Sciopero dei minatori britannici del 1984-1985

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Corteo a Londra durante lo sciopero dei minatori nel 1984

Lo sciopero dei minatori britannici del 1984-1985 (in inglese UK miners' strike) fu un'azione di lotta sindacale condotta dall'Unione Nazionale dei Minatori (NUM) di Arthur Scargill tra il marzo 1984 e il marzo 1985[1].

La disputa iniziò quando il governo conservatore guidato da Margaret Thatcher annunciò la chiusura della miniera di carbone di Cortonwood, nello Yorkshire, come primo atto dello smantellamento di venti siti estrattivi, che avrebbe comportato la perdita di 20.000 posti di lavoro. A tale annuncio, il NUM rispose proclamando uno sciopero nazionale[2].

Lo sciopero coinvolse fino a 165.000 minatori, che furono appoggiati da gente di tutto il mondo. Il governo dispiegò ingenti forze di polizia intorno alle miniere di carbone[2], e numerosi furono gli scontri violenti[3].

Dopo oltre 51 settimane di lotta, durante le quali tra i lavoratori si registrarono due morti, 710 licenziamenti e 10.000 procedimenti giudiziari, un congresso straordinario del NUM votò a stretta maggioranza (98 a 91) la ripresa del lavoro[3]. Il sindacato uscì fortemente indebolito dallo scontro, mentre Margaret Thatcher poté consolidare il proprio programma neoliberista[senza fonte].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Lo sciopero dei minatori della Contea di Durham fa da sfondo alle vicende narrate nel film Billy Elliot: il padre ed il fratello maggiore di Billy fanno parte della frangia più irriducibile di minatori che, nonostante l'indigenza, aderiscono allo sciopero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cronologia dello sciopero dei minatori britannici del 1984-85, Inprecor n. 193, 1º aprile 1985.
  2. ^ a b (EN) Martin Shakeshaft, Strike84.
  3. ^ a b Steve Robert, La fine dello sciopero dei minatori: un movimento che ha polarizzato la società, Inprecor, 20 marzo 1985.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]