta a difficoltà finanziarie e dispute legali con gli sceneggiatori. L'insuccesso del progetto, a cui Lewis si sentiva molto legato, lo portò ad una lunga pausa dall'attività cinematografica, in cui si dedicò prevalentemente alle sue trasmissioni televisive di beneficenza. Tornò al cinema solo nel 1980 con la regia e l'interpretazione in Bentornato picchiatello.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Lewis provò anche a intraprendere una carriera musicale parallela al cinema negli anni cinquanta, conquistando un buon successo in classifica con la canzone Rock-a-Bye Your Baby with a Dixie Melody (una canzone cantata originariamente da Al Jolson e diventata famosa grazie a Judy Garland), così come con la canzone It All Depends On You, nel 1958. Queste, e altre canzoni, saranno successivamente raccolte nell'album Jerry Lewis Just Sings.

Jerry Lewis MDA Telethon[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Telethon.
Jerry Lewis nel 1981 durante l'annuale edizione del Telethon.

Il Jerry Lewis MDA Telethon (conosciuto anche come The Jerry Lewis MDA Labor Day Telethon) è un decennale programma televisivo presentato da Jerry Lewis, con lo scopo di raccogliere fondi a favore della Muscular Dystrophy Association (MDA), associazione che aiuta i malati di distrofia muscolare. Va in onda annualmente sin dal 1966.

Nel corso degli anni, alla trasmissione hanno partecipato come ospiti molte stelle di prima grandezza e il programma è riuscito a raccogliere svariati miliardi di dollari. Nell'edizione del 1976, a sorpresa comparve in scena l'ex partner artistico di Lewis, Dean Martin, chiamato sul palco da Frank Sinatra, amico di entrambi. Martin e Lewis si riappacificarono, abbracciandosi di fronte a un pubblico in delirio e mettendo fine a una disputa durata anni.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Jerry Lewis al festival di Cannes 2009.

Il fisico dell'attore ha subìto le conseguenze di cadute e piroette effettuate nelle scene spericolate girate nei film, riportando anche la rottura di una vertebra nei primi anni sessanta; l'assunzione massiccia di steroidi lo fece ingrassare fino ad arrivare a pesare 120 chili; subì poi una crisi di nervi dalla quale uscì a fatica, e venne colpito da una forte meningite virale, la cui intensità di dolore lo portò sull'orlo del suicidio.

Ritornò al cinema nel 1983, quando Martin Scorsese lo chiamò per interpretare Re per una notte, accanto a Robert De Niro. Nello stesso 1983, a 56 anni, Jerry sposò a sorpresa SanDee Pitnick, una trentaseienne ex-ballerina di Las Vegas, con la quale convive tuttora. I due adottarono una bambina nel 1992, Danielle Sarah.

In anni recenti Jerry Lewis si è sottoposto a numerosi interventi al cuore, con l'impianto di quattro by-pass, e nel 1992 gli è stato asportato un cancro alla prostata. Soffre di diabete e fibrosi polmonare.

Nonostante i gravi problemi di salute, è ancora attivo sul palcoscenico (live show a Las Vegas e diversi seminari sul buonumore) e nella produzione cinematografica (è produttore esecutivo nei remake dei suoi storici film).

Nel giugno 2013 Lewis è stato ricoverato d'urgenza in ospedale, dopo essere stato trovato privo di sensi nella sua stanza d'albergo a New York. L'anziano comico, che avrebbe dovuto presenziare ad un evento in onore di Tom Cruise, si sarebbe sentito male a causa di un problema di ipoglicemia. Secondo l'addetto stampa di Lewis, il ricovero sarebbe stato semplicemente a scopo precauzionale.[1]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Ha due stelle sulla Hollywood Walk of Fame.

Jerry ha vinto il premio di Miglior Regista dell'Anno per ben otto volte dal 1960 a oggi; tre volte in Francia, e una in Italia, Belgio, Germania, Spagna e Olanda. Il critico cinematografico francese Robert Benayoun, ha scritto: «Considero Jerry Lewis, da quando è morto Buster Keaton, il maggiore artista comico del nostro tempo. Rispecchia perfettamente i tempi in cui viviamo e contemporaneamente li critica». Il regista francese Jean-Luc Godard, una volta disse: «Jerry Lewis è l'unico regista americano al giorno d'oggi, che cerca di sperimentare qualcosa di nuovo e originale nei propri film; è molto meglio di Chaplin e Keaton».[6]

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Jerry Lewis nel 2005.

Lewis è stato spesso criticato dalle associazioni per i diritti dei disabili, che lo hanno accusato di aver costruito la propria carriera scimmiottando i movimenti spastici dei portatori di handicap. Nel 1990 egli scrisse di suo pugno un breve saggio per la rivista Parade, intitolato If I Had Muscular Dystrophy ("Se avessi la distrofia muscolare"), nel quale descriveva i malati di distrofia come "delle mezze persone".[7]

Molti appartenenti alla comunità dei disabili si sentirono offesi da questo atteggiamento pregiudiziale che, a loro parere, contribuiva a rafforzare l'idea che le persone disabili sono "come bambini, bisognosi d'aiuto per ogni cosa, senza speranza e, in definitiva, un peso per la società".[8]

Alcuni membri delle comunità per i diritti dei disabili arrivarono anche ad opporsi alla candidatura di Lewis come vincitore del premio umanitario dedicato alla memoria di Jean Hersholt.[9]

Nel febbraio 2000, Lewis sbalordì il pubblico presente allo U.S. Comedy Arts Festival dichiarando di non avere in simpatia le donne che fanno i comici. Lewis disse: «Non mi piace nessuna attrice comica. Una donna che cerca di far ridere non mi offende, però mi urta un po' i nervi. Io, come spettatore, mi trovo a disagio. Continuo a pensare alle donne come a delle macchine sforna bambini». Poco dopo giustificò la sua uscita, dichiarando che era stata citata ampiamente fuori contesto, e aggiungendo che in carriera aveva girato ben 11 film con l'attrice comica Kathleen Freeman.

Durante il Telethon del 2007, Lewis si lasciò scappare in diretta TV la parola, "frocio". Mentre parlava con un cameraman, scherzò: «Oh, la tua famiglia è venuta a vederti. Ti ricordi di Bart, il tuo figlio più grande, Jesse, il frocio ignorante...».[10][11] In seguito si scusò.[12]

Il 25 luglio 2008, Lewis fu denunciato per porto d'armi abusivo nel McCarran International Airport di Las Vegas, Nevada.[13] Il manager di Lewis disse alla stampa che l'arma era solo un pezzo da collezione non funzionante, cosa che la polizia contestava affermando che l'arma era perfettamente in grado di sparare.[14] Lewis successivamente affermò che la pistola era un regalo di un partecipante al telethon del 2007.

Nell'ottobre 2008, Lewis offese ancora la comunità gay con una affermazione fatta alla TV australiana, dichiarò infatti, che il cricket, popolare sport in Australia, «... è un gioco da froci».[15]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Stella di Jerry Lewis nell'Hollywood Walk of Fame

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Romano in Non alzare il ponte, abbassa il fiume, Un marziano sulla terra, Il mattatore di Hollywood, Scusi, dov'è il fronte?, Mezzogiorno di... fifa, Il marmittone, La mia amica Irma, Morti di paura, Il nipote picchiatello, Occhio alla palla, Più vivo che morto, Il ponticello sul fiume dei guai, Quel fenomeno di mio figlio, Il sergente di legno, Sherlocko investigatore sciocco, Stazione Luna, Jerryssimo!, Ragazzo tuttofare, C'era una volta un piccolo naviglio, Le folli notti del dottor Jerryll, Artisti e modelle, Attente ai marinai, Il balio asciutto, Boeing boeing, I sette magnifici Jerry, Il cantante matto, Il caporale Sam, Jerry 8¾', Il Cenerentolo, Il ciarlatano, Il circo a tre piste, Il delinquente delicato, Dove vai sono guai, I figli del secolo, Hollywood o morte!, L'idolo delle donne, Irma va a Hollywood, 3 sul divano, Il villaggio più pazzo del mondo, Pazzi, pupe e pillole
  • Oreste Lionello in Bentornato picchiatello e in Qua la mano picchiatello
  • Manlio De Angelis in Re per una notte e in Cookie
  • Cesare Barbetti ne Il valzer del pesce freccia
  • Paolo Modugno in Il circo a tre piste (riedizione)
  • Franco Zucca ne Il commediante
  • Massimo Dapporto e Teo Bellia nel Jerry Lewis Show e in Ciao Jerry
  • Pino Ammendola e Riccardo Polizzy Carbonelli in Comiche dell'altro mondo (lui e il suo doppio)

Da doppiatore è sostituito da:

Scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jerry Lewis trovato privo di sensi in albergo
  2. ^ a b c d Jerry Lewis Awards and Nominations at Internet Movie Database
  3. ^ In Person, p. 307
  4. ^ a b c d e Entertainment Awards Database, published by the Los Angeles Times. Accessed March 8, 2009
  5. ^ (EN) Veteran Actor Jerry Lewis To Receive Humanitarian Award At Oscars in Agenzia Nuova Cina, 3 febbraio 2009. URL consultato il 7 novembre 2013.
  6. ^ The Official Jerry Lewis Comedy Museum and Store
  7. ^ The Infamous Parade Magazine Article
  8. ^ Jerry Lewis, Jerry's Orphans and the Telethon: Disability Rag Classics
  9. ^ The Trouble with Jerry
  10. ^ Jerry Lewis Drops F-Bomb During Telethon | TMZ.com
  11. ^ YouTube
  12. ^ Steve Gorman, Jerry Lewis Apologizes for Anti-Gay Slur, Reuters, 4 settembre 2007. URL consultato il 14 maggio 2008.
  13. ^ Exclusive: Jerry Lewis Cited For Concealed Weapon
  14. ^ Jerry Lewis cited for gun in luggage - Celebrities- msnbc.com
  15. ^ Jerry Lewis Asked To Clarify 'Bad Choice Of Words', AAP, 25 ottobre 2008. URL consultato il 26 ottobre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Cremonini: Jerry Lewis, La Nuova Italia, Firenze 1979 (collana "Il Castoro Cinema", n.72)
  • Jerry Lewis: Scusi dov'è il set ? Confessioni di un film-maker, Arsenale editrice, Venezia 1982. (Titolo originale: The Total Film-Maker, 1971)
  • Mauro Marchesini: Jerry Lewis. Un comico a perdere, Casa Editrice Mazziana, Verona 1983.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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