Maccartismo

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Copertina di un fumetto di propaganda americano titolante: È questo il domani? L'America sotto il Comunismo!

Il maccartismo fu un periodo della storia degli Stati Uniti caratterizzato dall'intenso sospetto anticomunista, durato dai tardi anni quaranta fino a circa la metà del decennio successivo. Prende il nome da Joseph McCarthy, senatore repubblicano del Wisconsin attivo in politica in quegli anni. Questo periodo è conosciuto anche come "seconda paura rossa".

In questi anni vi furono crescenti paure di "influenze comuniste" sulle istituzioni statunitensi, favorite anche dalla scoperta di clamorosi casi di spionaggio a favore dell'Unione Sovietica, dall'aumento della tensione causato dal consolidarsi dell'egemonia sovietica sull'Europa orientale, dal successo della rivoluzione cinese (1949) e dalla Guerra di Corea (1950-1953).

Si considera che il maccartismo abbia avuto termine nel 1954, quando una commissione del Senato votò una mozione di censura contro Joe McCarthy, in seguito ad una campagna che egli aveva condotto contro alti gradi dell'esercito, che accusava di simpatie comuniste.

Il termine maccartismo è anche entrato nell'uso, nel dibattito politico, per indicare, in maniera estensiva, "soprattutto [...] un clima di sospetto generalizzato (caccia alle streghe) determinato da un anticomunismo ottuso e, alla lunga, controproducente"[1].

Origine del termine[modifica | modifica sorgente]

« È stata una vera e propria ondata di fascismo, la più violenta e dannosa che questo paese abbia mai avuto. »
(Eleanor Roosevelt[2])

Il termine "maccartismo" fu coniato dal disegnatore satirico Herbert Lock (Herblock) e deriva dal nome del senatore del Wisconsin Joseph McCarthy. Il termine porta con sé una connotazione di accusa falsa, addirittura isterica, e d'attacco governativo alle minoranze politiche.

I controlli[modifica | modifica sorgente]

Il senatore Joseph McCarthy (1908-1957) nel 1954.

Un elemento principale del maccartismo furono i controlli di sicurezza interni sugli impiegati del governo federale, condotti dall'FBI di J. Edgar Hoover. Questo dettagliato programma investigava tutti gli impiegati su eventuali connessioni comuniste, impiegando testimonianze fornite da fonti anonime che i soggetti all'investigazione non erano in grado di identificare o con cui non potevano confrontarsi. Dal 1951, il programma richiese un certo grado di dimostrazione per licenziare un impiegato statale. Doveva esistere un "ragionevole dubbio" sulla sua lealtà; in precedenza era richiesto un "ragionevole motivo" per ritenerli sleali.

Le audizioni condotte dal Senatore Joseph McCarthy diedero alla paura rossa (Red Scare) il nome che è entrato nell'uso comune, ma la "paura rossa" precedette la vertiginosa ascesa di McCarthy nel 1950 e continuò dopo che venne screditato, dalla censura del Senato, nel 1954, a seguito della sua disastrosa investigazione sull'esercito statunitense, che iniziò il 22 aprile di quell'anno. Il nome di McCarthy venne associato al fenomeno principalmente a causa del suo predominio nei mass-media; la sua natura franca e imprevedibile lo rese la figura rappresentativa ideale dell'anticomunismo, anche se probabilmente non fu il più importante tra i suoi esponenti.

Hollywood[modifica | modifica sorgente]

L'ambiente di Hollywood, dove lavoravano molti europei simpatizzanti per le sinistre costretti a emigrare dopo l'avvento del nazismo, fu particolarmente colpito, ma furono colpiti anche elementi liberal. Charlie Chaplin fu una delle persone accusate di attività antiamericane e l'FBI fu coinvolta nel fare in modo che venisse cancellato il suo visto di rientro, quando lasciò gli USA per un soggiorno in Europa nel 1952. In effetti, la sua carriera cinematografica negli USA finì nonostante egli non fosse stato dichiarato colpevole per alcun reato.

Walt Disney testimoniò il 24 ottobre 1947 davanti al Comitato attività antiamericane; nell'interrogatorio parlò dello sciopero avvenuto durante la lavorazione del film Dumbo e di Herbert Sorrell, David Hilberman e William Pomerance. Ma fu a sua volta sospettato di essere comunista.

Edward Dmytryk ed Elia Kazan furono obbligati a denunciare i propri colleghi. Furono interrogati anche Robert Taylor, Louis B. Mayer, Adolphe Menjou e Gary Cooper. Il compositore di colonne sonore Elmer Bernstein fu messo nella condizione di non lavorare più alle produzioni di primo livello.

Anche Arthur Miller finì sotto inchiesta, e come conseguenza Marilyn Monroe, moglie dello scrittore, chiese aiuto a John Fitzgerald Kennedy, il cui fratello Robert era il braccio destro di McCarthy.

I processi[modifica | modifica sorgente]

Gli elementi più pubblicamente visibili del Maccartismo furono i processi di coloro che vennero accusati di essere agenti comunisti all'interno del governo. I due processi più famosi furono quelli di Alger Hiss (il cui processo iniziò prima che McCarthy iniziasse a pubblicare la sua lista), che non fu accusato direttamente di spionaggio ma di spergiuro, e quello di Julius ed Ethel Rosenberg, che si concluse con la loro condanna a morte. Tali processi si basavano in genere su notizie fornite da informatori come Whittaker Chambers (la cui testimonianza portò alla rovina di Hiss) e i tre uomini le cui confessioni e testimonianze furono vitali per il processo Rosenberg, Klaus Fuchs, Harry Gold e David Greengrass.

La crociata anticomunista di McCarthy perse colpi nel 1954 quando le udienze vennero trasmesse per la prima volta dalla televisione, in quanto il pubblico statunitense ricevette un'impressione molto negativa dal comportamento di McCarthy e dalla sua gestione delle indagini.

La stampa iniziò anche a rendere noto come McCarthy aveva rovinato la vita di molte persone con accuse che non erano sostenute da nessuna prova o, in certi casi, da prove false.

Rimase famoso quando gli fu chiesto dall'avvocato dell'esercito Joseph Welch, "Signore, non ha nessun senso della decenza, in fin dei conti?".[3] McCarthy soffrì un duro contraccolpo nell'opinione pubblica e venne investigato e censurato dal Senato per non aver cooperato con i membri del comitato investigativo, e per averli chiamati pubblicamente gli "agenti involontari" e i "procuratori de facto" del Partito Comunista.

Dopo la censura, McCarthy perse la presidenza del comitato e uscì di scena. Morì di epatite, probabilmente causata dall'alcolismo, nel 1957; qualcuno pensa che soffrisse di schizofrenia acuta[senza fonte].

Quando le comunicazioni degli agenti sovietici durante la guerra fredda intercettate e decodificate vennero rese pubbliche (vedi Progetto Venona) e si aprirono gli archivi sovietici, l'opinione pubblica ebbe dettagliate informazioni sullo spionaggio sovietico negli Stati Uniti. "Venona" aveva individuato 349 persone negli Stati Uniti, compresi anche dipendenti del governo. Secondo la NSA, queste persone erano o impegnate in attività clandestine o erano state avvicinate dall'intelligence sovietica, con risultati non chiari.

Non ci sono comunque indicazioni che McCarthy avesse accesso alle informazioni di Venona ai tempi delle sue accuse. Del resto, né Venona né gli archivi sovietici hanno prodotto prove a favore della colpevolezza di gran parte delle persone accusate da McCarthy.

Il maccartismo come concetto generico[modifica | modifica sorgente]

Fin dai tempi della "paura rossa" guidata da Joseph McCarthy, il termine Maccartismo è entrato in uso come termine generale per i fenomeni di pressioni di massa, persecuzioni, e schedature utilizzati per instillare il conformismo con il credo politico prevalente.

L'opera teatrale Il crogiolo di Arthur Miller, scritta durante l'era di McCarthy, utilizzò il processo alle streghe di Salem come metafora del Maccartismo degli anni cinquanta, suggerendo che un tale processo di persecuzione può avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Il romanzo distopico Fahrenheit 451, di Ray Bradbury (1953) tratta anch'esso lo stesso tema generale. Nel 1991 sulle vicende hollywoodiane del maccartismo venne girato il film franco-statunitense Indiziato di reato (Guilty by Suspicion) di Irwin Winkler, con Robert De Niro e Annette Bening.

Anche dopo l'era di McCarthy, i timori di rinnovate forme di persecuzione maccartista si sono rinnovati. Ad esempio, nel 2003, sorse l'intolleranza contro gli appartenenti all'industria cinematografica e televisiva, tra le altre, che si opposero alla Guerra in Iraq. Molti sono stati accusati di essere "antiamericani" o "non patriottici" per aver preso pubblicamente posizione su questioni di coscienza, o per aver semplicemente espresso punti di vista opposti a quelli del governo. Alcuni, compreso il celebre giornalista Peter Arnett e il produttore Ed Gernon,[4] furono denunciati dai loro datori di lavoro e persero l'impiego, venendo in seguito lautamente risarciti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Maccartismo, treccani.it. URL consultato il 10 agosto 2014.
  2. ^ Citato in: Furio Colombo, L'america di Kennedy, Feltrinelli, 1964.
  3. ^ Cold War, Cool Medium: Television, McCarthyism, and American Culture, Columbia University Press, 2005, p. 207, ISBN 0-231-12953-X.
  4. ^ Hitler Biopic: 'Important Film', cbsnews.com, 11 aprile 2003. URL consultato il 10 agosto 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Riferimenti e ulteriori letture:

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]