Asuka Sōryū Langley

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« Non sono la tua bambola! »
(Asuka alla madre[1])
Asuka Sōryū Langley
Asuka Soryu.jpg
Universo Neon Genesis Evangelion
Nome orig. アスカ 惣流 ラングレー (Asuka Sōryū Rangurē)
Lingua orig. Giapponese
Autore Hideaki Anno
Studio Gainax
1ª app.
  • Anime: Episodio 8
  • Manga: Capitolo 20
Voce orig. Yuko Miyamura
Voci italiane
Sesso Femmina
Data di nascita 4 dicembre 2001
Parenti

Asuka Sōryū Langley (惣流 ラングレー アスカ Sōryū Rangurē Asuka?) è uno dei protagonisti dell'anime e del manga Neon Genesis Evangelion. È doppiata nella versione originale da Yuko Miyamura, mentre in quella italiana da Ilaria Latini[2].

Concezione e design[modifica | modifica sorgente]

Come spiegato dal regista della serie televisiva, Hideaki Anno, egli ha attinto il cognome Soryu Langley di Asuka dai nomi delle portaerei della Marina Imperiale Giapponese Sōryū e dalla statunitense USS Langley (CV-1). Il nome "Asuka" proviene invece da Asuka Saki (砂姫 明日香 Saki Asuka?), protagonista del manga di Shinji Wada SuperGirl Asuka (超少女明日香 Cho-Shojo Asuka?)[3].

Foto della portaerei statunitense USS Langley (CV-1), da cui Hideaki Anno ha attinto per il cognome del personaggio.

Il mangaka e character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, ha affermato che in origine disegnò una ragazza simile ad Asuka nelle vesti di personaggio principale di Evangelion nella prima fase di realizzazione dell'anime; inizialmente infatti Anno richiese una protagonista femminile per Evangelion, e per questo l'opera risultò strutturalmente simile alla precedente serie dello Studio Gainax, Punta al Top! GunBuster[4]. Sadamoto tuttavia si dimostrò riluttante nel proporre nuovamente una ragazza come protagonista dopo Gunbuster e Nadia - Il mistero della pietra azzurra, e non comprendeva il perché una ragazza dovesse «pilotare un robot». A fronte di questo, Sadamoto stesso chiese ad Anno di inserire un ragazzo nelle vesti di protagonista della serie invece di una ragazza[4].

Il mangaka concepì il personaggio in modo che occupi un ruolo da «idol» nel mondo di Evangelion, ed il suo rapporto con l'altro protagonista Shinji Ikari fu pensato in base a quello di Nadia e Jean di Il mistero della pietra azzurra[4].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Asuka da piccola crebbe in Germania con il padre e la matrigna, con la quale si sente particolarmente a disagio. La sua vera madre, a seguito di un esperimento di contatto con l'Unità Evangelion 02, impazzì e simulò tramite una bambola che lei credeva essere Asuka, l'uccisione di sua figlia[1]. Successivamente, quando Asuka desiderava dire alla madre di essere stata scelta come pilota dell'Evangelion 02, trovò nell'ospedale in cui era ricoverata il suo corpo, impiccatasi[5]. In seguito, arrivò all'età di 14 anni in Giappone in qualità di pilota dell'Unità Evangelion 02, assieme a Ryoji Kaji, ex fidanzato di Misato Katsuragi[6]. Asuka verrà ospitata a casa di quest'ultima, convivendo con Shinji Ikari, pilota dell'Unità 01[7], con il quale vivrà un rapporto sempre più conflittuale con il susseguirsi degli eventi. In seguito ad un attacco da parte del quindicesimo Angelo, Arael, Asuka avrà un collasso nervoso[8], e sarà ritenuta poi inidonea al ruolo di pilota, giacché il suo livello di sincronizzazione diverrà pari a zero[9]. Nello scoprire che Shinji è il miglior pilota di Eva, perde ogni fiducia e la sua capacità di sincronizzazione con l'Eva. Il realizzare improvvisamente che vi è un pilota superiore a lei e che non può più sincronizzarsi con l'Eva è stato un enorme colpo alla sua fiducia, ed è ciò che ha comportato il suo crollo finale[10].

In The end of Evangelion, la costringono nuovamente però a salire a bordo dell'Unità 02, e durante l'attacco della Base della Nerv operato dai soldati della Seele, viene sconfitta dai Mass Production Model.

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Tiffany Grant, doppiatrice di Asuka nella versione americana.

Yūko Miyamura ha doppiato Asuka nelle versioni originali della serie televisiva, dei film Death & Rebirth e The End of Evangelion[11][12], e della tetralogia Rebuild of Evangelion, remake della serie animata originale. Miyamura ha dichiarato nel 2010 che fu molto difficile lavorare su Evangelion, tanto che per molto tempo ha desiderato «cancellare» la serie[13]. A quanto da lei stessa affermato, verso la fine dell'anime si ritrovò in uno stato mentale simile ad Asuka, che aveva finito per «perdere completamente la sua mente», e soffrì di bulimia per diverso tempo[14].

Durante la produzione dell'ultimo episodio della serie, in cui furono utilizzati solo gli schizzi dello storyboard senza alcun ausilio di celle d'animazione, secondo Anno, dopo aver disegnato Asuka con un pennarello, non appena fu doppiata da Miyamura, «era più Asuka che mai»[15]. La doppiatrice originale di Shinji, Megumi Ogata, durante l'ultima scena della pellicola The End of Evangelion, in cui Shinji strangola Asuka, ha effettivamente strangolato Miyamura, ma in modo eccessivo a causa dell'agitazione, tanto da renderle impossibile recitare le battute per diverso tempo. La Ogata ha detto: «Naturalmente, mi sono scusata con lei per averlo fatto. La stavo quasi per uccidere»[16]. Dal canto suo, Miyamura ha affermato che Ogata l'ha aiutata in tal modo a produrre dei suoni realistici del gesto dello strangolamento, che prima non riusciva a fare bene nonostante i diversi tentativi[17].

Miyamura ha affermato di apprezzare molto il carattere tsundere del personaggio, e si è dichiarata sorpresa per quanto riguarda le differenze del personaggio che ha in Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance rispetto alla serie originale, tra cui la scelta di Anno di cambiarle il nome in Asuka Shikinami Langley[17]. Tiffany Grant, doppiatrice americana del personaggio, ha spiegato che lavorare su Asuka è stato «rinfrescante», poiché «lei dice le cose più orribili alle persone, cose che vorresti dire alla gente e non puoi cavartela»[18].

Personalità[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« Asuka wasn't the most open-hearted character I've met.[...] But every time I tried to draw myself in closer syncronization, Asuka would never allow herself to synch with me. Even in the end, she would never step across the line and draw closer to me. One day, I figured out that there was a wall in Asuka's heart. »
(IT)
« Asuka non è stato il personaggio più aperto che abbia mai incontrato. [...] Ogni volta che cercavo di ottenere con lei una maggiore sincronizzazione, Asuka non permetteva a sé stessa di sincronizzarsi con me. Perfino alla fine, lei non ha mosso un piede oltre la linea, in modo da avvicinarsi a me. Un giorno, ho pensato che ci fosse un muro nel cuore di Asuka »
(Yūko Miyamura, doppiatrice originale di Asuka[19])

Ragazza cresciuta ed educata in Germania, Asuka è una quattordicenne molto orgogliosa[20][21], indipendente[8] ed estremamente sicura di sé. Guarda verso il basso coloro che la circondano, e vuole essere costantemente al centro dell'attenzione[22]. A differenza di Shinji e Rei Ayanami, è orgogliosa del suo ruolo di pilota, e si impegna nei suoi compiti con entusiasmo[8].

Il suo carattere forte, aggressivo e competitivo fornisce un chiaro contrasto con Shinji. Tuttavia, a sua volta anche Asuka soffre dello stesso senso di alienazione di Shinji, il quale deriva dalla sua esperienza traumatica vissuta per via della madre[23]. Difatti, lo spirito eccessivamente competitivo e la mancanza di autostima di Asuka derivano dalla follia e dal successivo suicidio di quest'ultima[24]. Dopo la morte della madre, Asuka si è immersa nel suo orgoglio, come se fosse un modo per far fronte alla sua tragica perdita[23]. Come risultato di ciò, lei non è disposta ad accettare alcun tipo di aiuto o consiglio da altri, ma lotta costantemente, per via del fatto che cerca disperatamente un riconoscimento della sua persona, che la madre non le ha mai offerto[23]. Risulta chiaro inoltre che lei sia tormentata dalla solitudine a causa della sua relazione con la matrigna, con la quale si è risposato suo padre. Ciò spiega il perché lei decida di «essere forte» e di vivere senza dipendere da nessun altro[10].

Negli ultimi episodi della serie, emerge che Asuka sia ancora più bisognosa di Shinji in termini del suo rapporto con l'Eva. Asuka critica aspramente l'Eva come un «inutile rottame», per poi ammettere che «Il rottame sono io.. io sono inutile. A nessuno può servire un pilota di Eva incapace di pilotare»[25].

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Cosplayer di Asuka.

La frase ricorrente di Asuka, «Ma sei stupido?», divenne subito ampiamente usata tra i fan più accaniti della serie[26]. Nel 1996 Asuka emerse al terzo posto nella categoria relativa ai migliori personaggi anime femminili nel sondaggio annuale "Anime Grand Prix" condotto dalla rivista giapponese Animage[27], e al quarto nel sondaggio condotto l'anno successivo[28]. Nel 1998, scese nuovamente di posizione classificandosi al sesto posto[29]. Nel 2010, venne valutata il terzo personaggio più popolare degli anni novanta secondo la rivista specializzata Newtype, dopo Rei Ayanami e Usagi Tsukino, rispettivamente al primo e al secondo posto in classifica[30].

In un sondaggio tenutosi a maggio 2009, condotto dal sito giapponese Recochoku su «Quale eroina anime vorresti sposare?», Asuka si è posizionata al decimo posto nella classifica delle più votate[31]. Sia nel mese di agosto che di settembre del 2009, Asuka ha conquistato il primo posto nella classifica dei personaggi femminili più popolari secondo i lettori della rivista Newtype[32][33]. Nel mese di ottobre scese in decima posizione, superato da Rei Ayanami, che conquistò invece la terza[34].

Il recensore Pete Harcoff di AnimeCritic.com ha affermato che sebbene il personaggio fornisca ad Evangelion una buona dose di "sollievo comico", è un «moccio fastidioso»[35]. Harcoff, in una recensione su The End of Evangelion, ha apprezzato le scene di combattimento del film tra Asuka e gli Evangelion Mass Production Model ed il doppiaggio del personaggio di Tiffany Grant[36]. Dal punto di vista di Mike Crandol di Anime News Network, la battaglia di Asuka contro i nove Eva del film è un «trionfo di sangue a schizzi» e supera di gran lunga qualsiasi delle battaglie contro gli Angeli presenti nella serie televisiva[37]. Similmente, Anime-planet.com ne ha apprezzato l'animazione e gli effetti sonori, ritenuti «ben fatti»[38]. Raphael See di Them Anime.org, che non ha apprezzato la caratterizzazione dei personaggi di Evangelion, ha affermato che Asuka è sempre «un piccolo moccio arrogante»[39]. In contrasto, Ramsey Isler di IGN.com, ha posto Asuka al tredicesimo posto nella sua classifica dei 25 personaggi anime più grandi di tutti i tempi, dicendo che: «Lei è un personaggio tragico, [..] ma questo è ciò che la rende così avvincente»[40].

Simon Abrams di Slant Magazine recensendo il film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance non ha apprezzato l'accelerazione avvenuta nel rapportro tra Asuka e Shinji, che, dal suo punto di vista, avrebbe dovuto avere la possibilità di «crescere a suo tempo»[41]. Eric Surrel di Animation Insider scrive che l'arrivo improvviso di Asuka nel lungometraggio è stato «scioccante e deprimente», soprattutto se si considera come lei fosse «parte integrante» della serie originale[42].

Il personaggio fu parodiato da Excel, personaggio principale di Excel Saga[43], ed i suoi elementi furono rielaborati da Mai di Gunparade March[44].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Anime di Neon Genesis Evangelion, episodio 22: "Almeno, essere umano".
  2. ^ Antonio Genna, Neon Genesis Evangelion - Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 17 settembre 2013.
  3. ^ (JA) Hideaki Anno, Essay, Gainax. URL consultato il 13 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2007).
  4. ^ a b c (JA) Intervista a Yoshiyuki Sadamoto in Der Mond: Newtype Illustrated Collection - Limited Edition, Kadokawa Shoten, 1999, ISBN 4-04-853048-8.
  5. ^ Anime di Neon Genesis Evangelion, episodio 24: "L'ultimo messaggero sacrificale".
  6. ^ Anime di Neon Genesis Evangelion, episodio 8: "L'arrivo di Asuka in Giappone".
  7. ^ Anime di Neon Genesis Evangelion, episodio 9: "L'istante, i pensieri, l'armonia".
  8. ^ a b c Fujie, Foster, op. cit., p. 83
  9. ^ Anime di Neon Genesis Evangelion, episodio 23: "Lacrime/Rei III".
  10. ^ a b Fujie, Foster, op. cit., p. 84
  11. ^ Antonio Genna, "Neon Genesis Evangelion: Death and Rebirth", Antoniogenna.net. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  12. ^ Antonio Genna, "Neon Genesis Evangelion: The End Of Evangelion", Antoniogenna.net. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  13. ^ (EN) Interview with Yūko Miyamura - SMASH 2010, Anime News Network, 5 aprile 2011. URL consultato il 13 dicembre 2013.
  14. ^ (JA) Two Big Anime Movies this Summer! in Nikkei Entertainment, agosto 1997.
  15. ^ (JA) Shinichiro Inoue, "Interview with Hideaki Anno" in Newtype, Kadokawa Shoten, giugno 1996, pp. 162-177.
  16. ^ (EN) Rocking the Boat, Akadot.com, 27 aprile 2001. URL consultato l'11 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2008).
  17. ^ a b (EN) Gold Coast Film Festival - Yuko Miyamura Interview, Ravemagazine.com.au, 9 novembre 2010. URL consultato il 31 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2012).
  18. ^ (EN) Otakon Highlights - Evangelion Voice Actors - Aug. 7, 1998, Fansview.com. URL consultato il 13 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2008).
  19. ^ (EN) Yūko Miyamura, A Place For Asuka in the Heart in Neon Genesis Evangelion 3-in-1 Edition, vol. 2, Viz Media, 2013, pp. 182-183, ISBN 978-1-4215-5305-4.
  20. ^ Yoshiyuki Sadamoto, khara/Gainax, Cast in Evangelion, vol. 25, Panini Comics, 2012, p. 3, ISBN 977-1126356906.
  21. ^ (JA) Evangelion - Characters. URL consultato il 13 dicembre 2013.
  22. ^ Fujie, Foster, op. cit., p. 40
  23. ^ a b c Ishikawa, op. cit., p. 75
  24. ^ (EN) Gerald Alva Miller Jr., Exploring the Limits of the Human Through Science Fiction, Basingstoke, Palgrave Macmillan, 2012, p. 85, ISBN 1-137-26285-0.
  25. ^ Napier, op. cit., p. 426
  26. ^ Fujie, Foster, op. cit., p. 162
  27. ^ (JA) 第18回アニメグランプリ [1996年5月号] , Animage.jp. URL consultato il 15 dicembre 2013.
  28. ^ (JA) 第19回アニメグランプリ [1997年6月号], Animage. URL consultato il 20 febbraio 2014.
  29. ^ (JA) 第20回アニメグランプリ [1998年6月号], Animage. URL consultato il 20 febbraio 2014.
  30. ^ (JA) Shinichiro Inoue (a cura di), 新世紀エヴァンゲリオン (Shinseiki Evangerion?) in Newtype, Tokyo, Kadokawa Shoten, marzo 2010, pp. 24-25.
  31. ^ (JA) Recochoku, Recochoku.jp. URL consultato il 15 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 1° giugno 2012).
  32. ^ (JA) Shinichiro Inoue (a cura di), Newtype, Tokyo, Kadokawa Shoten, agosto 2009, p. 172.
  33. ^ (JA) Shinichiro Inoue (a cura di), Newtype, Tokyo, Kadokawa Shoten, settembre 2009, p. 148.
  34. ^ (JA) Shinichiro Inoue (a cura di), Newtype, Tokyo, Kadokawa Shoten, ottobre 2009, p. 136.
  35. ^ (EN) Neon Genesis Evangelion Review, Animecritic.com. URL consultato il 17 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  36. ^ (EN) Pete Harcoff, The End of Evangelion, Animecritic.com. URL consultato il 12 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  37. ^ (EN) Mike Crandol, Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion, Anime News Network, 24 settembre 2002. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  38. ^ (EN) Neon Genesis Evangelion - The End of Evangelion Review, Anime-planet.com, 24 luglio 2007. URL consultato il 14 dicembre 2013.
  39. ^ (EN) Raphael See, Neon Genesis Evangelion, T.H.E.M. Anime. URL consultato il 3 agosto 2013.
  40. ^ (EN) Ramsey Isler, Top 25 Greatest Anime Characters, IGN.com, 4 febbraio 2014. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  41. ^ (EN) Simon Abrams, Evangelion 2.0, Slantmagazine.com, 18 gennaio 2001. URL consultato il 6 dicembre 2013.
  42. ^ (EN) Eric Surrell, Evangelion 2.22 You Can (Not) Advance, Animationinsider.net, 1º giugno 2011. URL consultato il 14 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2011).
  43. ^ (EN) Jay P. Telotte, The Essential Science Fiction Television Reader, Lexington, University Press of Kentucky, 2008, p. 133, ISBN 0-8131-2492-1.
  44. ^ (EN) Jonathan Clements, Helen McCarthy, The Anime Encyclopedia: A Guide to Japanese Animation Since 1917 - Revised & Expanded Edition, Berkeley, Stone Bridge Press, 2006, pp. 259-260, ISBN 1-933330-10-4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Susan J. Napier, When the Machines Stop: Fantasy, Reality, and Terminal Identity in «Neon Genesis Evangelion» and «Serial Experiments Lain» (abstract) in Science Fiction Studies, vol. 29, nº 3, Greencastle, SF-TH Inc., novembre 2002, pp. 418-35, ISSN 0091-7729.
  • (EN) Kazuhisa Fujie, Martin Foster, Neon Genesis Evangelion: The Unofficial Guide, Tokyo, DH Publishing Inc., 2004, ISBN 0-9745961-4-0.
  • (EN) Satomi Ishikawa, Seeking the Self: Individualism and Popular Culture in Japan, Bern, Peter Lang, 2007, ISBN 3-03910-874-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]