Marco Boato
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| Parlamento Italiano Camera dei deputati |
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| On. Marco Boato | |
Marco Boato con Carlo Azeglio Ciampi (2001) |
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| Luogo nascita | Venezia |
| Data nascita | 27 luglio 1944 |
| Titolo di studio | Laurea in sociologia |
| Professione | Docente universitario, giornalista |
| Partito | Verdi |
| Legislatura | VIII, XI, XIII, XIV, XV |
| Gruppo | Verdi |
| Incarichi parlamentari | |
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Marco Boato (Venezia, 27 luglio 1944) è un politico italiano.
Laureato in sociologia, è stato docente universitario e giornalista. Deputato nelle legislature VIII, XI, XIII, XIV. Senatore nella legislatura X. È esponente della Federazione dei Verdi. Capogruppo del gruppo parlamentare misto nella XIV Legislatura. Nella XV legislatura ricopre l'incarico di Segretario di Presidenza ed è componente della I Commissione, Affari Costituzionali. Detiene il record per il discorso più lungo tenuto nella storia della Camera dei Deputati italiana.[senza fonte]
Indice |
[modifica] Gli inizi nell'estrema sinistra
Trentino di adozione partecipò ai movimenti studenteschi del 1968 che ebbero origine a Trento. Proprio nella facoltà di sociologia nel 1969 fondò, assieme ad Adriano Sofri, Paolo Sorbi,Mauro Rostagno, Guido Viale, Giorgio Pietrostefani il movimento politico comunista Lotta Continua. [1]
Cristiano progressista, nel 1973 fu tra i promotori del Movimento Cristiani per il Socialismo.[2]
Successivamente passò a Democrazia Proletaria, poi al Partito Radicale. Nel 1988 fu senatore per una lista PSI-PSDI-PR-Verdi.
[modifica] La militanza garantista
Dissoltosi il PSI dopo lo scandalo di Tangentopoli e subentrata la cosiddetta Seconda Repubblica, Boato è stato conosciuto per le sue posizioni garantistiche nei confronti dei politici implicati in vicende giudiziarie; ha mantenuto fede a questa linea votando in Parlamento contro l'arresto di Cesare Previti, esponente di Forza Italia, o criticando il giudice del pool di Mani Pulite Gherardo Colombo, dopo che questi ha sostenuto che l'Italia sarebbe da molto tempo in mano ai ricatti dei partiti.
Le sue proposte di legge in materia di lotta al giustizialismo, avanzate in sede di Bicamerale D'Alema, sono note col nome di bozze Boato. Tra di esse l'unica andata effettivamente in Gazzetta Ufficiale è la legge n. 140 del 2003, di attuazione del nuovo articolo 68 della Costituzione: salvo l'articolo 1 inserito durante la lettura al Senato dalla maggioranza di centro-destra (contenente il cosiddetto lodo Maccanico, su cui lo stesso Boato votò contro nella lettura alla Camera), il resto della legge - in materia di immunità parlamentari - registrò ampia condivisione parlamentare ed ha superato il vaglio della Corte costituzionale (ad eccezione dell'articolo 6, che dalla sentenza n. 390 del 2007 impone l'autorizzazione del Parlamento per le intercettazioni dei parlamentari solo se devono essere usate a loro carico, e non più nei confronti dei terzi[3]).
Nel corso del suo ultimo mandato parlamentare ha osteggiato la proposta di Pierferdinando Casini in commissione Affari costituzionali, in merito al test antidroga a cui i parlamentari dovrebbero sottoporsi. Con un voto unito da parte della maggioranza e l'emendamento di Boato, la proposta è stata bocciata.
[modifica] Note
- ^ Marco Boato: Il nostro ' 68 aiutò la città. la Repubblica, 9 settembre 2000. URL consultato il 12-11-2008.
- ^ Gianpaolo Tessari. La dinastia dei "Boatos". Trentino, 6 marzo 2008. URL consultato il 12-11-2008.
- ^ Corte costituzionale della Repubblica italiana - Sentenza 390/2007
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Articolo su Wikinotizie: Bocciato il test antidroga per i parlamentari 25 luglio 2007
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su openpolis.it di Marco Boato
- Dati personali ed incarichi nella XV Legislatura. Camera dei Deputati. URL consultato il 12-11-2008.

