Hamburger Sport-Verein

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Amburgo SV
Calcio Football pictogram.svg
AmburgoSV.png
HSV, Bundesliga-Dino, Rothosen, Hanseaten, Urgestein (Veterano)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png bianco-blu-nero-rosso
Dati societari
Città Amburgo
Paese Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1887
Presidente Germania Carl-Edgar Jarchow
Allenatore Germania Joseph Zinnbauer
Stadio Imtech Arena
(57 000 posti)
Sito web www.hsv.de
Palmarès
Coppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.png Coppacampioni.png Coppacoppe.png UEFA - Intertoto.svgUEFA - Intertoto.svg
Titoli di Germania 6

Titoli di Oberliga Nord:2

Trofei nazionali 3 Coppe di Germania
2 Coppe di Lega tedesche
Trofei internazionali 1 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe delle Coppe
2 Coppe Intertoto
Si invita a seguire il modello di voce

L'Hamburger Sport-Verein, meglio noto come Hamburger SV o più semplicemente come HSV, è una società calcistica tedesca con sede ad Amburgo e la più antica del paese. Attualmente milita nella Bundesliga, la massima serie del campionato tedesco. È l'unico club ad aver partecipato a tutte le edizioni dall'istituzione del torneo nella stagione 1963-1964 (record nazionale).

Tra le squadre più prestigiose nel panorama calcistico tedesco, avendo vinto sei titoli nazionali, 3 Coppe di Germania e una Coppa di Lega tedesca, vanta la conquista di una Coppa dei Campioni (1982-1983), una Coppa delle Coppe (1976-1977) e due Coppe Intertoto (2005 e 2007, quest'ultimo primato confederale condiviso con altri tre club).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli albori[modifica | modifica wikitesto]

È il 29 settembre 1887 quando due società sportive di Amburgo, il Der Hohenfelder Sportclub e il Wandsbek-Marienthaler Sportclub, vengono fuse a formare lo Sports Club Germania. Inizialmente dedito all'atletica, lo Sports Club avvia l'attività calcistica nel 1891. A sua volta a questo si fondono nel 1919 due altre società cittadine, l'Hamburger FC e l'FC Falke, creando l'Hamburger Sports-Verein (da sempre conosciuto in Italia semplicemente come Amburgo), che adotta il blu, il nero e il bianco quali colori sociali.

I primi successi[modifica | modifica wikitesto]

L'Amburgo SV si propone prepotentente alla ribalta nel calcio tedesco, e nel 1922 raggiunge nella finale del campionato il Norimberga, da due anni campione di Germania.

Una prima finale termina 2-2, così si ricorre allo spareggio: qui, sul punteggio di 1-1 il Norimberga viene a trovarsi in soli 7 uomini a causa di ben 4 infortuni (le sostituzioni allora non erano ammesse).

L'arbitro sospende la gara, che dovrebbe essere assegnata a tavolino all'Amburgo, ma la federazione calcistica tedesca consiglia all'Amburgo di non accettare la vittoria, in nome della sportività. L'Amburgo SV segue la raccomandazione federale e il titolo 1922 non viene assegnato.

L'anno dopo però l'HSV si riscatta. Giunto in finale, batte l'Union Oberschöneweide e si aggiudica il primo titolo nazionale.

Nel 1924 giunge nuovamente in finale dove ritrova il Norimberga, ma stavolta la vittoria arride agli avversari. L'Amburgo potrà comunque rifarsi con il secondo titolo nel 1929, poi seguono decenni di buio.

Gli anni d'oro[modifica | modifica wikitesto]

Guidato dai gol di Uwe Seeler, nel 1960 l'Amburgo SV, che non vinceva nulla da quasi quarant'anni (se si eccettua la conquista del campionato della zona d'occupazione inglese 1947-48), si aggiudica il titolo nazionale, battendo in finale il 1. FC Köln.

Tre anni dopo il campionato tedesco-occidentale viene unificato, creando la Bundesliga. Nello stesso 1963 l'Amburgo mette per la prima volta le mani sulla Coppa di Germania, successo bissato nel 1976. La formazione amburghese guidata da Kuno Klötzer si qualifica così per la Coppa delle Coppe 1976-77. I primi tre turni (contro gli islandesi del Keflavik ÍF, gli scozzesi dell'Heart of Midlothian e gli ungheresi dell'MTK Budapest) sono pure formalità, e l'Amburgo SV si spiana la strada fino alle semifinali. Qui però l'avversario è di ben altra levatura, gli spagnoli dell'Atletico Madrid. Nell'andata in Spagna gli uomini di Klötzer vengono travolti dalla furia degli iberici, che si impongono 3-1. Due settimane dopo però accade il miracolo: l'HSV trionfa con un perentorio 3-0 che lo proietta nella finale di Amsterdam. L'11 maggio 1977 l'Amburgo si trova di fronte i belgi dell'Anderlecht, favorito dai pronostici, anche perché può contare sui pilastri olandesi Arie Haan e Rob Rensenbrink. La gara dell'Amburgo SV è però tatticamente perfetta: lasciati sfogare gli avversari nel primo tempo, li affonda con un micidiale uno-due nelle fasi finali del match, con reti di Volkert (su rigore) e Felix Magath.

Nella stagione successiva giunge ad Amburgo SV l'inglese Kevin Keegan, preso dal Liverpool leader indiscusso in Europa in quegli anni. L'Amburgo SV, che nel frattempo è passato sotto la guida di Branko Zebec e alla cui rosa si è anche aggiunto il giovane talento Horst Hrubesch, vince la Bundesliga nel 1979. L'anno dopo i tedeschi appaiono tra i favoriti nella Coppa dei Campioni, dove dopo 3 turni facili trovano il Real Madrid in semifinale. Nell'andata del Santiago Bernabeu una doppietta di Santillana regala un secco 2-0 alle merengues, che però vengono travolte 5-1 nel ritorno del Volkparstadion. In finale, il 28 maggio 1980 proprio a Madrid, l'Amburgo si trova di fronte i campioni in carica del Nottingham Forest. Gli inglesi passano a condurre al 19' con John Neilson Robertson e si chiudono in un impenetrabile catenaccio, che inibisce le punte tedesche. L'Amburgo perde così 1-0, cui si aggiungono i due secondi posti consecutivi nei campionati 1979-1980 e 1980-1981 dietro al Bayern Monaco.

Il 1981-1982 è comunque la stagione del riscatto, e i tedeschi guidati da Hernst Happel, e nelle cui file militano campioni quali Kaltz, Bastrup, Rollf, Hartwig, Von Heesen e (anche se giunto al termine della propria carriera ed assai poco impiegato) Franz Beckenbauer, oltre agli stessi Hrubesch e Magath, vincono il quinto titolo nazionale, potendo così tentare nuovamente l'avventura in Coppa dei Campioni. Giungono anche in finale di Coppa UEFA dove vengono però sconfitti dall'IFK Göteborg del giovane Sven-Göran Eriksson tra andata e ritorno per 4 a 0 (1 a 0 e 3-0).

Una fase della gara di Coppa dei Campioni 1982-83 Dinamo Berlino-Amburgo 1-1

L'edizione 1982-83 del massimo trofeo continentale pone di fronte all'Amburgo nei primi due turni Dinamo Berlino e Olympiakos Pireo, eliminati facilmente dagli uomini di Happel. Nei quarti per l'Amburgo c'è la temibile Dinamo Kiev di Oleg Blochin: in Unione Sovietica i tedeschi sfoderano una prestazione eccezionale, imponendosi 3-0 (tripletta di Bastrup), e rendendo indolore la sconfitta interna nella gara di ritorno (1-2). In semifinale l'Amburgo trova gli spagnoli della Real Sociedad: sulla carta pare una gara abbordabile, ma all'andata nei Paesi Baschi i tedeschi vengono fermati sull'1-1. Al ritorno al Volkpartstadion la Real Sociedad, priva di 4 titolari, mette a dura prova la difesa tedesca. A un quarto d'ora dalla fine l'Amburgo passa con Jakobs di testa, ma la Real Sociedad pareggia subito con Diego. A tre minuti dalla fine però Von Heesen trova il colpo decisivo, e dopo 3 anni l'Amburgo SV torna in finale.

Il 25 maggio 1983 allo stadio Spiridon Louis di Atene c'è di fronte la Juventus di Trapattoni, Platini e Bettega, nettamente favorita e sospinta dall'urlo di 40 000 italiani, nella prima finale senza squadre inglesi dopo sette anni. Per nulla intimorito, l'Amburgo affonda subito il colpo: dopo appena 8 minuti Magath trova Zoff fuori dei pali e lo beffa con un pallonetto dal limite dell'area. La Juventus, ingabbiata dalla difesa tedesca e con le punte in serata storta, non riesce a pareggiare e l'Amburgo SV è la seconda squadra tedesca (dopo il tris del Bayern Monaco negli anni '70) a vincere la Coppa dei Campioni. Il trionfo è completato anche dal secondo successo consecutivo in campionato, il sesto in totale, che vale al club anseatico uno storico double.

Si tratta, tuttavia, del canto del cigno per gli uomini di Happel. Dopo aver fallito Supercoppa europea (battuti dagli scozzesi dell'Aberdeen) e Coppa Intercontinentale (1-2 coi brasiliani del Grêmio), l'Amburgo deve attendere 4 anni prima di rivincere un trofeo, la Coppa di Germania 1987.

Anni Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia della stagione 1999-2000 lo storico Volkparkstadion fu rimpiazzato dall'AOL Arena, che ha ospitato alcune partite dei Mondiali di Germania 2006.

Il 21 agosto 2004 l'Amburgo fu vittima di una vera e propria truffa in Coppa di Germania. Opposto al primo turno ai dilettanti dell'SC Paderborn 07, l'Amburgo conduceva con il punteggio di 2-0 quando l'arbitro Robert Hoyzer prima espulse il belga Emil Mpenza, poi concesse 2 calci di rigore inesistenti al Paderborn, che alla fine vinse per 4-2. La polizia tedesca scoprì in seguito un accordo tra un'organizzazione di scommesse clandestine croata e l'arbitro, che era stato corrotto per falsare il risultato del match di coppa. Hoyzer fu radiato, arrestato e condannato a due anni e cinque mesi di carcere.

Nel 2004-2005 l'Amburgo si aggiudicò la Coppa Intertoto superando in finale il Valencia (1-0 e 0-0). Nel 2005-2006 giunse 3° in Bundesliga, dopo un lunghissimo testa a testa per la conquista del titolo, perso a vantaggio del Bayern Monaco. Grazie all'acquisto di giovani talentuosi, tra i quali Rafael Van der Vaart, l'allenatore Thomas Doll, già bandiera del club come calciatore, seppe guidare la squadra alla qualificazione in Champions League.

L'Amburgo contro il Borussia Dortmund nel gennaio 2010

Nella stagione 2006-2007, però, l'Amburgo ha disatteso le aspettative. In Champions League è stato eliminato dopo la prima fase, finendo ultimo nel proprio raggruppamento, con il magro bilancio di una vittoria in sei partite disputate. In campionato è stato coinvolto subito nella lotta per non retrocedere e ha occupato per buona parte dell'annata il 18º e ultimo posto della graduatoria. Il 1º febbraio 2007 Thomas Doll è stato esonerato e al suo posto è stato assunto Huub Stevens (contratto fino al 30 giugno 2008), allenatore olandese che ha vinto la Coppa UEFA 1996-1997 con lo Schalke 04. L'arrivo di Stevens ha permesso alla squadra di risollevarsi. In poche settimane si è infatti lasciata alle spalle la zona retrocessione grazie a importanti e sorprendenti vittorie, come quella in casa della seconda in classifica Werder Brema (0-2), quella a Gelsenkirchen in casa della capolista Schalke 04 (0-2) e, a due giornate dalla fine, quella in trasferta (1-2) contro il Bayern Monaco. Alla fine la stagione si è conclusa con un settimo posto in graduatoria, piazzamento che ha permesso all'Amburgo l'accesso alla Coppa Intertoto, poi vinta. Il campionato 2007-2008 vede l'Amburgo conquistare il quarto posto finale, con Stevens che lascia la panchina a fine stagione.Nel 2008-2009 fu eliminato nelle semifinali di Europa League dai connazionali del Werder Brema, mentre in campionato ottiene il quinto posto

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2009-2010 la squadra amburghese ha chiuso il campionato al settimo posto mancando la qualificazione in Europa ed ha partecipato alla prima edizione della UEFA Europa League,uscendo nelle semifinali contro il Fulham, con la finale giocatasi proprio ad Amburgo. Nel 2010-2011 chiude all'ottavo posto lontano 10 punti dalla zona europa. Nella stagione successiva è protagonista di un campionato fallimentare che ha visto l'Amburgo salvarsi nel campionato maggiore alla penultima giornata.

Nella stagione 2012-2013 il campionato è stato abbastanza positivo, che vede l'Amburgo piazzarsi 7° in classifica, ma manca la qualificazione in Europa League poiché lo Stoccarda (arrivato 12°in classifica) ha raggiunto la finale di Coppa di Germania. Durante il campionato ha avuto successi importanti (2 col Borussia Dortmund, 3-2 ad Amburgo e 4-1 a Dortmund, 3-1 allo Schalke 04) ma è stato anche vittima di un pesantissima sconfitta per 9-2 da parte della capolista Bayern Monaco.

La stagione 2013-2014 è stata una delle più travagliate per il club anseatico. I risultati altalenanti hanno segnato inizialmente il campionato dell'Hsv: all'esordio un pirotecnico 3-3 in casa dello Schalke 04 seguito da 2 sconfitte contro Hoffenheim ed Herta Berlino fino ad arrivare al primo successo in campionato conseguito in casa contro il neo promosso Eintracht Braunschweig. Fino alla pausa invernale i risultati non furono all'altezza del blasone e della storia del club, coinvolgendo l'Amburgo nella lotta per non retrocedere. Gli scarsi risultati porteranno all'esonero del tecnico Bert van Marwijk sostituito da Mirko Slomka ,reduce da una buona esperienza sulla panchina dell'Hannover. L'esordio è più che promettente dato che l'Amburgo riesce ad imporsi per 3-0 contro il Borussia Dortmund. Nelle partite successive la squadra non riesce a ripetere prestazioni simili e,per questo, gli anseatici rimangono perennemente coinvolti nella lotta per non retrocedere in seconda divisone.A fine stagione l'Hsv si piazza davanti a Norimberga e Braunschweig,ottenendo l'accesso ai play out da disputare contro il Greuther Furth. L'andata si gioca ad Amburgo ma,nonostante il fattore campo,la partita termina 0-0. Al ritorno un gol del solito Lasogga (l'esplosione dell'attaccante tedesco sarà l'unica nota lieta della stagione) porta in vantaggio l'Amburgo che,successivamente,subirà il pareggio dalla squadra di casa. La partita termina 1-1 e l'HSV rimane in Bundesliga (come accade ininterrottamente dal 1963) nonostante una stagione drammatica.

La stagione 2014-2015 inizia con buoni propositi,anche per la buona campagna acquisti effettuata dal club. Sempre condotta da Mirko Slomka la squadra può contare su buoni innesti come Nicolai Muller (prelevato dal Magonza), Lewis Holtby (arrivato in prestito dal Tottenham) e Valon Behrami arrivato dal Napoli oltre ad altri acquisti quali: Matthias Ostrzolek,Zoltan Stieber e il difensore brasiliano Clèber. Inoltre sono stati esercitati i diritti di riscatto per Lasogga (preso dall'Herta Berlino) e l'esperto difensore Johan Djourou (riscattato dall'Arsenal). Piccola curiosità,il mercato in entrata dell'Hsv è stato finanziato,quasi in toto,da un azionista del club, Klaus-Michael Kuhne, che ha prestato all'Amburgo 25 milioni di euro[1]. Per quanto concerne il mercato in uscita,oltre ad alcune operazioni minori riguardanti alcuni giovani, sono stati ceduti il centrocampista croato Milan Badelj(venduto alla Fiorentina per 5 milioni di euro), il centrocampista venezuelano Tomàs Rincòn (accasatosi al Genoa dopo la scadenza del suo contratto) e il centrocampista norvegese Per Ciljan Skjelbred,traferitosi all'Herta Berlino. L'uscita più "dolorosa" è stata quella di Hakan Calhanoglu,giovane promessa classe 1994 del club anseatico,ceduto al Bayer Leverkusen. Purtroppo la stagione inizia come era terminata la precedente,ovvero male. Pareggio all'esordio in trasferta (0-0) contro il neopromosso Colonia,sconfitta per 3-0 in casa contro la matricola Paderborn e sconfitta per 2-0 contro l'Hannover in trasferta. Dopo tre partite con zero gol all'attivo e un punto guadagnato, viene esonerato il tecnico Mirko Slomka sostituito dal tecnico delle giovanili Josef Zinnbauer che,all'esordio,ottiene il suo primo punto pareggiando per 0-0 contro il Bayern Monaco. Dopo questo pareggio la squadra incappa in due sconfitte di misura:1-0 col Borussia Monchengladbach e 2-1 con l'Eintracht Francoforte. Successivamente l'Amburgo espugna,a sorpresa, il campo del Borussia Dortmund per 1-0 (gol vittoria segnato da Lasogga). Nelle giornate successive l'Hsv ottiene un punto contro l'Hoffenheim (1-1 in casa),perde malamente a Berlino con l'Herta (3-0) e batte 1-0 il Bayer Leverkusen con un gol su rigore del capitano Van der Vaart. In virtù di questi risultati l'Amburgo, dopo nove giornate, si ritrova a 9 punti.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dell'Amburgo SV
  • 29 settembre 1887 Nasce il Sports Club Germania
  • 1919 nasce l' Hamburger Sports-Verein
  • 1922/23 - Meisterschale.png Verbandsliga Campione di Germania (1º titolo).
  • 1927/28 - Meisterschale.png Verbandsliga Campione di Germania (2º titolo).
  • 1959/60 - Oberliga Meisterschale.png Campione di Germania (3º titolo).
  • 1960/61 - Non raggiunge le finali della Oberliga. Coppa dei Campioni eliminato alle semifinali dal Barcellona.
  • 1961/62 - Non raggiunge le finali della Oberliga.
  • 1962/63 - Non raggiunge le finali della Oberliga.
  • 1963/64 - 6° in Bundesliga. Coppagermania.png Vincitore della Coppa di Germania (1º titolo)
  • 1964/65 - 11° in Bundesliga.
  • 1965/66 - 9° in Bundesliga.
  • 1966/67 - 14° in Bundesliga.
  • 1967/68 - 13° in Bundesliga. Finalista in Coppa delle Coppe perde 2 a 0 con il Milan.
  • 1968/69 - 6° in Bundesliga.
  • 1969/70 - 6° in Bundesliga.
  • 1970/71 - 5° in Bundesliga.
  • 1971/72 - 10° in Bundesliga. Coppa UEFA Eliminato dal St Johnstone F.C. ai 32esimi.
  • 1972/73 - 14° in Bundesliga. Vincitore DFL-Ligapokal (1º titolo)
  • 1973/74 - 12° in Bundesliga.
  • 1974/75 - 4° in Bundesliga. Coppa UEFA Eliminato dalla Juve ai quarti.
  • 1975/76 - 2° in Bundesliga. Coppagermania.png Vincitore della Coppa di Germania (2º titolo). Coppa UEFA Eliminato dal Bruges in semifinale.
  • 1976/77 - 6° in Bundesliga.Coppacoppe.pngVince la Coppa delle Coppe (1º titolo)

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dello Hamburger S.V..

Di seguito la lista degli allenatori dell'Amburgo dal 1963 ad oggi.

  1. ^ a b c d e Allenatore ad interim.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2014-2015[modifica | modifica wikitesto]

Rosa, numerazione e ruoli sono aggiornati al 7 luglio 2014.

N. Ruolo Giocatore
1 Rep. Ceca P Jaroslav Drobný
2 Germania D Dennis Diekmeier
3 Brasile D Cléber
4 Germania D Heiko Westermann
5 Svizzera D Johan Djourou
7 Germania D Marcell Jansen
8 Germania C Tolgay Arslan
9 Germania A Maximilian Beister
10 Germania A Pierre-Michel Lasogga
11 Croazia C Ivo Iličević
15 Germania P René Adler
16 Lettonia A Artjoms Rudņevs
17 Ungheria C Zoltán Stieber
18 Germania C Lewis Holtby
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png
19 Rep. Ceca C Petr Jiráček
21 Svizzera C Valon Behrami
22 Germania D Matthias Ostrzolek
23 Paesi Bassi C Rafael van der Vaart
24 Germania C Matti Steinmann
26 Germania A Philipp Müller
27 Germania C Nicolai Müller
30 Germania P Alexander Brunst-Zöllner
32 Serbia D Slobodan Rajković
33 Germania C Gideon Jung
34 Macedonia C Valmir Nafiu
37 Stati Uniti A Julian Green
39 Germania C Ashton Götz
40 Serbia C Gojko Kačar

Rosa 2013-2014[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Rep. Ceca P Jaroslav Drobný
2 Germania D Dennis Diekmeier
3 Inghilterra D Michael Mancienne
4 Germania D Heiko Westermann
5 Svizzera D Johan Djourou
6 Paesi Bassi C Ouasim Bouy
7 Germania C Marcell Jansen
9 Turchia C Hakan Çalhanoğlu
11 Croazia C Ivo Iličević
14 Croazia C Milan Badelj
15 Germania P René Adler
16 Germania D Lasse Sobiech
17 Germania D Lam Zhi Gin
18 Germania C Tolgay Arslan
N. Ruolo Giocatore 600px Azzurro con Rombi bianco nero e bianco.png
19 Rep. Ceca C Petr Jiráček
20 Germania A Pierre-Michel Lasogga
21 Germania A Maximilian Beister
23 Paesi Bassi C Rafael van der Vaart
24 Serbia D Slobodan Rajković
25 Paesi Bassi A Ola John
27 Turchia C Kerem Demirbay
28 Germania D Jonathan Tah
29 Germania P Florian Stritzel
30 Germania P Sven Neuhaus
31 Camerun A Jacques Zoua
32 Germania C Matti Steinmann
34 Macedonia A Valmir Nafiu
37 Germania D Patrick Owomoyela
Italia A Mattia Maggio

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

Kevin Keegan 1978, 1979
Mehdi Mahdavikia 2003
Uwe Seeler 1960, 1964, 1970

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Piazzamenti dell'Amburgo nella Bundesliga dal 1964 al 2007


Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

11 trofei

Competizione Stagioni Secondo posto
Meisterschale.png Campionato tedesco: 6 1922-1923, 1927-1928, 1959-1960, 1978-1979, 1981-1982, 1982-1983 1923/1924, 1943/1944, 1956/1957, 1957/1958, 1975/1976, 1979/1980, 1980/1981, 1983/1984, 1986/1987
Coppagermania.png Coppa di Germania: 3 1962-63, 1975-1976, 1986-1987 1951/1952, 1966/1967, 1973/1974
Ligapokal GER.png Coppa di Lega tedesca: 2 1972-1973, 2003 -
DeustcherSupercupTrophy.png Supercoppa di Germania: - 1987

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

4 trofei

Competizione Stagioni Secondo posto
Copa Intercontinental.svg Coppa Intercontinentale: - 1983
Coppacampioni.png Champions League: 1 1982-1983 1979-1980
Coppacoppe.png Coppa delle Coppe: 1 (record tedesco) 1976-1977 1967-1968
Coppauefa.png Coppa UEFA: - 1981-1982
Supercoppaeuropea2.png Supercoppa UEFA: - 1977, 1983
Coppa Intertoto.svg Coppa Intertoto: 2[2] (record) 2005, 2007 -

Competizioni minori[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 campionati di calcio della Germania del nord:
1921, 1922, 1923, 1924, 1925, 1928, 1929, 1931, 1932, 1933
  • 4 Gauliga Nordmark
1937, 1938, 1939, 1941
  • 1 Gauliga Hamburg
1945
  • 1 Stadtliga Hamburg
1946
  • 2 campionati della zona d'occupazione inglese
1947, 1948
  • 15 Oberliga Nord
1948, 1949, 1950, 1951, 1952, 1953, 1955, 1956, 1957, 1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963
1982
2007, 2008
2008
  • 1 T-Home Cup
2009
2012

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche di squadra[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Amburgo SV è rimasto imbattuto in campionato dal 16 gennaio 1982 al 29 gennaio 1983, per una serie di 36 partite utili consecutive e che ha resistito come record della Bundesliga sino alla stagione 2013-2014, quando a batterla vi è riuscito il Bayern Monaco, stabilendo il nuovo record di imbattibilità di 53 partite consecutive.

Amburgo in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Amburgo,dall'imprenditore Kuhne le risorse per il mercato.
  2. ^ L'UEFA ha organizzato per la prima volta la Coppa Intertoto nel 1995 secondo la Storia della Coppa Intertoto in uefa.com.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]