Futebol Clube do Porto
| FC Porto Calcio |
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| Detentore della Supercoppa di Portogallo | ||||
| Dragões (Draghi) | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Simboli | Drago | |||
| Dati societari | ||||
| Città | Oporto | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Primeira Liga | |||
| Fondazione | 1893 | |||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Estádio do Dragão (52.000 posti) |
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| Sito web | www.fcporto.pt | |||
| Palmarès | ||||
| Primeira Liga | 27 | |||
| Trofei nazionali | 16 Coppe di Portogallo 19 Supercoppe di Portogallo |
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| Trofei internazionali | 2 Coppe dei Campioni/Champions League 2 Coppe UEFA/Europa League 1 Supercoppe UEFA 2 Coppe Intercontinentali |
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| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
Il Futebol Clube do Porto, abbreviato in FC Porto, è una società polisportiva portoghese di Oporto, nota soprattutto per la sua sezione calcistica, che in Italia è conosciuta più semplicemente come Porto. Fu fondata ad Oporto nel 1893 da António Nicolau de Almeida e milita nella prima divisione portoghese, di cui è la seconda squadra più titolata dietro al Benfica.
La squadra gioca le partite casalinghe nell'Estádio do Dragão (ultimato nel 2003 in modo da essere pronto per l'Europeo 2004), dopo che per 51 anni aveva giocato nell'Estádio das Antas.
Insieme allo Sporting Lisbona e al Benfica il Porto fa parte del novero dei "grandi" club portoghesi. In ambito nazionale ha vinto 19 degli ultimi 28 campionati disputati; in ambito europeo ha conquistato due Coppe dei Campioni/Champions League, due Coppe UEFA/Europa League, una Supercoppa Europea. Dopo il Liverpool nel 1976-1977, è stata la prima squadra a vincere la Champions League nella stagione successiva alla vittoria della Coppa UEFA.
I tifosi e i giocatori del Porto sono spesso soprannominati dragões (draghi), anche se è diffuso il nomignolo Andrades, dopo che una famiglia con questo cognome sponsorizzò il club per alcuni anni. Dagli anni ottanta, però, questo soprannome sembra aver acquisito una connotazione dispregiativa. I tifosi del Porto (e gli abitanti di Porto in generale) sono anche conosciuti come tripeiros, mangiatori di trippa, piatto tipico di Oporto. Il rivale per eccellenza della squadra è il Benfica di Lisbona, con cui gioca il match detto O Clássico; ha un rapporto di rivalità anche nei confronti del Boavista, altra squadra con sede ad Oporto, tuttavia la differenza di categoria affermatasi negli ultimi anni ha fatto scemare le ostilità.
Il club è quotato al Euronext Lisbon (Euronext: FCP).
Indice |
Polisportiva [modifica]
Il Porto è una società di successo anche in altri sport: le squadre di pallamano e di pallacanestro competono ogni anno per il titolo nazionale e la sezione hockey è tra le migliori in questo sport. Presto sarà completata la nuova arena, che sorgerà vicino allo stadio. Negli anni passati i terreni di gioco non professionistici erano disseminati per le città del Portogallo nord-occidentale (come Gondomar ed Espinho).
Il club possiede alcuni punti vendita chiamati Loja Azul (Store Blu) e disseminati per Oporto, tra cui due del fornitore ufficiale, la Nike. Dal 1994 durante il precampionato è organizzata un'iniziativa di merchandising chiamata Portomania, in occasione della quale nasce ogni anno una rivista di 60 pagine completamente a colori intitolata Dragões (Draghi). Si tratta di una delle più vecchie pubblicazioni legate ad un club in Europa, visto che esiste dai primi anni ottanta.
Il Porto ha vinto complessivamente 29 titoli internazionali:
- 11 nel calcio:
- 8 nell'hockey:
- 2 Coppa CERS (1994, 1996)
- 2 Coppe del Coppes (1982, 1983)
- 2 Coppe dei Campioni (1986, 1987)
- 1 Supercoppa (1986)
- 1 coppe Europea Billard (1998)
- 10 nell'atletica (Coppa Europea di Atletica)
Storia [modifica]
Fondato originariamente nel 1893, il Porto rimase abbandonato fino al 1906, quando Monteiro da Costa risollevò il club. Negli anni successivi divenne una delle società più importanti del Portogallo, ma con minore assiduità di quella dei rivali di Lisbona. Ciononostante la squadra riuscì a vincere i primi due campionati portoghesi ufficialmente riconosciuti dalla Federazione. Fino all'inizio degli anni ottanta a questi successi seguirono soltanto quattro altri titoli.
Nel 1982 Pinto da Costa assunse il controllo del Porto. Nel decennio seguente il Porto smise i panni della quarta portoghese, per poi diventare la squadra portoghese più vincente del ventennio a venire. Dal 1982, il Porto ha vinto 18 titoli nazionali, centrando il Penta (cinque titoli consecutivi) nel 1999, 12 Coppe di Portogallo e detiene il maggior numero di Supercoppe di Portogallo, avendone conquistate 18 sulle 30 assegnate.
Quando Pinto da Costa diventò presidente il Porto era l'unica delle "tre grandi" portoghesi a non aver mai vinto un trofeo europeo, ma la situazione mutò rapidamente. La prima finale fu quella contro la Juventus nella Coppa delle Coppe del 1984, ma il Porto fu sconfitto. Tre anni più tardi la squadra guidata da Artur Jorge (nome che assunse Pedroto) vinse il suo primo alloro continentale, la Coppa dei Campioni, battendo per 2-1 il Bayern Monaco. La finale fra Bayern Monaco e FC Porto fu piuttosto movimentata e viene considerata una tra le più grandi finali della Coppa dei Campioni, con il gol di tacco di Rabah Madjer.
L'anno seguente il Porto vinse la Supercoppa europea e la Coppa Intercontinentale, diventando la prima squadra portoghese capace di vincere le due coppe. I 16 anni che seguirono videro il Porto viaggiare su livelli medi: la squadra entrava spesso tra le migliori 16 della Coppa dei Campioni, ma senza andare oltre. L'eccezione si verificò nella stagione 1993-1994, quando il Porto raggiunse la semifinale della UEFA Champions League. La partita, giocata in gara singola, terminò con una pesante sconfitta al Camp Nou contro il Barcellona di Johann Cruyff.
Nel 2003, sotto la guida di José Mourinho, il Porto fu protagonista di una straordinaria cavalcata nella Coppa UEFA, culminata nel trionfo in finale contro il Celtic. In estate il Porto fu sconfitto dal Milan nella partita che assegnava la Supercoppa europea. Chiamato ad una sfida più impegnativa, nella stagione seguente il Porto, nonostante un inizio poco favorevole, nel corso del quale ci fu anche una sconfitta per 1-3 contro il Real Madrid, non perse più nella Champions League 2003-2004, eliminando nel turno preliminare l'Olympique Marsiglia, retrocesso in Coppa UEFA (dove i francesi raggiunsero la finale), e successivamente il Manchester United all'Old Trafford nei minuti di recupero, il Lione e il Deportivo La Coruña. In finale la squadra di Mourinho sconfisse per 3-0 il Monaco di Deschamps, altra sorpresa della manifestazione.
Grazie alla vittoria il Porto divenne la squadra portoghese con più coppe europee. La squadra di Oporto, infatti, vanta 2 Champions League (di cui 1 Coppa dei Campioni) e una Coppa UEFA, mentre il Benfica 2 Coppe dei Campioni e lo Sporting Lisbona una Coppa delle Coppe.
Tuttavia fu quella vittoria l'apice del successo, poiché con la partenza di José Mourinho, che lasciò il Portogallo per diventare l'allenatore del Chelsea, partirono molti degli elementi di valore della squadra, da Deco a Ricardo Carvalho a Paulo Ferreira (questi ultimi due approdati al Chelsea insieme a Mourinho).
Nella stagione 2004-2005 ci furono anche altri cambi in panchina. In estate fu ingaggiato l'allenatore italiano Luigi Delneri, ma fu esonerato ancor prima dall'inizio del campionato. Al suo posto fu chiamato Victor Fernandez, che perse contro il Valencia nella partita valida per l'assegnazione della Supercoppa europea 2004 e fu esonerato per far posto a Jose Pexeiro. Il 12 dicembre 2004 il Porto conquistò l'ultima Coppa Intercontinentale della storia (il trofeo fu sostituito dalla Coppa del Mondo per club dal 2005) sconfiggendo per 8-7 dopo i rigori i colombiani dell'Once Caldas a Yokohama. Per il club di Oporto si trattò del secondo successo nell'Intercontinentale dopo quello del 1987.
Dopo aver occupato per quasi tutta la stagione il terzo posto nella Superliga portoghese la squadra si piazzò infine seconda alle spalle del Benfica. In Champions League fu eliminata dall'Inter agli ottavi di finale.
Nella stagione 2005-2006 il Porto ingaggiò come allenatore l'olandese Co Adriaanse, reduce da un'ottima stagione con l'AZ Alkmaar. La squadra vinse il campionato portoghese, ma in Champions League fu estromessa nella fase a gironi.
All'inizio della stagione 2006-2007, a seguito degli scarsi risultati della squadra nella fase di pre-campionato, Co Adriaanse si dimise e al suo posto fu assunto Jesualdo Ferreira. In seguito il club fu coinvolto in uno scandalo di corruzione detto Apito Dourado ("Fischietto d'oro"), risalente alla stagione 2003-2004. Il presidente del club di Oporto, insieme ad altre figure di spicco del calcio portoghese tra cui il presidente della federcalcio, fu accusato di alterare i risultati delle partite offrendo agli arbitri denaro in cambio di direzioni di gara favorevoli. Il pubblico ministero, però, assolse il presidente del Porto perché gli esperti, visionando la partita incriminata, non riscontrarono alcuna prova di un operato compiacente e perché il match indagato era di scarsa importanza. Nell'ultima giornata del campionato 2006-2007 il Porto riuscì comunque a conquistare il suo ventiduesimo titolo nazionale.
Nella stagione 2007-2008 il Porto ha dominato il campionato portoghese, laureandosi campione con cinque giornate di anticipo, quando la distanza dalla seconda in classifica era di ben 18 punti e stabilendo il record di gol fatti e il minimo di reti subite. Jesualdo Ferreira è diventato il primo tecnico di nazionalità portoghese a vincere tre titoli di Superliga consecutivi.
Il successo del Porto non è stato compromesso dalla minaccia di una penalizzazione dovuta allo scandalo sopraccitato, minaccia profilatasi dopo l'apertura di un'inchiesta da parte della Commissione disciplinare della Lega portoghese. Alla società di Oporto è stato contestato il reato di tentata corruzione, con l'eventualità di una penalizzazione di 6 punti in classifica.[1] La penalizzazione di 6 punti è stata comminata al club il 9 maggio 2008[2]: il club si è dunque aggiudicato il campionato con 14 punti di vantaggio sullo Sporting Lisbona secondo.
In seguito al coinvolgimento del Porto nello scandalo l'UEFA, il 4 giugno 2008, ha dapprima estromesso il Porto dall'edizione successiva della Champions League[3], per poi riammetterlo momentaneamente in attesa della decisione del Comitato di Controllo e Disciplina[4], che ha poi confermato la riammissione.
Nel 2008-2009 il Porto ha vinto il titolo portoghese per la quarta stagione consecutiva e con tre giornate di anticipo[5]. In Champions League ha raggiunto i quarti di finale, dove è stato eliminato dai campioni in carica del Manchester United al termine di due partite molto combattute (i portoghesi erano riusciti a pareggiare per 2-2 all'Old Trafford, ma sono stati sconfitti per 1-0 in casa).
Nel campionato 2009-2010 si è classificato terzo, mancando l'accesso in Champions Legue, ma qualificandosi per l'Europa League. Il Porto ha comunque messo in bacheca un trofeo, bissando il successo dell'anno precedente nella coppa nazionale.
Per la stagione 2010-2011 il Porto assume il tecnico André Villas Boas assistente per molti anni del Mago di Setubal José Mourinho, in particolare nella stagione 2003-2004 culminata con il trionfo in Champions League. Si tratta anche questa di un'annata ricca di soddisfazioni per il club: la stagione si apre con la conquista della SuperTaça Cândido de Oliveira con la vittoria per 2-0 sul Benfica; nel campionato nazionale il Porto si rivela essere il dominatore incontrastato con la conquista del titolo (25° della storia) con ben 5 turni d'anticipo il 3 aprile 2011 in seguito alla vittoria fuori casa per 2-1 nello scontro diretto con i rivali di sempre del Benfica. La squadra compie una cavalcata trionfale anche nella Europa League, dove ha battuto nella finale di Dublino il 18 Maggio 2011 i connazionali dello Sporting Braga con il risultato di 1-0. La stagione si conclude con un ennesimo successo, il 22 maggio 2011 il Porto conquista la sua ventesima Taça de Portugal battendo in finale il Vitoria Guimaraes per 6-2.
Nella stagione 2010-2011, dopo il passaggio del tecnico André Villas Boas al Chelsea, la squadra viene affidata a Vítor Pereira che comincia la sua avventura conquistando la SuperTaça Cândido de Oliveira (la supercoppa portoghese), battendo per 2-1 il Vitoria Guimaraes. Le due reti decisive per la squadra di Oporto sono state segnate dal difensore Rolando.
Cronistoria [modifica]
| Cronistoria del Porto | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Allenatori [modifica]
Giocatori [modifica]
Vincitori di titoli [modifica]
Palmarès [modifica]Trofei nazionali [modifica]
Trofei internazionali [modifica]Trofei minori [modifica]
Altri piazzamenti [modifica]
Statistiche e record [modifica]Record [modifica]Tra l'8 gennaio 1994 e il 15 aprile 1996 il Porto non ha mai perso le partite di campionato giocate in casa. Questo record è stato infranto a causa della sconfitta subita contro il Vitória Guimarães per 2-3. La squadra ha mantenuto una lunga imbattibilità casalinga in campionato anche nei periodi tra il 6 aprile del 1997 e il 26 settembre del 1998 (serie interrotta contro il Boavista 0-2), tra il 31 ottobre 1998 e il 13 ottobre 2001 (serie interrotta contro il Belenenses 1-2), tra il 15 settembre 2002 e l'8 novembre 2004 (serie interrotta contro il Boavista 0-1), tra il 29 ottobre del 2005 e il 17 dicembre del 2006 (serie interrotta contro l'Estrela Amadora 0-1), tra il 6 aprile del 2007 e il 20 aprile del 2008 (serie interrotta contro il Nacional 0-3), e dal 15 novembre 2008 ad oggi.[6] Organico 2012-2013 [modifica]
Rosa [modifica]Rosa e numerazione aggiornate al 13 agosto 2012[7].
Staff tecnico [modifica]
Note [modifica]
Voci correlate [modifica]Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
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