Joris Ivens

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Joris Ivens, pseudonimo di George Henri Anton Ivens (Nimega, 18 novembre 1898Parigi, 28 giugno 1989), è stato un regista, sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia, produttore e attore olandese, ritenuto uno dei più grandi documentaristi del XX secolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da una ricca famiglia cattolica (il padre era nel ramo della fotografia e del commercio) fu, agli inizi, documentarista ufficiale della Terza Internazionale; in seguito a questa esperienza e dopo le sue convinte adesioni ad esperienze politico-rivoluzionarie (come quelle del Vietnam e della Cina), solo col passare degli anni andò via via riacquistando la sua autonomia comunque di riallaccio alle prime esperienze. Tra i suoi primi cortometraggi il più noto è probabilmente Pioggia (Regen). Nato in una ricca famiglia, Ivens, che presto aderì al comunismo, lavorò al negozio di ricambi per apparecchi fotografici del padre e da allora mostrò interesse per la fotografia. Completò il suo primo film a 13 anni; studiò economia per continuare gli affari del padre, ma fu ben presto prese un'altra strada. In principio le sue opere erano centrate sulla tecnica - che secondo alcuni critici sarebbe andata a discapito dei contenuti - specialmente Pioggia, frutto di due anni di riprese in cui impiega magistralmente la tecnica cinematografica, e Il ponte (De Brug), in cui dimostra nuovamente una grande abilità tecnica.

Nel 1933 Ivens girò Borinage, un documentario militante sulla vita nella regione delle miniere di carbone.

Il cinema politico[modifica | modifica sorgente]

Dal 1936 al 1945 Ivens visse negli Stati Uniti ove realizzò film di propaganda anti-fascista, come Terra di Spagna (The Spanish Earth), su sceneggiatura di John Dos Passos e Ernest Hemingway e con voce narrante di Orson Welles (oltre che dello stesso Hemingway e di Jean Renoir). Le prime avvisaglie del maccartismo, furono sicuramente una delle ragioni per cui lasciò gli Stati Uniti. Dopo che gli fu confiscato il passaporto olandese, Ivens visse nell'Europa dell'Est. Tra il '59 e il '60 realizzò L'Italia non è un paese povero, film sul gas e metano in Italia. Nella seconda metà degli anni sessanta Ivens filmò la vita quotidiana dei vietnamiti durante la guerra (17e parallèle: Le Vietnam en guerre) e partecipò nell'opera collettiva Lontano dal Vietnam (Loin du Vietnam).

Dal 1971 al 1977 realizzò Come Yukong spostò le montagne, un documentario di 763 minuti sulla Cina. Il film documentario in dodici episodi fu mandato in onda integralmente sulla RAI Radiotelevisione Italiana, che chiamò il regista a seguire personalmente la traduzione e il doppiaggio del commento sonoro. Ivens fu nominato cavaliere dal governo olandese nel 1989, e morì il 28 giugno dello stesso anno. Poco prima della sua morte girò l'ultimo dei suoi più di 50 film Io e il vento (Une historie de vent).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Virgilio Tosi, Joris Ivens. Cinema e utopia. Bulzoni, Roma, 2002, 244 pp., ill.
  • Hans Schoots, Joris Ivens. A Biography of Joris Ivens, Amsterdam, 2000.
  • Joris Ivens e Robert Destanque, Joris Ivens ou la mémoire d'un regard, Parigi, 1982.
  • Stefano Missio, Cercando «L'Italia non è un paese povero» in "Il mio Paese di Daniele Vicari", Rizzoli, Milano, 2007, ISBN 9788817019279.
  • Gaetano Capizzi, Marina Ganzerli, Alessandro Giorgio Joris Ivens - Una storia di vento", Festival Cinemambiente, Torino, 2002
  • Silvano Cavatorta, Daniele Maggioni, Joris Ivens, Il Castoro Cinema n. 66, Editrice Il Castoro, 1979

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