Supercoppa UEFA

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Supercoppa UEFA
Logo della competizione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo club
Federazione UEFA
Cadenza annuale
Apertura agosto
Partecipanti Vincitore Champions League
vs. vincitore Europa League
(fino al 1999:
vincitore Champions League
vs. vincitore Coppa delle Coppe)
Formula partita unica in campo neutro
(dal 1998)
Sito Internet UEFA Super Cup
Storia
Fondazione 1972
(ufficiale dal 1973)
Detentore Real Madrid Real Madrid
Maggiori titoli Milan Milan (5)
Prossima edizione Supercoppa UEFA 2014
UEFA - Super Cup.png
Trofeo o riconoscimento

La Supercoppa UEFA (ingl. UEFA Super Cup; fr. Supercoupe de l’UEFA), comunemente denominata Supercoppa europea o Supercoppa d’Europa, è una competizione calcistica di club organizzata dall’UEFA, che vede in palio un trofeo conteso annualmente tra le squadre vincitrici rispettivamente della Champions League e dell'Europa League[1].

Si tiene normalmente ad agosto ed è intesa come apertura della nuova stagione calcistica europea. In base all’attuale regolamento, la Supercoppa UEFA si assegna in gara unica da disputarsi in campo neutro: dal 1998 al 2012 ha avuto sede fissa disputata allo stadio Louis II di Montecarlo, nel Principato di Monaco; a partire dall'edizione 2013[2] la sede dell'evento è diventata itinerante, come accade per le finali di Champions League ed Europa League.

L'attuale detentore del trofeo è il Real Madrid. La Supercoppa è stata vinta finora da 24 squadre di 12 paesi diversi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ideazione[modifica | modifica wikitesto]

Quella che in seguito diventò la Supercoppa d’Europa deve la sua origine al successo che le competizioni continentali europee avevano raggiunto all’inizio degli anni settanta: agli standard qualitativi della prestigiosa Coppa dei Campioni, che nei suoi primi quindici anni di vita già vantava detentori di spicco come Real Madrid, Milan, Inter, Benfica, Manchester Utd, e, più recentemente, gli olandesi del Feyenoord e dell’Ajax, si era allineata la Coppa delle Coppe, che in dieci anni di attività aveva già visto la vittoria del Bayern Monaco (1966-67) e, a seguire, dello stesso Milan. Il fatto che tra le finaliste di quel periodo vi fossero state compagini della levatura di Real Madrid e Liverpool confermò la validità tecnica di quella che, per prestigio, all’epoca era la seconda manifestazione continentale di club.

Analogamente a quanto accadde più di quindici anni prima, quando la discussione su quale potesse essere la miglior squadra di club d’Europa diede origine alla Coppa dei Campioni, un dibattito avviato nel 1972 sul quotidiano olandese De Telegraaf dal giornalista Anton Witkamp diede lo spunto per creare una competizione ex novo che sancisse la superiorità continentale dell’Ajax (all’epoca campione europeo) anche sopra il club vincitore della Coppa delle Coppe. A quel tempo l’Ajax, guidato da Johan Cruijff, veniva da due Coppe dei Campioni consecutive (e un’altra ne avrebbe vinta un anno più tardi), e il suo calcio totale, messo in pratica da esecutori d’eccezione, pareva non avere rivali. Lo stesso Witkamp contattò l’UEFA e gli propose una sfida continentale tra l’Ajax e gli scozzesi del Rangers, freschi vincitori della Coppa delle Coppe contro la Dinamo Mosca al termine di una movimentata e turbolenta finale disputata a Barcellona (a seguito della quale, per il comportamento dei suoi tifosi, la squadra fu esclusa dalle competizioni europee per una stagione).

L’allora presidente UEFA Artemio Franchi rigettò tuttavia la proposta, sia per disinteresse in generale, sia perché, in particolare, gli scozzesi erano sotto bando annuale. Witkamp, allora, decise di far ugualmente organizzare al Telegraaf un torneo non ufficiale, da disputarsi tra le due squadre. L’occasione fu il centenario dei Rangers (fondati nel 1872) e, difatti, il trofeo messo in palio fu chiamato Coppa del Centenario del Rangers F.C. Fu deciso di disputare tale torneo in due gare, di andata e ritorno, sulla falsariga di quelle delle competizioni europee. La prima partita si disputò ad Ibrox il 16 gennaio 1973 e vide gli olandesi prevalere 3-1; il ritorno fu disputato allo Stadio Olimpico di Amsterdam otto giorni più tardi e fu vinto sempre dall’Ajax per 3-2.

L'ufficializzazione dell'UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Come detto, l’Ajax si confermò campione d’Europa anche nel 1973, per la terza volta consecutiva e, complice il fatto che a vincere la Coppa delle Coppe quell'anno fu il Milan, il dibattito trovò nuova linfa. Le due squadre si erano già incontrate a Madrid nella finale di Coppa dei Campioni 1968-69, e quella volta gli italiani avevano prevalso per 4-1. Visto il prestigio di entrambi i club e il successo di pubblico dell'esibizione dell'anno prima, l’UEFA mise il sigillo sulla competizione e la ufficializzò con il nome di Supercoppa d’Europa, poi Supercoppa UEFA, mantenendo la formula di svolgimento adottata dal Telegraaf.

A causa degli impegni dei due club, tuttavia, non si poté procedere in tempi brevi allo svolgimento della competizione (il problema si ripresentò sovente nelle successive edizioni del torneo disputato con la formula della doppia gara), per cui si slittò al nuovo anno: le due gare furono disputate a Milano il 9 gennaio e ad Amsterdam il 16 gennaio 1974 con i risultati, rispettivamente, di 1-0 per il Milan e 6-0 per l’Ajax, che così iscrisse per prima in maniera ufficiale il proprio nome nell’albo d’oro della competizione.

Un percorso a ostacoli[modifica | modifica wikitesto]

Alla stessa stregua della sua controparte transoceanica, la Coppa Intercontinentale, la Supercoppa europea, nella sua versione in doppia gara d’andata e ritorno, fu spesso sacrificata alle esigenze di calendario dei club o financo a questioni d’opportunità politico-diplomatica: accadde quindi che sovente fu disputata in ritardo o fuori stagione, e talora fu saltata del tutto.

Problemi emersero già dalla seconda edizione, da tenersi nel 1974: quell’anno la squadra campione d’Europa fu il Bayern Monaco (Germania Ovest) e la Coppa delle Coppe fu vinta dal Magdeburgo (Germania Est); tra le due Germanie era in corso una gravissima crisi diplomatica dovuta alla scoperta dell’infiltrazione all’Ovest di numerose spie del blocco comunista provenienti dalla Repubblica Democratica, che grazie alla lingua comune potevano spacciarsi senza problemi per cittadini della Repubblica Federale. La crisi diplomatica sfociò a Bonn anche in una crisi politica che portò alle dimissioni del cancelliere Willy Brandt. Per ragioni di opportunità politica l’incontro tra le squadre rappresentanti delle due federazioni dei lati opposti del Muro di Berlino non si tenne: già al suo secondo anno di vita, quindi, la Supercoppa partiva a handicap[3]. Il Bayern partecipò in seguito alle successive due edizioni, perdendole entrambe e inaugurando la tradizione negativa per i club del suo Paese, per un bilancio di sette sconfitte su altrettante partecipazioni; sarà lo stesso Bayern a interrompere questo trend negativo, vincendo il trofeo nel 2013.

La seconda metà degli anni settanta fu generalmente favorevole alle vincitrici della Coppa delle Coppe: nello specifico, i belgi dell’Anderlecht vinsero due Supercoppe (1976 e 1978) rispettivamente contro Bayern Monaco e Liverpool, la Dinamo Kiev batté - ancora - il Bayern Monaco e nel 1980 il Valencia sconfisse il Nottingham Forest. Le due squadre inglesi citate, tuttavia, vinsero in un’altra occasione la Supercoppa da campioni d’Europa: il Liverpool nel 1977 contro l’Amburgo e il Nottingham nel 1979 contro il prestigioso Barcellona.

La squadra italiana del Milan (qui rappresentata dal trio olandese Rijkaard-Van Basten-Gullit, trionfatore nel 1989 e nel 1990) detiene il record di vittorie nella Supercoppa UEFA, con 5 affermazioni.

Gli anni ottanta furono anche più difficili del decennio precedente: nel 1981 la competizione saltò per la seconda volta, a causa dell'impossibilità del Liverpool a trovare una data libera per disputare la Supercoppa contro la Dinamo Tbilisi. Nel 1984, sempre lo stesso Liverpool dovette accordarsi con la Juventus per disputare la Supercoppa in gara unica per via degli impegni: l’incontro si disputò a Torino solo nel gennaio 1985 e fu vinto dalla squadra di casa per 2-0, che così divenne la prima italiana a conquistare la competizione[4]. La stagione successiva, a causa del bando inflitto alle squadre inglesi dopo gli incidenti della finale di Coppa dei Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles tra le citate Juventus e Liverpool (29 maggio 1985), l’Everton vincitore della Coppa delle Coppe 1984-85 non poté disputare la Supercoppa contro la squadra bianconera – nel frattempo divenuta campione d’Europa. La Supercoppa del 1985 non venne disputata neanche tra Juventus e Rapid Vienna (finalista perdente della Coppa delle Coppe) in quanto l'UEFA decise di annullare tale edizione[4]. L'UEFA successivamente decise di consegnare ugualmente la coppa alla squadra italiana, che ancora oggi possiede fisicamente il trofeo[5] (tuttavia, dato che non ci fu mai una consegna ufficiale, la Juventus non può annoverare tale coppa nel suo palmarès ufficiale).

Neppure la Supercoppa del 1986 tra la Dinamo Kiev e la Steaua Bucarest campione d’Europa poté essere disputata in doppio incontro, perché entrambi i Paesi, appartenenti al blocco comunista, ponevano pesanti restrizioni all’espatrio dei tifosi: si decise così di assegnarla in gara unica, e la sede scelta fu lo stadio Louis II di Monaco (che poi divenne dal 1998 al 2012 la sede fissa della competizione) nel quale, a spalti pressoché deserti, i rumeni sconfissero 1-0 i loro rivali sovietici.

L’edizione 1990 fu notevole perché per la prima volta fu disputata da due club della stessa federazione, nel caso di specie quella italiana (Milan e Sampdoria, con vittoria dei rossoneri); l’edizione 1991 si svolse in partita unica a casa del Manchester Utd. vincitore della Coppa delle Coppe perché i campioni d’Europa della Stella Rossa, a causa della crisi in Jugoslavia, non poterono organizzare l’incontro a casa propria.

Non vi furono più impedimenti politici o diplomatici nelle edizioni successive. Tuttavia la Supercoppa fu sempre costretta a ritagliarsi uno spazio tra gli impegni delle squadre coinvolte: molto spesso gli incontri vennero disputati perfino più tardi della Coppa Intercontinentale, la quale aveva già dal 1980 un calendario fisso. Da segnalare l’edizione 1996, la penultima con la formula del doppio incontro, disputata tra gennaio e febbraio del 1997 tra Juventus e Paris Saint-Germain: il risultato finale fu un 9-2 complessivo per i bianconeri che rappresenta al contempo l’edizione con il più alto numero di goal, 11, e in cui si sia verificato il maggior scarto tra le due squadre, 7 goal. Inoltre, il 6-1 dell’andata con cui la Juventus vinse a Parigi costituisce sia l’incontro singolo con il maggior numero di goal della storia della competizione, e al contempo la miglior vittoria fuori casa. Nel 1997 fu disputata l’ultima edizione della Supercoppa con il meccanismo del doppio incontro. A vincerla fu il Barcellona che sconfisse i campioni d’Europa del Borussia Dortmund, dopodiché l’UEFA decise di calendarizzare la competizione e darle un posto fisso nella scaletta di appuntamenti continentali.

Appuntamento fisso[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Louis II di Monaco, sede della gara di Supercoppa UEFA nel 1986, e dal 1998 al 2012.

Il sorteggio per la composizione dei gironi del tabellone principale della Champions League avviene di norma nell’ultima settimana di agosto, dopo l’espletamento di tutti i turni preliminari per l’ammissione alla competizione. Nel 1998 l’UEFA accorpò a Montecarlo il sorteggio delle competizioni per club e la disputa della Supercoppa, la quale si tiene di regola nell’ultimo venerdì d’agosto, più raramente nel penultimo.

La competizione è divenuta, così, la vera gara d’apertura della stagione internazionale e lo stadio Louis II l’ha da allora ospitata fino al 2012, diventando itinerante dal 2013.[6] Dall’edizione 2000, inoltre, con la soppressione della Coppa delle Coppe, la Supercoppa viene disputata tra la squadra detentrice della Champions e la vincitrice dell'Europa League (già Coppa UEFA).

Tra le vincitrici delle edizioni disputate nella formula a gara unica si segnalano il Liverpool (due volte, nel 2001 da detentore della Coppa UEFA e nel 2005 della Champions League), il Milan (2003 e 2007, entrambe da vincitore della Champions), l'Atletico Madrid (due vittorie nel 2010 e 2012 da detentore dell'Europa League), il Chelsea e la Lazio che, nel 1999, conquistò la Supercoppa da ultima vincitrice della Coppa delle Coppe. Degna di nota anche la finale del 2013 fatta sua dal Bayern Monaco, che segnò la prima affermazione assoluta di una compagine tedesca, nonché la prima nella storia della competizione ad aver visto un epilogo ai tiri di rigore[7].

Principali regole di svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

La competizione, da tenersi in gara unica, si svolge secondo le stesse regole stabilite in occasione della finale delle altre due competizioni europee per club, la Champions League e l'Europa League: quindi spetta all'UEFA stabilire la data[8] e la sede[9][10] dell’incontro; in caso questo non possa tenersi nella data e ora prefissata[11] (oppure, qualora iniziato, debba essere interrotto[12]) per condizioni meteorologiche avverse, esso è da disputarsi (oppure rigiocarsi dall'inizio) entro 24 ore. Qualora neppure ciò fosse possibile, l'UEFA fisserà una nuova data oppure, qualora lo ravvisi necessario, annullerà la competizione. Nei casi in cui fattori indipendenti dall'UEFA e dai due club in gara e diversi dalle condizioni meteorologiche intervengano a impedire lo svolgimento dell’incontro (o ne causino l’interruzione), i due club possono accordarsi per disputarlo (o rigiocarlo dall'inizio) fino a 48 ore dopo la data e l'ora originariamente fissata[13].

In caso di parità dopo i 90’ regolamentari, sono previsti ulteriori due tempi supplementari di 15’ ciascuno[14]; qualora la parità dovesse persistere è previsto spareggio ai tiri di rigore[14].

I calciatori[modifica | modifica wikitesto]

Possono essere schierati in campo solo quei giocatori inseriti per tempo dai loro club di appartenenza nella lista di coloro da utilizzare per le competizioni ufficiali continentali (la cosiddetta “lista UEFA”)[15], e liberi da sanzioni disciplinari. Aggiunte possono essere effettuate fino alla mezzanotte del giorno antecedente alla disputa della Supercoppa, a condizione che la federazione nazionale d’appartenenza del club abbia rilasciato al calciatore aggiunto alla lista la licenza per giocare nelle competizioni di propria pertinenza[16]. Indipendentemente da tali requisiti, e prioritariamente ad essi, il calciatore schierato deve essere in regola con le norme FIFA sullo status e sul trasferimento dei giocatori[17].

In caso di espulsione, la relativa sanzione disciplinare che da essa ne consegue viene scontata dal giocatore nel primo incontro utile organizzato dall’UEFA a livello di club, qualora il comportamento sanzionato non costituisca un'infrazione più grave oggetto di esame della Commissione Disciplinare dell’UEFA. In caso di ammonizione, essa viene cancellata a fine partita[18] e non costituisce base per ulteriori provvedimenti disciplinari in altre competizioni ufficiali dell'UEFA.

Il trofeo[modifica | modifica wikitesto]

Gaetano Scirea, nella finale del 1984, solleva la targa messa in palio nelle prime edizioni del torneo, al posto della canonica coppa.

Nei primi tre lustri di vita della competizione, a dispetto del nome, ad essere messa in palio non era una coppa, bensì una targa: essa era una placca rettangolare in legno, al cui interno era inserito il logo dell'UEFA in sovraincisione d'oro.

La targa venne sostituita dall'edizione del 1986 da una vera coppa, pesante 5 kg e alta 42 centimetri e mezzo, che ne facevano il più piccolo e leggero trofeo calcistico europeo. Non mancarono ironie sul nome del trofeo: pesante quasi la metà della Coppa UEFA e un terzo della Coppa dei Campioni, e di gran lunga più basso di entrambe, fu fatto notare che sarebbe stato difficile denominarlo Supercoppa. Esso rimase in palio fino all'edizione del 2005.

Dal 2006 è in palio una nuova versione del trofeo, simile a quello dismesso ma più voluminoso e pesante: quello attualmente assegnato è alto 58 centimetri (solo 4 in meno della Champions League) e pesa 12,2 kg. Così come quello precedente, esso è opera della fabbrica Bertoni di Milano[19].

La forma della coppa, che si ritrova anche - stilizzata - nel logo ufficiale della competizione, è quella di un vaso molto allungato la cui base è formata da una sorta di treccia. Il club che vince la Coppa la detiene fino a due mesi prima dell'edizione successiva[20] ed è autorizzato a esporne permanentemente nella propria bacheca una replica, con la condizione che la sua dimensione non superi l'80% dell'originale e sia indicato espressamente che si tratta di una copia[21][22].

L'originale della Supercoppa UEFA diviene definitivamente di proprietà del club che vinca la competizione tre volte di seguito oppure cinque volte complessivamente[20]: a tutt'oggi solo il Milan risponde a uno di questi requisiti, avendo vintola manifestazione nel 1989, 1990, 1994, 2003 e 2007 – e in quest'ultima occasione ha portato definitivamente in bacheca proprio la rinnovata versione del trofeo. Una volta conquistato il diritto a detenere il trofeo originale, le edizioni conquistate vengono azzerate ai fini del conteggio[20].

Albo d’oro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo d'oro e statistiche della Supercoppa UEFA.
Squadra Vittorie Finali perse
Italia Milan Milan 5 2
Spagna Barcellona Barcellona 4 4
Inghilterra Liverpool Liverpool 3 2
Spagna Real Madrid Real Madrid 2 2
Paesi Bassi Ajax Ajax 2 1
Italia Juventus Juventus 2 0
Belgio Anderlecht Anderlecht 2 0
Spagna Atletico Madrid Atlético Madrid 2 0
Squadra Vittorie Finali perse
Spagna Valencia Valencia 2 0
Portogallo Porto Porto 1 3
Germania Bayern Monaco Bayern Monaco 1 3
Inghilterra Manchester Utd Manchester United 1 2
Inghilterra Chelsea Chelsea 1 2
Spagna Siviglia Siviglia 1 2
URSS Dinamo Kiev Dinamo Kiev 1 1
Inghilterra Nottingham Forest Nottingham Forest 1 1
Squadra Vittorie Finali perse
Scozia Aberdeen Aberdeen 1 0
Inghilterra Aston Villa Aston Villa 1 0
Turchia Galatasaray Galatasaray 1 0
Italia Lazio Lazio 1 0
Belgio Mechelen Mechelen 1 0
Italia Parma Parma 1 0
Romania Steaua Bucarest Steaua Bucarest 1 0
Russia Zenit Zenit S.Pietroburgo 1 0

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fino al 1999 il trofeo era in palio tra il club detentore della Champions League e quello della Coppa delle Coppe
  2. ^ Uefa.com: Gioia per la Supercoppa a Praga
  3. ^ La crisi non impedì, tuttavia, che le due squadre si incontrassero negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni 1974-75 e che si incontrassero le nazionali (Germania Ovest - Germania Est 0-1 ad Amburgo durante il campionato del mondo 1974).
  4. ^ a b 1984: Boniek su tutti in it.uefa.com.
  5. ^ Non è ancora chiaro l'anno in cui l'UEFA consegnò alla Juventus la Supercoppa UEFA 1985.
  6. ^ Uefa.com: Gioia per la Supercoppa a Praga
  7. ^ Supercoppa, Bayern-Chelsea 7-6 ai rigori, Guardiola batte Mou in gazzetta.it, 30 agosto 2013.
  8. ^ Regolamento della Supercoppa UEFA, art. 7.
  9. ^ Regol. cit., art. 8 e sottocapi.
  10. ^ Il regolamento prevede che lo stadio ospitante, salvo eccezioni, debba rispondere ai criteri stabiliti dalla stessa UEFA per ospitare la finale di una manifestazione ufficiale di analogo rango.
  11. ^ Regol. cit., art. 9.0.3.
  12. ^ Regol. cit., art. 9.0.4.
  13. ^ Regol. cit., art. 9.0.5.
  14. ^ a b Regol. cit., art. 5.0.2
  15. ^ Regol. cit., art. 14.01.
  16. ^ Regol. cit., art. 14.03.
  17. ^ Regol. cit., art. 14.06.
  18. ^ Regol. cit., art. 18.
  19. ^ Supercoppa UEFA: il trofeo, da uefa.com
  20. ^ a b c Regol. cit., art. 3.0.1.
  21. ^ Regol. cit., art. 3.0.2.
  22. ^ Paradossalmente, visto che la proporzione da rispettare si riferisce alle dimensioni del trofeo attuale, dal 2006 il club vincitore detiene in bacheca una riproduzione in scala che tuttavia è più grande del trofeo originale precedentemente in palio.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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