I racconti di Terramare

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I racconti di Terramare
I racconti di Terramare 036.JPG
Therru e Arren
Titolo originale ゲド戦記
Gedo senki
Lingua originale Giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 2006
Durata 115 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere animazione, fantasy
Regia Gorō Miyazaki
Soggetto Ursula K. Le Guin (romanzo)
Sceneggiatura Gorō Miyazaki, Keiko Niwa
Produttore Toshio Suzuki
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Art director Yōji Takeshige
Animatori Takeshi Inamura, Katsuya Kondō, Akihiro Yamashita, Kitaro Kosaka, Mitsunori Kataama
Fotografia Mitsuhiro Sato
Montaggio Takeshi Seyama
Musiche Tamiya Terajima
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

I racconti di Terramare (ゲド戦記 Gedo senki?, lett. "Le cronache di guerra di Ged") è un film d'animazione giapponese scritto e diretto da Gorō Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Liberamente basato sui romanzi L'isola del drago e I venti di Earthsea della scrittrice statunitense Ursula K. Le Guin e ispirato dal manga Shuna no tabi del padre Hayao Miyazaki, è stato proiettato per la prima volta nelle sale giapponesi il 29 luglio del 2006 e in quelle italiane il 20 aprile 2007.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In un immaginario regno del pianeta accadono continuamente disgrazie (epidemie, carestie, siccità, ecc.). Il re ha a cuore la sorte del suo popolo ma non trova una soluzione, teme che nel mondo stia accadendo qualcosa al di fuori della sua portata. Ad aumentare queste preoccupazioni la testimonianza di alcuni marinai che dicono di aver visto due draghi in lotta. La cosa preoccupa notevolmente il re (da sempre la terra e il mare sono gli elementi degli uomini, e il fuoco e l'aria sono il regno dei draghi) perché un avvistamento di draghi fuori dal loro regno indica che qualcosa sta cambiando profondamente. Il re ha un figlio di nome Arren, questi soffre di gravi crisi che lo portano ad un vero e proprio sdoppiamento di personalità (il buon principe Arren diventa un violento guerriero sanguinario), e durante uno di questi sdoppiamenti uccide suo padre il re e poi scappa portandosi via la spada di suo padre che per magia non può essere sguainata se non dal re.

Arren vaga per le terre disabitate e cade vittima di un attacco di un branco di lupi, la sua vita sembra già finita ma viene salvato dal mago Sparviere. Arren decide di seguire Sparviere e i due cominciano un lungo viaggio che porterà entrambi a rischiare più volte la vita. In una città Arren salva una ragazza di nome Therru dai mercanti di schiavi, ma questa scappa trattandolo male, poco dopo Arren cade vittima degli stessi mercanti di schiavi ma viene liberato da Sparviere.

Sparviere e Arren vanno a fare visita a Tenar, una maga amica di Sparviere che li accoglie e i due lavorano per un po' nella sua fattoria per nascondersi. Qui ritrovano Therru, anch'essa ospitata da Tenar, e Arren apprende che Sparviere non è un semplice mago ma in realtà è Ged l'Arcimago, vale a dire il capo di tutti i maghi. La loro tranquillità è però minacciata da Aracne, un potente mago capo dei mercanti di schiavi che desidera scoprire il segreto della vita eterna ed è disposto a tutto per ottenerlo. (Aracne è certamente il personaggio più enigmatico del film, soprattutto perché non si chiarisce cosa sia veramente: ha sembianze di una giovane donna, e anche la voce è femminile, tuttavia parla al maschile, viene chiamato "mago" e in un punto del film pronuncia la frase: "Le donne sono davvero esseri sciocchi e irresponsabili"; quindi non si può capire quale sia il suo sesso. è però probabile che si tratti di un uomo.) Intanto, mentre Sparviere se ne è andato promettendo il suo ritorno al tramonto, Arren decide di intraprendere nuovamente il cammino, ma da solo. Durante il percorso trova una figura di se stesso e inizia a scappare da questa; alla fine troverà Aracne che lo scorterà al suo castello e gli somministrerà una pozione che farà prevalere in lui il male. Contemporaneamente gli scagnozzi di questa figura malvagia vanno alla fattoria di Tenar e la catturano per portarla come prigioniera al castello, mentre lasciano legata Therru, incaricandola di dire a Sparviere di presentarsi dinanzi ad Aracne per salvare la maga buona.

Therru riesce a liberarsi e va incontro a Sparviere, spiegandogli la situazione. Il mago decide di dirigersi al castello di Aracne, ma prima consegna la spada magica di Arren a Therru e le raccomanda di non seguirlo. Sparviere si presenta ad Aracne entrando nel castello: qui verrà costretto a combattere contro Arren, ma riuscirà ad annullare l'effetto della pozione bevuta dal ragazzo. Aracne allora decide di intrappolarlo insieme a Tenar.

Intanto Therru, ignorando le parole di Sparviere, si dirige al castello, guidata dallo spettro di Arren. Quest'ultimo spiega essere la parte "positiva" scacciata dalla mente confusa del ragazzo. Therru si infiltra nel castello e trova il vero Arren, caduto nell'oblio, e lo aiuta a tornare in pace con sé stesso.

I due poi si dirigono alla torre dove Aracne sta per uccidere Sparviere e Tenar. Quando arrivano, Arren neutralizza i seguaci di Aracne, poi, dovendo scontrarsi con lui in persona, riesce ad estrarre la spada magica dal fodero e ferisce il mago oscuro. Questo fugge rapendo Therru: Arren lo insegue e al termine dell'inseguimento, in cima ad un'alta torre, il pavimento centrale crolla, dividendo Arren da Aracne e Therru. Quest'ultima dopo essersi liberata dalla ormai deforme malvagia creatura, si trasforma in un drago ed annienta una volta per tutte Aracne.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film è tratto liberamente dagli eventi narrati nel quarto e quinto episodio del ciclo fantasy di Earthsea, scritto dall'autrice californiana Ursula K. Le Guin. Hayao Miyazaki aveva chiesto all'autrice il permesso di produrre un adattamento della saga già nei primi anni ottanta, ma, essendo il regista a quel tempo conosciuto in occidente solo per la serie animata Conan, il ragazzo del futuro, questo non gli venne concesso. Quando però, una decina d'anni dopo, Le Guin vide Il mio vicino Totoro, rimase folgorata dallo stile del regista, decidendo di tornare sui suoi passi e riproporre lei stessa l'adattamento delle sue opere. Le negoziazioni ebbero luogo in Oregon nel 2005, direttamente tra la scrittrice, Miyazaki e il produttore Toshio Suzuki, tuttavia, malgrado le assicurazioni fornite alla Le Guin, Hayao Miyazaki non prese parte alla successiva realizzazione del film. Cogliendo l'occasione per entrare nel mondo dell'animazione, Gorō Miyazaki subentrò al padre ed accettò il contratto su proposta di Toshio Suzuki, contro il parere del padre che non lo riteneva pronto a dirigere un film d'animazione.[1]

Le Guin non è rimasta troppo soddisfatta della versione cinematografica, in parte per l'introduzione di personaggi e situazioni non in linea con lo spirito del libro, e in parte per l'amarezza di non aver ottenuto la regia di Miyazaki senior[2].

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

Le date di uscita internazionali sono state[3]:

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 I racconti di Terramare è stato presentato come film fuori concorso alla 63ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ricevendo però una fredda accoglienza dalla critica.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

In Giappone, invece, il film ha ricevuto un ottimo apprezzamento, arrivando al primo posto nella classifica dei film più visti e rimanendovi per ben cinque settimane.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Guido Tavassi, Storia dell'animazione giapponese. Autori, arte, industria, successo dal 1917 a oggi, Latina, Tunué, 2012.
  2. ^ (EN) Ursula K. Le Guin, Gedo Senki, Ursulakleguin.com. URL consultato il 17 maggio 2014.
  3. ^ (EN) I racconti di Terramare (2006) - Release Info, Internet Movie Database. URL consultato il 17 maggio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]