Tonari no Totoro
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
|
Tonari no Totoro (となりのトトロ? "Il vicino Totoro") è un film d'animazione giapponese prodotto dallo Studio Ghibli nel 1988, per la regia di Hayao Miyazaki. Il personagio di Totoro è stato in seguito utilizzato per il logo dello Studio Ghibli.
I diritti per l'adattamento italiano sono stati acquisiti dalla Lucky Red,[1] che ha già distribuito diversi film prodotti dallo Studio Ghibli.
La storia è ambientata nelle campagne di Tokyo intorno agli anni 1950. Tratta argomenti quali l'amore e il calore della famiglia, la cura che si dovrebbe avere per la natura, l'importanza di essere uniti nei momenti difficili, l'altruismo.
[modifica] Trama
La storia è ambientata nell'hinterland della Tokyo degli anni cinquanta. Le sorelline Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4) si stanno trasferendo col padre da lì a Matsu no Gô, villaggio di campagna. Il trasferimento serve per andare a vivere più vicini alla loro mamma che è ricoverata in ospedale. Inizia così il loro viaggio alla scoperta di un mondo nuovo, ma soprattutto alla scoperta della natura.
Il loro primo incontro è coi makkurokurosuke (nel libro definiti "susuwatari"), spiritelli della fuliggine che occupano le vecchie case abbandonate e che solo i bambini possono vedere (gli stessi spiritelli poi ripresi ne La città incantata).
In seguito Mei, esplorando la sua nuova casa e seguendo delle tracce di ghiande, s'imbatte in due spiritelli, uno piccolissimo dal pelo bianco e uno più grande e azzurro: seguendoli fin dentro il grande albero di canfora che domina sulla zona, incontra Totoro, uno spirito buono dall'aspetto un po' pittoresco: un incrocio tra una talpa, un orso e un topo. È un personaggio che Mei ha già visto in un libro di fiabe, un troll, in giapponese tororu, ma Mei avendo solo 4 anni ne storpia il nome in totoro.
All'inizio suo padre e sua sorella sono increduli, ma quando non riescono a ritrovarlo non si stupiscono: il padre spiega che è il custode della foresta, e vederlo è un privilegio che non può essere concesso sempre. Una sera, le due bambine vanno incontro al padre alla fermata dell'autobus, sotto la pioggia, e incontrano Totoro, che aspetta un autobus molto speciale, il Gattobus (Nekobus), un autobus peloso con muso di gatto e 12 zampe che si muove a grande velocità superando qualunque ostacolo, assecondato dagli alberi che si scostano al suo passaggio, visibile solo a pochi. Nell'attesa, Satsuki offre un ombrello a Totoro, che le regala dei semi da piantare nel giardino della casa.
Totoro infatti è uno spirito della natura, colui che porta il vento, la pioggia, la crescita, la maturazione. Una notte passa a far spuntare i germogli degli alberi, e poi volando come il vento fa fare un viaggio alle due bambine.
Un giorno però Mei, arrabbiata perché la madre non può ancora tornare a casa e preoccupata per le sue condizioni a causa di un preoccupante telegramma inviato dall'ospedale in assenza del padre, decide di andare da lei per darle una spiga di granturco raccolta nel giardino della Nonnina. Ma è troppo piccola per affrontare il viaggio sino all'ospedale da sola e quindi si perde. Disperata, Satsuki si rivolge a Totoro che chiama il Gattobus, il quale la porta in un attimo dalla sorella ed infine la madre.
[modifica] Significati
| Questa voce o sezione di film non riporta fonti o riferimenti.
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili, secondo le linee guida sull'uso delle fonti.
|
Totoro è la metafora della vita, interpretato spesso come uno spirito kami shintoista: la sua casa, l'albero di canfora, è un jinja, santuario shintoista con un torii e delimitato da shimenawa, corde di paglia di riso intrecciata usate per la purificazione rituale nella religione shintoista. In realtà non si riesce a distinguere la «realtà» dal «sogno», in tutto il lungometraggio: ad esempio la notte dell'arrivo di Totoro nel giardino delle bambine i germogli crescono fino a diventare un albero colossale, che il giorno dopo sparisce e lascia il posto a dei normalissimi germogli, lasciando alle bambine il dubbio che nulla sia realmente accaduto nella notte. La "Nonnina", non a caso, non ha un nome: sembra essere l'archetipo della nonna comprensiva e buona che si prende cura dei bambini con infinite riserve di amore, che trae dal proprio rapporto sereno con la natura, dimostrato dal suo giardino, che è un «monte di infiniti tesori», frutti della terra addirittura miracolosi.
Totoro è diventato un personaggio molto popolare in Giappone e accade che venga citato in opere di altri autori: ad esempio, viene citato nel quinto volume del manga Le situazioni di Lui & Lei (act 17) di Masami Tsuda.
[modifica] Curiosità
| Questa sezione contiene «curiosità» da riorganizzare.
Contribuisci a migliorarla integrando se possibile le informazioni nel corpo della voce e rimuovendo quelle inappropriate.
|
- Satsuki in giapponese vuol dire "maggio".
- Mei è la pronuncia della parola inglese May che significa "maggio".
- Il trasloco della famiglia avviene in maggio.
- La storia esiste anche in versione scritta: Hayao Miyazaki e Tsugiko Kibo, "Il mio vicino Totoro", Planet Manga Novels, 2002 (ISBN 88-8343-107-3)
- Nella versione inglese distribuita dalla Disney le doppiatrici delle sorelline Satsuki e Mei sono veramente sorelle: rispettivamente Dakota e Elle Fanning.
- L'asteroide della fascia principale, 10160 Totoro, prende il nome dal personaggio centrale del film.[2]
[modifica] Note
- ^ Intervista a Lucky Red. URL consultato il 03-04-2009.
- ^ 10160 Totoro (1994 YQ1), in JPL Small-Body Database Browser, Jet Propulsion Laboratory (NASA).
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Tonari no Totoro
[modifica] Collegamenti esterni
- (JA) Sito ufficiale
- (JA) Sito ufficiale della Tokuma Shoten
- (IT) Studio Ghibli Italian Fan Site
- (EN) The Hayao Miyazaki Web
- (EN) Online Ghibli
- Scheda su Tonari no Totoro dell'Internet Movie Database
- (EN) Scheda sull'anime Tonari no Totoro sull'Anime News Network's Encyclopedia

