Ucraina

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Ucraina
Ucraina – Bandiera Ucraina - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Воля, Злагода, Добро
(Volja, Zlahoda, Dobro)
(Libertà, Consenso, Bontà)
Ucraina - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Ucraina
Nome ufficiale Україна
Lingue ufficiali Ucraino
Altre lingue Russo, tataro di Crimea, ungherese, romeno[1]
Capitale Kiev  (2 611 300 ab. / 2001)
Politica
Forma di governo Repubblica semipresidenziale
Presidente Petro Porošenko
Primo Ministro Arsenij Jacenjuk ad interim
Indipendenza Dall'URSS,
24 agosto 1991 (dichiarata),
1º dicembre 1991 (referendum),
25 dicembre 1991 (riconosciuta)
Ingresso nell'ONU 24 ottobre 1945
(Membro fondatore)
Superficie
Totale 603 700 km² (47º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 45 448 329 ab. (2012) (29º)
Densità 74 ab./km²
Tasso di crescita −0,625% (2012)[2]
Geografia
Continente Europa
Confini Russia, Bielorussia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia
Fuso orario UTC+2;
in Crimea dal 30 marzo 2014 UTC+4[3]
Economia
Valuta Grivnia ucraina1
PIL (nominale) 176 235[4] milioni di $ (2012) (55º)
PIL pro capite (nominale) 3 877 $ (2012) (107º)
PIL (PPA) 331 588 milioni di $ (2012) (39º)
PIL pro capite (PPA) 7 295 $ (2012) (105º)
ISU (2011) 0,729 (alto) (76º)
Fecondità 1,4 (2010)[5]
Varie
Codici ISO 3166 UA, UKR, 804
TLD .ua .укр
Prefisso tel. +380
Sigla autom. UA
Inno nazionale Šče ne vmerla Ukrajiny
Festa nazionale 24 agosto
Ucraina - Mappa
1 In Crimea è utilizzato anche il rublo russo.
Evoluzione storica
Stato precedente bandiera RSS Ucraina
(URSS URSS)
 

Coordinate: 49°N 32°E / 49°N 32°E49; 32

L'Ucraina (in italiano [uˈkraina] o [ukraˈi:na]; in ucraino Україна, Ukrajina [ukraˈjina]) è uno Stato (603 700 k, 45 448 329 abitanti al 2012, capitale Kiev) dell'Europa orientale. Ha uno sbocco sul Mar Nero a sud e confina con la Russia ad est, la Bielorussia a nord e con Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Moldavia ad ovest.

La lingua ufficiale è l'ucraino. Molto diffuso nelle regioni orientali e nel sud (in particolare in Crimea) il russo, che nella Repubblica autonoma di Crimea è anche lingua ufficiale assieme al tataro di Crimea.

La Crimea, assieme alla città autonoma di Sebastopoli, ha dichiarato unilateralmente l'indipendenza l'11 marzo 2014[6] ed è in via di annessione alla Russia,[3][7] anche se il governo ucraino non riconosce nessun atto del parlamento della Crimea, che è stato sciolto dalle autorità ucraine il 16 marzo[8] e dal 20 marzo viene considerato dall'Ucraina "territorio temporaneamente occupato".[9]

Il 7 aprile 2014 anche l'Oblast' di Donec'k ha dichiarato unilateralmente l'indipendenza dall'Ucraina in seguito a un referendum, e pochi giorni dopo l'autonominato presidente della Repubblica Popolare di Donetsk Pavel Gubarev ha dichiarato la futura annessione alla Russia. Il 27 giugno 2014 il presidente ucraino Petro Porošenko a Bruxelles ha firmato l'Accordo di associazione tra l'Ucraina e l'Ue.[10]

Tuttavia dall'8 settembre 2014 le guardie di frontiera ucraine presenti nell'Oblast' di Cherson richiedono ai cittadini ucraini il passaporto o la carta d'identità ucraina se si recano nella penisola[11].


Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo Ucraina deriva dallo Slavo Antico Orientale u okraina, formato da u ("vicino, presso") e okraina (periferia) la radice slava kraj ("limite", "bordo"). Pertanto, ukraina significa "al margine", o "sul confine", oppure "in periferia". In versione non ufficiale ucraina krajna significa semplicemente "paese, terra".[12]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria, Antichità e Alto Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Popolazioni nel II secolo a.C. Legenda della cartina: I) Mar Nero; II) Mar d'Azov; 1) Neapolis; 2) Panticapaeum; 3) Phanagoria; 4) Theodosia; 5) Kimmerikon; 6) Hermonassa; 7) Tanais; 8) Olbia; 9) Chersonesos; S) Sciti in Crimea; B) Regno del Bosforo; J) Jazigi; R) Rossolani; Sr) Siraces; M) Maeotae (penisola di Taman); T) Tauri.

La presenza della specie homo sapiens in Ucraina risale al 32.000 a.C. come emerge dai ritrovamenti del Paleolitico superiore Gravettiano nei Monti della Crimea.[13][14]

A partire dal 4.500 a.C. fiorì nelle steppe dell'Europa meridionale la cultura di Cucuteni in particolare a Trypillia e nella regione Dniepr-Dniestr.

A partire dall'XI secolo a.C il territorio fu abitato dai Cimmeri. Nel VII secolo a.C. questo popolo fu cacciato dai nomadi Sciti di ceppo iranico, che vissero nella regione per molti secoli, organizzandosi nel Regno di Scizia e lasciando importanti testimonianze archeologiche. Ad essi si devono, infatti, i cosiddetti kurgani, tumuli funebri, ed i loro celebri corredi di gioielli d'oro[15].

A partire dal II secolo a.C. gli Sciti subirono la pressione di altre stirpi di nomadi iranici, chiamate collettivamente Sarmati, in particolare degli Jazigi e dei Rossolani.

Contemporaneamente, a partire dal VI secolo, sulle coste del Mar Nero furono fondate alcune colonie di Mileto, fra cui Olbia, Tyras (odierna Bilhorod-Dnistrovs'kyj) e Borysthenes. Dal I secolo d.C. Tyras godette della protezione dell'Impero Romano.

Intorno al 230 le steppe dell'Europa meridionale furono invase dal popolo germanico orientale dei Goti che rimase nell'area fino a quando ne fu espulso dagli Unni intorno al 370. Gli Unni governarono la regione per circa un secolo.

Intorno al 630 l'attuale Ucraina orientale divenne il territorio del canato dei Proto-bulgari. Nel 668 i Bulgari vennero a loro volta espulsi dai Cazari, che diedero vita ad un canato durato alcuni secoli. Tuttavia intorno all'890 nell'area dell'attuale Ucraina si insediarono i Peceneghi, organizzati in otto principati tribali.

La Rus' di Kiev[modifica | modifica sorgente]

Lev I di Galizia Leone, principe di Galizia e Volinia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rus' di Kiev.

Popolazioni slave vivevano nelle foreste dell'Ucraina settentrionale almeno dal VI secolo. Verso la metà del IX secolo si insediarono, sovrapponendosi agli slavi, anche elementi di un popolo scandinavo, i Rus', appartenenti al grande gruppo dei Variaghi da cui discesero anche altri ceppi normanni. Un parente di Rurik, Oleg, nell'882 unificò tutte le terre Rus' e pose la capitale del suo regno a Kiev: è lo stato oggi chiamato Rus' di Kiev. I Rus' formarono per lungo tempo l'élite militare e politica della regione, ma si slavizzarono velocemente, assumendo le stesse tradizioni del resto della popolazione. L'unificazione di un territorio così vasto sotto un'unica autorità conferì per due secoli una grande prosperità alla regione di Kiev, che divenne un punto di passaggio obbligato del commercio lungo il Dnipro, tra il Baltico e il Mar Nero. Lungo il fiume si trasportavano merci pregiate come pellicce, cera, miele, zanne di tricheco e schiavi provenienti dall'odierna Bielorussia.

Sviatoslav fu ucciso nel 972 dai Peceneghi, alleati dell'Impero Bizantino, che continuavano ad occupare la parte meridionale dell'attuale Ucraina.

Estensione della Rus' di Kyiv nell'XI secolo.

Nel 988 il sovrano Vladimir I del regno del Rus' di Kiev si convertì con tutto il suo popolo al Cristianesimo di Costantinopoli, sposò Anna, sorella dell'imperatore bizantino Basilio II e iniziò così un periodo di forte influenza bizantina sulla cultura del regno (già iniziata, probabilmente, nel 957). Per diverso tempo la conversione religiosa della popolazione fu solo "di facciata", ma la chiesa ebbe l'opportunità di inserire i propri esponenti nell'amministrazione degli insediamenti del Rus di Kiev e di condizionarne le vicende.

Jaroslav sconfisse definitivamente i Peceneghi nel 1036. Le steppe furono allora invase dal popolo dei Cumani. La conseguenza delle continue invasioni di popolazioni nomadi di lingua turca (Peceneghi e Cumani), che compivano razzie ai danni dei Rus', e le popolazioni slave migrarono a nord[16], verso le più sicure foreste ma abitate dalle popolazioni uraliche (ugro-finniche).

All'inizio del XII secolo la regione conobbe un periodo di decadenza: probabilmente a causa di tassazioni troppo elevate, di conflitti tra i nobili ed i reiterati attacchi dei popoli nomadi confinanti, molti abitanti abbandonarono la regione per colonizzare altre terre che si trovavano a nord est, lungo il Volga, abitate da popolazioni (ugro-finniche). I tentativi dei sovrani di arginare il declino demografico introdussero nel territorio le popolazioni delle steppe circostanti che, precedentemente nomadi, iniziarono ad assumere uno stile di vita più stanziale.

A partire dal 1054 la Rus' di Kiev si disgregò in principati indipendenti. L'odierna Ucraina risultò divisa fra i principati di Halicz o Galizia, Volinia o Vladimir Volinskji, Černigov, Novgorod Severskji, Perejaslav e Kiev. Per la prima volta apparve il nome di Ucraina, usato per indicare il territorio soggetto a Perejaslav[17].

Il periodo mongolo[modifica | modifica sorgente]

Nel XIII secolo le steppe eurasiatiche furono sconvolte dalla invasione dei Mongoli ed in particolare nel 1240 Kiev fu devastata. I Mongoli non conquistarono direttamente i principati slavi, ma li resero vassalli e li sottomisero al pagamento di un tributo. I Cumani furono invece governati direttamente.

Intorno alla metà del secolo la parte europea del dominio mongolo divenne indipendente con il nome di khanato dell'Orda d'Oro. Di esso rimasero tributari i principati ucraini per circa un secolo.

Fra il 1362 e il 1399 i granduchi lituani Algirdas e Vitoldo conquistarono buona parte dell'odierna Ucraina, fino alle coste del Mar Nero, ponendo così fine ai principati eredi della Rus' di Kiev. Nel frattempo nel 1386 in seguito all'Unione di Krewo la Lituania si univa al Regno di Polonia, il quale si era impossessato della Galizia o Piccola Polonia.

I territori rimasti in mano all'Orda d'Oro avrebbero costituito intorno al 1430 il khanato di Crimea.

Il dominio polacco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Granducato di Lituania e Confederazione polacco-lituana.
Ivan Mazeppa - atamano dello Stato Cosacco (1687—1709)

Intorno alla fine del XV secolo vi fu un'imponente ondata immigratoria da parte di esuli e rifugiati ortodossi, genericamente definiti kozak, cosacchi (parola che in turco significava nomade, o libero) che si riunirono in un gruppo di tribù seminomadi lungo i fiumi Don e Dnepr.

Nell'età moderna la maggior parte del territorio dell'attuale Ucraina era ripartito, secondo confini che si sono modificati nel tempo, fra il Granducato di Lituania (che confluirà nella Confederazione polacco-lituana), la Moscovia (dal 1547 Regno russo e dal 1721 Impero Russo) ed il khanato di Crimea, vassallo dell'Impero Ottomano.

La porzione polacca era divisa nei palatinati di Rutenia, Bełz, Volinia, Podolia, Kiev, Cernigov e Bracław.

Vi erano poi due porzioni dell'odierna Ucraina appartenenti ad altri stati: la Rutenia transcarpatica faceva parte dell'Ungheria e perciò dei domini asburgici; mentre l'odierno Oblast' di Černivci e la porzione sudoccidentale di quello di Odessa appartenevano al principato di Moldavia, tributario ottomano.

Fra il 1583 ed il 1657 i Cosacchi Zaporoghi furono soggetti alla corona polacca come parte del palatinato di Kiev. Nel 1648 Bohdan Chmel'nyc'kij si fece proclamare atamano dei Cosacchi e ne guidò la rivolta contro la Polonia, che terminò con la costituzione di uno stato autonomo cosacco, inizialmente vassallo dei polacchi. Nel 1654 Chmel'nyc'kij stipulò un'alleanza con il Regno russo (trattato di Perejaslav), ma l'Etmanato rimaneva vassallo polacco. In seguito al trattato di Andrusovo del 1667 lo stato cosacco si trovò diviso lungo il corso dello Dnepr: la metà occidentale era vassalla dei Polacchi, quella orientale dei Russi. Nella parte polacca l'etmanato fu soppresso fra il 1699 ed il 1704.

Nel 1708 l'atamano Ivan Mazeppa si ribellò ai Russi con l'appoggio degli svedesi che avevano invaso l'Ucraina, durante la Grande guerra del Nord. La rivolta fu, tuttavia, ferocemente repressa da Pietro il Grande.

Infine nel 1764 lo stato cosacco fu soppresso da Caterina II di Russia ed annesso al territorio russo.

Per la sua posizione geografica, l'Ucraina ha giocato un ruolo importante nelle guerre fra l'Europa orientale e l'impero Ottomano, che a seguito di ripetute guerre con l'Impero Russo, fra il 1774 ed il 1784 dovette cedere il canato di Crimea alla Russia. Circa negli stessi anni, in seguito alle spartizioni della Polonia, fra il 1772 ed il 1795, i territori polacchi abitati da Ruteni furono divisi fra Austria (la Galizia e Lodomiria con Leopoli) e Russia (Volinia e Podolia).

L'Impero Russo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impero Russo.

All'interno dell'Impero russo l'odierna Ucraina era divisa fra la Piccola Russia (i governatorati di Kiev, Charkov, Poltava e Černigov), la Russia Meridionale (i governatorati di Ekaterinoslav, Cherson, Tauride e parte della Bessarabia) e la Russia Occidentale (i governatorati di Volinia e Podolia).

Gli ucraini sudditi dell'Impero austriaco (poi austroungarico) erano detti ruteni ed erano divisi fra il Regno di Galizia e Lodomiria la Bucovina e l'Ungheria[18].

Nonostante le promesse di autonomia contenute nel Trattato di Perejaslav, l'élite ucraina e i cosacchi non ricevettero mai le libertà che attendevano dall'Impero Russo. Tuttavia, entro l'Impero, gli ucraini poterono arrivare ai gradi più alti della gerarchia e della Chiesa ortodossa russa.

Nell'ultimo periodo, il regime zarista portò avanti una politica di russificazione delle terre ucraine, sopprimendo l'uso della lingua ucraina nella stampa e in pubblico. Nell'impero asburgico vi era maggiore tolleranza per i Ruteni[19].

Nello stesso periodo l'Ucraina divenne il "granaio d'Europa" e Odessa, porto d'imbarco del grano, era la più grande città ucraina e la quarta dell'Impero russo[18]. Kiev e Kharkov erano centri dell'industria tessile. Dal canto suo, Leopoli era la quarta città dell'Impero Austroungarico[18].

La Rivoluzione e il periodo sovietico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Repubblica popolare ucraina, Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale e Repubblica socialista sovietica ucraina.

Fra il 1917 e il 1922, in seguito alla Rivoluzione Russa, vi fu un lungo periodo di guerra civile e di anarchia con continui cambi di fazioni al potere; questo periodo fu segnato dall'esistenza di più entità statali separate: nei territori austroungarici di lingua ucraina fu proclamata la Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale, mentre nell'area appartenuta all'Impero Russo si scontrarono la Repubblica popolare ucraina con capitale Kiev e la Repubblica socialista sovietica ucraina con capitale Kharkov. La Repubblica Popolare di Kiev fu riconosciuta dall'Impero Germanico, che ne impose il riconoscimento ai Bolscevichi nel trattato di Brest-Litovsk. Dal 1918 fu un centro dell'Armata Bianca[19].

Ponendo termine ad un periodo di aspre lotte, la Pace di Riga assegnò la Galizia e la Volinia alla Polonia, i sovietici ottennero il resto del paese e nel 1922 l'Ucraina entrò ufficialmente a far parte dell'URSS come Repubblica socialista sovietica ucraina. Quanto ai territori di lingua rutena dell'Impero Austroungarico, essi risultarono divisi fra Polonia, (attuali Oblast' di Leopoli, Volinia, Rovno, Ivano-Frankivs'k, e Tarnopol), Cecoslovacchia (Oblast' di Transcarpazia) e Romania (l'odierno Oblast' di Černivci). Questi territori furono assegnati all'Ucraina (e quindi all'Unione Sovietica) solo dopo la Seconda guerra mondiale.

Fra il 1929 ed il 1933 la collettivizzazione forzata della terra provocò la morte per fame di milioni di persone: si tratta dello Holodomor, ricordato come il genocidio ucraino.

Fra il 1941 ed il 1944 l'Ucraina fu occupata dalle forze dell'Asse (fra cui l'ARMIR italiana) nell'ambito della campagna di Russia. 30.000 ucraini si arruolarono nelle Waffen-SS in funzione antibolscevica e antirussa. In questo contesto si inserì anche l'attività nazionalista ed indipendentista dell'Esercito Insurrezionale Ucraino.

Nel 1954, all'interno dell'Unione Sovietica, la Crimea fu assegnata all'Ucraina.

Nel periodo sovietico ebbe grande sviluppo industriale il bacino carbonifero del Donbass e ciò spostò l'equilibrio economico dell'Ucraina a favore delle aree più orientali e russofone.

Il 26 aprile 1986 ebbe luogo il disastro di Černobyl', che ebbe conseguenze devastanti in termini di morti, malati, menomati, sfollati, nonché in termini di danni economici.

L'indipendenza[modifica | modifica sorgente]

Cerimonia di deposizione di una corona a Babi Yar, dove il Nazisti uccisero approssimativamente 100.000 persone, 1991

Il 16 luglio 1990, il nuovo Parlamento adottò la Dichiarazione di sovranità dell'Ucraina.[20] La dichiarazione stabilì i principi di autodeterminazione dell'Ucraina, la democrazia, l'economia politica e l'indipendenza, la priorità della legge ucraina sul territorio ucraino rispetto al diritto sovietico . Un mese prima, una simile dichiarazione fu adottata dal Parlamento della Repubblica Socialista Federativa Russa. Iniziò un periodo di confronto fra il Soviet centrale e le nuove autorità repubblicane. Nell'agosto 1991, una fazione conservatrice fra i leader comunisti dell'Unione Sovietica tentarono un colpo di stato per rimuovere Mikhail Gorbachev e ripristinare il potere del Partito Comunista. Dopo il fallito Colpo di Stato, il 24 agosto 1991 il Parlamento ucraino adottò l'Atto d'indipendenza dell'Ucraina attraverso il quale il Parlamento dichiarò l'Ucraina uno Stato indipendente e democratico.[21]

Un referendum e la prima elezione parlamentare ebbero luogo il 1 dicembre 1991. Quel giorno, più del 90% dell'elettorato espresse il proprio consenso all'Atto d'Indipendenza, e venne eletto come presidente del Parlamento Leonid Kravchuk, per servire come primo Presidente del Paese. Un meeting a Brest, in Bielorussia l'8 dicembre, seguito dell'Alma Ata meeting il 21 Dicembre, i leaders di bielorussa, Russia e Ucraina, dissolsero formalmente l'Unione Sovietica e formarono la Comunità degli Stati indipendenti (CIS).[22]

I rapporti con la Russia furono inizialmente molto tesi, restavano da risolvere la questione degli armamenti nucleari sul territorio ucraino e il controllo della flotta del Mar Nero ancorata a Sebastopoli.

L'economia del paese conobbe un periodo di crisi dovuto alla mancanza di riserve energetiche, si ebbero tassi elevatissimi di inflazione e le tensioni interne aumentarono. Kravčuk fu sconfitto nel 1994 da Leonid Kučma, riformatore filo-russo rieletto poi nel 1999. Alla fine degli anni novanta i rapporti fra Ucraina e NATO furono causa di nuove tensioni con la Russia.

Nel 2000 venne formato un governo riformista con a capo Viktor Juščenko.

Nell'aprile 2001 la maggioranza parlamentare si dissolse e il primo ministro Viktor Juščenko venne destituito, dando inizio a un periodo di instabilità. Dopo il breve mandato di Anatolij Kinakh, dal 21 novembre 2002 fu nominato primo ministro Viktor Janukovyč.

La rivoluzione arancione e il periodo 2004-2010[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rivoluzione arancione e Crisi del gas tra Russia e Ucraina (2006).
Julija Tymošenko insieme al Presidente Viktor Juščenko

I risultati delle elezioni presidenziali dell'ottobre/novembre 2004, dopo proteste popolari per sospetti di brogli a favore del primo ministro Janukovyč (sostenuto dal presidente uscente moderato Kučma) e la cosiddetta "Rivoluzione arancione" da parte dei sostenitori di Juščenko, vennero sospesi dalla corte suprema.

Le elezioni si ripeterono il 26 dicembre 2004 e il nuovo presidente risultò Viktor Juščenko, entrato in carica il 23 gennaio 2005. Tale rivoluzione vide il forte sostegno degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, che salutarono con favore la caduta di un'altra autocrazia post-sovietica. Con l'ascesa al potere di Juščenko ed il conseguente spostamento politico dell'Ucraina verso l'Unione Europea, Gazprom tuttavia iniziò a tariffare il gas all'Ucraina al prezzo di 230 dollari per 1000 m³, aumentando considerevolmente la precedente tariffa di 50 dollari, da sempre un prezzo di favore della Russia verso l'Ucraina.

In seguito alle elezioni per la Verchovna Rada, il parlamento ucraino, tenutesi il 26 marzo 2006 e vinte dal Partito delle Regioni di Janukovyč col 32,14% dei voti, la "coalizione arancione" presieduta da Juščenko uscì notevolmente ridimensionata[rispetto a quando?] a causa del voltafaccia di una parte della coalizione, il Partito Socialista. Janukovyč, eletto primo ministro, riuscì poi a modificare la costituzione per via parlamentare riducendo i poteri del presidente. Ciò spinse Juščenko, il 2 aprile 2007, a firmare un decreto per sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni legislative; il decreto venne bocciato in parlamento, fra le proteste del premier Janukovyč e dei suoi sostenitori nelle piazze.

Il 30 settembre 2007 la crisi sfociò in elezioni parlamentari anticipate, frutto di un accordo tra Juščenko, Janukovič ed il presidente del parlamento, Oleksandr Moroz. L'esito fu controverso: se il Partito delle Regioni di Janukovič si riconfermò come primo partito, la coalizione tra il Blocco Elettorale Julija Tymošenko di Julija Tymošenko e il Blocco Nostra Ucraina-Autodifesa Popolare di Juščenko ottenne la maggioranza dei seggi. Julija Tymošenko fu pertanto nominata primo ministro il 18 dicembre 2007.

Nel 2008 si verificò un'altra crisi politica, causata dalle reazioni alla guerra in Ossezia del Sud; il presidente Viktor Juščenko sciolse, dopo circa un anno dalle precedenti elezioni, la Verchovna Rada e indisse nuove elezioni, poi annullate a causa della formazione di una nuova coalizione di governo, sempre guidata da Julija Tymošenko.

La rivoluzione dell'Euromaidan e le rivolte contro il governo di Maidan (2014)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Manifestazioni pro-europee nel 2013 in Ucraina.

Nel 2010 alle elezioni presidenziali fu eletto Presidente della Repubblica Viktor Janukovyč, che sconfisse la Tymošenko di stretta misura. Nel 2011 la Tymošenko venne coinvolta in un procedimento penale per malversazione di fondi pubblici, con l'accusa di aver siglato con la compagnia russa Gazprom un contratto per la fornitura di gas naturale giudicato inutilmente oneroso per il paese. Il 29 agosto 2012 la Corte Suprema dell'Ucraina nell'ultimo grado di giudizio ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per abuso d'ufficio. A favore dell'ex Primo Ministro ucraino è arrivata la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, che il 29 aprile 2013 ha decretato "illegale" la detenzione della Tymošenko.[23]

Nel corso del 2013 iniziarono forti proteste pro-europee contro il presidente Janukovyč, politicamente filo-russo, sfociate in dicembre quando il governo ha sospeso un accordo di associazione tra l'Ucraina e l'Unione europea. Tali proteste, sostenute anche da gruppi nazionalisti vicini al partito politico di estrema destra Settore destro, sfociarono nel corso di gennaio e febbraio 2014 in feroci e violenti scontri con feriti e morti, che hanno portato il 22 febbraio alla deposizione del Presidente Janukovyč e alla scarcerazione della Tymošenko.

L'Ucraina tra UE, NATO e Russia[modifica | modifica sorgente]

Gli accordi di Schengen[modifica | modifica sorgente]

Dal 21 dicembre 2007, in seguito all'estensione dell'area Schengen, arrivata fino alla Polonia, sono aumentate le pressioni ucraine sull'Unione europea per un'accelerazione del processo di integrazione. Schengen, infatti, comporta un notevole inasprimento del regime dei visti fra i paesi che vi aderiscono e gli altri e ciò ha reso molto difficile i passaggi di frontiera dall'Ucraina alla Polonia, che erano prima circa 6,5 milioni l'anno. Questo è un problema soprattutto per le circa centomila persone che si stima vivessero di traffici transfrontalieri e per gli abitanti della Galizia, inclusa nella Polonia dal XV al XVIII secolo, poi governata dall'Austria e di nuovo unita alla Polonia dal 1921 al 1941, dove pertanto molti abitanti hanno parenti oltreconfine. Per questo Polonia e Ucraina hanno sottoscritto un accordo secondo cui gli abitanti a meno di 50 km dal confine non avranno bisogno dei visti, se l'UE approverà.[24]

Fra Russia e Occidente[modifica | modifica sorgente]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Manifestazioni pro-europee nel 2013 in Ucraina e Crisi di Crimea del 2014.

L'Ucraina, nonostante sia rimasta, come altri paesi in passato comprendenti dell'Unione Sovietica, in parte dipendente dalla Russia, ha ultimamente manifestato un distacco da quest'ultima con l'avvenire nel paese di rivolte sempre più numerose di stampo filo-occidentale e scontri fra manifestanti, che sono culminate il 22 febbraio 2014 con la deposizione del presidente filo-russo Janukovyč. Quest'evento ha contribuito ad allargare la tensione fra i due paesi con ripercussioni sul lato economico, nonché politico: la Russia ha aumentato esponenzialmente il prezzo del gas che prima veniva fornito all'Ucraina ad un prezzo amichevole, e le relazioni tra i due paesi si sono inasprite più che mai dall'indipendenza dell'Ucraina.

Con l'inasprirsi del malcontento tra le popolazioni dell'est dell'Ucraina anche a causa di una crescente crisi economica, e la sempre maggiore instabilità politica all'interno del paese dopo il colpo di stato appoggiato da esponenti partiti di estrema destra e di stampo filo-europeo come Settore destro, la popolazione ribelle si è detta contraria al nuovo governo di Kiev e in segno di protesta e di scissione ha occupato diversi edifici governativi e militari e non in particolare nelle zone del Donbass e dintorni. In Ucraina si è andata creandosi una vera e propria guerra civile, tutt'ora in corso, che vede contrapposte le forze militari di Kiev ai ribelli di stampo russofono delle regioni dell'est del paese.

La crisi Ucraina ha risuonato anche fuori dal paese inasprendo le relazioni tra Russia e Occidente, che si sono scambiati accuse a vicenda sia sul lato politico che militare; se da un lato l'Occidente accusa la Russia di appoggiare in ambito militare i ribelli dell'est dell'Ucraina contribuendo a fomentare le rivolte, la Russia ribadisce le violazioni da parte da quello che definisce come illegittimo governo di Kiev di sopprimere le rivolte con la violenza, non curandosi dei diritti umani e bombardando i civili nella parte russofona del paese senza fare nulla per distendere la tensione. Da parte sua, la Russia ha schierato diverse truppe militari al confine con l'Ucraina, fatto che è stato denunciato più volte dalla NATO come atto d'aggressione.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia dell'Ucraina.
Carta orografica dell'Ucraina
Carpazi orientali in Ucraina occidentale

L'Ucraina, con i suoi 603 628 k di estensione è il secondo stato più grande d'Europa, dopo la Russia europea e prima della Francia metropolitana.Il confine dell'Ucraina con gli altri stati è lungo 4 558 km, suddivisi fra Bielorussia (891 km), Ungheria (103 km), Moldavia (939 km), Polonia (428 km), Romania (169 km a sud, 362 ad ovest), Russia (1 576 km) e Slovacchia (90 km), oltre ai 2872 km di costa marittima.

Il paesaggio ucraino consiste prevalentemente di fertili pianure o steppe attraversate da diversi fiumi, tra cui il Dnepr, il Donec, il Dnestr e il Bug meridionale che vanno a gettarsi nel Mar Nero e nel più piccolo Mar d'Azov. Nella parte sudoccidentale il Delta del Danubio costituisce il confine con la Romania. Le poche catene montuose presenti sono le propaggini dei Carpazi, ad ovest, la cui cima più alta è il Hoverla (Goverla) con 2 061 m e le montagne della penisola di Crimea.

Le città più importanti sono: Kiev (2 799 000 abitanti, in ucraino Kyiv), Charkiv (1 455 000), Dnipropetrovs'k (1 049 000), Donec'k (1 016 000), Odessa (Odesa; 1 013 000), Zaporižžja (900 000), Leopoli (830 000; L'viv;), Kryvyj Rih (717 000).

Secondo le stime del 1887 dei geografi del dipartimento militare del Impero Austro Ungarico, nei pressi della città ucraina di Rachiv nella Zakarpatia(di coordinate 48°45′N 18°55′E / 48.75°N 18.916667°E48.75; 18.916667) sarebbe il Centro geografico dell'Europa; vi sono altri luoghi considerati centro del continente, a seconda degli studiosi e dei metodi di misurazione utilizzati.

Clima[modifica | modifica sorgente]

In Ucraina il clima è di tipo temperato continentale nell'interno e mediterraneo nella costa meridionale della Crimea: lungo il Mar Nero l'inverno è relativamente mite mentre nelle zone interne le temperature di gennaio sono molto più basse, con punte al di sotto dei −20 °C. Le precipitazioni annuali variano notevolmente da zona a zona: mentre in Ucraina occidentale cadono 1 200 mm di pioggia l'anno, in Crimea questo valore si riduce ad appena 400 mm. La temperatura media di gennaio a Kiev è di −6 °C.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

L'Ucraina è, dopo la Russia, la nazione più popolata tra quelle nate dal crollo dell'Unione Sovietica; il paese conta infatti 45,888 milioni di abitanti (2010) con una densità media di 77 persone per km². Il 67% (2005) della popolazione vive in aree urbane; le regioni più densamente popolate sono quelle orientali e occidentali, mentre nella sezione centrale dell'Ucraina, fatta eccezione per l'area urbana di Kiev, il popolamento è molto più rado. Il tasso di crescita annuo è negativo dal 1993: nel 2007 è stato di −0,68% e continua a scendere, indicando una tendenza al decremento sempre più forte, che riflette una situazione di incertezza del paese dopo il crollo dell'URSS e la grave crisi economica che ne è scaturita. La speranza di vita alla nascita è di 67,9 anni (2007), non molto alta e con una forte disparità fra uomini e donne, cosa che provoca una prevalenza demografica del sesso femminile. Il tasso di mortalità infantile, del 20‰, è nettamente superiore a quello dei paesi dell'Europa occidentale.

Gli ucraini costituiscono la maggioranza della popolazione (73%). Tra le minoranze vi sono russi (22%) – presenti soprattutto verso il confine orientale e in Crimea –, bielorussi (0,9%), ebrei (0,9%), romeno-moldavi (0,9%), bulgari (0,5%), polacchi (0,4%), ungheresi (0,3%) e tatari di Crimea (che subirono deportazioni durante la seconda guerra mondiale). Gli ebrei, assai numerosi prima degli anni quaranta, si sono ridotti della metà, come risultato della Shoah e delle emigrazioni favorite dalle autorità sovietiche negli anni ottanta. Sono numerosi, peraltro, gli ucraini che risiedono in Russia e nelle altre ex repubbliche sovietiche, ed esistono delle forti comunità anche in Europa centrale, Canada e Stati Uniti.

Etnie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ucraini.
Minoranza rumena in Ucraina

L'Ucraina ha una vasta varietà di gruppi etnici, il maggiore dei quali è quello ucraino, seguito dalla numerosa minoranza russa, che non coincide però con la più ampia popolazione russofona. Altre etnie minoritarie sono i bielorussi, i rumeni, i tatari di Crimea, gli ungheresi, i polacchi, gli ebrei, gli armeni, i greci, i tatari e molti altri ancora, tra cui non mancano rom, tedeschi, popolazioni caucasiche e turche.

Mappa che illustra le distribuzione delle etnie in Ucraina
Minoranza polacca in Ucraina
Minoranza rom in Ucraina

Seguono le percentuali dei gruppi etnici in Ucraina secondo il censimento del 2001:

Italiani in Crimea[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Italiani di Crimea.

Una comunità di origine italiana (soprattutto pugliese), consistente in alcune migliaia di persone, si era stanziata in Crimea verso la metà dell'Ottocento. Con l'avvento del comunismo alcuni rientrarono in Italia, ma rimasero circa 1200 persone che nel 1942 vennero deportate in Kazakistan. Sia durante il percorso della deportazione (con carri piombati), sia nei luoghi di arrivo, circa i due terzi di loro perirono per malattie e stenti. Circa 200 persone rientrarono a Kerč' (Crimea) ai tempi di Kruscev. Essi e i loro discendenti si trovano ancora là, altri sono dispersi sul territorio dell'ex Unione Sovietica.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa cattolica in Ucraina.

Punto di incontro tra etnie e culture differenti, l'Ucraina presenta un panorama religioso molto composito, sebbene, secondo un sondaggio del 2006, il numero dei non-religiosi raggiunga oggi il 62,5% della popolazione.[25]

La confessione più diffusa è il cristianesimo ortodosso che tuttavia fa capo a tre diverse giurisdizioni: la Chiesa ortodossa ucraina (Patriarcato di Mosca), la Chiesa ortodossa ucraina (Patriarcato di Kiev) e la Chiesa Autocefala ortodossa d'Ucraina; queste ultime due chiese non sono riconosciute dall'ortodossia canoniche.[26]

Risultato di un sondaggio realizzato dal Razumkov Centre sulla situazione religiosa in Ucraina.

██ Atei o agnostici

██ Chiesa ortodossa - Patriarcato di Kiev

██ Chiesa ortodossa – Patriarcato di Mosca

██ Chiesa autocefala

██ Chiesa greco-cattolica ucraina

██ Chiesa cattolica-romana

Il secondo gruppo religioso è rappresentato dai cattolici di rito orientale, afferenti alla Chiesa greco-cattolica ucraina in piena comunione con la Santa Sede.[27] Si aggiungono inoltre 863 comunità cattoliche di rito latino con circa un milione di fedeli, per lo più Polacchi e Ungheresi diffusi prevalentemente nelle regioni occidentali del paese.

La cattedrale di Santa Sofia (Kiev); non vi si svolgono cerimonie regolari in quanto è rivendicata dalle varie correnti ortodosse e cattoliche.[28]

Anche i protestanti sono circa un milione e il loro numero è notevolmente cresciuto dopo l'indipendenza del paese. Benché diviso in varie Chiese, il gruppo più consistente è quello dei pentecostali (oltre 300 000), seguito dagli evangelici (150 000 fedeli); si contano poi gruppi di calvinisti, testimoni di Geova, luterani, metodisti, avventisti del settimo giorno e mormoni.

Per quanto riguarda i culti non cristiani, vi sono in Ucraina 500 000 musulmani, la metà dei quali di etnia tatara[29]. Si contano 487 comunità maomettane, delle quali 368 sono concentrate in Crimea. A Kiev vivono circa 50 000 islamici, ma la gran parte sono di origine straniera.[30]

L'ebraismo era assai diffuso prima della seconda guerra mondiale: si pensi che nel 1926 la comunità di Odessa contava 154 000 membri (il 36,5% degli abitanti totali), mentre quella di Kiev raggiungeva le 140 500 unità (il 27,3% degli abitanti).[31] Dal censimento del 2001 risultavano 103 600 ebrei, ma alcuni leader religiosi sostengono che essi potrebbero in realtà essere 300 000. La gran parte segue il giudaismo ortodosso, ma è presente anche l'ebraismo riformato e l'ebraismo conservatore.

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua ucraina.

La Costituzione dell'Ucraina stabilisce che la lingua ufficiale di Stato è l'Ucraino. Il Russo, che era di fatto la lingua ufficiale dell'Unione Sovietica, è largamente diffuso, specialmente nell'Ucraina orientale e meridionale. Secondo il censimento del 2001, il 67,5% della popolazione ha dichiarato come madrelingua l'Ucraino mentre il 29,6% ha dichiarato il Russo.

Talvolta è difficile determinare la reale diffusione delle due lingue poiché molte persone parlano il Suržik (суржик), un misto di Ucraino e Russo dove il vocabolario russo è spesso combinato con la grammatica e la pronuncia Ucraina, ma nei sondaggi dichiarano di parlare l'una o l'altra lingua (molti parlano anche le due lingue correttamente). Vi sono poi alcuni appartenenti all'etnìa ucraina che dichiarano l'ucraino come la loro madrelingua, ma nella vita quotidiana parlano più spesso il russo. Questi dettagli modificano sensibilmente le statistiche, che quindi possono differire non poco fra di loro.

L'ucraino si parla soprattutto nella parte centrale e occidentale del paese dove è la lingua predominante nelle città, come a Leopoli. Nell'Ucraina centrale le due lingue sono egualmente parlate, ma il russo è più frequente a Kiev, mentre l'ucraino prevale nelle comunità rurali. Nel sud e nell'est il russo è più diffuso nelle città, mentre nelle aree rurali si parla il Suržik.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua russa in Ucraina.

Durante l'era sovietica il numero di persone che parlavano l'ucraino diminuì di generazione in generazione e attorno a metà degli anni ottanta l'uso nella vita pubblica diminuì considerevolmente. Dopo l'indipendenza. il governo ucraino cominciò una politica di ucrainizzazione per accrescere l'uso dell'ucraino. Questo avviene generalmente a spese del russo che era il linguaggio della pubblica amministrazione nel periodo precedente. Il governo promuove l'uso della lingua ucraina in vari ambiti, nella scuola, negli uffici pubblici e nei media.

Stando alla costituzione della Repubblica autonoma di Crimea, l'ucraino è la sola lingua di stato. Tuttavia è riconosciuto il russo come lingua parlata dalla maggioranza della popolazione e garantito il suo uso in tutti gli ambiti della vita pubblica. Similmente, alla Lingua tatara di Crimea (la lingua di un buon 12% della popolazione della repubblica) è garantito uno speciale protezione così come ai linguaggi delle altre etnicità. Gli abitanti di lingua russa costituiscono una maggioranza preponderante (77%), quelli di lingua ucraina sono il 10,1% e quelli di lingua tatara di Crimea l'11,4%. Ma nella vita di tutti i giorni la maggioranza dei tatari di Crimea e degli ucraini parlano il russo. Taras Shevchenko, un fervente nazionalista nato come schiavo nel 1814 e poi diventato un eroe nazionale, fu il primo scrittore di lingua ucraina di una certa importanza.

Il migliore e più produttivo scrittore dell'inizio del XX secolo fu Ivan Franko, le cui opere comprendono racconti di fantasia, poesie, opere teatrali, trattati filosofici e racconti per bambini.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni dell'Ucraina.

L'Ucraina è divisa in 24 regioni (область - oblast' al plurale області - òblasti) e una repubblica autonoma (автономна республіка - avtonòmna respùblika), Crimea. Vi sono inoltre due città (місто - mìsto, plurale - містa - mistà,Città, in ucraino), Kiev e Sebastopoli, che hanno statuto speciale.

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Nella seguente tabella vengono elencate, in ordine decrescente per popolazione, le città dell'Ucraina con almeno 100 000 abitanti.

Città Nome ucraino Oblast' o Regioni dell'Ucraina Status Popolazione (Cens. 2001)
Oltre 1 000 000 abitanti
Kiev Київ Kiev S 2 611 327
Charkiv Харків Oblast di Charkiv O 1 470 902
Dnipropetrovs'k Дніпропетровськ Oblast di Dnipropetrovs'k O 1 065 008
Odessa Одеса Oblast di Odessa O 1 029 049
Donec'k Донецьк Oblast di Donec'k O 1 016 194
500 000 – 1 000 000
Zaporižžja Запоріжжя Oblast di Zaporižžja O 815 256
Leopoli Львів Oblast di Leopoli O 732 818
Kryvyj Rih Кривий Ріг Oblast di Dnipropetrovs'k O 668 980
Mykolaïv Миколаїв Oblast di Mykolaïv O 514 136
250 000 – 500 000
Mariupol' Маріуполь Oblast di Donec'k O 492 176
Luhans'k Луганськ Oblast di Luhans'k O 463 097
Makiïvka Макіївка Oblast di Donec'k O 389 589
Vinnycja Вінниця Oblast di Vinnycja O 356 665
Cherson Херсон Oblast di Cherson O 328 360
Poltava Полтава Oblast di Poltava O 317 998
Černihiv Чернігів Oblast di Černihiv O 304 994
Čerkasy Черкаси Oblast di Čerkasy O 295 414
Sumy Суми Oblast di Sumy O 293 141
Gorlovka Горлівка Oblast di Donec'k O 292 250
Žytomyr Житомир Oblast di Žytomyr O 284 236
Dniprodzeržyns'k Дніпродзержинськ Oblast di Dnipropetrovs'k O 255 841
Kirovograd Кіровоград Oblast' di Kirovograd O 254 103
Chmel'nyc'kyj Хмельницький Oblast di Chmel'nyc'kyj O 253 994
100 000 – 250 000
Rivne Рівне Oblast di Rivne O 248 813
Černivci Чернівці Oblast di Černivci O 240 621
Kremenčuk Кременчук Oblast di Poltava O 234 073
Ternopil' Тернопіль Oblast di Ternopil' O 227 755
Ivano-Frankivs'k Івано-Франківськ Oblast di Ivano-Frankivs'k O 218 359
Luc'k Луцьк Oblast di Volinia O 208 816
Bila Cerkva Біла Церква Oblast di Kiev O 200 131
Kramators'k Краматорськ Oblast di Donec'k O 181 025
Melitopol' Мелітополь Oblast di Zaporižžja O 160 657
Nikopol' Нікополь Oblast di Dnipropetrovs'k O 136 280
Sloviansk Слов'янськ Oblast di Donec'k O 124 829
Berdjans'k Бердянськ Oblast di Zaporižžja O 121 692
Sjeverodonec'k Сєверодонецьк Oblast di Luhans'k O 119 940
Alčevs'k Алчевськ Oblast di Luhans'k O 119 193
Pavlohrad Павлоград Oblast di Dnipropetrovs'k O 118 816
Užhorod Ужгород Oblast di Zakarpatia O 117 317
Lysyčans'k Лисичанськ Oblast di Luhans'k O 115 229
Jenakijeve Єнакієве Oblast di Donec'k O 103 997

Politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica dell'Ucraina.

L'Ucraina è una repubblica semi-presidenziale con la classica tripartizione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Il Presidente, eletto direttamente dal popolo, resta in carica 5 anni ed è formalmente il Capo dello Stato.

Il Parlamento ucraino, la Verchovna Rada è mono-camerale e conta 450 seggi. È il primo responsabile della formazione dell'esecutivo e del Consiglio dei ministri al cui capo sta il Primo Ministro.

Le leggi, gli atti parlamentari e governativi, i decreti presidenziali e gli atti del Parlamento di Crimea possono essere annullati dalla Corte Costituzionale, se violano la Costituzione. La Corte Suprema è il maggior organo del sistema giudiziario. Ufficialmente sono garantite forme di decentramento amministrativo e governo locale. I consigli cittadini e locali e i sindaci sono eletti dal popolo e esercitano controllo sul bilancio dell'ente locale cui sono preposti, mentre i capi degli oblast' e dei raion sono cooptati dal Presidente della Repubblica.[32]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Crescita del PIL in Ucraina, 1990-2010

L'Ucraina è una nazione ad economia di mercato con un vasto mercato interno[33]. Storicamente le ricchezze di questa regione sono state il grano[34], tanto che era soprannominata il granaio d'Europa, il legname[35] e l'estrazione mineraria[36]. Per valutare il percorso economico[37] che l'Ucraina ha compiuto dall'indipendenza del 1991 ad oggi, basta confrontare la situazione economica subito dopo l'indipendenza con quella attuale. Nel 1994, il livello di inflazione superava il 10,650 %. Nel solo 1993 i redditi della popolazione diminuirono del 44 % rispetto all'anno precedente. Da allora il governo ucraino ha introdotto riforme economiche per stabilizzare il sistema finanziario. È seguita quindi una vasta privatizzazione e una riforma agraria che ha restituito la terra agli agricoltori, sono stati sciolti dei kolchoz e sono state create cooperative sulla base della proprietà privata. Al tempo stesso, lo Stato ha continuato a sostenere lo sviluppo dei settori strategici ad alta tecnologia, come l'ingegneria aeronautica, l'industria spaziale, la costruzione di macchine utensili.

Antonov An-225 Mriya: produzione di Antonov, costruttrice di aeromobili con sede in Ucraina.

I primi risultati sono apparsi già negli anni 1996-97. Tuttavia la crisi finanziaria globale del 1998 ha notevolmente ridotto tali progressi e la crescita economica è ripresa solo nel 2000. Negli ultimi quattro anni il prodotto interno lordo è cresciuto di un terzo, la produzione industriale del 60%. Solo nei primi sette mesi del 2004 l'incremento del Pil ha raggiunto il 13,5% e il volume dei crediti bancari è poi aumentato del 19,2%, mentre l'inflazione si è attestata al 4,4%. È stata inoltre raggiunta una crescita record nell'industria metalmeccanica, nella poligrafia, nella costruzione di automobili, nella siderurgia: ritmi di crescita non raggiunti con i proventi dal settore petrolifero (non vi sono risorse sufficienti), ma grazie allo sviluppo dell'industria di trasformazione.

La crescita economica ha determinato un impatto positivo nel settore sociale. Il tenore di vita degli ucraini è ancora lontano dagli standard europei-occidentali, ma i redditi e i salari crescono a ritmi sostenuti. Nel primo semestre del 2004 il reddito pro capite medio della popolazione è cresciuto del 15,5%, triplicandosi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il progresso dell'Ucraina nel settore della stabilizzazione macroeconomica e finanziaria è stato valutato positivamente dalla comunità internazionale. Nel 2005 il rating creditizio è raddoppiato.

L'economia ucraina è una delle più aperte fra i paesi post-sovietici. Molti giudicano favorevole il clima per gli investimenti.

Dal 5% al 7% della spesa pubblica in Ucraina sono spese per varie forme di risarcimento correlati al disastro della centrale nucleare di Chernobyl.[38].

L'Italia è il secondo partner commerciale dell'Ucraina e il primo importatore nell'Europa Occidentale.

In zone in cui la povertà è particolarmente elevata è stato osservato lo sviluppo di un'economia criminale basata sullo sfruttamento della tratta di esseri umani finalizzata alla prostituzione e specialmente diretta verso Turchia, medio Oriente, Europa e nord America.[39][40].

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti in Ucraina.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Rete autostradale ucraina
Allargamento della rete autostradale per Euro 2012

La maggior parte delle infrastrutture risalgono al periodo sovietico e sono in parte obsolete. La rete stradale ucraina collega tutti i maggiori centri del paese, ma per gli standard europei è considerata di bassa qualità. In totale, le strade asfaltate dell'Ucraina si snodano per una lunghezza di 164 732 km. Per questo motivo, era stato programmato un allargamento della rete autostradale in vista dei campionati europei di calcio del 2012.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La rete ferroviaria ucraina costituisce il vero mezzo di comunicazione fra i maggiori centri urbani, le zone portuali, i maggiori centri industriali e i paesi vicini. La maggiore concentrazione di collegamenti si trova nella zona del Donbass, (il Bacino del Donec, a est). Nonostante il trasporto merci su rotaia sia calato del 7,4% dal 1994 al 1995, l'Ucraina è ancora uno dei paesi del mondo dove è più massiccio l'uso del mezzo ferroviario. La rete totale si estende per 22 473 km di cui 9 259 elettrificati.

Vie aeree[modifica | modifica sorgente]

La compagnia di bandiera dell'Ucraina è la Ukraine International Airlines. In passato la principale compagnia aerea era la Aerosvit Airlines, fallita nel 2012. Sono presenti, inoltre, altre due compagnie che effettuano voli principalmente sul territorio nazionale: Dniproavia e Donbassaero

Energia[modifica | modifica sorgente]

L'Ucraina è una delle regioni a più alto consumo di energia, almeno il doppio della Germania rispetto al PIL. Una gran parte della produzione di energia viene dalle centrali nucleari del paese stesso e da quelle russe, da cui arriva la maggior quantità. Il petrolio e il gas per le centrali termoelettriche è importato perlopiù dalla Russia. L'Ucraina è largamente dipendente dall'estero per quanto riguarda l'energia, anche quella nucleare. La centrale di Zaporižžja, secondo impianto nucleare più grande d'Europa dopo Sellafield, è situata in Ucraina. Nel 2006 il governo ha deciso la costruzione di 11 nuovi impianti nucleari per il 2030 per raddoppiare la capacità di produzione energetica nucleare. Le fonti rinnovabili sono scarsamente utilizzate. Nel 2005 la produzione era così suddivisa: nucleare 47%, termica 45 %, idroelettrica, eolica e altre, 8%.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Nei Carpazi crescono pini e querce.Tra la flora protetta in Ucraina troviamo il tasso, la stella alpina e il rododendro dei carpazi.[41] Il bene protetto dall'UNESCO di interesse ambientale è dal 2007 - L'antica foresta di faggi dei Carpazi

Bandiera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera ucraina.

La Bandiera ucraina è rettangolare con proporzioni 2:3. Presenta due bande orizzontali di uguali dimensioni blu (sopra) e oro (sotto). I colori sono mutuati dalle armi del principato di Galizia ovvero un leone d'oro in campo blu. Apparsa per la prima volta nella forma attuale nel 1848, è stata adottata ufficialmente nel gennaio 1918 durante il breve periodo di indipendenza; reintrodotta in maniera definitiva il 21 gennaio 1992, con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e la proclamazione della sovranità nazionale. Nella tradizione popolare i colori indicano il cielo (blu) e il frumento (oro), una delle principali risorse del paese.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

I beni protetti dall'UNESCO di interesse culturale sono:

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina ucraina.

La cucina ucraina è parte integrante della cultura ucraina e si riflette nello stile di vita e negli usi e costumi di tutti gli ucraini. Si riconosce in modo particolare per la grande varietà di sapori e la diversità di ingredienti utilizzati. La cucina ucraina ha subito influenze in particolar modo dalla cucina russa e polacca. Gli ingredienti della cucina popolare sono per lo più funghi, verdure, barbabietole, frutta e vari tipi di erbe. Alcuni piatti tipici della cucina ucraina sono tra i più semplici da preparare.

Bevande[modifica | modifica sorgente]

Le bevande alcoliche sono molto diffuse, in particolare la gorilka, un distillato chiaro di frumento, segale. I cibi si accompagnano con vini, birra, vodka o tè.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Uno degli sport più popolari e seguiti in Ucraina è il pugilato.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vyšča Liha.

L'Ucraina, come le altre ex repubbliche sovietiche, ha beneficiato dell'attenzione data dal governo dell'URSS all'educazione fisica. Questa politica ha lasciato all'Ucraina centinaia di stadi, palestre, piscine e altri tipi di impianti sportivi. Fra i molti sport praticati dagli ucraini il primato va al gioco del calcio. La massima serie del campionato di calcio ucraino è la Vyšča Liha (Вища Ліга) Le squadre più note all'estero sono la Dinamo Kiev, il cui giocatore più noto è anche il simbolo della nazionale ucraina: Andrij Ševčenko, e lo Shaktar Donetsk, capace di vincere la Coppa UEFA nella stagione 2008-2009. La Nazionale di calcio dell'Ucraina ha giocato la sua prima partita ufficiale nel 1992, mentre la sua prima partecipazione ai Campionati Mondiali è del 2006; riuscì a raggiungere i quarti di finale, per poi essere battuta dall'Italia, poi Campione del Mondo.

I Campionati Europei 2012[modifica | modifica sorgente]

L'Ucraina, assieme alla Polonia, ha ospitato i Campionati europei di calcio del 2012.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scelta della nazione organizzatrice della fase finale del Campionato europeo di calcio 2012.

Dal 2011, le autorità ucraine hanno deciso, al fine di restituire un'immagine migliore del Paese, di ripulire le strade da cani e gatti randagi in vista dell'avvenimento. In particolare le autorità di Kiev e di Lugansk hanno optato per uno sterminio di massa con modalità particolarmente atroci[42][43], come uccisioni a bastonate e cremazioni di animali ancora in stato cosciente, che hanno scosso l'opinione pubblica, generando diverse proteste e petizioni da persone e organizzazioni animaliste sensibili al problema[44][45][46][47].

Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]

L'Ucraina ha fatto il suo debutto ai Giochi olimpici come stato indipendente alle Olimpiadi invernali di Lillehammer del 1994. Ad oggi (agosto 2008) dopo aver partecipato a sole 3 delle 25 olimpiadi estive e 4 delle 22 olimpiadi invernali, l'Ucraina si è piazzata al 35º posto per numero di medaglie vinte nel conteggio del medagliere di sempre dei Giochi olimpici.

Filatelia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Emissioni filateliche dell'Ucraina.

La prima emissione filatelica risale al 1990.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (RU) Верховная Рада Украины большинством голосов приняла закон о повышении статуса русского языка
  2. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  3. ^ a b Crimea adotta rublo e stesso fuso Mosca, ANSA, 17 marzo 2014. URL consultato il 24 marzo 2014.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  5. ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ Crimea - Parlamento proclama l'indipendenza dall'Ucraina
  7. ^ Crimea, firmata annessione alla Russia, la Repubblica, 18 marzo 2014. URL consultato il 24 marzo 2014.
  8. ^ Kiev scioglie il parlamento regionale della Crimea in it.euronews.com, 15 marzo 2014. URL consultato il 24 marzo 2014.
  9. ^ (EN) Ukraine’s Rada passes bill declaring Crimea ‘temporarily occupied territory’, ITAR-TASS, 20 marzo 2014. URL consultato il 24 marzo 2014.
  10. ^ Link
  11. ^ Kiev, per andare in Crimea i cittadini ucraini dovranno avere il passaporto
  12. ^ M. Fasmer. Dizionario etimologico della lingua russa.
  13. ^ Sandrine Prat, Stéphane C. Péan, Laurent Crépin, Dorothée G. Drucker, Simon J. Puaud, Hélène Valladas, Martina Lázničková-Galetová, Johannes van der Plicht e Alexander Yanevich, The Oldest Anatomically Modern Humans from Far Southeast Europe: Direct Dating, Culture and Behavior, plosone, 17 giugno 2011. URL consultato il 21 giugno 2011.
  14. ^ Jennifer Carpenter, Early human fossils unearthed in Ukraine, BBC, 20 giugno 2011. URL consultato il 21 giugno 2011.
  15. ^ Scythian in Encyclopædia Britannica (fee required). URL consultato il 12 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
  16. ^ Vasily Klyuchevsky, The course of the Russian history, v.1, "Myslʹ, 1987, ISBN 5-244-00072-1.
  17. ^ Atlante Storico, TCI
  18. ^ a b c Almanach de Gotha pour l'an 1869
  19. ^ a b Atlante Universale, La Stampa, 2002
  20. ^ Declaration of State Sovereignty of Ukraine in Verkhovna Rada of Ukraine, 16 luglio 1990. URL consultato il 12 settembre 2007.
  21. ^ Verkhovna Rada of Ukraine Resolution On Declaration of Independence of Ukraine in Verkhovna Rada of Ukraine, 24 agosto 1991. URL consultato il 12 settembre 2007.
  22. ^ Soviet Leaders Recall 'Inevitable' Breakup Of Soviet Union in RadioFreeEurope, 8 dicembre 2006. URL consultato il 12 settembre 2007.
  23. ^ “Timoscenko, la detenzione è illegale”, La Stampa, 30 aprile 2013. URL consultato il 30 aprile 2013.
  24. ^ Mathilde Goanec, L'Ucraina bussa alla porta dell'Europa, Le Monde diplomatique – il manifesto, giugno 2008.
  25. ^ (UKEN) Опитування: Віруючим якої церкви, конфесії Ви себе вважаєте? // Центр Разумкова in razumkov.org.ua. URL consultato il 24 marzo 2014.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Giulio Vignoli, Ucraina indipendente, futuro incerto, in Scritti politici, ECIG, Genova, 2000, pag. 110.
  • Giulia Giacchetti Boiko e Giulio Vignoli, L'olocausto sconosciuto. Lo sterminio degli italiani di Crimea, Settimo Sigillo, Roma, 2008 (storia della minoranza italiana di Crimea).
  • Oxana Pachlovska, Civiltà letteraria ucraina, Roma: Carocci Editore, 1998.
  • Boeckh K., Völkl E., Ucraina. Dalla rivoluzione rossa alla rivoluzione arancione, Trieste: Beit, 2009.
  • Brogi G., Lami G. (eds.), The Re-Integration of Ukraine in Europe: A Historical, Historiographical and Political Urgent Issue, Alessandria: Edizioni dell’Orso, 2005.
  • Lami G., La Questione Ucraina fra ’800 e ’900, Milano: CUEM, 2005.
  • Lami G., Ucraina 1921-1956, Milano: CUEM, 2008.

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