Neon Genesis Evangelion

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Neon Genesis Evangelion
serie TV anime
Titolo orig. 新世紀エヴァンゲリオン
(Shin seiki Evangelion)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Studio Gainax
Regia Hideaki Anno
Sceneggiatura Hideaki Anno
Character design Yoshiyuki Sadamoto
Mecha design
Studio
Musiche Shiro Sagisu
Rete TV Tokyo
1ª TV 4 ottobre 1995 – 27 marzo 1996
Episodi 26 (completa)
Aspect ratio 4:3
Durata ep. 23 min
Reti it. MTV Italia, YouTube, Popcorn TV
1ª TV it. 12 dicembre 2000 – 26 marzo 2002
Episodi it. 26 (completa)
Dialoghi it.
Studio dopp. it. Cooperativa Eddy Cortese
Direzione dopp. it.
Generi mecha, fantascienza apocalittica e post apocalittica, dramma
Temi filosofia, psicologia
Neon Genesis Evangelion
manga
Copertina del decimo volume della prima edizione italiana del manga. Da sinistra a destra: Rei, Shinji, e Asuka.
Copertina del decimo volume della prima edizione italiana del manga. Da sinistra a destra: Rei, Shinji, e Asuka.
Titolo orig. 新世紀エヴァンゲリオン
(Shin seiki Evangelion)
Autore Yoshiyuki Sadamoto
Mecha design
Editore Kadokawa Shoten
1ª edizione 26 dicembre 1995 – 4 giugno 2013
Collaneed. Shōnen Ace (capitoli 1-77), Young Ace (capitoli 78-96)
Periodicità irregolare
Tankōbon 13 / 14 Completa al 93%.
Editore it. Panini Comics - Planet Manga
1ª edizione it. novembre 1997
Volumi it. 26 / 28 Completa al 93%.
Lettura it. originale (da destra a sinistra)
Target shōnen (1994–2009), seinen (2009–2013)
Generi mecha, fantascienza apocalittica e post apocalittica
« Senza conoscere altre persone non è possibile né tradirsi né ferirsi l'un l'altro. Però non è neanche possibile dimenticare la solitudine. Gli esseri umani non potranno mai affrancarsi dalla solitudine. Del resto ogni uomo è comunque solo. Ed è soltanto poiché è possibile dimenticarlo che gli uomini riescono a vivere. »
(Kaworu Nagisa a Shinji Ikari[1])

Neon Genesis Evangelion[N 1] (新世紀エヴァンゲリオン Shin seiki Evangerion?, lett. «Il vangelo del nuovo secolo»[2]) — anche noto semplicemente come Evangelion[3] o Eva[4][5] — è un anime di 26 episodi del 1995 creato dallo Studio Gainax, sceneggiato e diretto da Hideaki Anno[6][7]. È l'anime televisivo di maggior successo critico degli anni novanta[8] e uno dei più acclamati di tutti i tempi[9][10], caratterizzato da una profonda introspezione psicologica dei protagonisti, in particolare sul tema della solitudine, e dalla presenza di numerosi riferimenti religiosi, specie cabalistici, ebraici, e biblici.

La storia si svolge nella futuristica città di Neo Tokyo-3 a distanza di quindici anni da una catastrofe planetaria e si incentra su Shinji Ikari[11][12], un ragazzo reclutato dall'organizzazione paramilitare Nerv per pilotare un mecha gigante chiamato Evangelion[13][14] e combattere in questo modo i nemici dell'umanità conosciuti come Angeli[15][16]. La serie fu trasmessa in Giappone su TV Tokyo a partire dal 4 ottobre 1995 e terminò il 27 marzo 1996. L'adattamento italiano venne distribuito dalla Dynamic Italia e, successivamente, fu trasmesso su MTV.

A causa delle proteste dei fan, insoddisfatti dal finale raccontato negli ultimi due episodi della serie televisiva, Hideaki Anno e lo Studio Gainax realizzarono nel 1997 due lungometraggi animati: Death & Rebirth, composto da vari spezzoni tratti dai primi 24 episodi della serie TV e da alcune scene inedite, e The End of Evangelion che ne presenta un finale alternativo[17][18].

Parallelamente alla serie televisiva è stato pubblicato un adattamento manga a opera di Yoshiyuki Sadamoto — il character designer della serie — che ha introdotto alcune differenze rispetto all'anime[19]. Nel corso degli anni sono stati inoltre pubblicati da altri autori cinque manga spin-off della serie animata, da uno dei quali, Petit Eva - Evangelion@School, è stato tratto un ONA[20]. Altri adattamenti sono rappresentati da una vasta serie di videogiochi e dai film d'animazione che compongono la tetralogia Rebuild of Evangelion, remake della serie animata originale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terminologia di Neon Genesis Evangelion.

Il 13 settembre 2000 un violento cataclisma colpisce l'Antartide, causando il completo scioglimento della calotta australe e una variazione di inclinazione nell'asse terrestre. I successivi cambiamenti climatici, l'innalzamento del livello del mare e lo scatenarsi di conflitti globali per aggiudicarsi le poche risorse rimanenti, portano alla morte di circa tre miliardi di persone. Secondo la versione ufficiale, l'esplosione, denominata Second Impact, è stata determinata dallo schianto di un meteorite con il polo sud, tuttavia la vera causa è da ricercarsi in un fallimentare esperimento eseguito da un gruppo di scienziati su di un colossale essere umanoide denominato Adam, primo di una serie di misteriosi nemici conosciuti come Angeli.

L'esperimento viene condotto da un team di ricerca guidato dal dottor Katsuragi dietro cui si cela l'organizzazione Seele e il suo enigmatico "Progetto per il perfezionamento dell'uomo". Per realizzare il piano viene istituita l'organizzazione Gehirn, il cui scopo è quello di ricercare e sviluppare contromisure contro il previsto attacco di ulteriori Angeli. Vedono così la luce gli enormi umanoidi artificiali chiamati Evangelion, i tre supercomputer Magi e la città-fortezza di Neo Tokyo-3. Portati a termine i suoi compiti, l'organizzazione viene rinominata Nerv e, sotto la guida di Gendō Ikari, è incaricata di contrastare l'imminente attacco degli Angeli.

Intreccio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Neon Genesis Evangelion.

Nel 2015 i mutamenti climatici sulla Terra ad opera del Second Impact si sono ormai stabilizzati e l'umanità si è adattata al nuovo corso. La Nerv ha avanzato i propri studi producendo tre unità Evangelion. Il quattordicenne Shinji Ikari, dopo aver trascorso dieci anni senza vedere suo padre Gendō, si reca a Neo Tokyo-3 per incontrarlo, essendo stato scelto come pilota dell'Eva 01, a bordo del quale dovrà affrontare gli Angeli in qualità di third children. Qui per Shinji ha inizio una nuova vita: va a vivere presso la sua tutrice Misato Katsuragi; conosce le sue colleghe Rei Ayanami, pilota dell'Unità 00, e Asuka Soryu Langley, pilota dell'Unità 02; e stringe amicizia con i suoi nuovi compagni di classe Toji Suzuhara e Kensuke Aida.

Con il susseguirsi degli eventi la vera natura dei nemici e degli Evangelion viene progressivamente messa in dubbio. Inoltre con il deteriorarsi dei rapporti tra Seele e Nerv, si scoprono i reali obiettivi delle due organizzazioni e il loro collegamento col Progetto per il perfezionamento dell'uomo. Intanto i children continuano a combattere gli Angeli, i quali, tra scontri sia fisici che mentali, acuiscono le loro debolezze psicologiche e li costringono ad affrontare le loro ansie e paure. Asuka non regge lo sforzo e si chiude in uno stato catatonico, dopo aver subito un attacco psichico da parte del 15° Angelo. La Seele invia dunque Kaworu Nagisa alla Nerv in qualità di fifth children e pilota di rimpiazzo dell'Unità 02. Il giovane stringe amicizia con Shinji ma si rivela essere l'ultimo Angelo Tabris, intenzionato a ricongiungersi con Adam.

Al momento della scoperta che l'Angelo rinchiuso nel Terminal Dogma è in realtà Lilith, egli chiede all'amico Shinji di ucciderlo, cosa che il ragazzo compie dopo una lunga esitazione. In seguito le anime dell'umanità si fondono in un'unica coscienza collettiva nel Progetto per il perfezionamento dell'uomo. Interrogandosi sulle sue ragioni per vivere, Shinji giunge infine alla conclusione che l'esistenza non è determinata e che non si può vivere in isolamento dagli altri, distruggendo in questo modo il guscio protettivo che si era costruito intorno. I personaggi riappaiono quindi nella loro individualità e lo applaudono; Shinji, sorridendo, li ringrazia tutti.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Neon Genesis Evangelion.
« È strano che Evangelion abbia avuto un tale successo — tutti i personaggi sono così malati! »
(Hideaki Anno[N 2])
Una camicetta bianca a maniche corte con un ficco rosso a cui è abbinata una gonna-salopette blu Francia.
Riproduzione dell'uniforme scolastica indossata da Rei e Asuka.

I personaggi di Evangelion sono caratterizzati da profonde ferite psicologiche, rapporti interpersonali problematici e sono in lotta contro i propri turbamenti interiori[21]. Ciò è particolarmente evidente nei tre protagonisti, segnati ognuno da un'esperienza traumatica[22], che assume un ruolo significativo nello svolgersi degli eventi: Rei Ayanami fa fronte a sentimenti di alienazione per via del suo essere un clone; il carattere eccessivamente competitivo e la mancanza di autostima di Asuka Sōryū Langley derivano dalla follia e dal suicidio della madre; mentre Shinji Ikari è stato abbandonato dal padre dopo la morte della madre[23], motivo per il quale si considera un bambino indesiderato[24]. Similmente, anche i personaggi adulti sono caratterizzati da una serie di turbamenti, come Misato Katsuragi, il cui padre si è sacrificato per salvarle la vita, e Gendo Ikari[23], che vuole tornare a congiungersi con la moglie. Anno ha descritto il protagonista Shinji Ikari come un ragazzo che fugge dal contatto con il prossimo e si è convinto di essere una persona completamente inutile, tanto da non essere neanche capace di suicidarsi[25]. Il regista ha inoltre definito Shinji e Misato persone estremamente spaventate dall'idea di poter essere ferite, ed inadatti — mancando di un atteggiamento positivo — ad essere definiti eroi di una storia[25]. Shinji, l'apparente classico eroe quattordicenne della storia, nel primo episodio viene mostrato in una luce per nulla epica, riuscendo a distruggere l'Angelo, ma dopo una manifestazione di paura, collera e vulnerabilità non convenzionalmente eroiche[26].

A detta di Anno, con Evangelion si è cercato di creare dei personaggi che, tramite le loro sfaccettature e i loro problemi, fossero capaci di suscitare nello spettatore svariate emozioni e riflessioni. Questa forte caratterizzazione psicologica porta ogni spettatore ad avere reazioni diverse rispetto al comportamento dei protagonisti e contribuisce a rendere impossibile per chiunque la formulazione di una singola teoria sul significato dell'opera. Spettatori e fan hanno di volta in volta identificato i personaggi di Evangelion come rappresentazioni psicologiche, religiose o di figure storiche[27]. Come dichiarato dal regista, essi riflettono in parte la sua stessa personalità[28].

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

« Evangelion è la mia vita ed ho messo tutto quello che so in quest'opera. Questa è tutta la mia vita. La mia vita stessa. »
(Hideaki Anno[N 3])

La genesi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Grigio edificio di tre piani con una loggia frontestrada sormontata da una veranda chiusa.
La vecchia sede della Gainax a Koganei, Tokyo.

Nel 1992 lo Studio Gainax era caduto in una grave crisi finanziaria, quando, per la realizzazione del progetto di Blue Uru (蒼きウル Aoki Uru?)[29], concepito come sequel del film Le ali di Honneamise, non si riuscirono a trovare fondi sufficienti[30]. Afflitto da una profonda depressione fin dalla fine di Nadia - Il mistero della pietra azzurra[31], Hideaki Anno accettò di collaborare con un suo conoscente, un certo Otsuki della King Records, per la produzione di un nuovo anime[32]. Così, riprendendo uno dei temi chiave di Blue Uru, il concetto di «non fuggire via», sviluppò la nuova serie. Secondo Yasuhiro Takeda, uno dei membri della Gainax, «Anno ereditò qualcosa da Aoki Uru», ovvero «la determinazione a non fuggire dai problemi», ed Evangelion «probabilmente era solo un riflesso di quei sentimenti»[33].

Anno ha dichiarato che con la sua opera si prefissava in origine di aumentare il numero degli otaku[34]. Già prima che il titolo della serie fosse deciso, il regista impostò il tema di «una battaglia tra gli dei e gli esseri umani». Inizialmente propose una protagonista femminile, rendendo così l'opera strutturalmente simile al precedente lavoro della Gainax, Punta al Top! GunBuster. L'aspetto dell'eroina sarebbe stato simile a quello di Asuka, ma l'idea fu scartata per evitare di ripetere i concetti apparsi nelle serie precedenti della Gainax e perché si valutò che un protagonista maschile sarebbe stato più adatto a vestire i panni di pilota di una macchina da combattimento[35].

Come titolo, Anno suggerì Alcion (アルシオン Arushion?), ma l'idea non trovò spazio perché non conteneva alcuna consonante sonora e si temeva che non suonasse abbastanza accattivante, preferendo Evangelion che ricordava la serie cult di Yoshiyuki Tomino Densetsu kyojin Ideon[35]. Anche il formato finale dell'opera non era esattamente definito, e tra le proposte al vaglio c'erano quelle di creare un film, una serie TV o un OAV. Infine, si optò per una serie TV, perché nonostante con gli OAV si potesse ottenere una qualità migliore, la televisione rimaneva il mezzo di comunicazione più diffuso, soprattutto nella provincia giapponese[35].

La realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La serie fu realizzata dalla Gainax e coprodotta da TV Tokyo, Nihon Ad Systems[36], Production I.G e, nell'episodio 11, dallo Studio Ghibli[37]. Hideaki Anno lavorò come regista, sceneggiatore[7], ed intervenne direttamente nel character design[38] e nel mecha design[39]. Al suo fianco lavorarono Yoshiyuki Sadamoto come character designer, Hiroshi Kato come direttore artistico, Kazuya Tsurumaki come assistente alla regia[7], Ikuto Yamashita per il design dei mecha[40] e Noriko Kobayashi e Yutaka Sugiyama in qualità di produttori[37].

Prima che iniziasse la produzione, la trama di Evangelion era strutturata diversamente[41][42]. La sceneggiatura originale prevedeva, infatti, che gli Angeli fossero 28, mentre il primo episodio avrebbe presentato la battaglia tra un Angelo e l'Unità 00 pilotata da Rei, e Shinji sarebbe salito sull'Unità 01 solo dopo la sconfitta di quest'ultima[43]. La maggior parte degli episodi successivi segue tuttavia molto da vicino il concetto originale, distaccandosi nuovamente solo a partire dall'episodio 13. Nella prima versione della serie, il finale sarebbe consistito nell'attacco di dodici Angeli dalla luna, e l'ONU avrebbe abbandonato il Progetto per il perfezionamento dell'uomo al fine di fermarli. La distruzione della base della Nerv avrebbe costituito quindi l'epilogo della storia[44].

I primi due episodi della serie furono proiettati davanti ad un pubblico di 200 persone durante il secondo festival della Gainax, nel luglio 1995, tre mesi prima della loro messa in onda. Il lavoro, benché fosse ancora in uno stadio precoce, fu accolto positivamente[45]. Hideaki Anno ha dichiarato che lo sviluppo di Evangelion gli diede la sensazione di un «concerto dal vivo», in quanto «qualunque sia la storia e lo sviluppo dei personaggi, li ho fatti senza un piano». Anche quando aggiunse il concetto del "Progetto per il perfezionamento dell'uomo" nel secondo episodio, che sarebbe poi diventato il fulcro della trama, non aveva ancora idee chiare a riguardo[46]. Ulteriori cambiamenti alla trama vennero introdotti in seguito all'attentato alla metropolitana di Tokyo del 20 marzo 1995, dal momento che, fino a quel punto, la sceneggiatura presentava troppi punti di contatto con gli eventi reali. Temendo una censura e non volendo comunque privare la serie del suo potenziale interpretativo a causa dell'evidente somiglianza con la realtà, Anno modificò lo scenario originale, ritenuto da egli stesso inadatto alla messa in onda[34].

A partire dall'episodio 14, in cui è presente un lungo monologo-poesia di Rei Ayanami, e dall'episodio 16, con la rappresentazione della lotta mentale ed emozionale di Shinji intrappolato all'interno dell'Angelo Leliel, il concetto della serie cambiò radicalmente in direzione introspettiva[47]. A detta dello stesso Anno questo cambio di rotta venne deciso in fase di produzione, sulla base delle reazioni dei fan fino a quel momento. Quando il regista vide che l'anime era stato accolto positivamente ma in modo "autistico" dagli appassionati di anime, decise di modificare la sua intera struttura concettuale[48]. Quella che fino a quel punto poteva essere considerata una buona storia fantascientifica e che aveva fatto identificare i fan con i personaggi, uscì fuori dai tipici schemi di genere lasciando perplessi gli appassionati[48], i quali si lamentarono del fatto che non riuscivano più ad identificarsi con i personaggi[34]. Questo cambiamento coincise inoltre con l'inizio dell'interessamento di Anno per la psicologia e le malattie mentali[49]:

« In passato, non avevo avuto alcun interesse a studiare la psicologia umana. Avevo solamente frequentato un corso all'università, ma credo di aver sempre avuto qualcosa nella mia mente con cui potevo analizzare la psiche umana. Pensavo di non essere interessato molto agli umani, ma quando incominciavo a parlare di me, avvertivo il bisogno di parole giuste per spiegarmi. Così, incominciai a leggere libri sulla psicologia. Dal sedicesimo episodio, la trama di Evangelion prese una direzione con la quale si intendeva chiedere solo com'è la mente umana al suo interno. Ho scritto su di me. Un mio amico mi prestò un libro sulle malattie psicologiche umane, e questo mi diede una scossa, come se avessi finalmente trovato quello che dovevo dire. »
(Hideaki Anno[N 4])

Durante la realizzazione della seconda parte di Evangelion il tempo e le risorse cominciarono a scarseggiare e si assistette al costante riutilizzo di animazioni e fotogrammi già utilizzati e alla diminuzione della qualità generale. Con la crescente frenesia e tensione all'interno dello staff, l'aiuto regista Kazuya Tsurumaki ha descritto il suo stato d'animo in quel periodo come «sentimento di tensione»:

« Non mi importava. La programmazione era un disastro totale e il numero delle cel [d'animazione] precipitò, così ci furono delle parti dove purtroppo la qualità diminuì. [...] Quando l'intero sistema di produzione stava per sprofondare del tutto, c'erano [nello staff] diverse opinioni del tipo: "Se non possiamo fare un lavoro soddisfacente, che senso ha continuare?" Tuttavia io non la vedevo allo stesso modo. La mia opinione era: "Perché non mostriamo loro l'intero processo incluso il nostro tracollo?" »
(Kazuya Tsurumaki[47])

Gli ultimi due episodi e i film di Evangelion[modifica | modifica wikitesto]

Moderno edificio formato da due ali divise da una torre scala cilindrica rivestita in metallo.
Sede della Production I.G. a Musashino.

Gli ultimi due episodi non seguirono la sceneggiatura originale, ma furono ripensati e realizzati nel poco tempo rimanente[50][46]. Infatti, nonostante il budget insolitamente elevato per un programma televisivo, verso la fine della programmazione della serie Hideaki Anno non ebbe a disposizione fondi sufficienti per adattare il suo copione originale per gli episodi[51]. Entrambe le puntate si focalizzano sulla psicologia dei personaggi principali[52], senza offrire risposte e una conclusione chiara alla trama della serie[53], risultando così di difficile comprensione per gli appassionati[54], i quali rimasero molto perplessi[55].

Molti di loro si infuriarono e criticarono il regista Anno[56], che ricevette diverse lettere contenenti addirittura minacce di morte[57][58]. Anche la carta stampata si interessò del caso, con il Mainichi Shinbun che scrisse: «Quando l'episodio 25 andò in onda la prima volta, quasi tutti gli spettatori si sentirono traditi [...] Quando il critico Eiji Otsuka inviò una lettera allo Yomiuri Shinbun lamentandosi del finale della serie Evangelion, il dibattito fu nazionale»[59]. Anno si è dichiarato in più occasioni soddisfatto degli episodi finali della serie:

« Non ho nessun problema con essi. Se c'è un problema è solo vostro. Too bad»
(Hideaki Anno all'Anime Expo di Anaheim, California del 1996[60])

e ha affermato che avrebbe voluto realizzarli così anche se non ci fossero state tutte le difficoltà che ne avevano condizionato la realizzazione[46]. Secondo Toshio Okada — fondatore della Gainax e amico personale di Anno — ai problemi di budget si aggiunse anche la grande indecisione da parte di Anno su come concludere la serie[61].

Anno e lo studio Gainax, a causa delle proteste dei fan, furono spinti a fornire un nuovo finale ed una conclusione più tradizionale alla serie[62][63]. Inizialmente il regista pensò di creare un OAV, utilizzando una sceneggiatura basata sul finale originale. Tuttavia, a fronte del successo che la serie originale aveva avuto, un consorzio di società giapponesi finanziò il progetto in modo così elevato che si optò per due lungometraggi[51]. Così, il 15 marzo 1997 uscì nelle sale Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth[64], composto da due parti: Shi ("morte"), rimontaggio di 60 minuti di vari spezzoni tratti dai primi 24 episodi della serie, incluse alcune scene inedite; e Shinsei ("rinascita"), anticipazione di circa 40 minuti del film Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion, uscito il 19 luglio del medesimo anno. Quest'ultimo film rappresenta un nuovo sviluppo del finale della serie ed una sua conclusione alternativa[65], ed è difatti suddiviso in un episodio 25 e in un episodio 26, alternativi a quelli dell'anime[66].

Riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano di uomo orientale di mezza età, con baffi, barba ed occhiali cerchiati di metallo.
Hideaki Anno, creatore di Evangelion.

Evangelion presenta numerosi riferimenti culturali alla religione, alla filosofia, e alla psicologia[63]. Citazioni e omaggi della serie sono da ritrovare nei libri di Ryū Murakami[67][68], Andromeda e Divina invasione di Philip K. Dick, Le guide del tramonto di Arthur C. Clarke[69], nel film The Hitcher, nelle serie televisive Il prigioniero, Thunderbirds, UFO, Ultraman[70][67], Ultraseven[71] e nelle serie di fantascienza di Cordwainer Smith[71].

La serie è ispirata ed influenzata anche da altre serie anime precedenti, quali Mazinga Z[67], Mobile Suit Gundam[72][73] e Densetsu kyojin Ideon[74], e ricalca la maggior parte dei contenuti della precedente opera di Anno, Nadia - Il mistero della pietra azzurra[31][75]. In aggiunta a ciò, molti nomi o cognomi dei personaggi della serie provengono da manga o da navi della Marina imperiale giapponese[76]. Anno, in proposito, ha dichiarato di aver preso in prestito «da ogni dove», anche laddove non sembra esserci alcun tipo di attinenza[77].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

 Disegno dei dieci simboli cabalistici, collegati a formare un albero.
L'Albero della Vita con le 10 Sephirot, schema che appare nella sigla d'apertura[78] e sul soffitto dell'ufficio di Gendo[79].

Numerosi sono i riferimenti religiosi in Evangelion, diretti soprattutto al cristianesimo e all'ebraismo[63]. Ad esempio, di notevole influenza per i contenuti dell'anime sono alcune versioni gnostiche della creazione, il Midrash, la Zohar ed altri testi cabalistici sul Libro della Genesi[78], e talvolta, è ricorrente l'uso di una terminologia propria del buddhismo[80] e riferimenti ai testi sacri dello zoroastrismo[81]. La trama fonde inoltre elementi di escatologia e misticismo appartenenti alla cabala ebraica[36]. Questi elementi vengono rimaneggiati ed alterati all'interno della serie al fine di creare una nuova "mitologia", ma mantenendo comunque una certa connessione con gli originali[78]. In proposito, l'aiuto regista della serie Kazuya Tsurumaki ha dichiarato che l'utilizzo di simboli visivi propri del cristianesimo nella serie ha come obiettivo quello di renderla «interessante ed esotica»[82], negando l'esistenza di un «significato cristiano» di questi ultimi all'interno dell'opera[83][84].

Diversi critici hanno infatti individuato molteplici rimandi alla religione cristiana, con un ruolo centrale nel contesto della serie[85]: allusioni visive alla croce ed alla crocifissione sono molto ricorrenti (variabili da grandi raggi che si innalzano al cielo ad ornamenti o accessori), così come riferimenti alla Lancia di Longino[86], ai rotoli del Mar morto[87][88] ed ai re magi[86]. Altre allusioni sono legate alle figure del primo uomo biblico Adamo[89], Lilith[90][78], il Guf, la divinità babilonese Marduk e agli Angeli[91]. Inoltre, gli Evangelion sembrano essere collegati alla leggenda medioevale del Golem[92][79], ed il "Progetto per il perfezionamento dell'uomo" possiede similitudini con il concetto cabalistico del Tiqqun 'Olam (in ebraico: תיקון עולם?, lett. "perfezionamento del mondo")[93]. Similmente, nella sigla di apertura compare un testo con una calligrafia assai simile al Sefer Raziel HaMalakh[79], e i singoli Angeli che compaiono nella serie posseggono similitudini e caratteristiche comuni agli omonimi Angeli della tradizione religiosa[94][95].

È possibile individuare allusioni e riferimenti espliciti anche alla religione shintoista, rivolte verso gli antichi testi giapponesi del Kojiki e del Nihongi, con cui condivide la relativa visione del cosmo primordiale; la Lancia di Longinus apparsa nella serie sembra essere collegata infatti alla lancia usata dai due kami Izanagi ed Izanami per creare la Terra[96]. Secondo alcune interpretazioni inoltre, i personaggi di Shinji, Asuka e Rei possono essere ricondotti rispettivamente alle figure scintoiste di Susanoo, Uzume, e Amaterasu[90][97]. Il nome di Shinji inoltre in giapponese può significare "figlio di Dio", mentre Rei "spirito", e ciò costituisce un'allusione alla trinità cristiana, costituita dal Dio Padre, il figlio di Dio e lo spirito santo. La parola "misa", dal nome del personaggio di Misato, può significare "messa", e dunque Misato sarebbe "colei che veglia la santa messa", come evidenziato dai suoi indumenti neri e il crocifisso che porta costantemente al collo[98].

Psicologia e filosofia[modifica | modifica wikitesto]

« C'era questa sostituzione da parte di un robot, così la madre originale [di Shinji] è nel robot, ma c'è anche una madre della stessa età, Rei Ayanami, al suo fianco. [Rei è] anche dalla parte del vero padre. C'è anche un altro padre, Adam, che gestisce il corso generale degli eventi. Un complesso di Edipo all'interno di queste strutture multiple; questo è quello che volevo fare. »
(Hideaki Anno[99])

Molti sono i riferimenti in Evangelion a diversi concetti freudiani, come il disagio della civiltà[N 5], il complesso di Edipo, la fase orale[94], la libido e la destrudo[100], rilevanti anche per il film The End of Evangelion, come emerge dalle relative colonne sonore Thanatos—If I can't be yours e Komm, süsser Tod[101]. Difatti Shinji, come evidenziato dal climax della narrazione del film[102], è caratterizzato da un continuo conflitto tra libido e destrudo[103]. Durante la serie si cita il concetto del dilemma del porcospino di Arthur Schopenhauer[104], e nell'ultimo episodio, Anno fa esplicitamente riferimento a Sigmund Freud e probabilmente a Jacques Lacan[N 6]. Oltre a ciò, Evangelion sembra accostarsi notevolmente ai testi di Daniel Paul Schreber sulla sua malattia mentale[105], i cui concetti sono ripresi e reinterpretati nel corso della serie[106], anche se, probabilmente, non come citazione diretta[107].

Gli ultimi due episodi dell'anime in particolare si focalizzano sull'individuazione psichica finale di Shinji, e la serie in generale invece sulle lotte psichiche tra ego ed inconscio, Ombra e Animus/Anima jungiani[78]. Nel corso degli eventi inoltre, viene suggerito che l'inserimento di Shinji nell'Unità 01 costituisca una sorta di "ritorno al grembo" freudiano[52], cosa che sembra accadere anche per gli Angeli[N 7]. Il rapporto teso che Shinji ha con il padre Gendo e l'affetto che egli prova nei confronti di Rei, che rappresenta un clone di sua madre, ricalcano il concetto di complesso edipico elaborato da Freud[108]; Evangelion può essere appunto considerato una storia sul complesso di Edipo, nella quale Shinji prova sentimenti di amore e odio nei confronti delle figure genitoriali. L'episodio finale si conclude infatti con le scritte "A mio padre, grazie" e "A mia madre, addio", le quali potrebbero significare che Shinji è giunto finalmente ad un'intesa con il padre, ed è emerso dalla sua dipendenza dalla madre[94].

Alcuni titoli di episodi della serie rimandano a concetti filosofici o alla psicoanalisi. Ad esempio, l'intestazione originale dell'episodio 16, "Malattia mortale, e poi...", è una citazione al libro del filosofo danese Søren Kierkegaard La malattia mortale, mentre il titolo inglese dell'episodio 25, "Do you love me?" è lo stesso di un libro dello psichiatra scozzese Ronald Laing[94]. L'anime in generale possiede similitudini con la filosofia di Jean-Paul Sartre, e il "Progetto per il perfezionamento" con quella di Georg Wilhelm Friedrich Hegel[109].

Tematiche trattate e analisi[modifica | modifica wikitesto]

« Questo show è davvero interessante, non è vero? Non mi ero mai accorto di quanto lo fosse. »
(Hideaki Anno, dopo aver rivisto l'intera serie per la produzione di Rebuild of Evangelion[N 8])

L'anime è caratterizzato da un impianto narrativo simile ad altre opere mecha precedenti[110], dedicando spazio sia all'azione che al fanservice[4]. Tuttavia, Evangelion possiede una visione nettamente divergente e più oscura rispetto a quest'ultimi[111] e, contrariamente ad altri anime d'azione, gran parte del suo svolgimento è psicologico[112] o addirittura violento[113]. La serie si pone infatti come una decostruzione del genere mecha[114], evitando le accuse di militarismo, sessismo e xenofobia a volte rivolte al genere[115]. Sotto questo punto di vista, Evangelion introduce personaggi femminili carismatici e complessi, come Asuka, che è considerato il primo personaggio con multi-nazionalità realistico delle produzioni fantascientifiche giapponesi[116]. Infatti, se da un lato la serie possiede elementi di un classico mecha, dall'altro si focalizza sulle relazioni interpersonali di Shinji, che rappresenta una sorta di otaku[117][118]. Ulteriori tematiche trattate sono la paura del cambiamento, il rapporto che vige tra la tecnologia e l'uomo[119], ed il relativo abuso che ne fa quest'ultimo[120].

Stile[modifica | modifica wikitesto]

« Evangelion è come un puzzle. Qualsiasi persona può vederlo e darne una propria interpretazione. In altre parole, stiamo offrendo agli spettatori [la possibilità] di pensare da soli, in modo che ogni persona possa immaginare il proprio mondo. »
(Hideaki Anno[N 9])

L'anime è caratterizzato dall'uso di diverse tecniche grafico-stilistiche anche in contrasto tra di loro. Come tutte le creazioni della Gainax, è prodotto col metodo dell'animazione limitata, utilizzato da Anno nelle scene in cui un oggetto si sposta in contrasto con lo sfondo per ottenere un senso di tridimensionalità, ma nel corso della serie si assiste alle volte alla coalescenza di animazione tradizionale e di computer grafica, avvalendosi dell'uso di immagini disegnate a mano ed effetti digitali in 2D o in 3D[121]. Nell'ultima parte della serie, ed in particolar modo negli ultimi due episodi, è frequente l'uso di sequenze semplici, composte solo da testo e immagini[122]. Come dichiarato da Anno, nell'ultimo episodio al posto della cel animation furono utilizzati solo gli schizzi dello storyboard[46]. In questo episodio è presente un impiego costante di immagini discordanti, quali collage di fotogrammi provenienti dagli altri episodi della serie, intervallati da immagini monocromatiche fisse, e fotografie in bianco e nero del mondo reale[123].

Contrariamente ad altri registi d'animazione, che sono soliti inserire molti dettagli in singoli fotogrammi, Anno fa in modo che le informazioni contenutive siano molto limitate[124]. Il regista infatti, moltiplica le informazioni contenute in un singolo fotogramma attraverso l'utilizzo dei cut-up, il cui uso ricorda vivamente il cinema di Jean-Luc Godard[125]. In aggiunta, a volte vengono mostrate immagini fisse per un lasso di tempo prolungato[126], oppure movimenti meccanici diretti in una sola direzione in immagini fondamentalmente statiche, come quello delle scale mobili[34].

Stilisticamente, la serie può essere divisa in due parti, coincidenti con la prima e la seconda metà della serie. Nella prima parte, essa procede come una buona storia d'animazione fantascientifica, in cui vari enigmi vengono risolti, e ciascuno dei personaggi principali è raffigurato positivamente. Tuttavia, dal 16º episodio in poi, la serie perde gli elementi di positività che caratterizzano la prima parte, come evidenziato dal mutamento della comunicazione tra i personaggi[48]. La narrazione in questi episodi è inoltre molto più veloce — ad esempio, la morte di Rei nell'episodio 23 dura appena due minuti[48] — e genera molteplici enigmi[127].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Anime[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Neon Genesis Evangelion.
Logo di TV Tokyo.
In questa mappa sono evidenziate le prefetture raggiunte dal segnale del TV Tokyo Network.

La prima messa in onda della serie, a partire da mercoledì 4 ottobre 1995 alle 18:30, su Tokyo Channel 12[127], ebbe una copertura nazionale molto limitata. TV Tokyo e le sue consociate nel network TXN (TV Osaka, TVQ Kyushu Broadcasting, TV Hokkaido, TV Setouchi), che trasmisero in contemporanea la serie[N 10], coprivano e coprono tuttora solo 13 delle 47 prefetture del Giappone. La serie si è conclusa il 27 marzo 1996[128], toccando al massimo il 5-6% di share[129]. A questa prima trasmissione hanno, nel corso degli anni, fatto seguito diverse repliche, fra le quali è da segnalare in particolare quella avvenuta nel 2003 sul canale satellitare WOWOW, che propose per la prima volta in TV la versione director's cut della serie e il rimontaggio dei film conclusivi con video rimasterizzato ed audio nativo 5.1. Questa versione è nota in Giappone con il nome di Renewal Edition[130].

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana di Evangelion è stata curata dalla Dynamic Italia. Il doppiaggio è stato eseguito presso la Cooperativa Eddy Cortese sotto la direzione di Fabrizio Mazzotta (per i primi sei episodi) e Paolo Cortese (per i restanti venti)[131] ed ha visto l'introduzione in Dynamic (con il dialoghista Gualtiero Cannarsi) della figura del cosiddetto "direttore artistico di produzione", un incaricato dalla casa editrice di sovrintendere ogni singolo aspetto della localizzazione. Secondo Cannarsi, la lavorazione fu assai complessa e laboriosa: ad esempio, il ruolo di Shinji fu assegnato a Daniele Raffaeli dopo undici differenti provini, mentre Valentina Mari, voce di Rei, dovette incidere il monologo della quattordicesima puntata 52 volte[132].

La serie è stata inizialmente distribuita in 13 VHS comprensivi degli episodi in versione director's cut ed usciti fra il 1997[133] ed il 2001[134]. A quella in VHS hanno fatto seguito due edizioni in DVD ad opera della stessa Dynamic Italia prima e della Dynit poi, nel 2002 (priva degli episodi in versione director's cut) e nel 2008 sotto la dicitura Platinum Edition (corrispondente all'edizione Renewal della serie tv)[135][136]. L'anime inoltre è stato trasmesso in televisione da MTV[137]: i primi due episodi sono comparsi nella maratona Robothon del 12 dicembre 2000, mentre la serie è stata trasmessa integralmente dal 2 ottobre 2001[138] e replicata più volte[139][140].

Neon Genesis Evangelion è stato anche il primo anime ad essere trasmesso in streaming legale su internet gratuitamente con doppiaggio italiano; a partire dal 26 aprile 2010 ogni lunedì è stato pubblicato sul canale di YouTube della Dynit un nuovo episodio della versione Platinum, disponibile per due settimane[141]. In seguito, dal 20 dicembre 2010, gli episodi sono stati pubblicati senza limiti di tempo sulla web tv Popcorn TV[142].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colonne sonore di Neon Genesis Evangelion.

La colonna sonora originale, raccolta in tre album usciti fra il 1995 ed il 1996, è stata composta da Shiro Sagisu e prodotta dal regista della serie Hideaki Anno, che si è occupato anche della scelta dei titoli dei brani. Oltre alle composizioni originali sono presenti anche alcuni celebri pezzi di musica classica, di cui Anno è appassionato[82], come la Suite per violoncello solo n.1 in Sol Maggiore e Herz und Mund und Tat und Leben di Johann Sebastian Bach[143], il Messiah di Georg Friedrich Händel, l'Adagio in Sol minore di Tomaso Albinoni[86], il Requiem di Giuseppe Verdi[143], e l'Inno alla gioia tratto dalla Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven[144].

La sigla di apertura è Zankoku na tenshi no These (残酷な天使のテーゼ Zankoku na tenshi no teeze?)[145], cantata da Yoko Takahashi[146], mentre quella di chiusura è il successo pop del 1954 Fly Me to the Moon[86], scritto originariamente da Bart Howard e cantato dalla cantante britannica Claire Littley, e dalle doppiatrici femminili dell'anime, Yoko Takahashi, Megumi Hayashibara, Kotono Mitsuishi e Yoko Miyamura, in versioni differenti di episodio in episodio[147].

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitoli di Neon Genesis Evangelion.

Il manga di Neon Genesis Evangelion, scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto, già character designer della serie animata, ha iniziato la sua serializzazione in Giappone sul numero di dicembre 1994[148] della rivista Shōnen Ace, edita da Kadokawa Shoten[149]. Pubblicato con periodicità irregolare[128], il manga è stato trasferito, a partire dal 78º capitolo, su una nuova rivista seinen della Kadokawa, Young Ace[150]. L'opera si è conclusa dopo 96 capitoli con la pubblicazione del final stage nel giugno 2013[151][152]. I singoli capitoli sono stati poi raccolti in 14 volumi formato tankōbon, pubblicati dal 1º settembre 1995[153] al 20 novembre 2014[154].

Il manga venne pubblicato otto mesi in anticipo rispetto all'inizio dell'anime, e rappresenta l'interpretazione di Sadamoto della storia[155]. Quest'ultimo, infatti, ha apportato diverse modifiche alla sceneggiatura della sua opera e alla caratterizzazione dei personaggi, rispetto alla versione animata[156]. L'artista ha dichiarato che è stata una sfida lavorare al design degli Angeli, ed ha sostenuto che il motivo per cui si è preso molte pause dal manga di Evangelion è stato il suo contemporaneo impegno con altre serie animate che, purtuttavia, gli ha permesso di «variare tra diversi metodi di lavoro e diverse tipologie di opere, evitando così di arrivare ad annoiarsi o stancarsi occupandosi sempre delle stesse cose»[156]. Il manga ha avuto un notevole successo, arrivando a vendere, a ottobre 2010, 23 milioni di copie nel solo Giappone[157].

L'edizione italiana, intitolata semplicemente Evangelion, è curata dalla Planet Manga, divisione della Panini Comics. Ha visto finora (2014) la pubblicazione di 26 albi di dimensioni pari alla metà dell'originale giapponese. I primi volumi sono stati pubblicati in edizione autonoma, mentre dal numero 18 la pubblicazione è seguita sulla collana Manga Top. A questa prima edizione, è seguita una seconda, che conserva la grandezza originale dei volumi, intitolata Evangelion Collection[158].

Manga spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati realizzati diversi manga spin-off ambientati nell'universo di Evangelion:

  • Evangelion Iron Maiden (新世紀エヴァンゲリオン 鋼鉄のガールフレンド2nd Shin seiki Evangerion - Kōtetsu no gārufurendo sekando?), un manga shōjo di Fumino Hayashi, basato sulla realtà alternativa presente nell'episodio 26 della serie televisiva e caratterizzato da un'ambientazione prettamente scolastica. Al centro della trama vi sono le relazioni sentimentali fra i personaggi. Il manga è stato serializzato sulla rivista Monthly Asuka, dal 2003 al 2005 ed è stato successivamente raccolto in 6 tankōbon.
  • Neon Genesis Evangelion The Shinji Ikari Raising Project (新世紀エヴァンゲリオン 碇シンジ育成計画 Shin seiki Evangerion - Ikari Shinji ikusei keikaku?), un manga shōnen di Osamu Takahashi, anch'esso ad ambientazione scolastica e focalizzato sulle relazioni interpersonali dei protagonisti. È serializzato dal 2006 sulla rivista Shōnen Ace e conta attualmente (2014) sedici volumi pubblicati.
  • Evangelion: Cronache degli angeli caduti (新世紀エヴァンゲリオン 学園堕天録 Shin seiki Evangerion - Gakuen datenroku?), un manga shōjo di Ming Ming, pubblicato da marzo 2008 a dicembre 2009 sulla rivista Monthly Asuka e poi distribuito in 4 tankōbon.
  • Evangelion - Detective Shinji Ikari (新世紀エヴァンゲリオン 碇シンジ探偵日記 Shin seiki Evangerion - Ikari Shinji tantei nikki?), un manga realizzato da Takumi Yoshimura, che vede Shinji Ikari nei panni di un detective. È stato serializzato sulla rivista Monthly Asuka dal 24 febbraio al 24 novembre 2010[159] e raccolto in 2 tankōbon.
  • Petit Eva - Evangelion@School (ぷちえゔぁ〜EVANGELION@SCHOOL〜 Puchi Eva ~Evangerion atto sukūru~?), una serie parodistica in stile super deformed disegnata da Ryūsuke Hamamoto. È stata serializzata nel 2008 sulla rivista Monthly Shōnen Ace e raccolta in 2 volumi. Dal manga è stato tratto poi un ONA in computer grafica 3D di 24 episodi da 3 minuti l'uno.

Rebuild of Evangelion[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rebuild of Evangelion.

Nel 2006 Hideaki Anno annunciò la produzione di Rebuild of Evangelion (ヱヴァンゲリヲン新劇場版 Evangerion shin gekijōban?, lett. "Evangelion nuova versione cinematografica")[160], una tetralogia cinematografica i cui primi due capitoli avrebbero riassunto e reinterpretato la serie animata originale, distaccandosi da essa negli ultimi due con un ulteriore nuovo finale[161]. Prodotti coinvolgendo il vecchio staff dell'anime[162], la loro produzione è stata affidata allo Studio Khara, fondato dallo stesso Anno[163].

Il primo capitolo della tetralogia, intitolato Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone[164], è uscito nei cinema giapponesi il 1º settembre 2007[165] ed è stato distribuito nel circuito home video italiano da Dynit nel 2008[166] in differenti versioni[167][168], e proposto anche in Blu-ray Disc[169]. Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, il secondo capitolo, è uscito in Giappone il 27 giugno 2009[170] e distribuito in Italia da Dynit a partire da fine ottobre 2010[171]. Il terzo e penultimo capitolo, intitolato Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, è uscito nelle sale giapponesi il 17 novembre 2012[172] ed è stato proiettato in alcune sale italiane il 25 settembre 2013 all'interno del programma "Nexo Anime" proposto da Nexo Digital e Dynit[173]. L'edizione home video DVD e Blu Ray è stata pubblicata il 30 ottobre 2013[174].

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Videogiochi di Neon Genesis Evangelion.

Diversi videogiochi sono stati tratti dalla serie, nessuno di questi è stato però tradotto in italiano né pubblicato in Italia.

Film live-action[modifica | modifica wikitesto]

Un adattamento live action della serie animata fu annunciato al Festival di Cannes nel maggio 2003[175][176]. Il film sarebbe stato prodotto da ADV Films, Gainax e Weta Workshop[177], compagnia di effetti speciali digitali nota per il suo lavoro nella trilogia de Il Signore degli Anelli[176]. Il presidente della ADV Films, John Ledford, confermando le voci che circolavano sulla possibile produzione del film, disse: «Tra la qualità ed il significato del titolo della Gainax, l'abilità nella creazione di effetti speciali del leader del settore Weta, e la nostra esperienza in marketing e nella promozione di anime e contenuti correlati, questo progetto è veramente un'opportunità unica nella vita»[177]. Nel 2005, il capo della ADV, Matt Greenfield, affermò che il film sarebbe stato pronto in almeno un anno, «ma molto probabilmente in 3 o 4»[178], e nel dicembre dello stesso anno, Fortune Magazine riportò in un articolo relativo ai film della ADV che la casa di distribuzione aveva ottenuto circa «la metà dei 100-120 milioni di dollari» necessari per la realizzazione del film[179].

Nel 2006, la Weta realizzò e pubblicò sul proprio sito web[180] i primi bozzetti che sarebbero serviti per la realizzazione dei costumi, delle scenografie e degli effetti speciali, nei quali emerse che alcuni personaggi della serie avevano una denominazione differente: Rei Ayanami sarebbe diventata Ray, Asuka Kate Rose e Misato Susan Whitnall[181]. A seguito però, non si ebbero notizie, e le concept art sul sito ufficiale della Weta sono scomparse[N 11].

Un improvviso segnale di ripresa sembrò esserci nel maggio del 2009. Durante la cerimonia d'apertura dell'Anime Central Convention di Rosemont, rispondendo ad una domanda sul film, Greenfield ha dichiarato che la produzione sarebbe «iniziata molto presto, e non sto scherzando», affermando di non poter dare ulteriori dettagli a causa dell'avvicinarsi della firma dei contratti[182]. Qualche mese dopo, nel febbraio del 2010, il produttore del film Joseph Chou ha affermato che il progetto era ancora attivo, datando un possibile inizio della produzione nel 2011[183]. Tuttavia, nell'agosto di quell'anno, la ADV ha annunciato che a causa di inconvenienti legali riguardanti il contratto stipulato precedentemente con la Gainax ed alla relativa disputa per i diritti d'autore con la ADV[184], lo studio «ha perso l'opportunità di produrre il film»[185].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Reazioni[modifica | modifica wikitesto]

Foglio di francobolli dedicato a Neon Genesis Evangelion emesso dalle poste giapponesi.

All'indomani della sua uscita, Neon Genesis Evangelion ricevette un'accoglienza contrastante da parte di pubblico e critica, divenendo in breve tempo il centro di grandi polemiche tra la comunità di appassionati[186]. A riguardo, il pubblico si divise in due fazioni contrapposte, formate da chi sosteneva che Evangelion fosse la «più grande serie anime di sempre», e chi invece «la più sopravvalutata»[186]. Inoltre, furono motivo di critiche l'episodio 18, contenente scene di violenza ritenute non idonee ad un programma anime visto da bambini, e l'episodio 20, che mostrava implicitamente Misato e Kaji avere rapporti sessuali[187]. In particolar modo, gli ultimi due episodi della serie suscitarono accese discussioni dal momento della loro prima messa in onda[62], e sebbene furono apprezzati da numerosi fan, ne lasciarono altri insoddisfatti[51]. Come per la serie, anche qui si creò una contrapposizione tra chi sosteneva che fossero «profondi» e coloro che argomentavano che il loro significato fosse «più apparente che reale»[62]. A tal proposito furono intervistati i doppiatori nordamericani della serie, e loro stessi ammisero di avere avuto difficoltà a comprenderne il finale[188]. Questi negarono inoltre l'esistenza di supposti errori di traduzione in lingua inglese, sostenendo invece che «era l'originale giapponese ad essere incomprensibile»[189].

Nonostante le polemiche generate dagli episodi finali, Neon Genesis Evangelion acquisì un'enorme popolarità[53] ed una grande fama in tutto il mondo[190], soprattutto in Europa e Nord America[191][192]. L'anime inoltre è divenuto popolare anche nel mercato dei doujinshi[193][194], tra il pubblico sia femminile che maschile[71], e in Giappone la prima messa in onda dell'episodio finale raggiunse ascolti pari a 10 milioni di spettatori[53]. La serie ha attirato l'attenzione di intellettuali all'interno e al di fuori del Giappone[127] e divenne un fenomeno sociale che andò al di là del mero ambito degli appassionati d'animazione. Questa grande popolarità viene spesso denominata come il «fenomeno Eva»[195].

Nel 1996 e nel 1997, la serie raggiunse il primo posto nel sondaggio annuale sulla migliore serie anime compiuto dalla nota rivista Animage all'interno dell'Anime Grand Prix[196], ottenendo nel 1997 il triplo dei voti rispetto alla serie posizionatasi al secondo posto[197]. Il film The End of Evangelion conquistò anch'esso la prima posizione nel 1998, rendendo Evangelion il primo franchise anime ad imporsi tre volte consecutive al primo posto[198]. Nel medesimo sondaggio, come "miglior personaggio femminile" nel 1996 emerse Rei Ayanami, e nella categoria relativa alle sigle Zankoku na tenshi no These[196], sigla di apertura di Neon Genesis Evangelion; il risultato fu poi riconfermato anche nel sondaggio del 1997, che vide al primo posto nella categoria dei migliori personaggi maschili Shinji Ikari[197] (il quale ha mantenuto la prima posizione anche nel 1998[198]).

L'emittente televisiva TV Asahi riconobbe nel 2005 Evangelion al 20º posto tra le 100 serie animate televisive più popolari tra il pubblico giapponese[199][200], e al 2° in una classifica simile pubblicata nel 2006, superato solo da Fullmetal Alchemist[201][202]. Lo stesso anno, l'anime si classificò in prima posizione in un sondaggio sui migliori anime di sempre condotto su un campione di 80.000 fan giapponesi in occasione del decimo anniversario del Japan Media Arts Festival[203][204].

Nel 2007, i siti web One's Communication e Otaba condussero un'indagine riguardo agli otaku e ai fan di anime in Giappone; alla questione relativa a quale serie anime li abbia condotti a diventare otaku, gli intervistati diedero una grande varietà di risposte, ed Evangelion si classificò in seconda posizione tra i più votati, registrando un 2,7% di preferenze, sorpassato solo da Gundam (3,7% dei voti totali)[205]. In un sondaggio condotto nel 2010 dalla Tokyo Polytechnic University sull'aspetto della cultura giapponese che rappresenta meglio all'estero il concetto di Cool Japan, il franchise di Evangelion emerse al 6º posto all'interno della categoria dell'animazione giapponese con il 38% circa di voti[206]. Diversamente, nel mese di febbraio 2013, la società di ricerca Neo Marketing chiese in un sondaggio condotto su un pubblico di età compresa tra i 20 e i 69 anni quali potrebbero essere gli anime più raccomandabili per un pubblico estero, e nella lista dei titoli più votati Evangelion emerse al 7º posto[207][208].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Considerata da molti studiosi un capolavoro[209], Evangelion divenne la serie anime TV più acclamata del decennio[210][211], ed è stata valutata dalla critica in Giappone, e successivamente in America ed in Europa, come la serie anime televisiva di riferimento degli anni novanta[212]. Dal suo debutto nel 1995, è rimasta una delle serie più popolari ed influenti della storia dell'animazione giapponese[62].

Fotografia di Susan Napier, bionda signora di mezza età.
La critica statunitense Susan J. Napier, ha definito Evangelion e serial experiments lain «anime in grado di minacciare le convenzioni narrative»[213].

La critica e scrittrice Susan J. Napier ha definito Evangelion (assieme ad altri anime come Princess Mononoke e Ghost in the Shell) «un'opera straordinariamente complessa» e gli attribuisce il merito di aver diffuso nel mondo l'immagine e il concetto di "anime intellettuale"[214]. Il sito web Madman.com lo classifica al 1º posto nella sua top 20 anime[215], ed il sito IGN al 10º posto tra le sue serie animate più raccomandate (primo per quanto riguarda gli anime), poiché «nessun'altra serie anime è stata in grado di catturare la nostra attenzione con un'intelligente storia adulta di fantascienza»[216]. Simili commenti furono espressi anche da diversi critici e recensori sul web. Mike Hale del The New York Times lo definisce «un anime superiore, un racconto di robot giganti di inusuale profondità»[217], e Charles Solomon del Los Angeles Times «un'opera intrigante e sofisticata»[62]. Andrea Fontana, in una recensione sul sito Nonsolomanga.it, lo ha ritenuto, assieme a Cowboy Bebop, «la migliore serie mai realizzata in assoluto» ed «una pietra miliare dell’animazione nipponica»[218].

Charles McCarter di EX.org ha definito Evangelion «complesso e stratificato»[219], e Takagi Shinji gli attribuisce «ricchezza di storie e personaggi»[220]. Martin Theron, recensore di Anime News Network, ne ha elogiato il reparto tecnico, descrivendo il character design come «distintivo», ed il mecha design «tra i più caratteristici mai prodotti per una serie anime», ribadendo però che i meriti artistici e tecnici degli episodi a cui fa riferimento non siano «eccezionali per gli standard moderni»[221]. Ulteriori giudizi positivi a riguardo si ebbero anche da parte di Peter Cahill di EX.org, che elogiò gli episodi 3 e 4[222], e da Matt Jong di Anime News Network[223]. Il lato tecnico non è stato tuttavia pienamente apprezzato dai siti Anime-planet.com[224] e Animecritic.com[225], ed il recensore Raphael See di T.H.E.M. Anime.org dissente inoltre con l'affermazione che Evangelion sia «il miglior anime mai creato», come sostenuto da alcuni[226].

A sua volta, Mike Crandol di Anime News Network, riferendosi alle controversie suscitate nella comunità di appassionati dalla serie, afferma che con il tempo la si possa guardare «sotto una luce maggiormente obiettiva» e che «non sembra più contrito dire che Evangelion sia una delle opere d'animazione più grandi di tutti i tempi»[186]. Zac Bertschy, editor di Anime News Network, sostiene che la maggior parte delle critiche rivolte verso Evangelion derivino dal fatto che «agli spettatori non piace pensare»[227]. Dal canto suo, Allen Divers, sempre di Anime News Network, analizzando gli episodi dal 21 al 23, scrive che «visivamente, Evangelion rimane splendido e bellissimo», evidenziando quanto sia difficile seguirlo, per via dei toni sempre più drammatici e l'intreccio dei personaggi maggiormente complesso, tanto che «i personaggi e la trama di Evangelion darebbero complessi Freudiani»[228].

La serie e la relativa versione cinematografica hanno ricevuto anche importanti premi e riconoscimenti. Nel 1996 Neon Genesis Evangelion fu premiato agli Animation Kobe come miglior serie televisiva e Hideaki Anno per la migliore regia[229][230], riaffermandosi in seguito agli Animation Kobe dell'anno successivo, quando il videogioco Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend fu premiato come miglior software interattivo, i film Death & Rebirth e The End of Evangelion ricevettero lo "Special Audience Choice Award"[229], e Shirō Sagisu il premio per la migliore colonna sonora[231]. Successivamente la serie fu premiata anche ai Japan SF Awards[232], pareggiando con Gamōtei jiken di Miyuki Miyabe[233], ed al Japan Media Arts Festival del 1997 nella categoria relativa all'animazione[234][235].

Eredità culturale[modifica | modifica wikitesto]

Neon Genesis Evangelion è rimasta a distanza di anni dalla sua prima messa in onda una delle serie anime di maggior successo dell'animazione giapponese[236] ed ha contribuito in Giappone ad una riconsiderazione del valore culturale degli anime televisivi[237]. Secondo Hiroki Azuma, l'arrivo di Evangelion nel 1995 ha provocato una spaccatura nel settore dell'animazione giapponese, e la serie è rimasta imbattuta per i successivi dieci anni[238]. Azuma ha affermato, inoltre, che dopo il boom d'interesse per l'anime, la cultura otaku diventò un fenomeno sociale di massa[239][240]. A quanto sostenuto dal Mainichi Shinbun, Evangelion ha fatto nascere la cosiddetta «terza generazione otaku», composta dai giovani adulti che sono cresciuti leggendo il manga o guardando l'anime, di cui si dichiara appartenente anche lo scrittore Tatsuhiko Takimoto[59].

Giovane donna dai lunghi capelli rossi che indossa una tuta di latex rossa ed arancione.
Cosplayer di Asuka.

La serie ha avuto un impatto di notevole entità sul mercato[241] e nella cultura di massa giapponese[242]. Essa si colloca in un momento, la prima metà degli anni novanta, in cui l'animazione televisiva viveva una fase di crisi, determinata da una mancanza di idee e da una diminuzione di pubblico a fronte del progredire dei videogiochi casalinghi[243][244]. In seguito, Evangelion divenne in poco tempo un fenomeno ed inaugurò un nuovo duraturo periodo fertile per l'animazione televisiva[244], influenzando notevolmente le dinamiche dell'animazione seriale avvenire[243] ed innescandone un processo di radicale rinnovamento[245]. L'anime diede infatti inizio alla cosiddetta "nuova animazione seriale giapponese"[246], e mise a punto i canoni di una vera e propria rifondazione, tecnica e artistica, dell'animazione non soltanto televisiva[36]. Tra le innovazioni: una maggiore autorialità, la concentrazione delle risorse in un minor numero di episodi (13 o al massimo 26), un'impostazione registica ancora più vicina alla cinematografia dal vero, un drastico ridimensionamento del rapporto di dipendenza dai soggetti dei manga, ed una maggiore libertà dai vincoli del merchandising inteso come fonte d'ispirazione obbligatoria[247][248].

La "nuova animazione seriale" inaugurata dalla serie fece in modo che tutti i nuovi anime robotici si adeguassero alla nuova tendenza, e numerose serie successive hanno declinato il genere robotico-fantascientifico di derivazione nagaiana, come Brain Powerd e Terrestrial Defense Corp. Dai-Guard[249][250]. Secondo Keisuke Iwata di TV Tokyo, la diffusione globale dell'animazione giapponese si è ampliata notevolmente e rapidamente grazie ad Evangelion[251]. In Italia è stata una delle opere che ha contribuito a creare il cosiddetto "Second Impact", ovvero il secondo «boom» dell'animazione giapponese, chiamato così dai suoi appassionati facendo riferimento alla terminologia della serie[252].

Sia in maniera esplicita che implicita, molte serie successive ad Evangelion lo hanno evocato o ricalcato[253], ed anche a distanza di anni dal suo debutto è rimasta una delle serie più influenti della storia dell'animazione giapponese[254]. La sua influenza è visibile in opere successive quali serial experiments lain, RahXephon, Texhnolyze, Gasaraki, Boogiepop Phantom[86], Blue submarine no. 6[255], Mobile Battleship Nadesico[253], Dual! Parallel Trouble Adventure[256], Argento Soma[257], Generator Gawl[258] e Pilot Candidate[259]. In particolar modo, il personaggio di Droplet Ruriko Tsukushima fu creato sotto l'influenza di Rei Ayanami, e Ruri Hoshino di Mobile Battleship Nadesico fu concepita come una sua citazione[260]. Rei Ayanami può essere infatti considerato il prototipo dei personaggi mukuchi — termine usato dagli appassionati di anime per definire i personaggi che non parlano se non è necessario e che non mostrano emozioni parlando. Rei ha reso popolare questo particolare elemento moe, visibile in altri personaggi successivi come Yuki Nagato de La malinconia di Haruhi Suzumiya[108]. Ne rappresentano una ricalcatura Miharu di Gasaraki[261] e Vanilla H di Galaxy Angel[262], e sue variazioni sono ricorrenti in altre opere, come Anthy Himemiya di Utena la fillette révolutionnaire, e Lain Iwakura di serial experiments lain[263], che sembra avere analogie anche con Shinji[264]. Il personaggio di Asuka fu parodiato da Excel, personaggio principale di Excel Saga[265], ed i suoi elementi furono rielaborati da Mai di Gunparade March[266].

Anche il mecha design, caratterizzato da una maggiore somiglianza alla figura umana, ed il design "astratto" degli Angeli, ebbero un impatto considerevole nelle produzioni di genere successive[267]. Altri animatori presero Evangelion come fonte d'ispirazione, come Tomoki Kyoda, creatore di RahXephon[59], e negli anni successivi ad Evangelion si manifestò un boom per gli anime in generale[53]. Il regista d'animazione Makoto Shinkai ha dichiarato di essere stato influenzato da Hideaki Anno e di aver apprezzato gli ultimi episodi della serie, tanto da ritenerli «straordinari»[268]. Secondo Shinkai, Evangelion gli ha insegnato che gli anime non devono sempre avere "un sacco di azione", e che «a volte parlano anche di parole o addirittura di mancanza di parole»[269]. L'attore americano vincitore del premio Oscar Robin Williams, ha ammesso di essere fan di Evangelion[270], ed il regista Wes Anderson lo ha posto nella top 5 dei suoi show preferiti[271]. Anche lo stesso Hideaki Anno riutilizzerà molti dei concetti stilistici della serie in produzioni successive, quali il suo live-action Love & Pop, e l'anime sentimentale Le situazioni di Lui e Lei[255]. Sono presenti citazioni e omaggi ad Evangelion nel terzo episodio di Abenobashi[272], nella serie OAV FLCL[273], in Koi Koi Seven[274], Baka to test to shōkanjū[275], Claymore[276], Hayate no gotoku![277], Keroro[278][279], e nel film americano One Hour Photo[280]. Al di fuori del campo riguardante gli anime, il gruppo rock britannico Fightstar ha utilizzato immagini e temi della serie per il proprio album Grand Unification[255][281], e dal nome del personaggio di Rei Ayanami deriva quello della band giapponese Rey[282].

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Una vettura da corsa a ruote coperte corre in pista.
Una Evangelion RT Test Type-01 Apple Shiden, modello di automobile da corsa con la livrea ispirata ai colori dell'EVA 01.

In Giappone il merchandising di Evangelion ha incassato centinaia di milioni di dollari[283], e numerosi sono i suoi prodotti in commercio[284], come telefoni, computer portatili[285], CD, videogiochi, e modelli da collezione di ogni sorta[130]. Al tempo dell'uscita nelle sale giapponesi dei film Death & Rebirth e The End of Evangelion, il merchandise sulla serie raggiungeva già i 300 milioni di dollari di incassi, del quale il 70% circa era rappresentato da vendite per il mercato home video e Laserdisc (che avevano venduto 2 milioni di copie circa), tre CD della colonna sonora (900.000 copie), altri tre singoli (800.000 copie), CD-ROM (200.000 copie), ed i tre volumi manga sino ad allora pubblicati (3,5 milioni di copie)[286]. Anche il merchandise relativo alle protagoniste femminili dell'anime portò a notevoli incassi[287], ed in particolar modo per quello relativo a Rei Ayanami[288][289], tanto popolare da essere stata definita dai media come «la premium girl»[290].

Lo sfruttamento commerciale dell'anime per il mercato home video toccò record di vendite[291], e rimase stabile anche a un decennio di distanza dalla prima messa in onda[292]. Le singole uscite home video della serie, infatti, superarono costantemente le 50.000 copie vendute, con punte che sfiorarono le 75.000 copie, ossia il doppio o il triplo degli anime più venduti di sempre fino ad allora[129]. Con Evangelion lo studio Gainax cominciò a vendere giochi e software come mai prima d'allora[293], ed anche la società Bandai, che inizialmente si mostrò riluttante a commercializzare i modellini dei mecha[267], cominciò a produrre a gran ritmo prodotti su di essa[294]. L'anime generò un impatto sull'economia del Giappone calcolato in miliardi di yen, contribuendo inoltre in modo determinante alla diffusione del DVD, che andò a sostituire il Laserdisc[129]. Difatti la nuova politica commerciale inaugurata dalla serie, successivamente seguita da tutti gli altri produttori, non vedeva più nella messa in onda un traguardo per l'animazione seriale, ma un modo per facilitare la vendita dell'home video[129].

Al 1998 Evangelion ha incassato nel solo Giappone 800 milioni di dollari nel mercato home video, 400 milioni dal relativo merchandising[212], e secondo una stima del 2007, le vendite di prodotti correlati al suo franchise ammontavano in totale a circa 150 miliardi di yen[295].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «Il titolo originale della serie, Shinseiki Evangelion, è composto da due parti: il composto giapponese Shinseiki, «nuova era» o «nuova generazione», e la parola greca Evangelion «buona notizia» da cui derivò il termine «vangelo». Il titolo inglese Neon Genesis Evangelion, scelto originariamente dalla Gainax, consiste nelle parole greche neon, la forma neutra della parola neos («nuovo» o «giovane»), genesis («origine», «fonte» o «nascita, razza») ed evangelion» cfr. Cavallaro, op. cit., p. 54
  2. ^ «It's strange that Evangelion has become such a hit — all the characters are so sick!» cfr. Wong, op. cit.
  3. ^ «Evangelion is my life and I have put everything I know into this work. This is my entire life. My life itself.» cfr. Eng, op. cit.
  4. ^ «I didn’t have any interest in studying human psychology in the past. I only took a course about it at university, but I suppose I always had something in my mind to analyze human psyche. I thought I wasn’t interested in humans very much, but then, when I started talking about myself, I needed words to explain. So, I started reading books on psychology. From Episode #16, EVANGELION’s story went into the direction to ask just what the human mind is all about inside. I wrote about myself. My friend lent me a book on human psychological illness and this gave me a shock, as if I finally found what I needed to say.» cfr. (EN) Miyako Graham, Anecdotes from Mr. Hideaki Anno in Protoculture Addicts, nº 43, Protoculture Inc., 1996, pp. 40-41.
  5. ^ «Le ansie paralizzanti subite dagli individui e le società raffigurate [...] [in Evangelion] catturano una nozione veramente globale di "disagio della civiltà"» cfr. Cavallaro, op. cit., p. 59
  6. ^ «Nell'episodio finale, Anno si stava chiaramente riferendo a Freud e forse Lacan quando la voce invisibile nella mente di Shinji gli spiega che egli crea la sua personalità in primo luogo attraverso la dissociazione con la madre e poi distinguendosi dagli altri» cfr. Napier 2002, op. cit., p. 434
  7. ^ «[...] diventa chiaro che ciò che è in gioco per la Nerv, la Seele, e anche gli Angeli è una sorta di ritorno ad un grembo originario» cfr. Ortega, op. cit., p. 219
  8. ^ «This show really is interesting, isn't it? I never realized how interesting it was» cfr. (EN) Anno's new baby in Newtype Usa, vol. 5, nº 12, dicembre 2006, p. 30.
  9. ^ «Evangelion is like a puzzle, you know. Any person can see it and give his/her own answer. In other words, we're offering viewers to think by themselves, so that each person can imagine his/her own world.» cfr. Cavallaro, op. cit., p. 70
  10. ^ A queste si deve aggiungere TV Aichi, dove la serie veniva trasmessa in unica replica nello slot orario delle 7:35 - 8:05 del secondo giovedì successivo alla prima messa in onda.
  11. ^ L'indirizzo originario della galleria delle concept art è ora un redirect al rinnovato sito della Weta, dove l'unico risultato della ricerca del termine "Evangelion" è la scheda del designer Christian Pearce, il quale riferendosi al progetto live action di Eva afferma: "Pity it bummed out." ("Peccato che sia fallito").

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

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