Neutralismo

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Il neutralismo è una dottrina strategico-politica finalizzata al perseguimento e al conseguimento della neutralità nei rapporti fra Stati.

I fautori di tale dottrina sostengono che essa sia garanzia di prosperità economica e sviluppo nella libera circolazione delle merci, una posizione che può essere sintetizzata con il celebre motto di Thomas Jefferson "commercio con tutte le nazioni, alleanza con nessuna".[1][2]

Storia del neutralismo[modifica | modifica sorgente]

La forma classica del neutralismo è rappresentata dal tradizionale stato di neutralità proclamato e rigorosamente rispettato dai paesi quali Svizzera, Svezia e Austria (con la Dichiarazione di Neutralità).

Il periodo della contrapposizione tra blocchi: la guerra fredda[modifica | modifica sorgente]

Durante la guerra fredda il neutralismo ha significato, in concreto, una posizione di disimpegno dai due blocchi che si contrapponevano: il blocco occidentale ed il blocco comunista.

In questo contesto gli Stati del cosiddetto Terzo mondo (per lo più stati ex-coloniali), si organizzarono come Paesi non allineati.

Si trattò di una posizione complessa, che fu sia di disimpegno ideologico sia il risultato di una strategia politica volutamente oscillante e atta a ottenere i maggiori vantaggi possibili da ambedue i blocchi grazie ai margini di libertà che i Paesi non allineati riuscirono così a conseguire.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Memoir, Correspondence, and Miscellanies, from the Papers of Thomas Jefferson, Volume III
  2. ^ Usa, il candidato ultraliberista lotta contro tasse e Fed E vuole uscire da Onu e Nato - USA - Elezioni 2012 - ilGiornale.it

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