Cinema d'animazione

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Il cinema d'animazione rappresenta un importante capitolo della storia del cinema, e deve la sua nascita agli esperimenti ottici fatti da ingegnosi inventori nel corso dei secoli, ma la sua nascita ufficiale si deve attribuire a Émile Reynaud, l'inventore del Theâtre optique, una complessa macchina che proiettava su un telo, grazie a un gioco di specchi, figure disegnate su un rullo di carta; gli sfondi sui quali si muovevano le immagini venivano creati grazie ad una lanterna magica.

La prima proiezione avvenne nel 1892, ben tre anni prima della presentazione al pubblico dell'invenzione dei fratelli Lumière. Grazie all'invenzione di proiettore e macchina da presa, il cinema d'animazione dovette reinventarsi. Dapprima le animazioni riguardarono il movimento di oggetti inanimati, come i film di trucchi di Georges Méliès, poi utilizzando il procedimento fotogramma per fotogramma (o fotogramma singolo), usato finora per dare effetti suggestivi ai movimenti di cose e persone, si approdò ad una forma più moderna di cinema d'animazione.

Indice

[modifica] Gli autori

[modifica] Émile Cohl (1857-1938)

È ritenuto l'inventore del disegno animato, con il personaggio di Fantôche (Fantasmagorie, 1908).

[modifica] Winsor McCay (1871-1934)

È stato un autore di fumetti, animatore e illustratore statunitense. Prolifico ed ecclettico artista, pionere del fumetto e del cinema d'animazione, ha realizzato importanti filmati, tra cui spicca L'affondamento del Lusitania (The Sinking of the Lusitania), racconto realistico ed allo stesso tempo ricco di suggestioni di un episodio che ha contribuito all'ingresso degli Stati Uniti nella Prima guerra mondiale. Il primo in assoluto fu Little Nemo, del 1911. Nella serie di Gertie il dinosauro (Gertie the Dinosaur) univa animazione e vaudeville, portando nei teatri le sue animazioni del "dinosauro ammaestrato". Walter Disney fu suo stimato allievo, anche se si auto attribuì, ingiustamente, il titolo di inventore del cartone animato.

[modifica] Lotte Reiniger (1899-1981)

Nata a Berlino, manifesta sin da bambina grande abilità nel ritagliare silhouette di carta. Si introduce nell'ambiente cinematografico facendo da comparsa in alcuni film, poi grazie al suo hobby, un produttore le propone di realizzare un film di silhouette animate. Nel 1919 presenta il suo primo film, L'ornamento del cuore innamorato, che ottiene subito gran successo. Nel 1923 ottiene un grosso finanziamento da Luis Hagen per realizzare un lungometraggio a silhouette. Nasce così Le avventure del principe Achmed, primo lungometraggio di animazione al mondo, datato 1926. Si tratta di un film muto e in bianco e nero, anche se si utilizzano viraggi colorati per dare rilievo alle emozioni dei personaggi o per suggerire l'alternanza giorno/notte. La trama è avventurosa e riprende le ambientazioni de Le mille e una notte. Le marionette utilizzate nel film sono composte di piombo e cartone, combinati per ottenere movimenti più fluidi.

[modifica] Berthold Bartosch (1893-1968)

Nasce in Boemia, ma si trasferisce da ragazzo a Vienna e studia all'Accademia di belle arti. Fa apprendistato realizzando film d'animazione didattici rivolti alle masse. Dopo aver collaborato con Lotte Reiniger a Le avventure del principe Achmed, si trasferisce a Parigi, dove realizza il suo capolavoro L'idée, un film politico su un'idea, rappresentata da un fanciulla nuda, che dopo essere stata pensata accompagna gli uomini nelle loro lotte, e anche se qualcuno muore l'idea continua a esserci, finché sale fino alle stelle e da lì ispira gli uomini. Alcuni suoi lavori sono didattici per le masse altri come "Il Comunismo" e "L'umanità" hanno un significato educativo-politico

[modifica] Otto Messmer (1893-1968)

L'inventore del gatto Felix, il più famoso personaggio prima di Topolino. La paternità è stata erroneamente attribuita a Sullivan.

[modifica] Norman McLaren (1914-1987)

Nasce in Scozia e mostra una precoce inclinazione per l'arte. Dopo un periodo di apprendistato approda al National Film Board of Canada, dove lavora tutta la vita. Norman McLaren è un caso unico tra gli artisti animatori, dal momento che le sue opere erano interamente finanziate dal National Film Board , dove creò prevalentemente cortometraggi astratti utilizzando svariate tecniche come la pittura su pellicola e l'incisione della pellicola.

[modifica] U.P.A. (United Productions of America)

Fondata nel 1944 da artisti fuoriusciti dalla Disney, la U.P.A. si propone come obiettivo la realizzazione di animazioni d'autore. Lo stile è nettamente antidisneyano, il disegno è piatto e bidimensionale, le sagome sono allungate e spigolose, e gli sfondi non realistici. Mr. Magoo è la creazione U.P.A. ad avere maggior successo, ed è l'unico serial realizzato dalla U.P.A.; lontanissimo dai canoni Disney, Magoo è adulto, scontroso e assolutamente non grazioso. Il cuore rivelatore, tratto da una novella di Edgar Allan Poe, rappresenta una novità in quanto il film è un horror dalle atmosfere cupe, primo esempio di questo genere in animazione.

[modifica] Chuck Jones (1912-2002)

Una delle colonne portanti della Warner Bros, Chuck Jones è l'inventore di tantissimi personaggi diventati dell vere e proprie icone, come Wile E. Coyote, Pepé le Pew, Josemite Sam e Speedy Gonzales. Nei suoi film mette a nudo la struttura di gag, crea l'attesa e fa scattare il momento comico. Ma nonostante una struttura così scarna riesce a conferire una struttura psicologica ai personaggi e sottolinea il loro stato d'animo.

[modifica] John Halas (1912-1995)

Nato in Ungheria, si trasferisce in Gran Bretagna nel 1936, dove nel 1940, assieme a sua moglie, fonda uno studio, la Halas&Batchelor. Lo studio si concentra dapprima su film di propaganda antifascista, poi, finita la guerra, si concentra su produzioni sia divulgative che di intrattenimento. Ma il salto di qualità viene fatto producendo nel 1951, Animal Farm, adattamento del celebre romanzo La fattoria degli animali di George Orwell. Per quanto il punto di partenza potesse sembrare ideologico Halas e la Batchelor decisero di realizzare un film per tutti. Stilisticamente gli animali sono lontani dai connotati antropomorfi tipici della scuola Disney e conservano una propria dignitosa animalità. Si sollevarono molte critiche a proposito del cambio di finale, che, a differenza del pessimismo di Orwell, si risolve in un lieto fine, ma i due artisti giustificarono il cambio come segnale di apertura e ottimismo verso il futuro. Il film vide la luce nel 1954, e fu il primo lungometraggio d'animazione britannico.

[modifica] Giuliano Cenci (1931-)

Padre dell’Animazione Italiana. Regista Cinematografico e Televisivo di Film d'Animazione. Nato a Firenze, iniziò giovanissimo alla fine degli anni quaranta a realizzare cartoni animati. Giuliano Cenci, dopo aver realizzato nel 1971 il più importante lungometraggio della Storia dell'Animazione, Un burattino di nome Pinocchio, è stato anche:

  • il primo in assoluto a realizzare nel 1957 Carosello, ideando moltissimi cartoni animati abbinati alle pubblicità.
  • il primo a realizzare in Italia l’accoppiamento fra cartone animato al film dal vero, cioè la tecnica del live-action/animated film, realizzando un cortometraggio a tecnica mista sulla Preistoria, anticipando di quarant'anni Who Framed Roger Rabbit?
  • il primo ad escogitare in Italia l’animazione in Stop Animation, Pixillation e Model Animation, realizzando numerosi esperimenti di Puppet Animation, che interagiscono col filmato dal vero
  • il primo ad escogitare in Italia l’animazione in Clay Animation, con un particolare sistema di plastilina colorata, antesignano del Pongo, che nacque in casa Cenci
  • ha migliorato definitivamente il sistema Disney del Rotoscoping, lo stesso utilizzato alla fine del decennio successivo da Ralph Bakshi per Il Signore degli Anelli
  • ha apportato notevoli miglioramenti tecnici agli Special Effects, mai realizzati prima di allora in Italia, come la tecnica dell'acqua, rimasta tutt’oggi una straordinaria novità in campo mondiale
  • ha costruito due Verticali Cinematografiche, con l’aiuto del padre Guido e del fratello Renzo, munite di centraline elettroniche capaci di ottenere difficili trucchi ed effetti speciali mai realizzati prima di allora in Italia.

Ancora venticinquenne, Giuliano Cenci fu infatti il primo a ideare nel lontano 1957 Carosello, realizzando per la Philco le primissime pubblicità animate, ideando appositamente uno spettacolo a cartoni animati unito al prodotto da reclamizzare, e grazie alla straordiaria novità ideata dall'artista fiorentino il più fortunato programma della TV italiana durò dal 1957 al 1977, permettendo di esprimere l’estro creativo ai maggiori talenti dell’animazione italiana, tanto che Giuliano Cenci può essere veramente definito il papà di Carosello. Il suo lavoro più importante resta comunque il lungometraggio del 1971 Un burattino di nome Pinocchio, basato sulla vera storia scritta da Carlo Collodi, e tradotto in più di 20 paesi di tutto il mondo, che resta un insuperato capolavoro in Full Animation di importanza internazionale, per il quale Cenci impiegò oltre sette anni di lavoro e una selezionata équipe di oltre 50 artisti e tecnici. Dapprima venne presentato in anteprima da Corrado Mantoni, alla presenza di numerosi facoltosi imprenditori i quali supportarono il finanziamento del kolossal animato su Pinocchio che non ha veramente precedenti nella storia del cinema di animazione quando, una volta ultimato, il film trovò l'interessamento del produttore Goffredo Lombardo, direttore della Titanus, per il lancio mondiale del lungometraggio. Al Pinocchio di Cenci, ispirato ai modelli classici di Attilio Mussino, presero parte attori quali Renato Rascel, autore con Vito Tommaso della colonna sonora edita dall'RCA, nonché vi parteciparono anche gli eredi Collodi, i nipoti Mario e Antonio Lorenzini in qualità di consulenti, che reputarono la versione animata di Cenci l’unica ad aver rispecchiato perfettamente lo spirito collodiano. Il film fu doppiato alla CDC grazie al primo speaker Rai Riccardo Paladini, avvalendosi della direzione del doppiaggio curata da Lauro Gazzolo, a cui parteciparono i più importanti doppiatori dell’epoca. Un burattino di nome Pinocchio, rappresenta il film più riuscito delle varie versioni realizzate sul celebre burattino di Collodi, nonché un'opera realmente unica nella storia del cinema animazione mondiale. Per la televisione, Giuliano Cenci è stato anche l’animatore del celebre pulcino nero Calimero, ideato da Nino e Toni Pagot. Sempre dei Pagot, Cenci ha realizzato moltissime puntate della fortunata serie Grisù il draghetto. Nel 1985 Giuliano Cenci ha dato vita come animatore, assieme a Osvaldo Cavandoli che ha curato la regia, alle puntate della serie per bambini, La Pimpa. Nello stesso anno Cenci ha animato il personaggio Mr. Hiccup di Guido Manuli per la Televisione Svizzera e Tedesca, portando al successo l'anno dopo il programma di RaiUno Quark, animando i simpatici personaggi di Bruno Bozzetto. Nel 1986, Giuliano Cenci realizza gli episodi settimanali di Lalla, nell'isola di Tulla, animando i personaggi in cartoon di Raffaella Carrà e Sergio Japino, la prima serie animata Rai andata in onda in diretta dall’America, da New York, all’interno del programma cult Buonasera Raffaella, trasmesso in filodiffusione in tutto il mondo. Sempre animata da Cenci è la sigla de Il Principe Azzurro, il primo programma Mediaset di Raffaella Carrà, realizzando per lei uno show musicale animato a tecnica mista di altissima qualità, rimasto nella storia della televisione italiana. Sempre Giuliano Cenci ha dato vita al personaggio animato di Gesù nelle Parabole del Vangelo, la serie animata della Sampaolo Film, con le canzoni di Cristina D'Avena e la consulenza d’eccezione di Mons. Gianfranco Ravasi, tradotte e apprezzate in tutto il mondo. Negli anni novanta Giuliano Cenci è stato l’animatore di Cocco Bill, il celebre cowboy di Jacovitti e del simpatico personaggio di Silver, Lupo Alberto, per la serie TV di Giuseppe Laganà. Per l’estero Cenci ha realizzato, su disegni originali di Hugo Pratt, alcuni fra i più apprezzati telefilm animati della serie Corto Maltese. E per la Francia ha realizzato gli episodi di Carland Cross, come per la Spagna, le simpaticissime The Triplets. Maestro assoluto dell’Arte dell'Animazione, Giuliano Cenci è stato spesso chiamato a risolvere animazioni particolari o difficili, contribuendo negli ultimi anni a lungometraggi di altri animatori italiani, come La Gabbianella e il Gatto di Enzo D'Alò, Aida degli Alberi di Guido Manuli, Johan Padan di Giulio Cingoli, Momo alla conquista del tempo, sempre di Enzo D'Alò, e altri. Recentemente è stato conferito a Giuliano Cenci il premio alla carriera nel corso della prestigiosa manifestazione Nemoland, che lo ha voluto come ospite d’onore assieme ad altri grandi dell’animazione internazionale, come due ex della Disney, passati poi a Steven Spielberg quali Don Bluth e Gary Goldman, autori di Fievel Goes West e molti altri, Alex Orrelle creative director della Pixar per i film The Incredibles, Finding Nemo, Monster, Inc., e JP Vine, director e storyboard artist degli studi Aardman per il film Wallace and Gromit

[modifica] Bruno Bozzetto (1938-)

Nasce a Milano e inizia a dedicarsi al cinema sin da adolescente. Il suo primo film è Tapum! La storia della armi del 1958. È del 1960 Un Oscar per il signor Rossi, primo film avente per protagonista questo piccolo e collerico personaggio. Nel 1965 esce West&Soda, parodia del genere western e terzo lungometraggio animato italiano. Vip - Mio fratello superuomo, remake in chiave comica del genere supereroistico, molto in voga all'epoca, risale al 1968. Dopo questo secondo lungometraggio seguono tanti filmati pubblicitari per Carosello e cortometraggi comici e satirici. Nel 1977 abbiamo il terzo lungometraggio, Allegro non troppo, ispirato a Fantasia della Disney. Qui la musica, più che generare immagine, fa da prestigiosa colonna sonora. Gli inframmezzi tra un'esecuzione e l'altra sono girati dal vero, con Maurizio Nichetti come protagonista. Attualmente Bozzetto è impegnato nella realizzazione di animazioni al computer con l'uso di Flash, e nella realizzazione del serial La famiglia spaghetti.


La critica lo scopre al festival di Cannes del 1958, cui partecipa ventenne con “Tapum! La storia delle armi”, cortometraggio a disegni animati realizzato con mezzi artigianali ma ricco di creatività. Nel 1960 fonda a Milano la Bruno Bozzetto Film, e nello stesso anno gira lo short “Un Oscar per il Signor Rossi”, creando un classico tipo di Italiano medio che resterà la più popolare delle sue invenzioni. Il lungometraggio più acclamato, “Allegro non troppo” 1976, è il maggior successo di pubblico dell’animazione italiana fino a quella data ed è ricevuto con entusiasmo anche negli Stati Uniti. “Mister Tao” vince nel 1990 l’Orso d’Oro al festival di Berlino e nel 1991 “Cavallette” ottiene la nomination all’Oscar. Bozzetto chiude la sua casa di produzione nel 2000. Da quel momento si dedica all’animazione su internet e alla serie televisiva Spaghetti Family di cui è ideatore e supervisore. La sua poetica si poggia fondamentalmente su tre elementi: 1. il gusto della pura comicità; 2. una denuncia umanistica (contro la guerra, la devastazione della natura ecc..); 3. sottile melanconia che investe il significato dell’esistenza umana. Abbracciano il primo e secondo elemento sia la saga del Signor Rossi sia i suoi primi due lungometraggi “West and Soda” 1965 e “Vip - Mio fratello superuomo” 1968; sono esempi del terzo elemento i suoi cortometraggi migliori “Una vita in scatola” 1967, “Ego” 1969, “Mister Tao” 1988. Un punto stilistico rilevante è la sua consapevolezza dell’elemento sonoro, da cui discende il successo di “Allegro non troppo” che ostenta una parodia di “Fantasia” ma ne è in realtà un superamento.

[modifica] Altri autori

[modifica] Gibba (1924-)

pseudonimo di Francesco Maurizio Guido. Pioniere del cartone animato italiano. Nasce ad Alassio, in Liguria. Dopo aver lavorato ancora diciottenne alla Macco Film di Roma con Carlo e Vittorio Cossio, e con Federico Fellini al cortometraggio Hello Jeep!, torna ad Alassio per fondare con Giannetto Beniscelli l'Alfa Circus dando vita al primo mediometraggio neorealista del dopoguerra, L'ultimo sciuscià (1946). Tornato nella Capitale nei primi anni Cinquanta realizza i lungometraggi Rompicollo e I Picchiatelli in collaborazione con Antonio Attanasi. Stringe amicizia col produttore Ezio Gagliardo che lo mette a capo del reparto animazione della Corona Cinematografica per la quale realizza decine di documentari in animazione destinati ai Premi Governativi e il lungometraggio Il racconto della giungla (1973). Di Gibba è inoltre il lungometraggio cult degli anni '70 Il nano e la strega (1974), primo film d'animazione erotico italiano e la sequenza di Scandalosa Gilda (1986) per il film di Gabriele Lavia. Ultimamente ha realizzato la sigla TV di Linda e il brigadiere con le versioni animate di Nino Manfredi e Claudia Koll.

[modifica] Mario Verger (1970-)

Regista cinematografico e autore televisivo di cartoni animati. Scoperto giovanissimo da Federico Fellini che lo presenta a Kremos Niso Ramponi e a Gibba, maestri dell'animazione italiana, dopo l'omaggio al personaggio di Lupin III col film Planet 0 - Tribute to Lupin III, 1990, che lo pone al centro della critica internazionale, Verger lavora al fianco del produttore Elio Gagliardo che lo mette a capo del reparto animazione della Corona Cinematografica, vincendo il Nastro D'Argento. Lavora per Luca Damiano e Joe Damato alle animazioni di Barbarella in Le avventure Erotix di Cappuccetto Rosso X, e Alladin Dreams, 1993, e al primo videoclip del fortunato gruppo Tiromancino. Successivamnente grazie all'interessamento di Marco Giusti e Enrico Ghezzi che lo lanciano su programmi quali Blob e Fuori Orario, Verger dà vita alle sue creazioni più originali, come Forever Ambra 1994, dedicato ad Ambra Angiolini, Minidiva di Non è la Rai; Tina, o Lady, 1996, mediometraggio Rai sulla tratta delle prostitute nigeriane in Italia che gli valse premi e notorietà internazionale. Con Moana Pozzi realizza il cartoon Moanaland, 1994 considerato una vera "chicca" del genere a cui seguì I Remember Moana, 1995, premiato in America come miglior film sperimentale. Tanta è l'originalità di Verger che con l'Arcivescovo Mons. Milingo realizza il videoclip animato raccolto nel film a mediometraggio Milingo the Spirit of Africa, 1998; seguono: Cacasenno il piccolo grande Eroe, 1999, mediometraggio; Giulio Andreotti, 2000, con musica di Francesco Baccini; il popolare Berluscomic, 2004; e per il Trentennale della scomparsa di Pier Paolo Pasolini, il film Pasolini requiem, 2005. Nel 2007 Verger presenta su Blob lo show animato con Pippo Baudo e Michelle Hunziker alle prese con Piero Chiambretti e Sylvie Lubamba in apertura del Festival di Sanremo, l'animazione della sigla del Leggio d'Oro con l'attore Manlio Dovì, e nel 2008 l'originale trailer animato su Carlo Verdone e Claudia Gerini per il film Grande, Grosso & Verdone. Mario Verger è inoltre autore del primo film d'animazione sul Papa intitolato Wojtyla, 2001, ricevendo in Udienza personalmente la benedizione da Sua Santità Giovanni Paolo II. È l'unico autore di cinema di animazione sul quale esiste una biografia dal titolo Mario Verger An Italian Original.

[modifica] Emanuele Luzzati (1921-2007)

Il cortometraggio con cui esordisce è I paladini di Francia, datato 1960, girato in coppia con Giulio Gianini, che da questo momento collaborerà assiduamente con Luzzati. A questo primo corto seguono Castello di carte nel 1962, e La gazza ladra del 1964 che si aggiudicherà anche un premio al Festival di Annecy. Il suo lavoro senz'altro più famoso è il mediometraggio Il flauto magico. Ai suoi lavori Luzzati diede un'impronta teatrale, arricchendo le scene con fondali sipari e quinte. Il suo tratto distintivo è una trascinante creatività coloristica che trasforma ogni fotogramma in illustrazione.


La grande invenzione di Luzzati è quella della maschera: una maschera del mondo, della persona umana, della fabula (nel senso di tama come di favola vera e propria). In altri termini, una suprema pratica della caricatura che si applica a tutto ciò che può essere detto o rappresentato. Come è caratteristico della caricatura, essa sa giungere con pochi tratti di carboncino all’essenza delle cose, ma in più viene coniugata assieme alla pittura e, in virtù di questa, si espande e si arricchisce di discorsi cromatici e di suggestioni materiche. Il punto unificatore dell’opera di Luzzati è il piacere stesso di esporre.

[modifica] George Dunning (1920-1979)

Nasce in Canada, e fa apprendistato al National Film Board of Canada. Trasferitosi a Londra, dopo alcuni riusciti cortometraggi, approda al lungometraggio con Yellow Submarine, film incentrato sui Beatles. Nonostante una trama piuttosto esile, questa opera si distingue per una grafica innovativa e psichedelica e per i numerosi riferimenti alla cultura dell'epoca.

[modifica] Le tecniche

Dall'avvento del proiettore e della macchina da presa, l'animazione è stata contrassegnata dalla tecnica "fotogramma per fotogramma", che consiste nel far scorrere un fotogramma alla volta davanti ad una macchina da presa posta in posizione verticale.

Seguendo questo procedimento i cineasti si sono cimentati nell'animazione di materiali più diversi, dalla classica animazione su fogli di cellulosa, alla carta sabbia o pittura.

[modifica] L'animazione Stop motion

L'animazione Stop motion (letteralmente fermare il movimento in inglese) racchiude moltissime tecniche, che possono sembrare completamente differenti a prima vista, ma che in realtà sono molto simili, cambia solamente il materiale usato per fare le animazioni e qualche particolare accorgimento tecnico. Solitamente si fotografa l'oggetto da animare, gli si fa compiere un leggero movimento e si esegue un altro scatto. La sequenza di scatti proiettata velocemente dà l'idea di un movimento continuo.

Le animazioni di sabbia, pittura, oggetti inanimati sono realizzate seguendo questo procedimento.

Ray Harryhausen (1920). È probabilmente, assieme a George Pál (1906 - 1980) e Willis O'Brien (18861962) creatore del primo King Kong , il più illustre esponente dell’arte degli effetti speciali e della animazione a passo uno (o stop motion). Impressionato a 5 anni dalla visione di Un mondo perduto (Harry Hoyt, 1925, con effetti speciali di O’Brien) si dedicherà al cinema, realizzando tra le tante, alcune delle pellicole più significative per questo genere di tecnica, come: A 30 Milioni di km Dalla Terra (1957), I Viaggi di Gulliver (1960), Gli Argonauti (1963), Il Viaggio Fantastico di Sinbad (1974), Sinbad e L'occhio Della Tigre (1977).

Il ristorante dove s’incontrano i protagonisti di Monsters & Co. (2001, Peter Docter), uno dei film del sodalizio Disney-Pixar, si chiama Harryhausen. Il tributo degli autori ad un maestro.

Autore estremamente prolifico, Jan Švankmajer ha utilizzato la tecnica stop motion costantemente per tutta la sua carriera, combinandola più volte con scene di attori in carne e ossa. L'artista ceco, ancora in piena attività, è stato fonte d'ispirazione per numerosi autori successivi e la sua importanza nell'evoluzione cinematografica dell'animazione stop motion è sicuramente maggiore della sua notorietà, penalizzata soprattutto a livello internazionale da distribuzioni spesso ingenerose (in Italia, ad esempio, i suoi film non vengono distribuiti).

Grande amante di questo tipo di animazione è il regista Tim Burton, autore di due lungometraggi animati in stop motion, Nightmare Before Christmas (1993, scritto, diretto da Henry Selick) e La sposa cadavere (2005, scritto e diretto), e Nick Park, ideatore dei personaggi di Wallace & Gromit, protagonisti di diversi corti e lungometraggi.

[modifica] L'animazione di silhouette

La silhouette usate nel cinema d'animazione sono figure nere riprese di profilo (o più spesso secondo una prospettiva "egizia", che mostra contemporaneamente più punti di vista), ritagliate solitamente su un foglio metallico, che a differenza della carta è più robusto e quindi più difficile da rovinare; oppure su cartoncino o infine combinando metallo e cartoncino. Queste silhouette non sono figurine uniche, ma sono composte da articolazioni mobili e sostituibili per rendere più agevole il lavoro di animazione. Le silhouette vengono poste su un piano di lavoro orizzontale e retroilluminato per conferire massima opacità al nero e luminosità ai fondali colorati, e riprese dall'alto. Questa tecnica fu utilizzata largamente da Lotte Reiniger, caduta poi in disuso, è stata ripresa da Michél Ocelot per realizzare il lungometraggio Principi e principesse.

[modifica] L'animazione di plastilina (Clay animation)

Questa è una tecnica molto conosciuta, utilizzata anche recentemente da Peter Lord per realizzare Galline in fuga. La plastilina viene manipolata fino ad ottenere la postura desiderata, viene scattata una foto del personaggio e si prosegue nella manipolazione per ottenere il movimento successivo. Peter Lord stesso spiegava che nel realizzare Galline in fuga, i busti erano stati fabbricati in silicone in modo da evitare che si deformassero durante la fase di ripresa. Per alleggerire il lavoro inoltre erano state create innumerevoli teste e zampe in modo da avere sempre a disposizione la postura più adeguata. In ogni caso ogni volta che un personaggio parlava si doveva animare la bocca in modo diverso affinché il movimento fosse sincronizzato alle parole registrate. Un'altra artista molto nota a livello europeo che realizza animazioni in plastilina è Fusako Yusaki, giapponese naturalizzata italiana, i cui lavori sono trasmessi dalla televisione svizzera. Recentemente è stata trasmessa la serie sul cagnolino Peo.

[modifica] I fogli di celluloide (Cell animation)

Sottili fogli di celluloide sui quali si disegnano i singoli movimenti (ad esempio se un personaggio alza un braccio, su ogni foglio si disegna una fase del movimento); fatti scorrere davanti ad una macchina da presa danno l'illusione di un movimento fluido e continuato. Nel caso di fotogrammi colorati, su un lato del foglio si disegna il contorno della figura, sul lato opposto si stende il colore. I movimenti principali vengono disegnati dal key animator, i movimenti intermedi vengono realizzati dall'intercalatore, il colore è posto infine dall'inchiostratore.

Questa tecnica è quella maggiormente conosciuta ed usata, specialmente nel campo dell'animazione commerciale. È utilizzata dalla Disney, da Hayao Miyazaki e nelle serie che vediamo in televisione.

[modifica] Animazione al computer

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Animazione al computer.

È necessaria una premessa a questa tecnica: nonostante i programmi sempre più raffinati, gran parte del lavoro è realizzata a mano.

Questo tipo di tecnica cominciò a diffondersi negli anni Sessanta, anche se il computer fu inizialmente usato per realizzare gli effetti speciali dei film dal vero, venne poi utilizzato nei programmi televisivi, sia per le sigle che per animare pupazzi bidimensionali.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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