Hayao Miyazaki

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« Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perché lo abbassano di livello »
(Akira Kurosawa su Hayao Miyazaki[1])

Hayao Miyazaki (宮崎 駿 Miyazaki Hayao?) (Tokyo, 5 gennaio 1941) è un fumettista, animatore, sceneggiatore, regista e produttore giapponese di anime di fama internazionale, grazie anche all'Oscar ottenuto per il film La città incantata nel 2003 ed al Leone d'Oro alla carriera ricevuto alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2005. Fondatore dello Studio Ghibli insieme al suo collega e mentore Isao Takahata, è il padre del regista Gorō Miyazaki.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Miyazaki è nato il 5 gennaio 1941 a Tokyo. Nonostante la guerra, la sua infanzia trascorse tranquilla, grazie ad una famiglia agiata. Suo padre possedeva infatti una fabbrica di componenti per aerei, tra cui i famosi e temutissimi caccia "Zero". Questa influenza contribuì alla grande passione per il volo e per le macchine volanti. Una tubercolosi spinale colpì la madre, che nel 1947 venne ricoverata in ospedale, dove rimase nove anni (probabilmente Il mio vicino Totoro contiene riferimenti anche a questa vicenda).

L'inizio del percorso artistico[modifica | modifica sorgente]

Durante l'adolescenza negli anni cinquanta Miyazaki, da sempre appassionato disegnatore, fu conquistato dalla scoperta dei manga e degli anime. Dopo la laurea in Scienze Politiche ed Economia conseguita nel 1963, entrò a far parte dello staff dei disegnatori nella importante società della Toei (all'interno della quale incontrò la sua futura moglie). Il suo primo importante contributo lo diede proponendo un miglior finale per il film Garibaa no uchu ryoko (1965) (in inglese Gulliver's Travels Beyond the Moon).

Alcuni anni più tardi partecipò, sotto la direzione del suo maestro Yasuo Ōtsuka, come animatore chiave e scenografo a Taiyō no Ōji - Horusu no daiboken (edito in Italia dapprima con il titolo La grande avventura del piccolo principe Valiant, quindi con quello de Il segreto della spada del sole), film animato diretto da Isao Takahata: era l'inizio di una collaborazione che sarebbe durata nel tempo. Nel frattempo pubblicava il manga La tribù del deserto (Sabaku no Tami), negli anni 1969-70.

Le serie animate e il primo film[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971 Miyazaki, insieme ai colleghi Isao Takahata e Yoichi Kotabe, seguì Yasuo Ōtsuka alla A Production; per questo studio, insieme a Takahata diresse alcuni episodi (7, 8, 10, 11, 13~23) della prima serie di Lupin III.

Sempre al 1971 risale il progetto di Nagagutsushita no Pippi (Pippi Calzelunghe), mai portato a termine perché Astrid Lindgren si rifiutò di concedergli i diritti, nonostante Miyazaki e Yutaka Fujioka si fossero recati personalmente in Svezia[2]

Nel 1972 fu realizzato anche il mediometraggio Panda! Go, Panda! composto da due puntate, Panda! Go, panda! (Panda kopanda) e Il circo sotto la pioggia (Amefuri sākasu no maki) dove compariva anche una buffa bambina con le treccine, probabilmente recuperata dagli schizzi preparatori del mai realizzato Nagagutsushita no Pippi.

Nel 1973, Miyazaki e Takahata iniziarono la collaborazione con la Zuiyo Pictures, poi Nippon Animation, lavorando ad alcune serie animate relative al famoso progetto World Masterpiece Theater, una serie animata creata ogni anno traendo spunto dai più famosi libri per ragazzi di tutto il mondo. Furono affidati a lui il progetto e l'organizzazione di scena (sovente con Takahata quale regista) in Heidi (Alps no shōjo Heidi) del 1974 (da un racconto svizzero); Marco (Haha o Tazunete Sanzen-ri) del 1975 (da Dagli Appennini alle Ande, una delle storie narrate nel libro Cuore); Anna dai capelli rossi (Akage no Anne) del 1979 (Canada). Fu anche animatore chiave di Rascal, il mio amico orsetto (Araiguma Rasukaru) del 1977 (tratto da un racconto statunitense).

Del 1978 è la serie animata Conan, il ragazzo del futuro (Mirai shōnen Konan), molto famosa in Italia, tratta dal romanzo per ragazzi The incredible tide di Alexander Key. Di essa fu regista, character designer assieme a Yasuo Ōtsuka, nonché curatore delle scenografie e degli storyboard.

Nel 1979 diresse il suo primo lungometraggio, Lupin III - Il castello di Cagliostro (Rupan Sansei - Kariosutoro No Shiro), il secondo tra i film dedicati a Lupin, affiancato ancora una volta da Ōtsuka e Takahata. Di Lupin III diresse ancora due episodi (145 e 155) della seconda serie tv nel 1980.

Dalla RAI venne cofinanziata la serie Il fiuto di Sherlock Holmes (Meitantei Holmes) di cui diresse i primi sei episodi nel 1982.

Lo Studio Ghibli e il successo[modifica | modifica sorgente]

Hayao Miyazaki al Comic-Con nel luglio 2009.

Nel 1982 la rivista Animage iniziò la pubblicazione del manga Nausicaä della Valle del vento (風の谷のナウシカ Kaze no tani no Naushika?) disegnato esclusivamente da Miyazaki e riuscì a convincere l'artista a sceneggiare e dirigere un film tratto dal manga. Prodotto da Takahata per lo studio Topcraft, l'anime Nausicaä della Valle del vento, uscì nelle sale nel 1984.

Il successo ottenuto dal film permise al regista di fare il grande salto: fondare uno studio di produzione proprio. Nel 1985, da Miyazaki e Takahata nacque lo Studio Ghibli (da Ghibli, vento caldo del Sahara, ma anche un aereo italiano degli anni 30, Miyazaki è un grande appassionato di storia dell'aviazione), luogo in cui i due registi si sarebbero potuti esprimere con la libertà che la loro creatività richiedeva e con le necessarie coperture finanziarie.

Il primo lungometraggio dello studio vide la luce nel 1986: Laputa - Castello nel cielo (天空の城ラピュタ, Tenkū no Shiro Laputa?) che narrava dell'avventura di due ragazzi, sulle tracce di una misteriosa e magica isola fluttuante nel cielo, (lo spunto fu la città di Laputa, descritta da Jonathan Swift ne I viaggi di Gulliver).

Nel 1988, mentre Takahata portava a termine Una tomba per le lucciole Miyazaki presentò Tonari no Totoro (となりのトトロ, Il mio vicino Totoro?), poetica favola moderna sull'incontro di due bambine con un essere magico chiamato Totoro (la cui sagoma fu poi scelta come logo dello Studio) premiata come miglior film dell'anno in Giappone.

Nel 1989 con Kiki consegne a domicilio (魔女の宅急便, Majo no Takkyubin?) iniziarono i successi al botteghino, nel paese del Sol Levante. Con essi l'ingrandimento dello Studio, la produzione di diversi film d'animazione, assunzioni permanenti di collaboratori, l'aumento dei costi e dei rischi: tutto questo ebbe come conseguenza un aumento delle politiche di marketing da parte dello Studio Ghibli.

Nel 1992 Miyazaki portò a termine Porco Rosso (紅の豚, Kurenai no buta?), il cui titolo rimaneva in italiano anche nelle altre lingue: esso narrava le avventure di un pilota di caccia dal volto di maiale, leggenda dell'aviazione italiana all'inizio degli anni trenta.

In questi anni il regista divenne spesso anche sceneggiatore, produttore e responsabile di molti altri processi, nei propri film e in altri prodotti da Ghibli: produsse il film di Takahata Omohide poro poro (おもひでぽろぽろ, Only Yesterday?) del 1991; collaborò al soggetto di Pom Poko, di Takahata, uscito nel 1994; l'anno successivo fu sceneggiatore e produttore di Mimi wo sumaseba (耳をすませば, Whisper of the Heart?), la cui regia era affidata a Yoshifumi Kondō, sempre all'interno dello Studio.

Dopo alcuni anni di lavorazione uscì nel 1997, Princess Mononoke (もののけ姫, Mononoke-hime?) che batté ogni record di incassi in Giappone e collezionò numerosi premi. Era un film che inscenava il difficile rapporto tra l'uomo e la natura (e tra gli uomini stessi), il suo lato violento e quello armonioso, all'interno di un'atmosfera mistica popolata di dei ed era ambientato in Giappone nel Periodo Muromachi (1333-1568).

In quest'occasione Miyazaki affermò di volersi dedicare ad altri ruoli all'interno dello Studio Ghibli, lasciando la regia ai giovani autori nel frattempo cresciuti alla sua scuola. Ritornò però presto dietro la macchina da presa e nel 2001 uscì La città incantata (千と千尋の神隠し, Sen to Chihiro no kamikakushi?) che in patria ripeté l'ormai consueto rituale di successi presso la critica e il pubblico, ma lo stesso avvenne nel resto del mondo (tra i premi vinti l'Orso d'Oro al Festival di Berlino e l'Oscar 2003 per il migliore lungometraggio di animazione, premio per altro non ritirato personalmente in segno di protesta contro la guerra in Iraq).

Nel 2004 Miyazaki ha partecipato alla 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia con il film Il castello errante di Howl (ハウルの動く城, Hauru no Ugoku Shiro?), tratto da un libro di Diana Wynne Jones. Nel 2005 è stato insignito alla 62ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del Leone d'Oro alla carriera.

Miyazaki stabilì un proficuo sodalizio anche con Joe Hisaishi, il compositore di numerose colonne sonore (e degli album "derivati") dei suoi film.

Dal 2008, con Ponyo sulla scogliera (崖の上のポニョ Gake no ue no Ponyo?), presentato in anteprima alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, lo Studio Ghibli diviene l'unico studio d'animazione giapponese ad usare tecniche di disegno tradizionali per i suoi film, volendo così contrastare l'uso della grafica computerizzata.

Ritiro[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2013, durante la 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia in occasione della presentazione del film Si alza il vento (風立ちぬ Kaze tachinu?) Miyazaki annuncia, tramite il presidente dello studio Ghibli Koji Hashino, il ritiro dalle attività cinematografiche.[3] Alcuni giorni dopo la decisione viene confermata dallo stesso Miyazaki durante una conferenza stampa in cui il regista giapponese individua i motivi del ritiro nel tempo impiegato per la realizzazione dei suoi film, non più conciliabile con l'età avanzata.[4]

Miyazaki e l'occidente[modifica | modifica sorgente]

Regista, autore di numerosi cartoni animati e di manga (fumetti giapponesi), Hayao Miyazaki ha conosciuto con le proprie opere un enorme successo in patria, accolto con entusiasmo da pubblico e critica, ma in occidente è rimasto a lungo poco conosciuto fuori dagli ambiti specializzati.

L'Orso d'oro per La città incantata nel 2002 ed il premio Oscar per il miglior film d'animazione ottenuto con la stessa pellicola nel 2003 (questo non ritirato personalmente per protesta contro la guerra in Iraq[5]), hanno consacrato Miyazaki tra i maestri assoluti dell'animazione mondiale. A conferma di ciò anche il Leone d'oro alla carriera assegnato durante la 62ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

Miyazaki ha dichiarato di essere stato influenzato da numerosi autori e opere e che da ognuno di essi ha preso qualcosa, salvo però farlo proprio e usandolo per costruire qualcosa di diverso e di fortemente individuale[6].

Tra gli autori occidentali che hanno influenzato il suo lavoro sono da citare Ursula K. Le Guin, Lewis Carroll, e Diana Wynne Jones. Miyazaki stesso ha confidato a Le Guin che il Ciclo di Earthsea è stata una grande influenza in tutte le sue opere e che tiene i libri dell'autrice sul comodino[7]. In un'intervista trasmessa da BBC Choice il 10 giugno 2002, Miyazaki ha citato le autrici inglesi Eleanor Farjeon, Rosemary Sutcliff e Philippa Pearce come influenze. Il regista ha anche espresso pubblicamente il suo apprezzamento per le storie di Roald Dahl a proposito di piloti e di aerei. Come nei film di Miyazaki, questi autori creano dei mondi immaginari, in cui è fortemente presente l'allegoria e i loro personaggi hanno motivazioni complesse e spesso ambigue.

Miyazaki e lo scrittore e illustratore francese Jean Giraud (anche detto Moebius) si sono influenzati a vicenda e sono diventati amici in seguito alla loro ammirazione reciproca. L'Hôtel des Monnaies ha tenuto una mostra sui loro lavori intitolata Miyazaki et Moebius: Deux Artistes Dont Les Dessins Prennent Vie che si è tenuta dal 1º dicembre 2004 al 13 aprile 2005. Entrambi gli artisti erano presenti all'inaugurazione[8]. A testimonianza della grande stima reciproca tra i due artisti, Jean Giraud ha chiamato sua figlia Nausicaa, come l'eroina di Miyazaki[9]. Inoltre Miyazaki è stato influenzato profondamente anche da un altro scrittore francese, Antoine de Saint-Exupéry, del quale ha illustrato le copertine giapponesi di Volo di notte e Terre des hommes.

Jurij Borisovič Norštejn, il famoso regista russo, è amico personale di Miyazaki, il quale l'ha elogiato definendolo "un grande artista"[10]. Il suo film Il riccio nella nebbia è spesso citato come uno dei film d'animazione preferiti da Miyazaki. Il cineasta giapponese ha anche dichiarato che La regina delle nevi, un film d'animazione sovietico, è stata una delle sue prime ispirazioni, che lo motivò a rimanere nel mondo dell'animazione[11].

Per quanto riguarda le influenze del cinema giapponese, Miyazaki ha detto che l'ispirazione per diventare animatore gli venne da La leggenda del serpente bianco nel 1958, considerato il primo anime moderno[11]. Miyazaki è stato anche influenzato da Akira Kurosawa, riconoscendo al regista nipponico il merito di aver portato l'attenzione mondiale sul cinema giapponese, con i successi dei suoi film Rashomon, I sette samurai e La sfida del samurai. Un'altra influenza è stata Osamu Tezuka, che è stato un pioniere di stile e tecniche nel mondo dei manga. Miyazaki, riferendosi a Princess Mononoke, ha dichiarato: «mi sarebbe piaciuto se Osamu Tezuka l'avesse potuto vedere[12]».

Tematiche[modifica | modifica sorgente]

« La filosofia di Miyazaki unisce romanticismo e umanesimo a un piglio epico, una cifra di fantastico visionario che lascia sbalorditi. Il senso di meraviglia che i suoi film trasmettono risveglia il fanciullo addormentato che è in noi. »
(Marco Müller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, a proposito di Hayao Miyazaki)

Stando alle dichiarazioni di Miyazaki, i suoi film non sono sviluppati seguendo uno schema prestabilito e sperimentato, o trattando un tema ricorrente. Tuttavia molti dei suoi film presentano delle ricorrenze a livello di temi trattati, di scenari o di personaggi. Il mondo di Miyazaki, è fondato sull'educazione, sulla sensibilizzazione e la curiosità, sull'animazione a scala d'infanzia, su valori universali ed ecologici[13].

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

« Credo che le anime dei bambini siano gli eredi della memoria storica delle generazioni precedenti »
(Hayao Miyazaki[14])

Escludendo Marco in Porco Rosso e Lupin ne Il Castello di Cagliostro, gli eroi dei film di Miyazaki sono sempre bambini o adolescenti. Miyazaki ha detto che quando si immagina i suoi scenari, i personaggi, spontaneamente se li immagina come bambini. Ad esempio, Il mio vicino Totoro ha come protagoniste due bambine che, a differenza degli adulti, sono in grado di vedere il mondo degli spiriti, e in Ponyo sulla scogliera un ragazzo, Sōsuke, fa amicizia con una creatura magica marina. Inoltre Kiki consegne a domicilio e La città incantata trattano il tema della crescita e della maturità.

Miyazaki esprime una grande attenzione nei confronti dei bambini e degli anni in cui si è giovani, dicendo che «il paradiso risiede nei ricordi della nostra infanzia. In quei giorni eravamo protetti dai nostri genitori ed eravamo innocentemente inconscienti dei tanti problemi che ci circondavano[15]». La sua visione dell'infanzia nella società contemporanea è tuttavia pessimistica, valutando negativamente la dipendenza dei bambini dal "mondo virtuale" e la mancanza di contatto con la natura[16]. Proprio per questo, egli crea i suoi film ispirato dai bambini vicino a sé, con l'obiettivo di «capire il loro mondo[16]».

Anche se per natura ha una visione pessimista delle cose, Miyazaki ha un grande rispetto e affetto nei confronti dei bambini, e vuole che crescano facendosi le proprie idee sul mondo che li circonda[17], senza che gli adulti impongano loro la propria visione delle cose[16][17]. Non vuole infatti caricarli con un cinismo prematuro[18].

Bene e male[modifica | modifica sorgente]

Alcuni dei primi film di Miyazaki presentavano dei "cattivi" effettivamente tali, come in Lupin III - Il castello di Cagliostro e Laputa - Castello nel cielo. Altre sue produzioni successive, invece, sono caratterizzate per la totale assenza di personaggi negativi, come ne Il mio vicino Totoro e Kiki consegne a domicilio. Generalmente, i personaggi di Miyazaki sono dinamici, in grado di cambiare, e non facilmente classificabili in tradizionali dicotomie bene-male. Infatti, molti suoi personaggi "cattivi" (se presenti) hanno comunque un fondo di bontà, e non sono saldamente definiti nel ruolo di antagonisti.

In Princess Mononoke, Lady Eboshi distrugge la foresta per ottenere materie prime per scopi industriali, senza preoccuparsi per la vita degli animali, tuttavia i lebbrosi e le ex prostitute che ospita nella Città del Ferro hanno un grande rispetto per lei. Lo stesso finale del film richiama alla riconciliazione, piuttosto che alla sconfitta di un male incurabile. Questo tema è insolito per un film d'animazione, dato che la maggior parte dei film di questo genere tende a dividere chiaramente il bene dal male[19]. A proposito di La città incantata, Miyazaki ha affermato: «l'eroina [è] gettata in un luogo in cui il bene e il male coabitano. [...] Riesce a uscirne non perché ha distrutto il "male", ma perché ha acquisito la capacità di sopravvivere[20]».

Miyazaki ha spiegato che la mancanza di una distinzione netta tra bene e male è dovuta alle sue opinioni sul ventunesimo secolo come un tempo complesso, in cui le vecchie norme non sono più applicabili e devono essere riesaminate. Stereotipi semplici come "bene" e "male" non possono più essere utilizzati, anche in film per bambini.

Ruolo delle donne[modifica | modifica sorgente]

Miyazaki è stato definito femminista dal presidente dello Studio Ghibli Toshio Suzuki, in riferimento alla sua visione nei confronti delle donne lavoratrici[21].

Le donne occupano una parte di rilievo nelle sue opere, trovandosi spesso in ruoli importanti, se non proprio nel ruolo di protagoniste. Sono spesso figure femminili forti che vanno contro i ruoli di genere comuni dell'animazione giapponese[22]. Ad esempio sono donne a riparare l'aereo di Marco in Porco Rosso, a lavorare nell'impianto termale ne La città incantata, ad abitare la Città del Ferro e a lavorare nella fornace in Princess Mononoke. Anche in film più leggeri come Kiki consegne a domicilio, tutti i personaggi principali sono donne che lavorano, come l'artista Ursula, la panettiera Orsono, la fashion-designer Maki e le streghe Kiki e Kokiri.

Pacifismo[modifica | modifica sorgente]

Sia Nausicaä della Valle del vento che Princess Mononoke presentano forti critiche alla guerra. Porre fine all'odioso conflitto tra gli uomini e la natura diventa la forza trainante di Ashitaka in Princess Mononoke. Nella versione manga di Nausicaä, invece, Miyazaki dedica molto spazio e cura a rappresentare la brutalità e la sofferenza della guerra. Il mondo post-apocalittico che emerge è pieno di resti di antiche civiltà che si sono estinte con le guerre e la distruzione dell'ambiente. In Laputa - Castello nel cielo, l'esercito è ritratto come stupidamente e inutilmente violento, avido e autoritario. Ne Il castello errante di Howl, la visione negativa che ha Howl nei confronti della guerra è molto esplicita ed egli si rifiuta di unirsi alla lotta a qualsiasi titolo ufficiale. Nonostante questo, però, non può esimersi dal partecipare al conflitto sfruttando la sua trasformazione in uccello demone, nella speranza che il suo contributo possa avere un impatto positivo e porre fine alla guerra.

Nel 2003, quando La città incantata ha vinto l'Oscar come miglior film d'animazione, Miyazaki non ha partecipato personalmente alla premiazione. La sua assenza è stata in seguito da lui stesso motivata: «non volevo visitare un paese che stava bombardando l'Iraq[23]».

Ambientalismo[modifica | modifica sorgente]

« Questo porta all'idea che il mondo non è solo per gli uomini, ma per ogni forma di vita, e agli uomini è concesso di vivere in una parte del mondo. Non è che possiamo convivere con la natura fintanto che viviamo in modo rispettoso, e che la distruggiamo perché diventiamo avidi. Quando ci accorgiamo che anche vivere in modo rispettoso distrugge la natura, non sappiamo che fare. E credo che se non ci mettiamo nella posizione di non sapere cosa fare e partire da lì, non possiamo risolvere i problemi ambientali o i problemi che coinvolgono la natura. »
(Hayao Miyazaki[19])

I film di Miyazaki sottolineano spesso il tema dell'ambientalismo e la fragilità del pianeta Terra[24], in particolare nel contesto di criticare l'eccessivo sviluppo e la minaccia dell'inquinamento.

Ne Il mio vicino Totoro, le sorelle Satsuki e Mei si trasferiscono dalla città in campagna, imparando a vivere a contatto con la natura. A questa coscienza ecologica fa eco Princess Mononoke che presenta una foresta primordiale, piena di alberi, di fiori e popolata da animali. Ne La città incantata, le preoccupazioni ambientali di Miyazaki sono incarnate dallo "spirito del cattivo odore", lo spirito di un fiume inquinato, che cerca sollievo nelle terme di Yubaba. Miyazaki ha dichiarato che l'ispirazione per la scena della sua pulizia è stata una sua esperienza personale quando ha contribuito a pulire un fiume inquinato vicino a casa sua[17]. Questo tema si riflette anche nella storia dello spirito del fiume Kohaku, il cui corso e relativo letto sono stati distrutti per far spazio a un progetto edilizio. Da ultimo, in Ponyo sulla scogliera, il padre della pesciolina mostra una forte antipatia per gli esseri umani e la loro sporcizia. Ciò è dimostrato dalla condizione disgustosa della zona della baia dove vive Sosuke e dal fatto che la rete non cattura altro che spazzatura.

In un'intervista rilasciata a Margaret Talbot di The New Yorker, Miyazaki ha affermato che crescere nel periodo Shōwa è stato per lui un momento triste, perché l'intero periodo è stato segnato da una massiccia distruzione della natura, di montagne e di fiumi in nome del progresso economico[18]. Inoltre a suo parere gran parte della cultura moderna «è sottile e superficiale e falso», e non del tutto scherzosamente ha auspicato un futuro apocalittico in cui «Tokyo sarà sommersa dall'oceano e la torre NTV diventerà un'isola, quando la popolazione umana crollerà e non ci saranno più grattacieli[18]».

Volo[modifica | modifica sorgente]

Il volo, in particolare quello umano, è un tema ricorrente nei film di Miyazaki[25]. Suo padre era coproprietario di una fabbrica di parti per aerei, e il suo amore per le macchine volanti gli deriva probabilmente dall'esserne a contatto fin dalla più tenera età[18]. La sua idea di volo, ha dichiarato, è legata a una forma di liberazione dalla gravità[26].

Oltre ai molti dispositivi aerei e ai disegni di Laputa - Castello nel cielo, che è una città volante, questo tema si ritrova in Nausicaä della Valle del vento, dove la protagonista pilota un dispositivo chiamato "Mehve", in Kiki consegne a domicilio, dove Kiki è una giovane strega che vola a cavallo del suo manico di scopa, in Il mio vicino Totoro, dove Totoro trasporta Satsuki e Mei nel cielo notturno, ne La città incantata, dove Chihiro viene trasportata sulla schiena di Haku mentre questi è in volo trasformato nella sua forma di drago, ne Il castello errante di Howl, dove Howl e Sophie camminano in cielo passando sopra alla loro città.

Tra le sue opere che mettono in primo piano il tema del volo sono da citare Porco Rosso, in cui il protagonista è un aviatore e l'intera trama si basa sul volo, sui velivoli e sui combattimenti aerei e il cortometraggio dello Studio Ghibli Kusoh no Kikai-tachi no Naka no Hakai no Hatsumei, che è completamente dedicato alle meraviglie del volo ed è doppiato dallo stesso Miyazaki. Anche Si alza il vento, uscito nel 2013, parla di uomini legati al volo: biografia romanzata di Jirō Horikoshi, ingegnere aeronautico degli anni '30 e '40, il film ne narra la vita e gli aerei, rendendo omaggio in molte sequenze oniriche anche al pioniere dell'aviazione italiana e anch'esso ingegnere aeronautico Giovanni Battista Caproni.

Amore[modifica | modifica sorgente]

Molti dei film di Miyazaki hanno a che fare con il potere dell'amore. Esso è sufficiente a rompere maledizioni imposte sulle persone. Ne La città incantata, Kamajii racconta a Haku che Chihiro lo ha salvato dalla maledizione di Zeniba utilizzando la forza del suo amore per lui. Ne Il castello errante di Howl la fiducia di Sophie in sé stessa e il suo amore per Howl rompono la maledizione posta su di lei dalla Strega delle Lande. Nella sceneggiatura di Miyazaki di I sospiri del mio cuore l'amore di Shizuku per Seiji la spinge a seguire la sua passione per la scrittura e a scrivere il libro mentre Seiji è a Cremona. In Ponyo sulla scogliera, se l'amore di Sōsuke per Ponyo si fosse rivelato vero (come poi è stato confermato), allora il mondo sarebbe stato salvato.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Miyazaki ha partecipato, alla fine degli anni '60, ai movimenti di sinistra ed alle lotte sindacali all'interno della Toei. L'influenza dell'interesse giovanile di Miyazaki nel marxismo[27] è ravvisabile, per certi versi, come Laputa - Castello nel cielo, in cui la classe operaia è ritratta in termini idealizzati. La sua visione politica, invero molto personale, non va ricercata nelle sue opere, le quali presentano tematiche ben più ampie. La simpatia dell'autore verso gli ideali socialisti è tuttavia evidente, basti pensare alla felice comune agricola di High Harbor nella serie Conan, il ragazzo del futuro, contrapposta alla tecnocratica Indastria.

Miyazaki si è distaccato dal marxismo in seguito alla creazione del suo manga Nausicaa della Valle del vento[27]. Tuttavia condivide ancora molte idee che si potrebbero definire socialiste ed è critico nei confronti del capitalismo, della globalizzazione e del loro impatto sulla vita moderna. Chiamato a commentare il film d'animazione del 1954 La fattoria degli animali, ha dichiarato che «lo sfruttamento non si trova solo nel comunismo, il capitalismo è un sistema che agisce allo stesso modo. Credo che un'azienda debba essere proprietà comune delle persone che ci lavorano, ma questa è un'idea socialista».

Opere[modifica | modifica sorgente]

Regia, sceneggiatura e storyboard[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatura e/o storyboard[modifica | modifica sorgente]

Animazione[modifica | modifica sorgente]

Scenografia[modifica | modifica sorgente]

Illustrazioni e storia[modifica | modifica sorgente]

Progetto e pianificazione[modifica | modifica sorgente]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Manga[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Anno Titolo Premio Categoria Risultato
1980 Lupin III - Il castello di Cagliostro Mainichi Film Award Ofuji Noburo Award Vinto
1985 Nausicaä della Valle del vento Fantafestival Miglior cortometraggio Vinto
Kinema Junpo Awards Readers' Choice Award – Miglior film Vinto
Mainichi Film Award Ofuji Noburo Award Vinto
1987 Laputa - Castello nel cielo Mainichi Film Award Ofuji Noburo Award Vinto
1989 Il mio vicino Totoro Kinema Junpo Awards Kinema Junpo Award – Miglior film Vinto
Readers' Choice Award – Miglior film giapponese Vinto
Mainichi Film Award Best film Vinto
Ofuji Noburo Award Vinto
Blue Ribbon Awards Special Awards Vinto
1990 Kiki - Consegne a domicilio Mainichi Film Award Milgior film d'animazione Vinto
Kinema Junpo Awards Readers' Choice Award – Miglior regista di film d'animazione giapponesi Vinto
1993 Porco Rosso Mainichi Film Award Milgior film d'animazione Vinto
1997 Princess Mononoke Hochi Film Awards Special Awards Vinto
The Association of Movie Viewing Groups Milgior film giapponese Vinto
Nikkan Sports Film Awards Miglior regista Vinto
Takasaki Film Festival Miglior regista Vinto
The Agency for Cultural Affairs Excellent Movie Award Vinto
Japan Media Arts Festival Grand Prize Vinto
Asahi Best Ten Film Festival Miglior film giapponese Vinto
Readers' Choice Award Vinto
Nihon Keizai Shimbun Award for Excellency Vinto
Nikkei Awards for Excellent Products and Service Vinto
Theater Division Award Asahi Digital Entertainment Award Vinto
MMCA Special Award Multimedia Grand Prix 1997 Vinto
Osaka Film Festival Special Awards Vinto
The Movie's Day Special Achievement Award Vinto
Fumiko Yamaji Award Cultural Award Vinto
1998 Blue Ribbon Awards Special Awards Vinto
Japanese Academy Awards Film dell'anno Vinto
Kinema Junpo Awards Readers' Choice Award – Miglior film Vinto
Mainichi Film Award Miglior film d'animazione Vinto
Miglior film Vinto
Readers' Choice Award – Miglior film Vinto
2000 Annie Awards Migliore realizzazione individuale straniera Nomination
2001 Nebula Award Milgior sceneggiatura Nomination
2002 Whale Hunt Mainichi Film Award Ofuji Noburo Award Vinto
La città incantata Festival del Cinema di Berlino Orso d'oro di Berlino Vinto
Blue Ribbon Award Miglior film Vinto
Nikkan Sports Film Award Miglior film Vinto
New York Film Critics Circle Award Miglior film d'animazione Vinto
Boston Society of Film Critics Awards Riconoscimento speciale - Per il lavoro svolto nel campo dell'animazione Vinto
Cambridge Film Festival Audience Award – Miglior film Vinto
National Board of Review of Motion Pictures Miglior film d'animazione Vinto
Cinekid Festival Cinekid Film Award Vinto
Durban International Film Festival Miglior film Vinto
European Film Awards Screen International Award Nomination
Kinema Junpo Awards Readers' Choice Award – Miglior film Vinto
Los Angeles Film Critics Association Awards LAFCA Award Vinto
Mainichi Film Award Miglior film d'animazione Vinto
Miglior regista Vinto
Miglior film Vinto
Readers' Choice Award – Miglior film Vinto
San Francisco International Film Festival Audience Award – Miglior produzione di narrativa Vinto
Sitges Film Festival Menzione speciale Vinto
Miglior film Nomination
Tokyo Anime Award Grand Prix Vinto
Miglior regista Vinto
Japanese Academy Award Miglior film Vinto
Hong Kong Film Award Best Asian Film Vinto
2003 Premio Oscar Miglior film d'animazione Vinto
Online Film Critics Society Award Miglior film d'animazione Vinto
Miglior film straniero Nomination
British Independent Film Awards Miglior film straniero Nomination
Saturn Award Miglior sceneggiatura Nomination
Film Critics Circle of Australia Miglior film straniero Vinto
Chicago Film Critics Association Miglior film straniero Nomination
Satellite Award Best Motion Picture, Animated or Mixed Media Vinto
Phoenix Film Critics Society Award Miglior film d'animazione Nomination
Overlooked Film of the Year Nomination
International Horror Guild Award Miglior film Nomination
Florida Film Critics Circle Miglior animazione Vinto
Dallas-Fort Worth Film Critics Association Award Miglior film d'animazione Vinto
Amsterdam Fantastic Film Festival Silver Scream Award Vinto
Annie Award Direzione straniera per una produzione di un film d'animazione Vinto
Direzione straniera per una produzione di un film d'animazione Vinto
Cambridge Film Festival Audience Award – Miglior film Vinto
Cinema Writers Circle Awards, Spain Miglior film straniero Vinto
César Award Miglior film straniero Nomination
Hugo Award Best Dramatic Presentation – Long Form Nomination
Broadcast Film Critics Association Miglior film d'animazione Vinto
2004 Argentinean Film Critics Association Awards Silver Condor – Miglior film straniero Nomination
BAFTA Award Miglior film non in lingua inglese Nomination
London Critics Circle Film Awards Film straniero dell'anno Nomination
Nebula Award Miglior sceneggiatura Nomination
Il castello errante di Howl Sitges Film Festival Audience Award – Miglior film d'animazione Vinto
Miglior film Nomination
Festival del cinema di Venezia Leone d'oro Nomination
2005 Hollywood Film Festival Hollywood Film Award – Animazione dell'anno Vinto
Mainichi Film Award Readers' Choice Award – Miglior film Vinto
Tokyo Anime Award Animation of the Year Vinto
Satellite Award Outstanding Motion Picture, Animated or Mixed Media Nomination
San Diego Film Critics Society Award Miglior film d'animazione Vinto
New York Film Critics Circle Awards Miglior film d'animazione Vinto
2006 Academy Award Miglior film d'animazione Nomination
Annie Award Miglior direzione straniera per una produzione di un film d'animazione Nomination
Miglior direzione straniera per una produzione di un film d'animazione Nomination
Broadcast Film Critics Association Awards Miglior film d'animazione Nomination
Online Film Critics Society Award Miglior film d'animazione Nomination
Saturn Award Miglior film d'animazione Nomination
MTV Movie Awards Russia Miglior cartone animato Nomination
Nastro d'Argento Silver Ribbon – Miglior regista straniero Nomination
Hong Kong Film Awards Miglior film asiatico Nomination
2007 Nebula Award Miglior sceneggiatura Vinto
2008 Ponyo sulla scogliera Festival del cinema di Venezia Future Film Festival Digital Award – Menzione speciale Vinto
Mimmo Rotella Foundation Award Vinto
Leone d'oro Nomination
2009 Asian Film Award Miglior regista Nomination
Japanese Academy Award Miglior film d'animazione Vinto
Chicago Film Critics Association Awards Miglior film d'animazione Nomination
Hong Kong Film Awards Miglior film asiatico Nomination
Online Film Critics Society Award Miglior film d'animazione Nomination
Washington D.C. Area Film Critics Association Miglior film d'animazione Nomination
Tokyo Anime Award Miglior regista Vinto
Miglior storia originale Vinto
Animazione dell'anno Vinto
2010 Annie Award Direzione in un film sstraniero Nomination
2013 La collina dei papaveri Annie Award Scrittura in un film d'animazione straniero Nomination
Si alza il vento Premio Oscar Miglior film d'animazione Nomination[28]
Alliance of Women Film Journalists Miglior film d'animazione Vinto
Annie Awards Miglior film d'animazione Nomination
Annie Awards Animazione dei personaggi in una produzione straniera (for Kitaro Kosaka) Nomination
Annie Awards Scrittura in un film d'animazione straniero Vinto
Asia Pacific Screen Awards Miglior film d'animazione Nomination
Boston Online Film Critics Association Miglior film d'animazione
insieme a Frozen - Il regno di ghiaccio
Vinto
Boston Society of Film Critics Miglior film d'animazione Vinto
Chicago Film Critics Association Miglior film in lingua straniera Nomination
Chicago Film Critics Association Miglior film d'animazione Vinto
Critics' Choice Movie Award Miglior film d'animazione Nomination
Dallas-Fort Worth Film Critics Miglior film in lingua straniera Nomination
Golden Globe Awards Miglior film d'animazione Nomination
Los Angeles Film Critics Association Miglior animazione secondo posto
Mill Valley Film Festival Audience Favorite — Animazione Vinto
National Board of Review Miglior film d'animazione Vinto
New York Film Critics Circle Miglior film d'animazione Vinto
New York Film Critics Online Miglior film d'animazione Vinto
New York Film Festival Grand Marnier Fellowship Award for Best Film Nomination
Online Film Critics Society Miglior fotografia Nomination
Online Film Critics Society Miglior regista Nomination
Online Film Critics Society Miglior film d'animazione Vinto
Online Film Critics Society Miglior film non in lingua inglese Nomination
Online Film Critics Society Miglior sceneggiatura Nomination
Phoenix Film Critics Society Miglior film d'animazione Nomination
San Diego Film Critics Society Miglior film d'animazione Vinto
San Francisco Film Critics Circle Miglior film d'animazione Nomination
Satellite Awards Best Motion Picture, Animated or Mixed Media Vinto
San Sebastián International Film Festival Audience Award Nomination
St. Louis Gateway Film Critics Association Miglior film d'animazione secondo posto
Toronto International Film Festival People's Choice Award for Best Drama Feature Film Nomination
Festival del cinema di Venezia Leone d'oro Nomination
Washington D.C. Area Film Critics Association Miglior film d'animazione Nomination

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Recensione di "La città incantata" su mymovies.it. URL consultato il 20 febbraio 2008.
  2. ^ Dossier su Miyazaki in Mangazine n.2 (maggio 1991)
  3. ^ Cinema, il maestro giapponese dell'animazione Miyazaki si ritira. Oggi a Venezia il suo ultimo film in Il Sole 24 ORE, 1º settembre 2013. URL consultato il 1º settembre 2013.
  4. ^ Il regista Miyazaki spiega i motivi dell'addio alla regia: ad ogni film dedico 6-7 anni, non ho abbastanza tempo per fare - bene- anche il prossimo in Il Sole 24 ORE, 6 settembre 2013. URL consultato il 7 settembre 2013.
  5. ^ Hayao Miyazaki non ritirò l'Oscar a causa della guerra in Iraq, AnimeClick. URL consultato il 29 luglio 2009.
  6. ^ (EN) Michael Guillen, The Art Of Animation, An On-Stage Conversation With Miyazaki Hayao in Ghibliworld.com. URL consultato il 6 novembre 2012.
  7. ^ (JA) 世界一早い「ゲド戦記」インタビュー 鈴木敏夫プロデューサーに聞く, Yomiuri Shimbun, 26 dicembre 2005. URL consultato il 19 febbraio 2007.
  8. ^ (FR) Miyazaki Moebius — 2 Artistes Dont Les Dessins Prennent Vie. URL consultato il 29 gennaio 2008.
  9. ^ (JA) Ghibli Museum diary, Tokuma Memorial Cultural Foundation for Animation, 2002. URL consultato il 18 maggio 2008.
  10. ^ (EN) Spirited Away, Miyazaki At The Hollywood Premiere in The Black Moon. URL consultato il 6 novembre 2012.
  11. ^ a b (EN) People and works that influenced Miyazaki in Nausicaa.net. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  12. ^ (EN) Yvonne Tasker, Fifty Contemporary Film Directors, Londra, Routledge, 2010, p. 496, ISBN 978-0-415-55433-6.
  13. ^ (EN) Miyazaki's trademarks in IMDb. URL consultato il 29 ottobre 2012.
  14. ^ (EN) Citazioni di Hayao Miyazaki in IMDb. URL consultato il 29 ottobre 2012.
  15. ^ Hayao Miyazaki: intervista esclusiva in Nanoda.com. URL consultato il 28 ottobre 2012.
  16. ^ a b c (EN) Mark Schilling, An audience with Miyazaki, Japan's animation king, The Japan Times, 4 dicembre 2008. URL consultato il 28 ottobre 2012.
  17. ^ a b c (EN) Tom Mes, Midnight Eye interview: Hayao Miyazaki in Midnighteye.com, 7 gennaio 2002. URL consultato il 28 ottobre 2012.
  18. ^ a b c d (EN) Margaret Talbot, The Animated Life, The New Yorker, 17 gennaio 2005. URL consultato il 28 ottobre 2012.
  19. ^ a b (EN) Intervista a Hayao Miyazaki a proposito di Princess Mononoke in Nausicaa.net. URL consultato il 29 ottobre 2012.
  20. ^ (EN) Alvin Lu, The Art Of Miyazaki's Spirited Away, introduzione di Hayao Miyazaki, Viz Media, 2002, p. 15, ISBN 1-56931-777-1.
  21. ^ «Miyazaki è realmente un femminista. Ha questa convinzione che per avere successo, le aziende devono rendere possibile il successo anche ai propri dipendenti di sesso femminile. Questo atteggiamento è visibile in Princess Mononoke, dove tutti i personaggi che lavorano alla fornace sono donne.»; Toshio Suzuki, DVD di Nausicaä della Valle del vento.
  22. ^ (EN) Susan J. Napier, Anime from Akira to Princess Mononoke: Experiencing Contemporary Japanese Animation, Basingstoke, Palgrave, 2001, ISBN 978-0-312-23863-6.
  23. ^ (EN) Alex Pham, Miyazaki breaks his silent protest of America, Los Angeles Times, 25 luglio 2009. URL consultato il 28 ottobre 2012.
  24. ^ (EN) Scheda su Hayao Miyazaki in Allmovie.com. URL consultato il 29 ottobre 2012.
  25. ^ (EN) Common characteristics in Miyazaki's films in Nausicaa.net. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  26. ^ Mark Vallen, Jeannine Thorpe, Spirited Away Miyazaki At The Hollywood Premiere in Blackmoon.com, 13 settembre 2002. URL consultato il 28 ottobre 2012.
  27. ^ a b (EN) Miyazaki's political beliefs in Nausicaa.net. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  28. ^ Tracy Brown, Oscars 2014: 'Frozen' wins animated feature in Los Angeles Times, 2 marzo 2014. URL consultato il 3 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandro Bencivenni. Hayao Miyazaki, il dio dell'anime. Le Mani, 2005, pp. 179, ISBN 88-8012-251-7.
  • Alessia Spagnoli. Hayao Miyazaki. Le insospettabili contraddizioni di un cantastorie. Sovera Edizioni, 2009, pp. 176, ISBN 88-8124-800-X.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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