Rei Ayanami

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« L'uomo ha da sempre temuto l'oscurità e per poter sopravvivere ha squarciato le tenebre con il fuoco. »
(Rei Ayanami, Neon Genesis Evangelion, episodio 11[1])
Rei Ayanami
Rei Ayanami.jpg
Universo Neon Genesis Evangelion
Nome orig. レイ 綾波 (Rei Ayanami)
Lingua orig. Giapponese
Autore Yoshiyuki Sadamoto
Studio GAINAX
1ª app.
  • Anime: Episodio 1
  • Manga: Capitolo 2
Voce orig. Megumi Hayashibara
Voce italiana Valentina Mari
Sesso Femmina
Data di nascita 2001
Parenti

Gendō Ikari (tutore legale)

Rei Ayanami (綾波 レイ Ayanami Rei?) è uno dei protagonisti dell'anime del 1995 Neon Genesis Evangelion, sceneggiato e diretto da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio è apparso anche in altre opere derivate dall'anime, quali diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School, e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. È doppiato nella versione originale da Megumi Hayashibara[2][3][4], e in quella italiana da Valentina Mari[5].

Nella serie Rei Ayanami è il "First Children", scelta per divenire pilota dell'Unità Evangelion 00 e combattere in questo modo assieme agli altri "Children" contro i nemici dell'umanità conosciuti come Angeli. Ragazza taciturna e schiva[6], sembra avere in principio un legame affettivo con Gendo Ikari, che diviene maggiormente conflittuale con il susseguirsi degli eventi, ed in particolar modo nel film The End of Evangelion, nel quale ha una ruolo di grande importanza per la trama.

Personaggi di notevole influenza e di grande popolarità tra gli appassionati di anime[7][8], ha ricevuto diversi riconoscimenti e vinto numerosi sondaggi di popolarità, sia per la sua apparizione nella serie animata e nel film The End of Evangelion, che nel successivo Rebuild of Evangelion.

Creazione e sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Una foto del cacciatorpediniere Ayanami, che ha dato nome al personaggio.

Come spiegato dal regista della serie animata, Hideaki Anno, egli ha attinto il nome del personaggio da Rei Hino dell'anime Sailor Moon, anche in virtù del fatto che volesse in tal modo attirare nello staff di Evangelion Kunihiko Ikuhara, direttore di Sailor Moon, tentativo che tuttavia non ebbe successo[9]. Inoltre, sempre in base a quanto dichiarato dal regista, il suo cognome proviene dal nome di una nave della Marina Imperiale Giapponese[9], ovvero l'Ayanami (綾波? lett. "Onda spigata")[10].

Quando il mangaka Yoshiyuki Sadamoto discusse con Anno sul character design da dare al personaggio, il regista gli rispose che era necessario dipingerla «come una ragazza amaramente infelice con scarso senso di presenza»[11]. Sadamoto trasse ispirazione nel disegnare Rei da una canzone della band giapponese Kinniku Shōjo Tai, Hotai de Masshiro na Shojo (lett. "La ragazza bianca con le bende"), e per la base del suo aspetto fisico prese come modello Ukina, un personaggio della sua opera precedente Koto no Oni[12][13]. Anno richiese un personaggio «cool con i capelli corti», ed originariamente Rei fu pensata bruna con gli occhi scuri; tuttavia c'era la necessità di distinguerla a prima vista dall'altra protagonista Asuka Sōryū Langley anche in inquadrature da lontano, e perciò Sadamoto la disegnò con i colori degli occhi e dei capelli invertiti rispetto a quest'ultima[14]. Il personaggio fu pensato originariamente, infatti, come l'esatto opposto di Asuka[15]. Anno stesso suggerì di farle gli occhi rossi, caratteristica che permise di dare al personaggio una maggiore personalità[12]. Inoltre, la peculiarità dei suoi capelli blu ricordavano il protagonista di Blue Uru (蒼きウル Aoki Uru?), il sequel del film Le ali di Honneamise fallito prima della produzione di Evangelion[16].

Nella creazione del quattordicesimo episodio della serie televisiva, in cui è presente un lungo monologo-poesia di Rei, Anno riteneva necessario sviluppare il personaggio, in quanto da tempo aveva dimenticato di «esplorare che tipo di persona fosse Rei»[17]. All'inizio, aveva intenzione di rendere Rei un personaggio affetto da schizofrenia, ma quando provò a scrivere la sceneggiatura, non riuscì a pensare a niente. Così consultò alcuni suoi amici, che gli prestarono un volume di Bessatsu Takarajima sulle malattie mentali, nel quale era contenuta una poesia scritta da un pazzo. La poesia colpì particolarmente Anno, e si ispirò ad essa per il monologo di Rei[17].

Anno ha dichiarato, riguardo allo sviluppo del personaggio durante la produzione della serie televisiva[18]:

(JA)
« 「実は僕、レイって、全然思い入れないんですよ」

「『エヴァ』を作ってる最中でも、ハッと気がついたら、僕、忘れてましたからね。 彼女の存在すら。七話なんて、思い出してレイのシーンを1カット足したぐらいです。全然思い入れがなかったですね。 そこが良かったんだと思います。 八話なんか、出て来ないですかね。一カットも出て来ない」 「最後でレイの「どうしたらいいかわからないの」っていう台詞に、シンジが「笑えばいいと思うよ」って言った時に、 レイが笑顔を見せると。(略)後になって考えたら「しまった!」と。 つまり、そこでシンジとコミュニケーション取っちゃったら、終わりじゃないかと。 その瞬間に僕の中で、レイって終わっちゃったんですよ、一度」

「笑ったところで、もうおしまいじゃん、このキャラクターって」 »

(IT)
« La verità è che non ho nessun tipo di legame con Rei. Nel bel mezzo della produzione di Eva, mi resi improvvisamente conto di averla dimenticata. Proprio della sua stessa esistenza. Per esempio, nel settimo episodio, me ne sono ricordato e ho aggiunto una scena con Rei. [...] Penso che fosse giusto, perché nell'episodio otto, lei non appare, giusto? Nemmeno in una singola scena. [...] Alla fine [dell'episodio 6] Rei dice: "Non so come dovrei sentirmi" e Shinji dice: "Penso che dovresti sorridere" e Rei sorride... In seguito, quando ci ho ripensato, ho imprecato. In breve, se lei e Shinji stavano completamente "comunicando", allora per lei non era finita? [...] Quando sorrise, come personaggio era già concluso. »
(Hideaki Anno)

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio di Rei venne doppiato in giapponese da Megumi Hayashibara, nella serie animata originale, nei relativi film del 1997 Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion[19][20] e quelli che compongono la tetralogia Rebuild of Evangelion. Hayashibara nel 1995, mesi prima che iniziasse la programmazione della serie in Giappone, dichiarò di essere rimasta «sorpresa» del fatto di dovere doppiare una ragazza che non parla molto, aggiungendo che avrebbe dovuto «sfidare qualcosa di nuovo»[21]. Come osservato dalla doppiatrice, negli anime di allora non erano ancora presenti personaggi taciturni e freddi. In particolar modo, la Hayashibara ha affermato: «Ho percepito la mia strada all'interno personaggio come meglio potevo»[22].

A quanto dichiarato dalla Hayashibara, durante il suo "incontro" con Evangelion e Rei, è stata in grado di andare in «profondità, nel profondo dell'anima, dove si fa buio, e più si cerca di vedere più si è vicini al punto di diventare ciechi». Lo stesso Hideaki Anno la istruì in proposito richiedendole di leggere le proprie battute nel modo più piatto possibile, nonostante sostenesse che il personaggio «non è che non abbia emozioni, solo che non sa cosa siano»[23][22].

Con il ruolo di Rei Ayanami Hayashibara ebbe un enorme impatto sulla comunità di appassionati di anime[24] ed ottenne grande popolarità come idol[25]. In Italia invece il personaggio è stato doppiato da Valentina Mari. Secondo Gualtiero Cannarsi, come per altri personaggi di Evangelion, Rei ha riservato alcune difficoltà per quanto riguarda la selezione della voce e di interpretazione: ad esempio Valentina Mari dovette incidere il monologo interiore di Rei del quattordicesimo episodio ben 52 volte[26].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Rei è il "First Children"[27] e colei che pilota l'Unità 00[28][29]. La sua data di nascita è sconosciuta[30] sebbene si sappia che durante gli eventi di Neon Genesis Evangelion ha 14 anni[31]. A differenza di Shinji Ikari, pilota dell'Unità 01, Rei si stava esercitando per sincronizzarsi con l'Eva 00 da diversi mesi prima della ricomparsa degli Angeli[32]. Il suo aspetto e la sua voce sono molto simili a Yui, madre di Shinji, poiché la ragazza è stata creata utilizzando la mappa del DNA della donna, a cui sono stati aggiunti segmenti di codice genetico di Lilith. Nel 2010, un suo primo clone venne portato da Gendo Ikari nella base del Gehirn, società responsabile della costruzione dei mecha Evangelion. Quest'ultimo comunicò al personale che si trattava della figlia di un conoscente, di cui si stava prendendo cura. Questa prima Rei viene uccisa strangolata dalla scienziata e dottoressa Naoko Akagi[33][34], amante di Gendo e responsabile della realizzazione delle Unità Evangelion, poiché Rei le riferisce che Gendo la riteneva «vecchia e seccante»[35].

A questa prima Rei, ne è susseguita una seconda, che appare dal primo episodio e che si sacrifica al fine di distruggere il 16° Angelo, Armisael, e successivamente sostituita con una terza ed ultima Rei. Gli altri cloni, situati nel Terminal Dogma, vengono poi distrutti da Ritsuko Akagi, figlia di Naoko[36][37]. Nel film The End of Evangelion, l'ultima Rei si fonde contro la volontà di Gendo a Lilith, causando così il Third Impact e la fusione di tutte le anime degli esseri umani[38].

Personalità[modifica | modifica sorgente]

«Rei-chan è molto popolare... Penso sia una persona molto tranquilla, che non desidera particolarmente parlare e che non si lamenta. In Giappone credo che ragazze come lei siano molto ricercate. [...] Per quanto riguarda Rei-chan, è stata creata per essere un pilota di Evangelion... in altre parole, lei è un clone di un essere umano. [...] È stata creata al solo scopo di essere un pilota di Evangelion e non sono per niente sicuro che ne sia felice.»
Hideaki Anno, regista della serie animata[39].
(EN)
« She doesn't know emotion, so there's no difference between what she says and feels; there's nothing ulterior about her. At first sight, then, you may theorize: that is where her very great beauty comes from, this surface, not without depth, but with the absence of its necessity--someone truly mystical. No; Rei's beauty comes from the truth that she has feelings. [...] And when I found the warmth below the coldness in her words, I synchronized with Rei for the first time. »
(IT)
« [Rei] non conosce alcuna emozione, dunque non c'è differenza tra quello che dice e quello che prova; non c'è nient'altro da dire su di lei. A prima vista, quindi, si può ipotizzare: è da qui che proviene il suo grande fascino, questa superficialità, che non vuol dire assenza di profondità interiore, ma assenza della necessità di possederla: davvero qualcosa di mistico. No; la bellezza di Rei sta nel fatto che in verità lei ha dei sentimenti. [...] E quando ho trovato il calore sotto la freddezza delle sue parole, mi sono sincronizzata con Rei per la prima volta. »
(Megumi Hayashibara, doppiatrice di Rei del doppiaggio originale[23])

Rei Ayanami è una ragazza taciturna e schiva, che limita il più possibile i rapporti con il prossimo ed esegue meccanicamente qualsiasi ordine le venga impartito, anche i più crudeli[32][6]. È estremamente introversa[40], socialmente distaccata, non parla con nessuno ed ha costantemente un'espressione cupa[41]. Hideaki Anno ha descritto in un'intervista Rei come una ragazza che è a conoscenza del fatto che, nel caso in cui morisse, qualcun altro la sostituirebbe, e per questo non apprezza particolarmente la sua vita. Secondo Anno: «La sua presenza, la sua esistenza — apparente esistenza — è effimera. È una ragazza molto triste». Inoltre, Rei ha solo il minimo indispensabile di ciò che necessita di avere, danneggia sé stessa, e «non ha bisogno di amici»[42]. Quando Shinji chiede a Rei il motivo per cui piloti l'Eva, lei risponde che «è il suo legame», tra lei e gli altri. Quest'ultima infatti si dedica alla lotta per proteggere gli esseri umani, come se questo fosse l'unico suo punto di collegamento con gli altri[43]. Tuttavia, dietro il suo atteggiamento freddo, soffre di solitudine[43], e affronta sentimenti di alienazione per via del suo essere un clone[44]. Inoltre allo stesso modo in cui l'essere vegetariano di Anno[45] influenzò Nadia, protagonista de Il mistero della pietra azzurra[46], così si riflette in Rei, la quale afferma quanto la carne la "ripugni"[47].

Negli ultimi due episodi della serie, come altri personaggi, effettua una sua autoanalisi, che si spinge oltre alla psicoanalisi per giungere alla metafisica. In un primo momento, Rei accusa sé stessa di essere «un corpo e un'anima fasulli»; successivamente, la sua voce interiore afferma che si sia formata tramite il contatto con le altre persone e si accusa di essere spaventata dall'idea di poter svanire e di scomparire «dall'animo delle persone». A questo, Rei risponde freddamente dicendo che «Sono felice. Perché io voglio morire. Ciò che ambisco è la disperazione. Voglio tornare al nulla»[48].

La doppiatrice inglese del personaggio, Amanda Winn-Lee, sostiene che sia errato dire che Rei sia completamente priva di personalità, come si può pensare in un primo momento, sottolineando che altrimenti il personaggio «non sarebbe interessante». Winn-Lee ha affermato che in lei vi è «una piccola scintilla di umanità», offuscata da «questo grande senso di autostima negativa e la presa di coscienza di essere sacrificabile»[49]. A riguardo, la doppiatrice ha sostenuto che sebbene lei sappia di essere effettivamente sostituibile, è «ancora umana»[50]. Analogamente, il character designer Sadamoto ha dichiarato: «Rei è inespressiva, ma significa che non sente emozioni, o che è semplicemente incapace di esprimerle?»[51]. Alla fine del sesto episodio della serie infatti, è presente una scena in cui Shinji piange di gioia di fronte a lei per il fatto che sia ancora viva dopo una cruenta battaglia, e Rei afferma di non sapere che cosa dovrebbe provare in momenti del genere. Shinji le risponde dicendo che dovrebbe sorridere, e Rei sorride, dopo un attimo di esitazione. In questo dialogo emerge che Rei effettivamente non sappia esprimere le sue emozioni, e non che non ne possa provare. In quell'occasione inoltre per la prima volta ne ha volutamente mostrato una, cosa che farà poche volte nel corso della serie[41].

Differentemente dagli altri personaggi di Evangelion, i quali durante la serie affrontano crisi esistenziali e si chiedono per cosa stiano lottando, Rei non affronta nessun problema del genere. In realtà, lei non si domanda il perché sia viva, ma il perché non muoia ancora[41]. Nel corso degli eventi, si impegna in atti drastici che le potrebbero costare la vita; sotto questo aspetto infatti è molto nichilista[52], e non si preoccupa della morte, in quanto un semplice clone della madre di Shinji che potrebbe essere facilmente sostituito da un altro. In una certa misura, accoglie la morte come se questa fosse l'unico modo per dimostrare di aver vissuto[41].

Versioni alternative[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultimo episodio della serie animata, in una scena viene presentato un mondo parallelo con una storia completamente differente dal resto della serie, in cui Rei appare come una nuova compagna di classe[53] di Asuka e Shinji, e possiede una personalità completamente diversa[54] ed irascibile[48]. Anche lo spin-off Evangelion Iron Maiden, ambientato in questa realtà alternativa, e l'original net anime Petit Eva - Evangelion@School, parodia della serie animata originale, presentano la stessa versione estroversa di Rei[55][56]. Nell'adattamento manga di Yoshiyuki Sadamoto, Rei appare più empatica e aperta al contatto umano rispetto alla sua versione animata, prendendo infine coscienza dei propri sentimenti, composti di tristezza ed affetto verso Shinji[57]. Viene suggerito inoltre che il rapporto con Shinji è il motivo principale di questo suo cambiamento; infatti fino alla battaglia contro l'Angelo Armisael si allude al fatto che la ragazza sia innamorata del giovane.

Nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, l'umanità ed il calore di Rei sono molto più evidenti rispetto alla serie animata[58]. Durante la pellicola la ragazza appare frustrata per via del fatto che non possa avere un'esistenza normale[59]. Insoddisfatta della sua vita senza passioni, Rei cerca quindi di essere più coinvolta socialmente[60].

Riferimenti culturali[modifica | modifica sorgente]

Analogamente ad altri personaggi di Evangelion, i quali possiedono similitudini con alcune divinità del pantheon della religione shintoista, Rei è collegata alla dea del Sole Amaterasu[61]. Inoltre, i tre cloni di Rei apparsi nella serie, possono essere rispettivamente ricondotti ai tre stadi in cui l'anima si evolve secondo la Cabala, ossia Nefesh (fonte della vitalità animale), Ru'ha (l'anima, frutto dell'innalzamento dell'uomo dal suo aspetto puramente biologico), e Neshamah (lo spirito, che si ha quando l'uomo si riconnette con Dio)[62].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Rei Ayanami è divenuta un personaggio di enorme popolarità tra gli appassionati di anime e manga sin dall'anno d'uscita di Evangelion, e soggetto di molteplici fan fiction[63], fan art e doujinshi[64]. Nel 1996 e nel 1997, Rei emerse al primo posto nella categoria relativa ai migliori personaggi anime femminili nel sondaggio annuale "Anime Grand Prix" condotto dalla rivista giapponese Animage, ricevendo nel 1996 il doppio dei voti rispetto al personaggio posizionatosi al secondo posto[65][66]. Nel 1998, scese di posizione classificandosi al 5º posto, rimanendo ancora il personaggio femminile più popolare di Evangelion[67]. In seguito, TV Asahi la riconobbe al 36º posto tra i 100 personaggi anime più popolari nel 2002; nella classifica era l'unica eroina di Evangelion, superando anche Shinji Ikari, apparso invece al 77º posto[68]. Successivamente, in una classifica dalla stessa TV Asahi sulle 100 scene anime più forti, la scena di Evangelion in cui «Ayanami sorride a Shinji per la prima volta» si classificò al 14º posto, e quella del suicidio di Rei al 53°[69]. TV Asahi riconobbe in seguito la scena del «primo sorriso di Ayanami» al 45º posto all'interno di una classifica simile[70], e quella del «suicidio di Ayanami Rei» al nono posto tra le scene più toccanti[71]. Inoltre, la scena «dell'incontro tra Shinji e Ayanami» si posizionò anch'essa in un'altra classifica sulle 100 scene anime più forti di TV Asahi, raggiungendo il 16º posto in classifica[72]. In ogni caso, tutte le scene di Evangelion apparse nelle varie classifiche coinvolgono direttamente il personaggio.

Cosplayer di Rei Ayanami con la Lancia di Longinus tra le mani[73].

Nel 2007, Rei Ayanami si è imposta al 37º posto tra i 100 personaggi anime più popolari secondo la rivista Animage[74]. Nel medesimo anno, il sito di sondaggi giapponese Ranking Japan ha posto su un campione di 200 persone, di età compresa tra i venti ed i trent'anni, un sondaggio intitolato «Quale personaggio anime vorresti che fosse tuo amico?», nel quale emerse Rei al nono posto nella classifica[75][76]. Parallelamente, in un sondaggio condotto dal sito Recochoku sul personaggio da cui gli intervistati desiderino ricevere in regalo del cioccolato per il giorno di San Valentino, Rei si è classificata in sesta posizione[77]. Nell'agosto 2009, Rei ha conquistato il quarto posto nella classifica dei personaggi femminili più popolari della rivista Newtype, e nel mese di settembre il secondo[78][79], in entrambi i casi però in una posizione più bassa rispetto all'altra protagonista di Evangelion Asuka Sōryū Langley[78]. Nel mese di ottobre invece, Rei salì in terza posizione, mentre Asuka scese alla decima, divenendo così il personaggio femminile più popolare di Evangelion[80]. L'anno seguente, nel marzo 2010, venne valutata il personaggio più popolare degli anni novanta secondo i lettori della rivista[81].

Il personaggio di Rei è divenuto oggetto di varie analisi da parte di diversi critici e studiosi. Secondo Hiroki Azuma, Rei «ha dimostrato di essere un personaggio estremamente impressionante», grazie anche alla performance della doppiatrice Megumi Hayashibara[82]. Secondo il sito Anime-planet.com tuttavia, Rei Ayanami, considerato il personaggio «di gran lunga più interessante» di Evangelion, non è approfondito quanto dovuto; dal punto di vista del recensore infatti, nonostante ci siano delle interessanti rivelazioni concernenti il personaggio, non si scoprirà mai la verità dietro alla sua persona, ed «è il suo unico rammarico» riguardo ai personaggi di Evangelion[83]. Il sito web Animecritics.com scrive che Rei è assolutamente priva di personalità di cui poter parlare e «rimane un enigma per la maggior parte della serie»[84]. Similmente, Raphael See di Themanime.org, che ha trovato la caratterizzazione dei personaggi di Evangelion «un po' irritante», afferma, a proposito di Rei: «Perché a così tante persone nel mondo piace così tanto?»[85]. Secondo il sito giapponese Oricon, il personaggio di Rei è diventato il simbolo stesso di Evangelion[86]. Thomas Zoth di Mania.com lo pone al 10 posto tra le 10 eroine anime più iconiche, per via della sua grande popolarità e influenza su altri personaggi successivi[87], ed il sito IGN al decimo tra i 25 personaggi anime migliori di tutti i tempi, sottolineando la differenza sostanziale tra Rei e le centinaia di eroine simili ad essa create dopo il successo di Evangelion e il suo «concetto di personaggio molto influente»[88]. Analogamente, il Nihon Keizai Shimbun la descrive come una «dea fasciata», icona degli anime giapponesi[89].

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

Riproduzione dell'uniforme scolastica indossata da Rei.

Rei Ayanami, sintesi di diverse tipologie di personaggi, è diventato un personaggio di grande popolarità ed influenza[8], e rappresenta un punto di svolta nella cultura otaku[90]. Al fine di sfruttare la grande popolarità di Rei, anche in altre serie anime furono inserite ragazze taciturne e misteriose come lei[87]. Dopo il successo di Evangelion nel 1995 infatti, apparvero dozzine, se non centinaia, di eroine anime quasi esattamente uguali a lei (flessibili, passive, e senza emozioni)[88], e molti critici affermano che Rei abbia dato l'avvio al boom del moe negli anime[87]. Dopo il suo successo, negli anime l'attenzione si è focalizzata su personaggi con tratti moe al posto della storia[8]. Sotto questo aspetto, il ricercatore Hiroki Azuma sostiene che negli ultimi anni novanta i personaggi strettamente simili a Rei furono creati e consumati su scala massiccia nei fumetti, negli anime e sul mercato, seppur ciò non è propriamente dovuto all'influenza diretta di Evangelion e di Rei[91], quanto al fatto che quest'ultima "cambia le regole" degli elementi moe alla base della stessa cultura otaku[92]. Di conseguenza a ciò, anche i produttori che non si basarono direttamente su Evangelion, incominciarono a produrre personaggi assimilabili a quello di Rei, utilizzando nuovi elementi moe come capelli blu, pelle pallida, e personalità mite[93]. Tra i personaggi creati sotto una sua diretta influenza vi sono Tsukishima Ruriko di Droplet, e Ruri Hoshino di Martian Successor Nadesico, che ne costituisce una citazione[94][95]. Ne rappresentano una ricalcatura Miharu di Gasaraki[96] e Vanilla H di Galaxy Angel[97], e ne presentano affinità Neya di Mugen no Ryvius[98], Aruto Kirihara di Kagihime Monogatari Eikyū Alice Rondo[99], Anthy Himemiya di Utena la fillette révolutionnaire, e Lain Iwakura di serial experiments lain[100][101].

Rei è considerato il prototipo dei personaggi «mukuchi» (lett. "senza bocca"), termine usato dagli appassionati di anime per descrivere personaggi che non parlano se non è necessario e non mostrano emozioni parlando. Questo particolare elemento moe è stato reso popolare da Rei, ed altri personaggi lo hanno ripreso, come Eva di Black Cat, Ai Enma di Hell Girl, e Yuki Nagato di La malinconia di Haruhi Suzumiya[41]. Oltre a quest'ultima[102], sono state paragonate a Rei Ayanami Yuzuriha Inori di Guilty Crown[103], Miyu di Mai-HiME[104] e Ai di i-wish you were here - vorrei tu fossi qui[105]. Rei inoltre è un personaggio utilizzato comunemente nei doujinshi hentai, ed ha reso popolare il look delle bende, che è ormai diventato quasi un marchio di fabbrica della sua immagine ed una caratteristica comune nei cosplay[41].

Al di fuori del campo degli anime, il cantante del gruppo giapponese Bump of Chicken, Motoo Fujiwara, famoso per essere fan di videogiochi ed anime, ha usato il personaggio di Rei per il testo della canzone Arue (アルエ?)[106]. Inoltre, dal nome di Rei Ayanami proviene quello della band giapponese Rey[107]. La protagonista del romanzo italiano Comunque vada non importa di Eleonora Caruso, Darla, è appassionata del personaggio[108], che è ritratto sulla stessa copertina del libro[109].

Cosplay[modifica | modifica sorgente]

Un cosplay di Rei.
(EN)
« The design concept in Eva was that the characters themselves should lean towards a relatively subdued appearance. But the plug suits! Gaudy as hell. Embarassing--I mean, they almost look like, y'know, body paint. Naturally, I thought the cosplayers wouldn't even consider attempting it. But there were, at the December '95 Comic Market, the February '96 Wonder Festival, at the... You know, I hate crowds, so ordinarily the whole cosplay scene is no more than a distant reality. But this... this, I had to see. Specifically, I had to see the girls in sky-blue wigs, wearing white plugsuits. Mmmm. I had to see it. »
(IT)
« Per il design concept in Eva i personaggi stessi avrebbero dovuto propendere verso un aspetto relativamente contenuto. Ma le plugsuit! Sgargianti da morire. Imbarazzante. Voglio dire, sembrano quasi, insomma, body painting. Naturalmente, ho pensato che i cosplayer non avrebbero nemmeno preso in considerazione il tentativo [di indossarle]. Ma c'erano, al Comic Market del dicembre 1995, al Wonder Festival del febbraio 1996... Sapete, io odio le folle, così solitamente l'intera scena di cosplay non è nient'altro che una realtà distante. Ma questo.. questo, ho dovuto vederlo. In particolare, ho visto ragazze con parrucche celesti, che indossavano plugsuit bianche. Mmmm. Dovevo vederlo. »
(Yoshiyuki Sadamoto[110])

Durante l'evento Anime Expo tenutosi a Los Angeles nel 2008, la cantante giapponese Shōko Nakagawa ha fatto per l'occasione la cosplayer di vari personaggi anime, tra i quali quello di Rei Ayanami[111]. Similmente, l'attrice Natsuki Katō ha fatto un cosplay di Rei nel 2006, in occasione del lancio della rivista contenente varie illustrazioni e informazioni su Evangelion, Evangelion Chronicle[112].

L'idol Miu Nakamura ha indossato la plug suit di Rei Ayanami presso il maggior teatro di Shinjuku, lo Shinjuku Koma Theater, dove si è tenuta una manifestazione in occasione dell'uscita nelle sale giapponesi del secondo capitolo di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance[113]. Anche la cantante del gruppo 9nine Umika Kawashima ha fatto un cosplay del personaggio[114], mentre l'idol Yuri Morishita ha indossato i suoi indumenti per promuovere l'uscita del proprio album fotografico Zero[115]. Durante il Victoria's Secret Fashion Show del 2012, la modella inglese Jourdan Dunn ha sfoggiato un abito che ricorda molto la Plug Suit indossata dal personaggio[116][117]; dal canto suo, lo Studio Gainax, produttore dell'anime di Evangelion, ha affermato di non essere stato informato dal marchio d'abbigliamento riguardo l'abito e di essere rimasto perplesso per via della situazione[118][119].

Merchandising[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio di Rei fu tanto popolare da essere definito dai media come la «premium girl»[34], tale da generare un boom di merchandising con diverse gamme di prodotti su di essa[87], come figure in grandezza naturale[120][121], giocattoli[122], magliette[123], action figure[124][125], vari accessori[41] e riproduzioni dei suoi indumenti per cosplay[126][127]. Inoltre, riscossero un grande successo le sue figure[25], prodotte su scala massiccia[41][128]. Nonostante inizialmente fossero stati prodotti pochi giocattoli di Evangelion (probabilmente a causa dei dettami di Anno), le action figure di Rei vendettero velocemente, superando quelle delle produzioni dei mecha[129], e di notevole successo furono anche i libri che la ritraevano sulla copertina o sulle riviste[34], tra le quali l'apparizione sulla copertina del numero di settembre 2007 dell'edizione giapponese del noto periodico Rolling Stone[130].

Per celebrare il decimo anniversario della prima messa in onda di Evangelion, Mine Yoshizaki (creatore di Keroro) ha progettato diverse action figure degli Angeli in vesti di ragazze, tra le quali una ispirata al character design di Rei[131]. Nel 2011, nell'hotel "Highland Resort Hotel & Spa" del parco giochi Fuji-Q HighLand, è stata costruita una stanza tematica ispirata ad Evangelion[132][133], con molti riferimenti a Rei Ayanami[134][135]. L'anno seguente, un modello dotato di scivolo di 18,5 metri del personaggio è stato costruito nei pressi della sede dell'emittente televisiva giapponese Nippon Television[136] per l'evento estivo "Shiohaku Expo 2012"[137][138]. In occasione dell'"Eva Expo", evento dedicato ad Evangelion tenutosi a Shanghai nel 2013, è stata riprodotta fedelmente la camera da letto di Rei[139], ed è stato esposto un suo modello in grandezza naturale[140].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cavallaro 2007, op. cit., p. 54
    (La citazione segue il doppiaggio italiano; il libro riporta la frase nel doppiaggio inglese della ADV, che tradotta è sostanzialmente identica).
  2. ^ (EN) Jamie Sexton, Music, Sound and Multimedia: From the Live to the Virtual, Edinburgh University Press, 2007, p. 44. ISBN 978-0-7486-2534-5.
  3. ^ Clements, op. cit., p. 185
  4. ^ Cavallaro, op. cit., p. 104
  5. ^ Antonio Genna, Neon Genesis Evangelion, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 13 febbraio 2014.
  6. ^ a b Yoshiyuki Sadamoto, khara/GAINAX, Cast in Evangelion, vol. 25, Panini Comics, 2012, p. 3. ISSN 9771126356906, ADD-ON 20122.
  7. ^ (EN) Anime Spotlight: Neon Genesis Evangelion, Ain't It Cool News, 24 luglio 2005. URL consultato il 26 gennaio 2014.
  8. ^ a b c (EN) Patrick W. Galbraith, Moe - Exploring Virtual Potential in Post-Millennial Japan, Japanesestudies.org.uk. URL consultato il 5 dicembre 2013.
  9. ^ a b (JA) Hideaki Anno, Essay, GAINAX. URL consultato il 14 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2007).
  10. ^ Fujie, Foster, op. cit., p. 121
  11. ^ Fujie, Foster, op. cit., p. 97
  12. ^ a b (EN) Yoshiyuki Sadamoto, My Thoughts at the Moment in Neon Genesis Evangelion 3-in-1 Edition, vol. 1, Viz Media, 2012, pp. 346-348. ISBN 978-1-4215-5079-4.
  13. ^ [Sadamoto]: «Mi è stato chiesto di creare un personaggio piuttosto scuro. In realtà questo personaggio [Rei] è stato ispirato da una canzone molto popolare in Giappone, che parla di una ragazza sempre circondata da bende.»
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