Fecondazione artificiale

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Spermatozoo mentre feconda la cellula uovo
Spermatozoo mentre feconda la cellula uovo

Il termine fecondazione artificiale è spesso sinonimo di procreazione artificiale (umana) (PAU) detta anche procreazione (medicalmente) assistita.

Le tecniche attraverso le quali essa viene attuata sono molte; il tipo di intervento più diffuso, ma che presenta anche le maggiori problematiche etiche (cfr. bioetica), è quello della fecondazione in vitro con successivo trasferimento dell'embrione così formato nell'utero di una donna (Fivet).

La fecondazione artificiale è stata oggetto negli anni di un articolato dibattito, in particolare relativo all'uso di alcune tecniche, come la fecondazione eterologa, che suscitano controversie di tipo bioetico e quindi richiedono l'intervento regolativo del legislatore. In Italia, in seguito a questo dibattito, si è tenuta nel 2005 una consultazione referendaria articolata in quattro referendum per abrogare alcuni punti dell'attuale legge sulla fecondazione, giudicata dai referendari(radicali, forze di sinistra e laiche, parte dei cattolici democratici, e alcuni esponenti, come ad es. Gianfranco Fini, dello schieramento di centrodestra) troppo restrittiva nelle tecniche utilizzabili. L'affluenza alle urne del 25,9% non ha però permesso il raggiungimento del quorum.

Indice

[modifica] Descrizione

Affinché l'embrione si impianti nell'utero attaccandosi all'endometrio e dia perciò luogo ad una gravidanza, occorre che la donna si sottoponga a pesanti cure ormonali (a base di dosaggi elevati di progesterone). Vengono impiantati più embrioni alla volta per far sì che aumenti la probabilità che ve ne sia almeno uno che attecchisca; la probabilità di ottenere una gravidanza è intorno al 40% di successi per embrione impiantato. V'è anche la probabilità che si verifichi una "gravidanza multipla".

Alle stesse cure ormonali sono soggette donne che vogliono un loro figlio biologico, per ottenere propri ovuli da fecondare per via naturale col seme del partner o da prelevare per fecondazione in vitro (col seme del partner o di un donatore) e il successivo reimpianto dell'embrione nell'utero.

Attualmente la legge italiana ammette la diagnosi preimpianto dell'embrione, necessaria e utile per stabilire anticipatamente la presenza di malattie rintracciabili geneticamente (talassemia, altre malattie del cromosoma X, sindrome di Down, ecc.). Aseguite delle sentenze dei tribuanli di Milano e Roma, il Ministro della Salute Turco del governo Prodi uscente, ha modificato le linee guida attuative della legge n.40 del 2004 (previste all'art. 7).

Gli esami necessari per effettuare questa diagnosi comportano infatti un aumento del rischio di mortalità per l'embrione; va tuttavia sottolineato che successivamente all'impianto la donna può sottoporsi ad altri trattamenti.

La legge 40/2004, art. 13 vieta la selezione degli embrioni a scopo eugenetico, e ammette "le attività diagnostiche e terapeutiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso". In questo modo, la legge 40/2004 afferma il principio per cui la tutela dell'embrione prevale su quella della salute della donna. La legge 194 sull'aborto afferma un principio opposto, per cui l'interruzione è legittima se una malformazione fetale mette in pericolo la salute psico-fisica della donna. La 40/2004 è stata oggetto di critiche perché:

-la 194 permette, successivamente all'impianto, esami che comportano dei rischi per il feto, come la villocentesi, oppure come l'amniocentesi, che presentano rischi di aborto spontaneo (dannosi per la donna oltre che per il nascituro) crescenti col mese di gravidanza nel quale è effettuato l'esame, e sicuramente superiori ai rischi fisici e psicologici connessi alla diagnosi pre-impianto (soprattutto laddove all'amniocentesi consegua la scelta di una IVG).

-la 194 consente l'aborto se la presenza di malformazioni potrebbe recare danno alla salute pisco-fisica della donna. La legge 40 non fa menzione di casi in cui è legittimo interrompere l'impianto, o di azioni particolari per tutelare la salute della donna in presenza di malformazioni fetali. In base alle due norme, se altri esami collegati alla tutela della salute del feto evidenziano malformazioni fetali, la donna non può interrompere l'impianto, mentre può interrompere la gravidanza successiva.

Nel tentativo di conciliare gli opposti principi di tutela della donna e dell'embrione, esiste un orientamento della giurisprudenza il quale prevede che le tutele della donna si riducano a favore di una protezione del nascituro, crescente con il progredire della gravidanza. Il combinato disposto delle due leggi induce a un ritardo nella diagnosi delle malformazioni e nell'interruzione dell'iter che va dall'impianto al parto, com maggiori danni per la donna e per il feto.

Vi sono due tipi di fecondazione, come qui di seguito riportato.

[modifica] Fecondazione omologa

Si parla di fecondazione omologa quando il seme e l'ovulo utilizzati nella fecondazione assistita appartengono alla coppia di genitori del nascituro, che presenterà quindi un patrimonio genetico ereditato da entrambi i genitori. L'unione del gamete maschile con un ovulo femminile avviene in vitro e si genera lo zigote e quindi con la replicazione cellulare la blastula, che poi viene impiantata nell'utero della donna.

[modifica] Fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa si verifica quando il seme oppure l'ovulo (ovodonazione) provengono da un soggetto esterno alla coppia. Esistono banche del seme che conservano liquido seminale e ovuli (molto più rari): donatori lasciano campioni che vengono conservati nel centro ed utilizzati da coppie nelle quali solitamente uno dei partner ha problemi di fertilità.

In vari Stati dove è vietata la fecondazione eterologa, si utilizzano spermatozoi uniti a ovuli un attimo prima della formazione dello zigote, cioè prima che i cromosomi dei singoli gameti si allineino rispetto al fuso mitotico per completare la meiosi.

Secondo i critici della fecondazione eterologa, un individuo frutto di fecondazione eterologa potrebbe soffrire delle stesse problematiche psicologiche a cui possono andare incontro tutti coloro che si trovano nella condizione di avere due genitori legali e un terzo biologico, come accade nelle adozioni o nei casi di genitori divorziati e risposati.

Più volte è stato paventato un rischio eugenetico di richiesta di seme e ovuli appartenuti a genî e personaggi della storia da poter "riprodurre" in seguito, quando le tecnologie genetiche lo avessero consentito; tale rischio è però alquanto sopravvalutato, nella polemica politica e giornalistica, e palesemente strumentalizzato per poter ostacolare la ricerca. Risale ai primi del Novecento la nascita di banche del seme (in contemporanea agli studi di James Watson e Francis Crick) ed il tentativo di conservare a lungo il patrimonio genetico di un individuo.

[modifica] Criocongelamento

Da sempre si è posto il problema del criocongelamento dei gameti o dell'embrione in azoto liquido, la cui durata non supera i 5 anni. Talvolta si uniscono in provetta seme ed ovuli dei donatori, si lascia iniziare in provetta la duplicazione dello zigote (morulazione) che successivamente si congela, per poi impiantare gli embrioni quando necessario. Il problema della soppressione - dopo 5 anni - degli embrioni congelati, dato che sono in sovrannumero rispetto alle richieste, è sentito da coloro i quali considerano l'embrione come vera e propria "vita umana", i cui diritti dovrebbero essere considerati sullo stesso piano degli individui già nati e dotati di personalità giuridica a tutti gli effetti.

Per ovviare a questo problema, la legge italiana ammette il congelamento solo se l'embrione è già stato richiesto da una coppia, esarà impiantato prima dei 5 anni che lo porterebbero a morire. Il congelamento è ammesso solo per sopraggiunti problemi di salute della donna, fino ad una data in cui potranno essere di nuovo impiantati.

Per ovviare ciò si è pensato all'espediente di congelare i gameti di ambo i sessi ed unirli in provetta successivamente, per generare lo zigote il giorno stesso dell'impianto nell'utero della donna richiedente: in questo modo si eviterebbe il congelamento degli embrioni. Questa tecnica tuttavia non garantisce attualmente la perfetta conservazione dei gameti.

[modifica] Criocongelamento degli ovociti

Durante il secondo congresso mondiale sul tema della crioconservazione degli ovociti, tenutosi a Bologna, viene dato l'annuncio della prima gravidanza ottenuta con fecondazione in vitro di ovociti crioconservati.

Per approfondire, vedi la voce Storia del criocongelamento di ovociti.

[modifica] Dibattito politico e bioetico

Il dibattito sulla procreazione assistita ha animato le pagine e le trasmissioni politiche, culturali, scientifiche degli ultimi decenni, ed è tuttora aperto: coloro che sono a favore di tale pratica, considerano la fecondazione assistita una libera scelta, che ovviamente comporta, come tutte le pratiche mediche, vantaggi ma anche rischi per la salute della donna e del nascituro. Secondo costoro, uno stato laico non dovrebbe intervenire in senso proibizionistico o fortemente limitativo in scelte che, a loro parere, competono all'autodeterminazione e alla moralità dei singoli individui. Coloro che si battono per la libera scelta in questo campo, asseriscono inoltre che, a loro giudizio, è assurdo equiparare i diritti dell'embrione non ancora impiantato in utero a quelli della persona umana, impedendo una ricerca che, in quanto svolta in un grandissimo numero di altri paesi stranieri, adopera in ogni caso embrioni umani non impiantati, favorendo così la "fuga dei cervelli", ovvero l'emigrazione dei ricercatori all'estero, impoverendo culturalmente ed economicamente il nostro paese.

Coloro che sono contrari a tale pratica sono motivati dalla convinzione che la procreazione assistita non rispetta la vita umana fin dal suo principio, almeno laddove essa non è sottoposta a regole molto stringenti. Essi sostengono di battersi per la tutela del concepito e della stessa madre[1] e per questo ritengono indispensabile che venga fortemente limitata la produzione di embrioni (ad esempio a non più di tre come avviene oggi in Italia), in modo che tutti gli embrioni prodotti siano obbligatoriamente impiantati nell'utero della donna, con tutti i rischi che ogni pratica medica comporta. Essi sono fermi, inoltre, nel no al criocongelamento, e nel contrastare ogni tipo di ricerca che preveda la distruzione di ciò che, citando recenti studi scientifici [2], considerano una vita umana già individuata; non ammettono inoltre l'inserimento di un soggetto estraneo alla coppia nel caso della fecondazione eterologa e sono contrari alla fecondazione post-mortem.

Un'altra possibile fonte di critica, nei confronti delle tecniche di fecondazione assistita, riguarda la possibilità che i procedimenti artificiali di fecondazione siano portatori di un accresciuto rischio di malformazioni a carico del nascituro. È controverso, in realtà, se le tecniche di fecondazione artificiale conducano a gravidanze a maggior rischio per la madre e/o per il feto. Alcuni studi affermano che il rischio è sovrapponibile, ovvero simile, a quello presente nelle gravidanze naturali, altri studi, al contrario, affermano che il rischio è superiore, in misura peraltro variabile a seconda degli studi. Il problema della interpretazione di questi dati è complesso sia per la diversità delle tecniche di fecondazione utilizzate sia per la variabilità delle casistiche analizzate; va inoltre sottolineato che dal punto di vista statistico i campioni di coppie che adottano la fecondazione naturale non sono del tutto sovrapponibili a quelli delle coppie che seguono la via della fecondazione assistita. Queste ultime infatti spesso sono caratterizzate da problematiche legate all'età, a fattori medici e genetici, che sono significativamente differenti da quelle delle coppie naturalmente fertili. Una disamina approfondita delle questioni in gioco si può trovare, fra l'altro, in uno studio redatto dal prof.Carlo Flamigni[3] .

Nel 1998 la Commissione Affari Sociali della Camera ha licenziato la proposta di legge con la quale si sarebbe potuta consentire la fecondazione eterologa anche ai conviventi. Giunto alla Camera tuttavia questo documento è stato abbandonato senza essere discusso e approvato.

Nel 1999 una maggioranza formata dalla Casa delle Libertà e dai cattolici de L'Ulivo ha votato un testo dove si vieta la fecondazione eterologa ma si concedono embrioni in adozione. Anche questo testo rimane bloccato.

Nel 2000 sono stati approvati degli emendamenti a favore dell'eterologa con l'abolizione del limite di età per accedere alla fecondazione artificiale. Quattordici giorni dopo vengono applicati degli emendamenti che rendono inapplicabile la legge.

Nel 2002 delle proposte di legge della maggioranza sono state unificate e presentate alla Commissione Affari Sociali della Camera e nel dicembre 2003 il disegno passa anche al Senato. Nel febbraio 2004 la Camera dei Deputati approva la legge 40.

Essa:

  • esclude la fecondazione eterologa
  • permette la fecondazione assistita solo alle coppie eterosessuali in età fertile e dopo accertamento di sterilità o infertilità
  • afferma che ogni coppia può tentare la fecondazione di al massimo 3 ovuli per volta
  • impone di trasferire subito nell'utero della donna tutti gli embrioni ottenuti
  • vieta il congelamento degli embrioni
  • esclude la possibilità di verificare la presenza di malattie genetiche negli embrioni e quindi di selezionare quelli sani
  • costringe la donna all'impianto di tutti gli embrioni ottenuti (anche quelli malati) senza che vi sia la possibilità per la donna di interrompere il trattamento
  • ammette l'obiezione di coscienza
  • vieta la ricerca scientifica sugli embrioni.

Nel 2004 il Partito Radicale deposita 4 referendum abrogativi in Corte di Cassazione. Vari esponenti di centro sinistra e di centro destra sottoscrivono la proposta di referendum. Nel settembre 2004 i comitati referendari consegnano in Corte di Cassazione le firme necessarie.

Il 12 e 13 giugno 2005 è la data prevista per il voto su quattro referendum abrogativi della legge 40 promossi da una coalizione composta da Partito Radicale, Associazione Luca Coscioni, Democratici di sinistra, Socialisti democratici italiani, Rifondazione Comunista e singoli esponenti di vari partiti. Le proposte referendarie mirano a:

  • garantire la fecondazione assistita non solo alle coppie sterili ma anche a quelle affette da patologie geneticamente trasmissibili
  • eliminare il limite di poter ricorrere alla tecnica solo quando non vi sono altri metodi terapeutici sostitutivi
  • garantire la scelta delle opzioni terapeutiche più idonee ad ogni individuo
  • dare la possibilità di rivedere il proprio consenso all'atto medico ogni momento
  • ristabilire il numero di embrioni da impiantare.

Vince l'astensione al voto, solo il 25,9% degli aventi diritto si reca alle urne, apparentemente assecondando la campagna portata avanti dalle gerarchie ecclesiastiche, ma anche a causa di un'informazione mediatica talvolta poco obiettiva, nonché per l'elevata difficoltà intrinseca di tale materia, che a tutt'oggi sembra essere poco chiara alla gente. Va inoltre ricordato che negli ultimi anni si sono tenuti numerosi referendum su varie materie, la stragrande maggioranza dei quali sono falliti per una elevatissima astensione. Ciò ha fatto pensare, almeno da parte di coloro che si battevano per l'abrogazione della legge 40, a una vera e propria disaffezione dei cittadini nei confronti dello strumento referendario, piuttosto che a una chiara volontà di approvare la legge 40 da parte degli astensionisti.

Di fatto, ad oggi, la fecondazione assistita è consentita liberamente (e regolamentata) in altri paesi dell'Unione Europea, dove i cittadini italiani possono recarsi per sottoporsi alla relativa pratica, senza però che il Servizio Sanitario Nazionale possa rimborsare agli stessi i relativi costi sostenuti (rendendo così impossibile alle coppie a basso reddito la facoltà di avvalersene).

[modifica] Voci correlate


[modifica] Note

  1. ^ Secondo Carlo Flamigni, specialista in fecondazione artificiale e allo stesso tempo convinto sostenitore dei «sì» ai referendum, «la popolazione femminile che ha normalmente l'ovulazione e si sottopone al bombardamento ormonale, può andare incontro a una abnorme risposta dovuta alla stimolazione ovarica; tutto ciò si caratterizza per un incremento eccessivo delle dimensioni delle ovaie con conseguente squilibrio fisiologico dei liquidi» (La procreazione assistita, Il Mulino, 2002).
  2. ^ Il giornalista Francesco Agnoli cita lo scienziato Roberto Colombo che definisce lo zigote «centro di informazione per lo sviluppo del nuovo essere umano e per tutte le sue ulteriori funzioni» ritenendo che esso è già vita umana, un essere vivente ontologicamente unitario, unico e irripetibile. Ciò tuttavia contrasta col fenomeno dello sviluppo, da un solo zigote, di due gemelli monozigoti, che sono ovviamente due individui distinti pur se accomunati dal medesimo DNANell'embrione c'è già tutto. URL consultato il 2007-12-29.
  3. ^ [1]
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