Coppa delle Coppe UEFA

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Coppa delle Coppe UEFA
Logo della competizione
Altri nomi European Cup Winners' Cup
(1960-1994)
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Squadre di club
Federazione UEFA
Cadenza Annuale
Apertura Autunno
Chiusura Primavera
Formula Eliminazione diretta A/R
Sito Internet UEFA Cup Winners' Cup
Storia
Fondazione 1960
Soppressione 1999
Numero edizioni 39
Ultimo vincitore Lazio Lazio
Maggiori titoli Barcellona Barcellona (4)
Coppacoppe.png
Trofeo o riconoscimento

La Coppa delle Coppe UEFA (ing. UEFA Cup Winners' Cup, talora abbreviato in CWC) è stata una competizione calcistica europea riservata alle squadre vincitrici delle rispettive coppe nazionali.

Il torneo, strutturato a eliminazione diretta con gare di andata e ritorno più una finale a partita unica (tranne nella prima edizione), si è svolto dalla stagione 1960-1961 – organizzata dal Comitato della Coppa Mitropa[1] e riconosciuta dall'UEFA da ottobre 1963 per mediazione della FIGC[2] – alla stagione 1998-1999. Dalla stagione 1999-2000, il trofeo fu assorbito dalla Coppa UEFA[2]. Dal 1973 al 1999, la squadra vincitrice della Coppa delle Coppe guadagnava inoltre il diritto a disputare la Supercoppa UEFA contro la vincitrice della Coppa dei Campioni/Champions League.

La competizione è stata vinta da 32 squadre diverse in 39 edizioni, e non è mai stata conquistata per due stagioni consecutive dallo stesso club. Il Barcellona detiene il record di vittorie nella competizione (4), mentre l'Inghilterra è il Paese che ha conseguito più successi con le sue squadre (8).

Il trofeo originale della manifestazione è rimasto non assegnato ed è conservato dalla UEFA.[3]

Formula[modifica | modifica wikitesto]

La Coppa delle Coppe è stato un torneo a eliminazione diretta con turni di andata e ritorno fino alla finale unica, giocata sempre in campo neutro, tranne che per la prima edizione, quando l'atto conclusivo si articolò in due partite. La formula del torneo era identica a quella della Coppa dei Campioni, con le squadre impegnate in 4 turni a eliminazione diretta prima della finale, per un torneo stagionale che durava da settembre a maggio.

Così come accadde anche in Coppa dei Campioni, nel caso in cui il numero delle squadre partecipanti fosse stato superiore a 32, veniva disputato un turno preliminare (solitamente ad agosto) per riportare a 32 il lotto delle contendenti;[4] rispetto alla Coppa dei Campioni, però, quest'eventualità fu impiegata più frequentemente, poiché fino al 1992, prima dell'istituzione del campionato gallese di calcio la Federazione calcistica del Galles poteva qualificare squadre gallesi nelle coppe europee esclusivamente in Coppa delle Coppe attraverso la Coppa del Galles. Il turno preliminare fu strettamente necessario nelle ultime edizioni poiché, a seguito della disgregazione politica della Jugoslavia e dell'Unione Sovietica, aderirono all'UEFA le federazioni calcistiche dei paesi che ne derivarono, incrementando notevolmente le squadre partecipanti, che raggiunsero il numero massimo di 49.

L'accesso fu limitato a un club per ogni federazione membro dell'UEFA, a eccezione della federazione di appartenenza della squadra vincitrice, cui era concesso di iscrivere anche la squadra detentrice della Coppa delle Coppe allo scopo di permettere la difesa del titolo. Tuttavia, se una squadra acquisiva il diritto a partecipare sia alla Coppa dei Campioni sia alla Coppa delle Coppe, la qualificazione alla prima prevaleva sull'altra, pertanto:

  • se la detentrice della Coppa delle Coppe fosse già qualificata per la Coppa dei Campioni, il posto a lei riservato restava vacante (ciò si verificò 7 volte: nell'edizione 1968-1969 con il Milan campione uscente; nell'edizione 1974-1975 con il Magdeburgo campione uscente; nell'edizione 1975-1976 con la Dinamo Kiev campione uscente; nell'edizione 1984-1985 con la Juventus campione uscente; nell'edizione 1985-1986 con l'Everton campione uscente, che però non avrebbe potuto comunque partecipare alle coppe europee a causa del bando inflitto alle squadre inglesi dopo la Strage dell'Heysel; nell'edizione 1986-1987 con la Dinamo Kiev campione uscente; nell'edizione 1997-1998 con il Barcellona campione uscente);
  • se una squadra vincitrice della coppa nazionale fosse già qualificata per la Coppa dei Campioni, il suo posto sarebbe stato acquisito dalla finalista perdente della coppa nazionale (a titolo d'esempio, nell'edizione 1987-1988 per l'Italia partecipò l'Atalanta finalista di Coppa Italia al posto del Napoli vincitore di campionato e Coppa Italia);
La festa della Fiorentina dopo la vittoria nell'edizione inaugurale del 1960-1961, giocata a carattere non ufficiale; la manifestazione verrà riconosciuta e organizzata dall'UEFA a partire dall'edizione successiva su iniziativa dell'allora dirigente viola Artemio Franchi.
  • se una squadra vincitrice della coppa nazionale avesse vinto la Coppa delle Coppe, si sarebbe qualificata al torneo in qualità di detentrice, mentre il posto riservato al vincitore della coppa nazionale sarebbe stato acquisito dalla finalista perdente (ciò accadde nell'edizione 1987-1988, in cui le squadre olandesi furono l'Ajax, vincitrice della Coppa delle Coppe e della Coppa d'Olanda, e L'Aia, finalista della coppa nazionale, ma non accadde nel 1961 quando la Fiorentina, pur vincendo sia la Coppa delle Coppe che la Coppa Italia, fu l'unica rappresentante tricolore nell'edizione successiva[5].

Ci furono, inoltre, 2 casi particolari di squadre che presero parte alla competizione pur non avendo disputato la finale della rispettiva coppa nazionale. Il primo accadde nelle edizioni iniziali, dal 1960-1961 al 1964-1965, in cui l'Ungheria, come altri paesi comunisti come la Germania Est, partecipava al torneo iscrivendo le squadre classificatesi al secondo posto in campionato, poiché dal 1958 al 1963 la Coppa d'Ungheria non fu disputata. A beneficiare di tale modalità furono il Ferencváros (1960-1961), l'Újpesti Dózsa (1961-1962 e 1962-1963), il MTK Hungária (1963-1964) e l'Honvéd (1964-1965). Il secondo avvenne nella stagione 1998-1999 (l'ultima della Coppa delle Coppe), quando l'Heerenveen fu ammessa alla manifestazione pur avendo raggiunto soltanto la semifinale della Coppa d'Olanda nella stagione precedente, poiché sia l'Ajax, sia il PSV Eindhoven (finalisti della Coppa d'Olanda nella stagione precedente) si erano qualificati per la Champions League.

Le squadre vincitrici delle coppe gestite da una lega anziché dalla federazione calcistica (nel periodo in cui era in vigore la Coppa delle Coppe, si sono disputate Coppe di Lega in Belgio, Finlandia, Francia, Galles, Germania, Inghilterra, Irlanda, Irlanda del Nord, Israele, Scozia, Spagna e Unione Sovietica) non ebbero mai accesso alla manifestazione[6], e solo alcune di esse (tra cui quelle di Francia, Inghilterra, Scozia e Spagna) furono ammesse alla Coppa UEFA.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il capitano del Milan, Gianni Rivera, con la coppa vinta dal club milanese nel 1968.

Come per la Coppa dei Campioni, creata cinque anni prima, l'idea di una coppa paneuropea per le squadre vincitrici delle coppe nazionali venne da alcuni dei più illustri giornalisti sportivi del continente. Il grande successo della Coppa dei Campioni e la crescente popolarità acquisita dalla Coppa delle Fiere, stimolò nuovi progetti di competizioni europee internazionali. Una proposta fu quella di realizzare un torneo parallelo alla Coppa dei Campioni e con una formula simile a quest'ultima riservato, però, ai vincitori delle rispettive coppe nazionali.

La prima edizione della Coppa delle Coppe si tenne nel 1960-1961 in veste non ufficiale, ma non raccolse l'entusiasmo sperato da parte dei club europei di primo livello.[2] All'epoca, infatti, molte federazioni calcistiche continentali non prevedevano una coppa nazionale,[2] e in quelle poche nazioni in cui una coppa nazionale si disputava, essa era considerata di scarso valore e veniva sovente trascurata dalle grandi squadre . Diversa la situazione in Inghilterra e Scozia, dove la FA Cup e la Scottish Cup erano ritenuti tornei di grande prestigio. Questi dubbi spinsero molte squadre importanti, tra cui l'Atlético Madrid e il Monaco, a rifiutarsi di partecipare.

La prima Coppa delle Coppe fu contesa solo da 10 squadre e si concluse con la vittoria della Fiorentina contro i Rangers. Malgrado la scarsa partecipazione, il riscontro di pubblico e media fu ampiamente soddisfacente. Per la seconda edizione del torneo, nel 1961-1962, l'UEFA assunse il controllo dell'organizzazione della competizione, raccogliendo l'adesione di quelle squadre prestigiose che in precedenza avevano rifiutato di prendere parte al torneo. Già nel 1968 tutte le nazioni membro dell'UEFA si erano dotate di una propria coppa calcistica nazionale, sulla scia del successo della Coppa delle Coppe, nel frattempo divenuta la seconda competizione calcistica europea per prestigio dopo la Coppa dei Campioni.

Il crescente prestigio[modifica | modifica wikitesto]

La Coppa delle Coppe fu uno degli appuntamenti chiave del calendario calcistico europeo per tutti gli anni settanta e ottanta. Era considerata dall'UEFA, per prestigio, la seconda competizione continentale, anche se spesso il suo livello tecnico era inferiore alla Coppa UEFA: infatti, mentre in Coppa UEFA partecipavano squadre classificatesi dietro ai campioni nazionali nei rispettivi campionati, in Coppa delle Coppe potevano potenzialmente giocare squadre che si erano classificate in zone di bassa classifica o addirittura militanti in serie inferiori. In caso di qualificazione sia in Coppa delle Coppe che in Coppa UEFA, la prima era prevalente sulla seconda, nello stesso modo in cui la qualificazione alla Coppa dei Campioni prevaleva sia sull'una che sull'altra.

I giocatori dell'Ajax festeggiano nel 1987 la conquista della loro prima Coppa delle Coppe

Tra le squadre che hanno vinto la Coppa delle Coppe si ricordano:

  • La Fiorentina, vincitrice della prima edizione del 1960-1961, che divenne il primo club italiano a conquistare una competizione UEFA nonché a conseguire un double continentale; nell'occasione fu inoltre la prima squadra europea ad abbinare, nella stessa stagione, la Coppa delle Coppe alla coppa nazionale.
  • Il Milan vincitore nel 1968 e nel 1973. I rossoneri avrebbero trionfato nell'edizione seguente della Coppa dei Campioni, diventando il primo club capace di vincere Coppa delle Coppe e Coppa dei Campioni in due stagioni consecutive.
  • Il Magdeburgo, vincitore nel 1974. Fu il primo e unico titolo europeo conquistato da una squadra della Germania Est.
  • L'Anderlecht vincitore nel 1976, finalista perdente nel 1977 e ancora vincitore nel 1978. L'Anderlecht è stato l'unico club a disputare tre finali consecutive.
  • La Juventus che conquistò imbattuta il trofeo nel 1984, e che avrebbe sollevato poi la Coppa dei Campioni 1984-1985, eguagliando in tal modo l'impresa del Milan, vincitore in Coppa delle Coppe nel 1968 e in Coppa dei Campioni nel 1969.
  • Il Mechelen campione nel 1988, che entrò nel ristretto novero delle squadre capaci di vincere una coppa europea nella stagione dell'esordio in ambito continentale.
  • La Sampdoria, che conquistò la Coppa delle Coppe nel 1990, un anno prima di vincere lo scudetto.
  • Il Manchester United trionfatore nel 1991, divenne la prima squadra inglese vittoriosa in una competizione europea dopo che la Strage dell'Heysel aveva costretto le squadre inglesi a cinque anni di squalifica dalle competizioni europee (sei furono gli anni di squalifica per il Liverpool, sanzionato dalla UEFA con una stagione ulteriore). Alex Ferguson divenne uno dei pochi allenatori in grado di vincere il torneo con due squadre diverse (Aberdeen e Manchester United).
  • Il Chelsea, vincitore della competizione nel 1971 e nel 1998, è l'unica squadra ad aver vinto dei trofei UEFA (infatti, oltre alla Coppa delle Coppe, vincerà anche la Supercoppa Europea nel medesimo anno) con un allenatore-calciatore (nella fattispecie Gianluca Vialli).
  • La Lazio, giunta al successo nell'ultima edizione del torneo, nel 1999 (alla sua prima partecipazione assoluta).

Nessun club è riuscito a sollevare la Coppa delle Coppe per più di quattro volte né per due stagioni consecutive. Il Milan fu ad un passo dall'aggiudicarsi il trofeo due stagioni di fila, con la vittoria contro il Leeds nel 1973 e la sconfitta in finale contro il Magdeburgo nel 1974. Il Barcellona ci andò molto vicino, vincendo il torneo per quattro volte (1979, 1982, 1989, 1997) e giungendo secondo per due volte (1969, 1991). L'Anderlecht vinse il trofeo per due volte (1976, 1978) e per due volte si piazzò secondo (1977, 1990). In cinque anni, dal 1993 al 1997, per ben tre volte a raggiungere la finale fu la squadra campione in carica, che perse in tutte le occasioni nelle quali si ripresentò nell'atto conclusivo (il Parma nel 1994, l'Arsenal nel 1995, il Paris Saint-Germain nel 1997).

Il lento declino[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'istituzione della Champions League (chiamata in precedenza Coppa dei Campioni d'Europa) nei primi anni novanta, il prestigio della Coppa delle Coppe iniziò a diminuire. Dal 1997, con l'allargamento della partecipazione alla Champions League, allargamento secondo cui le nazioni di prima fascia potevano iscrivere più di una squadra alla competizione, la Coppa delle Coppe divenne manifestamente inferiore.[7] All'epoca dell'espansione, l'UEFA pensò anche a un allargamento della Coppa delle Coppe da 32 squadre a 64, consentendo la partecipazione a una seconda squadra per molte delle nazioni iscritte all'UEFA. Tuttavia, in mancanza di decisioni certe circa i criteri di ammissione delle squadre, si decise di non procedere con la riforma. Molte delle squadre che prima avrebbero avuto accesso alla Coppa delle Coppe furono, invece, ammesse alla Champions League, come i detentori della Coppa delle Coppe, il Barcellona, nel 1997-1998, o il Bayern Monaco e il PSV Eindhoven nel 1998-1999. Tali perdite ridussero progressivamente lo standard qualitativo della competizione, che come detto risultava già di per sé inferiore alle altre due competizioni UEFA[7]. Inoltre, in alcuni Paesi come la Francia, non di rado club di seconda o terza divisione raggiungevano la finale della Coppa nazionale, riuscendo a volte nell'impresa di vincerla e quindi a qualificarsi per la Coppa delle Coppe. La presenza di club di seconda o terza divisione nella manifestazione, benché espressione di una maggiore competizione tra i club, fu un altro elemento di indebolimento dell'immagine della Coppa delle Coppe agli occhi degli appassionati[7].

Alla fine degli anni novanta la Coppa delle Coppe subì un netto calo di interesse da parte del pubblico e dei maggiori club europei, potendo annoverare soltanto una o due grandi squadre ogni anno. Con l'ulteriore allargamento dei criteri di partecipazione alla UEFA Champions League (per i campionati di prima fascia si passò a tre o a quattro squadre ammesse), il destino della Coppa delle Coppe parve segnato: il torneo era ormai considerato una manifestazione di seconda, se non di terza, fascia superato per interesse anche dalla Coppa UEFA. Si pensò, così, di abolire il torneo anche per la potenziale mancanza di squadre disponibili a partecipare alla competizione. Alcune posizioni di classifica nei singoli campionati nazionali, infatti, dovevano corrispondere a qualificazioni in Coppa UEFA. L'ultima edizione della Coppa delle Coppe si giocò nella stagione 1998-1999 e fu vinta, come nella prima edizione (in cui trionfò la Fiorentina), da un'italiana, la Lazio. Da allora i vincitori delle coppe nazionali sono ammessi alla Coppa UEFA (dal 2009 Europa League). La squadra vincitrice di quest'ultimo torneo prende il posto dei vincitori della Coppa delle Coppe nella disputa della Supercoppa europea.

Statistiche e albo d’oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo d'oro della Coppa delle Coppe e Statistiche della Coppa delle Coppe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CorSport
  2. ^ a b c d uefadirect, pag. 15
  3. ^ UEFA Zone - National Football Museum, Manchester
  4. ^ Unica eccezione fu l'edizione 1966-1967, in cui fu disputato ugualmente un turno preliminare, sebbene le squadre partecipanti fossero 32
  5. ^ CorSport
  6. ^ La Coppa Italia costituisce un caso a parte: sebbene sia gestita da una lega anziché dalla federazione calcistica (la FIGC), aveva comunque titolo a qualificare la vincitrice in Coppa delle Coppe in rappresentanza dell'Italia.
  7. ^ a b c uefadirect, pagg. 8-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni varie[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]