I forzati della gloria

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I forzati della gloria
Titolo originale Story of G.I. Joe
Paese di produzione USA
Anno 1945
Durata 108 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia William A. Wellman
Soggetto Ernie Pyle
Sceneggiatura Leopold Atlas, Guy Endore e Philip Stevenson
Fotografia Russell Metty
Montaggio Albrecht Joseph
Musiche Louis Applebaum e Ann Ronell
Scenografia David S. Hall e Edward G. Boyle
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I forzati della gloria (Story of G.I. Joe) è un film del 1945 diretto da William A. Wellman.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Le memorie autentiche di un corrispondente di guerra danno alla sceneggiatura un andamento diseguale, senza unità. Dopo un inizio in Africa senza particolare interesse o significato, si passa in Italia menzionando gli sbarchi in Sicilia e a Salerno. I due terzi del film sono occupati dall'espugnazione di Cassino, dove Wellman azzecca alcune buone scene - in alcuni casi anzi ottime. Qualche luogo comune sugl'italiani donnaioli e canterini è compensato dall'episodio del matrimonio fra un soldato americano e un'italiana: eravamo un popolo che non si poteva odiare. Scritte autentiche fasciste su autentiche rovine - ma il segretario del fascio del paese viene sottratto al linciaggio. I titoli di testa annunciano l'avvenuta consulenza della regia con maestri d'armi - ma nel film non se ne vede quasi traccia. Rispetto alla produzione cinematografica di propaganda epico-sentimentale effettuata nel corso del conflitto, e basata sulle brillanti imprese della marina e dell'aviazione ('Missione segreta', 'Destinazione Tokio'), nel 1945 è importante osservare il viraggio dell'attenzione verso gli aspetti più realistici e squallidi della guerra di terra: come l'attesa impotente sotto la pioggia, il vivere nel fango, o ammucchiati come animali dentro tane scavate nei ridossi. È l'unica ragione, ma ottima, per vedere questo film, il cui senso è riassunto in poche parole (1.26): "Persino gli aviatori, lassù, rischiano la morte diversamente: quando muoiono sono belli e puliti e sbarbati - se può essere di conforto. Ma il fante... ecco: vive in tanta miseria, e muore in tanta miseria". La musica della presentazione (Ann Ronell e Louis Applebaum) inizia con un interessante coro maschile pieno di dissonanze armoniche - e poi continua e finisce con le solite marce.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel 1945 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell'anno.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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