Pom Poko

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Pom Poko
Pom Poko.png
Il consiglio patriarcale dei tanuki
Titolo originale 平成狸合戦ぽんぽこ
Heisei tanuki gassen Ponpoko
Lingua originale Giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 1994
Durata 114 min
Colore Colori
Audio Dolby Digital 2.0
Rapporto 1.85:1
Genere animazione
Regia Isao Takahata
Soggetto
Sceneggiatura Isao Takahata
Produttore Ned Lott, Toshio Suzuki, Yasuyoshi Tokuma
Produttore esecutivo Hayao Miyazaki
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Montaggio Takeshi Seyama
Scenografia Kazuo Oga
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

Miglior lungometraggio al Festival internazionale del film d'animazione di Annecy

Pom Poko[1] (平成狸合戰ぽんぽこ Heisei tanuki gassen Ponpoko?, lett. "Pom Poko, battaglie tanuki dell'era Heisei") è un film giapponese di animazione diretto da Isao Takahata, tratto dal racconto Futago no hoshi di Kenji Miyazawa. Il film è uscito per l'home video in Italia il 13 febbraio 2011 distribuito dalla Lucky Red, con il doppiaggio curato da Gualtiero Cannarsi.

Contesto artistico e premi[modifica | modifica wikitesto]

Il grande successo di Omohide poro poro non lasciò Isao Takahata inoperoso, e infatti presto iniziò a lavorare su Pom Poko, il suo terzo film targato Studio Ghibli. Heisei tanuki gassen Ponpoko, titolo originale che possiamo tradurre letteralmente in italiano come "Pompoko, le battaglie tanuki dell'era Heisei", fu premiato al Festival di Annecy nel 1994, dove gli fu conferito il premio per il miglior lungometraggio. Il film riscosse un enorme successo in Giappone dove fu il film più visto nel 1994.

Pom Pokoi è stato il film immediatamente successivo a Porco Rosso, diretto da Hayao Miyazaki; lo stesso Miyazaki decise il soggetto del film, ispirandosi, per associazione di idee, a qualcosa simile al maiale del film precedente. E la cosa più vicina al maiale fu il tanuki. A differenza dei precedenti film diretti da Takahata Isao, dove le sceneggiature erano state tratte da manga o libri preesistenti, la sceneggiatura di questo film è originale e scritta da Takahata stesso.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il lungometraggio narra della lotta dei tanuki per riconquistare la collina di Tama, nei pressi di Tokyo, strappata agli animali per farne un quartiere residenziale. I tanuki agiscono dapprima con le buone e poi con le cattive ma alla fine nulla possono fare contro la speculazione edilizia e la distruzione del loro habitat. Il carattere del film è quindi prettamente pessimistico-realistico.

Questo lungometraggio ci presenta moltissimi tratti caratteristici della cultura, religione e folklore giapponese. Il titolo stesso può essere difficilmente intelligibile ad uno spettatore non avvezzo alla cultura giapponese.

Il film si svolge nell'era Heisei. I protagonisti sono animali chiamati tanuki, un cane-procione, fisicamente simile al procione ma appartenente alla famiglia dei canidi. I tanuki sono molto diffusi in Giappone e in generale in tutta l’Asia ma non sono presenti in Italia. In Giappone le leggende vogliono che alcuni animali abbiano la capacità di trasformarsi, e si pensa che gli animali più abili siano i kitsune (volpi) e i tanuki. In Heisei tanuki gassen ponpoko, quindi, la capacità di trasformazione dei tanuki non è un mero espediente narrativo per rendere il film più divertente e appetibile, ma è la trasposizione cinematografica di una leggenda millenaria.

La parola Pompoko che troviamo nel titolo non è traducibile invece in italiano. Pom Poko è la trascrizione onomatopeica del rumore che producono i tanuki quando usano i loro stomaci (o i loro testicoli) come tamburi, credenza assai diffusa in Giappone.

I tanuki[modifica | modifica wikitesto]

I tanuki sono protagonisti di migliaia di leggende che costellano tutta la storia del paese. I tanuki sono noti principalmente per la loro capacità di assumere qualunque forma, e per gli scherzi, solitamente inoffensivi, giocati agli esseri umani. Circolano centinaia di storie in cui i tanuki avevano truffato esseri umani, comprando del saké e pagandolo con delle foglie trasformate in banconote.

Un’altra convinzione riguarda i testicoli dei tanuki, infatti si crede che siano molto grandi (fino ad otto tatami, quasi 13 mq) e che portino buona fortuna, vengono infatti chiamati “testicoli d’oro”. La rappresentazione tradizionale del tanuki lo raffigura in posizione eretta, con i testicoli ben in vista e una bottiglia di sake in mano. Nel lungometraggio anche Takahata offre spesso una raffigurazione tradizionale del tanuki. Bisogna ricordare in ogni caso che i testicoli dei tanuki non hanno alcuna valenza sessuale, e che la nudità, sia maschile che femminile, è accettata e vista con grande naturalezza in Giappone, specialmente nelle zone rurali. Alcune delle trasformazioni effettuate dai tanuki durante il film richiamano direttamente delle famose leggende giapponesi. In una sequenza del film ad esempio i tanuki si esercitano nelle trasformazioni cambiando la loro forma in quella di una teiera di ferro. Questa teiera richiama la leggenda Bunbuku Chagama, in cui un tanuki si trasforma in una teiera (chagama), e naturalmente viene messo sul fuoco.

Verso la fine del film l’anziano Yashimano Hage costruisce una barca che richiama nell’immaginario giapponese la barca fatta di fango con cui i tanuki vanno verso la morte. Questo episodio è basato sulla credenza di Fudaraku, un antico culto buddista. Il culto di Fudaraku credeva in un’isola nei mari occidentali, chiamata appunto Fudaraku, dove ci si poteva liberare delle sofferenze e dolori e raggiungere il nirvana. Nella barca possiamo vedere moltissimi oggetti tipici della tradizione nipponica: oltre al saké e ad alcuni strumenti musicali tradizionali, vediamo un Maneki neko, un tipico oggetto della tradizione giapponese; raffigura un gatto bianco (neko), solitamente decorato, seduto che muove avanti e indietro una zampa. È considerato un oggetto foriero di fortune, specialmente commerciali. In Giappone infatti è raro trovare un negozio che non ne esponga uno in vetrina, poiché si crede che il movimento della zampa sia accattivante per gli eventuali avventori, e spinga molte persone all’interno del negozio.

La raffigurazione delle divinità Giapponesi disegnate su sfondo dorato sono inserite nel lungometraggio nei momenti in cui viene trattata la morte, e quindi nella sequenza del decesso di Gyobu-sama, e nel momento in cui i tanuki si imbarcano; in quella sequenza, come in un presagio, i disegni dei tanuki che salgono festosi sulla nave, e le immagini degli dei si sovrappongono, lasciando il significato della sequenza alla capacità di decodificazione dello spettatore. Per uno spettatore nipponico in ogni caso il significato delle immagini è lampante, poiché sono rappresentate alcune divinità buddiste, legate alla morte nella tradizione religiosa giapponese.

Alcuni tanuki, come quelli che nel film vivono nel tempio di Awa, sono inoltre considerati divinità nell’olimpo giapponese, sono considerati forti e potenti e vengono per questo venerati. Oltre ai tanuki anche le volpi vengono venerate e sono considerate i messaggeri terrestri del dio Inari, divinità legata allo shintoismo. Alcune scene del film sono ambientate proprio davanti ad un tempio scintoista dove viene venerata la volpe; l’apparizione del tanuki trasformato da volpe bianca provoca quindi un forte spavento poiché equivale all’apparizione del dio Inari. Il disegno di questo lungometraggio è molto particolare, poiché presenta diverse scelte grafiche nella rappresentazione dei tanuki. Questo animale ci viene presentato innanzitutto con un aspetto realistico, e lo vediamo in questa forma ogni volta che deve interagire con esseri umani, o con il loro mondo. Se si fosse presentato agli uomini in forma antropomorfa, simile alle rappresentazioni degli animali fatte dalla Disney, il film avrebbe compromesso l’importante messaggio di cui si faceva tramite perdendo quindi di significato.

La seconda forma in cui vediamo il tanuki è la forma antropomorfa, creata per facilitare l’identificazione dello spettatore con gli animali. Il narratore ci spiega che i tanuki sono soliti assumere questa forma quando si trovano lontano da occhi umani.

La terza rappresentazione del tanuki è molto stilizzata, e fortemente voluta da Miyazaki Hayao per rendere un omaggio a Sugiura Shigeru, anziano mangaka molto amato da Miyazaki, che era solito rappresentare i tanuki in modo stilizzato. Takahata, sebbene volesse anch’esso usare i disegni di Sugiura, immaginava il film disegnato in altri modi, e quindi usò questi disegni per rappresentare i momenti i cui i tanuki erano abbattuti o distratti, ad esempio durante un combattimento o una festa, e quindi incapaci di mantenere una forma completa e precisa.

Si può notare una piccola curiosità durante la strategia degli Spettri: vi compaiono infatti altri personaggi dello studio Ghibli come Kiki, la protagonista di Kiki consegne a domicilio, Taeko di Omohide poro poro, Totoro da Il mio vicino Totoro e l’aereo presente nel lungometraggio Porco Rosso (Kurenai no buta).[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito del distributore italiano Lucky Red
  2. ^ Mario A. Rumor. The art of emotion. Il cinema d'animazione di Isao Takahata. Rimini, Guaraldi-Cartoon Club, 2007, pp. 269 e segg.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]