Idol

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Le Momoiro Clover Z sono un gruppo musicale femminile giapponese di idol.

Nella cultura giapponese, il termine idol (アイドル aidoru?) si riferisce a un teenager (sia ragazze che ragazzi) che diventa molto popolare nel mondo dello spettacolo soprattutto in virtù di un aspetto esteriore che viene percepito come alla moda e "carino e aggraziato" (kawaii). Gli idol fungono solitamente come modello da seguire e, in quanto tale, la loro immagine pubblica deve essere perfetta affinché possa essere d'esempio per i più giovani[1]. Alla loro immagine è associato altresì il concetto di purezza, il quale implica, soprattutto per quanto riguarda le idol femminili, l'evitare qualsiasi coninvolgimento sessuale[2] e comportamento amorale, che porta le stesse a essere considerate alla stregua di sorelle minori o ragazze della porta accanto[3][4].

Gli idol sono generalmente gestiti da agenzie per talenti che progettano, controllano e commercializzano la loro immagine come qualsiasi altro prodotto: si può trattare di cantanti o gruppi musicali di j-pop (musica pop giapponese) analoghi in qualche modo alle boy band e girl group occidentali, attori televisivi, o modelli[3]. Per diventare idol non occorre avere grandi doti canore, e per questo motivo non sono considerati dei cantanti a tutti gli effetti; allo stesso modo gli idol che si cimentano davanti alla cinepresa non sono considerati attori a tutti gli effetti[5].

Il fenomeno ha una grande rilevanza nella cultura di massa giapponese[4]; all'apice del loro successo, gli idol sono onnipresenti sui media[6] e sono oggetto di un vero e proprio fanatismo. La loro parabola tende a essere di breve durata (tanto che in alcuni contesti il termine idol viene usato proprio per implicare l'idea un fenomeno di fama tanto travolgente quanto effimero)[5]. Agli idol si associa un mercato estremamente fiorente, che talvolta mostra elementi di contatto con il mondo della moda, degli anime o del cosplay; ad esempio, molte idol si esibiscono con la tradizionale uniforme scolastica giapponese, o in casi più rari diventano modelle di riviste per adulti come Friday e Shūkan gendai (o devono la loro popolarità proprio a servizi fotografici di questo tipo)[7].

Storia del fenomeno[modifica | modifica wikitesto]

Il fenomeno idol prese forma in Giappone a partire dagli anni settanta e la prima idol è considerata Momoe Yamaguchi, che si ritirò nel 1980. Il fenomeno dominò la scena della musica pop degli anni ottanta, noti anche come "età d'oro" delle idol[7], in cui ogni anno nascevano diverse decine di giovani "stelle", destinate solo in rari casi a rimanere famose per più di una stagione (un esempio invece di una idol con una lunga e fortunata carriera è Seiko Matsuda). Il fanatismo per le idol giapponesi raggiunse in quest'epoca anche Hong Kong e Taiwan.

Idol nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nella fiction[modifica | modifica wikitesto]

Per la loro notorietà soprattutto fra il pubblico giovane, gli idol sono spesso presenti in opere rivolte a questo target come manga ed anime. Il primo esempio di idol immaginaria è il personaggio di Lynn Minmay, tra i protagonisti dell'anime Fortezza superdimensionale Macross, del 1982; la serie è poi diventato un franchise noto per dedicare sempre una parte importante alla musica: se in Macross 7 i personaggi principali suonano in una rock band, in Macross Frontier i protagonisti sono tre idol (un attore e due cantanti). A partire da fine anni ottanta-inizio anni novanta l'uso di uno o più idol nel cast cominciò a diventare sempre meno raro: ne Il giocattolo dei bambini (in Italia Rossana) Sana (Rossana) e Naozumi (Charles) sono degli esempi di idol; Present from Lemon ha come protagoniste degli idol che tentano di sfondare nel mondo dello spettacolo; in Ojamajo Doremi (in Italia Magica DoReMì) una delle protagoniste, Onpu Segawa (in Italia Lullaby), è una idol di successo che sogna di diventare famosa anche in Europa e Stati Uniti nonostante la sua giovanissima età; in GTO il personaggio di Tomoko Nomura (soprannominata "Tontako" dai compagni perché un po' tarda) viene spinta dal professore a diventare un'idol; in Death Note Misa Amane, uno dei personaggi principali del cast, lavora come modella per riviste; in Sailor Moon Rea esprime spesso il suo desiderio di diventare da grande una cantante, ed inoltre nella quinta serie fanno il loro ingresso come nuovi personaggi tre alieni che si mimetizzano sulla Terra come idol formando il gruppo dei Three Lights; è un'idol Lacus Clyne di Mobile Suit Gundam SEED; i protagonisti di Kilari e Lovely Idol svolgono questo mestiere.
Esistono inoltre numerosi titoli in cui gli idol fanno da contorno alla vicenda ed offrono un background ai personaggi principali: ad esempio, in Gear Fighter Dendoh (in Italia L'invincibile Dendoh) il protagonista è fan del gruppo di idol C-Drive, o in Detective Conan il detective Kogoro Mori è un ammiratore della idol attrice Yoko Okino.

Anche il cinema ha trattato il fenomeno: il film d'animazione Perfect Blue di Satoshi Kon è un thriller ambientato nel mondo delle idol. Nel cinema live action, Gogo Yubari di Kill Bill vol. 1, diretto da Quentin Tarantino, è un'adolescente killer in uniforme da scolaretta che allude alle idol e in generale all'importanza della figura della lolita nella cultura pop giapponese; nel film Dolls di Takeshi Kitano la protagonista di una delle tre storie narrate è una idol, interpretata da Kyōko Fukada, che deve abbandonare la carriera in seguito ad un incidente. Come per manga ed anime, anche nei film giapponesi spesso sono inseriti sullo sfondo degli idol (come le Dessert in Suicide Club) a scopo sia di dare più profondità a trama e personaggi, sia per creare del merchandising.

In letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro "Solo con gli occhi" di Risa Wataya, giovane scrittrice giapponese, il personaggio di Ninagawa, co-protagonista, è definito otaku con riferimento ad una idol chiamata Oli-Chan. Questa è una modella e cantante giapponese che ossessiona Ninagawa ormai da anni e che farà interessare costui alla protagonista del libro, voce narrante, Hatsu. Ninagawa viene a sapere che la sua compagna di classe Hatsu ha incontrato Oli-Chan anni prima in occasione di un servizio fotografico di questa ambientato nella loro cittadina.

Pubblicazioni dedicate[modifica | modifica wikitesto]

Fra le numerose riviste dedicate alle idol si possono citare Cream (クリーム), Waffle e Pure Pure, dedicate alle idol di tipo okashi-kei. Alcune di esse (per esempio Cream) si sono nel tempo trasformate in pubblicazioni per adulti.

Differenze tra artiste J-pop e Idol[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono varie differenze tra artiste J-pop e vere e proprie idol, infatti le idol possono essere anche cantanti, ma il loro modo di vestire/atteggiarsi/cantare le rende diverse dalle "vere" cantanti. Le Idol spesso hanno una carenza di talento vocale e sono infantili.

Una cantante idol fa molti photobook dove mostra il suo corpo più o meno coperto, fa anche dei filmini dove mostra la sua "apparente" vita quotidiana e spesso fa anche un po' la svampita e la ingenua e finge di non saper fare delle cose per attirare l'attenzione dello spettatore.

Un esempio di idol diventata cantante ma rimasta sempre idol (anche se in modo diverso dalle idol adolescenti): Ayumi Hamasaki.
Un esempio di idol cantante solo occasionalmente: Yūko Ogura.
Un esempio di idol diventata cantante perdendo il suo ruolo da idol: Sachiko Kamachi

Idol maschili[modifica | modifica wikitesto]

La Johnny & Associates, agenzia scopritrice di talenti, ha prodotto nel tempo tutta una serie di boy band specializzate soprattutto in Jpop i cui membri sono divenuti presto idol in tutto il sudest asiatico: KinKi Kids, SMAP ( il più longevo gruppo di idol della storia, essendo stato creato nel 1991), Arashi, NEWS, KAT-TUN, Kanjani Eight, Hey! Say! JUMP, Kis-My-Ft2. Anche altri artisti solisti della stessa agenzia, tra cui Jin Akanishi, Toma Ikuta e Yamapi son idol internazionali.

Lista di idol giapponesi[modifica | modifica wikitesto]

Gravure idol[modifica | modifica wikitesto]

Una gravure idol (グラビアアイドル gurabia aidoru?) è un tipo di modella giapponese che posa molto spesso in bikini e altri costumi provocanti per servizi fotografici in riviste rivolte ad un pubblico generalmente maschile. Sono conosciute e famose soprattutto per il loro grande seno e le pose ammiccanti. Il termine deriva da photogravure, un tipo di processo di stampa.

L'età delle modelle varia da 9 a 35 anni[senza fonte], anche se non posano nude o in pose sessualmente esplicite, il loro compito è quello di intrattenere visivamente il pubblico maschile con pose ambigue o provocanti. L'attrice Saaya Irie debuttò a 11 anni come gravure idol[senza fonte] e fu pubblicamente contestata una sua foto che la ritraeva in bikini, visto la grandezza del suo seno per la sua età.

Lista di Gravure Idol[modifica | modifica wikitesto]

AV Idol[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi AV Idol.

Con il termine AV Idol (attrice AV (AV女優 AV joyū?)) si intende una idol giapponese che lavora nel campo del cinema pornografico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Descrizione del libro di Hiroshi Aoyagi, Islands of Eight Million Smiles: Idol Performance and Symbolic Production in Contemporary Japan, Harvard East Asian Monographs, 2005, ISBN 0674017730. URL consultato il 20 novembre 2014 (archiviato il 16 giugno 2012).
  2. ^ Galbraith e Karlin, 2012, p. 196.
  3. ^ a b (EN) William D. Hoover, Historical Dictionary of Postwar Japan, Scarecrow Press, 2011, p. 202, ISBN 0791485382.
  4. ^ a b (EN) Patrick St. Michel, Land of the Rising Sun, and Idols in MTV 81, 21 gennaio 2013. URL consultato il 20 novembre 2014.
  5. ^ a b (EN) William W. Kelly, Fanning the Flames: Fans and Consumer Culture in Contemporary Japan, SUNY Press, 2012, p. 65, ISBN 0791485382.
  6. ^ (EN) Descrizione del libro di Patrick W. Galbraith e Jason G. Karlin, Idols and Celebrity in Japanese Media Culture, Palgrave Macmillan, 2012, ISBN 1137283777. URL consultato il 20 novembre 2014.
  7. ^ a b (EN) Minori Matsumani, Pop 'idol' phenomenon fades into dispersion in The Japan Times, 25 agosto 2009. URL consultato il 20 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2011).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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