The Day the Clown Cried

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The Day the Clown Cried
Titolo originale The Day the Clown Cried
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1972
Durata  ?
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Jerry Lewis
Sceneggiatura Joan O‘Brien, Charles Denton, Jerry Lewis
Interpreti e personaggi

The Day the Clown Cried (Il Giorno in cui il Clown pianse) è un film incompiuto e inedito del 1972 diretto e interpretato da Jerry Lewis. Basato su una sceneggiatura scritta a quattro mani da Joan O'Brien e Charles Denton, il film è uno dei più celebri casi di film "perduto" della storia del Cinema, grazie alle polemiche inerenti alle sue premesse e contenuti, che trattano della storia di un clown da circo (Lewis) imprigionato in un campo di concentramento nazista durante la Seconda guerra mondiale. Il film anticipa, per certi versi, le tematiche del più recente e pluripremiato lungometraggio di Roberto Benigni La vita è bella.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Jerry Lewis interpreta la parte di un clown tedesco di nome Helmut Dorque[2] all’epoca della Seconda guerra mondiale. Sebbene una volta famoso e acclamato, Dorque è ormai un artista decaduto e poco considerato. Dopo esser stato cacciato dalla compagnia per aver accidentalmente causato un incidente durante uno spettacolo, si confida con la moglie, che gli consiglia di mettersi in proprio. Ubriaco, Helmut viene arrestato in un bar dalla Gestapo per aver insultato la Germania e aver preso in giro il Führer Adolf Hitler. Dopo un interrogatorio al quartier generale della Gestapo, viene imprigionato in un campo di concentramento per prigionieri politici. Passano quattro anni di prigionia, nei quali Dorque millanta il suo passato di clown famoso agli altri carcerati. Il suo unico amico in carcere è un tedesco dal cuore buono di nome Johann Keltner, la cui ragione di detenzione non viene mai esplicitamente rivelata. Gli altri detenuti chiedono a Dorque di esibirsi per loro, ma lui rifiuta. Incolleritisi, i detenuti lo spingono nel fango in cortile a riflettere sulla sua decisione. Improvvisamente, vede un gruppo di bambini ebrei ridere di lui dall‘altro lato del campo, dove gli ebrei vengono tenuti lontani dagli altri prigionieri. Felice di essere ancora apprezzato da qualcuno, Helmut si esibisce per loro fino a quando il nuovo comandante del campo gli ordina di cessare immediatamente lo spettacolo.

Dopo che le SS hanno interrotto la sua performance, lo picchiano selvaggiamente e iniziano a spingere violentemente via i bambini dal filo spinato. Inorridito, Keltner si getta su una delle guardie, ma viene presto fermato e ucciso all‘istante. Dorque, intanto, è messo in cella d'isolamento. Trovando un modo per sfruttare le sue doti comiche, il comandante gli assegna il compito di tenere alto il morale dei bambini ebrei mentre vengono fatti salire sui treni diretti ai campi di sterminio, dietro la promessa di una revisione del suo caso. Per uno scherzo del destino, Dorque finisce accidentalmente insieme a un gruppo di bambini su un treno diretto ad Auschwitz, giunto nel campo, viene destinato all’accompagnare i bimbi alle camere a gas.

Anche se riluttante, Helmut accetta il compito in cambio della promessa di libertà. Accompagnandoli alle "docce", cerca di farli ridere e di divertirli il più possibile. Dopo che tutti i bambini sono entrati nella camera a gas, sente un rimorso insopportabile ed entra lui stesso nella camera a gas con loro. Dentro cerca di farli ridere per l’ultima volta, prima di morire anch’esso sotto gli effetti dello Zyklon B insieme a tutti i bambini.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971, mentre stava esibendosi al teatro Olympia di Parigi, Lewis incontrò il produttore Nathan Wachsberger, che gli propose di dirigere ed interpretare il film sotto il completo finanziamento della sua compagnia, gli Europa Studios. In precedenza, la stessa offerta era stata fatta a diverse altre star come Bobby Darin, Milton Berle e Dick Van Dyke che avevano tutti rifiutato. Lewis inizialmente era dubbioso se accettare o meno la parte, specialmente dopo aver letto il copione, raccontò nella sua autobiografia Jerry Lewis in Person, che: «Il pensiero di interpretare Helmut mi terrorizzava». In aggiunta, sentiva di non essere adatto per la parte, a causa delle forti tematiche trattate nella pellicola.

Alla fine però, accettò dopo aver letto la sceneggiatura definitiva di Joan O'Brien e Charles Denton. Nel febbraio del 1972, visitò le rovine dei campi di concentramento di Auschwitz e Dachau e girò qualche immagine di esterni per il film; intanto riscriveva e rielaborava incessantemente il copione. Perse anche svariati chili per le scene nel campo di prigionia. Le riprese iniziarono in Svezia nell’aprile 1972, ma la produzione fu funestata da diversi problemi. L’equipaggiamento venne perso e ritrovato in seguito, e i soldi necessari stentavano ad arrivare. Lewis fu ripetutamente rassicurato che i soldi stavano per arrivare da Wachsberger, il quale però, non si fece mai vedere sul set.

Wachsberger non solo non diede il denaro per il film, ma la sua opzione sulla produzione della pellicola sfumò prima dell‘inizio delle riprese. Lewis finì col dover pagare di tasca propria la maggior parte delle spese, ma le controparti coinvolte nella produzione del film non raggiunsero un accordo per la distribuzione dello stesso, che non uscì mai nelle sale.

Lewis possiede l’unica copia esistente in videocassetta del film, una versione non rifinita, che tiene chiusa a chiave nella cassaforte del suo ufficio. Il luogo dove è custodito il negativo originale del film è sconosciuto a tutt’oggi. Lo stesso Lewis ha sempre evitato di far menzione del film in tutte le sue interviste, e i giornalisti vengono avvisati di non parlare del film in sua presenza.[3]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Sebbene mai uscito nei cinema, il film è diventato una sorta di leggenda quasi immediatamente dopo la sua fallita produzione.

Nel maggio 1992, un articolo della rivista Spy Magazine riporta la testimonianza dell’attore comico Harry Shearer, che vide un montaggio provvisorio del film nel 1979:

« Come in molte di queste opere, le premesse, o il concetto, sono migliori del risultato finale stesso. Ma vedere il film è stata veramente un’esperienza terrificante. Il film è così drammaticamente sbagliato, il pathos e la commedia vengono così malamente mescolati da essere totalmente fuori luogo, l’unica cosa che si può affermare vedendo il film è: Oh Mio Dio! »

L’articolo procede citando Joan O'Brien il quale dice che il pre-montaggio del film era un vero disastro; in parte a causa delle modifiche apportate al copione dallo stesso Lewis che volle rendere il personaggio di Helmut, in origine cinico e arrogante, troppo melodrammatico e "Chaplinesco".

Proiezioni private[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni solo una ristretta cerchia di persone ha potuto visionare il girato, perlopiù durante apposite proiezioni riservate organizzate dallo stesso Lewis. Ecco un elenco delle persone che hanno avuto la possibilità di vedere il montaggio preliminare del film o, al limite qualche scena dello stesso:

  • Harriet Anderson - Attrice svedese che recitò nel film nella parte della moglie di Lewis.
  • Charles Denton e Joan O'Brien - Gli autori della sceneggiatura originale poi modificata da Lewis.
  • Lynn Hirschberg - Una giornalista di Rolling Stone che intervistò Lewis nel 1982, alla quale egli fece vedere qualche scena del film.
  • Sven Lindberg - Un regista svedese che collaborò al film.
  • Joshua White - Un regista televisivo che diresse il The Jerry Lewis Labor Day Telethon nel 1979, Lewis gli concesse di vedere l'intera versione preliminare del film lo stesso anno.
  • Harry Shearer - Attore e scrittore, vide il film insieme a White.
  • Jim Wright - Un produttore facente parte dello staff di Lewis.

Ultimi aggiornamenti[modifica | modifica sorgente]

Il 12 gennaio 2013, Lewis apparve ad un evento "domanda&risposta" del Cinefamily tenutosi al Los Angeles Silent Movie Theatre. Quando gli venne chiesto dal giornalista Bill Allen (della rivista Rad), se sarebbe mai stato possibile vedere in futuro The Day the Clown Cried, Lewis rispose negativamente, e spiegò la ragione di questa sua ferma decisione con le parole: «...sono imbarazzato da quel film. Mi vergogno di quel lavoro, e fui grato all'epoca di avere avuto il potere di non farlo uscire, e non lascerò mai che nessuno lo veda. Era tremendo, tremendo, tremendo».[4]

Interrogato nel medesimo anno circa la pellicola mentre si trovava al Festival di Cannes per promuovere Max Rose, Lewis ribadì il concetto: «Era un brutto film. Non lo vedrete oggi e non lo vedrà mai nessun altro».[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ la Repubblica/cinema: Un Benigni ante litteram col volto di Jerry Lewis
  2. ^ Secondo altre fonti il nome del personaggio sarebbe "Helmut Doork".
  3. ^ Still Nutty.
  4. ^ The Day The Clown Cried: Jerry Lewis Anwers THE Question, Sherman Allen, YouTube. URL consultato il 13 aprile 2013.
  5. ^ Child actor, 87, takes Cannes by storm in Globe and Mail, May 24,2013. URL consultato il 24 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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