La città incantata

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La città incantata
La città incantata 010.JPG
La barca con la quale arrivano gli spiriti
Titolo originale 千と千尋の神隠し
Sen to Chihiro no kamikakushi
Lingua originale Giapponese
Paese Giappone
Anno 2001
Durata 125 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere animazione, fantasy
Regia Hayao Miyazaki
Soggetto Hayao Miyazaki
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Produttore Toshio Suzuki
Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Universal
Art director Yōji Takeshige
Animatori Masashi Ando
Fotografia Atsushi Okui
Montaggio Takeshi Seyama
Musiche Joe Hisaishi, Youmi Kimura
Sfondi Keiko Itogawa, Ogura Kobo
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

La città incantata (千と千尋の神隠し Sen to Chihiro no kamikakushi?) è un film d'animazione giapponese del 2001 scritto e diretto da Hayao Miyazaki, prodotto dallo Studio Ghibli e distribuito dalla Buena Vista (proprietà della Disney).

Realizzato con un budget elevato (1.900.000.000 ¥, circa 16 milioni di €)[1], il film presenta l'altissima qualità tecnica consueta dello Studio Ghibli, ed ha vinto numerosi e prestigiosi premi. Il film è stato premiato con l'Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 2002, e con l'Oscar per il "miglior film d'animazione" nel 2003.

Il film è liberamente ispirato al romanzo "Il meraviglioso paese oltre la nebbia" della scrittrice Kashiwaba Sachiko.[2] È una lunga e delicata favola sulla semplicità d'animo, il coraggio, l'amicizia, l'amore, ma soprattutto la forza dell'altruismo. Tecnicamente molto curato, sia a livello di scenografie, disegni, movimento ed espressioni facciali, che a livello di dialoghi, è ricco di accorti particolari che lo rendono umano e vivo.[senza fonte]

La bambina protagonista non è dotata di superpoteri, né di doti fisiche fuori dal comune, ma più umanamente di forza di volontà e bontà spontanea e semplice. Il suo viaggio nella città incantata di certo si apprezza maggiormente potendo cogliere gli infiniti riferimenti alla vasta cultura giapponese (spiriti e dei in primo luogo), ma non è meno significativo o toccante anche per uno spettatore occidentale.

In Italia è approdato nell'aprile 2003, due anni dopo la prima proiezione. L'adattamento italiano è considerato meno buono dello standard Mikado.

Nel 2010 il film è stato presentato in versione sottotitolata con un nuovo adattamento a cura di Gualtiero Cannarsi all'interno del Festival Internazionale del Film di Roma 2010 col titolo La sparizione di Chihiro e Sen per rendere con maggiore fedeltà l'originale.[3]

Indice

[modifica] Trama

Il lungometraggio inizia con Chihiro, una bambina di 10 anni, seduta sul sedile posteriore dell'automobile dei genitori, mentre percorrono la strada verso la loro nuova casa, dove i traslocatori li attendono. Chihiro non vede di buon grado il trasloco, e passa il viaggio lamentandosi dello stesso e del fatto che il suo primo mazzo di fiori ricevuto in regalo stesse appassendo. Il padre crede di prendere una scorciatoia, ma quando si trova sbarrata la strada da una grossa costruzione dall'aspetto antico capisce di aver sbagliato strada.

Nonostante la pietra davanti all'ingresso (in Giappone una pietra posata davanti all'uscio significa "per favore non entrare") questa strana costruzione attira i genitori della bambina, mentre Chihiro ne è impaurita. Ciononostante, i genitori decidono di esplorare la costruzione, che credono faccia parte di un luna park abbandonato, e Chihiro, suo malgrado, li segue.

Quello che trovano all'interno è un'intera città composta esclusivamente da ristoranti e locali, senza però anima viva per le strade; la presenza del profumo di ottimo cibo attrae il padre di Chihiro, che trova un ristorante con il bancone imbandito di leccornie varie. Il ristorante è vuoto, ma i genitori di Chihiro decidono di mangiare comunque, con l'intenzione di pagare all'arrivo di eventuali padroni o camerieri.

In realtà questa città apparentemente abbandonata è un complesso termale degli spiriti della natura, e la potente maga Yubaba, padrona del complesso, trasforma i due genitori in maiali, punendoli per aver mangiato il cibo sacro degli spiriti. A questo punto cala la notte, e gli spiriti ospiti delle terme cominciano ad affollare le vie; Chihiro si rende conto che sta lentamente diventando invisibile. La sua salvezza è l'incontro con Maestro Haku, apparentemente un ragazzo della sua età.

Haku le fa mangiare un mirtillo proveniente dal mondo degli spiriti che rende Chihiro nuovamente tangibile e le permette di rimanere viva anche all'interno del complesso magico. Lui le spiega che l'unico modo per evitare di essere catturata dagli uomini di Yubaba è quello di trovarsi un lavoro all'interno delle terme: in questo sarà aiutata dall'"uomo delle caldaie" (in realtà Kamagi). Per stipulare il contratto di lavoro, Chihiro viene privata del suo nome, e viene chiamata Sen (con un gioco di parole, o meglio di ideogrammi, non traducibile, vedi nota sotto); la mancanza del nome la rende incapace di abbandonare il mondo controllato da Yubaba. Inoltre Haku è suo amico solo di nascosto, perché ufficialmente è il braccio destro della maga Yubaba. Oltre a lui, la bambina conosce altri personaggi e tutti in qualche modo diventano suoi amici, conquistati dalla sua semplice bontà.

In tutto questo, lo scopo di Chihiro è quello di salvare i genitori, e per raggiungere il suo obiettivo, dovrà crescere interiormente. La sua crescita avviene tramite il duro lavoro a cui è sottoposta nelle terme, con l'amore che nascerà tra lei e Haku, affrontando le sue paure, dalle vertigini, all'incontro con il dio del fiume, imprigionato da un involucro di fango, o allo scontro con uno spirito "maligno", Kaonashi, che diventerà suo amico e poi aiutante della maga Zeniba, sorella gemella di Yubaba. Sarà però, proprio il legame tra lei e Haku, insieme al suo sconfinato altruismo e alla mancanza di avidità, che le permetterà di diventare più umile e coraggiosa e che alla fine le permetterà sia di aiutare Haku a ritrovare il suo vero nome sia di salvare i suoi genitori.

Chihiro ricorda che lei ed Haku si sono incontrati prima: quando era più giovane era caduta in un fiume e sopravvisse perché era stata trascinata dalla corrente alla riva. Era stata salvata da Haku che era lo spirito del fiume Kohaku, in seguito interrato per edificare palazzi, e per questo lo spirito aveva perso la strada di casa. Dopo aver ricordato ciò, Chihiro dice ad Haku che il suo nome è Kohaku, e in questo modo lo libera dal controllo della maga Yubaba.

Haku e Chihiro, appartenendo a due mondi diversi, si lasciano, con la promessa però di rivedersi.

Usciti dal mondo magico i genitori non ricorderanno nulla, ma constateranno sorpresi che è passato più tempo di quello che pensavano (l'assenza di Chihiro, l'auto impolverata), mentre la bambina conserva ancora sia il ricordo, le esperienze, sia un nastrino per capelli intessuto con tanto affetto dai suoi amici del mondo magico e da loro regalatole.

[modifica] Colonna sonora

Per la composizione della colonna sonora del film, Miyazaki ha selezionato ancora una volta il suo abituale collaboratore Joe Hisaishi (assiduo collaboratore di Takeshi Kitano). La colonna sonora, perfetta alle situazioni del film, è stata giudicata ottima dal critico Paolo Mereghetti[4].
L'ultima traccia (ascoltabile durante i titoli di coda) è cantata da Youmi Kimura.

[modifica] Tracklist

  1. One Summer's Day - 3:09
  2. Road To Somewhere - 2:07
  3. Empty Restaurant - 3:15
  4. Nighttime Coming - 2:00
  5. Dragon Boy - 2:12
  6. Sootballs - 2:33
  7. Procession Of The Spirits - 3:00
  8. Yubaba - 3:30
  9. Bathhouse Morning - 2:02
  10. Day Of The River - 3:13
  11. It's Hard Work - 2:26
  12. Stink Spirit - 4:01
  13. Sen's Courage - 2:45
  14. Bottomless Pit - 1:18
  15. No Face - 3:47
  16. Sixth Station - 3:38
  17. Yubaba's Panic - 1:38
  18. House At Swamp Bottom - 1:29
  19. Reprise - 4:53
  20. The Return Day - 3:20
  21. Always With Me - 3:35

[modifica] Distribuzione del film nel mondo

Date di uscita nel mondo[5]
Paese Data Titolo
Bandiera del Giappone Giappone 20 luglio 2001 千と千尋の神隠し
Bandiera di Hong Kong Hong Kong 13 dicembre 2001 Sen to Chihiro no Kamikakushi
Bandiera della Francia Francia 10 aprile 2002 Le Voyage de Chihiro
Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 20 settembre 2002, 23 marzo 2003(*) Miyazaki's Spirited Away
Bandiera della Spagna Spagna 18 ottobre 2002 El viaje de Chihiro
Bandiera della Finlandia Finlandia 29 novembre 2002 Henkien kätkemä
Bandiera dell'Australia Australia 12 dicembre 2002 Spirited Away
Bandiera dell'Italia Italia 18 aprile 2003 La città incantata
Bandiera della Germania Germania 19 giugno 2003 Chihiros Reise ins Zauberland
Bandiera del Brasile Brasile 18 luglio 2003 A Viagem de Chihiro
Bandiera del Regno Unito Regno Unito 12 settembre 2003 Spirited away

(*) Dopo la vittoria ai premi Oscar, il film è stato ridistribuito nei cinema americani, con un maggior numero di sale.

[modifica] Riconoscimenti

Hayao Miyazaki, il regista del film

In patria è stato decretato miglior film dell'anno[6] e, approdato al Festival di Berlino 2002, è stato insignito con un sorprendente Orso d'Oro (ex aequo con Bloody Sunday)[7].
Ha ricevuto inoltre diversi premi della critica negli USA e l'Oscar per il "miglior film d'animazione" nel 2003 (è stato il primo anime a ricevere un tale riconoscimento).
Ha vinto 4 Annie Awards, considerati gli oscar dell'animazione, nel 2002. L'autorevole rivista del British Film Institute Sight & Sound l'ha indicato fra i trenta film chiave del primo decennio del XXI secolo.[8] Sul sito dell'Imagine Games Network (IGN) il film si è classicato al 12simo posto nella classifica dei 25 migliori film d'animazione di sempre[9].

Il film è considerato il capolavoro di Miyazaki, nonché il suo film più personale e graficamente più ricco[10]. Grazie a queste qualità e soprattutto ai premi vinti, La città incantata ha reso celebre il suo autore anche in occidente, consacrandolo come un maestro dell'anime e più in generale dell'animazione.

[modifica] Pubblico e critica

In Giappone, dalla sua uscita nel 2001, La città incantata è stato visto da 23 milioni di persone (è stato stimato che in tutto il 2002 un giapponese su sei ha visto il film) con un incasso di circa 250 milioni di dollari statunitensi, superando ampiamente Titanic. Sul mercato statunitense il film è uscito nel 2002 (in un numero limitato di sale cinematografiche), incassando in un anno 10 milioni di dollari[1]. L'edizione in DVD, uscita dopo l'Oscar, ha avuto un più largo successo.

[modifica] Adattamento del titolo originale

Il titolo originale Sen to Chihiro no kamikakushi contiene il termine "kamikakushi" (letteralmente "scomparsa/nascondimento attuato da un kami") che indica un elemento strettamente legato alla cultura giapponese e per questo difficile da tradurre in italiano. Quando una persona, ma in particolar modo un bambino, scompare improvvisamente ed inaspettatamente si dice che sia stato nascosto dai kami, gli spiriti e le divinità della tradizione shintoista; questi sono spesso dei capricciosi kami minori, degli yama no kami o dei tengu che giocano uno scherzo al bambino per divertirsi alle spalle della famiglia preoccupata; successivamente il bambino rapito o perduto si risveglia lontano dal luogo dove è scomparso e non ricorda nulla del tempo intercorso.
Questo spiega anche il perché della scelta del titolo inglese Spirited Away.
Il nome della protagonista da "Chihiro" viene tramutato proprio in "Sen" Perché Yubaba le concede di mantenere solo il primo dei due kanji che compongono il nome Chihiro 千尋, ossia 千 che isolato viene letto "sen" (lettura on) e non "chi" (lettura kun). Notare infine che il titolo originale è traducibile come "Il kamikakushi di Sen e Chihiro".

[modifica] Curiosità

[modifica] Note

  1. ^ a b Incassi nel mondo del film ed informazione finanziarie, da IMDb. URL consultato il 08-08-2010.
  2. ^ pubblicato in Italia da Kappa Edizioni.
  3. ^ Nanoda.com: Studio Ghibli: i film presenti al Festival del Cinema di Roma 2010. URL consultato il 09-11-2010.
  4. ^ a b dal Mereghetti. Dizionario dei film 2008
  5. ^ Date della distribuzione del film nel mondo, da IMDb. URL consultato il 08-08-2010.
  6. ^ (EN) Da IMDb i premi assegnati nel 2002 dall'Academy Giapponese. URL consultato il 08-08-2010.
  7. ^ (EN) Da IMDb, i premi assegnati nel 2002 al Festival di Berlino. URL consultato il 08-08-2010.
  8. ^ (EN) Sight & Sound’s films of the decade. URL consultato il 08-08-2010.
  9. ^ (EN) IGN Top 25 animated movies of all-time. URL consultato il 23-01-2011.
  10. ^ a b Scheda su mymovies.it del film, con recensione dal Morandini. Dizionario dei film 2009. URL consultato il 08-08-2010.
  11. ^ dal libro Anime: storia dell'animazione giapponese 1984-2007

[modifica] Bibliografia

  • Alessandro Bencivenni, Miyazaki: il Dio dell’anime, Le mani Microart's Editore, 2003.
  • Alessia Spagnoli, Hayao Miyazaki: le insospettabili contraddizioni di un cantastorie, Sovera Multimedia Editore, 2009.
  • Andrea Fontana e Davide Tarò, Anime: storia dell’animazione giapponese 1984-2007, Il foglio Editore, 2010.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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