Surrogazione di maternità

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La surrogazione di maternità, nella fecondazione assistita, è il ruolo della donna (madre portante) che assuma l'obbligo di provvedere alla gestazione ed al parto per conto di una coppia sterile, alla quale si impegna a consegnare il nascituro. La fecondazione può essere effettuata con seme e ovuli sia della coppia sterile che di donatori e donatrici attraverso concepimento in vitro.

La surrogazione in pratica si ha quando una donna si presta a portare a termine un'intera gravidanza, fino al parto, su commissione di single o coppie sterili[1].

Indice

In Italia [modifica]

Attualmente in Italia la surrogazione di maternità costituisce una pratica medica illegale, ma per i cittadini italiani è legale ricondurre in Italia i figli e le figlie avuti attraverso questa pratica all'estero. Quindi, come succede per la fecondazione eterologa, si registra un crescente interesse da parte di single e coppie, eterosessuali ed omosessuali, riguardo alla possibilità di recarsi all'estero per diventare genitori[2].

Nella Federazione Russa [modifica]

Surrogazione gestazionale nonché quella commerciale [legale in Russia][3] è [disponibile praticamente a tutti adulti che vogliono diventare genitori].[21] Ci devono essere certe indicazioni mediche per poter usufruire di surrogazione: assenza dell’utero; malformazione della cavità uterina o cervice; sinechia della cavità uterina; malattie somatiche che presentano controindicazioni alla gestazione del bambino; tentativi FIVET ripetutamente falliti nel caso in cui gli embrioni di alta qualità vengano ripetutamente concepiti, ma il trasferimento di essi non porti a gravidanza.[20] Il primo programma di surrogazione di buon successo è stato implementato presso il centro FIVET sulla base dell’Istituto di Ostetricia e Ginecologia a San Pietroburgo nel 1995.[22] L’opinione pubblica è disposta in maniera amichevole a maternità surrogata. Le storie recenti di un cantante populare e di una business-woman ben nota i quali non tenevano segreto il fatto che avevano usufruiti di servizi madri surrogate gestazionali hanno ricevuto una copertura positiva in mass media. Alcune donne russe, Ekaterina Zakharova,[23] Natalija Klimova,[24] Lamara Kelesheva[25] , sono diventate nonne attraverso programmi di surrogazione gestazionale postumana. I loro nipoti sono stati concepiti dopo la morte dei loro figli. La trascrizione dei bambini nati attraverso surrogazione viene regolata dal Codice di Famiglia della Federazione Russa (gli art. 51-52) e dalla Legge sugli Atti di Stato Civile (l’art. 16). Ci vuole un consenso della madre surrogata per effettuare questa procedura. Tranne il consenso non ci vuole né adozione né sentenza della corte. Il nome della madre surrogata non va trascritto nel certificate di nascita. Non è obbligatorio che il bambino abbia una relazione genetica almeno con uno dei genitori prospettivi. Bambini nati da coppie eterosessuali non ufficialmente sposate o da genitori single attraverso surrogazione gestazionale vanno trascritti ai sensi di leggi (l’art. 5 del Codice di Famiglia). Una sentenza della corte può essere obbligatoria per tale procedura. Il 5 di agosto 2009 a San Pietroburgo la corte ha definitivamente risolto la disputa concerne la facoltà di una donna single di poter usufruire di surrogazione e ha obbligato L’Ufficio di Trascrizione a trascrivere una terntacinquenne Nataliya Gorskaya, una madre prospettiva single gli interessi della quale venivano rappresentati dai legali della società di servizi legali Rosjurconsulting, in qualità di madre di suo figlio “surrogato” .[26] Il 4 di agosto 2010 una corte di Mosca ha pronunciato che un padre single che si era rivolto a surrogazione gestazionale (con ovuli) sarebbe trascritto in qualità di genitore unico del proprio figlio. Lui è stato il primo uomo in Russia che cercava di difendere il proprio diritto di essere padre tramite la sentenza della corte.[27] Anche i suoi interessi venivano rappresentati dai legali di Rosjurconsulting. Il nome della madre surrogata non è stato trascritto nel certificato di nascita, il padre è stato trascritto in qualità di padre unico. In seguito a questo caso altre corte russe hanno pronunciato delle sentenze identiche concerne uomini single i quali sono diventati padri attraverso surrogazione e gli hanno trascritti in qualità di genitori unici dei loro figli “surrogati”. Loro hanno la facoltà di esercitare i propri diritti paternali attraverso surrogazione in Russia a dispetto del loro sesso e orientamento sessuale. La legislazione liberale rende Russia gradevole per “turisti riproduttivi” nel loro desiderio di usufruire delle tecnologie non disponibili nei loro paesi. Genitori prospettivi vengono lì per ovodonazione a causa di età avanzata o stato civile (uomini e donne single) e quando necessitano di surrogazione. Cittadini stranieri hanno gli stessi diritti di riproduzione assistita che cittadini russi. Entro 3 giorni in segquito alla nascita genitori prospettivi ricevono un certificato di nascita di modello russo riportante i loro nomi. L’inesistenza di relazione genetica al bambino (nel caso di donazione) non va presa in considerazione.[28]

  • 21. ^ Svitnev K. Surrogacy and its legal regulation in Russia. Reprod BioMed Online. 2010;20 Supplement 3. Abstracts of the 5th Congress of the World Association of Reproductive Medicine:590
  • 22. ^ http://www.surrogacy.ru/it/
  • 23. ^ The History of Surrogacy
  • 24. ^ Paternity Beyond the Grave RT (Russia Today TV)
  • 25. ^ Pulya I. Posthumous Grandchildren"
  • 26. ^ jurconsult.ru
  • 27. ^ surrogacy.ru
  • 28. ^ Svitnev K (2010). "Posters • Ethics and Law". Hum. Reprod. 25: i235-i236. doi:10.1093/humrep/de.25.s1.306.

Note [modifica]

  1. ^ I. Corti, La maternità per sostituzione, Giuffré, Milano, 2000, p. 1
  2. ^ "Gay e papà: oggi è possibile" 11 novembre 2009
  3. ^ Svitnev K (June 2010). "Legal regulation of assisted reproduction treatment in Russia". Reprod. Biomed. Online 20

Bibliografia [modifica]

  • Giuseppe Cassano, Le nuove frontiere del diritto di famiglia. Il diritto a nascere sani, la maternità surrogata, la fecondazione artificiale eterologa, Giuffré, Milano 2000.
  • Ines Corti, La maternità per sostituzione, Giuffré, Milano 2000.
  • Carla Faralli e Cecilia Cortesi, Nuove maternità. Riflessioni bioetiche al femminile, Diabasis, 2005.
  • Alicia B. Faraoni, La maternità surrogata. La natura del fenomeno, gli aspetti giuridici, le prospettive di disciplina, Giuffré, Milano 2002.
  • Chiara Lalli, Buoni genitori. Storie di mamme e di papà gay, Il Saggiatore, 2009.
  • Claudio Rossi Marcelli, Hello daddy!, Mondadori, Milano 2011.
  • Ercole Trerotola, Bioetica e diritto privato. Crepuscolo del mater semper certa est nella prospettiva della maternità surrogata, Il Nuovo Diritto, 2003, 408.

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]