Ostruzionismo

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In Parlamento si chiama ostruzionismo il disegno dilatorio messo in atto dai gruppi di minoranza per ritardare o impedire l'approvazione di una legge. In altre parole tratta di una procedura parlamentare che rallenta l'andamento per la decisione e attuazione di leggi.

Spesso l'ostruzionismo è l'unica arma parlamentare in mano alle opposizioni e può essere sia tecnico o legale sia violento.

Vi è infine l'ostruzionismo sindacale, attuato da parte dei lavoratori come forma di protesta.

Ostruzionismo tecnico[modifica | modifica wikitesto]

L'ostruzionismo è detto tecnico quando le minoranze fanno ricorso alle norme regolamentari ed agli usi parlamentari:

  1. propongono sospensive e pregiudiziali tendenti a rinviare o a bloccare la discussione
  2. iscrivono a parlare il numero più grande possibile di oppositori per discorsi lunghissimi
  3. presentano numerosissimi ordini del giorno ed emendamenti (ognuno dei quali va discusso e votato)
  4. richiedono frequentemente la verifica del numero legale (cioè che il numero dei parlamentari sia sufficiente a rendere valida una votazione provocando, in caso di esito negativo, il rinvio della seduta) costringendo, così, anche la maggioranza ad essere presente in aula, pure durante le sedute fiume (quelle cioè in cui l'Assemblea siede in permanenza, fino ad esaurimento della discussione).

L'ostruzionismo tecnico viene spesso giustificato come metodo di difesa delle minoranze parlamentari.

Ostruzionismo violento[modifica | modifica wikitesto]

L'ostruzionismo è detto violento quando si fa ricorso allo scontro fisico (scontri, colluttazioni, ...), o all'interruzione e alle intemperanze verbali con cui le opposizioni movimentano le sedute, forme di vera e propria violenza in cui si distinguono più spesso i gruppi più estremi avvilendo il parlamento.

Metodi antiostruzionistici[modifica | modifica wikitesto]

Esistono comunque metodi che consentono di impedire l'ostruzionismo parlamentare. Tra i quali la seduta fiume che consiste nella prosecuzione ininterrotta della seduta parlamentare in corso, le votazioni dette riassuntive o a scalare. Senza dubbio però, lo strumento antiostruzionistico per eccellenza consiste nella presentazione, da parte del Governo, di un maxiemendamento, cioè un emendamento che ingloba tutti gli articoli della legge in esame, su quale viene posta la questione di fiducia, che essendo prioritaria rispetto a tutte le altre viene subito votata e pertanto tutti gli emendamenti presentati si considerano preclusi.

Ostruzionismo sindacale[modifica | modifica wikitesto]

Nel diritto sindacale si intende con ostruzionismo sindacale il comportamento con il quale i lavoratori pongono in essere comportamenti che rallentano od ostacolano il processo produttivo al fine di attuare una lotta sindacale, pur rispettando la formale prestazione di lavoro e il regolamento aziendale. Nella realtà lavorativa spesso accade che ci siano molte regole informali che rendono il lavoro più fluido e dinamico (ad esempio fare un'altra mansione se un collega all'improvviso sta male in attesa dell'arrivo di un addetto formalmente qualificato, oppure sorvegliare i colleghi per volontà del datore di lavoro pur non essendo formalmente preposti e retribuiti, controllare i macchinari saltando le procedure cavillose al fine di velocizzare la produzione, ecc.).

Esso può essere promosso da un sindacato e seguito da una collettività di lavoratori (durante gli sciopero del '68 in Italia è stato molto utilizzato), oppure attuato da un singolo lavoratore senza iniziativa sindacale.

Se proclamato da un sindacato, l'ostruzionismo è considerato come un legittimo diritto di sciopero a tutela di un interesse collettivo (in tal caso prende il nome di sciopero pignolo). Tuttavia in qualità di sciopero non dà luogo all'obbligo di retribuzione da parte del datore di lavoro.

Se non è proclamato da un sindacato invece l'ostruzionismo è considerato un illecito civile. La ragione di ciò è che si tratta di un'esecuzione che non è un buona fede e pertanto è considerabile come inadempimento della prestazione per cause imputabili al lavoratore (nel diritto privato l'obbligazione contrattuale comprende le necessarie cure che, sebbene non previste espressamente dal contratto, rendono migliore l'esecuzione ove esse siano possibili, secondo la diligenza del buon padre di famiglia).

La maggior parte della dottrina è concorde con l'affermare che lo sciopero pignolo può arrecare danno al profitto (d'altronde lo sciopero mira proprio a quello), ma non deve arrecare danno alla capacità produttiva (in tal caso i lavoratori cadranno nell'inadempimento e saranno responsabili in solido del danno). La capacità produttiva è intesa come capacità dell'azienda di riprendere la propria attività una volta terminato lo sciopero pignolo (macchinari intatti, locali non danneggiati, ecc.). L'eventuale perdita di clienti o i peggiori rapporti con i fornitori in seguito allo sciopero pignolo non fanno parte del danno alla capacità produttiva, ma sono bensì delle facoltà imputate all'attività imprenditoriale del datore di lavoro.

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