Quorum
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il termine quorum è mutuato dal latino quorum = dei quali, sottintendendo la frase suffissa è necessaria la presenza o il voto favorevole. Corrisponde, in sostanza, al numero legale.
Nella legislazione italiana è richiesto ad esempio in diritto pubblico per la validità del referendum abrogativo o per l'elezione del presidente della repubblica, ma vi sono anche esempi in altri campi come nel diritto societario.
Indice |
[modifica] Tipi di quorum
Nell'uso del termine in materia deliberativa o elettorale, possiamo distinguere due principali tipologie di quorum, in conformità alle accezioni generalmente attribuitegli, così come desunto dalla corrente giurisprudenza:
- Il quorum strutturale (anche detto quorum deliberativo), indica la percentuale o il numero di persone che debbono essere presenti ad una riunione o partecipare ad una votazione, affinché sia ritenuta valida e possa avere gli effetti proposti. Quando la percentuale stabilita è pari al totale degli aventi diritto, si parla più compiutamente di quorum deliberativo integrale o quorum integrale.
- Il quorum funzionale, indica il numero o la percentuale di voti a favore minimi da ottenersi perché un candidato possa essere eletto o una proposta possa essere approvata.
- Il quorum per opzione è una modalità alternativa di quorum è il per-option quorum (quorum per opzione), che invece di porre un vincolo sul numero minimo di votanti complessivi, lo pone sul numero di votanti di almeno una delle due opzioni (favorevoli o contrari).
Ad esempio una possibile applicazione potrebbe richiedere che almeno il 25% più uno degli aventi diritto voti sì o che almeno il 25% più uno degli aventi diritto voti no. È da notare che anche nel caso del quorum classico, la votazione potrebbe passare con solamente il 25%+1 di voti sì, se un ulteriore 25% di persone votasse no; in questo caso è infatti palese la stranezza di un sistema che approva un giudizio anche se ci sono più voti contrari ad esso.
Il vantaggio principale del quorum per opzione è che risolve il problema del boicotaggio del quorum e che incentiva a partecipare alla votazione i votanti che hanno un'opinione chiara in favore o a sfavore della questione oggetto di voto.
[modifica] Quorum nell'ordinamento italiano
Nell'ordinamento italiano non è necessario il quorum per le elezioni politiche e per un referendum costituzionale, mentre è previsto per l'abrogazione di una legge ordinaria. Nelle elezioni amministrative è necessario il quorum del 50% +1 (è cioè necessario che ci siano voti validi corrispondenti almeno alla metà più uno degli aventi diritto) qualora ci sia una sola lista candidata.
[modifica] Quorum negli altri Paesi
Pochissimi Paesi prevedono un quorum da raggiungere per la valdità dei referendum abrogativi. Ciò non accade in Svizzera e negli Stati Uniti.
[modifica] Sabotaggio del quorum
Quando il quorum non viene raggiunto, la votazione non può avere effetto sulla legislazione, e non può perciò cambiare lo status quo. Quindi coloro che sono a favore del mantenimento dello status quo e contro il cambiamento proposto nella votazione, hanno la possibilità di attuare una strategia ostruzionistica, detta anche sabotaggio del quorum, consistente nel non partecipare, e nell'invitare altri a non prendere parte, al voto.
[modifica] Critiche
Il requisito del raggiungimento di un quorum per la validità del voto e dei suoi effetti è stato oggetto di alcune posizioni contrarie, che in genere lo contestano per ragioni fra le quali si annoverano:
- dà troppo potere ai no, quasi di veto
- disincentiva la partecipazione al voto per i contrari, e a volte di riflesso anche per i favorevoli
- porta a situazioni in cui viene confusa la volontà dei contrari con quella degli indecisi/disinteressati
- può portare a situazioni paradossali in cui per rendere valida una votazione sarebbero necessari più voti contrari
- Nei casi in cui c'è incertezza sul raggiungimento del quorum ma non sulla prevalenza di una delle due opzioni, elimina di fatto la segretezza del voto

