Laputa - Castello nel cielo

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Laputa - Castello nel cielo
Castle In The Sky Bluray snapshot.png
L'isola di Laputa in una scena del film
Titolo originale 天空の城ラピュタ
Tenkū no shiro Rapyuta
Lingua originale Giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 1986
Durata 124 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere animazione
Regia Hayao Miyazaki
Soggetto Hayao Miyazaki
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Produttore Isao Takahata
Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Buena Vista Home Entertainment (edizione DVD 2004)
Lucky Red (edizione 2012)
Art director Toshio Nozaki, Nizou Yamamoto
Animatori Tsukasa Tannai, Yasuko Tachiki, Yoshinori Kanada
Montaggio Yoshihiro Kasahara, Hayao Miyazaki, Takeshi Seyama
Musiche Joe Hisaishi
Scenografia Toshio Nozaki, Nizou Yamamoto
Sfondi Katsu Hisamura, Kazuhiro Kinoshita, Iijima Kumiko, Noriko Takaya, Masaki Yoshizaki
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Edizione Buena Vista 2004
Edizione Lucky Red 2012
Premi

Laputa - Castello nel cielo (天空の城ラピュタ Tenkū no shiro Rapyuta?) è il terzo lungometraggio d'animazione diretto da Hayao Miyazaki. Il titolo del film è un esplicito riferimento all'isola immaginaria Laputa, descritta nel romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.

Dopo il successo di Nausicaä della Valle del vento, nel 1985 Hayao Miyazaki, insieme a Isao Takahata e alla Tokuma Shoten fonda lo Studio Ghibli. La prima opera che nacque fu proprio Laputa - Castello nel cielo. Prodotto tra il giugno 1985 e il luglio 1986, e uscito nelle sale il 2 agosto di quello stesso anno, non tradì le aspettative né dei fan né dello stesso Studio Ghibli, che si apprestava a diventare uno dei più rinomati studi di animazione del mondo. Lo stesso Miyazaki era scettico riguardo alla sopravvivenza del neonato Studio Ghibli, ma Laputa resistette e superò qualsiasi dubbio e fu premiato in Giappone come miglior film d'animazione del 1986.

Miyazaki curò il design di ogni parte del film, dai mezzi volanti di Dola ai robot dell'isola di Laputa, curando personalmente ogni particolare e riprendendo molti dei temi e dei paesaggi già trattati nei precedenti Nausicaä della Valle del vento e Conan, il ragazzo del futuro quali l'ecologismo, l'antimilitarismo, l'avversione per la sete di potere umana e la fiducia, malgrado tutto, in sentimenti come l'amore e l'amicizia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La storia inizia con una bambina, Sheeta, che, per scappare da un gruppo di pirati dell'aria intenzionati a catturarla, scivola dall'aeronave su cui stava viaggiando e cade dal cielo su un villaggio. Durante la caduta una misteriosa luce avvolge la piccola, che improvvisamente inizia a galleggiare nell'aria, fino ad atterrare dolcemente nelle braccia di un ragazzo orfano, Pazu, di ritorno alla fine del suo turno in miniera.

Dopo averla soccorsa, Pazu la porta nella sua casa. La mattina, appena svegli i due fanno subito amicizia, e durante la conversazione Pazu scopre che Sheeta è una discendente del popolo di Laputa, abitanti di una leggendaria città-castello volante che viaggia nel cielo da centinaia di anni nascosta dalle nuvole. In pochi credono alla esistenza del castello, ma Pazu ne è convinto grazie al fatto che suo padre, anni addietro, riuscì a fotografare parte della imponente struttura. Pazu racconta che persino nel romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift vi è una descrizione del castello. Il ragazzo decide quindi di aiutare Sheeta a ritornare nella sua città e insieme intraprendono una lunga avventura, costantemente inseguiti dai pirati e dall'esercito.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Sheeta (シータ Shīta?): personaggio principale del film, la ragazzina ha vissuto tra i monti in solitudine, custodendo un segreto a cui ora l'esercito è particolarmente interessato. Il suo nome segreto è "Lusheeta Toel Ul Laputa" ed è una degli ultimi discendenti della famiglia reale di Laputa, il leggendario castello volante, come dimostra il suo pendente: una pietra con il simbolo di Laputa e il potere di annullare la forza di gravità.
  • Pazu (パズー Pazū?): un giovane orfano che lavora nelle miniere. Aiuta Sheeta e l'accompagna per tutta l'avventura inseguendo il sogno sfiorato dal padre: la scoperta di Laputa. Assumerà un aspetto molto protettivo verso la sua amica.
  • Pon chiamato anche "nonno Pon" è un uomo anziano che passa la maggior parte del tempo nelle miniere. Pon sostiene di sentire le voci delle pietre e che quando fanno baccano indicano che sopra di loro sta passando Laputa. Pon mostra a Sheeta e Pazu che dentro le pietre della miniera vi è della aereopietra, un minerale della quale sembra vi sia intrisa della strana energia, ma che subito a contatto con l'aria, diventa semplice pietra. Sheeta mostra infine il suo ciondolo che si rivela essere un cristallo di aereopietra. Pon è stupito di vederne un puro cristallo, sostenendo che solo gli abitanti di Laputa possedevano la conoscenza di farne dei cristalli. Questo permise agli abitanti di fare volare la loro città. Pon avverte Sheeta che nelle pietre in cui vi è un grande potere, come nel suo ciondolo, così come possono portare felicità alla gente, possono anche portare la rovina, soprattutto, il ciondolo di Sheeta è stato creato da mani umane.
  • Colonnello Muska (ムスカ Musuka?): un uomo misterioso che controlla i servizi segreti e che si rivela il principale antagonista. Indossa occhiali neri, possiede molte informazioni su Laputa, ha modi educati ed è spietato. Muska cerca la pietra di Sheeta per trovare Laputa e impossessarsi del suo potere. Si rivela infine essere un discendente della stirpe reale di Laputa non che un lontano parente di Sheeta. Muska spiega che una volta il casato reale di Laputa era uno solo. Ma quando abbandonò Laputa andando a vivere sulla terra si divise.
  • Dola: donna a capo di un gruppo di pirati dell'aria, in cerca della pietra di Sheeta. Non sembra conoscere appieno i poteri della pietra e il suo collegamento con Laputa.
  • Generale: comandante dell'esercito, è sovente in contrasto con Muska.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione tratta dal romanzo I viaggi di Gulliver, in cui Gulliver scopre l'isola volante di Laputa.

Il nome e l'aspetto di "Laputa" derivano dal romanzo di Jonathan Swift I viaggi di Gulliver, dove Laputa è, come nel film, un'isola fluttuante nel cielo e manovrata dai suoi abitanti[1][2]. Alcune delle architetture del film fanno riferimento a diversi stili storici. L'architettura medievale è visibile in molti edifici che si trovano al suolo, il villaggio vicino al forte riprende uno stile gotico, e l'aeronave pirata presenta elementi vittoriani. Nel film si fa inoltre riferimento al poema epico induista Rāmāyaṇa: viene infatti citata la "freccia di Indra", mentre il nome Sheeta potrebbe essere un riferimento a Sita, la protagonista del poema stesso[3].

Le architetture del villaggio di Pazu sono basate sulle città minerarie gallesi. Miyazaki visitò per la prima volta il Galles nel 1984 ed ebbe modo di assistere in prima persona allo sciopero dei minatori di quegli anni. Tornato in patria per dirigere Laputa, il film riflette la sua esperienza gallese: «Sono stato in Galles subito dopo la fine dello sciopero dei minatori. Ho veramente ammirato il modo in cui le unioni di lavoratori lottavano fino in fondo per il loro lavoro e le loro comunità, e volevo riflettere la forza di queste comunità nel mio film»[4]. In un'intervista al The Guardian ha aggiunto: «Ho ammirato quegli uomini, ho ammirato il modo in cui combattevano per salvare il loro modo di vivere, proprio come facevano anche i minatori in Giappone. Molte persone della mia generazione vedono i minatori come un simbolo; una razza in estinzione di uomini combattenti. Ora non ci sono più»[5].

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colonne sonore di Laputa - Castello nel cielo.

La colonna sonora del film è stata composta da Joe Hisaishi e pubblicata nella raccolta Tenkuu no shiro Rapyuta Saundotorakku ―Hikouseki no Nazo― (天空の城ラピュタ サウンドトラック ―飛行石の謎―?) il 25 settembre 1986 da Tokuma Japan Communications. La casa editrice ha ristampato l'album in due occasioni: il 21 dicembre 1993 e il 17 luglio 2002[6].

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Sora kara futtekita shoujo (空から降ってきた少女?) – 2:25
  2. Suraggu keikoku no asa (スラッグ溪谷の朝?) – 3:00
  3. Yukai na kenka (~tsuiseki) (愉快なケンカ(~追跡)?) – 4:27
  4. Gondoa no omoide (ゴンドアの思い出?) – 2:46
  5. Shitui no Pazu (失意のパズー?) – 1:44
  6. Robotto hei (fukkatsu ~ kyuushutsu) (ロボット兵(復活~救出)?) – 2:31
  7. Gasshou, kimi wo nosete (合唱 君をのせて?) – 2:05 – cantata dal Suginami Children's Choir
  8. Shiita no ketsui (シータの決意?) – 2:03
  9. Taigaamosu-gou nite (タイガーモス号にて?) – 2:00
  10. Hemetsu he no yochou (破滅への予兆?) – 2:17
  11. Gekkou no unkai (月光の雲海?) – 2:33
  12. Tenkuu no shiro Rapyuta (天空の城ラピュタ?) – 4:34
  13. Rapyuta no houkai (ラピュタの崩壊?) – 1:57 – cantata dal Suginami Children's Choir
  14. Kimi wo nosete (君をのせて?) – 4:07 – testo di Hayao Miyazaki e cantata da Azumi Inoue

Durata totale: 38:29

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

Le uscite internazionali del film sono state[7]:

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione italiana del film è stata distribuita in DVD da Buena Vista Distribution, con il titolo Laputa - Castello nel cielo, nell'aprile 2004[8]. Il DVD è stato misteriosamente ritirato dal mercato meno di un anno dopo. Stessa sorte (ritiro improvviso senza ragione apparente) è toccata all'edizione spagnola del film, identica in tutto e per tutto all'edizione italiana (audio italiano compreso). La Buena Vista ha definitivamente perso o "congelato" i diritti del film, quindi l'edizione in DVD in questione è fuori commercio, e reperibile solo sul mercato dell'usato[9].

Nel 2012 la Lucky Red Distribuzione, seguendo il suo progetto di distribuire in Italia tutti i titoli dello Studio Ghibli, ha acquistato i diritti del film e ne ha realizzato un nuovo doppiaggio. Questa versione è stata proiettata al cinema il 25 aprile 2012 col titolo Il castello nel cielo[10][11] ed in seguito è stata commercializzata in DVD e Blu-Ray Disc[12].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il film ha un 95% di approvazione sul sito Rotten Tomatoes e una media voto di 7,4/10, basate sulle recensioni di 19 critici[13]. Il Mereghetti: Dizionario dei film gli assegna due stelle e mezzo su quattro[14]. In un sondaggio condotto nel 2007 dal bunka-chō, l'agenzia giapponese per gli affari culturali, su un pubblico di oltre 80.000 persone, Laputa - Castello nel cielo è emerso al terzo posto nella lista dei cento anime più belli di tutti i tempi, dietro a Neon Genesis Evangelion e Nausicaä della Valle del vento[15].

Caryn James del The New York Times osserva che la lunghezza di due ore e la trama fin troppo semplice del film potrebbero essere accolti con impazienza e distrazione da un pubblico occidentale. La critica aggiunge che i personaggi risultano come di consueto nei cartoni, stilizzati, con "grandi occhi rotondi e tratti lineari", ma che l'ambientazione, i colori e la simpatia dei personaggi rendono il lungometraggio una "gioia a vedersi"[16]. Richard Harrington del The Washington Post afferma che il film è di gran lunga superiore alla maggior parte delle produzioni a basso budget prodotti in serie in Giappone. Egli elogia inoltre l'abilità registica e narrativa di Miyazaki, l'ambientazione, i valori espressi dal film, che emergono da "due ore di avventura in stile Indiana Jones"[2]. Miguel Douglas di Isugoi.com lo definisce "una delle opere più semplici e dirette dello Studio Ghibli, ma nonostante tutto rimane un film che offre un'avventura splendida e mozzafiato e al tempo stesso un'esperienza visiva spettacolare, incarnando in pieno l'essenza dello studio"[17]. Raphael See di T.H.E.M. Anime gli assegna cinque stelle su cinque. I disegni — afferma — sono ricchi e dettagliati, l'animazione lascia letteralmente a bocca aperta e la colonna sonora, con la sua varietà, è in grado di suscitare una vasta gamma di emozioni[18].

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  • I robot che popolano il castello sono simili in aspetto a quelli che compaiono nell'episodio 155 "I ladri amano la pace" di Lupin III[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Clements, McCarthy, op. cit., pp. 90-91
  2. ^ a b (EN) Richard Harrington, ‘Laputa: Castle in the Sky’ (NR), The Washington Post, 2 settembre 1989. URL consultato il 26 aprile 2014.
  3. ^ a b (EN) Ryoko Toyama, Laputa: The Castle in the Sky - FAQ, Nausicaa.net. URL consultato il 26 aprile 2014.
  4. ^ (EN) David Gordon, Studio Ghibli: Animated Magic, Hackwriters.com, maggio 2006. URL consultato il 26 aprile 2014.
  5. ^ (EN) Xan Brooks, A god among animators, The Guardian, 14 settembre 2005. URL consultato il 26 aprile 2014.
  6. ^ (EN) Laputa: Castle in the Sky (Original Soundtrack), Nausicaa.net. URL consultato il 25 aprile 2014.
  7. ^ (EN) Il castello nel cielo - Release Info, Internet Movie Database. URL consultato il 25 aprile 2014.
  8. ^ Alberto Pezzotta, «Laputa - Castello nel cielo» in dvd: Miyazaki cantore del meraviglioso, Il Corriere della Sera, 19 aprile 2004. URL consultato il 25 aprile 2014.
  9. ^ Antonio Genna, "Laputa - Il castello nel cielo" / "Il castello nel cielo", Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 25 aprile 2014.
  10. ^ Laputa di Miyazaki ad aprile nei cinema, Badtaste.it, 13 marzo 2012. URL consultato il 25 aprile 2014.
  11. ^ Studio Ghibli: Laputa il castello nel cielo al cinema, AnimeClick.it, 10 marzo 2012. URL consultato il 25 aprile 2014.
  12. ^ Il castello nel cielo (Laputa), in Blu-ray e DVD il 26 settembre per Lucky Red, Comicsblog.it, 8 luglio 2012. URL consultato il 25 aprile 2014.
  13. ^ (EN) Castle in the Sky (1989), Rotten Tomatoes. URL consultato il 26 aprile 2014.
  14. ^ Mereghetti, op. cit., p. 1819
  15. ^ (JA) 文化庁メディア芸術祭10周年企画アンケート日本のメディア芸術100選 結果発表, Plaza.bunka.go.jp. URL consultato il 26 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2007).
  16. ^ (EN) Caryn James, Tenku no shiro Laputa (1986), The New York Times, 18 agosto 1989. URL consultato il 26 aprile 2014.
  17. ^ (EN) Miguel Douglas, Laputa: Castle in the Sky – Review, Isugoi.com, 11 settembre 2013. URL consultato il 26 aprile 2014.
  18. ^ (EN) Raphael See, Castle in the Sky, T.H.E.M. Anime. URL consultato il 26 aprile 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]