La sfida del samurai

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La sfida del samurai
La sfida del samurai.png
Il duello finale nel film
Titolo originale 用心棒, Yōjinbō
Paese di produzione Giappone
Anno 1961
Durata 110 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere azione, thriller, drammatico
Regia Akira Kurosawa
Soggetto Akira Kurosawa, Ryuzo Kikushima
Sceneggiatura Akira Kurosawa, Ryuzo Kikushima
Fotografia Kazuo Miyagawa
Montaggio Akira Kurosawa
Musiche Masaru Satô
Scenografia Yoshirô Muraki
Interpreti e personaggi

La sfida del samurai (用心棒 Yōjimbō?, lett. "La guardia del corpo") è un film del regista giapponese Akira Kurosawa del 1961; il titolo originale Yōjinbō significa letteralmente "guardia del corpo".

E' stato suggerito che la sceneggiatura sia stata tratta dal romanzo di Dashiell Hammett "Piombo e sangue" (Red Harvest). [1] Il film è stato l'ispirazione per il primo film western di Sergio Leone, Per un pugno di dollari (1964), capostipite del genere spaghetti-western, con Clint Eastwood.

Nel 2008, Yōjinbō è stato inserito al 95º posto nella classifica dei 500 più grandi film di tutti i tempi pubblicata da Empire[2].

Trama [modifica]

Un samurai senza nome e senza padrone arriva in una piccola cittadina stranamente silenziosa e senza vita. Alloggiatosi nella locanda, viene a sapere dall'oste che in città, dove regnano l'apatia e corruzione più sfrenate, è da tempo in corso una guerra logorante tra due potenti yakuza, Seibei e Ushitora, e decide di fare qualcosa per mettere fine a questa situazione di caos; tuttavia, sapendo di non potere niente contro gli eserciti di tagliagole e mercenari che Seibei e Ushitora hanno raccolto attorno a sé, capisce che la cosa migliore da fare è spingere i due capi a uno scontro diretto che li finisca entrambi.

Come prima cosa mette in mostra le proprie abilità uccidendo senza problemi tre uomini di Ushitora, quindi si offre come guardia di Seibei per la considerevole cifra di cinquanta ryou, ma un attimo prima della battaglia, sapendo anche che Seibei e la sua malevola moglie Orin intendono ucciderlo a cose fatte per non doverlo pagare, si tira indietro. Purtroppo, contro i suoi piani, subito prima che i due eserciti arrivino allo scontro si sparge la notizia che l'amministratore imperiale sta arrivando in città, cosa che costringe inevitabilmente le due parti a dichiarare una tregua e a riportare il villaggio ad una parvente condizione di serenità.

L'ispettore si intrattiene per diversi giorni, con grande dispiacere del bottaio vicino dell'oste, che negli ultimi tempi si era arricchito sfruttando la guerra in corso tra i due clan, e nel frattempo Saibei e Ushitora fanno a gara per cercare di accaparrarsi i servizi del samurai senza nome, presentatosi come Sanjuro. Per tentare di portare Sanjuro dalla sua parte Ushitora gli rivela che il conflitto è prossimo a ricominciare; infatti, ha fatto uccidere da due dei suoi uomini, Hachi e Kuma, il capo di un villaggio vicino, cosa che costringerà l'ispettore a ripartire.

Come predetto da Ushitora l'amministratore parte il giorno dopo e il conflitto, reso ancor più sanguinoso dal ritorno al villaggio del fratello di Ushitora, Unosuke (interpretato dall'altro attore simbolo del cinema di Kurosawa, Tatsuya Nakadai), ricomincia. Sanjuro è convinto che questo costituirà la spallata finale per il dominio dei due capi sul villaggio, ma dopo poco tempo il bottaio rivela che Saibei e Ushitora stanno tentando una riappacificazione. Sanjuro però è preoccupato, perché sa che la pace serve solo a preparare una guerra più grande, e cerca di trovare il modo per mandare a monte la riappacificazione. Per prima cosa cattura Hachi e Kuma, che ubriachi avevano rivelato di essere gli assassini del capo del vicino villaggio e di essere stati pagati da Ushitora, quindi li consegna a Saibei perché li consegni alla polizia, decretando la fine del suo nemico. Subito dopo si reca da Ushitora, a cui dice che i due ora sono in mano a Saibei e al quale suggerisce di rapire Yuchiro, il figlio dell'avversario, per costringere Saibei ad uno scambio di prigionieri.

Al momento dello scambio però Unosuke uccide i suoi due sicari e trattiene Yuchiro, pretendendo come condizione per il rilascio la resa di Saibei; Saibei però, che si aspettava una mossa del genere rivela di aver rapito Luhi, la moglie di Tokemon, il ricco commerciante di saké e seta amico di Ushitora.

Viene organizzato quindi un nuovo scambio, e una volta riavuta la donna Ushitora, temendo una contromossa di Saibei, la chiude in una casa protetta, guardata a vista da sei dei suoi uomini. Sanjuro a questo punto finge di mettersi al suo servizio, e recatosi con una scusa nella casa dove è rinchiusa Luhi riesce con un trucco ad uccidere le guardie e a far scappare la donna con il figlio e il vero marito (che poco tempo prima era stato costretto a venderla a Tokemon per ripagare un debito) facendo credere però che sia tutta opera di Saibei.

Ushitora, per vendetta, appicca il fuoco alla casa di Tazemon, il capo villaggio alleato di Saibei, che risponde devastando la distilleria di Tokemon. Si arriva quindi allo scontro aperto, con decine di morti.

Purtroppo, le macchinazioni di Sanjuro giungono presto alla fine; Unosuke scopre infatti il suo doppiogioco. Catturato, Sanjuro viene torturato perché riveli cosa ne è stato di Luhi, ma riesce a fuggire e a lasciare il paese con uno stratagemma e la collaborazione dell'oste e del bottaio, nascondendosi in un capanno nei pressi del cimitero. Mentre Sanjuro è convalescente, Ushitora sconfigge Saibei, sterminando tutta la sua famiglia, quindi, scoperta la complicità dell'oste con Sanjuro, lo fa catturare perché riveli dove si trovi il samurai.

Informato dal bottaio, Sanjuro torna al villaggio e fa strage di Ushitora e di tutti i suoi seguaci all'infuori di uno, il figlio di un contadino che all'inizio del film si era unito a Ushitora inseguendo un miraggio di ricchezza e che rimanda a casa rammentandogli di come sia molto meglio vivere a lungo anche se poveri.

Con la morte dei due capi la pace nel villaggio è ristabilita, e mentre la comunità torna alla vita Sanjuro riprende il suo viaggio in cerca di nuove sfide.

Influenza [modifica]

Sia in Giappone che in Occidente, il film influenzò considerevolmente varie forme di intrattenimento.

Nel 1962, Kurosawa diresse un seguito a La sfida del samurai, intitolato Sanjuro, film nel quale Mifune ritorna ad interpretare il samurai solitario.

Nel 1964, Sergio Leone girò un vero e proprio remake all'occidentale del film di Kurosawa con Per un pugno di dollari. Leone e la sua casa di produzione, non immaginando minimamente il successo che il film avrebbe riscosso, non pagarono i diritti di sfruttamento del film di Kurosawa ai Toho Studios (casa di produzione dei film del regista nipponico), generando una causa legale che ritardò l'uscita del film di Leone negli Stati Uniti di circa tre anni.

Nel 1984, David Carradine interpreta Kain il mercenario (The Warrior and the Sorceress), che ripercorre in chiave sword & sorcery le vicende de La sfida del samurai.

Nel film Zatoichi Meets Yojimbo del 1970 è presente Mifune che interpreta un personaggio simile.

Ancora vivo (1996), un gangster movie diretto da Walter Hill, è un remake ufficiale del film di Kurosawa.

Note [modifica]