Cthulhu

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Cthulhu
Schizzo di Cthulhu realizzato da Lovecraft (1934)
Schizzo di Cthulhu realizzato da Lovecraft (1934)
Universo Ciclo di Cthulhu
Lingua orig. Inglese
Autore Howard Phillips Lovecraft
1ª app. in Il richiamo di Cthulhu (1928)
Specie creatura cosmica
Sesso indefinito (Lovecraft si riferisce a lui usando il pronome maschile)

Cthulhu è una creatura immaginaria ideata dallo scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft. Si tratta di un essere semi-divino di proporzioni e forza prodigiose che risiede nella perduta città sommersa di R'lyeh (nei pressi di Ponape) in un sonno simile alla morte, nell'attesa che una congiunzione astrale favorevole ne consenta il risveglio. Nei racconti del cosiddetto Ciclo di Cthulhu, anche noto come Miti di Cthulhu (definizione postuma dell'opera lovecraftiana e delle aggiunte di molti altri scrittori), l'autore e i suoi epigoni lo hanno definito come una deità blasfema, adorata da popolazioni degenerate, selvaggi e folli, connessa all'insorgere di incubi e il cui culto prevede atroci sacrifici umani.

Cthulhu in una rappresentazione grafica

Cthulhu appare per la prima volta nel racconto intitolato Il richiamo di Cthulhu (1928).

Cthulhu fa parte della complessa mitologia inventata da Lovecraft e da lui attribuita ad un fittizio manoscritto (pseudobiblium) noto come Necronomicon redatto dall'"arabo pazzo" Abdul Alhazred. Cthulhu è il principale, nonché sacerdote, dei Grandi Antichi, abominevoli creature aliene che si insediarono sulla Terra quando ancora la vita terrestre era agli inizi. Egli infatti giunse con la sua progenie stellare (la cosiddetta "prole stellare di Cthulhu") sulla Terra e fondò la leggendaria città di R'lyeh, nella quale fu imprigionato (non è dato sapere se volontariamente o no) quando le stelle furono allineate correttamente («the stars come right»).

Alla vista, la sua manifestazione è di una figura vagamente antropoide, con la testa formata da un'enorme sacca molliccia, viscida e flaccida, simile alla testa di un polpo. La "pelle" è elastica e traspare da essa l'interno osceno del suo corpo. Il colore interno è una sintesi di tutti i colori cadaverici mentre l'odore che emana è un concentrato dei più pestilenziali e putridi miasmi marini. La testa è contornata da tentacoli. I tentacoli finiscono con una specie di bocca nel cui interno si trovano tre denti acuminati. Tra i tentacoli si spalancano occhi fissi che osservano il tutto e il niente. Il corpo è dotato di ali membranose e le braccia di poderosi artigli.

Nel mito, Cthulhu contatta determinati umani nel sonno, da cui l'infausta nomea del suo richiamo. Da eoni dorme sul fondo del mare, nella città sommersa di R'lyeh, dove attende sognando.

Gli esseri umani (ma anche altre creature preumane, come si scoprirà in seguito) lo hanno divinizzato, associandolo agli immondi dèi del pantheon lovecraftiano. Il suo culto copre tutta la Terra, ma sembra partire dall'Arabia per raggiungere la Louisiana, la Groenlandia, la Nuova Zelanda. Si narra che gli ierofanti del culto vivano sperduti tra certe montagne della Cina, dove tramano ai danni dell'umanità.

Il culto è famigerato per l'uso di ritornelli orrendi e apparentemente insensati, come «Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn», che significa «Nella sua dimora a R'lyeh il morto Cthulhu attende sognando», spesso abbreviato in «Cthulhu fhtagn».

Lovecraft non creò mai un vero e proprio Mito di Cthulhu attorno alla sua narrazione, ma costruì una gran quantità di racconti sostenuti da questa comune teoria. Il Mito si diffuse inizialmente anche grazie all'apporto di altri scrittori suoi contemporanei che riutilizzarono alcune sue invenzioni in proprie opere. Questo gioco di reciproche citazioni concorse infatti a creare una coerenza per tutto l'impianto fantasioso.

Il nome[modifica | modifica sorgente]

Cthulhu

La trascrizione tradizionale del nome di questa creatura immaginaria è Cthulhu, ma sono accettate anche altre trascrizioni quali: Tulu, Clulu, Clooloo, Cighulu, Cathulu, Q'thulu, Ktulu, Kthulhut, Kulhu, Thu Lhu e altre ancora. Spesso il suo nome è preceduto dall'epiteto Grande o Terrificante.

Lovecraft trascrisse la pronuncia di Cthulhu in "Khlûl'hloo" (xlʊl.hluː), ma S. T. Joshi fa notare come lo scrittore nel tempo abbia offerto altre interpretazioni della corretta pronuncia del nome. Tempo dopo la morte di Lovecraft, la pronuncia kə-THOO-loo (kəˈθuːluː) divenne comune ed è tuttora la più diffusa.

Il Richiamo di Cthulhu[modifica | modifica sorgente]

La descrizione più dettagliata del mostro compare nel racconto Il Richiamo di Cthulhu, dove il protagonista della vicenda descrive un bassorilievo di Cthulhu plasmato da un artista che lo ha realizzato dopo averlo visto in una serie di strani sogni notturni.

Quando la creatura finalmente appare, Lovecraft afferma che «la cosa non può essere descritta» e che è chiamata «il viscido e verde uovo cosmico» con «tenaglie molli» e una «orribile testa di calamaro con antenne che si contorcono». La frase «una montagna che camminava e incespicava» rende l'idea delle dimensioni della creatura.

In questo racconto compare un seguace di Cthulhu conosciuto come "vecchio Castro", il quale offre molte informazioni sulla mostruosa divinità: scopriamo così che i Grandi Antichi arrivarono milioni di anni or sono da lontane stelle per dominare la Terra.

Non erano fatti di carne e sangue. Avevano una forma... ma quella forma non era fatta di materia. Quando le stelle si allinearono, poterono spostarsi da un mondo all'altro attraverso lo spazio cosmico; ma quando le stelle non furono più allineate, non poterono sopravvivere. Ma anche se non vissero più, non poterono nemmeno realmente morire. Ora giacciono tutti nelle loro case di pietra nella città di R'lyeh, difesa dagli incantesimi del Grande Cthulhu, in attesa di una gloriosa resurrezione quando le stelle e la Terra saranno di nuovo pronti.

Castro spiega il ruolo del culto di Cthulhu:

Quando le stelle si saranno allineate alcune forze ignote libereranno i corpi dei Grandi Antichi. [...] I sacerdoti segreti faranno risorgere il Grande Cthulhu dalla tomba per ripristinare il suo dominio sulla Terra... L'umanità diverrà come i Grandi Antichi: libera e selvaggia, al di sopra del bene e del male, senza leggi né morale. [...] Gli Antichi liberati insegneranno all'umanità nuovi modi di urlare e uccidere, e tutta la Terra brucerà in un olocausto di estasi e libertà.

Castro rivela che i Grandi Antichi hanno poteri telepatici e:

sanno sempre tutto ciò che accade nell'universo. [...] Sono capaci di comunicare con gli umani comparendogli in sogno.

La progenie stellare[modifica | modifica sorgente]

La progenie stellare di Cthulhu, o Cthulhi, ha una somiglianza fisica con Cthulhu, ma è di taglia più piccola. Questa razza arrivò sulla Terra insieme a Cthulhu, ma si sa poco di essa. Sul nostro pianeta, questi esseri costruirono la città di R'lyeh, che poi affondò nell'oceano e in cui la letteratura vuole che dimorino ancora con Cthulhu. Pare che alcune di queste creature siano scampate all'affondamento della città e si nascondano in luoghi remoti della Terra stessa.

Altre apparizioni di Cthulhu nell'opera di Lovecraft[modifica | modifica sorgente]

Cthulhu è menzionato anche altrove nelle opere di Lovecraft, e alle volte è descritto in un modo che potrebbe fuorviare. Per esempio, nel racconto L'orrore di Dunwich si afferma che

Il Grande Cthulhu è loro cugino (degli Dèi Esterni, NdR).

Ciò può trarre in inganno, ma si comprendono le parole di H.P.L. leggendo la sua successiva opera: i Grandi Antichi sono forme di "vita" completamente differenti dal comune senso di vita terrestre, ma pur sempre esseri materiali, come pure gli Antichi dell'Antartide e i Mi-Go (vedi sotto); gli Dei Esterni (Azathoth, Yog-Sothoth, Nyarlathotep, Hastur, Shub-Niggurath, e altri) invece sono delle vere e proprie terribili entità malvagie che "esistono" all'"esterno" del nostro universo. È ad "Essi" che Lovecraft si riferisce affermando che Cthulhu ne è "cugino".

Nel racconto Le montagne della follia appaiono invece delle entità, denominate semplicemente "Antichi", extraterrestri in guerra contro Cthulhu e i suoi alleati, da cui subirono un'invasione milioni di anni dopo il loro avvento sulla Terra.

Nel racconto Colui che sussurrava nelle tenebre, un personaggio afferma che Cthulhu è una delle entità adorate dalla razza aliena Mi-Go, mentre ne La Maschera di Innsmouth è chiaramente detto che Cthulhu è adorato anche da creature non-umane conosciute come "Abitatori del profondo", il cui signore è Dagon.

August Derleth[modifica | modifica sorgente]

Weird Tales del 1944 con l'opera The Trail of Cthulhu di August Derleth

August Derleth, fondatore della casa editrice che per prima pubblicò le opere di Lovecraft, scrisse numerosi racconti inerenti Cthulhu, sia prima che dopo la morte di Lovecraft. Nel racconto "Il Ritorno di Hastur", scritto nel 1937, Derleth presentò due gruppi di entità cosmiche: da una parte gli Dei Antichi, incarnazione del bene, dall'altra coloro che rappresentano il male (Grandi Antichi), suddivisi a loro volta in diversi gruppi a seconda dell'elemento a cui sono associati: ci sono quindi le Entità Marine, nascoste nelle profondità degli oceani; le Entità dell'Aria, le più antiche; infine ci sono le Entità della Terra, orribili creature sopravvissute agli eoni.

Secondo lo schema di Derleth, Cthulhu è una delle Entità Marine. Derleth sottolinea come le Entità Marine siano da sempre in lotta con quelle legate all'elemento dell'aria, raccontando di come Cthulhu abbia ingaggiato una secolare lotta con Hastur l'Innominabile, elementale dell'aria nonché fratellastro dello stesso Cthulhu.

Partendo da questi elementi, Derleth scrisse una serie di storie raccolte nell'opera The Trail of Cthulhu, che racconta della lotta del Dr. Laban Shrewsbury contro Cthulhu e i suoi adoratori; la vicenda termina nel racconto "L'Isola Nera" (1952), con il bombardamento atomico dell'antica città di R'lyeh, che Derleth fa sorgere nelle vicinanze di Ponape. Derleth descrive così Cthulhu in questo racconto:

« una massa protoplasmatica da cui spuntavano centinaia di tentacoli di diversa grandezza, con una testa che mutava continuamente forma passando da una protuberanza amorfa a un simulacro di testa umana, e da cui spuntava un singolo e malevolo occhio. »

Le interpretazioni di Derleth non sono universalmente accettate dagli estimatori dei lavori di Lovecraft, che lo accusano di dare una rappresentazione stereotipata della mitologia lovecraftiana, manichea, impregnata di simbolismi cristiani e fondamentalmente diversa dal cosmo terrificante e amorale immaginato dallo scrittore di Providence.

Per quanto riguarda la possibilità di uccidere Cthulhu con un'arma nucleare è interessante citare la chiosa presente nel manuale Cthulhu Now, edito nei tardi anni ottanta dalla Chaosium e contenente le regole per "aggiornare" il gioco di ruolo Il richiamo di Cthulhu ai tempi "moderni". Notando come Cthulhu, temporaneamente risvegliato dagli eventi del racconto originale di Lovecraft, sia stato sventrato da un piroscafo lanciatogli contro a tutto vapore solo per trasformarsi in gas e ricomporsi dopo pochi minuti il manuale fa notare la futilità di sottoporre una simile creatura (fatta di non-materia) a un bombardamento atomico, concludendo che a prescindere da quanto danno possa ricevere da una fonte fisica il Grande Antico si riformerà comunque pochi minuti dopo...forse diventando anche radioattivo!

Cthulhu nella cultura popolare[modifica | modifica sorgente]

Arti figurative[modifica | modifica sorgente]

[1]Cthulhu è stato di ispirazione per molti artisti moderni. Fra coloro che hanno riprodotto in vario modo questa creatura immaginaria possiamo annoverare Paul Carrick, Kevin Evans, Dave Carson, François Launet, Ursula Vernon e Stephen Hickman. Quest'ultimo ha realizzato una statua del mostro che è apparsa sulla rivista annuale Spectrum e si trova in una teca nella biblioteca "John Hay" presso la Brown University di Providence. Per un certo periodo, delle repliche dell'opera originale di Hickman sono state prodotte dalla Bowen Designs.

Musica[modifica | modifica sorgente]

The Call of Ktulu è un brano strumentale della band statunitense Metallica. La band The Vision Bleak ha inciso un brano intitolato Kutulu!. Cthulhu sleeps, Cthulhu dreams e R'lyeh's Lament sono canzoni di Deadmau5, compositore e DJ Canadese.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

La H. P. Lovecraft Historical Society ha realizzato nel 2005 una versione cinematografica filologica del racconto di Lovecraft Il richiamo di Cthulhu, girata nello stile dei film muti degli anni Venti del XX secolo. Al termine del film, come nel racconto originale, la divinità compare fra le rovine non-euclidee di R'lyeh. Nel film del 2004 Hellboy di Guillermo del Toro una creatura simile a Cthulhu appare nella scena finale. Cthulhu compare in tre episodi della serie animata South Park. Compare anche in un episodio di Le tenebrose avventure di Billy e Mandy. Gli alieni "Ood" della serie televisiva britannica Doctor Who hanno fattezze simili a Cthulhu.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Nel Browsergame Forge of Empires c'è una missione in cui uno dei consiglieri riferisce di aver avuto un sogno riguardante un mostro dormiente in una città sotterranea, la missione stessa si chiama "R'lyeh". "Ho...ho avuto un incubo stanotte. Ho sognato una città in mare, costruita in pietra verde, dove un mostro potente dorme indisturbato. Nel sogno il mostro stava per svegliarsi, devo pensare a qualcos'altro." La missione è un chiaro riferimento a Chtulhu e a R'lyeh. Nel videogioco Magrunner (2013) troviamo Cthulhu come antagonista creato dal professor Xander, e tutta la storia si svolge attorno alla sua creazione e al suo risveglio e in seguito abbattimento dello stesso, rappresentato proprio nelle sue sembianze; Nel videogioco Terraria, sviluppato da Re-Logic, il primo Boss da affrontare è l'Occhio di Cthulhu, una chiara citazione da Lovecraft. In The Battle for Wesnoth, nella campagna "Sotto i soli roventi", il boss finale è Yechnagoth, ispirata a Cthulhu.

La fiction collegata a Il Richiamo di Cthulhu[modifica | modifica sorgente]

  • Il ciclo di Hastur
  • Gli eredi di Cthulhu
  • Enciclopedia Cthulhiana
  • Il ciclo di Azathoth: la divinità cieca e idiota
  • Il libro di Iod: i mangiatori di anime e altri racconti dello scrittore Henry Kuttner
  • Il ciclo di Dunwich: dove gli dei antichi aspettano
  • Il ciclo di Cthulhu
  • Il Necronomicon
  • Il ciclo di Innsmouth
  • Il ciclo di Nyarlathotep
  • Racconti di Innsmouth
  • Il ciclo di Ithaqua
  • Il libro di Eibon
  • Il libro di Dyzan
  • Il ciclo di Tsathoggua
  • I Racconti di Arkham
  • Lo strano caso di Rudolph Pearson: storie terrificanti del mito di Cthulhu
  • I culti oscuri di Cthulhu

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Xavier Dorison, Christophe Bec, SANTUARIO in mondadori comics - serie fantastica, SANTUARIO (uscita 21 marzo 2014), volume unico.

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