Princess Mononoke

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Princess Mononoke
Princess Mononoke.png
San davanti alla madre adottiva Moro
Titolo originale もののけ姫
Mononoke-hime
Lingua originale Giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 1997
Durata 134 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere animazione, fantastico, sentimentale
Regia Hayao Miyazaki
Soggetto Hayao Miyazaki
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Produttore Toshio Suzuki
Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Buena Vista International (edizione 2000)
Lucky Red (edizione 2014)
Art director Kazuo Oga, Nizō Yamamoto, Satoshi Kuroda, Naoya Tanaka, Yōzō Takeshige
Character design Hayao Miyazaki
Animatori Yoshifumi Kondō, Masahi Ando, Kitaro Kisaka
Fotografia Atsushi Okui
Musiche Joe Hisaishi
Sfondi Sadayuki Arai, Masako Osada, Kiyomi Ota, Hisae Saito, Hiroaki Sasaki, Seiki Tamura, Noboru Yoshida
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Doppiaggio Buena Vista 2000
Doppiaggio Lucky Red 2014[1]

Princess Mononoke (もののけ姫 Mononoke-hime?, lett. "principessa degli spiriti vendicativi") è un film d'animazione giapponese del 1997, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Il film è ambientato nel periodo Muromachi e s'impernia sulla lotta tra i guardiani sovrannaturali che proteggono la foresta e gli umani, bisognosi di risorse, che quella stessa foresta vogliono distruggere.

Il film è stato proiettato per la prima volta in Giappone il 12 luglio 1997 e ha riscosso subito un enorme successo, così come in molti altri paesi, nei quali è stato spesso interpretato come un film sull'ambiente, raccontato in forma di mito giapponese. Lo dimostra il fatto che, fino all'uscita di Titanic qualche mese più tardi, era il film che aveva guadagnato di più ai botteghini delle sale giapponesi.

In Italia venne distribuito dalla Buena Vista Pictures il 19 maggio 2000 con il titolo Princess Mononoke. L'8 maggio 2014 è stato rieditato nelle sale con il titolo Principessa Mononoke[2] e un nuovo doppiaggio[3].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un gigantesco demone cinghiale in preda ad un maleficio attacca il villaggio del giovane Ashitaka. Per salvare la propria gente, il giovane è costretto a ucciderlo ma nello scontro viene ferito e infettato dal maleficio. Consultato l'oracolo del villaggio, Ashitaka apprende che il maleficio lo porterà alla morte e perciò lascia per sempre la terra natìa e si incammina verso ovest, luogo di provenienza del demone, alla ricerca di una possibile cura.

Durante il viaggio incontra Jiko, un monaco errante che confida ad Ashitaka come uno Spirito della Foresta che vive nelle vicinanze potrebbe curarlo. Partito quindi alla ricerca dello Spirito, il giovane si imbatte in due uomini feriti dall'attacco di due lupi. Questi uomini facevano parte di un convoglio diretto alla Città del Ferro, Tataraba: un centro protosiderurgico che produce nuove armi da fuoco. Mentre Ashitaka attraversa la foresta insieme ai due, lungo la riva di un fiume vede per la prima volta San, definita dagli abitanti del posto la 'principessa mononoke' (principessa degli spiriti vendicativi): una ragazza cresciuta dalla divinità-lupa Moro e che prova odio nei confronti degli umani.

Giunto a Tataraba, Ashitaka conosce Lady Eboshi, la padrona della città, e da lei apprende che in quel luogo è in corso una lotta tra umani e divinità-animali. Sebbene sconvolto dalle azioni violente nei confronti degli spiriti che governano la foresta, Ashitaka scopre anche che Tataraba è un rifugio per tanti emarginati e così sente di non poter condannare del tutto Lady Eboshi.

Quella stessa notte, San cerca di uccidere Eboshi dentro le mura della città, ma Ashitaka mette fine allo scontro colpendo non mortalmente le due donne; tuttavia il giovane viene gravemente ferito da un colpo d'arma da fuoco, e dopo essere uscito dalla città con San sulle spalle, Ashitaka perde i sensi. La ragazza, ripresasi, decide di aiutarlo e lo lascia allo stagno frequentato dallo Spirito della Foresta; lo Spirito guarisce Ashitaka dalla ferita, ma non rimuove il maleficio mortale.

Nel frattempo, arriva nella foresta il clan guidato dalla divinità-cinghiale Okkoto, con l'intenzione di attaccare gli umani in massa.

Tataraba viene attaccata dai samurai di Lord Asano, che vanta diritti sul luogo, ma Lady Eboshi e gli abitanti riescono a respingerli grazie alla superiorità delle loro armi da fuoco. Durante questi avvenimenti, si apprende che Jiko è un inviato dell'Imperatore con la missione di trovare lo Spirito della Foresta e tagliargli la testa: secondo le antiche tradizioni quest'ultima dà la vita eterna a chiunque la possieda. Lady Eboshi in cambio della protezione dell'Imperatore, collabora alla missione di Jiko.

Ashitaka, non curato dal maleficio e quindi condannato ad una morte certa, lascia la foresta e San. Nell'allontanarsi, viene richiamato dai rumori dell'assedio che Lord Asano ha mosso contro Tataraba, e qui viene a conoscenza della missione di Jiko e Lady Eboshi. Decide quindi di informare dell'attacco la signora, allo scopo di distoglierla dalla missione, salvando così lo Spirito della Foresta, San e la città. Nel cercare Eboshi, giunge al campo dove si sono scontrati gli umani e i cinghiali, e apprende che Jiko e la signora sono già sulle tracce dello Spirito. Anche la divinità-cinghiale Okkoto, unico sopravvissuto del suo clan e gravemente ferito, sta cercando di raggiungere lo Spirito della Foresta insieme a San, ma sopraffatto dall'odio per gli umani comincia a mutarsi in un demone.

Giunti allo stagno dello Spirito della Foresta, questi fa la sua apparizione e dà una morte serena a Okkoto. Lady Eboshi, arrivata sul posto, riesce a mozzare la testa dello Spirito e Jiko la mette al sicuro; il resto del corpo, trasformatosi in un "dio della morte", inizia ad espandersi prendendo la forma di un gigante liquido, che nella ricerca della sua testa uccide tutto ciò che tocca. Intanto Moro, già gravemente ferita, riesce con un ultimo impeto a mozzare il braccio di Eboshi. Dopo aver bendato la ferita della signora, Ashitaka convince San ad aiutarlo nel tentativo di recuperare la testa dello Spirito, e cercare di frenare così l'avanzata della distruzione. Il corpo liquefatto dello Spirito raggiunge Tataraba sotto assedio, uccidendo tutti quelli che incontra sul suo cammino e distruggendo la città; i cittadini riescono a salvarsi rifugiandosi in mezzo al lago, su suggerimento di Ashitaka.

Ashitaka e San, recuperata la testa, la restituiscono allo Spirito, che cade in acqua apparentemente senza vita, ma il male che aveva invaso la valle svanisce e nelle zone colpite dalla distruzione ricresce la vegetazione; anche il maleficio di Ashitaka e San scompare dai loro corpi.

San, quindi, dichiara il suo amore ad Ashitaka, ma non potendo perdonare gli umani continuerà a vivere nella foresta; Ashitaka le dice che lui le starà comunque accanto, a Tataraba, e che i due si incontreranno nella foresta. Lady Eboshi chiede di vedere Ashitaka per ringraziarlo e afferma di voler costruire una città migliore.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ashitaka (アシタカ Ashitaka?)
  • San (サン San?)
  • Kaya (カヤ Kaya?)
  • Patrona Moro (モロの君 Moro no Kimi?)
  • Eccelsa Eboshi (エボシ御前 Eboshi Gozen?)
  • Jiko (ジコ坊 Jiko-bō?)
  • Toki (トキ Toki?)
  • Nume Okkoto (乙事主 Okkotonushi?)
  • Gonza (ゴンザ Gonza?)
  • Somma Hii (ヒイ様 Hii-sama?)

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Foresta di Shiratani Unsui, Yakushima

Sul finire degli anni settanta Miyazaki aveva disegnato alcuni bozzetti per la storia di una principessa che abita in una foresta in compagnia di una creatura selvaggia[4]. La bestia, di animo gentile, aiuta la ragazza in cambio della promessa di poterla sposare; nel corso delle avventure, tuttavia, la ragazza scopre le qualità della creatura, e quello che era nato come un contratto si sviluppa in un sentimento di amore[5]. All'epoca l'idea venne presa in considerazione per un film, ma gli venne preferita Laputa - Castello nel cielo. Il racconto e i disegni vennero invece pubblicati sotto forma di libro illustrato nel 1983.

Nel 1993 Tokuma Shoten ripubblicò la storia in previsione di un imminente adattamento animato[5]. Nell'agosto del 1994 Miyazaki riprese effettivamente in mano la sua opera e cominciò a scrivere una sceneggiatura e a realizzare i primi storyboard per il film[6]. Il regista incontrò però subito delle difficoltà nell'adattare le sue idee di allora, perché alcuni elementi, come l'aspetto della bestia, erano già stati usati ne Il mio vicino Totoro e con l'uscita, nel frattempo, del film Disney La bella e la bestia, la trama originale sarebbe apparsa troppo simile[5]. Questo blocco dello scrittore lo indusse ad accettare nel frattempo la realizzazione del video musicale On Your Mark per il duo Chage & Aska. A detta di Toshio Suzuki, questa digressione permise a Miyazaki di tornare a lavorare alla realizzazione di Princess Mononoke con rinnovato vigore, decidendo di rivedere radicalmente l'impostazione della storia, che prende un taglio più storico e quasi mitologico[5].

Nella proposta avanzata allo Studio Ghibli, Miyazaki spiegò le sue nuove idee per il progetto[7]. La vicenda sarebbe stata un dramma storico ambientato nel periodo Muromachi, mostrato in modo non stereotipato, ma come l'epoca di caos e cambiamento che diede origine al Giappone moderno. Per questo motivo sarebbero stati assenti elementi tipici come castelli, samurai, grandi città e signori feudali, per cedere il passo ad artigiani, spiriti della natura e foreste[7]. Il protagonista maschile, Ashitaka, venne pensato come appartenente al popolo Emishi e colpito da una maledizione, per poter mostrare poi "la gioia della liberazione". Il modello per l'abbigliamento di San furono invece le dogū, bambole d'argilla del periodo Jōmon. Il film avrebbe riguardato lo scontro tra uomo e natura e il progressivo avvicinamento dei due protagonisti, mostrando infine come anche all'interno di atrocità e sofferenze possa nascere qualcosa di buono: l'amore e la comprensione reciproca[7].

Ispirato dai western di John Ford, Miyazaki creò la "Città del Ferro" come una "città di frontiera con una comunità unita" e la popolò di "personaggi provenienti da gruppi emarginati e oppressi che raramente, o mai, erano apparsi nei film giapponesi". Rese i personaggi "forti, ambiziosi e intensi."[8] Miyazaki non voleva raccontare una storia accurata del Giappone medievale, ma voleva "ritrarre i primi albori del conflitto, apparentemente insolubile, tra il mondo naturale e la civilizzazione industriale moderna."[9] I paessaggi del film furono ispirati dalle foreste di Yakushima.[10] Malgrado l'ambientazione storica del film sia il periodo Muromachi, l'epoca di Princess Mononoke raffigura un "simbolico scontro, fuori dal tempo, tra le tre etnie proto-giapponesi (i Jomon, i Yamato e gli Emishi)."[11]

Animazione[modifica | modifica wikitesto]

L'animazione è per la maggior parte di tipo tradizionale, con i singoli fotogrammi disegnati a mano. Miyazaki ha approvato di persona ognuno dei 144.000 fotogrammi del film, per assicurarsi che la qualità fosse uniforme e adeguata allo standard da lui imposto[12]; prima di dare il via libera alle immagini, è stato stimato che ne abbia ritoccate almeno 80.000[13].

Il film incorpora anche degli spezzoni di animazione al computer, che in totale assommano a cinque minuti di filmato[14]. Essa è stata pensata per armonizzarsi con l'animazione tradizionale[15] ed è stata utilizzata in fotogrammi che combinano la grafica digitale al disegno tradizionale, ad esempio per sovrapporre più livelli di illustrazioni o per creare l'effetto del movimento in scene in cui i personaggi vengono mantenuti statici[5]. Ulteriori dieci minuti hanno visto l'utilizzo di colorazione digitale, una tecnica poi introdotta in tutti i film successivi dello Studio Ghibli. Il resto del lungometraggio è colorato in modo tradizionale, sulla base della tavolozza scelta da Miyazaki e Michiyo Yasuda. Tuttavia i produttori decisero di installare dei computer per completare il film in tempo per la data di uscita prevista[16].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora di Princess Mononoke è stata composta da Joe Hisaishi, collaboratore di lunga data nelle produzioni di Miyazaki. Il regista si è occupato di scrivere i testi degli unici due brani cantati, ossia Tatara fumu onnatachi - Eboshi tatara uta e la versione vocale di Mononoke hime, poi interpretata dal giovane contraltista di 28 anni Yoshikazu Mera[5]. La musica è stata registrata dalla Tokyo City Philharmonic Orchestra sotto la direzione di Hiroshi Kumagai.

Album[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati pubblicati da Tokuma Japan Communications quattro album contententi la colonna sonora del film. Mononoke Hime Image Album (もののけ姫 イメージアルバム?) è un image album messo in commercio prima dell'uscita del film stesso, nel 22 luglio 1996, contenente delle musiche solo parzialmente utilizzate per la colonna sonora definitiva[17][18]. Mononoke Hime Theme Song (もののけ姫 主題歌?) è un CD singolo contenente la canzone Mononoke Hime e la sua versione strumentale[19]. Mononoke Hime Soundtrack (もののけ姫 サウンドトラック?) è l'album in 33 tracce che contiene tutte le musiche del film. È stato pubblicato in Giappone il 2 luglio 1997[20][21]. Mononoke Hime Symphonic Suite (交響組曲 もののけ姫 Koukyou kumikyoku mononoke hime?) è una suite sinfonica che presenta composizioni più lunghe, ognuna comprendente diversi temi musicali del film. È stata registrata dalla Czech Philharmonic Orchestra sotto la direzione di Mario Klemens e pubblicata in CD l'8 luglio 1998[22][23].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Ashitaka sekki (アシタカせっき?) – 1:39
  2. Tatari gami (タタリ神?) – 3:51
  3. Tabidachi, nishihe (旅立ち-西へ-?) – 2:33
  4. Norowareta chikara (呪われた力?) – 0:36
  5. Edo (穢士?) – 3:00
  6. Deai (出会い?) – 0:52
  7. Kodomotachi (コダマ達?) – 2:27
  8. Kami no mori (神の森?) – 0:41
  9. Yuugure no tatara ba (夕暮れのタタラ場?) – 0:39
  10. Tatari gami II- Ubawareta yama (タタリ神II〜うばわれた山〜?) – 0:57
  11. Eboshi gozen (エボシ御前?) – 2:48
  12. Tatara fumu onnatachi - Eboshi tatara uta (タタラ踏む女達 〜エボシ タタラうた〜?) – 1:29
  13. Shyura (修羅(しゅら)?) – 1:29
  14. Higashi kara kita shounen (東から来た少年?) – 1:25
  15. Requiem (レクイエム?) – 2:21
  16. Ikiro (生きろ?) – 0:32
  17. Shishi gami no mori no futari (シシ神の森の二人?) – 1:29
  18. Mononoke hime ~Instrumental Version~ (もののけ姫 〜インストゥルメンタルバージョン〜?) – 2:09
  19. Requiem II (レクイエムII?) – 2:14
  20. Mononoke hime Vocal (もののけ姫ヴォーカル?) – 3:32
  21. Tatakai no taiko (戦いの太鼓?) – 2:47
  22. Tatara ba mae no tatakai (タタラ場前の戦い?) – 1:26
  23. Norowareta chikara II (呪われた力II?) – 2:30
  24. Requiem III (レクイエムIII?) – 0:55
  25. Haisou (敗走?) – 1:31
  26. Tatari gami III (タタリ神III?) – 1:15
  27. Shi to sei no adagio (死と生のアダージョ?) – 2:08
  28. Yomi no sekai (黄泉の世界?) – 1:28
  29. Yomi no sekai II (黄泉の世界II?) – 1:33
  30. Shi to sei no adagio II (死と生のアダージョII?) – 1:07
  31. Ashitaka to San (アシタカとサン?) – 3:13
  32. Mononoke hime ~Vocal Ending~ (もののけ姫 〜ヴォーカルエンディング〜?) – 1:23
  33. Ashitaka sekki Ending (アシタカせっき エンディング?) – 5:01

Durata totale: 63:00

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Il logo del film.

Le date di uscita internazionali sono state[24]:

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La parola Mononoke che compare nel titolo, anche se a prima vista potrebbe sembrare un nome proprio, è in realtà un soprannome che, nel contesto, può essere tradotto in "spirito vendicativo", "spettro", dando al titolo del film il significato di "principessa degli spiriti vendicativi" o "principessa spettro". Il significato proprio della parola mononoke non ha però un equivalente in italiano, da qui la decisione di lasciarlo non tradotto.

La prima versione italiana del film è stata distribuita nelle sale il 19 maggio 2000 da Buena Vista Pictures, con il titolo Princess Mononoke. Essa è segnalata per avere un doppiaggio con modifiche e alterazioni rispetto all'opera originale[25][26]. Il 3 novembre 2010 il film è stato presentato in versione sottotitolata con un nuovo adattamento a cura di Gualtiero Cannarsi all'interno del Festival Internazionale del Film di Roma 2010 col titolo La principessa spettro per rendere con maggiore fedeltà l'originale[25]. Una nuova edizione curata da Lucky Red è stata proiettata al cinema dall'8 al 15 maggio 2014 con il titolo Principessa Mononoke, un nuovo adattamento e un diverso cast di doppiatori[3].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

In Giappone Princess Mononoke fu campione d'incassi del 1997, con 11,3 miliardi di yen (circa 111 milioni di dollari)[27]. Al termine del ciclo di programmazione cinematografica, a marzo 1998, il film aveva superato i 150 milioni[28], permettendo allo Studio Ghibli di recuperare le spese di produzione con la sola distribuzione nei cinema — risultato precedentemente raggiunto solo da Kiki - Consegne a domicilio[29]. Dalla sua uscita nelle sale è stato stimato che sia stato visto da 13,5 milioni di persone[30], circa "un giapponese su dieci"[28]. Princess Mononoke occupò per diversi mesi la posizione di film di maggiore incasso di sempre in Giappone[15], finché venne superato da Titanic[29].

Il film vendette bene anche a livello internazionale; secondo i dati diffusi da Box Office Mojo, l'incasso totale nel mondo è stato di circa 159.400.000 dollari[31].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Princess Mononoke ha ricevuto critiche e recensioni molto positive. Sul sito Rotten Tomatoes, ha ottenuto il 93% di freschezza su un totale di 101 recensioni con una media di 7.9/10[32], classificandosi al 25º posto nella lista dei migliori film d'animazione secondo il sito[33]. Nel sito Metacritic è valutato con un punteggio di 76/100 basato su 29 valutazioni di critici specializzati[34]. Sull'Internet Movie Database il film ha un voto pari a 8.4[35]. Si trova inoltre alla posizione numero 488 della classifica dei "500 migliori film della storia" secondo la rivista Empire[36]; mentre Time Out l'ha classificato al 28º posto nella lista dei 100 migliori film d'animazione[37].

Aaron Gerow del The Daily Yomiuri l'ha descritto come "un'intensa raccolta del mondo di Miyazaki, un messaggio cumulativo delle sue preoccupazioni morali e filmiche"[38]. Leonard Klady di Variety ha affermato che il film è finemente disegnato e ha una trama estremamente complessa. Unito ai suoi toni seducenti e all'elegante colonna sonora, l'opera si merita un posto tra i più grandi "affreschi del cinema"[39]. Roger Ebert, sul suo sito rogerebert.com, ha assegnato al film quattro stelle su quattro, chiamandolo "un grande traguardo, un'esperienza fantastica, e uno dei migliori film dell'anno"[40]. Secondo Patrick Caldwell di Anime News Network, grazie alle "magiche abilità narrative di Miyazaki", il film riesce ad "illuminare e intrattenere". Egli ne elogia inoltre l'animazione, dal livello di dettaglio, alla fluidità e alla ricchezza cromatica, definendolo "uno dei migliori film giapponesi dell'ultimo periodo"[41]. Janet Maslin del The New York Times ha descritto Princess Mononoke come una "pietra miliare dell'animazione giapponese", elogiandone la bellezza esotica, la sapiente combinazione di animazione tradizionale e digitale e l'efficacia e intensità di alcune scene[42].

Tra i detrattori, Stephen Hunter del The Washington Post ha affermato che il film "è tanto spettacolare quanto è denso di contenuti, e denso quanto è espressivo, e espressivo quanto è senza senso, e senza senso tanto quanto è lungo. Ed è molto lungo"[43]. Paolo Mereghetti, nel suo Dizionario dei film, gli assegna due stelle e mezzo su quattro. Pur lodandone la complessità morale e la resa grafica, afferma: "Secondo gli esperti non è la sua opera migliore, sconta una certa prolissità e il tema ecologista è a tratti un po' risaputo"[44].

Kenneth Turan del Los Angeles Times ha evidenziato la grande differenza di impostazione rispetto ad un film della Disney. Princess Mononoke, infatti, "coniuga un senso di fantasia visiva, sia poetica che violenta, con una storia incentrata su tematiche ecologiste e dei personaggi complessi", rendendolo a tutti gli effetti una "favola per adulti"[45]. Lo stesso concetto è stato ribadito da Jonathan Clements e Helen McCarthy nella loro enciclopedia degli anime: tra i pochi esperti che hanno riservato critiche negative al film e il gran numero di coloro che l'hanno definito un "capolavoro" di Miyazaki, tutti sono concordi nell'affermare che il lungometraggio è di difficile comprensione per il pubblico occidentale, che "semplicemente non è abituato all'animazione come polemica o al livello di violenza mostrato"[46].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

In Giappone il film è stato distribuito da Buena Vista in VHS e da Tokuma Japan Communications in Laserdisc dal 26 giugno 1998[54][55]. Il lungometraggio è uscito in DVD il 21 novembre 2001, in un'edizione tre dischi con alcuni contenuti speciali, tra cui le versioni internazionali del film e gli storyboard[56]. Una seconda edizione è stata pubblicata il 30 maggio 2014[57]. Il Blu-ray Disc è stato pubblicato il 4 dicembre 2013[57].

La versione home video nordamericana venne annunciata da Buena Vista per il 29 agosto 2000 in VHS e DVD. Inizialmente la versione in DVD non includeva la traccia audio in giapponese, a causa di una richiesta esplicita della divisione nipponica di Buena Vista, che temeva che «la distribuzione all'estero di un DVD con la traccia giapponese avrebbe favorito l'importazione di un simile DVD in Giappone [e] avrebbe potuto nuocere alle vendite domestiche di una futura pubblicazione del [film]»[58]. I siti Nausicaa.net e Dvdtalk.com avviarono allora delle raccolte di firme e organizzarono una petizione per richiedere l'inserimento della traccia originale giapponese nell'edizione home video nordamericana[58][59]. Il 21 luglio 2000 Buena Vista ufficializzò l'uscita del VHS per 29 agosto, in un'edizione disponibile per il solo noleggio e con un'unica traccia audio in inglese, mentre rimandò l'uscita del DVD a data da destinarsi[60][61]. Il DVD venne infine messo in commercio in 19 dicembre 2000, con tracce audio in giapponese, inglese e francese e qualche contenuto speciale, come trailer e interviste ai doppiatori inglesi del film[62].

La versione Buena Vista di Princess Mononoke è stata pubblicata in Italia in DVD nel marzo 2002. Essa contiene tracce audio in giapponese, italiano e inglese, sottotitoli in italiano ed inglese e, tra i contenuti extra, i trailer e un documentario making of del film[63][64]. La pubblicazione home video dell'edizione Lucky Red è stata annunciata per il 18 settembre 2014, in formato DVD e Blu-ray[65][66].

Adattamento teatrale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 è stato annunciato che lo Studio Ghibli e la compagnia teatrale britannica Whole Hog Theatre avrebbero portato Princess Mononoke a teatro, in quello che avrebbe costituito il primo adattamento teatrale di un'opera dello Studio Ghibli[67]. I contatti tra la compagnia britannica e lo studio furono facilitati da Nick Park dell'Aardman Animations che inviò al produttore della Ghibli i video delle performance teatrali della Whole Hog[68]. L'opera vede in scena grandi pupazzi fatti di materiale riciclato e riutilizzato[69]. Il primo spettacolo è avvenuto al New Diorama Theatre di Londra, registrando il tutto esaurito in appena 72 ore con un anno di anticipo[70]. Nel marzo del 2013 è stata annunciata una tournée in Giappone dopo i primi spettacoli londinesi. L'adattamento teatrale ha ricevuto critiche positive ed è stata raccomandata da Lyn Gardner di The Guardian[71].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Principessa Mononoke, i doppiatori ufficiali, StudioGhibli.it, 28 aprile 2014. URL consultato il 29 aprile 2014.
  2. ^ Il trailer italiano di "Principessa Mononoke", StudioGhibli.it, 10 aprile 2014. URL consultato il 12 aprile 2014.
  3. ^ a b Principessa Mononoke, ecco il cast completo di doppiatori, AnimeClick.it, 29 aprile 2014. URL consultato l'11 maggio 2014.
  4. ^ McCarthy, p. 182
  5. ^ a b c d e f (FR) Princesse Mononoke: Création du film, Buta-connection.net. URL consultato il 14 maggio 2014.
  6. ^ McCarthy, p. 185
  7. ^ a b c (EN) Hayao Miyazaki, Starting Point 1979-1996, Viz Media, 4 agosto 2009, p. 272, ISBN 978-1-4215-0594-7.
  8. ^ The Myth of Princess Mononoke and Miyazaki's vision, p. 2. URL consultato il 26 luglio 2014.
  9. ^ The Myth of Princess Mononoke and Miyazaki's vision, p. 5. URL consultato il 15 settembre 2012.
  10. ^ (JA) もののけ姫 ロケ地情報. URL consultato il 1º settembre 2012.
  11. ^ Jonathan Clements e Helen McCarthy, The Anime Encyclopedia: A Guide to Japanese Animation Since 1917, California, Stone Bridge Press, 2006, ISBN 1-933330-10-4.
  12. ^ (EN) Hayao Miyazake Chat Transcript - Movie: Princess Mononoke, Miramax Films, 4 novembre 1999. URL consultato il 14 maggio 2014.
  13. ^ (EN) Princess Mononoke DVD, Disney. URL consultato il 14 maggio 2014.
  14. ^ (EN) The Animation Process, Miramax Films, 4 novembre 1999. URL consultato il 15 maggio 2014.
  15. ^ a b Cavallaro, p. 120
  16. ^  Toshio Uratani. . Buena Vista Home Entertainment, 2004
  17. ^ (JA) Princess Mononoke (Mononoke Hime) Image Album, Cdjapan.co.jp. URL consultato il 16 maggio 2014.
  18. ^ (EN) Joe Hisaishi – Mononoke Hime (Image Album), Discogs.com. URL consultato il 16 maggio 2014.
  19. ^ (JA) Mononoke Hime ("Princess Mononoke" main theme), Cdjapan.co.jp. URL consultato il 16 maggio 2014.
  20. ^ (JA) Mononoke Hime Soundtrack, Cdjapan.co.jp. URL consultato il 16 maggio 2014.
  21. ^ (EN) もののけ姫 サウンドトラック, Discogs.com. URL consultato il 16 maggio 2014.
  22. ^ (JA) Symphonic Suite 'Mononoke Hime', Cdjapan.co.jp. URL consultato il 16 maggio 2014.
  23. ^ (EN) Joe Hisaishi – Princess Mononoke (Symphonic Suite), Discogs.com. URL consultato il 16 maggio 2014.
  24. ^ (EN) Princess Mononoke - Release Info, Internet Movie Database. URL consultato il 17 maggio 2014.
  25. ^ a b Studio Ghibli: i film presenti al Festival del Cinema di Roma 2010, Nanoda.com. URL consultato l'11 maggio 2014.
  26. ^ Antonio Cuomo, La solenne guerra infinita tra uomo e natura, Movieplayer.it. URL consultato l'11 maggio 2014.
  27. ^ (JA) Film con il maggior incasso nel 1997, Associazione dei produttori cinematografici giapponesi. URL consultato il 12 maggio 2014.
  28. ^ a b Schilling, p. 3
  29. ^ a b (EN) Roger Ebert, Director Miyazaki draws American attention, Rogerebert.com. URL consultato il 16 maggio 2014.
  30. ^ (EN) Box office/business for Princess Mononoke, Internet Movie Database. URL consultato l'11 maggio 2014.
  31. ^ (EN) Princess Mononoke (1999), Box Office Mojo. URL consultato l'11 maggio 2014.
  32. ^ (EN) Princess Mononoke, Rotten Tomatoes. URL consultato l'11 maggio 2014.
  33. ^ (EN) Miglior film d'animazione - Princess Mononoke, Rotten Tomatoes. URL consultato l'11 maggio 2014.
  34. ^ (EN) Princess Mononoke, Metacritic. URL consultato l'11 maggio 2014.
  35. ^ (EN) User ratings for Princess Mononoke, Internet Movie Database. URL consultato l'11 maggio 2014.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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